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      Aggiornamento   15/10/2017

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commodo

IN GIRO PER MUSEI

Risposte migliori

commodo

Questa estate nel mio pellegrinaggio museale, come già riportato nella discussione su Aquileia, mi sono ripromesso di non mettere più piede nei Musei italiani che proibiscono le riprese fotografiche digitali (senza utilizzo di flash). Dico questo perchè in tutti i musei francesi che ho visto, compreso il "piccolo" Louvre, ho sempre potuto riprendere ogni cosa e mai mi sono stati posti vincoli per proprietà dello Stato, Copyright, ecc. Nel nostro bel paese invece, ad esempio nel Museo Navale Romano di Albenga, sono stato rincorso in maniera quasi grottesca mentre mi accingevo ad estrarre (ridico estrarre) la mia piccola digitale. La spiegazione è stata la solita, in Italia è vietato fotografare beni archeologici in base alle Leggi in vigore della Sovraintendenza ai Beni Culturali ecc. ecc. (a parte che non è vero, perchè ad esempio al bellissimo Museo S. Giulia di Brescia la cosa mi è stata permessa). Il giorno dopo, faccio per visitare il lapidario della medesima città, ed all'ingresso rifaccio la discussione con la gentile signora alla cassa che mi ribadisce il medesimo concetto, restando poi scocciata di fronte al mio rifiuto di proseguire nella visita. Ma secondo voi, un turista quale "drammatico" utilizzo potrebbe fare di queste immagini ? Anche se fotografasse una anfora Dressel poi che farebbe??? Correrebbe a casa a pubblicare un libro ? Venderebbe le immagini all studio di Fabrizio Corona per metterle nel gossip???? Quindi che cosa si cerca di tutelare??? Il depliant-catalogo in vendita nei Musei (che in genere fanno schifo..tra l'altro), quale altro motivo di segretezza...copyright si nasconde allora????

E me la rido alla grande.......sapete perchè????

Alla saccente signorina che mi ha motivato tutto ciò, facendomi passare per cretinetto e disinformato, turistello presuntuoso, ho semplicemente fatto fare tre passi (ripeto tre passi) di fianco al loro ingresso presso la Pizzeria le Anfore, in bella mostra all'ingresso stavano proprio due splendide ANFORE ROMANE TIPO DRESSEL, proprio due di quelle recuperate sulla famosa nave romana di Albenga.

In questo caso la gentil signorina non mi ha saputo dare spiegazioni, strano......

siamo in Italia...dovrebbero esserci spiegazioni per tutto, anche l'incredibile.

Che ne pensate? Sono io fuori di testa o qualcuno la pensa come me?????

:ph34r: :angry: :angry: :ph34r:

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niko

condivido, tranne che in alcuni casi, se si lascia fare quello che si vuole subentreranno anche persone che useranno il flash, etc. rovinando in modo irreparabile le opere..., un po' di cautela nn fa mai male ;)

certo lasciare fare qualche foto va bene, condivido il tuo ragionamento, ma come scritto su... bisognerebbe avere anche mille occhi per controllare che nessuno usi i flash...

Modificato da niko

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fontus

Devo dire che condivido l'analisi di Commodo. All'estero è pratica comune che sia possibile fare foto (senza flash) a opere e monumenti. Se poi si vuole usare il treppiede (indice di una professionalità nell'esecuzione fotografica,magari xchè destinata a pubblicazione od altro) si paga una (ragionevole) cifra e stop, nessun terrore di furti del copyright e via dicendo.

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rob
Devo dire che condivido l'analisi di Commodo. All'estero è pratica comune che sia possibile fare foto (senza flash) a opere e monumenti. Se poi si vuole usare il treppiede (indice di una professionalità nell'esecuzione fotografica,magari xchè destinata a pubblicazione od altro) si paga una (ragionevole) cifra e stop, nessun terrore di furti del copyright e via dicendo.

256273[/snapback]

Esattamente questa è la situazione che ho visto alla (stupenda) cattedrale gotica di Lincoln, Inghilterra. A mano libera (o appoggiato ad un banco) si fanno tutte le foto che si vuole, con trippiede si paga - mi pare 3 o 5 sterline.

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Antonio VIII

Le foto non si possono fare altrimenti nessuno comprerebbe i depliant.

E' questa la spiegazione.

Se nessuno comprasse i depliant, dal Direttore fino all'Addetto alle pulizie dei bagni non avrebbero "extra"!

Mi dispiace ragionare cosi', in modo qualunquistico, ma il mio sentimento e' questo, per via di tutto quello che succede in Italia riguardo le nostre opere d'arte.

SAluti Antonio VIII

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sognoadocchiaperti

Io credo siano vetuste regole. Come gli assurdi divieti di fotografare installazioni militari dall'esterno. In epoca Google-Earth. Il mondo va avanti,le regole rimangono sempre quelle. Vero il discorso del flash,potrebbe essere questo il motivo,cioè l'impossibilità di controllare ogni visitatore e quindi nazisticamente vietare l'uso delle macchinette fotografiche. Ma allora all'estero? Sono davvero tutti così civili da non usare il flash ove richiesto?

Per curiosità:pensato di scrivere al Ministero per chiedere lumi? Magari,presi solo da elzioni di ogni tipo,non sanno neanche di questo regolamento.

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alteras

Lavorando in un museo forse posso fornire qualche dettaglio in più...

La questione riguarda, come ha giustamente fatto notare Antonioiii i copyright relativi a ciò che viene esposto. Tenete conto che le (poche) pubblicazioni che vengono vendute dai musei, sono un piccolo tentativo di rientrare nei costi che un'esposizione ha. Non sono extra per i dipendenti (magari lo fossero...). Normalmente in Italia esistono solo tre o quattro musei che riescono a gestirsi soltanto grazie ai biglietti d'ingresso e alle pubblicazioni, per il resto sono tutti contributi pubblici e in minor parte privati e quindi tentano di rientrare un po' con queste pubblicazioni.

Quanto alle fotografie, argomento di questo thread, anche in Austria e Germania è vietato (nella maggior parte dei casi) fotografare all'interno dei musei, salvo richiedere una dispensa motivata. In Italia solitamente si lascia correre... Allo splendido museo egizio di Torino, (senza flash) ho scattato numerose foto, così come in altri musei del Paese. Nel museo in cui lavoro io (Arte moderna) tendiamo a lasciar fotografare anche col flash quasi tutto... ovviamente non opere particolarmente sensibili alla luce diretta...

Infine, il divieto più restrittivo, l'ho trovato in Portogallo, dove sono stato redarguito diverse volte e in diverse chiese da parroci...e ovviamente fotografavo senza flash...

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Michele2198

a proposito, in molti Musei americani si può fotografare purchè non si usi il flash. ecco perchè ho potuto fotografare il carro etrusco al Metropolitan. Idem al Museum of Modern Art. Inutile dire che sono tornato a casa con la scheda di memoria della mia Canon strapiena :rolleyes:

Invece al Guggenheim foto vietate con o senza flash... :(

Modificato da Michele2198

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incuso
Supporter
La questione riguarda, come ha giustamente fatto notare Antonioiii i copyright relativi a ciò che viene esposto.

Mah! E di chi sono i diritti d'autore delle navi del museo romano d'Albenga?

Personalmente ritengo che sia una distorsione (salvo il discorso flash) e che il diritto d'autore andrebbe ampiamente rivisto.

Guardate qui che bei risultati:

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=2030219

E attenti anche ad utilizzare le vostre foto senza pagare la SIAE:

http://beppegrillo.meetup.com/143/boards/v...?thread=2609741

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chersoblepte

Vista la mia scarsa abilità nell'impiego dello strumento :P, devo dire che non utilizzo molto spesso la macchina fotografica quando visito i musei, pur portandomela sempre appresso... fortuna mia, solo rarisimmamente (e, sinceramente, non ricordo i casi specifici) ho dovuto "subire" limitazioni al riguardo. Per di più, ultimamente, frequento soprattutto mostre, e mi riprometto sempre d'acquistare i relativi cataloghi: è vero, non costanto mai troppo poco (in effeti le immagini a colori si pagano... ma sempre meglio di quelle in bianco e nero di molti miei testi universitari "consigliati" :rolleyes:), ma li ho trovati sempre ben fatti, con contributi ed approfondimenti interessanti... talvolta utili anche per gli esami :).

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Giovenaledavetralla
Le foto non si possono fare altrimenti nessuno comprerebbe i depliant.

E' questa la spiegazione.

Se nessuno comprasse i depliant, dal Direttore fino all'Addetto alle pulizie dei bagni non avrebbero "extra"!

Mi dispiace ragionare cosi', in modo qualunquistico, ma il mio sentimento e' questo, per via di tutto quello che succede in Italia riguardo le nostre opere d'arte.

SAluti Antonio VIII

256299[/snapback]

Ma per evitare ogni storia uno prima potrebbe comprare il depliant e poi fare foto (senza flash) per ricordare la visita, a quel punto penso che nessuno avrebbe da dire. :) :) :)

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niko
Le foto non si possono fare altrimenti nessuno comprerebbe i depliant.

E' questa la spiegazione.

Se nessuno comprasse i depliant, dal Direttore fino all'Addetto alle pulizie dei bagni non avrebbero "extra"!

Mi dispiace ragionare cosi', in modo qualunquistico, ma il mio sentimento e' questo, per via di tutto quello che succede in Italia riguardo le nostre opere d'arte.

SAluti Antonio VIII

256299[/snapback]

Ma per evitare ogni storia uno prima potrebbe comprare il depliant e poi fare foto (senza flash) per ricordare la visita, a quel punto penso che nessuno avrebbe da dire. :) :) :)

256322[/snapback]

si ma non puoi imporre ad ogni turista di comprare il depliant... c'è chi lo compra e chi no, e allora li tratti ugualmente o dici al turista che nn lo ha comprato di non scattare foto? :huh: ;)

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fontus
Le foto non si possono fare altrimenti nessuno comprerebbe i depliant.

E' questa la spiegazione.

Se nessuno comprasse i depliant, dal Direttore fino all'Addetto alle pulizie dei bagni non avrebbero "extra"!

Mi dispiace ragionare cosi', in modo qualunquistico, ma il mio sentimento e' questo, per via di tutto quello che succede in Italia riguardo le nostre opere d'arte.

SAluti Antonio VIII

256299[/snapback]

Mah, secondo me chi vuole comprare depliant (o cartoline) li compra comunque ,indipendentemente dal fare o meno la foto, per una serie di ragioni, non ultima quella che la foto della cartolina è professionale (ed in genere di miglior qualità) e quella che fai-da-te invece no. Bisogna anche considerare che in moltissimi casi il bookshop è in gestione ad aziende esterne (così come la produzione del materiale esposto) senza che vi siano cessioni di utilizzo del copyright da parte del museo (forse vi sono altro tipo di accordi?non so).

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Antonio VIII

Guardate qui che bei risultati:

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=2030219

E attenti anche ad utilizzare le vostre foto senza pagare la SIAE:

http://beppegrillo.meetup.com/143/boards/v...?thread=2609741

256319[/snapback]

C L A M O R O S O!!!!!

Mi dispiace per le mie bambine, che da Hong Kong, in futuro non potranno piu' vedere le opere italiane su Internet.

Saluti Antonio VIII

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fontus
Lavorando in un museo forse posso fornire qualche dettaglio in più...

La questione riguarda, come ha giustamente fatto notare Antonioiii i copyright relativi a ciò che viene esposto. Tenete conto che le (poche) pubblicazioni che vengono vendute dai musei, sono un piccolo tentativo di rientrare nei costi che un'esposizione ha. Non sono extra per i dipendenti (magari lo fossero...). Normalmente in Italia esistono solo tre o quattro musei che riescono a gestirsi soltanto grazie ai biglietti d'ingresso e alle pubblicazioni, per il resto sono tutti contributi pubblici e in minor parte privati e quindi tentano di rientrare un po' con queste pubblicazioni.

Quanto alle fotografie, argomento di questo thread, anche in Austria e Germania è vietato (nella maggior parte dei casi) fotografare all'interno dei musei, salvo richiedere una dispensa motivata.

256314[/snapback]

Che i musei siano in perdita è indubbio , sono un servizio pubblico e vengono finanziati dalla Stato (da noi), forse la soluzione (più che quella di impedire lo scatto di foto) sarebbe quella di abbattere i costi e di sensibilizzare i cittadini a visitarli di più oltre a quella di non esternalizzare le sole attività remunerative (book shop e visite guidate che sono quasi sempre date in concessione a ditte esterne per una miseria) per tenersi quelle in perdita.

Io devo dire che nel resto del mondo solo in rari casi non ho potuto far uso della macchin fotografica (o meglio avrei, poichè non sono uso scattare molte fotografie), anche in Germania (la parte nord, l'unica che conosco un po' meglio) non ho incontrato molti divieti del genere (non ricordo Berlino ma nelle altre grandi città non mi è mai successo).

A tale proposito ricordo un sito in Perù (o era il Cile?sinceramente non ricordo) dove, contrariamente al solito, non era permesso fotografare. Si trattave di pietre finemente lavorate (molto interessanti peraltro) e chiesi al custode il perchè del divieto.La sua risposta fu "perchè altrimenti non ci viene più nessuno a vederle", ovvero per incentivare il turismo bloccano la diffusione delle immagini... mah!

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orlando10

Credo che, al di là del copyright, il divieto di fotografare e filmare tuteli anche il visitatore, che vorrebbe godersi le opere con un minimo di tranquillità, da tanti bip-bip e click-click e da atteggiamenti improntati all'insofferenza nei confronti di chi si sofferma su un opera d'arte, al fine di "invitarlo" ad allontanarsi e conquistare l'agognato filmato. :)

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commodo
Credo che, al di là del copyright, il divieto di fotografare e filmare tuteli anche il visitatore, che vorrebbe godersi le opere con un minimo di tranquillità, da tanti bip-bip e click-click e da atteggiamenti improntati all'insofferenza nei confronti di chi si sofferma su un opera d'arte, al fine di "invitarlo" ad allontanarsi e conquistare l'agognato filmato. :)

256363[/snapback]

ad esempio nel Museo di Navale Romano di Albenga???

Magari ci fossero click e bip vari, vorrebbe dire che qualcuno vivente c'è.....

potrei capire al Louvre (dove però guarda caso chiunque può fotografare). Inoltre quando un'appassionato entra in un museo (io porto il mio caso) ben difficilmente esce senza aver comperato depliant o libri quando ben fatti, quindi la foto diventa un qualcosa in aggiunta, magari un particolare interesse su questo o quel reperto. Poi logicamente per un uso commerciale il discorso è diverso ed in questo caso, chi utilizza a fini commerciali le medesime immagini se ne assume anche la piena responsabilità. Per il discorso flash, basta mettere un bel cartello in varie lingue, e sotto pericolo di sequestro della scheda credo chiunque farebbe attenzione. Le regole ci vogliono e devono essere rispettate, e non solo in questo particolare argomento. Il problema è che in Italia la strada presa in mille cose differenti sia una strada molto pericolosa, che tutela i trasgressori e si accanisce con le persone civili che si comportano a dovere.......

votatemi come Ministro ai Beni Culturali e vi garantisco che in pochi mesi le cose ve le sistemo tutte.....scommettiamo ?!?!? (e lo stipendio non lo voglio fino ad esito compiuto :D )

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Alexandro

indubbiamente vi sono delle restrizioni nel nostro paese ma non incensiamo troppo i musei esteri.

Si è parlato del Louvre dove secondo alcuni si può fotografare di tutto senza problemi, ma questo non corrisponde assolutamente al vero, vi sono solo alcune sale del grande museo francese dove questo è possibile vi sono altre invece dove cè il sequestro del mezzo fotografico se ti pizzicano a fare qualche scatto o ripresa ( ho visto con i miei occhi la scena di un sequestro).

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commodo
indubbiamente vi sono delle restrizioni nel nostro paese ma non incensiamo troppo i musei esteri.

Si è parlato del Louvre dove secondo alcuni si può fotografare di tutto senza problemi, ma questo non corrisponde assolutamente al vero, vi sono solo alcune sale del grande museo francese dove questo è possibile vi sono altre invece dove cè il sequestro del mezzo fotografico se ti pizzicano a fare qualche scatto o ripresa ( ho visto con i miei occhi la scena di un sequestro).

256619[/snapback]

vero, ed è anche segnalato. E' giusto in particolari sale tutelare materiali preziosissimi o particolarmente sensibili ad eventuali colpi di flash (l'idiota c'è sempre).

Quello che non và da noi è la regola mai precisa, cioè il costume tipico italiano di tenere sempre un piede in due scarpe, così a volte è permesso a taluni fare cose che ad altri non è permesso, confusione allo stato puro, chi sà e chi non sà, si può ma non si può. Comunque sono personalmente stufo di queste situazioni, le gestisco di volta in volta a secondo del caso......ma mi faccio sentire, almeno questo l'ho imparato. Da noi ad essere rispettosi si prendono solo calci in c...

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apulian

tornando al discorso sui ricavi dei musei....

a Ruvo di Puglia c'è il famoso Museo Jatta; nato verso la metà dell'800 come collezione privata dei vasi trovati nelle tombe magnogreche nei dintorni di RUvo, nel 1990 dopo una questione trascinanati da un secolo :wacko: è stato acquisito dallo Stato.

ci credereste? biglietto d'ingresso = ZERO

e come fanno a sostenere le spese? boh

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petronius arbiter
a Ruvo di Puglia c'è il famoso Museo Jatta

ci credereste? biglietto d'ingresso = ZERO

e come fanno a sostenere le spese? boh

256891[/snapback]

A Londra c'è il British Museum che, mi consentirai, è un pò più famoso dello Jatta :rolleyes:

Anche lì l'ingresso è gratuito ma, come mi ha detto chi ci è stato (io purtroppo non ancora :() all'ingresso c'è un cestone o qualcosa di simile per l'offerta libera dei visitatori (per sostenere le spese del museo) che in genere non lesinano ;)

Da noi queste cose sono impensabili <_<

petronius B)

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crivoz

Ho fatto una settimana di ferie a venezia e li per fortuna sono riuscito a fotografare all'interno di chiese/museo tranquillamente..senza flash ovviamente..chiedendo semplicemente il permesso...

Sul fatto delle pubblicazioni sono d'accordo con alteras...sovente sono l'unica fonte di entrata....

penso pero' che i nostri musei dovrebbe avere un'impronta piu' commerciale...non dico tendente al privato come gestione bensi come mentalità...

Fino a pochi anni fa a Torino..ovvero pochi anni prima del risveglio olimpico...la piu' grande collezione europea di arte egizia..il famoso museo egizio di Torino la domenica chiudeva alle 14.00... :huh: Ma aveva senso una cosa del genere ?? pe rnon parlare del gran numero di musei che sono chiusi a ferragosto....

D'altronde in Italia non ci sono turisti d'estate...

Non mi si venga a dire della mancanza di personale...nelle ditte di servizi si fanno i turni....io che lavoro nel campo del riscaldamento d'inverno per stare a casa mi metto d'accordo con i colleghi...

Ci sono responsabilità ma purtroppo ..troppo spesso..valgono solo in campo privato..

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spartacus

A Londra c'è il British Museum che, mi consentirai, è un pò più famoso dello Jatta :rolleyes:

Anche lì l'ingresso è gratuito ma, come mi ha detto chi ci è stato (io purtroppo non ancora :() all'ingresso c'è un cestone o qualcosa di simile per l'offerta libera dei visitatori (per sostenere le spese del museo) che in genere non lesinano ;)

Da noi queste cose sono impensabili <_<

petronius B)

256913[/snapback]

Tanto per rimanere in tema, ricordo che anche la National Gallery di Londra e l'Ashmolean Museum di Oxford hanno l'ingresso gratuito: semplicemente all'ingresso in bella mostra c'è un contenitore di grandi dimensioni con le pareti in plexiglas trasparente dove i visitatori possono lasciare una offerta libera. Sinceramente non ricordo di aver visto qualcuno passare lì davanti senza lasciare qualche spicciolo. Questione di mentalità...

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fontus

E' purtroppo una storia vecchia come il mondo...

Il museo è e deve essere un servizio pubblico dove l'ingresso dovrebbe essere, se non gratuito, almeno a prezzo ridotto (come in Italia infatti oggi è, tanto è vero che quasi tutti i musei italiani sono in passivo e sostenuti dai finanziamenti, non certo dai biglietti);ma anche la gestione delle attività collaterali dovrebbe essere svolta nell'interesse della collettività, cosa che non si fa. Fate caso ,nelle prossime visite, a quali sono le società di gestione dei bookshop, souvenirs,ecc ,all'interno dei musei,vi accorgerete che sono una manciata,sempre le stesse, indice che si tratta di un buon business...

Qualche tempo fa mi venne contestato che se affidate allo Stato queste attività andrebbero a gambe all'aria vista la poca cure nella gestione del pubblico (anche da parte dei dipendenti pubblici) ma sinceramente non credo che i servizi di vendita/ristorazione in musei famosi come molti dei nostri patirebbero questo tipo di problemi.Ho più l'impressione che si tratti del classico giochetto all'italiana, visto e rivisto in molteplici settori, come sulle spiagge, dove le concessioni costano 12.000€ l'anno per renderne 300.000....in tre mesi....

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