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Vitus

Numismatica come bene rifugio.

Risposte migliori

Vitus

La numismatica è, oltre a una passione collezionistico-culturale, anche una forma di investimento economico?

Tralasciamo il profilo "professionale" costituito da coloro che campano con la numismatica.

Per un normale collezionista, la numismatica è un buon investimento? Cioè nel tempo, il denaro speso nella numismatica crea un valore maggiore di investimenti in azioni o titoli, o immobili? E se sì, tuout court o a quali condizioni? O in quali casi?

La numismatica è un bene rifugio? Sappiamo che molte banche posseggono importanti collezioni numismatiche, ma più in generale d'arte, e talvolta nel metallo che costituisce di per sè un bene rifugio come l'oro.

Tuttavia la numismatica non sfugge alle normali regole dell'economia. Dunque anche la numismatica è soggetta a fenomeni di boom e sboom, di bolle speculative o di mode. Se è così, anche in questo campo allora è possibilissimo sbagliare "investimento". Quali sono gli errori da evitare?

Vorrei dare vita a un dibattito. Dite la vostra. A titolo di spunto, cito questi articoli di noti numismatici (ma sono di parte?):

http://www.banconote.it/newsed.php?news=87

http://archivio.panorama.it/economia/artic...001035790_1.art

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agrippa

Ciao

La tua domanda se la sono posta molti negli anni passati.

E' mia opinione che solo in fasi di boom economico il collezionista puro ha possibilità di recupero.

Questi tempi sarebbero buoni per l'investimento numismatico ma la prospettiva di una fase "distributiva" di forte espansione economica con aumento dei consumi ti sembra ipotizzabile a breve ?

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numa numa

Comprando monete valide e belle (non pero' in fase di picco del mercato) si ha forte probabilita' di una buona rivalutazione nel tempo.

Ribalterei la cosa pero', non partirei dal presupposto di comprare monete con il principale intento dell'investimento, bensi' comprerei monete per passione, scegliendo bene e con una forte attenzione alla qualita'. Cosi' facendo e' assai probabile che nel tempo tali pezzi si rivalutino piuttosto bene.

Ricordo pero' che il mercato numismatico, specie per le antiche, e' assai imperfetto e di un grado di liquidita' assai inferiori ai mercati dei cosiddetti beni finanziari di investimento (titoli, obbligazioni, fondi, etc.), in quanto nel momento che si decide di vendere se lo si vuole fare subito occorre passare attraverso un commerciante che chiaramente paghera' il valore della moneta assai meno del valore ottenibile sul mercato, altrimenti occorrera' aspettare un'asta.

Nell'asta c'e' sempre la possibilita' che la moneta resti invenduta (se il prezzo di riserva e' troppo elevato) e poi occorre dedurre i costi di vendita (commissioni della casa d'aste, IVA, etc.).

Infine una vendita all'asta puo' riuscire particolarmente bene (perche' vi sono due collezionisti che ambiscono alla stessa moneta e ne fanno lievitare il prezzo) oppure restare al palo se proprio la settimana prima ne e' stata venduta una simile.

Ecco perche', in presenza di tutte queste esternalita', credo che le monete rappresentino un investimento assai imperfetto e con forti gradi di incertezza (con buona pace di quesllo studente che ci ha fatto recentemente la tesi sopra e lo o=voleva equiparare alla stregua degli investimenti di carattere finanziario).

E' pur certamente verio pero' che comprando oculatamente e con un buon occhio alla qualita' ci si ritroveranno dei beni che manetngono e accrescono il loro valore economico nel tempo.

numa numa

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Newton

Non riesco a vedere la numismatica come un bene rifugio. Le vicende economiche possono essere positive o negative, ma chiaramente un bene rifugio, per definizione, serve quando le cose vanno male, ma, e qui sta il problema, una moneta rara ha un grado bassissimo di liquidità e quindi può essere molto difficile piazzarla in periodi in cui la gente ha ben altri problemi. Ovviamente un discorso diverso per le monete bullion, che non a caso in America sono chiamate anche "survival coins".

La numismatica intesa come ricerca e acquisto di monete rare può avere, al contrario, interesse come forma speculativa di tesaurizzazione e diversificazione in periodi di economia florida, quando si può prevedere che l'interesse per le monete crescerà, e così le loro quotazioni.

Questo è il mio pensiero, e come sempre dico: "compro monete perchè mi piacciono". (anche se ultimamente ne compro davvero poche) :)

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heineken79

Un bene rifugio ha fra le sue caratteristiche peculiari quella della immediata liquidabilità in qualsiasi mercato e in qualsiasi condizione economica ci si trovi.

Per i motivi esposti da numa numa la numismatica NON è un bene rifugio.

A mio avviso non è neanche un investimento, se non ad altissimi livelli e per porzioni molto limitate del proprio patrimonio. Ma questa è una battaglia che ormai combatto da anni :rolleyes:

PS: a mio avviso, le bullion o le monete di borsa in generale (tipo la sterlina) non sono numismatica, sono semplicemente oro monetato.

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min_ver

A mio modesto parere la domanda è mal posta. Anch'io non vedo la numismatica come "bene rifugio" nel senso negativo che negli anni questa terminologia ha assunto, ossia come investimento alternativo in periodi di turbolenza finanziaria o di paventata recessione, come ad esempio quello attuale, che garantisca di mantenere inalterato il valore dell'investimento. Questa funzione è forse più propria dell'oro in lingotti.

Secondo il mio punto di vista tuttavia, purchè ci si muova sul mercato numismatico con attenzione, pazienza e mirando quasi sempre alla qualità, l'investimento numismatico nel medio-lungo termine è uno dei più indovinati. Questo giudizio prescinde da altri fattori esogeni afferenti altri strumenti finanziari che giudico molto più volatili e rischiosi.

Io personalmente raccolgo da tanti anni monete italiane esclusivamente in oro, anzitutto per passione, ma molto sinceramente - visto l'imoegno economico che questo richiede - sari molto ipocrita se dicessi pubblicamente che ho anche l'intenzione di assicurarmi un rendimento nel tempo dei soldi spesi. Debbo dire che in oltre 20 anni questa regola ha sempre "pagato" per usare un brutto termine. Le monete italiane in oro, rare e di qualità, credo che difficilmente tradiscano in un periodo di tempo sufficientemente ampio. Ho decine e decine di prove tangibili, a partire dall'80 lire 1821 SPL+ che ho acquistato nel 1989 a 4 milioni di lire (sembrava uno sproposito!) e che ora posso tranquillamente mettere in asta a 25.000 euro col rischio di farne 30.000. E' una rivalutazione di 15 volte in meno di 20 anni, pari al +20% annuo. Fate voi i conti. Ma, e concludo, senza la passione e l'interesse storico, archeologico, e sentimentale, consiglio a tutti di rivolgersi ad altro.

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carlino

Il discorso investimento nella filatelia e nella numismatica è presentato tale solo dai commercianti.

I quali hanno tutto l'interesse nel tenere il mercato in continuo movimento.

Giustificando così dei prezzi di vendita elevati.

Ma quando il povero acquirente decide di vendere, ahimè il mercato oramai ha destinato l'investimento verso altre forme.

Sono 35 anni che seguo sia il mondo della filatelia che quello della numismatica.

Il settore della filatelia è stato distrutto anche da questa forma di concetto espresso da grandi case filateliche.

Cataloghi con prezzi sovradimensionati, fuori dalla realtà.

La numismatica ancora si salva , ma attenzione , se si considera la numismatica come forma di investimento si parte con il piede sbagliato.

Investimento inteso come forma di rapido guadagno, e rapido realizzo non esiste nella numismatica.

In un certo senso può, con molte eccezioni, essere visto come bene di rifugio, vedi il fenomeno delle monete FDC , concentrate nella monetazione di Vittorio Emanuele III. Ma comunque non è un investimento perchè ci vorranno anni prima di riottenere la somma versata.

Un mio consiglio vedete la numismatica solo come hobby, cultura, storia e affrontatela con pazienza e tanto studio.

Saluti

Antonio

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roth37

Questa è la domanda di sempre. Pur comprendendo assai bene e condividendo quanto detto da numa numa e da altri, vorrei fare l'avvocato del diavolo. Una volta c'era la lira, lo sappiamo tutti e ci ricordiamo quindi anche quanto spendevamo per una moneta (per averla, possederla, collezionarla). Oggi quella stessa moneta per averla dobbiamo spendere grosso modo la stessa cifra in euro. Allora, dal mio punto di vista, sulla moneta comperata allora non abbiamo guadagnato niente, ma neppure abbiamo perso valore. Qualsiasi altro prodotto rivalutato in euro è costato, a coloro che avevano qualche lira da parte, circa il doppio per ottenerlo oggi. Questa "non perdita", che chiaramente, lo ripeto, non è un guadagno, ha fatto sì che anche le monete di minor pregio avessero una loro valutazione, ha aperto nuovi confini di conoscenza ed ha raccolto nuovi collezionisti. Un'ulteriore dimostrazione è il fiorire di aste che ancor oggi dicono che "manca il materiale, i compratori ci sarebbero" ...

Vero è senz'altro che per non perdere nella vendita bisognerebbe poter aspettare avendo ben chiaro che è un investimento a lunga/lunghissima scadenza, il cui valore però non scade mai del tutto, come tanti prodotti fasulli del mondo odierno, vedi automobili, che come esci dalla consegna hai già perduto due terzi del loro valore. E questo lo accettiamo tutti. Perchè dunque non accontentarsi di quella gioia che ci danno i nostri amati "tondelli" (come li chiamano sorridendo anche i miei figli) e non ci fanno perdere quasi nulla?

roth37

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bavastro

ciao,

quando tanti anni fa ho cominciato a collezionare monete, ero ancora al livello di "raccoglitore", quindi conservavo quello che trovavo o mi veniva regalato, con la vaga prospettiva che un giorno avrei avuto un guadagno.

Effettivamente ho conosciuto gente che ha guadagnato vendendo monete, però le aveva ereditate, quindi a costo zero è facile guadagnare. Col tempo mi son reso conto che in realtà a guadagnare sono principalmente i commercianti. Tra privati può capitare, ma il guadagno è limitato, anche perchè chi si libera di una moneta magari ce l'ha doppia e vende quella in conservazione peggiore.

Ho conosciuto commercianti che si sono appassionati alle monete e adesso trafficano per ampliare la loro collezione privata, ma ho conosciuto anche appassionati collezionisti che a forza di comprare hanno imparano a vendere e ora sono commercianti.

Insomma il panorama è vario anche perchè col tempo cambiamo idee.

Giusto porsi degli obiettivi futuri, ma con una certa elasticità.

;)

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caiuspliniussecundus

Se la numismatica non fosse un buon investimento, i commercianti non potrebbero ottenere i loro proficui guadagni. Nella valutazione del bene numismatico entra in gioco un fattore che altri investimenti (titoli, azioni, lingotti) non hanno: l'emotività e la fortissima determinazione del collezionista a possedere il bene in questione. Nessuno pagherebbe un cent in più per un BOT. mentre si pagano cifre irragionevoli per un tetradramma. Pertanto, se affrontata con spirito speculativo, la numismatica è un ottimo investimento (Min Ver lo testimonia). Preferivate forse investire in azioni argentine? in titoli della parmalat o di Cirio o Alitalia? Oppure gettarvi nel mercato bancario immobiliare americano? ragazzi, se pensate che in questi ultimi anni ogni anno ha presentato una brutta sorpresa per i risparmaitori/investitori, questo per dire che gli alti e bassi sono più tipici dei mercati finanziari tradizionali che non del mercato anomalo numisamtico, che a paragone, è molto più stabile. Quoindi per me è un buon investimento se fatto cum grano salis.

Certo che per fare dei buoni "investimenti" bisogna essere talmente preparati che solo un collezionista accanito può permetterselo, così si ricade nel circuito della emotività, l'unico motivo per cui si commettono errori negli acquisti numismatici. la figura di un investitore lucido, freddo e spietato, io credo che non esista. L'avete mai visto? O è un commerciante, o è un collezionista. Il primo farà sempre affari, essendo il suo mestiere. il secondo una volta su due commette una follia, peoprio perché insegue un obbiettivo che non è il guadagno, bensì altro (creare una collezione sensata, elegante e completa).

Inoltre nel computo costi/benefici della numismatica bisogna mettere a registro la soddisfazione e le ore di gioia pura (vorrei dire di felicità) che la numismatica regala (e nessun altro investimento può dare!)

Se vado a sciare mi diverto un mondo, pago i miei 30 euro di giornaliero, ma a sera nessuno mi ridà indietro i soldi... il mio divertimento ha avuto il suo giusto costo. In numismatica le gioie del collezionista quanto le valutate?? se rivendo una moneta alla stessa cifra dopo 5 anni, ci ho smenato? no affatto, ho posseduto un piccolo gioiello per tanti anni e questo mi ha dato soddisfazione, è come se mi ridessero il costo del giornaliero a fine corsa. Mi sono divertito gratis. Anche se dopo qualche anno non ci si guadagna economicamente, la bilancia pende tutta a favore degli aspetti positivi.

Insomma non sono molti gli hobbies che alla fin fine si pagano da soli (basta fare un po' di attenzione).

Caius

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roth37

Mi sembra che Caius abbia toccato molti argomenti che già avevo abbozzato questa mattina. Quindi non sono il solo a pensarla anche come forma di lieve guadagno e tenedo pure conto della gioia che si riceve nel poter possedere e rimirare questi oggetti. Ma scusate, altrimenti che collezionisti saremmo?

roth37

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cembruno5500
Supporter

Ricordiamoci che per prima cosa siamo Collezionisti.

Concordo al 100% con caiuspliniusseccundus.

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aemilianus253

CONCORDO ANCHE IO IN TOTO CON QUANTO SCRITTO DALL'AMICO CAIUS.

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numa numa

Occorre fare attenzione a non paragonare un investimento finanziario, comunque liquido e (a meno di non investire in titoli esotici) facilmente liquidabile in tempi brevi con un investimento in monete da collezione che hanno ben altri tempi di liquidazione soprattutto quando i mercati sono in fase calante.

In ogni caso ultimamente vi sono stati diversi finanzieri che si sono avvicinati alla numismatica. Uno, Barry Feirstein, sta proprio liquidando ora la propria collezione di monete classiche formata negli ultimi 10-12 anni con dovizia di mezzi. Sta vendendo in una fase alta di mercat per cui probabilmente con buoni ritorni rispetto a quanto investito. Altri hanno pagato cofre straordinarie per alcune rarita' romane (aureo di Bruto - non quello con le idi di Marzo - aureo di Flaminino, etc.)

che bisognera' vedere cossa realizzerannoquando verranno rimessi sul mercato.

Ricordiamoci che alcuni prezzi realizzati negli anni 70 vengono raggiunti solo ora.

Le case d'asta piu' serie e i commercianti piu' seri non spingono mai ne' esaltano la componente di investimento nel collezionismo numismatico, mentre ora noto diversi commercianti (Bolaffi in testa naturalmente) che che inneggiano alla componente bene rifugio/speculativa/investimento, manca solo che risrgano quelle ditte, come negli anni 70 che avevano come unica ragione quella dell'investimento numismatico.

numa numa

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balkan

Quoto in toto numa numa,caius e roth37. La mia personale speranza è di riuscire almeno a rientrare sulla lunga distanza delle spese sostenute. L'investimento si trova su livelli difficilmente raggiungibili dal comune collezionista.

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rob
La mia personale speranza è di riuscire almeno a rientrare sulla lunga distanza delle spese sostenute.

327953[/snapback]

Per un certo periodo fu anche il mio pensiero, poi mi resi conto della sua assurdità, poiché anche se il valore delle monete fosse cresciuto non sarei mai riuscito a rivenderle, perciò quel che ho speso non lo recupererò mai... forse i miei eredi, ma quello non mi interessa.

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Retiko

Credo proprio che fra tutti abbiate ben centrato e sviscerato il titolo "numismatica come bene di rifugio" posso solo ribadire che collezionare monete ed entrare in questo enorme ed affascinante mondo sia, prima di tutto, una grande grande passione.

Siamo in primis Collezionisti e se poi quello che collezioniamo ed amiamo si rivaluta nel tempo, tanto meglio!

Io certamente, come l'amico Rob, non credo proprio che potrò mai rivendere qualche pezzo della mia collezione a me caro!

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numizmo

Inoltre nel computo costi/benefici della numismatica bisogna mettere a registro la soddisfazione e le ore di gioia pura (vorrei dire di felicità) che la numismatica regala (e nessun altro investimento può dare!)

Se vado a sciare mi diverto un mondo, pago i miei 30 euro di giornaliero, ma a sera nessuno mi ridà indietro i soldi... il mio divertimento ha avuto il suo giusto costo. In numismatica le gioie del collezionista quanto le valutate?? se rivendo una moneta alla stessa cifra dopo 5 anni, ci ho smenato? no affatto, ho posseduto un piccolo gioiello per tanti anni e questo mi ha dato soddisfazione, è come se mi ridessero il costo del giornaliero a fine corsa. Mi sono divertito gratis. Anche se dopo qualche anno non ci si guadagna economicamente, la bilancia pende tutta a favore degli aspetti positivi. Insomma non sono molti gli hobbies che alla fin fine si pagano da soli (basta fare un po' di attenzione).

Caius

327760[/snapback]

Quoto in pieno: l'approccio giusto,secondo me,è proprio questo. :)

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rob

Inoltre nel computo costi/benefici della numismatica bisogna mettere a registro la soddisfazione e le ore di gioia pura (vorrei dire di felicità) che la numismatica regala (e nessun altro investimento può dare!)

Se vado a sciare mi diverto un mondo, pago i miei 30 euro di giornaliero, ma a sera nessuno mi ridà indietro i soldi... il mio divertimento ha avuto il suo giusto costo. In numismatica le gioie del collezionista quanto le valutate?? se rivendo una moneta alla stessa cifra dopo 5 anni, ci ho smenato? no affatto, ho posseduto un piccolo gioiello per tanti anni e questo mi ha dato soddisfazione, è come se mi ridessero il costo del giornaliero a fine corsa. Mi sono divertito gratis. Anche se dopo qualche anno non ci si guadagna economicamente, la bilancia pende tutta a favore degli aspetti positivi. Insomma non sono molti gli hobbies che alla fin fine si pagano da soli (basta fare un po' di attenzione).

Caius

327760[/snapback]

Quoto in pieno: l'approccio giusto,secondo me,è proprio questo. :)

328063[/snapback]

Non posso che essere d'accordo anch'io! :)

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Lupastro

Quoto Caius.

Io personalmente mi dedico molto limitatamente anche alla filatelia contemporanea italiana, anche se so che probabilmente non riuscirò mai a recuperare i soldi spesi, ma non è questo che cerco. Dedicare un'oretta al mese per andare alle poste, prendere i francobolli e sistemarli mi fa felice

Lo stesso vale per i fumetti e per questi si può concretizzare ancora di più quanto detto da caius. Li leggo, mi diverto, volendo posso rivenderli recuperando qualche soldo e in alcuni casi guadagnandoci qualcosina. Sono felice così.

Lo stesso concetto vale per la nusmismatica... solamente andare la domenica mattina a Cordusio o nel mio negozio di fiducia a Como mi regala una gioia indescrivibile. Quando poi ho la monetina desiderata sotto mano tale sentimento si amplifica. Se poi il valore della moneta cresce, tanto meglio, ma è tutto "grasso che cola"

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carledo49

La Numismatica, intesa come collezionismo puro di monete e non a livello di commerciante, è solo una passione. Non l'ho mai considerata un bene rifugio e sono perfettamente consapevole che i soldi spesi per reperire le monete non li recupererò più (rivalutati, si intende). I miei eredi, della mia collezione ne disporranno come vogliono :angry: ; intanto io continuo a spendere minimamente preoccupandomi se una moneta oggi vale tot e domani avrà un incremento di un x% . E ciò è tanto vero che quando compro una moneta periziata, la tolgo dal suo sarcofago di plastica e la metto insieme alle altre nei vassoi per poterla guardare meglio e toccarla.

Carlo

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TIBERIVS

Secondo me, dire come qualcheduno ha affermato che la Numismatica “non è neanche un investimento” è un errore, in quanto già il fatto che uno ci spenda dei soldi tanti o pochi che siano, è un investimento, che poi nel tempo risulti vantaggioso o perdente è altro conto.

Non si può anche generalizzare, chiedendoci se la Numismatica è un investimento mettendo sullo stesso piano, chi acquista, non me ne vogliano, le recenti serie straspeculate, commemorative ecc. o chi acquista altre tipologie di monete.

Penso che l’acquisto che min ver fece nel 1989, oltre che appagare la sua passione e l’amore per la Numismatica, ha “remunerato” egregiamente anche il lato economico, mi permetto rettificare le percentuali da lui evidenziate: 1989 - 4 mil /2.066 € considerando il valore attuale 25.000 €, la rivalutazione annua, è stata del 62% sul capitale originario in cap.semp.( del 75% se si considera i 30.000).

Da qui la dimostrazione “provata” che non si può affermare in assoluto che la Numismatica “non è un investimento”, è innanzitutto studio, passione per la storia, l’arte, l’economia, poi per chi sa muoversi bene, con il tempo, potrà avere anche soddisfazioni economiche.

Saluti

TIBERIVS

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heineken79
Secondo me,  dire come qualcheduno ha affermato che la Numismatica “non  è neanche un investimento” è un errore, in quanto già il fatto che uno ci spenda dei soldi tanti o pochi che siano, è  un investimento, che poi nel tempo risulti vantaggioso o perdente è  altro conto.

(...)

Saluti

TIBERIVS

329124[/snapback]

Io spendo dei soldi per comprare un'auto: non mi sembra di fare un investimento :huh:

Ti ricordo che l'investimento è un impiego di fondi in forme che prospettano un reddito più elevato o un aumento del valore reale e non una semplice spesa.

PS: Se devi citare gli interventi di qualcheduno, citali in maniera completa ;)

(...)

A mio avviso non è neanche un investimento, se non ad altissimi livelli e per porzioni molto limitate del proprio patrimonio. Ma questa è una battaglia che ormai combatto da anni :rolleyes:

(...)

327692[/snapback]

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numa numa
Secondo me,  dire come qualcheduno ha affermato che la Numismatica “non  è neanche un investimento” è un errore, in quanto già il fatto che uno ci spenda dei soldi tanti o pochi che siano, è  un investimento, che poi nel tempo risulti vantaggioso o perdente è  altro conto.

Non si può anche generalizzare, chiedendoci se la Numismatica è un investimento  mettendo sullo stesso piano, chi acquista, non me ne vogliano, le recenti serie straspeculate, commemorative ecc. o chi acquista altre tipologie di monete.

Penso che l’acquisto che min ver fece nel 1989, oltre che appagare la sua passione e l’amore per la Numismatica,  ha “remunerato” egregiamente anche il lato economico,  mi permetto rettificare le percentuali da lui evidenziate: 1989 -  4 mil /2.066 € considerando  il valore attuale  25.000 €, la rivalutazione annua, è stata del  62% sul capitale originario in cap.semp.( del 75% se si considera i 30.000).

Da qui la dimostrazione “provata” che non si può affermare in assoluto che la Numismatica “non è un investimento”, è innanzitutto studio, passione per la storia, l’arte, l’economia,  poi per chi sa muoversi bene,  con il tempo, potrà avere anche  soddisfazioni economiche.

Saluti

TIBERIVS

329124[/snapback]

Credo che Heineken abbia ben esemplificato che mettere dei soldi in un bene o un'attivita', o un hobby, non voglia dire automaticamente fare un investimento

(posso comprere una bella sacca da golf per la mia passione ma non credo si rivaluti molto nel tempo).

La moneta acquistata da min ver per 2066 euro nel 1989 e valutata oggi 25.000 euro non ha reso il 62% annuo (magari :) .

Applicando la formula del CAGR (tasso di crescita annuale composto )

che serve per calcolare il tasso di crescita annuo in un dato periodo di tempo:

valore iniziale / valore finale elevato all'inverso del numero degli anni -1:

ovvero :

25.000/2066 elevato a 1/(2008-1989) - 1 = 13%

Il suo investimento ha reso il 13% annuo.

Un ottimo rendimento comunque.

Pero' Tiberius quello su cui, credo, alcuni interventi volevano attirare l'attenzione e' che :

1) non tutte le monete rappresentano nel tempo degli investimenti validi.

Alcuni possono avre rivalutazioni ottime, altre restare invece al cosiddetto palo.

2) l'investimento in monete, essendo quello numismatico un mercato assai imperfetto e pieno di esternalita', deve fare i conti non solo con le fasi alterne del mercato ma anche con il problema della liquidabilita' dello stesso.

Ovvero se una moneta vale oggi 25.000 euro posso decidere di venderla subito ad un commerciante che mi riconoscera' un valore certamente inferiore (di quanto dipende dal commerciante, dalla rarita' del pezzo etc.), oppure mettere la moneta in asta ove potrebbe realizzare anche piu' del suo valore attuale (se c'e' contesa) o addirittura restare invenduta in caso di scarso interesse).

Sono questi i motivi che portano a considerare l'investimento in monete (come quello in quadri, francobolli, mobili antichi, etc.) degli investimenti liquidabilita' limitata o differita nel tempo.

Meglio avvicinarsi alle monete per passione piuttosto che con scopi di lucro.

numa numa

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