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cori

MG Sybaris

Risposte migliori

cori

Diobolo

Diobol (0,97 g.), ca. 520- 500 v.Chr. Vs.: Sich umwendender Stier n. r. Rs.: incuse Amphore. SNG ANS 855; SNG Cop. 1395. ss

foto tratta da wildwinds

...si solito il toro va per la maggiore, ma questo mi sembra più un cavallo... :D

é solo una mia impressione?

Marco

Modificato da cori

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cori
ha le corna...

254855[/snapback]

:D non basta...

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Lemonetiere1
ha le corna...

254855[/snapback]

UN cooorno !!!!!!

Cioè ha un solo corno .

sara' il famoso unicorno ! :D :D

Visti gli esemplari in condizioni migliori dovrebbe essere davvero un toro , ma non escluderei il fatto che la difficolta' della miniaturizzazione abbia dato all'incisione la somiglianza di un cavallo .

Ciao

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antonello

Un altro, ma si vede molto male... :(

post-709-1187901580_thumb.jpg

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antonello

Assomiglia comunque a questo (obolo)... :)

post-709-1187901642_thumb.jpg

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antonello

Ed infine ho trovato anche questo... :D

post-709-1187901709_thumb.jpg

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dracma

Si tratta sicuramente di un toro, la cui resa stilistica con un solo corno è tipica di quel processo di zoomorfizzazione dei fiumi che caratterizza alcune emissioni dell’Italia meridionale. Oltre a Sibari (il cui tipo principale potrebbe alludere proprio all’omonimo fiume Sybaris), si ricordi anche il toro androprosopo di Gela (forse l’omonimo fiume), munito di un solo corno e barbato (a differenza di quello sibarita).

Riguardo al diobolo postato da Cori la datazione proposta da wildwins non è corretta, in quanto tali nominali (sono attestati anche trioboli e oboli), che recano al R/ una ghianda incusa, furono attribuiti dal Kraay alla cd. Sibari II (ca. 510-470 a.C.).

Ben diverso il caso dell’esemplare a legg. AMI postato da Antonello. Si tratta di un’effimera emissione di stateri incusi (e forse 1 dracma) di peso acheo-corinzio, contrassegnati dal tipo del toro retrospiciente (come a Sibari) sormontato da una cavalletta e accompagnati dalla leggenda AMI (o ASI, ammettendo l’andamento retrogrado, oppure IMA o ISA se fosse progrado). L’ipotesi più accreditata attribuisce queste monete all’ethnos tessalo degli Aminei, che avrebbe importato in Italia un particolare tipo di vite, detta appunto aminea (Arist., fr. 495 Rose.). L’ubicazione di questo popolo resta tuttavia incerta: è stata ipotizzata sia una localizzazione meridionale e ionica nella valle del Trionto o poco più a sud, non lontano da Petelia, ma anche a Francavilla Marittima nel territorio di Sibari, sia una collocazione tirrenica a nord del Sele, nell’area dell’attuale Pontecagnano.

Il problema di fondo di questa emissione (alla stregua di quelle a legg. Sirinos-Pux, Pal-Mol e So) è quello cronologico, in quanto se dovesse inquadrarsi dopo il 510, sarebbe interpretabile come il tentativo di un centro periferico, indicato dalla leggenda, di conseguire, mediante l’imitazione di un tipo prestigioso, quale era quello sibarita, qualche vantaggio derivante dal vuoto di potenza determinato dalla città egemone. Se, invece, essa va datata a ridosso del 510, come generalmente si ritiene, si può seguire l’interpretazione che le considera moneta di “confine”, promossa da Sibari come efficace strumento di controllo dei suoi domini.

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cori
Si tratta sicuramente di un toro, la cui resa stilistica con un solo corno è tipica di quel processo di zoomorfizzazione dei fiumi che caratterizza alcune emissioni dell’Italia meridionale. Oltre a Sibari (il cui tipo principale potrebbe alludere proprio all’omonimo fiume Sybaris), si ricordi anche il toro androprosopo di Gela (forse l’omonimo fiume), munito di un solo corno e barbato (a differenza di quello sibarita).

Riguardo al diobolo postato da Cori la datazione proposta da wildwins non è corretta, in quanto tali nominali (sono attestati anche trioboli e oboli), che recano al R/ una ghianda incusa, furono attribuiti dal Kraay alla cd. Sibari II (ca. 510-470 a.C.).

Ben diverso il caso dell’esemplare a legg. AMI postato da Antonello. Si tratta di un’effimera emissione di stateri incusi (e forse 1 dracma) di peso acheo-corinzio, contrassegnati dal tipo del toro retrospiciente (come a Sibari) sormontato da una cavalletta e accompagnati dalla leggenda AMI (o ASI, ammettendo l’andamento retrogrado, oppure IMA o ISA se fosse progrado). L’ipotesi più accreditata attribuisce queste monete all’ethnos tessalo degli Aminei, che avrebbe importato in Italia un particolare tipo di vite, detta appunto aminea (Arist., fr. 495 Rose.). L’ubicazione di questo popolo resta tuttavia incerta: è stata ipotizzata sia una localizzazione meridionale e ionica nella valle del Trionto o poco più a sud, non lontano da Petelia, ma anche a Francavilla Marittima nel territorio di Sibari, sia una collocazione tirrenica a nord del Sele, nell’area dell’attuale Pontecagnano.

Il problema di fondo di questa emissione (alla stregua di quelle a legg. Sirinos-Pux, Pal-Mol e So) è quello cronologico, in quanto se dovesse inquadrarsi dopo il 510, sarebbe interpretabile come il tentativo di un centro periferico, indicato dalla leggenda, di conseguire, mediante l’imitazione di un tipo prestigioso, quale era quello sibarita, qualche vantaggio derivante dal vuoto di potenza determinato dalla città egemone. Se, invece, essa va datata a ridosso del 510, come generalmente si ritiene, si può seguire l’interpretazione che le considera moneta di “confine”, promossa da Sibari come efficace strumento di controllo dei suoi domini.

254964[/snapback]

Grazie dracma per l'approfondimento...la mia era solo una curiosità, come avevo accennato... che si tratta del toro non c'è dubbio, ma... a parte la presenza confusa del corno, la forma del corpo dell'animale rappresentato é molto più simile a quella di un cavallo...lo si nota specialmente nella parte posteriore, molto meno tozza che al solito e nel collo, lungo e slanciato, le zampe stesse sono più magre e affusollate...la pancia, manca della famosa protuberanza...forse proprio la minutezza della moneta, non ha permesso all'incisore di essere più preciso...

Marco

Modificato da cori

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gufetto

I cataloghi parlano infatti di un toro retrospicente.

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lucano

caro cori ! sono un grande appasionato delle emissioni sibarite ed achee in generale in magna grecia e dando un'occhiata veloce alla moneta da te postata sono alquanto dubbioso....sei sicuro si tratti di un'emissione sibarita?non ho mai visto un toro respiciente del genere,e nemmeno il rovescio in incuso mi è famigliare per quel tipo di moneta....bisognera approfondire,consulto e torno! :)

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cori
caro cori ! sono un grande appasionato delle emissioni sibarite ed achee in generale in magna grecia e dando un'occhiata veloce alla moneta da te postata sono alquanto dubbioso....sei sicuro si tratti di un'emissione sibarita?non ho mai visto un toro respiciente del genere,e nemmeno il rovescio in incuso mi è famigliare per quel tipo di moneta....bisognera approfondire,consulto e torno! :)

255537[/snapback]

La mia domanda iniziale, si riferiva solo allo stile del toro...un po troppo equino rispetto alle altre emissioni...per quanto riguarda la serie, con toro ed anfora incusa sembra che esiste l'obolo, il diobolo ed il triobolo

Marco

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Antonio G

"dmn", "dmywn",

dmndibuixforumlamoneta.jpg w478.png

La translitterazione hebraica "dmn", x "dmywn", [dimyon], simile, similarità, risolve il dubito.

Cavallo/ toro, cavalletta/...?,

El dizionario de Judith Targarona traduze su l´espagnolo "parecido, semejanza, analogía, similitud; fantasía, imaginación; ejemplo, modelo.

Lei cita Sal 17,12 "dmynw karyh", se asemeja a un león.

E anque "dmywny", "fantástico, fabuloso, irreal, imaginario, ficticio, quimérico".

Eclo 3,24, traduze fantasia, imaginazione.

El verbale "dmh", nel diz. bíblico de Luis Alonso Schökel,

Q "parecerse, asemejarse, igualarse, ser como; competir, imitar, emular".

Pi "planear, meditar, proyectar, pensar, creer; comparar con; asemejar a"

Hitp "competir con, emular a, igualarse a".

Daltro "dmn", [dómen] traduze "estiércol, abono".

Saluti degli catalani.

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angelmen

Salve a tutti avrei bisogno di un piccolo aiuto , ma esistono monete di Pandosia Bruzia e quali sono i tipi sono conosciuti? Se disponili delle foto vi sarei grato di ogni vostro aiuto, grazie ancora!

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acraf

Esiste la monetazione di Pandosia bruzia (che va distinta da quella lucana), di ubicazione ancora incerta.

Si conoscono 4 serie, sommariamente descritte in Historia Numorum 2001, p. 185:

 

435-425 a.C.

 

1) statere, con testa di ninfa Pandosia a d. e legenda/Dio fluviale Crathis stante e legenda

 

375-350 a.C.

 

2) statere, con testa quasi frontale di Hera/Pan seduto a s. su roccia e leggende

 

3) dramma, con tipi simili

 

4) triobolo, con tipi simili.

 

Sono monete molto rare e mi lasciate un paio di giorni per mostrare alcune immagini (in questo periodo sono un pò impegnato)….

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acraf

Ancora prima dovette essere emesso uno statere di alleanza tra Crotone e Pandosia, la prima moneta a contenere il nome di questa città.

 

Emissione del 500-480 a.C.

 

Statere AR

D/ Tripode e ϘPO

R/ dentro un rettangolo incuso toro con testa girata all'indietro, sopra ΠΑΝ e sotto ΔΟ

Historia Numorum 2001, n. 2097

 

post-7204-0-75562900-1416612406_thumb.jp

Parigi, FG 1942  g. 7,87

 

Mancano comunque riferimenti storiografici precisi sulle motivazioni di queste ed altre emissioni. Secondo l'interpretazione di Parise non si tratterebbe di un'alleanza paritetica ma di una subordinazione politica a Crotone.

 

Emissione del 435-425 a.C. 

 

Statere AR

 

D/ Testa diademata della ninfa Pandosia dx. ΠΑΗΔΟΣΙΑ in alfabeto arcaico.

R/ Dio fiume Crati in piedi, testa a sinistra che tiene un ramo e porge una patera con la destra. Nel campo un pesce. ΚΡΑΘΙΣ.

Historia Numorum 2001, n. 2449

 

post-7204-0-89169000-1416612719_thumb.jp

Londra, BM

 

L'alfabeto usato è arcaico; in particolare il Sigma è ruotato di 90° così da apparire simile alla lettera M. Anche la Pi e la Iota hanno forme arcaiche. La moneta mostra che la forma arcaica di queste lettere era ancora in uso nella matà del V secolo a meno che non si voglia supporre che si tratti di un arcaismo voluto.

La scritta della moneta sembra accreditare l'ipotesi che la città sorgesse nei pressi del fiume Crati.


Emissione del 375-350 a.C. 

 

Statere AR

D/ Testa di Hera Lacinia di fronte, con capelli al vento, orecchini e collana, che indossa uno stephanos (corona) ornata con protome di grifone e caprifoglio.

R/ ΠΑΝΔΟΣΙΝΩΝ; Pan cacciatore nudo, con lancia, seduto su una roccia; accanto, un cane; davanti un'erma barbuta con un caduceo infisso e la legenda ΜΑΛΥΣ. Nel campo Φ.

Historia Numorum 2001, n. 2450

 

(dovrebbe esistere un esemplare al BM, ma non ho la foto)

 

Secondo Rutter ΜΑΛΥΣ potrebbe essere la firma dell'incisore.

 

Dramma AR

D/ simile allo statere

 

R/ simile a quello dello statere, ma il cane è a sin. e lancia. In più la legenda ΝΙΚΟ. ΠΑΝΔΟΣΙ.

Historia NUmorum 2001, n. 2451

 

post-7204-0-39136700-1416613134_thumb.jp

Parigi, FG 1943 g. 2,17

 

post-7204-0-00330600-1416613159_thumb.jp

NAC 52/2009, n. 51 = Jameson 540 g. 2,05

 

Triobolo AR

D/ simile allo statere

D/ Pan su una roccia, che tiene una lancia. Accanto un flauto di Pan. Nel campo la legenda ΝΙΚΟ. ΠΑΝΔΟΣΙΝ

Historia Numorum 2001, n. 2452

 

post-7204-0-66546400-1416613404_thumb.jp

CNG 70/2005, 40  g. 1,06

 

Anche in questo caso NIKO potrebbe essere la firma dell'incisore, ma potrebbe anche essere il nome di un magistrato, o più probabilmente la prima parte del nome.

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