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teodato

nel periodo dal 294 al 337 D.C. quali erano

Ho cercato di riordinare la variazione di peso delle monete nel periodo sopradescritto.

Il termine Follis è stato usato per alcune monete di quel periodo anche se corrispondeva ad una borsa contenete monete --->Borsellino

oltre al follis circolavano 1/2 di Follis 1/3 di Follis ed 1/4 di Follis- tutti questi divisionali sono per la verità abbastanza scarsi in relazione al rinvenimento del Follis.

Come mai la moneta spicciola si trova con frequenza così scarsa? Esattamente il contrario di quanto avviene oggi ad eccezione del centesimo e dei due centesimi che praticamente non hanno quasi potere d'acquisto.

Dobbiamo ritenere che il loro potere d'acquisto fosse così trascurabile?

Spesso questi divisionali hanno una funzione di commemorazione della memoria di un defunto, Claudio il Gotico, Costanzo Cloro, Massimiano.

Dobbiamo pensare che anche in quell'epoca avessero un potere di acquisto minimo se non trascurabile?

Nel 307 avviene il primo grosso calo di peso del Follis in seguito alla autoproclamazione di Massenzio nel novembre del 306 ed in seguito all'uccisione di Flavio Valerio Severo 307.

Nel 315 il Follis pesava 3,38 gr. dopo la morte di Diocleziano 316 la moneta con lo stesso peso viene chiamata Centennionale.

Da quando la moneta di gr. 3,38 ex Follis prende il nome di Centennionale?

in seguito nel 330 il peso del Centennionale passa a 2,46 gr. e dopo il 336 a gr. 1,69.

Qualcuno mi può chiarire il passaggio Follis ---->Centennionale?

Come è già stato ricordato probabilmente le monete precedenti continuavano a circolare e ad essere spese come riusciva a cavarsela la le gente comune che doveva fare la spesa al mercato?

O erano dei cambiavalute o forse più semplicemente andavano a peso? (l'argento era sparito da un bel pezzo).

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Inviato (modificato)

DE GREGE EPICURI

Su questi argomenti, su Monete Antiche ha scritto due articoli Vittorio Crespi; il 1° è sul n.19 del gennaio 2005. Penso tu li abbia letti; alcune considerazioni possono non essere condivise, ma nel complesso mi pare un valido lavoro. Crespi chiama "nummus" (seguendo il Prof. Daniele Foraboschi) quello che generalmente noi chiamiamo "follis"; il peso iniziale era di 9 scrupoli, pari a 1/32 di libbra, quindi 10,23 g. e 8 denari di controvalore. Ma nello stesso periodo esistevano anche monete da 1/2 nummus, da 1/4 di nummus, da 1/8 di nummus (1 denario), peso 2,3 g.; 1/16 di nummus (1/2 denario), peso 1,7 g.; e 1/32 di nummus. Questa situazione dei pesi dura fino al 307. L'abbondanza del circolante divisionale non è discussa nell'articolo; è vero che noi ora troviamo con difficoltà queste frazioni, ed è probabile che in effetti non fossero presenti in numero adeguato, ma di questo ti so dire poco.Sicuramente erano ancora circolanti in grande abbondanza gli antoniniani di Gallieno, di Claudio il Gotico ecc.

Modificato da gpittini

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dove è possibile reperire l'articolo in questione?

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Ho corretto il titolo della discussione ;)

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DE GREGE EPICURI

L'articolo di V.Crespi è su "Monete Antiche" del gennaio-febbr. 2005, n. 19. La rivista è pubblicata dalla Editrice Classica Diana di Cassino, direttore Antonio Morello. Non so se è possibile avere numeri arretrati, la rivista si riceve solo in abbonamento.

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Qualcuno di voi mi sa dire con precisione quando cessa l'argentatura superficiale sulle monete bronzee in questo periodo?

L'emissione di monete dal peso ridotto comporta la necessità di ritirare dal mercato quelle a peso maggiore se si voleva mantenere il potere d'acquisto delle precedenti, in caso contrario un Follis del 306 (10,15 gr. ) avrebbe avuto un valore pari ad 1,5 volte quello del 307 e l'immissione di nuovo circolante che si sommava al precedente avrebbe causato inflazione con ulteriore perdita del valore di acquisto delle nuove monete a peso ridotto.

Vi risulta che dal 310 al 312 i Follis coniati nelle zecche Occidentali avessero un peso ridotto rispetto ai Follis coniati nelle zecche Orientali?

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Inviato (modificato)

Le riduzioni di peso del follis (o nummus) furono sempre introdotte per primo dalla zecche di Costantino (Londra, Treviri, Lione), poi dal quelle di Massenzio (Ticino, Aquileia, Cartagine), ed in seguito dalle zecche orientali di Galerio e Massimino II (Siscia, Serdica,Tessalonica, Eraclea, Cizico, Nicomedia, Antiochia, Alessandria). Così troviamo che la zecca di Aquileia nella primavera 307 emette ancora folles del vecchio peso (10,75 gr - cfr. RIC VI 101-112) quando le zecche costantiniane hanno già introdotto una prima riduzione (8,00 gr); quando nell'estate del 307 le zecche di Massenzio si conformano alle norme delle zecche costantiniane saltano direttamente alla seconda riduzione costantiniana (6,70gr). Nella riduzione del peso del follis le zecche orientali sono sempre un po' in ritardo, cosicché nel 310-312 i folles prodotti sono quasi sempre un tantino più pesanti.

Modificato da Maffeo

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Ti ringrazio Maffeo della cortese conferma.

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