gpittini Inviato 5 ore fa #1 Inviato 5 ore fa (modificato) DE GREGE EPICURI Astarte non è solo l'illustre Casa d'Aste di Lugano che tutti conosciamo (grazie a Massimo Rossi), ma anche una non meno illustre divinità del Pantheon semitico, e poi assiro-babilonese, transitata nel mondo greco-ellenistico e poi in quello romano, almeno fino al III secolo d.C. Il suo nome originario era per i sumeri Inanna, mutato successivamente in Ishtar: una divinità femminile bellicosa ma, a differenza di Athena, non aliena al mondo dell'amore, della sessualità e della riproduzione. Durante il periodo romano la sua presenza numismatica è molto forte in Fenicia (Tiro, Sidone, Berytus...) ; in certe monete compare anche il suo carro. Vi presento qui due monete (di Valeriano Primo e Gallieno) con rovesci quasi identici, che raffigurano appunto questa dea; la zecca è quella di Berytus, oggi Beyruth (città sicuramente più felice e prospera in antico che nell'attualità!) La prima moneta, quella di Valeriano, pesa 17,91 g. e misura 30,5 mm. Al D un busto radiato, e quanto si legge della scritta: ...RIANUS AUG (la città era una colonia, per cui la lingua è il latino). Al R, Astarte di fronte, col piede sinistro su una prora; regge uno scettro e un aplustre (che si vede poco). E' incoronata dalla vittoria, che sta a destra su una colonna. Si legge: COL IVL - AVG FEL (Colonia iulia augusta felix). BER in esergo. Classificata: Sear 4506 e BMC 256-259. Modificato 5 ore fa da gpittini Cita
gpittini Inviato 5 ore fa Autore #2 Inviato 5 ore fa La moneta del figlio Gallieno è abbastanza simile; pesa 14,31 g. e misura 28 mm. Il D è laureato, e si legge bene tutta la titolatura: IMP C P LIC GALLIENUS AVG. Il rovescio riporta la stessa scena, con Astarte incoronata dalla vittoria; anche qui: COL IVL - AVG FEL. E' la BMC 264. Dimenticavo: l'aplustre (aphlaston in greco e latino) è un ornamento della poppa delle navi militari, consistente di solito in tre o più assi di legno disposte a raggiera. Questo è uno dei tanti esempi di ripetizione di uno stesso rovescio, fatto comune nella stessa dinastia, ma anche in periodi diversi in una particolare città. Cita
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