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fedafa

Tornesi eterozigoti???

Risposte migliori

fedafa

Ultimamente, sono entrati nella mia collezione due tornesi della zecca di Napoli emessi a nome di Ferdinando I d'Aragona. Gli stessi, pur essendo della stessa tipologia, presentano sostanziali differenze di conio. Premetto che non solo i soli in mio possesso, ma l'esemplare in alto nella foto che posto, è diverso da tutti gli altri.

La prima differenza che si nota è che la moneta non è in mistura ma in rame e è di conseguenza di peso più elevato rispetto alla media dei tornesi. Poi salta all'occhio lo stile più rozzo del dritto, dove il re seduto su trono frontalmente, è nettamente diverso dalla tipologia "normale". Se notate la corona del re (fate uno sforzo, le foto, e le monete :P , non sono il massimo) si nota una differenza notevole tra le due monete. Ma la differenza più macroscopica si nota nella croce potenziata al Rovescio. Nella moneta in alto, oltre ad essere meno spessa, ha un braccio più lungo degli altri. Anche le lettere della legenda (almeno quelle che si vedono) sono di stile diverso.

Con questo non voglio assutamente pensare ad una variante, ma mi è sorto il dubbio che si potesse trattare di un falso d'epoca. La circolazione di moneta spicciola dell'epoca era piena di falsi o di monete tosate o a basso valore intrinseco, tale da creare malcontento nella popolazione, cosa che costrinse Ferdinando I d'Aragona a far coniare una moneta nuova, in rame puro, denominata cavallo.

Ammetto che per questa moneta ci sono molte varianti, e nella monetazione napoletana non è difficile imbattersi in esemplari "strani", ma sarei lieto se qualcuno possa fornirmi indicazioni in più a conferma del falso.

Grazie.

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Paleologo

Puoi inserire un esempio di come dovrebbe presentarsi la moneta in buona conservazione?

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adamaney

Il fatto che sia più spessa mi fa escludere sia un falso d'epoca....

Potrebbe piuttosto essere una emissione con più basso contenuto in fino rispetto allo standard, compensata, appunto, con un peso maggiore.

Chissà, forse, molto banalmente (parlando a ruota libera...) un diverso contratto, il che potrebbe andare nella stessa direzione del "cambio di mano" (cambio di contratto = cambio di zecchiere = cambio di maestranze = cambio di stile)

Ciao

DF

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fedafa

A distanza di anni forse un'articolo del Sambon, riportato dal Cagiati, mi è venuto in aiuto. In esso viene riportato che durante la guerra tra angioini ed aragonesi nel 1460, Ferdinando I d'Aragona, bisognoso di denaro per pagare le truppe diede ordine di produrre una grande quantità di tornesi abbassandone il valore intrinseco. Si trattò in pratica di una vera e propria falsificazione di Stato. Per far fronte a quest'enorme coniazione di monete, il Sambon riporta che furono utilizzate le zecche di Napoli, Barletta, Gaeta, Salerno?, Cosenza, Lecce, Capua ed Isernia. Addirittura sembra che il re avesse affidato questa coniazione anche a mercanti napoletani dai quali si faceva anticipare la somma che essi avrebbero ricavato. Il Sambon, a prova di ciò, riporta dei documenti da lui consultati. Rimane il fatto che nessuna di queste zecche abbia messo un segno distintivo sui tornesi coniati (tranne Isernia che li ha coniati in rame e non in mistura) e quindi non è possibile identificarli per zecca di emissione. Ora a prescindere se è vero ciò che ha riportato il Sambon riguardo alla coniazione di queste monete in zecche diverse da quella di Napoli, rimane il fatto che questi tornesi furono coniati in gran quantità ed in una situazione di emergenza e ciò giustificherebbe una differenza di conio così vistosa.

Successivamente pare che queste monete furono ritirate dalla circolazione e nel 1572 per ristabilire un valore intrinseco alla moneta "spicciola popolare" fu deciso di coniare una moneta di rame, il cavallo.

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