gpittini Inviato 17 Giugno, 2010 #1 Inviato 17 Giugno, 2010 DE GREGE EPICURI Trovata in un piccolo lotto, pensavo fosse un semisse (mi sembra di oricalco, pesa 3,1 g. e misura 17 mm.) Poi mi sono accorto che le legende sono in greco. Al D. io leggo: N KAICAP... Al R, sempre in senso antiorario: ...TIA ( o TIN oppure TIP) LICO- CAPA... Figura maschile a sin. con globo in mano. Qualcuno ha delle idee? Cita
tacrolimus2000 Inviato 17 Giugno, 2010 #3 Inviato 17 Giugno, 2010 Sardis per Nerone, a nome di Ti Kl Mnaseas RPC 3007 Luigi Cita
AlfaOmega Inviato 17 Giugno, 2010 #4 Inviato 17 Giugno, 2010 (modificato) Sardis????? Cavolo avevo visto giusto, ma è impossibile arrivare prima di Luigi, ma buon secondo non è male. :D scherzo Modificato 17 Giugno, 2010 da AlfaOmega Cita
tacrolimus2000 Inviato 17 Giugno, 2010 #5 Inviato 17 Giugno, 2010 Roberto... è stata solo una questione di pochi secondi di differenza. Per gpittini, queste le informazioni dall’RPC: D/ NEPΩN KAICAP, testa laureata a destra R/ ΕΠΙ ΤΙ ΜΝΑCΕΟ | Y CAPΔIANΩN, Zeus stante a sinistra, tiene aquila e bastone Non viene riportata nessuna analisi sugli esemplari repertoriati nell’RPC (6), ma l’emissione è indicata in bronzo, non oricalco. La moneta viene datata al 65 d.C. nell’RPC Peso medio di 5 esemplari 3.91g Anche BMC 121 Luigi 1 Cita
gpittini Inviato 18 Giugno, 2010 Autore #6 Inviato 18 Giugno, 2010 DE GREGE EPICURI Molte grazie, e sono sempre stupito per la rapidità e precisione, specie in monete di cui si vede così poco... Per mia curiosità, sono numerose le emissioni coloniali in oricalco? Io conosco la monetazione di Antiochia (rovesci SC), ma per il resto ricordo vagamente qualche moneta sparsa, di diversi territori. Mi par di averne una della Tracia (Augusto e Rometalce) che sembra proprio oricalco. E' possibile che in certi casi si usassero leghe diverse, per qualche specifico motivo, oppure a casaccio (es. un residuo casuale di una certa lega)? Cita
tacrolimus2000 Inviato 18 Giugno, 2010 #7 Inviato 18 Giugno, 2010 Per prima cosa vorrei correggere la mia affermazione precedente rigurdo la lega dell'emissione in quanto errata. I compilatori dell’RPC riportano le analisi degli esemplari quando sono note. Se le analisi indicano che si tratta di oricalco, l’emissione è indicata chiaramente come tale. Allo stesso modo se la lega contiene piombo, etc, etc. Quando, come nel caso in questione, non sono noti studi analitici sugli esemplari repertoriati, l’emissione è indicata come AE. Dico questo perché la tua moneta appare chiaramente in oricalco dalla foto e questo non contrasta con quanto riportato nell’RPC; semplicemente gli autori non hanno informazioni *quantitative* in merito e restano sul vago. Venendo alla tua domanda, sostanzialmente chiedi se le province seguirono o meno la pratica introdotta da Augusto di utilizzare leghe diverse per nominali diversi, ossia con un criterio chiaro. Il primo problema è che non conosciamo i reali nominali di molte emissioni provinciali (la maggior parte direi); un secondo problema riguarda il fatto che le analisi a diposizione sono relativamente poche e ottenute con tecniche diverse. C’è poi da considerre che in alcune province le miniere di zinco erano più disponibili di altre. Secondo quanto leggo nell’RPC è probabile che, nelle zecche dell’Asia Minore, oricalco e bronzo avessero la funzione di discriminare nominali diversi soprattutto quando i diametri erano molto simili; chi riceveva un pagamento era sicuramente attento al “colore” delle monete che riceveva. Sorprende tuttavia che l’utilizzo delle due leghe del rame non segue regole precise, non solo all’interno della provincia, ma anche all’interno di una stessa città durante gli anni (tralascio i diversi esempi riportati nell’RPC). Si è arrivati per sino ad ipotizzare che le variazioni di impiego di bronzo e oricalco potessero essere meramente estetiche, di moda o di prestigio. Ad esempio, l’uso dell’oricalco poteva creare prestigio ad una città o al cittadino che promuoveva/sovvenzionava l’emissione perché indicava che si era disposti a utilizzare una lega più pregiata nei propri scambi commerciali. Non entro nel dettaglio di altre province, (tieni presente che quello che vale per una provincia non vale per le altre) perché la conclusione sarebbe più o meno la stessa; conosciamo ancora troppo poco la composizione di monete provinciali e come venivano scambiate (nel senso di valore nominale), al contrario dei nominali imperiali, per avere certezze. Luigi Cita
gpittini Inviato 18 Giugno, 2010 Autore #8 Inviato 18 Giugno, 2010 DE GREGE EPICURI Grazie per l'esauriente risposta (esauriente nei limiti delle non molte cose che si sanno). Effettivamente io avevo pensato forse troppo agli aspetti estetici, o addirittura a scelte casuali, mente dovrebbe essere fondamentale il problema metrologico: di che numerario si tratta, come avviene il cambio con le altre monete, ecc. Cita
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