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Guest utente3487

approfondimento
MONETE DI VEIII

42 risposte in questa discussione

Discussione abbastanza leggera questa....

Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

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Discussione abbastanza leggera questa....

Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

Domanda impossibile a cui rispondere precisamente, credo che si debba dividere le monete di Vittorio Emanuele III in qualche categoria.

Inanzitutto ci sono i pezzi in nichelio e rame del Ventennio fascista (10 centesimi ape, i 5 centesimi spiga, (tranne l' annata 1919) e tutta la serie Impero ( bronzo, rame e nichelio-acciaio, escluso l' anno 1936)), dei quali sono scoperti "giacimenti" ogni giorno, in cassetti, cantine,..

Poi c'è il nichelio e il rame della prima parte del Regno di Vittorio Emanuele III (1900-1919), che, tranne annate rare, si trovano facilmente.

Poi possiamo mettere gli argenti del Ventennio, (5 lire e 10 lire, le 20 sono già più rare), quelle sempre generalmente comuni, aquilini soprattutto, bighe, famiglia e Impero già di meno.

Successivamente ci sono gli argenti del periodo 1900-1922, in linea di massima abbastanza comuni, ma le rarità cominciano a farsi sentire.

Poi direi che arrivano le emissioni coloniali ( intendo la Somalia italiana, periodo 1909-1925, l' Albania è comune, apparte quelle due o tre R5), la cui maggioranza sono rare.

Per ultimi ci sono gli ori, qui non c'è una differenza di periodo, sono tutte rare (o rarissime) , apparte qualche annata "comune" dei 100 lire Italia su Prora o 50 lire Littore (1° tipo).

Naturalmente questo è un discorso abbastanza generale, infatti tra gli argenti 1901-1922 gli scudi sono tutti rari ( o rarissimi, scudo del 1914, o estremamente rari, 5 lire 1901), mentre i 20 lire 1922-1941 sono anch' essi rari o non comuni (tranne il 20 lire 1927 VI).

Saluti,

Fuf.

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Discussione abbastanza leggera questa....

Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

Domanda impossibile a cui rispondere precisamente, credo che si debba dividere le monete di Vittorio Emanuele III in qualche categoria.

Inanzitutto ci sono i pezzi in nichelio e rame del Ventennio fascista (10 centesimi ape, i 5 centesimi spiga, (tranne l' annata 1919) e tutta la serie Impero ( bronzo, rame e nichelio-acciaio, escluso l' anno 1936)), dei quali sono scoperti "giacimenti" ogni giorno, in cassetti, cantine,..

Poi c'è il nichelio e il rame della prima parte del Regno di Vittorio Emanuele III (1900-1919), che, tranne annate rare, si trovano facilmente.

Poi possiamo mettere gli argenti del Ventennio, (5 lire e 10 lire, le 20 sono già più rare), quelle sempre generalmente comuni, aquilini soprattutto, bighe, famiglia e Impero già di meno.

Successivamente ci sono gli argenti del periodo 1900-1922, in linea di massima abbastanza comuni, ma le rarità cominciano a farsi sentire.

Poi direi che arrivano le emissioni coloniali ( intendo la Somalia italiana, periodo 1909-1925, l' Albania è comune, apparte quelle due o tre R5), la cui maggioranza sono rare.

Per ultimi ci sono gli ori, qui non c'è una differenza di periodo, sono tutte rare (o rarissime) , apparte qualche annata "comune" dei 100 lire Italia su Prora o 50 lire Littore (1° tipo).

Naturalmente questo è un discorso abbastanza generale, infatti tra gli argenti 1901-1922 gli scudi sono tutti rari ( o rarissimi, scudo del 1914, o estremamente rari, 5 lire 1901), mentre i 20 lire 1922-1941 sono anch' essi rari o non comuni (tranne il 20 lire 1927 VI).

Saluti,

Fuf.

Ma per esempio, per i pezzi impero lire 2, 1 cent. 50 e cent.20 ce ne sono una marea....

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e tutta la serie Impero ( bronzo, rame e nichelio-acciaio, escluso l' anno 1936)), dei quali sono scoperti "giacimenti" ogni giorno, in cassetti, cantine,..

Mi sembra di averlo detto.;)

Saluti,

Fuf.

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[

Ma per esempio, per i pezzi impero lire 2, 1 cent. 50 e cent.20 ce ne sono una marea....

Mi pare di aver letto in più di una occasione che finita la guerra fu fissato un limite massimo di quante monete si potessero cambiare nella nuova valuta e quindi chi ne aveva un grosso numero se la prese in saccoccia... i discendenti sono stati contenti invece soprattutto se avevano il pallino della numismatica :lol:

PS chiedi pure a Rickkk conferma, mi pare che in suo intervento disse che successe anche ad un suo avo che aveva una osteria o una locanda una cosa simile...

Saluti

Simone

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fu fissato un limite massimo di quante monete si potessero cambiare nella nuova valuta e quindi chi ne aveva un grosso numero se la prese in saccoccia

Brutta questa cosa, ma mi chiedo se sia vero. Mi sembra strano che uno stato rinneghi addirittura le monete del precedente governo e invece accetti al cambio le monete degli invasori (o liberatori, a seconda dei gusti).

Personalmente, sarò un sentimentale, ma a me quelle monete con le aquile sono sempre piaciute, fin da bambino e anche la scritta ITALIA mi pareva più bella di Repubblica Italiana...

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PS chiedi pure a Rickkk conferma, mi pare che in suo intervento disse che successe anche ad un suo avo che aveva una osteria o una locanda una cosa simile...

Aspettiamo allora di sentire cosa ci racconta Rickkk.....

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Ne parlava qui...

Saluti

Simone

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Inviato (modificato)

Che dopo una rivoluzione la vecchia moneta non valga nulla e' abbstanza normale. Ecco perche le monete di oro e argento erano cosi popolari (mantenevano il valore del metallo anche se avevano sopra la faccia sbagliata) ed invece gli assignats e simili no.

La conversione Ostmark in DM e' stata una cosa unica nel suo genere ed anche li c'erano limiti, tanto per fare un confronto.

Le AM lire non eravamo in condizione di rifiutarle...

Modificato da ersanto

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Supporter

Il passaggio dal fascismo alla Repubblica non fu soltanto "passare ad un altro governo" ma significò passare alla Democrazia. Appare chiaro che in quella che comunemente si chiama damnatio memoriae, le monete della monarchia non potevano più essere accettate.

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Il passaggio dal fascismo alla Repubblica non fu soltanto "passare ad un altro governo" ma significò passare alla Democrazia. Appare chiaro che in quella che comunemente si chiama damnatio memoriae, le monete della monarchia non potevano più essere accettate.

Non sono un monarchico, ma certamente la "Democrazia" del 1946 era composta da molti voltagabbana....diciamo l'80%? O forse più? Non ci dimentichiamo che abbiamo avuto ministri della Giustizia che quando c'era da cambiare l'Italia se ne stavano al sicuro, salvo poi tornare a cose fatte.Gentaglia. Poterlo dire oggi apertamente è democrazia, ma rimane lo schifo di aver affidato a certa gente la sorte della neonata repubblica...ma rimandendo alle monete, il debito con i cittadini andava onorato e le monete andavano tutte riconosciute al cambio...non abbiamo forse dato la principesca pensione alla moglie del duce in quanto consorte di un ex presidente del Consiglio? non abbiamo forse pagato pure un certo Badoglio, altro mangia pane a ufo (oggi ha anche il paese intestato), mentre chi è rimasto mutilato in Russia (ma anche in Africa, ALbania ecc), ha avuto solo poche migliaia di lire....anzi, chi ha chiesto di riavere i resti dei propri caduti ha avuto come risposta....non ci sono soldi...ma che bello!!!!!

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Supporter

Sarai d'accordo con me che un argomento così vasto, complesso e anche doloroso non può essere dibattuto in breve spazio e in questa sede, esuleremmo dal contesto. Domenico absit iniuria verbis. :)

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Sarai d'accordo con me che un argomento così vasto, complesso e anche doloroso non può essere dibattuto in breve spazio e in questa sede, esuleremmo dal contesto. Domenico absit iniuria verbis. :)

Infatti...torniamo alle monete....

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[infatti...torniamo alle monete....

Leggo su questo sito:

http://www.angelosiciliano.com/LA%20LIRA%20ITALIANA.htm

"A causa della forte perdita di potere d’acquisto della lira, furono abolite le monete metalliche in centesimi e si procedette ad un incremento del valore dei tagli nella serie delle banconote. Si decise di produrre le 5.000 e le 10.000 lire, che entravano in circolazione nel 1951."

Sarebbe interessante a questo punto trovare la legge che stabiliva questo tetto massimo per il cambio nonchè l'abolizione dei centesimi

Saluti

Simone

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La legge per l'abolizione dei centesimi non c'e': semplicemente niente costava meno di una lira e non gli hanno prodotti piu.

Noi abbiamo fatto lo stesso con le 1-2 Lire.

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Supporter

E credo che la stessa cosa accadrà con i 1-2 cent. di euro........

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Tanto per avere un'idea della spaventosa inflazione dei primi anni del dopoguerra, nonchè del potere d'acquisto della lira in quel periodo, questi furono gli aumenti della tariffa postale di primo porto (ossia la posta ordinaria, oggi posta prioritaria, sotto i 20 grammi):

1945: 2 lire

1/2/1946: 4 lire

25/3/1947: 6 lire

1/8/1947: 10 lire

11/8/1948: 15 lire

10/4/1949: 20 lire

In pratica in 4 anni ci fu un aumento del 1000% :o

1/8/1951: 25 lire

Negli anni 50 l'inflazione rallenta, tanto che per tutto il resto del decennio le tariffe rimangono ferme, e solo nel 1960 avvenne l'aumento a 30 lire.

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Tanto per avere un'idea della spaventosa inflazione dei primi anni del dopoguerra, nonchè del potere d'acquisto della lira in quel periodo, questi furono gli aumenti della tariffa postale di primo porto (ossia la posta ordinaria, oggi posta prioritaria, sotto i 20 grammi):

1945: 2 lire

1/2/1946: 4 lire

25/3/1947: 6 lire

1/8/1947: 10 lire

11/8/1948: 15 lire

10/4/1949: 20 lire

In pratica in 4 anni ci fu un aumento del 1000% :o

1/8/1951: 25 lire

Negli anni 50 l'inflazione rallenta, tanto che per tutto il resto del decennio le tariffe rimangono ferme, e solo nel 1960 avvenne l'aumento a 30 lire.

Quindi, le nostre prime monete metalliche in Italma dovevano assolvere principalmente alla funzione di celebrare la Repubblica e rendere noto alla popolazione che finalmente la Repubblica aveva una sua moneta...solo che ne fecero poche, pochissime davvero, nel 1946 e 1947....forse perchè non avevano quasi altra funzione. Quelle del 1947 poi avranno raggiunto forse un paio di città.

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La circolazione monetaria dopo l'occupazione anglo-americana era soddisfatta delle am-lire, che gli italiani erano obbligati ad accettare al cambio di 100 am-lire per 1 dollaro. Questa moneta di occupazione circolò in Italia fino al 1950 e il Governo italiano fu obbligato a pagare le spese per il loro ritiro.

Poiché furono stampate in modo indiscriminato e fuori ogni controllo, dall' AMGOT (Allied Military Government of Occupied Territories) furono una delle cause dell'enorme inflazione che colpì l'Italia. La loro contraffazione era assai facile, dato erano stampate a inchiostro su carta derivata dagli stracci. I soldati alleati erano pagati in dollari e quindi è evidente che il cambio 1 a 100 era assai punitivo per noi. Resta da dire che i tedeschi al nord non riuscirono ad imporre la loro moneta di occupazione; ci provarono ma le rimostranze del Governo fascista repubblicano fecero sì che fu prontamente ritirata (e comunque il cambio era 1 marco per 10 lire). Questo provocò la singolare situazione che al Nord continuò a circolare la moneta monarchica....

Dimenticavo di dire, mia mamma classe 1937) si ricorda benissimo di queste am-lire, specialmente quelle quadrate di piccolo valore (1-2-5-210 lire) ci compravano quel poco che si riusciva a trovare, circolavano insieme alle lire repubblicane a moneta metallica.

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Discussione abbastanza leggera questa....

Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

a mio avviso non tantissime.. o meglio tante, ma in mano a pochi, all' inizio della mia collezione mi furono regalate da un amico 100 pezzi da 10 cent ape... e mi sembravo un privilegiato.... peccato che fosse da anni che i suo avi collezionassero monete =) non mi risulta che i miei nonni(contadini) possiediano monete del regno =)

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Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

a mio avviso non tantissime.. o meglio tante, ma in mano a pochi, all' inizio della mia collezione mi furono regalate da un amico 100 pezzi da 10 cent ape... e mi sembravo un privilegiato.... peccato che fosse da anni che i suo avi collezionassero monete =) non mi risulta che i miei nonni(contadini) possiediano monete del regno =)

Chissà, magari qualcuna in fondo a qualche cassetto.....quando chiedo a qualche mio collaboratore se i genitori o i nonni hanno monete antiche, dopo pochi giorni arrivano a decine...in genere pezzi di VEIII e di VEII . Mai però pezzi particolarmente rari....le persone comuni non avevano grandi possibilità e chi aveva pezzi importanti state sicuri che non erano persone qualunque...

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Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

a mio avviso non tantissime.. o meglio tante, ma in mano a pochi, all' inizio della mia collezione mi furono regalate da un amico 100 pezzi da 10 cent ape... e mi sembravo un privilegiato.... peccato che fosse da anni che i suo avi collezionassero monete =) non mi risulta che i miei nonni(contadini) possiediano monete del regno =)

Chissà, magari qualcuna in fondo a qualche cassetto.....quando chiedo a qualche mio collaboratore se i genitori o i nonni hanno monete antiche, dopo pochi giorni arrivano a decine...in genere pezzi di VEIII e di VEII . Mai però pezzi particolarmente rari....le persone comuni non avevano grandi possibilità e chi aveva pezzi importanti state sicuri che non erano persone qualunque...

ma a semplici contadini poteva capitare una moneta d'oro fra le mani da rispoendere??

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Discussione abbastanza leggera questa....

Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma.....

Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII.

Ma quante ce ne sono oggi in giro?

a mio avviso non tantissime.. o meglio tante, ma in mano a pochi, all' inizio della mia collezione mi furono regalate da un amico 100 pezzi da 10 cent ape... e mi sembravo un privilegiato.... peccato che fosse da anni che i suo avi collezionassero monete =) non mi risulta che i miei nonni(contadini) possiediano monete del regno =)

Chissà, magari qualcuna in fondo a qualche cassetto.....quando chiedo a qualche mio collaboratore se i genitori o i nonni hanno monete antiche, dopo pochi giorni arrivano a decine...in genere pezzi di VEIII e di VEII . Mai però pezzi particolarmente rari....le persone comuni non avevano grandi possibilità e chi aveva pezzi importanti state sicuri che non erano persone qualunque...

ma a semplici contadini poteva capitare una moneta d'oro fra le mani da rispoendere??

Difficile....so ad esempio che nella zona di Volterra i contadini come trovavano monete antiche si precipitavano al mercato per venderle, quando non se ne accorgeva il proprietario terriero, ovviamente...

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Mio nonno che faceva il contadino (mezzadro) non vedeva nemmeno le altre monete, figuriamoci l' oro.

Mi raccontava che si usava (al paese) scambi in natura, soldi non ne giravano tra i poveretti.

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Mio nonno che faceva il contadino (mezzadro) non vedeva nemmeno le altre monete, figuriamoci l' oro.

Mi raccontava che si usava (al paese) scambi in natura, soldi non ne giravano tra i poveretti.

Possibile? Non usavano denaro?

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