Matteo91 Inviato 10 Aprile, 2010 #1 Inviato 10 Aprile, 2010 (modificato) durante il regno di vittorio emanuele II per quanto tempo circolarono ancora le monete degli stati preunitari? e durante il regno di vittorio emanuele III, le monete dei precedenti regnanti erano ancora spendibili? grazie a chiunque voglia partecipare a questa conversazione :) matteo Modificato 10 Aprile, 2010 da Matteo91 Cita Awards
ersanto Inviato 14 Aprile, 2010 #2 Inviato 14 Aprile, 2010 Per la prima parte del regno di VE III le monete avevano le stesse dimensioni di quelle precedenti, quindi direi che si, erano spendibili. Pensa alle monete d'oro che non vennero proprio coniate; per forza dovevano usare quelle di Umberto. Dopo la prima guerra mondiale tutti gli argenti e ori furono essenzialmente sequestrati. Immmagino che anche le altre monete uscirono di circolazione visto che quelle nuove erano piu piccole. Cita
rick2 Inviato 14 Aprile, 2010 #3 Inviato 14 Aprile, 2010 le piastre borboniche vennero ritirate e rifuse in monete da 5 lire per il resto dato che nel 1863 c`e` stato un emissione massiccia di argenti credo che siano state ritirate e rifuse. questo spiegherebbe perche` le divisionali degli stati sono relativamente rare. roba tipo i paoli toscani o gli spezzati napoletani. diverso il discorso per le monete papali che data la loro reperibilita` e il fatto che erano dello stesso modulo secondo me non sono state ritirate ciao Cita
Guest utente3487 Inviato 14 Aprile, 2010 #4 Inviato 14 Aprile, 2010 Anche per questo argomento il buon Bizerba ha reperito della documentazione interessantissima. Purtroppo però adesso siamo impegnati e non possiamo scannerizzare i documenti. Portate pazienza. Cita
Matteo91 Inviato 14 Aprile, 2010 Autore #5 Inviato 14 Aprile, 2010 intanto grazie per le risposte.. non dimenticatevi però della discussione. ritenevo potesse essere interessante :) grazie, matteo Cita Awards
danieles1981 Inviato 18 Giugno, 2010 #7 Inviato 18 Giugno, 2010 (modificato) Oops! Conversazione nel dimenticatoio? Modificato 18 Giugno, 2010 da danieles1981 Cita
angelonidaniele Inviato 19 Giugno, 2010 #8 Inviato 19 Giugno, 2010 la domanda è interessante sicuramente merita un approfondimento non va dimenticata :rolleyes: Cita
scheo Inviato 19 Giugno, 2010 #9 Inviato 19 Giugno, 2010 rilancio. se uno stato viene inglobato completamente da un altro, tutto il denaro viene "assorbito" dal conquistatore, vedi il caso del regno borbonico diventato completamente parte dell'italia. ma nel caso di un territorio, come puù essere stato il territorio veneto che nel 1866 che passa dall'austra all'italia, il denaro circolante allora in veneto dov'è finito? ritirato dall'italia e poi "venduto" all'austria oppure fuso per farne monete italiane? Cita
bizerba62 Inviato 19 Giugno, 2010 #10 Inviato 19 Giugno, 2010 Ciao. "ma nel caso di un territorio, come puù essere stato il territorio veneto che nel 1866 che passa dall'austra all'italia, il denaro circolante allora in veneto dov'è finito?" Nel caso che prospetti, è il nuovo Stato "incorporante" che disciplina con appositi provvedimenti la cessazione dal corso legale della precedente valuta e l'introduzione, nei territori annessi, della valuta propria. I possessori della "vecchia valuta" vengono autorizzati ad effettuare, entro un termine prefissato, il cambio con la nuova sulla base di rapporti di tariffa prefissati. Scaduti i termini concessi, la "vecchia valuta" non avrà più potere legale liberatorio nel territori annessi e l'unica valuta avente corso legale diviene quella dello Stato "incorporante". Ciò è appunto quello che avvenne in occassione dell'annessione al Regno d'Italia delle Province venete e di quella di Mantova. Saluti. Michele Cita
scheo Inviato 21 Giugno, 2010 #11 Inviato 21 Giugno, 2010 (modificato) grazie bizerba, quindi tecnicamente il Regno d'Italia si è "arricchito" di tutto il circolante nel Lombardo Veneto (prima lo cambia ai cittadini e poi lo ricambia con l'austria). mentre nei territori conquistati integralmente, il circolante è andato fuori corso e il Regno ha potuto recuperare sia il metallo delle vecchie monete cambiate oltre che incamerare i "tesoro" che lo stato borbonico deve aver tenuto in cassa per giustificare l'emissione di denaro. vabbè, magari l'ho fatta un po' semplice.... Modificato 21 Giugno, 2010 da scheo Cita
rongom Inviato 22 Marzo, 2011 #12 Inviato 22 Marzo, 2011 Di seguito due piccoli estratti dal Bolletino di Numismatica che sinteticamente ci danno uno spaccato del circolante nei primi anni del '900. 1903 A.I - n°5-6 Delle monete in corso. - Il decreto 8 febbraio 1900 firmato da Umberto I e dal ministro Boselli ha unito l'elenco delle monete nazionali ed estere che hanno corso legale nel Regno e che debbono essere accettate dalle casse pubbliche. Omettendo l'elenco di quelle d'oro ci limiteremo a riprodurne la parte di esso che riguarda le altre monete. Monete d'argento a 900/1000. Scudi da L.5: coniati nel principio del secolo XIX negli antichi Stati d'Italia, dai Governi provvisori nazionali nel Regno d'Italia, nel Belgio, nella Francia, Svizzera, Grecia e per conto della Repubblica di San Marino. Avvertenza. - Sono esclusi gli scudi pontifici e borbonici. Sono pure esclusi quelli dell'ex ducato di Lucca, perchè già aboliti dal Governo Granducale Toscano succedutogli nel 1847. Per le monete d'argento a 835/1000 da L.2, 1 e centesimi 50: coniate in Italia, nel Belgio, Francia, Svizzera, Grecia e per conto della Repubblica di San Marino tratteremo nelprossimo fascicolo. La Direzione 1903 A.I - n°7 Delle monete in corso. Monete d'argento da L.2, 1 e cent.50. - Sono coniate a 835/1000, in Italia, nel Belgio, Francia, Svizzera, Grecia e per conto della Repubblica di San Marino. Sono esclusi gli spezzati nazionali anteriori al 1863; quelli del Belgio anteriori al 1866; quelli della Francia anteriori al 1864; quelli della Svizzera anteriori al 1861 e quelli della Repubblica di San marino anteriori al 1898 anno nel quale se ne fece l'unica coniazione. Monete di nichelio: Devono essere accettati i pezzi da cent.20 di conio italiano, coi millesimi 1894 e 1896. Monete di bronzo: Devono essere accettati i pezzi da cent. 10, 5, 2 ed 1 coniati in Italia dal 1859 in poi; pezzi da cent. 10 e 5 della Repubblica di San Marino coniati a Milano nel 1864, 1869 e 1875, ed a Roma negli anni 1893 e 1894. La Direzione. Cita
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