Utente.Anonimo3245 Inviato 29 Giugno, 2010 #1 Inviato 29 Giugno, 2010 Buonasera a tutti, un mio amico è in possesso di queste due lastre, non mi ha saputo precisare di che materiale sono, forse ottone bagnato in argento, misurano l'una 15 x 20 circa. Leggendo sopra di esse le parole " grossi e minuti" mi sono venute in mente le monete e la mia(solita) curiosità è scoppiata. Mi chiedo se hanno qualcosa a che vedere con esse o se secondo voi venivano usati per altri scopi questi elenchi di punzoni, voi che ne dite? Qualcuno tra voi sa a cosa servivano effettivamente? O ha mai visto qualcosa di simile? Credo siano databili alla fine dell'800. Vi ringrazio per l'interesse e per le risposte che mi darete. Giò :) P.S.- non sapevo dove aprire la discussione, se ravvisate qualche sezione più adatta spostatela pure, grazie Cita Awards
aemilianus253 Inviato 29 Giugno, 2010 #2 Inviato 29 Giugno, 2010 Davvero curiosi... Sembrerebbero oggetti per riconoscere la bontà di metallo prezioso in base ai rispettivi punzoni in uso nelle varie zone, prima dell'unificazione del Regno D'Italia, suppongo. :unsure: Difficile dire chi li utilizzasse... Orefici??? Boh.... Sicuramente ci sarà qualcuno che ci aiuterà a capirne di più! :) Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 29 Giugno, 2010 Autore #3 Inviato 29 Giugno, 2010 Davvero curiosi... Sembrerebbero oggetti per riconoscere la bontà di metallo prezioso in base ai rispettivi punzoni in uso nelle varie zone, prima dell'unificazione del Regno D'Italia, suppongo. :unsure: Difficile dire chi li utilizzasse... Orefici??? Boh.... Sicuramente ci sarà qualcuno che ci aiuterà a capirne di più! :) Ciao Aemilianus, grazie, si forse era usato dagli orafi, ma sai se i grossi erano una unità di misura per caso oltre ad essere monete? Giò :) Cita Awards
417sonia Inviato 29 Giugno, 2010 #4 Inviato 29 Giugno, 2010 Buona serata Mah, penso anch'io agli orefici; dalla grafia delle scritte e dei numeri ho pensato al 1800 (poco più o poco meno); il grosso, come moneta, era già tramontato.....a me dà l'impressione che grosso stia a grande (con punzone quindi più "grosso"), minuto a piccolo (con relativo micro punzone) Non vedendo il dettaglio del punzone, mi fermo qui; altrimenti si potrebbe cercare una relazione con i manufatti in argento ed i punzoni che riportano. Saluti Luciano Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 29 Giugno, 2010 Autore #5 Inviato 29 Giugno, 2010 Buona serata Mah, penso anch'io agli orefici; dalla grafia delle scritte e dei numeri ho pensato al 1800 (poco più o poco meno); il grosso, come moneta, era già tramontato.....a me dà l'impressione che grosso stia a grande (con punzone quindi più "grosso"), minuto a piccolo (con relativo micro punzone) Non vedendo il dettaglio del punzone, mi fermo qui; altrimenti si potrebbe cercare una relazione con i manufatti in argento ed i punzoni che riportano. Saluti Luciano Ciao Sonia, ora che mi hai fatto pensare mi ricordo di aver trovato un sito tempo fa dove erano riportati i vari punzoni dell'argento, dai quali si poteva risalire all'epoca del manufatto ed anche alla casa argentiera produttrice, purtroppo ho perso il link dopo il ripristino, proverò a cercarlo di nuovo, magari così riuscirò a stabilire con certezza l'epoca delle lastre. Ciao Giò :) Cita Awards
nodierosette Inviato 29 Giugno, 2010 #6 Inviato 29 Giugno, 2010 Oggetti molto interessanti, non sono un esperto ma posso fare alcune ipotesi. Nell'Italia pre-unitaria ogni realtà indipendente dettava le direttive per la gestione del proprio artigianato, soprattuto quello altamente specializzato che spesso assumeva la dicitura di arte. (ad esempio possiamo ricordare oltre l'arte orafa quella dei tessuti e dei vetri) Queste ultime erano fonte di prestigio e soprattutto di guadagno, da difendere dai contraffatori e da chi voleva rubarne i segreti. Quando un'arte raggiungeva una certa rilevanza venivano create quelle che oggi chiameremmo associazioni di categoria ; che assumevano la dicitura di corporazioni, gilde, collegi.... (esistono esempi che hanno origine nel medioevo). Ogni corporazione orafa aveva codificato una simbologia, che veniva impressa tramite punzonature, per indicare: il titolo del materiale, la città di provenienza, il riferimento dell'artigiano produttore e a volte anche l'annodi produzione. Questo era per creare standard qualitativi elevati e per rendere più difficile la falsificazione. Dopo l'unità d'Italia si assistette ad una spinta uniformatrice sotto molti aspetti , tra questi anche le punzonature dei metalli pregiati. In conclusione, visto la fattura che anche io ipotizzo di fine ottocento, penso che possano essere stati un supporto per gli orafi e per gli antiquari dell'epoca. Riguardo al materiali non è possibile dedurne la composizione dalla foto. Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 29 Giugno, 2010 Autore #7 Inviato 29 Giugno, 2010 (modificato) Oggetti molto interessanti, non sono un esperto ma posso fare alcune ipotesi. Nell'Italia pre-unitaria ogni realtà indipendente dettava le direttive per la gestione del proprio artigianato, soprattuto quello altamente specializzato che spesso assumeva la dicitura di arte. (ad esempio possiamo ricordare oltre l'arte orafa quella dei tessuti e dei vetri) Queste ultime erano fonte di prestigio e soprattutto di guadagno, da difendere dai contraffatori e da chi voleva rubarne i segreti. Quando un'arte raggiungeva una certa rilevanza venivano create quelle che oggi chiameremmo associazioni di categoria ; che assumevano la dicitura di corporazioni, gilde, collegi.... (esistono esempi che hanno origine nel medioevo). Ogni corporazione orafa aveva codificato una simbologia, che veniva impressa tramite punzonature, per indicare: il titolo del materiale, la città di provenienza, il riferimento dell'artigiano produttore e a volte anche l'annodi produzione. Questo era per creare standard qualitativi elevati e per rendere più difficile la falsificazione. Dopo l'unità d'Italia si assistette ad una spinta uniformatrice sotto molti aspetti , tra questi anche le punzonature dei metalli pregiati. In conclusione, visto la fattura che anche io ipotizzo di fine ottocento, penso che possano essere stati un supporto per gli orafi e per gli antiquari dell'epoca. Riguardo al materiali non è possibile dedurne la composizione dalla foto. Notizie molto interessanti le tue, ricordo di aver letto in un libro di narrativa che già nel 1700 in Francia esistevano queste corporazioni di artigiani e commercianti, chissà se il famoso "spirito di corpo" non provenga da queste associazioni. Grazie Nodierosette, molto gentile. Giò :) Modificato 29 Giugno, 2010 da giovanna Cita Awards
gzav Inviato 29 Giugno, 2010 #8 Inviato 29 Giugno, 2010 Tavole molto interessanti. Direi anch'io che i termini grossi e minuti si riferiscono alla dimensione del bollo, che dipendeva dalla dimensione e lavorazione del pezzo da bollare. L'utilizzo di una lastra di ottone mi sembra rimandare a qualche ufficio pubblico, incaricato delle verifiche. Il tutto mi sembra di poco posteriore all'unità d'Italia. Complimenti e saluti gzav Cita
oento Inviato 29 Giugno, 2010 #9 Inviato 29 Giugno, 2010 Prima che fosse approvata la legge del 2 Maggio 1872 n. 806, serie 2°, sulla fabbricazione e sul commercio degli oggetti d'oro e d'argento, vigevano in Italia le dispozizioni legislative degli antichi Stati, le quali erano in gran parte fra loro difformi. Il marchio degli oggetti d'oro e d'argento era obbligatorio in tutto il nostro paese, sola eccettuata la Toscana, dove era permessa la vendita di oggetti, cui non fosse stato apposto il marchio governativo. Esisteva però a Firenze un ufficio governativo, che apponeva il marchio agli oggetti spontaneamente presentati. La legge del 1872 unificò le diverse disposizioni che regolavano siffatta materia, ed estese a tutto lo Stato il sistema del marchio facoltativo.............. La legge del 2 Maggio 1872, che dichiarò liberi la fabbricazione e il commercio degli oggetti d'oro e di argento di qualunque finezza, ridusse a tre i titoli che il marchio pubblico può certificare per l'oro, cioè 900, 750 e 500 millesimi; per l'argento consentì la certificazione del marchio ai soli titoli di 950, 900 e 800 millesimi. brevemente da : Relazione sull'andamento dei servizi DEI PESI E DELLE MISURE e del saggio e del marchio dei metalli preziosi durante il triennio 1884-1885-1886, Roma, Tipografia Eredi Botta - 1887 Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 29 Giugno, 2010 Autore #10 Inviato 29 Giugno, 2010 Tavole molto interessanti. Direi anch'io che i termini grossi e minuti si riferiscono alla dimensione del bollo, che dipendeva dalla dimensione e lavorazione del pezzo da bollare. L'utilizzo di una lastra di ottone mi sembra rimandare a qualche ufficio pubblico, incaricato delle verifiche. Il tutto mi sembra di poco posteriore all'unità d'Italia. Complimenti e saluti gzav Ciao Gzav, grazie molto gentile, porterò i complimenti al mio amico :) :) . Giò Cita Awards
Utente.Anonimo3245 Inviato 29 Giugno, 2010 Autore #11 Inviato 29 Giugno, 2010 Prima che fosse approvata la legge del 2 Maggio 1872 n. 806, serie 2°, sulla fabbricazione e sul commercio degli oggetti d'oro e d'argento, vigevano in Italia le dispozizioni legislative degli antichi Stati, le quali erano in gran parte fra loro difformi. Il marchio degli oggetti d'oro e d'argento era obbligatorio in tutto il nostro paese, sola eccettuata la Toscana, dove era permessa la vendita di oggetti, cui non fosse stato apposto il marchio governativo. Esisteva però a Firenze un ufficio governativo, che apponeva il marchio agli oggetti spontaneamente presentati. La legge del 1872 unificò le diverse disposizioni che regolavano siffatta materia, ed estese a tutto lo Stato il sistema del marchio facoltativo.............. La legge del 2 Maggio 1872, che dichiarò liberi la fabbricazione e il commercio degli oggetti d'oro e di argento di qualunque finezza, ridusse a tre i titoli che il marchio pubblico può certificare per l'oro, cioè 900, 750 e 500 millesimi; per l'argento consentì la certificazione del marchio ai soli titoli di 950, 900 e 800 millesimi. brevemente da : Relazione sull'andamento dei servizi DEI PESI E DELLE MISURE e del saggio e del marchio dei metalli preziosi durante il triennio 1884-1885-1886, Roma, Tipografia Eredi Botta - 1887 Grazie Oento, quindi le lastre dovrebbero essere antecedenti al 1872, visto che riportano ben 6 tipi di marchi per alcuni stati . Documento molto interessante. Grazie ancora Giò :) Cita Awards
pozleo Inviato 29 Giugno, 2010 #12 Inviato 29 Giugno, 2010 "Grossi" o "minuti" sono riferiti alla dimensione dell'oggetto su cui imprimere il punzone. "Lavori grossi" o "Lavori minuti" La paginetta allegata è relativa a punzoni milanesi del Regno d'Italia (Napoleone 1811-12) Ciao Pozleo Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 30 Giugno, 2010 Autore #13 Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) "Grossi" o "minuti" sono riferiti alla dimensione dell'oggetto su cui imprimere il punzone. "Lavori grossi" o "Lavori minuti" La paginetta allegata è relativa a punzoni milanesi del Regno d'Italia (Napoleone 1811-12) Ciao Pozleo Si inizia a delineare l'uso di queste lastre quindi, praticamente erano un "elenco" dei vari punzoni usati per marchiare i lavori "grossi", di una notevole grandezza, e i lavori minuti, quindi piccoli come scatoline, oggettini. Questo per gli stati più importanti dell'epoca. L'elenco ci riporta comunque a prima dell'Unità Italiana, quindi le possiamo datare con certezza a prima del 1861. Grazie Pozleo e a tutti per le interessantissime notizie che avete trovato, siete gentilissimi come al solito. Giò :) Modificato 30 Giugno, 2010 da giovanna Cita Awards
oento Inviato 30 Giugno, 2010 #14 Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Prima che fosse approvata la legge del 2 Maggio 1872 n. 806, serie 2°, sulla fabbricazione e sul commercio degli oggetti d'oro e d'argento, vigevano in Italia le dispozizioni legislative degli antichi Stati, le quali erano in gran parte fra loro difformi. Il marchio degli oggetti d'oro e d'argento era obbligatorio in tutto il nostro paese, sola eccettuata la Toscana, dove era permessa la vendita di oggetti, cui non fosse stato apposto il marchio governativo. Esisteva però a Firenze un ufficio governativo, che apponeva il marchio agli oggetti spontaneamente presentati. La legge del 1872 unificò le diverse disposizioni che regolavano siffatta materia, ed estese a tutto lo Stato il sistema del marchio facoltativo.............. La legge del 2 Maggio 1872, che dichiarò liberi la fabbricazione e il commercio degli oggetti d'oro e di argento di qualunque finezza, ridusse a tre i titoli che il marchio pubblico può certificare per l'oro, cioè 900, 750 e 500 millesimi; per l'argento consentì la certificazione del marchio ai soli titoli di 950, 900 e 800 millesimi. brevemente da : Relazione sull'andamento dei servizi DEI PESI E DELLE MISURE e del saggio e del marchio dei metalli preziosi durante il triennio 1884-1885-1886, Roma, Tipografia Eredi Botta - 1887 Grazie Oento, quindi le lastre dovrebbero essere antecedenti al 1872, visto che riportano ben 6 tipi di marchi per alcuni stati . Documento molto interessante. Grazie ancora Giò :) Non saprei dire se sono antecedenti alla legge del 1872 o contemporanei, sicuramente sono molto interessanti e danno una buona panoramica dei vari punzoni in uso in quel periodo. Modificato 30 Giugno, 2010 da oento Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 1 Luglio, 2010 Autore #15 Inviato 1 Luglio, 2010 Non saprei dire se sono antecedenti alla legge del 1872 o contemporanei, sicuramente sono molto interessanti e danno una buona panoramica dei vari punzoni in uso in quel periodo. Penso che possano anche essere utili per datare oggetti di antiquariato in oro e argento, grazie ancora Oento e ringrazio anche tutti coloro che hanno partecipato alla discussione,, gentilissimi come sempre. Giò :D :D Cita Awards
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