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bizerba62

approfondimento Misteri numismatici.

Risposte migliori

bizerba62

Buon giorno a tutti.

Chi come me predilige il collezionismo delle monete contermporanea anche per la possibilità (almeno teorica) di reperire le relative fonti documentali, deve tuttavia prendere atto che di tanto in tanto anche questo settore è vittima di "fenomeni" incomprensibili che nulla hanno a che vedere con quella che dovrebbe essere, auspicabilmente per questa monetazione, una lineare descrizione delle vicende che l'hanno caratterizzata.

E' il caso della moneta in oro da Lire 50 emessa dalla Zecca di Torino per V.E. II Re d'Italia, recante il millesimo 1864 e coniata in soli 103 esemplari.

Riferimenti:

I principali cataloghi numismatici (Gigante e Montenegro) forniscono di essa un commento parzialmente diverso; il primo (Gigante 2010, pag. 93) annota che "Queste monete furono coniate in 103 pezzi nel 1867 e solo in pochi esemplari nello stesso 1864".

Il secondo (Montenegro 2011, pag. 92) riporta invece che la moneta "fu coniata nella zecca di Torino nell'anno 1867 con data 1864".

Entrambi i cataloghi indicano come riferimento normativo il Regio Decreto nr. 16 del 2 maggio 1861.

Anche la scheda della moneta, visibile nella sezione "Cataloghi" del sito lamoneta, riporta che "a dispetto della data, fu coniata nel 1867", aggiungendo poi ancune ulteriori indicazioni, non riportate dai cataloghi, ovvero la data di fabbricazione 9.1.1867; la data del decreto 10.1.1867 e la data di emissione 12.1.1867.

Nessun riferimento, invece, la scheda compie al Regio decreto citato dai manuali sopra indicati.

Sarei molto curioso di leggere il decreto 10.1.1867 riportata dalla scheda, che non è indicato nel "Sommario della legislazione delle monete decimali d'oro, d'argento eroso misto" pubblicato nel 1902 dal Ministero del Tesoro e che non ho mai trovato durante le mie ricerche.

Devo ora interrompere. Nel prossimo intervento fornirò alcuni riscontri ufficiali e formulerò le conclusioni.

Saluti.

Michele

Modificato da bizerba62

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bizerba62

Buon pomeriggio.

Proseguendo nell'illustrazione dei riferimenti, mette conto citare quanto riportato nel volume "Stato e Collezionismo Indagine sulla Numismatica" del nostro elledi che, a pagina 517, tratta la vicenda della moneta in argomento.

Nel testo, che riprende le tesi del Marchisio, si citano le carte d'archivio già riportate nella scheda del catalogo de Lamoneta e si conferma che la battitura della moneta avvenne nel 1867 anzichè nel 1864.

Nessuno degli Autori citati, peraltro, fornisce alcuna spiegazione circa l'utilizzo di un millesimo diverso da quello di effettiva coniazione delle monete.

Quadro normativo.

La normativa di riferimento è innanzitutto da individuarsi nella legge fondamentale monetaria del Regno d'Italia nr. 788 del 1862 nonchè, come riportato da Gigante e Montenegro, nel Regio Decreto nr. 16 del 1861 con il quale si stabiliva l'impronta delle monete d'oro e d'argento.

Poichè la coniazione avvenne nel 1867 (dai dati ufficiali non risulta infatti alcuna coniazione di monete d'oro da Lire 50 prima di tale anno), deve ritenenrsi vincolante anche il contenuto normativo della prima Convenzione Monetaria Latina, stipulata il 23.12.1865 e ratificata dal Parlamento del Regno d'Italia con la Legge 21.7.1866 nr. 3087 (quindi pienamente in vigore ed efficace nel 1867).

Ai sensi dell'art. 10 della suddetta convenzione: "Il millesimo di fabbricazione sarà d'ora in avanti inscittto sulle monete d'oro e d'argento, coniate dai quattro Stati".

Considerazioni critiche.

Sulla base di quanto finora esposto, proviamo a svolgere qualche riflessione sulla battitura di questa misteriosa moneta.

I dati ufficiali provenienti dalle relazioni dei Ministeri competenti escludono che nell'anno 1864 vennero coniate monete da lire 50 in oro.

Un contingente di 103 pezzi, per complessive Lire 5.150 (L. 50 x 103 = L. 5.150) risulta invece emesso nel 1867.

Secondo il Marchisio, la coniazione sarebbe avvenuta il 9.1.1867 mentre il giorno successivo sarebbe stato emesso il decreto di emissione.

Tale circostanza, in mancanza della visione dei relativi documenti, risulta quanto meno incongrua per i seguenti motivi:

nessun decreto di emissione si rendeva necessario adottare stante l'indicato quadro normativo di riferimento, che già prevedeva la libera battitura, a richiesta dei privati e/o dello Stato, delle monete da L. 50.

D'altro canto, il decreto che cita il Marchisio (e che però non si trova) costituirebbe un unicum se consideriamo che la monetazione aurea, una volta istituita e disciplinata da appositi provvedimenti, non richiedeva l'adozione di altri decreti che autorizzassero la battitura dei singoli "millesimi".

Un'altra anomalia è costituita dal fatto che, sempre secondo il Marchisio, questo fantomatico decreto di emissione sarebbe intervenuto il giorno successivo a quello della data di fabbricazione delle monete.

Cioè prima si sarebbero fabbricate le monete e poi (il giorno dopo) sarebbe intervenuto il decreto di emissione. Circostanza questa quanto meno singolare, avuto riguardo al fatto che quando si procede alla coniazione ufficiale si deve fare necessario riferimento ad un provvedimento autorizzativo già in essere e non certamente ad uno ancora da emanarsi.

L'ultima "stranezza" è quella del millesimo di coniazione.

Perchè mai, dovendo per giunta rispettare una Legge che obbligava la zecca a riportare sulla moneta l'anno di fabbricazione, si coniarono nel 1867 monete recanti il millesimo di tre anni più vecchio?

Considerato che i conii delle impronte dovevano già essere allestiti sulla base di quanto stabilito dal Regio Decreto nr. 16 del 1861, il punzone relativo al millesimo non doveva certamente rappresentare un ostacolo tecnico di particolare difficoltà, avuto riguardo anche al fatto che per l'incisione dell'anno di coniazione si utilizzava in genere un punzone recante le prime tre cifre dell'anno (es.: 186.) e si aggiungeva, di anno in anno, la quarta ed ultima cifra, che andava così a comporre il millesimo specifico.

Un'altra curiosità è quella (questa volta di natura non tecnica ma commerciale) della notevole rarità della moneta in argomento, classificata comunemente come R4 e ritenuta oggi esistente in una dozzina di esemplari (Gigante 2010) o "circa 13 esemplari" (D. Luppino, pag. 517 op. citata).

Sebbene 103 esemplari siano tutt'altro che un numero rilevante, tuttavia mi sembra un tantino "strano" che a distanza di un secolo e mezzo se ne possano censire solo una dozzina di esemplari.

Che fine hanno fatto tutti gli altri? Pensare ad una rifusione di monete certamente non destinate alla circolazione (quand'anche, sulla carta, lo fossero) mi pare un'ipotesi poco realistica.

Prima di venire alle conclusioni, richiamerei un ultimo aspetto della vicenda, che è quello che corrobora la tesi del Marchisio e dei suoi seguaci;

seppure "per esclusione" e non certo per riscontri obbiettivi, la tesi dell'Autore ha pregio a causa dell'assoluta mancanza di esemplari da Lire 50 con millesimo 1867.

In realtà è forse questo dato, più che gli altri riscontri documentali (allo stato, non reperibili) che fonda, per dirla con il Libro di Domenico Luppino "l'opinione corrente del mondo numismatico" sulla genesi di questa misteriosa moneta.

Conclusioni.

Ancora una volta gli appassionati di monetazione moderna devono compiere un atto di fede e cioè devono, rinnengando i dati normativi e le relazioni ufficiali su cui sono soliti studiare, accettare una versione numismatica completamente disgiunta dall'ufficialità e dalle regole ferree (ma forse sono ferree solo sulla carta....) delle coniazioni contemporanee.

In questo senso, il "caso" della moneta che abbiamo esaminato è emblematico e, per quanto mi riguarda, continua a lasciarmi perplesso.

Chi sapeva avrebbe potuto lasciarci qualche spiegazione in più, non limitandosi a dare per scontati fatti e circostanze che oggi appaiono in gran parte senza spiegazione (ma chissà perchè all'epoca non hanno suscitato almeno curiosità ...).

Purtroppo così non è stato e oggi diventa molto difficile, se non impossibile, fare luce su questi misteri.

Che ne pensate?

Saluti.

Michele

Modificato da bizerba62
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piergi00

Giusto per aggiungere altra carne al fuoco ti riporto la "datazione" di questa moneta proposta da Giovanni Carboneri nella sua opera sulla circolazione monetaria :

Questa moneta e' molto rara e ricercata, essendosene coniati pochi esemplari , 103 in tutto , parte nel 1865 e parte nel 1867

Come riferimento normativo anche qui viene citato il Regio Decreto nr. 16 del 2 maggio 1861.

Quindi nella tabella a pag 838 troviamo solo il valore di lire 5.150 (103 x 50 L.) riferito all' anno 1867 ; nulla per il 1865 e neppure per il 1864 (Esemplari ??)

E' solo presente una nota dove si avverte che le monete emesse nel 1867 riportano millesimo 1864

p.s. simili discrepanze si possono osservare per il 100 lire 1864

Modificato da piergi00

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Guest utente3487

Non posso che darti ragione. Proprio per questo a me piace indicare sempre la fonte di certe notizie. Perchè purtroppo si tratta quasi sempre di notizie trite e ritrite e anche se si risale all'origine non cambiano molto le cose: nel 1901 si scrive una cosa che viene pari pari riportata, spesso anche di fronte all'evidenza contraria (es. le lire 20 del 1908 riconiate, fatto provato e certo).

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Guest utente3487

P.S. Ma come mi piacciono Michele le tue punzecchiature :) :) :) :) :) :) :)

Danno un po' di sale alle discussioni, oltre che andare alla ricerca della verità e non del si dice.... :ph34r:

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bizerba62

Ciao Piergi.

La tebella che posto di seguito, estratta dall'Annuario del Ministero delle Finanze del Regno d'Italia del 1866, testimonia come dal 1862 fino al mese di giugno 1866, non risultino emesse dalle Zecce del Regno monete d'oro da Lire 50.

Questo dato quindi smentisce, almeno ufficialmente, le tesi di coloro che vorrebbero emesse, almeno in parte, le monete da L. 50 nel corso degli anni 1864 e 1865.

Saluti.

Michele

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bizerba62

Ciao Domenico.

"P.S. Ma come mi piacciono Michele le tue punzecchiature".

Ti ringrazio...... ;) ma è anche un modo per stimolare la riflessione e un invito a non "arrendersi" di fronte alle consolidate (e talvolta, mi dispiace dirlo, comode) narrazioni letterarie.

Poi magari non servirà a nulla e sarà comunque impossibile modificare la prospettiva delle cose in mancanza di dati certi .....ma almeno lasciatemi instillare il dubbio nelle coscienze...... :lol:

M.

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incuso

Le considerazioni riportate a catalogo derivano dalla RIN 1904 (pagina 218 in una nota).

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bizerba62

Per completezza e facendo seguito a quanto riportavo nell'intervento introduttivo, posto di seguito uno stralcio dell'elenco cronologico dei provvedimenti normativi in materia monetaria estratto dal "Sommario della Legislazione delle monete decimali d'oro, d'argento eroso misto" pubblicato dal Ministero del Tesoro nel 1902.

Come potrete rilevare, il decreto del 10.1.1867 citato dal Marchisio non è presente.

M.

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Modificato da bizerba62

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piergi00

Ciao Bizerba62

Ti allego la tabella presente nell' appendice del tomo del Carboneri

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Modificato da piergi00

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bizerba62

"Ti allego la tabella presente nell' appendice del tomo del Carboneri".

Grazie.

Sarebbe utile scoprire da dove il Carboneri abbia ricavato il dato relativo all'emissione di "esemplari" (ma quanti??) della moneta in argomento per il 1864.

Dato che non trova riscontro nella tabella del Ministero che riterrei, fino a prova contraria, documento ufficiale in ordine alle coniazioni emesse.

M.

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bizerba62

"riporto la "datazione" di questa moneta proposta da Giovanni Carboneri nella sua opera sulla circolazione monetaria :

Questa moneta e' molto rara e ricercata, essendosene coniati pochi esemplari , 103 in tutto , parte nel 1865 e parte nel 1867"

In questo caso mi pare però che Carboneri smentisca se stesso, visto che poi nella tabella sinottica del suo volume, per l'anno 1865 non risulta emessa alcuna moneta da L. 50...........

M.

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bizerba62

Ciao incuso.

"Le considerazioni riportate a catalogo derivano dalla RIN 1904 (pagina 218 in una nota).".

Si, grazie, sono le argomentazioni del Marchisio a cui alludevamo in precedenza, riprese da larga parte degli studiosi.

Al riguardo, il richiamo ad un decreto del 10.1.1867 desta qualche perplessità: se infatti le carte delle zecche possono sparire (come sembra siano sparite quelle della zecca di Torino dell'epoca), così non è per il Regii decreti, che fortunatamente si reperiscono nelle raccolte ufficiali degli atti di governo.

Purtroppo il Marchisio, non riportando il numero del decreto di cui cita la data, non ci consente oggi di verificarne il contenuto.

E con quella data, un decreto di contenuto monetario non si trova (nè è riportato dai sommari sulla legislazione monetaria).

M.

Modificato da bizerba62

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piergi00

"riporto la "datazione" di questa moneta proposta da Giovanni Carboneri nella sua opera sulla circolazione monetaria :

Questa moneta e' molto rara e ricercata, essendosene coniati pochi esemplari , 103 in tutto , parte nel 1865 e parte nel 1867"

In questo caso mi pare però che Carboneri smentisca se stesso, visto che poi nella tabella sinottica del suo volume, per l'anno 1865 non risulta emessa alcuna moneta da L. 50...........

M.

Mi sa tanto che anche lui voleva intendere 1864 considerato il fatto che nella tabella inserisce il termine Esemplari per il 1864

Le sue tabelle , stando a quanto scrive nella sua stessa opera sono tratte da quelle della Regia zecca e da documentazione ufficiale peccato non sapere quale

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bizerba62

"Mi sa tanto che anche lui voleva intendere 1864..."

Se ci si mettono anche i refusi........siamo a posto..... :lol:

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Guest utente3487

Le considerazioni riportate a catalogo derivano dalla RIN 1904 (pagina 218 in una nota).

Si, lo sapevamo, e grazie a te molti hanno potuto anche leggere le RIN :)

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