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adalberto

Il "mistero" di Caulonia

Risposte migliori

adalberto

Oggi è Domenica e una esauriente risposta varrebbe bene una Messa. Purtroppo non posso riprodurlo ma lo potreste individuare sull'Eupremio Montenegro (Monete di Italia Antica e Magna Grecia)al n. 3201.

L'ho recentemente acquistato e mi sono incaponito nel voler capire il significato allegorico di quell' Apollo con la mano destra alzata con cui tiene all'indietro una verga, un omino che scappa lungo il suo braccio sinistro ( così precisano tutti!), un cervo retrospiciente verso il dio sulla destra del campo, un piccolo airone sotto l'ascella del dio.

Ho intervistato su Google molti siti numismatici ma tutti mi hanno risposto di non saper dare un significato a quella effigie. Eppure è il classico nomos di Caulonia...e con tanto di leggenda KAVLON!

Questa la mia ...interpretazione: l'omino non scappa correndo lungo il braccio del dio (non si distinguono i suoi piedi) ma si presenta molto lontano, al di là del braccio di Apollo, nell'atto di scappare.

Il territorio di Caulonia era costituito di verdeggianti praterie e di boschi ombrosi densamente popolati da una prolifica fauna (presenza del cervo..dell'airone) la quale aveva per....protettore il dio Apollo, tra l'altro unico" patrono" di Caulonia.

La sua effigie è nell'atto di scacciare con una verga dalle terre di Caulonia i ladri e i bracconieri (rappresentati appunto dal piccolo omino lontano da lui) mentre col braccio sinistro disteso si atteggia semplicemente a "protettore" degli animali.

Si potrebbe pertanto ritenere che ill "mistero tutt'ora in corso" di Caulonia sia dovuto al fatto di aver considerato l'omino correre lungo il braccio di Apollo (notansi le descrizioni non solo del Montenegro) e non posizionato invece lontano e a sinistra del dio.

Chiedo gentilmente: cosa ne pensate? Ho svelato correttamente il mistero?

Adalberto

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adalberto
Oggi è Domenica e una esauriente risposta varrebbe bene una Messa. Purtroppo non posso riprodurlo ma lo potreste individuare sull'Eupremio Montenegro (Monete di Italia Antica e Magna Grecia)al n. 3201.

L'ho recentemente acquistato e mi sono incaponito nel voler capire il significato allegorico di quell' Apollo con la mano destra alzata con cui tiene all'indietro una verga, un omino che scappa lungo il suo braccio sinistro ( così precisano tutti!), un cervo retrospiciente verso il dio sulla destra del campo, un piccolo airone sotto l'ascella del dio.

  Ho intervistato su Google molti siti numismatici ma tutti mi hanno risposto di non saper dare un significato a quella effigie. Eppure è il classico nomos di Caulonia...e con tanto di leggenda KAVLON!

  Questa la mia ...interpretazione: l'omino non scappa correndo  lungo il braccio del dio (non si distinguono i suoi piedi) ma si presenta molto lontano, al di là del braccio di Apollo, nell'atto di scappare.

  Il territorio di Caulonia era costituito di verdeggianti praterie e di boschi ombrosi densamente popolati da una prolifica fauna (presenza del cervo..dell'airone) la quale aveva per....protettore il dio Apollo,  tra l'altro unico" patrono" di Caulonia.

  La sua effigie è nell'atto di scacciare con una verga dalle terre di Caulonia i ladri e i bracconieri (rappresentati appunto dal piccolo omino  lontano da lui) mentre col braccio sinistro disteso si atteggia semplicemente a "protettore" degli animali.

  Si potrebbe pertanto ritenere che ill "mistero tutt'ora in corso"  di Caulonia sia dovuto al fatto di aver considerato l'omino correre lungo il braccio di Apollo (notansi le descrizioni non solo del Montenegro) e non posizionato invece  lontano e a sinistra del dio.

  Chiedo gentilmente: cosa ne pensate? Ho svelato correttamente il mistero?

Adalberto

251184[/snapback]

Preciso che non solo sul Montenegro ma anche su molti siti di numismatica vi potrebbe apparire quello stranissimo nomòs di CAULONIA cliccando Goggle - Monete di Caulonia. E' un incuso. Qualcuno potrebbe gentilmente venirmi in aiuto?

Adalberto

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dracma

Il significato del tipo monetale di Caulonia è stato oggetto di numerose interpretazioni, ben sintetizzate in una recente nota del Parise (N.Parise, Monete delle colonie achee d’occidente, in Gli Achei e l’identità etnica degli Achei d’Occidente (Paestum 2001), E. Greco cur., Paestum-Atene 2002, pp. 389 ss.)

Alla fine del ‘700, a partire dagli studi condotti da Josef Eckhel, la figura maschile con braccio proteso è stata variamente interpretata come Dioniso Mastiktēr; come dio locale del promontorio Cocinto o ancora come Kaulon, eroe eponimo della città. Il Noe, nella sua monografia su Caulonia, propone invece di identificare il tipo con Apollo Archagetas; W. Lloyd propende per la medesima divinità ma nell’epiclesi Katharsios mentre L. Lacroix assimila l’immagine ad Apollo Pizio o Iperboreo. Per quanto concerne la piccola figura alata che corre sul braccio del dio, essa è interpretata, da un lato, come simbolo dei miasmi pestilenziali cacciati da Apollo nell’intento di purificare la regione (o del vento che faciliterebbe l’azione purificatrice); dall’altro come rappresentazione del giovane messaggero che annuncia il ritorno del dio dagli Iperborei.

Nel 1838 lo Streber propose invece di leggere, nella tipologia cauloniate, la terza fatica di Herakles: la cattura della cerva Cerinitide, che, una volta catturata, si rivolgerebbe verso l’eroe. La figurina in corsa veniva identificata con uno dei Cercopi, che secondo la leggenda avrebbero tentato di derubare Herakles assopito in una valle, aulon in greco, nella quale probabilmente si poteva riconoscere la stessa Caulonia, così chiamata proprio perché sorgeva nel fondo di una valle (Hecat., fr. 84 Jacoby).

Più di un secolo dopo anche Cazzaniga, pur non citando lo studio di Streber, ne propose la medesima interpretazione. Secondo Cazzaniga, tuttavia, Herakles sarebbe raffigurato non solo al termine dell’impresa, ma anche durante l’inseguimento della cerva: a questo alluderebbe la figurina in corsa.

L’immagine di Herakles sugli incusi di Caulonia non è poi tanto sorprendente se si pensa che la polis fu probabilmente fondata per iniziativa di Crotone, nella cui fondazione Herakles, allo stesso modo di Apollo aveva avuto un ruolo fondamentale (si vedano in proposito gli oracoli di fondazione della città).

Riguardo all’interpretazione da te espressa, Adalberto, vorrei fare alcune puntualizzazioni. Essendo il tipo il contrassegno dell’autorità emittente che conferisce valore ma anche autorevolezza alla polis responsabile dell’emissione, non credo che il repertorio dell’epoca contemplasse ladroni o briganti, bensì che si attenesse alla sfera religiosa e/o mitica, in quanto proprio la religione ed il mito, la cui connessione è strettissima, legittimavano e conferivano prestigio alle origini di una città. La stessa cerva - se coglie nel segno l’identificazione della figura maschile con Herakles - non sarebbe un animale comune, bensì la cerva dalle corna d’oro sfuggita ad Artemide e rifuggiatasi a Cerinea. E’ pur vero che non possono escludersi altre interpretazioni (potrebbe trattarsi ad esempio della cerva consacrata ad Artemide da Diomede in un santuario della Peucezia), ma è indubbio che l’animale rivestisse una notevole importanza, come dimostra la sua esclusiva adozione al rovescio degli esemplari cauloniati a doppio rilievo. Io non escluderei, come già sostenuto da altri studiosi, che fosse proprio la cerva l’emblema della città di Caulonia, sebbene non se ne riesca ancora ad apprendere a pieno il significato.

Riguardo all’airone, che compare sugli ultimi coni di Caulonia prima del passaggio al doppio rilievo, ma anche sugli incusi crotoniati e su una serie di Terina, non escluderei un possibile rapporto con l’acqua (fiume, sorgente, mare) che, come è noto, è uno degli elementi cardine della purificazione.

Saluti

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minerva

Grazie Dracma per l'interessante e davvero notevole approfondimento; come sempre chiaro ed esaustivo. Enrico :)

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adalberto
Il significato del tipo monetale di Caulonia è stato oggetto di numerose interpretazioni, ben sintetizzate in una recente nota del Parise (N.Parise, Monete delle colonie achee d’occidente, in Gli Achei e l’identità etnica degli Achei d’Occidente (Paestum 2001), E. Greco cur., Paestum-Atene 2002, pp. 389 ss.)

Alla fine del ‘700, a partire dagli studi condotti da Josef Eckhel, la figura maschile con braccio proteso è stata variamente interpretata come Dioniso Mastiktēr; come dio locale del promontorio Cocinto o ancora come Kaulon, eroe eponimo della città. Il Noe, nella sua monografia su Caulonia, propone invece di identificare il tipo con Apollo Archagetas; W. Lloyd propende per la medesima divinità ma nell’epiclesi Katharsios mentre L. Lacroix assimila l’immagine ad Apollo Pizio o Iperboreo. Per quanto concerne la piccola figura alata che corre sul braccio del dio, essa è interpretata, da un lato, come simbolo dei miasmi pestilenziali cacciati da Apollo nell’intento di purificare la regione (o del vento che faciliterebbe l’azione purificatrice); dall’altro come rappresentazione del giovane messaggero che annuncia il ritorno del dio dagli Iperborei.

Nel 1838 lo Streber propose invece di leggere, nella tipologia cauloniate, la terza fatica di Herakles: la cattura della cerva Cerinitide, che, una volta catturata, si rivolgerebbe verso l’eroe. La figurina in corsa veniva identificata con uno dei Cercopi, che secondo la leggenda avrebbero tentato di derubare Herakles assopito in una valle, aulon in greco, nella quale probabilmente si poteva riconoscere la stessa Caulonia, così chiamata proprio perché sorgeva nel fondo di una valle (Hecat., fr. 84 Jacoby).

Più di un secolo dopo anche Cazzaniga, pur non citando lo studio di Streber, ne propose la medesima interpretazione. Secondo Cazzaniga, tuttavia, Herakles sarebbe raffigurato non solo al termine dell’impresa, ma anche durante l’inseguimento della cerva: a questo alluderebbe la figurina in corsa.

L’immagine di Herakles sugli incusi di Caulonia non è poi tanto sorprendente se si pensa che la polis fu probabilmente fondata per iniziativa di Crotone, nella cui fondazione Herakles, allo stesso modo di Apollo aveva avuto un ruolo fondamentale (si vedano in proposito gli oracoli di fondazione della città).

Riguardo all’interpretazione da te espressa, Adalberto, vorrei fare alcune puntualizzazioni. Essendo il tipo il contrassegno dell’autorità emittente che conferisce valore ma anche autorevolezza alla polis responsabile dell’emissione, non credo che il repertorio dell’epoca contemplasse ladroni o briganti, bensì che si attenesse alla sfera religiosa e/o mitica, in quanto proprio la religione ed il mito, la cui connessione è strettissima,  legittimavano e conferivano prestigio alle origini di una città. La stessa cerva - se coglie nel segno l’identificazione della figura maschile con Herakles - non sarebbe un animale comune, bensì la cerva dalle corna d’oro sfuggita ad Artemide e rifuggiatasi a Cerinea. E’ pur vero che non possono escludersi altre interpretazioni (potrebbe trattarsi ad esempio della cerva consacrata ad Artemide da Diomede in un santuario della Peucezia), ma è indubbio che l’animale rivestisse una notevole importanza, come dimostra la sua esclusiva adozione al rovescio degli esemplari cauloniati a doppio rilievo. Io non escluderei, come già sostenuto da altri studiosi, che fosse proprio la cerva l’emblema della città di Caulonia, sebbene non se ne riesca ancora ad apprendere a pieno il significato.

Riguardo all’airone, che compare sugli ultimi coni di Caulonia prima del passaggio al doppio rilievo, ma anche sugli incusi crotoniati e su una serie di Terina, non escluderei un possibile rapporto con l’acqua (fiume, sorgente, mare) che, come è noto, è uno degli elementi cardine della purificazione.

Saluti

251262[/snapback]

La ringrazio vivamente per l'autorevolissima esauriente esposizione delle varie interpretazioni succedutesi nel tempo e condivido senza riserve l'opinione che si tratti di una rappresentazione mitico-religiosa di Caulonia. La moneta da me acquistata si aggira intorno al  BB e mi consenta di ....sussurrarle che l'ho pagata 350 euro.

Gradisca un cordiale saluto da Adalberto

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