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Nave romana di IV secolo a Gallipoli in stato di conservazione unico


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Una nave romana carica di anfore con prezioso garum è stata ritrovata nei fondali a largo di Gallipoli ma solo ora la notizia è stata condivisa. Al largo di Gallipoli è stata individuata una grande nave romana carica di anfore contenenti garum, la celebre salsa di pesce considerata una vera prelibatezza sulle tavole dell’Impero. Un ritrovamento eccezionale, rimasto volutamente tenuto nascosto per mesi.
Il relitto romano scoperto che giace sui fondali del mar Ionio apparterrebbe a una nave oneraria, cioè un’imbarcazione destinata al trasporto di merci. I primi studi indicano che l’affondamento potrebbe risalire alla tarda età imperiale, intorno al IV secolo dopo Cristo. A rendere il ritrovamento particolarmente prezioso però è, senza dubbio, lo stato di conservazione del carico. All’interno dell’imbarcazione c’erano decine di anfore, molte delle quali utilizzate per trasportare il garum.
Il garum era una salsa, ricavata dalla fermentazione di interiora e piccoli pesci mescolati con sale e aromi, considerata un prodotto di lusso nell’antica Roma. Il processo di produzione era lungo e complesso, motivo per cui il garum aveva un valore molto elevato. Le anfore rinvenute presentano forme e caratteristiche che rimandano a manifatture nordafricane, suggerendo che la nave provenisse da quelle aree dell’Impero oggi corrispondenti alla Tunisia o alla Libia.
 
A giugno 2025 una volta scoperta la nave romana a largo di Gallipoli , si è deciso di non rendere subito pubblica la notizia. La decisione non è stata casuale ma è stata una scelta strategica dettata dalla necessità di tutelare un patrimonio estremamente fragile. I relitti subacquei, soprattutto quelli facilmente raggiungibili, sono infatti esposti al rischio di saccheggi e danneggiamenti che possono compromettere il valore scientifico del sito.
L’individuazione della nave è avvenuta quasi per caso durante normali attività di controllo condotte dalla Guardia di Finanza. Grazie alle moderne strumentazioni è stata rilevata un’anomalia sul fondale che ha spinto a effettuare verifiche più approfondite. Le successive immersioni, svolte con il supporto di sommozzatori specializzati e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, hanno confermato la presenza di un grande relitto romano che aveva custodito per secoli il suo carico.
A quel punto è scattata la massima riservatezza. L’area è stata sorvegliata costantemente, giorno e notte, per evitare intrusioni non autorizzate e garantire la protezione del materiale archeologico. Solo una volta definito un piano di intervento e reperite le risorse economiche necessarie, la notizia è stata resa pubblica. Il passo decisivo è, infatti, arrivato con lo stanziamento di 780 mila euro destinati alle operazioni di studio e messa in sicurezza del relitto. Un finanziamento che permetterà di avviare campagne di ricognizione con tecnologie avanzate, fondamentali per pianificare un futuro scavo archeologico subacqueo. Ogni fase dovrà essere affrontata con estrema cautela e dovrà seguire i principi stabiliti dall’UNESCO.
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https://archeologiavocidalpassato.com/2026/02/04/gallipoli-le-scoperto-7-mesi-fa-nel-mar-ionio-ma-tenuto-segreto-per-evitare-saccheggi-il-relitto-di-una-nave-oneraria-romana-di-epoca-imperiale-perfettamente-conservato-con-il-suo-carico-di-anfo/

 

 

Gallipoli (Le). Scoperto 7 mesi fa, nel mar Ionio, ma tenuto segreto per evitare saccheggi, il relitto di una nave oneraria romana di epoca imperiale perfettamente conservato con il suo carico di anfore per il trasporto del garum: ora 780mila euro dal Mic per studiare e tutelare il relitto

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Recupero di due anfore dal relitto di una nave oneraria romana scoperta sui fondali al largo di Gallipoli (foto mic)

 

Sui fondali al largo di Gallipoli, nel mar Ionio, scoperto il relitto di una nave oneraria romana di epoca imperiale. L’eccezionale scoperta risale al giugno 2025, ma fino a oggi è stata mantenuta strettamente riservata per proteggere il sito da possibili saccheggi e preservarne l’enorme valore scientifico. L’area è stata costantemente monitorata dalla Guardia di Finanza, in coordinamento con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto. Si tratta del relitto di una grande nave oneraria di età romana, che risalirebbe al IV-V secolo d.C., lunga alcune decine di metri, perfettamente conservato sul fondale, con il suo carico di anfore destinate al trasporto di garum, una delle merci più preziose dell’antichità. Di grande valore storico il carico di garum che restituisce una testimonianza diretta dei traffici commerciali nel Mediterraneo romano e apre nuove prospettive di ricerca sull’economia e sulla vita quotidiana dell’età imperiale. Un patrimonio sommerso che torna a raccontare la storia. Si comincerà il col rilievo, la mappatura, lo scavo stratigrafico. Poi si valuterà se procedere al prelievo del relitto e al suo restauro. Interventi per cui la soprintendenza ha ricevuto un finanziamento di 780mila euro dal ministero della Cultura.

 

 


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