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camerlengo

Agnus Dei, questi sconosciuti...

Risposte migliori

camerlengo

Ho pensato parecchio prima di postare questo argomento (sfiorato qualche volta sul Forum ma mai affrontato nello specifico) e di collocarlo nella sezione della medaglistica papale, ma alla fine ho ritenuto questa decisione la più corretta, considerata la strettissima parentela (data l’affinità di lavorazione) tra medaglie papali e c.d. "Agnus Dei".

La Simonato, nel suo libro sulle medaglie di Urbano VIII, già citato da Renzo1940 in altra discussione ("Medaglie papali e libri…"), è , per quel che ho trovato in giro, l’unica a trattare in maniera approfondita questi particolari e poco conosciuti (almeno al giorno d’oggi) oggetti di devozione, dotati di un fascino assolutamente straordinario. Chiaro pertanto che le poche informazioni in mio possesso sono tratte da quel libro e da quelle rare fonti che ne parlano, trovate gironzolando sulla rete.

Gli Agnus Dei erano piccole tavolette di cera, sulle quali veniva impressa la figura dell’Agnello Pasquale, coricato su un libro e con vessillo a fianco: nel giro, la frase, assai spesso abbreviata per ovvie ragioni di spazio, "Ecce Agnus Dei qui tollit peccata mundi". In basso, assai spesso, il nome del Papa che li aveva benedetti e consacrati, unitamente all’anno riportato in numeri romani; altre volte, il nome della Città eterna; altre volte ancora, l’anno di benedizione.

La loro forma era circolare o ovale (da quel poco che ho potuto trovare e vedere in rete, forse era più diffusa la forma ovale), di dimensioni variabili, ma comunque sempre paragonabili, per dare un’idea, a quella di una medaglia portativa. La Simonato riporta che, durante il pontificato di Urbano VIII, si assistette ad una progressiva uniformizzazione dei moduli, poi definitivamente stabiliti in "grandi", "mezzani" e "mezzanini".

La loro lavorazione era identica a quella delle medaglie papali. Solo che ovviamente, trattandosi di cera, non si può parlare per essi di conii, bensì di stampe composte da due forme "gettate" in bronzo, sorrette da due verghe di ferro collegate tra loro: le c.d. tenaglie (cito testualmente dal libro della Simonato). Le forme erano preparate dai Maestri zecchieri, vale a dire da coloro che battevano le medaglie papali, ma le cere venivano impresse, per concessione papale, dai monaci Cistercensi dell’Abbazia romana di San Bernardo alle Terme.

La straordinarietà degli Agnus Dei stava nel fatto che essi venivano confezionati non con una cera qualsiasi, ma con i resti del cero pasquale della Cappella Sistina e delle altre Chiese di Roma, i quali venivano benedetti personalmente dal Papa in una cerimonia molto sentita dai fedeli e che si teneva ogni sette anni la settimana dopo Pasqua.

Proprio questa loro particolarità (benedizione personale del Pontefice) li rendeva assai preziosi e soggetti a norme rigorosissime nel loro utilizzo: non potevano essere commerciati (pena la perdita delle loro virtù) e custoditi possibilmente in teche al fine di preservarne l’integrità. A differenza che per le medaglie papali, i cui conii rimanevano in possesso delle famiglie dei Zecchieri (con le conseguenze ben note ai collezionisti) , le tenaglie venivano conservate presso la Sede pontificia e i loro spostamenti sempre rigorosamente seguiti e registrati.

Proprio l’uso delle teche, almeno per quel poco che mi è capitato di vedere, è croce e delizia per gli appassionati del genere:

- è croce, perché impedisce di potere osservare il retro dell’Agnus Dei, in progresso di tempo anch’esso ornato. Le teche, infatti, una volta montato l’Agnus Dei al loro interno, venivano sigillate sul retro con ceralacca sulla quale, a garanzia di autenticità, veniva stampigliato lo stemma vescovile o cardinalizio. Assai rare le teche montate a vetro anche sul retro, che permettevano quindi di osservare il rovescio dell’Agnus Dei;

- è delizia, perché consente di ammirare custodie coeve di rara bellezza, spesso impreziosite da fili di perline a giro e tessuti dorati, ed in alcuni casi anche da reliquie di santi (per chi vi crede…). Senza dimenticare che comunque esse hanno permesso la perfetta conservazione di alcuni esemplari sino ai giorni nostri.

Per chi ne voglia sapere di più sulle virtù degli Agnus Dei, segnalo il seguente link, che rimanda a un breve testo del 1846 sull’argomento, liberamente scaricabile in PDF:

http://it.wikisource.org/wiki/Rito_ed_uso_delle_cere_sagre_volgarmente_chiamate_Agnus_Dei

Per chi invece ha pazienza di leggersi uno straordinario libro del ‘700, a firma del Padre Gesuita Antonio Baldassarri, anch’esso liberamente scaricabile (se volete, saltate a piè pari la dedica al Principe Cardinale, e cominciate dall’indice a pag.23), consiglio il seguente imperdibile link:

http://books.google.it/books?id=7QQ8AAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=agnus+dei+cera&source=bl&ots=dKfC2iPTKb&sig=A6wG8I-GzVy9Kr75Ia06f__NDX8&hl=it&ei=NYeXS8H0A8P__QbUi-TFCw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CBMQ6AEwBTg8#v=onepage&q=agnus%20dei%20cera&f=false

La discussione è aperta: chi può apportare aggiunte o correzioni a quanto sopra, magari fotografie, è ben accetto.

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fabio22

Grazie a Camerlengo per la precisa illustrazione sugli "Agnus Dei" ero in dubbio se introdurli nel catalogo delle medaglie papali, ora penso che li inserirò in un apposito capitolo per ogni Papa: il problema è trovare la bibliografia relativa: proverò a guardare le pubblicazioni che hai segnalato.

Ricordo di avere anche un testo sulle medaglie votive (edito a Reggio Emilia) che nè pubblica alcune.

Se ricordo bene, nel '600 e forse anche da Clemente XI, qualche medaglia in bronzo è stata fusa utilizzando il conio degli Agnus Dei .

Io ne posseggo una soltanto di Pio X sfusa senza alcuna protezione, ma è molto difficile da fotografare.

eccola Pio X Anno VII (non si vede niente) nè posto migliori domani

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camerlengo

L'idea di inserire in catalogo gli Agnus Dei è ottima, anche se credo che non saranno in molti a potere postare foto.

A parte il fatto che parliamo veramente di un settore collezionistico di nicchia, quei pochi Agnus Dei arrivati sino ai nostri giorni privi di alcuna protezione, o estratti in progresso di tempo dalle loro custodie, si presentano difatti in condizioni non ottimali, data l'estrema loro delicatezza. E di conseguenza molto spesso non sono neanche leggibili.

Discorso diverso per quelli custoditi nelle teche o in quadretti, alcuni dei quali si presentano in condizioni qFDC (scusate l'accostamento improprio). Ma in questo caso la riproduzione fotografica diventa difficile: in ogni caso, l'uso di mostrare solo il dritto (l'Agnello) e di occultare il rovescio renderebbe la catalogazione estremamente complicata e comunque parziale.

Nel mio vagare in rete, ho trovato nel tempo diverse foto di Agnus Dei (comunque non più di una decina), che ho raccolto e conservato per motivi di studio e comparazione. Se fosse possibile pubblicare le foto di oggetti in proprietà di terze persone, potrei metterle a disposizione: ma non sono tanto sicuro si possa fare liberamente...

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fabio22

Credo anch'io siano molto rari! <_<

Per quanto riguarda le foto posso confermarti che non è possibile postare foto di terzi, a meno che non provengano da siti che hanno autorizzato la pubblicazione.

Sul portale dovrebbe essere presente l'elenco.

Viceversa chiedi ad Incuso.

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fabio22

Posto delle immagini migliori e la pubblicazione a cui facevo riferimento

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fabio22

è del 1996

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fabio22

Alcune interessanti pagine del libro:

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camerlengo

Grazie Fabio per l'apporto documentale che non conoscevo e che mi sembra confermare in massima linea quanto da me riportato in apertura di discussione.

Bello, anzi bellissimo, il tuo Agnus Dei, di ottima leggibilità: tienilo caro, perchè è oggetto veramente straordinario.

Non so se la pensi come me, ma l'estrema fragilità, unita alla storia che portano con sè, rende gli Agnus Dei affascinanti al pari (se non più) delle nostre amate medaglie papali.

Hai provato a dare un'occhiata al libro di Padre Antonio Baldessari, del quale ho postato più sopra il link di rimando? Mi rendo conto che non è proprio agevole la lettura di un testo del '700 (ci vuole passione...), ma lo ritengo una fonte di "prima mano" di eccezionale portata.

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fabio22

In effetti ho scorso velocemente le pagine del Libro di Padre Baldessari, ci vuole un pò di tempo per leggerlo!

E' quasi in volgare! Ma mi sembra molto interessate.

E visto che ho iniziato a leggere un libro del Vasari "Vite dei più eccellenti ..ecc" Vedrò se riesco a comprendere entrambi.

Ti ringrazio per i complimenti sul pezzo che ho postato, non sono ancora riuscito a trovare una collocazione "sicura" per la conservazione, hai qualche suggerimento?

Ne possiedi qualcuno anche tu? Li puoi postare?

Ho altre immagini del libro dei Cappuccini di Reggio Emilia (tutte le pagine riguardanti gli Agnus Dei) se possono essere utili le posto.

Saluti da Fabio

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camerlengo

Scusami Fabio per il ritardo nella risposta, ma tra lavoro ed impegni familiari ho dovuto staccare un po'...

Io possiedo un solo Agnus Dei, montato in teca sigillata, in splendida condizione e risalente a Leone XIII. Ho tentato più volte di fotografarlo, ma il fatto che sia protetto da un vetro bombato rende l'impresa veramente ardua: vediamo cmq se riesco a tirarne fuori qualche immagine pubblicabile. Il retro purtroppo non è visibile.

Quanto alla conservazione del tuo Agnus Dei, se ho interpretato bene la tua richiesta, ti suggerisco di trovare sulla rete una custodia per reliquie, assai diffuse in quell'epoca: non sarà facilissimo reperirne una, ma neanche impossibile. Secondo me, con un pò di pazienza, soprattutto sul mercato francese, qualcosa dovresti trovare.

Se vedo qualcosa di interessante durante le mie ricerche, proverò a segnalartela.

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fabio22

La comodità della risposta stà proprio nel non avere tempi ai quali attenersi!

Camerlengo, nel ringraziarti per i Tuoi consigli

ti posto la pagina del sopracitato catalogo relativa agli agnus dei di Leone XIII

Prova a postare la foto come viene prova a non usare il flash

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providentiaoptimiprincipis

salve a tutti,!non so se si tratti del rovescio di un agnus dei (come ipotizzo) o più semplicemente un bel lavoro conventuale,ma ve lo posto lo stesso almeno così contribuisco alla discussione:

si tratta di una placca ovale di belle dimensioni in cera, raffigurante San Luca evangelista,come potete notare è stato in antico restaurato con aggiunta di cera e reintegrazione dell'immagine in tutta la parte bassa,è visibile anche una fenditura laterale,ipotizzo che l'agnus dei sia stato restaurato per poi essere posto nella sua attuale collocazione,cioè al centro di un bel reliquiario con intreccio di paperolles e reliquie,il reliquiario risale alla metà dell'ottocento,ma l'agnus dei mi sembra più antico...eventuali informazioni o semplici pareri sono sempre ben graditi

saluti

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fabio22

Dovrebbe essere un Agnus Dei di Benedetto XIV (come leggo dalla legenda a sx) Anno IX o IV (non si legge bene in basso) e quindi del 1749 o del 1744.

Nel Catalogo postato (copertina) non sono presenti Agnus Dei di questo Pontefice.

E rappresenta San Luca sul toro in atto di dipingere (è un'iconografia molto comune anche nelle medaglie papali di questo periodo e fino al Pontificato di Pio IX- Premio per l'Accademia di San Luca).

Considera comunque che l'incastonatura (che ti conviene conservare a protezione) dovrebbe nascondere il Verso nel quale dovrebbe essere riprodotto l'Agnello di Dio.

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fabio22

No, da esame più attento l'iscrizione a sx è Sanctvs Lvca : quindi per conoscere il Pontefice è necessario visionare il Verso dello stesso.

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providentiaoptimiprincipis

No, da esame più attento l'iscrizione a sx è Sanctvs Lvca : quindi per conoscere il Pontefice è necessario visionare il Verso dello stesso.

si scusa ho dimenticato di riportare la scritta in esergo,a sinistra come hai notato si può leggere Sanctvs Lvca a destra invece Evangelista...sarei curioso di visionarne il retro,ma purtroppo,o per fortuna, è chiuso in un bel reliquiario a quadro,quindi nessua notizia in più.

saluti

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marinauboldi

Posso farvi una domanda, forse sciocca.. avete mai visto o trovato notizie di Agnus Dei fatti in vetro e non in cera.

Sto studiando materiali della fine del 1500. Quindi più antichi forse di quelli in cera.

Grazie

m:u: 

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komodo

Il Miselli indica gli Agnus Dei in cera comunemente distribuiti (ora diventati comprensibilmente più rari) e rarissimi invece quelli fusi: qualcuno ne possiede in collezione e può postarli in questa discussione?

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fabio22

@@komodo fusi un bronzo sono grandi rarità 

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komodo

@@komodo fusi un bronzo sono grandi rarità 

...proprio per questo sarebbe interessante vederne qualcuno sulla discussione... :nea:

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giancarlone

Il mio contributo con un quadro antico con molte reliquie e quattro cere, misure della cornice cm. 42x45

 

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giancarlone

...siccome non ci sono sigilli in cera lacca, per l'occasione l'ho smontato, misure dell'interno cm. 23x26.

Lavorato con filigrana d'argento e ottone, ricordo che negli anni 50 sulle ossa dei santi erano legati i cartellini, l'atmosfera degli ultimi anni li ha fatti sparire. Precedentemente hanno resistito per 200 o 250 anni.

 

post-13397-0-86801400-1458150352_thumb.j

cliccando sull'immagine si ingrandisce

 

Domani fotografo gli AGNUS DEI

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giancarlone

Inizio a postare l'Agnus Dei, in basso a sinistra del quadro, che si presenta con l'Agnello Mistico disteso sul libro dell'Apocalisse, testa rivolta a destra, aureolato e vessillo crociato, sotto:  ALEXAN / VIII . P . M., contorno perlinato.

 

Si deduce che ALESSANDRO VIII ha regnato dal 1689-1691. Il medaglione ovale in cera misura mm. 47x40

 

Come si può vedere dalla foto del reliquiario, alcuni ossicini di Santi o Martiri hanno ancora qualche residuo di cartellino con scritte.

 

Da notare la splendida lavorazione in filigrana, enorme per la grandezza del quadro, e in una parola spettacolare.

 

post-13397-0-30841300-1458231047_thumb.j

Cliccando sulla foto si ingrandisce

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giancarlone

AGNUS DEI primo in alto a sinistra

 

OSTENSORIO SORRETTO DA ANGELI, scritte poco leggibili  SIA L'II - SS SACR

 

Dispiace che non si possa smontare per fotografare l'altro lato

 

post-13397-0-48558100-1458302208_thumb.j

 

cliccando sull'immagine si ingrandisce

 

CERA, mm. 35x30

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Giov60

Grazie a Camerlengo per la precisa illustrazione sugli "Agnus Dei" ero in dubbio se introdurli nel catalogo delle medaglie papali, ora penso che li inserirò in un apposito capitolo per ogni Papa: il problema è trovare la bibliografia relativa: proverò a guardare le pubblicazioni che hai segnalato.

Ricordo di avere anche un testo sulle medaglie votive (edito a Reggio Emilia) che nè pubblica alcune.

Se ricordo bene, nel '600 e forse anche da Clemente XI, qualche medaglia in bronzo è stata fusa utilizzando il conio degli Agnus Dei .

Io ne posseggo una soltanto di Pio X sfusa senza alcuna protezione, ma è molto difficile da fotografare.

eccola Pio X Anno VII (non si vede niente) nè posto migliori domani

Interessante argomento, bellissimo reliquiario! Un tema nuovo che probabilmente non ha a che vedere con le medaglie, ma affascina.... Modificato da Giov60
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