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Illyricum65

Altri edifici templari... dall'area greco-orientale

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Nel corso delle recenti ricerche relative alle monetazioni di età imperiali con rovesci architettonici costituiti da edifici templari ho rinvenuto con una ricca documentazione di bronzi provinciali e di argenti rispondenti a tale caratteristica. I secondi sono perlopiù tetradracme di provenienza greco-orientale. Tralasciando i primi per questione di sintesi e di vastità del tema e per delimitare il campo d’interesse ho pensato di proporre una breve sintesi su quanto trovato sulle tetradracme, con l’eccezione di un denario di Augusto coniato a Pergamo e presentato in quanto raffigurante un tempio dell’area greca.

Il cistoforo, detto anche tetradracma, era una moneta emessa nell’Asia minore a partire dal 200 a.C. (probabilmente per prima da Efeso per poi estendersi a tutto il dominio degli Attalidi), dal valore equivalente a quattro dracme. Le prime monete presentavano al dritto una “cista mitica”, oggetto di vita quotidiana molto diffuso, ricopriva anche una funzione rituale legata al culto dionisiaco (vedi foto allegata: MYSIA, Pergamon. Circa 166-160 BC. AR Cistophoric Tetradrachm (12.71 gm). Cista mystica with serpent; all within ivy wreath / Bow-case with serpents; amphora to the right. Kleiner-Noe Series 8; SNG von Aulock 7461. EF.): veniva utilizzata per contenere i serpenti sacri da impiegare durante i riti per la divinità. La cista, conosciuta fin dall'età preistorica, poteva essere realizzata in materiali diversi, quali vimini intrecciati, legno, cuoio, ma soprattutto in metallo parzialmente aperta parzialmente aperta. Il cistoforo si diffuse molto rapidamente in tutta l'Asia minore e fu emesso da moltissimi centri. Era de facto la moneta dell'Asia classica. Era accettato dai Romani negli scambi, in qualità di "moneta coloniale" regolare, già sotto Augusto era la moneta d'argento di maggiori dimensioni e quindi un ottimo mezzo per la propaganda imperiale. Era ancora in circolazione ed emesso sotto l'imperatore Adriano.

TEMPLI DEDICATI A ROMA ED AUGVSTO

Il culto di Roma in età imperiale è attestato in particolar in associazione a quello di Augusto. A lui furono rivolti onori, riprendendo la tradizione ellenistica dei culti votati ai re e ai sovrani. Le prime richieste giunsero già nell’inverno del 30-29 a.C., dal koinon d’Asia e da quello di Bitinia; Ottaviano impose, unitamente al suo, il culto di Roma e concesse per ogni provincia due templi: in quella d’Asia a Pergamo ed Efeso, in Bitinia a Nicomedia e Nicea – spesso non identificabili e distinguibili tra loro sulle monete. Il tempio di Pergamo diventò il centro religioso e politico del koinon d’Asia e vennero indette delle feste, a cadenza quinquennale, chiamate Romàia Sebastà in onore di Roma e Augusto. Del tempio sono rimaste solo evidenze numismatiche, ma non archeologiche. Tracce del tempio di Nicomedia si trovano nelle monete greche, anche se spesso contrastanti le une con le altre per quanto riguarda la struttura e l’ordine architettonico.

Il koinon dei Galati istituì il culto di Roma e Augusto ed eresse ad Ancyra un tempio di cui rimangono le rovine dei muri della cella e del pronao con l’anta sinistra ancora conservata.

a) Tempio di Pergamo

AUGUSTUS. 27 BC-AD 14. Cistophorus (Silver, 11.90 g 12), Pergamum, 19-18. IMP IX TR PO V Head of Augustus to right Rev. COM ASIAE Hexastyle temple with architrave inscribed ROM ET AVGVST. BMC 705. Cohen 86. RIC 506. RPC 2217. Sutherland -, Group VII, obverse die 12/ reverse unpublished. A new die combination. Attractively toned. Good very fine.

From the collection of a Gentleman.

(segue)

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CLAUDIUS. AD 41-54. AR Cistophorus (27mm, 11.12 g, 7h). Pergamum mint. Struck AD 41-42. Bare head right / Distyle temple enclosing standing facing figures of Claudius, holding scepter, being crowned by Fortuna, holding cornucopia. RIC I 120; RPC I 2221; RSC 3. EF, toned.

Erected by the Commune Asiae, the temple of Roma and Augustus represented the divine tribute paid unto Urbs Roma and the Divus Augustus, both honored here on a cistophorus of Pergamum most likely issued to mark Claudius’ accession to the purple.

Tetradracme con rovesci analoghi vennero coniati a Pergamo anche da Domiziano, Nerva e Traiano.

b ) Tempio di Nicomedia

HADRIAN. 117-138 AD. AR Cistophoric Tetradrachm (10.23 gm). Nicomedia mint. Struck after 128 AD. Laureate and draped bust right / Octastyle temple set on three-tiered podium, ROM S P AVG across frieze, pellet in pediment. RIC II 461c; Metcalf, Cistophori B3, 13 (O10/R13; same dies); Pinder 99; BMCRE 1099 note; RSC 240. VF.

Cistophori were produced in the name of the Commune Bithyniae only once, under Hadrian. The inscription on the frieze, reconstructed as ROM(ae) S(enatui) P(opulo) AVG(usto) and translated as "To Rome, the Senate, the People, and Augustus" tentatively identifies the building as a temple of Rome and Augustus at Nicomedia. No archaeological remains of this structure have as yet been found, and reconstructions of it are based entirely on the second century numismatic evidence. Both Tacitus and Dio Cassius report that in 19 BC Augustus did authorize the construction of a temple to Rome and himself at Pergamum, an event commemorated on his cistophori there. No such evidence for a temple at Nicomedia occurs earlier than this cistophorus.

Va inoltre segnalato che Adriano ebbe sempre un occhio di riguardo verso la Bithinia ed in particolare verso la capitale della provincia Nicomedia, in quanto terra natia del suo favorito, Antinoo.

HADRIAN. AD 117-138. AR Cistophorus (10.05 g, 6h). Nicomedia mint. Struck after AD 128. Laureate and draped bust right / Tetrastyle temple set on three-tiered podium, ROM S P AVG across frieze, pellet in pediment; within, Hadrian standing right, holding scepter and Victory. RIC II 459c; Metcalf, Cistophori, type B7, cf. 26b (unlisted dies); RSC 243 var. (TRAI). Good VF, toned.

HADRIAN. AD 117-138. AR Cistophorus (10.76 g, 12h). Uncertain mint. Struck after AD 128. HADRIANVS AVGVSTVS, laureate bust right, slight drapery over left shoulder / Distyle temple set on three-tiered podium; within, statue of Athena holding patera and shield set on ground, spear to right; COS III across field. Cf. RIC II 520 (for rev. type); cf. Metcalf, Cistophori, type 116 (for rev. type); cf. RSC 300 (for rev. type). VF. Overstruck on a cistophorus of Augustus, Sutherland Group VI. Unpublished obverse type with very rare reverse type.

(segue)

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TEMPLI DEDICATI A DIANA

a) Tempio di Diana ad Efeso

Il Tempio di Artemide di Efeso (in greco antico: Ἀρτεμίσιον Artemision, in latino: Artemisium) era un tempio dedicato alla dea Artemide, situato nella città di Efeso, nell'attuale Turchia, a circa 50 km dalla città di Smirne. Al giorno d'oggi nulla rimane, se non qualche minimo resto, del grande tempio; che per le sue immense dimensioni e la bellissima architettura, fu considerata una delle sette meraviglie del mondo antico.

CLAUDIUS. 41-54 AD. AR Cistophoric Tetradrachm (11.47 gm). Ephesus mint. Struck circa 41-42 AD. TI CLAVD CAES AVG, bare head left / DIAN EPHE across field, cult statue of Diana of Ephesus within tetrastyle temple set on four-tiered base; pediment decorated with figures flanking a central table with disk above, two tables and recumbent figures in angles. RIC I 118; RPC I 2222; BMCRE 229; BN 299; RSC 30. Toned EF.

CLAUDIUS and AGRIPPINA Jr. 41-54 AD. AR Cistophoric Tetradrachm (11.00 gm). Struck circa 50-51 AD. Ephesus mint. TI CLAVD CAES AVG AGRIPP AVGVSTA, jugate busts of Claudius and Agrippina left, Claudius laureate and Agrippina laureate and draped / DIANA EPHESIA, cult statue of Diana Ephesia facing. RIC I 119; BMCRE 231; BN 302; RPC I 2224; RSC 1. Toned VF, attractive.

Probabilmente commemorante il matrimonio della coppia imperiale.

HADRIAN. 117-138 AD. AR Cistophoric Tetradrachm (26mm, 10.80 g, 5h). Ephesus mint. Struck circa 128-132 AD. HADRIANVS AVGVSTVS P P, bare head right / DIA-NA across field, EPHESIA in exergue, cult statue of Diana (Artemis) Ephesia standing front within tetrastyle temple, three tables in pediment. RIC II 475a; Metcalf, Cistophori, type 18, 82 (O64/R71); BMCRE p. 393*; RSC 538a. Good VF, a boldly detailed reverse.

(segue)

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Un cistoforo sempre da Efeso, non rappresentante direttamente un edificio di culto dedicato a Diana /Artemide ma un altare con due cervi contrapposti (animali simbolo della divinità):

Augustus. 27 BC-AD 14. AR Cistophorus (11.85 g, 12h). Ephesus mint. Struck 25-20 BC. IMP • CAE SAR, bare head right / AVGVSTVS, altar decorated with fillets, garlands, and stags standing vis-à-vis. RIC I 482; Sutherland Group VIγ, 365 (O123/R21); RSC 33; RPC 2215; BMCRE 694; BN 922-926. VF, toned.

b ) Tempio di Diana a Perga

Perga, adesso comunemente chiamata "Perge" e pronunciata "per-geh", fu la capitale della regione della Panfilia, corrispondente all'attuale provincia di Antalia sulla costa mediterranea sud-occidentale della Turchia. Nel 43 d.C. Claudio unificò il territorio della Panphylia con quello della Lycia. Dopo il crollo dell'impero romano, Perga rimase abitata fino al periodo selgiuchide, prima di essere gradualmente abbandonata. Il famosissimo tempio di Artemide era probabilmente situato fuori dalla città.

I cistofori emessi per Perge sono probabilmente stati coniati a Side.

Non è noto molto relativamente al tempio di Artemide/Diana Pergaia; le uniche informazioni sono date dalle monete.

NERVA. AD 96-98. AR Cistophorus (25mm, 11.61 g, 6h). Pergamum mint. Struck AD 97. Laureate head right / Distyle Temple of Diana within which is cult statue of Diana of Perga; DIANA PERG on frieze. RIC II 116; RSC 42. Good VF, handsome even gray toning, underlying luster. Bold portrait.

Anche Traiano coniò una tetradracma analoga.

TEMPIO AD APOLLO A DYDYMA

Dydyma fu un'antichissima città greca della Ionia, presso l'odierna cittadina turca Didim (vicino a Yeni Hisar nel distretto di Söke in provincia di Aydın). La città si formò direttamente all'esterno del maestoso santuario che ospitava il tempio e l'oracolo di Apollo, il cosiddetto Dydymaion. Dydyma fu, al pari di Delfi, la più rinomata stazione oracolare di tutto l'antico mondo ellenistico, menzionata dai Greci fin dall'epoca degli Inni omerici ad Apollo. Il tempio, decastilo, nonostante le dimensioni non venne inserito tra le meraviglie.

HADRIAN. AD 117-138. AR Cistophorus (10.66 g, 6h). Miletus mint. Struck after AD 128. Bare head right / Temple of Apollo Didymeus. RIC II 519; cf. Metcalf, Cistophori, type 24, 104 (O5); RSC 287. VF.

(segue)

Scusate l'inversione della sequenza fotografica tra le monete di Augusto e Nerva :(

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TEMPIO DI GIOVE OLIMPO

Il Tempio di Zeus Olimpico di Atene (in greco: Ναὸς τοῦ Ὀλυμπίου Διός, Naos tou Olympiou Dios), noto anche come Olympieion, era un colossale tempio dedicato a Zeus, re degli dei dell'Olimpo. La costruzione iniziò nel 6 ° secolo a.C, durante il dominio dei tiranni di Atene, che intendevano costruire il più grande tempio nel mondo antico, ma non fu completato fino al regno dell'imperatore romano Adriano nel 2 ° secolo d.C., circa 638 anni dall’inizio dei lavori. Durante il periodo romano era noto come il più grande tempio della Grecia e vi si trovava una delle statue di culto più grande del mondo antico.

AUGUSTUS. 27 BC-14 AD. AR Denarius (3.83 gm). Pergamum mint. Struck 27 BC. AVGVSTVS, bare head right / IOVI OLV across field, hexastyle temple of Olympian Jupiter with round shield in pediment and palmettes on roof. RIC I 472; BMCRE 666; BN 936; RSC 182. Lightly toned EF, faint flan flaw before bust.

TEMPLI DI ATTRIBUZIONE INCERTA

Spesso alle tetradracme non sono attribuibili con certezza la zecca emittente né tantomeno l’edificio templare cui fanno riferimento.

HADRIAN. AD 117-138. AR Cistophorus (10.76 g, 12h). Uncertain mint. Struck after AD 128. HADRIANVS AVGVSTVS, laureate bust right, slight drapery over left shoulder / Distyle temple set on three-tiered podium; within, statue of Athena holding patera and shield set on ground, spear to right; COS III across field. Cf. RIC II 520 (for rev. type); cf. Metcalf, Cistophori, type 116 (for rev. type); cf. RSC 300 (for rev. type). VF. Overstruck on a cistophorus of Augustus, Sutherland Group VI. Unpublished obverse type with very rare reverse type.

TETRADRACME COMMEMORANTI EDIFICI TEMPLARI DI ROMA

Esistono tetra dracme rappresentanti edifici templari dell’Urbe ed attestanti restauri, interventi o avvenimenti relativi a questi ultimi.

a ) Commemorativa alla restituzione delle insegne militari perse nella Battaglia di Carre e conservate nel Tempio di Marte Ultore a Roma (vedi post precedente)

AUGUSTUS. 27 BC-14 AD. AR Cistophorus Tetradrachma (11,57 gr.). Pergamun mint. Struck 19-18 BC. IMP IX TR PO IV Bare head right / MART-VLTO Tetrastyle temple set on five-tiered base; within a legionary standard. Good VF. Sutherland Group VII g; RPC 2220; RIC 507 Valuation:Gorny Auc. 138 (3/2005), lot 1722.

b ) Commemorativa alla restaurazione del Tempio di Giove Capitolino

TITUS. 79-81 AD. AR Cistophoric Tetradrachm (26mm, 10.74 g). Ephesus (or Rome) mint. Struck 81 AD. Laureate head right / Temple of Jupiter Optimus Maximus containing statues of Juno, Jupiter and Minerva; pediment decorated with an anguipede monster, facing quadriga at apex of roof. RIC II -; RPC II 860; RSC -. Near VF. Very rare.

Zecca incerta: Efeso o direttamente la stessa Roma per poi distribuire la moneta nella provincia.

(segue)

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Infine allego una piantina dell'Asia Minore con le regioni e le principali città dell'area in età imperiale.

Sperando di non avervi annoiato, volevo ringraziare l'amico Luigi (Tacrolimus) per l'aiuto prestatomi e la squisita disponibilità dimostrata (e non ultimo per avermi segnalato alcuni testi sul tema... dei quali sto attendendo l'arrivo ;) )

SITOGRAFIA:

www.tesionline.it – La personificazione di Roma, Emanuele Palazzi

www.cngcoins.com

http://it.wikipedia.org

http://www.asiaminorcoins.com/

BIBIOGRAFIA:

“Striking new images: Roman imperial coinage and the New Testament world” di Larry Joseph Kreitzer -Sheffield Academic Press -, 1996.

“Ancient coin collecting IV: Roman provincial coins” di Wayne G. Sayles, F&W Publications Inc, 1998.

“Roman Imperial Coinage”

“La moneta romana da Augusto a Settimio Severo” di Patrizia Calabria, tratto da “L’Erma di Bretschneider”, Storia della Moneta, 1, a cura di Panvini Rosati Franco, 2000.

Le immagini delle monete sono tratte da

www.cngcoins.com

Ciao a tutti

Illyricum

:)

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Grazie Illyricum per questo bell'excursus sugli edifici templari "provinciali".

Molto interessanti i commemorativi per i templi romani.

Riporto qualche immagine di monete imperiali riguardanti l'Artemision, trovate al British:

Per prima una moneta appartenente a Gordiano III

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A seguire sempre un'immagine del tempio che ci mostra in maniera più accurata come dovevano essere decorate le colonne alla base:

Questa di Massimino

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con a seguito un pezzo delle colonne templari....

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Per finire un bel 4 in 1 di Elagabalo con il Tempio di Artemide, di Elagabalo, Adriano e Caracalla. :)

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Trovate il reportage completo qua: http://www.lamoneta.it/topic/62320-qualcosa-dallinghilterradal-britishqualche-monetina/ :)

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Grazie Mirko per il "consueto" interessante contributo! Per questioni di sintesi mi ero limitato agli argenti... ma i bronzi che hai postato sono molto belli e contributivi ai dati sull' Artemision.

Infatti dettagli sul tempio di Artemide a Efeso si posso trovare in Plinio, Storia naturale xxxvi:14; Pomponio Mela, i:17; Tolomeo, 5; Plutarco, Vita di Alessandro (il rogo dell'Artemisium). Proprio Plinio rimase impressionato dalle decorazioni basali delle colonne che, ritratte "liscie" nelle tetradracme di epoca romana imperiale, presentavano invece rilievi scultorei, così come evidente nella foto da te postata. Inoltre si intravvedono nel bronzo di Massimino alla base delle colonne.

Interessante anche la particolare raffigurazione statuaria di Artemide Efesina che si differenzia nettamente da quella classica greca e romana (ossia quella di una giovane ed atletica dea spesso accompagnata da arco e cani e/o cervi, oggetto delle sue caccie), mentre qui compare eretta, con braccia allargate, copricapo cilindrico turrito ed aureola.

Probabilmente aveva un aspetto simile alle foto sotto, con molte mammelle, rispettivamente la prima da Efeso, la seconda riproduzione di epoca romana della collezione Farnese, oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l'ultima copia romana esposta ai Musei Capitolini.

Artemide Efesina era una combinazione tra la vergine cacciatrice Artemide e una divinità anatolica indigena sul tipo "Dea Madre", come dimostrano i numerosi simboli di fertilità che ricoprono le statue.

La verginità era particolarmente sottolineata nel Tempio di Artemide ad Efeso: solo alle vergini e agli uomini non sposati ne era consentito l'accesso; agli uomini sposati e alle donne sessualmente attive l'accesso era inibito, pena la morte. [Achille Tazio 7.13.3; Artemidoro, Oneiro. 2.12, 4.4.]. Artemide Efesiva proteggeva anche il matrimonio, il parto e assistiva i nascituri (così come aveva assistito sua madre nella nascita del fratello, Apollo). Il romanzo di Senofonte indica che le fanciulle si preparavano al matrimonio visitavano il tempio su una base quotidiana per la preghiera e il sacrificio. [senofonte, Ephesiaka, 1.5.1.]

In epoca moderna il sito del tempio fu riscoperto nel 1869 da una spedizione sponsorizzata dal British Museum.

Ciao

Illyricum

:)

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DE GREGE EPICURI

Grazie tantissimo ad Illyricum per questo "compendio" di templi orientali (parlare di post o discussione sarebbe davvero troppo poco) ed a Tacrolimus e Mirko per i loro contributi. Io come testo per i monumenti conoscevo solo il vecchio (ma molto utile) Price-Trell, Coins and their cities, London 1977. Ho trovato poi molte riproduzioni di monumenti, circa 70, in una splendida collezione di monete coloniali messe all'asta da Freeman e Sear il 6.10.2000 (Los Angeles): è solo cartaceo, purtroppo. Volevo aggiungere una piccola cosa. In uno dei primi gruppi postati, dove si parla del culto di Augusto e Roma, compaiono 2 o 3 cistofori di Adriano in cui il tempio porta la scritta: ROM SP AUG, mentre sulla moneta di Claudio forse la scritta è: ROM ET AUG. Questa è anche la scritta dei bronzi (sesterzio, asse e quadrante) del cosiddetto "Altare di Lione", bronzi coniati appunto a Lugdunum e riferentisi, credo, allo stesso culto. Mentre in ROM SP AUG la SP che cosa significa, secondo voi?

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... Ciao Gianfranco,

pensavo che saresti stato interessato al tema, se ben ricordo avevi postato tempo fa una domanda sui templi di Nicomedia, se non erro! :D :D :D

ROM ET AVG, ROMA ET AVGVSTVS, è presente sulle monete di Pergamo ed identifica la dedica del tempio al culto Roma ed Augusto. Se sei interessato ho trovato giusto oggi un testo relativo al Culto dei Cesari, se sei interessato fammelo sapere e aggiungo un cenno sul tema; in genere si ricollega all'uso ellenico (ma non esclusivo) di divinizzare i condottieri. Oltre a ciò è presente talvolta la scritta sui due campi COM AS(I) ovvero COMMUNE ASIAE.

ROM(ae) S(enatui) P(opulo) AVG(usto) sta sulle monete di Nicomedia; significa più o meno "A Roma, il Senato, il Popolo ed Augusto" e identifica la costruzione come Tempio di Roma ed Augusto a Nicomedia. Nelle monete da questa zecca nella tipologia con il tempio è presente nei campi la sigla COM BIT ovvero COMMUNE BITHYNIAE.

Ciao

Illyricum

:)

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DE GREGE EPICURI

Certo che mi interessa il testo sul culto dei Cesari.Purchè non sia in greco e senza traduzione...

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Va bene, mi limito al culto imperiale in area greco-orientale. :) Ne ho tratto un riassunto che nell'insieme mi pare interessante.

Nella parte orientale dell’Impero le popolazioni elleniche erano abituate a venerare come incarnazioni terrene di dei celesti o nuove divinità i sovrani ellenistici, a cominciare da Alessandro Magno. Generalmente erano identificati come incarnazioni di divinità, con l’appellativo di neos ,oppure direttamente come dei,con l’appellativo di theos o deus . In seguito queste attribuzioni vennero tributate anche ai condottieri romani o ai governatori che si erano insediati al posto dei monarchi delle dinastie macedoni. Già all’inizio del II° secolo a.C. gli onori furono tributati a Tito Quinzio Flaminio che aveva sbaragliato a Cinocefale il re di Macedonia Filippo V e che quindi aveva proclamato la libertà dei popoli greci. Allo stesso modo venne onorato nel 100 a.C. circa Quinto Muzio Scevola, venerato come Soter , ovvero salvatore; altri onori e culti furono decretati a Silla, Lucullo, Pompeo ed allo stesso Cesare, venerato nel 48 a.C. come theos epiphanes (dio visibile). Quindi nel 29-30 a.C. i popoli dell’Asia (l'Asia, detta anche Asia Proconsolare o Asiana, fu una provincia romana istituita nel 132 a.C. mediante un senatoconsulto, con il quale venivano annessi i territori del regno di Pergamo) e della Bitinia mandarono emissari per chiedere il permesso per innalzare edifici dedicati al suo culto (da Cassio Dione); questo rispose positivamente, a patto che venissero tributati onori anche alla dea Roma e al Divo Giulio. Gli abitanti dell’Asia eressero il tempio a Pergamo, loro antica capitale; quelli della Bitinia, come visto, a Nicomedia. Altre città greche costruirono templi ed indettero giochi in onore di Augusto, nel caso dell’isola di Mitilene anche attraverso l’affissione di iscrizioni attestanti la devozione all’imperatore da appendere nelle varie città frequentate dei mercanti cittadini: ad esempio a Roma, Tarragona, Antiochia, Pergamo, Brindisi, Marsiglia. Anche ad Atene sull’ acropoli venne innalzato un tempio in onore di Roma ed Augusto (27 a.C.); altrettanto fece Efeso. Qui però si assistette dapprima alla creazione di un tempio dedicato a Antonio divinizzato e presentante un frontone costituito da un gruppo statuario ritraente Ulisse che acceca il Ciclope ebbro: allegoria del trionfo di Dioniso (ovvero Antonio, il Nuovo Dioniso) sulle mostruose forze dell’occidente. Dopo la sconfitta di Azio (31 a.C.) il tempio fu dedicato al nuovo vincitore ed il frontone smontato, per esser riadattato più tardi a fontana. A Mileto fu edificato uno sfarzoso altare con zoccolo decorato da lastre marmoree con bucrani che sorreggevano ghirlande piene di frutti e fiori, simboli di prosperità; al di sopra vi era un colonnato corinzio con ricche trabeazioni. L’esempio dell’Asia e della Bitinia fu seguito da altre città dell’Oriente romano. Ad esempio la Licaonia, facente parte della Galatia (che già aveva nei pressi dell’attuale Ankara un tempio dedicato al culto imperiale) ebbe il proprio tempio a Laranda; il Ponto, facente parte della Bitinia stessa, lo ebbe ad Amastris; in Siria la sub-provincia di Commagene ebbe il suo a Samosata, la Fenicia a Tiro, la Celesiria a Damasco.

Per il culto imperiale in ambito occidentale... mi hai fornito un gustoso assist. Vediamo cosa ne salta fuori. ;)

Ciao

Illyricum

:)

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Un piccolo contributo a questa discussione:

Restauro del tempio dedicato alla Triade Capitolina: Cistoforo di Domiziano analogo a quello di Tito già postato, ma coniato in data successiva (82 d.C.)

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Tetrassaria in oricalco di Efeso con rovescio raffigurante il Tempio di Artemide Efesina; al centro la statua di culto della dea.

Questo tempio, di cui sono state già postate altre monete, era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico.

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Asse coniato nel 72 d.C. con al rovescio il tempio di Vesta a Roma.

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Assarion in oricalco della zecca di Pergamo per Domiziano e Domizia raffigurante al rovescio tempio tetrastilo con la statua di Augusto.

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