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      Aggiornamento   15/10/2017

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dott. Gordon Freeman

aes rude?

Risposte migliori

dott. Gordon Freeman

mi hanno detto che trattasi di aes rude il peso e' sui 60 gr, notate qualche disegno impresso sul retro?

che ne pensate?

quanto puo valere?

assomiglia un po a questa forse tranne che il peso

http://www.deamoneta.com/cataloghi/artemid...te/dettaglio/54

Modificato da dott. Gordon Freeman

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numa numa

Potrebbe trattarsi di aes rude anche se noto bordi molto arrotondati.

I frammenti di aes rude sono di classificazione assai labile mancando ogni segno di riferimento (altrimenti diventa il piu' raro e regolare "aes signatum").

La foto del tuo pezzo e' un po' piccola per trarre conclusioni piu' convincenti.

numa numa

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apuliensis

comunque se non sbaglio le zone dove circolavano erano il Lazio e la Campania...

quanto al valore forse dipende dalla grandezza...oppure se presenta qualche simbolo....anche se non mi sembra che ci sia... <_< ....in quanto per presentare simboli dovrebbe essere più piatta e regolare... <_<

comunque nelle aste viene riportata tra le 100 (o anche meno) e le 250 euro....

Modificato da apuliensis

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utenteBannato

Concordo pienamente con l'affermazione di numa numa

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okt

Rude lo è di certo, resta da vedere se è anche As... :lol:

Modificato da okt

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ariminvm
Sicuramente è aes rude, ma la contromarca proprio non la vedo...

l'Aes Rude si differenzia dall'Aes Signatum proprio perchè non ha alcun segno di riconoscimento. Praticamente è un pezzo di bronzo senza una forma specifica "rude" per l'appunto che veniva usato come mezzo di scambio, una via di mezzo tra il baratto e la moneta vera e propria, dato che il metallo non era deperibile ed era facilmente trasportabile. Naturalmente poteva anche essere fuso ed usato per realizzare degli utensili, in effetti il valore del pezzo era proprio il valore di quella determinata quantità di metallo.

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Vitus

Aspetta Ariminum, ci sono degli aes rude contromarcati, o punzonati come preferisci, che sono molto rari e hanno un maggior valore collezionistico rispetto all'aes rude "semplice". Il signatum è proprio un altro genere. Le contromarche sono spesso simili a crocette, triangoli, tridenti ecc...

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ariminvm

interessante, non ne ho mai visti, riesci ad allegare qualche immagine? in pratica sono una via di mezzo tra il rude e il signatum; ma a cosa servivano le contromarche? nell'aes signatum il marchio veniva fatto in fase di produzione, nel caso di contromarca invece il segno viene apposto successivamente...

ciao

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ariminvm

esiste qualche teoria su chi e perchè mettesse quei marchi su dei pezzi di bronzo informe? forse era una garanzia sul peso, magari tutti i pezzi sono riconducibili ai multipli e sottomultipli del sistema ponderale dell'epoca e della zona di provenienza dei pezzi.

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gpittini

:) DE GREGE EPICURI

J.Haeberlin nel 1902 ("Aes grave") ha proposto lo stadio intermedio dell'AES FORMATUM, che ha inserito fra le due categorie dell'AES RUDE e AES SIGNATUM. Questo aes formatum sarebbe un po' più regolare anche nella forma perchè fuso in stampi primitivi, e talvolta (specie nelle zone di Tarquinia e Perugia) presenterebbe semplicissimi segni (stelle, falci di luna, croci) oppure cifre.

La questione è ripresa dallo Zehnacker in "Moneta", Roma, 1973, vol I, p. 201. Si tratterebbe comunque di metallo fuso da privati.

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marchemilio

io sono sempreconvinto che si spacci per aes rude qualunque pezzo informe di rame....( anche se lessicalmente è ineccepibile e nn si può controbattere )

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ariminvm

in effetti il metallo al tempo valeva in quanto tale e a prescindere dalla sua forma... impossibile poi dire se un determinato pezzo informe di metallo sia mai stato usato all'epoca come mezzo di scambio o solo come materiale da fondere per ricavarci oggetti. Del resto l'aes rude non era ancora moneta; diciamo che ogni pezzo di metallo, nella fase post-baratto, potenzialmente poteva essere usato come moneta.

Personalmente trovo inutile collezionarli; ritengo invece interessante che venga inserito ad esempio in un museo che abbia l'obiettivo di rappresentare l'evoluzione del concetto di moneta, ma a titolo puramente didascalico.

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Vitus

Il materiale da fondere per ricavarne oggetti era prezioso per definizione. Lavorato aveva un valore aggiunto, ma cmq era utilizzato come mezzo di scambio, proprio in funzione premonetale. In definitiva non c'è molta differenza tra aes rude e aes signatum (regolarità di impostazione di quest'ultimo a parte). Capita spesso di vedere nelle aste pezzi di aes signatum spezzettati in una sorta di aes rude (è il peso che ha valore intrinseco, l'idea della convenzione monetaria è ancora debole). Per questo hanno molto valore gli aes rudi contromarcati.

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