val75 Inviato 12 Luglio, 2007 #1 Inviato 12 Luglio, 2007 Ciao a tutti! volevo porre a tutti coloro che mi possono rispondere un quesito. Nel caso mi trovassi a dover catalogare una qualsiasi moneta sia essa medievale o romana ed il peso non coincidesse con quello dei vari libri in mio possesso come posso calcolare una sua perdita " fisiologica" del peso calcolando l'usura ed il decadimento? Io ritengo che nel caso non dovesse coincidere il peso "alla lettera" non è detto che ci si possa trovare tra le mani un falso. Forse questa perdita di peso va calcolata in percentuale all'età del pezzo? Ciao a tutti e grazie!! Cita
danielealberti Inviato 12 Luglio, 2007 #2 Inviato 12 Luglio, 2007 Il peso delle monete antiche può variare, ciò può dipendere sia dall'usura che ha privato la moneta di parte del suo materiale e quindi di una parte del peso, sia da sucessivi interventi che, sopratutto nei metalli preziosi, alleggerivano volutamente la moneta per recuperare metallo, tale processo era la tosatura, sia nel modo in cui è stata prodotta la moneta. Esisteva un procedimento in cui con una tale quantità di metalo dovevano essere prodotto un certo quantitativo predefinito di monete, poco importava se il peso non era perfettamente uguale, l'importante era avere il numero di monete giuste, tale procedimento era denominato " al marco". lele Cita
bavastro Inviato 12 Luglio, 2007 #3 Inviato 12 Luglio, 2007 ciao val75, da quanto esposto direi che non c'è una regola fissa. Mi riferisco a argento e mistura. Per l'oro la situazione è un po' più rigorosa. Per le monete medievali ad esempio lo stesso pezzo puoi trovarlo a 0,65 o 1,15 grammi. Dipende dalle delibere Comunali, a loro volta dettate dall'andamento del Mercato. Quindi concordo con te che la differenza di peso va interpretata. La cosa migliore è presentare i casi dubbi al forum. ;) Cita Awards
savoiardo Inviato 13 Luglio, 2007 Supporter #4 Inviato 13 Luglio, 2007 come dice l'amico lele nel medioevo il peso delle monete non era una cosa molto precisa.... il sistema "al marco" come dice lui si basava appunto al numero di monete coniate con una certa quantità di materiale.... il marco era pari a circa 245 grammi... calcola che le monete di piccole dimensioni a volte venivano anche coniate con i ritagli o gli avanzi delle monete di maggiori dimensioni.... non seguendo propriamente il peso..... con ciò posso dirti solo che il peso non è un sistema valido per riconoscere un falso... almeno nel medioevo...... Cita
Paleologo Inviato 13 Luglio, 2007 #5 Inviato 13 Luglio, 2007 Oltre che "al marco" si usava la stessa espressione anche per altre unità di misura. Ad esempio per le monete di mistura pontificie si trova l'espressione "coniate al taglio di X scudi per libbra" dove X valeva un certo numero: 4, 3 1/2 e così via a scendere, per via dell'inflazione, e la libbra era l'unità di peso del metallo con cui venivano coniate le monete. Veniva quindi così stabilito il contenuto di fino delle monete di lega. Ciao, P. :) Cita
val75 Inviato 13 Luglio, 2007 Autore #6 Inviato 13 Luglio, 2007 Grazie a tutti per gli interventi sono tutti molto interessanti! :lol: Ma il dubbio per me esiste ancora: allora come ci si accorge di un falso ( oltre a confrontare peso e diametro?) :huh: Cita
RTrovato Inviato 13 Luglio, 2007 #7 Inviato 13 Luglio, 2007 vai da un perito e ti togli ogni dubbio Cita
meja Inviato 13 Luglio, 2007 #8 Inviato 13 Luglio, 2007 Ciao si riconosce con tanta esperienza valutando attentamente diversi fattori , tra i quali certamente il peso, ma sopratutto è lo stile della moneta , la qualità del metallo,(es. spesso i falsi sono monete prodotte per fusione quando invece l'originale è una moneta coniata) la patina "naturale "è un buon indicatore dell'autenticità della moneta ecc..ecc.. ritorno però alla prima che ho detto "l'esperienza" Un Saluto Meja Cita
savoiardo Inviato 13 Luglio, 2007 Supporter #9 Inviato 13 Luglio, 2007 Oltre che "al marco" si usava la stessa espressione anche per altre unità di misura. Ad esempio per le monete di mistura pontificie si trova l'espressione "coniate al taglio di X scudi per libbra" dove X valeva un certo numero: 4, 3 1/2 e così via a scendere, per via dell'inflazione, e la libbra era l'unità di peso del metallo con cui venivano coniate le monete. Veniva quindi così stabilito il contenuto di fino delle monete di lega. Ciao, P. :) 246249[/snapback] .... il marco, la libbra erano comunque misure di peso utilizzate per i conti.... la quantità di fino all'interno della moneta era data dal titolo...... Quoto comunque quello che dice meja.... l'esperienza e la fiducia negli esperti sono i migliori mezzi per riconoscere i falsi.... ..... anche se a volte l'esperienza non basta.... tutti possono cadere in qualche fregatura....... Cita
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