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Inviato

Chissà se poi la “proposta” sia stata accettata e messa in pratica.

Il bronzo dei cannoni è particolare, assimilabile (forse) all’odierno CC483K - CuSn12 che è una lega contenente il 12% di stagno, che la rende una delle leghe di bronzo più resistenti e dure. L'elevato tenore di stagno le conferisce una resistenza eccezionale all'usura e all’erosione, anche in condizioni di forte attrito o in ambienti aggressivi come l'acqua salata o ambienti chimici. Questa caratteristica la rende ideale per applicazioni che richiedono prestazioni affidabili e una lunga durata nel tempo.


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Inviato
30 minuti fa, Oppiano dice:

Chissà se poi la “proposta” sia stata accettata e messa in pratica.

Sono ancora in fase di studio.

Purtroppo è difficile rintracciare documenti completi, ovvero un argomento trattato dall'inizio alla fine; spesso, invece, si scovano solo alcuni pezzi del puzzle mentre gli altri ci restano ignoti.

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@demonetis ti segnalo che l'immagine parziale del documento che hai presentato è sparito ed al suo posto si visualizza questo:

se.jpg.27b5ab9434637d0b2bec90d3e46b56c9.jpg

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Proprio ora è riapparso, non so spiegarne tecnicamente il motivo di quel che è successo.

set.thumb.jpg.57081b332a42bba9e8c398f84b89136e.jpg

Awards

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In questo documento - non datato ma insieme ad altre carte degli anni ottanta del Settecento - spiega chiaramente in quali condizioni si trovava la moneta di rame nel Regno di Napoli, nonché la sua quantità.

51.png

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Inviato (modificato)

Da: L. Bianchini, Della storia delle finanze del regno di Napoli (1835 ca.).

TAVOLA I.

Quadro di monete coniate nella Zecca di Napoli dal 1735 sino al 31 marzo 1831.

 

IMG_9954.jpeg

Modificato da Oppiano

  • 4 mesi dopo...
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Inviato

E. Boccanera, capo tecnico della zecca di Roma, pubblicò nel 1901 il Manuale sulla fabbricazione delle monete in circolazione nel Regno d'Italia.

L'autore scrive che nei tempi passati - senza però specificare in quale epoca - non veniva utilizzato il bronzo per le monete, ma il rame, giacché solo questo metallo poteva esser sottoposto al laminatoio senza esser precedentemente temperato.

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  • 2 mesi dopo...
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Ecco un'altra importante testimonianza di Ferdinano Galiani, autore contemporaneo a Carlo di Borbone.

L'abate, nel celebre testo Della moneta del 1750 (p. 128) scrive chiaramente come la moneta in circolazione nel Regno di Napoli fosse di rame puro e non di bronzo.

Spero che il dottor Gigante, nella prossima edizione del suo manuale, vi ponga rimedio.

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