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Mikkandrea

approfondimento
Circolazione effettiva degli aurei del Regno

35 risposte in questa discussione

E' da un po' di tempo che mi pongo questa domanda e non sono riuscito a trovare delle risposte certe. La domanda è: quali aurei del Regno e, in particolare, quali aurei di Vittorio Emanuele III e di Umberto hanno effettivamente circolato? E per circolazione intendo l'utilizzo quotidiano per acquisire o vendere della merce o dei servizi.

Grazie per le eventuali risposte! :)

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Di Umberto I come anche di Vittorio Emanuele II hanno circolato tutti gli aurei;per quanto riguarda Vittorio Emanuele III bisogna aspettare il parere di qualcuno più esperto.

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Nessuno dei grandi moduli di V.E III ha circolato, ma anche per il semplice fatto che il valore dell'oro era superiore al nominale.

ciao Marco

Se qualcuno può essere piu preciso lo ringrazio anche perche sono curioso anche io

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...niko, fatti avanti!!!!!!!!!!! :rolleyes: .... questa è materia tua!!

renato

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Forse più da economista che non numismatico, ma domanda interessante.

Con la Grande Guerra si era giunti ad un tasso di svalutazione della lira altissimo, cosicchè - a partire dal 1916 ai primi del 1917 - anche delle monetine d'argento veniva fatta incetta e venivano tesaurizzate: venne quindi emanato un Decreto per la cessazione del corso legale di tutte le monete d'argento a partire dal 21 novembre, mentre la loro coniazione fu sospesa il 14 novembre.

Venendo al caso del materiale aureo, Lanfranco suggeriva, la coniazione - e quindi l'immissione in circolo - di due nuovi tagli, fissati in 200 e 500 lire, per ovviare a due fattori: il valore intrinseco superiore al nominale e la parità con gli altri metalli.

Cosi possiamo dedurre che, se fino ad allora (1915) l'oro potesse in qualche maniera circolare, ora fosse più che sconveniente.

Sembra come oggi, per quanto riguarda le monete da 5 o 10 € in argento: chi mai pagherebbe con queste?

saluti,

N.

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Bravo Niko,

ottima spiegazione !!!

P.s. Niko dobbiamo vederci al più presto ;)

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P.s. Niko dobbiamo vederci al più presto ;)

quando vuoi ;)

A proposito, il 5 settembre dovrei essere a Milano.

saluti,

N.

scusate l'off-topic

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Prima della svalutazione della lira iniziata con la grande guerra 15/18, le monete d'oro, ed in particolar modo il pezzo da 20 lire, circolava regolarmente, sicuramente la predetta circolazione era rappresentata per la stragrande maggioranza dalla tipologia Vittorio E II e Umberto I, per Vittorio Emanuele III, essendo le emissioni più scarse, ebbero meno circolazione, anche se le emissioni dei 20 lire anni 1905 e 1910 e 12, dato il quantitativo emesso, presupponevano la possibilità di circolazione.

Comunque l'uso delle pezzature auree, non era certo d'uso comune " per la spesa quotidiana", ma bensì per spese importanti.

In Piemonte, sempre prima del '15, era consuetudine ed uso corrente, pagare i bovini in oro, "paghè cun i marenghin"

saluti

TIBERIVS

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Prima della svalutazione della lira iniziata con la grande guerra 15/18, le monete d'oro, ed in particolar modo il pezzo da 20 lire, circolava regolarmente, sicuramente la predetta circolazione era rappresentata per la stragrande maggioranza dalla tipologia Vittorio E II e Umberto I, per Vittorio Emanuele III, essendo le emissioni più scarse, ebbero meno circolazione, anche se le emissioni dei 20 lire anni 1905 e 1910 e 12, dato il quantitativo emesso, presupponevano la possibilità di circolazione.

Comunque l'uso delle pezzature auree, non era certo d'uso comune " per la spesa quotidiana", ma bensì per spese importanti.

In Piemonte, sempre prima del '15, era consuetudine ed uso corrente, pagare i bovini in oro, "paghè cun i marenghin"

saluti

TIBERIVS

Grazie Tiberivs, ottima analisi. ;)

saluti,

N.

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Prima della svalutazione della lira iniziata con la grande guerra 15/18, le monete d'oro, ed in particolar modo il pezzo da 20 lire, circolava regolarmente, sicuramente la predetta circolazione era rappresentata per la stragrande maggioranza dalla tipologia Vittorio E II e Umberto I, per Vittorio Emanuele III, essendo le emissioni più scarse, ebbero meno circolazione, anche se le emissioni dei 20 lire anni 1905 e 1910 e 12, dato il quantitativo emesso, presupponevano la possibilità di circolazione.

Comunque l'uso delle pezzature auree, non era certo d'uso comune " per la spesa quotidiana", ma bensì per spese importanti.

In Piemonte, sempre prima del '15, era consuetudine ed uso corrente, pagare i bovini in oro, "paghè cun i marenghin"

saluti

TIBERIVS

scusate la domanda .....quanto poteva guadagnare un bracciante o operaio in quel periodo ,potevano passargli aurei per le mani , poteva ritirarli in banca,che valore aveva allora un bovino rispetto ad ora???????

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per capire un appartamento che oggi varrebbe 200.000 euro con quanti marenghi da 20 lire si comprava? ^_^

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per capire un appartamento che oggi varrebbe 200.000 euro con quanti marenghi da 20 lire si comprava? ^_^

Ciao a tutti,

Discussione interessantissima (che da tempo avrei voluto postare io) ed io aggiungo la seguente domanda:

Quando si parla di circolazione di monete d'oro credo che essa fosse limitatissima alla compravendita di case e terreni e quindi in mano a pochi eletti...

SAluti Antonio VIII

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Buongiorno,

partecipo a questa discussione per dire che nel periodo di esistenza del Regno d'Italia la maggioranza della popolazione era occupata nell'agricoltura ( braccianti, mezzadri...) ed erano assai pochi i possidenti di terre e scarsa la presenza di industrie. Questo per dire che la circolazione aurea (e aggiungerei anche argentea) era privilegio di pochi appartenenti alle classi più agiate del Paese.

Non dimentichiamoci che la differenza di "classe" tra la popolazione italiana del periodo era molto marcata rispetto ad oggi: era praticamente inesistente una "classe media" come si intende adesso , questo si ripercuoteva nell'economia e per quel che ci interessa , nella circolazione monetaria. Erano molto usate le monete di rame ( e lo vediamo dai moltissimi esemplari giunti fino a noi completamente usurati) e quelle in nichelio.

Ricordo le mie nonne (nate nel 1904 e nel 1905, braccianti del basso Lazio) quando erano ancora in vita, mi dissero che non videro mai nelle loro mani monete d'argento (figurarsi quelle d'oro) , nemmeno i iei genitori (nati negli anni 30) ricordavano monete d'argento (anzi, quando feci vedere loro qualche esemplare, mi dissero che nemmeno ne sapevano l'esistenza).

saluti

Saturno

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Buongiorno,

partecipo a questa discussione per dire che nel periodo di esistenza del Regno d'Italia la maggioranza della popolazione era occupata nell'agricoltura ( braccianti, mezzadri...) ed erano assai pochi i possidenti di terre e scarsa la presenza di industrie. Questo per dire che la circolazione aurea (e aggiungerei anche argentea) era privilegio di pochi appartenenti alle classi più agiate del Paese.

Non dimentichiamoci che la differenza di "classe" tra la popolazione italiana del periodo era molto marcata rispetto ad oggi: era praticamente inesistente una "classe media" come si intende adesso , questo si ripercuoteva nell'economia e per quel che ci interessa , nella circolazione monetaria. Erano molto usate le monete di rame ( e lo vediamo dai moltissimi esemplari giunti fino a noi completamente usurati) e quelle in nichelio.

Ricordo le mie nonne (nate nel 1904 e nel 1905, braccianti del basso Lazio) quando erano ancora in vita, mi dissero che non videro mai nelle loro mani monete d'argento (figurarsi quelle d'oro) , nemmeno i iei genitori (nati negli anni 30) ricordavano monete d'argento (anzi, quando feci vedere loro qualche esemplare, mi dissero che nemmeno ne sapevano l'esistenza).

saluti

Saturno

hai avuto la mia stessa curiosità!! ho chiesto a mia nonna e mi ha detto che in famiglia custodivano una 20 lire d'oro chiusa a chiave...

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scusate la domanda .....quanto poteva guadagnare un bracciante o operaio in quel periodo ,potevano passargli aurei per le mani , poteva ritirarli in banca,che valore aveva allora un bovino rispetto ad ora???????

In ogni caso,per i pagamenti importanti,esistevano anche banconote di grosso taglio,cinquecento,mille lire...

Per i miei ricordi personali(mio nonno,classe 1900, piccolo imprenditore,che ha incominciato a lavorare a 12 anni),posso riferire che ricordava i pagamenti con gli scudi da 5 lire,ha usato comunemente la moneta d'argento da 20 lire, si ricordava l'uso dei marenghi,ma,giustamente,non sapeva distinguere tra i diversi Re d'Italia.

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Prima della svalutazione della lira iniziata con la grande guerra 15/18, le monete d'oro, ed in particolar modo il pezzo da 20 lire, circolava regolarmente, sicuramente la predetta circolazione era rappresentata per la stragrande maggioranza dalla tipologia Vittorio E II e Umberto I, per Vittorio Emanuele III, essendo le emissioni più scarse, ebbero meno circolazione, anche se le emissioni dei 20 lire anni 1905 e 1910 e 12, dato il quantitativo emesso, presupponevano la possibilità di circolazione.

Comunque l'uso delle pezzature auree, non era certo d'uso comune " per la spesa quotidiana", ma bensì per spese importanti.

In Piemonte, sempre prima del '15, era consuetudine ed uso corrente, pagare i bovini in oro, "paghè cun i marenghin"

saluti

TIBERIVS

scusate la domanda .....quanto poteva guadagnare un bracciante o operaio in quel periodo ,potevano passargli aurei per le mani , poteva ritirarli in banca,che valore aveva allora un bovino rispetto ad ora???????

La paga di un bracciante, ante 1 guerra mondiale, era da 2 a 5 lire il giorno, di conseguenza trovo strano che le classi più povere non vedessero mai la moneta argentea, non penso che venissero pagati in moneta minuta di rame!

Va tenuto in considerazione il fatto che dalla metà dell'ottcento, si sviluppò molto la circolazione cartacea, incrementata soprattutto sul finire degli anni '60 dell''800, e fino a quasi la fine del secolo, dalla non convertibilità della lira.

saluti

TIBERIVS

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La paga di un bracciante, ante 1 guerra mondiale, era da 2 a 5 lire il giorno, di conseguenza trovo strano che le classi più povere non vedessero mai la moneta argentea, non penso che venissero pagati in moneta minuta di rame!

Va tenuto in considerazione il fatto che dalla metà dell'ottcento, si sviluppò molto la circolazione cartacea, incrementata soprattutto sul finire degli anni '60 dell''800, e fino a quasi la fine del secolo, dalla non convertibilità della lira.

saluti

TIBERIVS

Quoto Tiberivs per dire che la moneta argentea sì circolava: un amico piemontese mi regalò diverse monetine che aveva in casa, e tra di esse spiccavanoun paio di 2 lire in Ag. Fatto quindi che conferma l'avvenuta circolazione.

In particolare le due monete appartenevano alla serie 'Cinquantenario' e 'Quadriga Briosa'.

Approdando un momento alla cartamoneta, rimando a 'LA STORIA DELLA CARTAMONETA IN ITALIA - CENNI SULLE ORIGINI DELLA MONETA' a cura del Prof. Eraldo Fabrizio Laurenti; che, partendo dalla Collezione della Banca d'Itaia, ripercorre la storia delle emissioni cartacee italiane.

Da un articolo di Gianni Tognolo - docente di Storia Economica - "Parte da Carlomagno il romanzo della lira":

"[...] la lira italiana, nella seconda metà dell'Ottocento, aveva un valore intrinseco tutt'altro che trascurabile. Un chilo di pane costava 25 centesimi. Una famiglia contadina di sette persone campava con 700 lire l'anno. Lo stipendio mensile di un maestro elementare si aggirava sulle 150 lire"

Un operaio-bracciante agricolo del mantovano nei primissimi anni del 1900, prendeva un salario medio oscillante tra 1,05 e 1,47 Lire al giorno. Nello stesso periodo i prezzi medi pagati ai proprietari terreni per vari prodotto della campagna erano i seguenti:

Frumento: L. 24 al quintale

Granturco: L.18 "

Uva: L. 11,75 "

Vino: L.21 all'Ettolitro.

Rimando a 'Piazzetta del Numismatico' ove vi è un'interessante discussione in merito al valore monetario nelle varie epoche.

saluti,

N.

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Un giorno, quando mio Nonno (Classe 1927) era da noi gli feci vedere i 20 lire 'elmetto' e 'littore' e mi disse di non averli mai visti.

Contrariamente, si ricordava dei 5 lire 'aquilotto', delle 'spiga' e delle 'api'.

saluti,

N.

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Un giorno, quando mio Nonno (Classe 1927) era da noi gli feci vedere i 20 lire 'elmetto' e 'littore' e mi disse di non averli mai visti.

Contrariamente, si ricordava dei 5 lire 'aquilotto', delle 'spiga' e delle 'api'.

saluti,

N.

Beh,era troppo piccolo per aver potuto avere a che fare con quelle monete.Le altre hanno circolato fino alla fine della guerra.Anche mio padre(1929)non le ricorda.

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Credo che elmetto e littori fossero monete che non si vedessero moltissimo in giro nemmeno in altri ambienti. Le paragono alle attuali 2 Euro commemorative, tra 100 anni quanti potranno dire di averle effettivamente viste in circolazione?

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Credo che elmetto e littori fossero monete che non si vedessero moltissimo in giro nemmeno in altri ambienti. Le paragono alle attuali 2 Euro commemorative, tra 100 anni quanti potranno dire di averle effettivamente viste in circolazione?

esatto, era quello a cui miravo.

saluti,

N.

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La paga di un bracciante, ante 1 guerra mondiale, era da 2 a 5 lire il giorno, di conseguenza trovo strano che le classi più povere non vedessero mai la moneta argentea, non penso che venissero pagati in moneta minuta di rame!

Probabilmente le cifre che citi erano la paga nominale, in "moneta di conto" per così dire, ma posso affermare da racconti di mia nonna, che apparteneva a una famiglia di medi proprietari terrieri del Meridione, che fino a tempi relativamente recenti buona parte del salario dei braccianti era corrisposto in natura. Ovviamente il controvalore in denaro era stabilito del proprietario, il che non tornava certamente a vantaggio dei braccianti medesimi... :(

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Prima della svalutazione della lira iniziata con la grande guerra 15/18, le monete d'oro, ed in particolar modo il pezzo da 20 lire, circolava regolarmente, sicuramente la predetta circolazione era rappresentata per la stragrande maggioranza dalla tipologia Vittorio E II e Umberto I, per Vittorio Emanuele III, essendo le emissioni più scarse, ebbero meno circolazione, anche se le emissioni dei 20 lire anni 1905 e 1910 e 12, dato il quantitativo emesso, presupponevano la possibilità di circolazione.

quindi durante il regno di Vittorio Emanuele III circolavano monete auree emesse sotto VE II e Umberto I? Avevano valore legale? Come mai non erano state ritirate una volta che il sovrano di cui portavano l'effigie era deceduto?

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Certo che circolavano . Perchè mai avrebbero dovuto ritirarle ?

Hai visto le lire d'argento ( 1 e 2) di VE II quante se ne trovano consumete dalla circolazione ? Questo significa che hanno avuto valore anche sotto Umberto e VE III.

saluti

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quindi durante il regno di Vittorio Emanuele III circolavano monete auree emesse sotto VE II e Umberto I? Avevano valore legale? Come mai non erano state ritirate una volta che il sovrano di cui portavano l'effigie era deceduto?

Almeno fino alla prima guerra mondiale le monete valevano per il loro intrinseco, quindi non aveva alcun senso ritirarle dalla circolazione. Il motivo per il quale certe monete sono reperibili quasi sempre in pessima conservazione è proprio questo: che hanno circolato a lungo, anche in tempi successivi a quelli del regnante effigiato sulla moneta (vedi ad esempio gli scudoni di VE II).

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