elledi Inviato Venerdì alle 22:22 #1 Inviato Venerdì alle 22:22 Buonasera. Non sono riuscito a reperire immagini dei 20 baiocchi del 1836...ci sono studiosi che la descrivono con al Diritto AN V e altri con al D/ A V Chi ne sa qualcosa di più? Grazie Cita
ZuoloNomisma Inviato 4 ore fa #3 Inviato 4 ore fa (modificato) Il 27/02/2026 alle 23:22, elledi dice: Buonasera. Non sono riuscito a reperire immagini dei 20 baiocchi del 1836...ci sono studiosi che la descrivono con al Diritto AN V e altri con al D/ A V Chi ne sa qualcosa di più? Grazie Ciao Domenico, ti allego la foto tratta dal D'Incerti, sul quale viene descritta la moneta con riferimento al Serafini. Io purtroppo quell'opera non c'è l'ho...potremmo chiedere a @miroita se può controllare se l'esemplare è raffigurato. Michele Modificato 4 ore fa da ZuoloNomisma Cita
miroita Inviato 2 ore fa #4 Inviato 2 ore fa (modificato) Riporto le descrizioni del Serafini e del Pagani, ma nessuno dei due riporta immagini per il 1836. Modificato 2 ore fa da miroita 1 Cita
Giov60 Inviato 34 minuti fa #5 Inviato 34 minuti fa Il 27/02/2026 alle 23:22, elledi dice: Buonasera. Non sono riuscito a reperire immagini dei 20 baiocchi del 1836...ci sono studiosi che la descrivono con al Diritto AN V e altri con al D/ A V Chi ne sa qualcosa di più? Grazie Per quanto riguarda Bologna la moneta non esiste. Questo quanto apparirà in una prossima pubblicazione: "Serafini, ripreso da Muntoni, descrive un esemplare per Bologna da 20 baiocchi riportante l’anno 1836-V: in realtà tale moneta non risulta presente in nessun’altra raccolta (probabile refuso) e in zecca di Bologna non sono mai pervenuti o stati inventariati conii di rovescio recanti l’anno 1836: riteniamo pertanto che essa non sia esistente." Sono molti gli errori numismatici che si sono propagati per il "passaparola" o lo scopiazzamento tra cataloghi. E' poi vero che non si può sapere tutto e che bisogna appoggiarsi ad alcuni Autori, e che se questi sbagliano l'errore si perpetua. Il "... non si sa mai ..." ha fatto sì che fantasmi numismatici siano stati trattati alla stregua di pezzi rari, in genere indicando una rarità generica. Nell'Ottocento, poi, alcune falsificazioni d'epoca di fantasia riempivano i vuoti "di zecca": ad esempio, sempre per parlare di "papetti" e di Bologna, la monetazione di Pio IX successiva alla Repubblica Romana, vede molte monete "tramandate dai sacri testi" (qualcuna anche presente nella CR) come false o inesistenti: --- 1849 IV --- --- Verosimile falso d’epoca --- 1850 IV --- --- Verosimile falso d’epoca o contraffatto --- 1851 V --- --- Verosimilmente inesistente o falso --- 1851 V --- --- Al diritto ANN • V •; verosimilmente inesistente o falso --- 1852 VII --- --- Verosimilmente inesistente o falso D'altra parte le soprastanti monete, mancando gli originali, all'epoca non potevano neppure essere considerate dei falsi ... Cita
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