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Mnelao

Forse Carlino Croce Potenziata di Filippo III

Risposte migliori

Mnelao

Buongiorno.

Questa mattina al Convegno di Modena ho acquistato alcune monete del Regno di Napoli.

Di seguito posto le foto di una che, a me, sembrerebbe un Carlino di Filippo III.

Chiedo cortesemente conferma e l'anno di coniazione.

Grazie.

Cordialità

Renzo

D:/

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R:/

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incuso
Supporter

Per esclusione si dovrebbe dire 1621, certo che sembra tutt'altro:

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIII/25

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JunoMoneta

E' un carlino di Filippo III d'Asburgo per Napoli del 1621, ultimo anno di regno di questo sovrano.

In questi anni la zecca di Napoli era scossa dai più generali eventi politici della capitale. Nel giugno 1620 viene deposto per sleale condotta il viceré duca di Ossuna e viene brevemente surrogato dal Cardinale Borgia fino all'insediamento del successore Cardinal Zapata, il 2 dicembre dello stesso anno. Sono anche anni di grandissimo fermento alla zecca di Napoli in cui da tempo si tentava di porre rimedio al dilagare della tosatura. L'ultima trovata era quella di usare quei nuovi "ingegni" fatti venire dalla Germania nel 1619 per coniare le prime monete della zecca di Napoli al blianciere, presso la nuova sede aperta a Torre Annunziata. Nell'ottobre 1620 fu emessa in pochissime liberate di prova la moneta da due carlini (tarì) con il sole raggiante al rovescio. Ma, giudicando il nuovo sistema troppo dispendioso, la coniazione al bilanciere fu sospesa e la zecca di Torre Annunziata fu chiusa. Si dovrà aspettare ancora mezzo secolo perché il nuovo metodo di coniazione si imponga anche a Napoli.

Ed è appunto all'inizio del mandato del Cardinale Zapata che risale l'ordine di battitura di un carlino con croce potenziata e motto costantiniano (IN HOC SIGNO VINCES), carlino di modulo stretto e di peso abbassato a gr. 2,495 e di una lega tanto peggiorata che fu abbassata da 10 grana a 7 grana e mezzo, per cui assunse in seguito il nome di tre cinquine. La situazione economica e politica e la corruzione alla zecca era talmente esplosiva che, tra contiuni tumulti, il Cardinal Zapata dovette emanare due prammatiche: 21 luglio 1621 con cui si imponeva al popolo, sotto minaccia di severissime pene, l'accettazione delle monete tosate e in particolare della "zanetta" (nome con cui è anche noto il mezzo carlino) o "mala moneta" - 2 marzo 1622 con cui si aboliva il corso di questa moneta. Il vicerè fu deposto poco dopo a seguito di tumulti popolari e il suo successore, il duca D'Alba, impartì nel 1623 tramite la Regia Camera della Sommaria al credenziere maggiore Turbolo le nuove disposizioni per l'esercizio e l'amministrazione della zecca, con cui si attribuiva uno speciale segno identificativo, da apporre sulla pila dei coni a ciascuno dei 25 "cugnatori" della zecca, onde poter distinguere le monete da loro coniate per evitare le tante frodi che si erano verificate in passato.

Il carlino che ci hai sottoposto fu dunque coniato con i millesimi 1620 e 1621, sia sotto Filippo III che sotto Filippo IV, con o senza le sigle FC/C, rispettivamente indicanti Maestro di zecca e Maestro di pruova, Giovanni Francesco Citarella e Michele Cavo. Quello che ci hai sottoposto è indicato nel catalogo Pannuti-Riccio al n.19a. Si distinguono dai carlini emessi da Filippo IV che mostrano le sigle dei nuovi Maestri, MC/C (Michele Cavo promosso a Maestro di zecca e Costantino di Costanzo). Il millesimo è indicato come di consueto nel tuo tondello ed è incontrovertibilmente il 1621.

Molto più problematico un carlino simile della mia collezione dove la data è davvero scarsamente leggibile (ma con un pò di fantasia si riesce a distinguere uno 0, quindi 1620) e che, fatto singolare, presenta l'inedito errore di battitura per eccesso di una N. Per cui si legge IN HOC SINGNO VINCES (sic!)

IMG_0001.jpgIMG_0002.jpg

Bibliografia:

Luigi Dell'Erba, La riforma monetaria angioina e il suo sviluppo storico nel Reame di Napoli, Arnaldo Forni 1986

Carlo Prota, Maestri ed incisori della Zecca Napolitana, Circolo Num. Napoletano per i tipi Melfi & Gioele, 1914

Giuseppe De Sopo, Le Monete di Napoli. L'evoluzione della tecnica monetaria e le varianti della zecca napoletana dal 1516 al 1859, Luigi Regina, Napoli, 1971

Michele Pannuti - Vincenzo Riccio, Le Monete di Napoli, Nummorum Auctiones S. A., Lugano 1985

Modificato da JunoMoneta

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