Lemonetiere1 Inviato 20 Luglio, 2008 #1 Inviato 20 Luglio, 2008 Cari repubblicani Facendo un confronto fra le 2 prue dei due link penso proprio che la prima sia davvero di '' produzione propria '' , locale cioè di Canosa . La seconda di importazione nella colonia . Perchè ? Anzitutto la prima ha il simbolo dell'asse orizzontale , cosi' come convenuto a queste emissioni ( anche Luceria ) mentre la seconda in verticale , cosi' come sempre negli assi della Patria Roma . Poi c'è lo stile : per riconoscere una prua di Canosa e di Luceria bisogna guardare anzitutto la parte anteriore che quasi sempre è meno obbliqua rispetto alla prua prettamente romana . Almeno nel primo periodo , quello non imbastardito . Era un'esigenza tecnica dovuta alla necessita' di avere lo spazio per poter scrivere '' CA '' . Ancora la cabina : quardate quella della vera Canosa , forma un ìncavo rialzato posteriormente , come se fosse una pilotina o un semi-cabinato . E questo rientra pienamente in tutte le prue di Canosa e di Luceria del periodo alto . Indubbiamente , a loro modo , due magnifiche rarità . Probabilmente la seconda è stata presa '' in prestito '' da un conio di Roma . Questi i link delle aste corrispondenti : 1) ( Canosa di conio locale ) : http://www.sixbid.com/nav.php?p=viewlot&sid=55&lot=239 2) ( Canosa di conio romano ) http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.ph...cID=269&Lot=370 Cita
Arthas Inviato 22 Luglio, 2008 #2 Inviato 22 Luglio, 2008 le tue constatazioni sono certamente interessanti , chiaramente una spiegazione per queste differenze non è facile , si potrebbe anche ipotizzare che una serie fu creata per la circolazione locale e un'altra per pagare tributi a Roma. Infatti nel 209 a.C. (data che coincide con questa emissione monetale) , Roma stava cercando di riorganizzare l'esercito dopo la battaglia di Canne (216 a.C.) ed imponeva leve e tributi , ma non tutte le colonie accettarono. Canusium invece rimase fedele a Roma...interessante il racconto di Livio sulla nobildonna canosina Paola Busa che accolse i resti sbandati dei poderosi eserciti consolari (in verità pochi contando che su 80000 soladati 50000 morirono e i superstiti vennero imprigionati) fornendo vitto e protezione entro le mura della città e a cui il senati tributò pubblici ringraziamenti. Cita
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