dott. Gordon Freeman Inviato 10 Febbraio, 2008 #1 Inviato 10 Febbraio, 2008 (modificato) mi hanno detto che trattasi di aes rude il peso e' sui 60 gr, notate qualche disegno impresso sul retro? che ne pensate? quanto puo valere? assomiglia un po a questa forse tranne che il peso http://www.deamoneta.com/cataloghi/artemid...te/dettaglio/54 Modificato 10 Febbraio, 2008 da dott. Gordon Freeman Cita
numa numa Inviato 11 Febbraio, 2008 Supporter #2 Inviato 11 Febbraio, 2008 Potrebbe trattarsi di aes rude anche se noto bordi molto arrotondati. I frammenti di aes rude sono di classificazione assai labile mancando ogni segno di riferimento (altrimenti diventa il piu' raro e regolare "aes signatum"). La foto del tuo pezzo e' un po' piccola per trarre conclusioni piu' convincenti. numa numa Cita
apuliensis Inviato 11 Febbraio, 2008 #4 Inviato 11 Febbraio, 2008 (modificato) comunque se non sbaglio le zone dove circolavano erano il Lazio e la Campania... quanto al valore forse dipende dalla grandezza...oppure se presenta qualche simbolo....anche se non mi sembra che ci sia... <_< ....in quanto per presentare simboli dovrebbe essere più piatta e regolare... <_< comunque nelle aste viene riportata tra le 100 (o anche meno) e le 250 euro.... Modificato 11 Febbraio, 2008 da apuliensis Cita
utenteBannato Inviato 11 Febbraio, 2008 #5 Inviato 11 Febbraio, 2008 Concordo pienamente con l'affermazione di numa numa Cita
okt Inviato 11 Febbraio, 2008 #6 Inviato 11 Febbraio, 2008 (modificato) Rude lo è di certo, resta da vedere se è anche As... :lol: Modificato 11 Febbraio, 2008 da okt Cita
Vitus Inviato 11 Febbraio, 2008 #7 Inviato 11 Febbraio, 2008 Sicuramente è aes rude, ma la contromarca proprio non la vedo... Cita
ariminvm Inviato 11 Febbraio, 2008 #8 Inviato 11 Febbraio, 2008 Sicuramente è aes rude, ma la contromarca proprio non la vedo... l'Aes Rude si differenzia dall'Aes Signatum proprio perchè non ha alcun segno di riconoscimento. Praticamente è un pezzo di bronzo senza una forma specifica "rude" per l'appunto che veniva usato come mezzo di scambio, una via di mezzo tra il baratto e la moneta vera e propria, dato che il metallo non era deperibile ed era facilmente trasportabile. Naturalmente poteva anche essere fuso ed usato per realizzare degli utensili, in effetti il valore del pezzo era proprio il valore di quella determinata quantità di metallo. Cita
Vitus Inviato 11 Febbraio, 2008 #9 Inviato 11 Febbraio, 2008 Aspetta Ariminum, ci sono degli aes rude contromarcati, o punzonati come preferisci, che sono molto rari e hanno un maggior valore collezionistico rispetto all'aes rude "semplice". Il signatum è proprio un altro genere. Le contromarche sono spesso simili a crocette, triangoli, tridenti ecc... Cita
ariminvm Inviato 11 Febbraio, 2008 #10 Inviato 11 Febbraio, 2008 interessante, non ne ho mai visti, riesci ad allegare qualche immagine? in pratica sono una via di mezzo tra il rude e il signatum; ma a cosa servivano le contromarche? nell'aes signatum il marchio veniva fatto in fase di produzione, nel caso di contromarca invece il segno viene apposto successivamente... ciao Cita
ariminvm Inviato 11 Febbraio, 2008 #12 Inviato 11 Febbraio, 2008 esiste qualche teoria su chi e perchè mettesse quei marchi su dei pezzi di bronzo informe? forse era una garanzia sul peso, magari tutti i pezzi sono riconducibili ai multipli e sottomultipli del sistema ponderale dell'epoca e della zona di provenienza dei pezzi. Cita
gpittini Inviato 12 Febbraio, 2008 #13 Inviato 12 Febbraio, 2008 :) DE GREGE EPICURI J.Haeberlin nel 1902 ("Aes grave") ha proposto lo stadio intermedio dell'AES FORMATUM, che ha inserito fra le due categorie dell'AES RUDE e AES SIGNATUM. Questo aes formatum sarebbe un po' più regolare anche nella forma perchè fuso in stampi primitivi, e talvolta (specie nelle zone di Tarquinia e Perugia) presenterebbe semplicissimi segni (stelle, falci di luna, croci) oppure cifre. La questione è ripresa dallo Zehnacker in "Moneta", Roma, 1973, vol I, p. 201. Si tratterebbe comunque di metallo fuso da privati. Cita
marchemilio Inviato 13 Febbraio, 2008 #15 Inviato 13 Febbraio, 2008 io sono sempreconvinto che si spacci per aes rude qualunque pezzo informe di rame....( anche se lessicalmente è ineccepibile e nn si può controbattere ) Cita
ariminvm Inviato 13 Febbraio, 2008 #16 Inviato 13 Febbraio, 2008 in effetti il metallo al tempo valeva in quanto tale e a prescindere dalla sua forma... impossibile poi dire se un determinato pezzo informe di metallo sia mai stato usato all'epoca come mezzo di scambio o solo come materiale da fondere per ricavarci oggetti. Del resto l'aes rude non era ancora moneta; diciamo che ogni pezzo di metallo, nella fase post-baratto, potenzialmente poteva essere usato come moneta. Personalmente trovo inutile collezionarli; ritengo invece interessante che venga inserito ad esempio in un museo che abbia l'obiettivo di rappresentare l'evoluzione del concetto di moneta, ma a titolo puramente didascalico. Cita
Vitus Inviato 14 Febbraio, 2008 #17 Inviato 14 Febbraio, 2008 Il materiale da fondere per ricavarne oggetti era prezioso per definizione. Lavorato aveva un valore aggiunto, ma cmq era utilizzato come mezzo di scambio, proprio in funzione premonetale. In definitiva non c'è molta differenza tra aes rude e aes signatum (regolarità di impostazione di quest'ultimo a parte). Capita spesso di vedere nelle aste pezzi di aes signatum spezzettati in una sorta di aes rude (è il peso che ha valore intrinseco, l'idea della convenzione monetaria è ancora debole). Per questo hanno molto valore gli aes rudi contromarcati. Cita
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