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picchio

Madonnina dell'Incendio

Risposte migliori

picchio
La Repubblica Romana nel breve volgere di due anni ha generato non pochi grattacapi agli studiosi di numismatica ed ai collezionisti. Molte monete di questo periodo hanno origini ed utilizzi più prossimi al medagliestica di quanto non siano affini alla moneta. Esempi nella coniazione di Roma sono molteplici: Le famose medaglie, perchè con possono esser definite altrimenti, con l'aquila in serto di rami di alloro posta su altare, ed al rovescio LIBERTA' ROMANA XXVII PIOVOSO, o 27 PIOVOSO o la rarissima A. 6. Queste si trovano in argento e bronzo. A mio giudizio solo quelle riconoate su moneta spagnola hanno un minimo di speranza di venir assimilate a protomonete. Sia il Pagani, sia il CNI le considerano monete, credo più per entusiasmo che per convinzione. Non molto lontano da Roma è stata coniata una medaglia monetiforme particolare, la Madonnina dell'incendio.

D/ L'INCENDIO DI RONCIGLIONE ANNO 1799, veduta della città di Ronciglione tra le fiamme, sotto C.A.G. ( Incisore della zecca di Viterbo Carlo Alberto Garolfini)
R/ FEDELTA' RELIGIONE, busto velato nimbato a sinistra della Vergine.

Argento grammi 16,142.

Rociglione era ai primordi della Rivoluzione un importante centro artigianele assolutamente fedele al Papa, questa "colpa" diede alle truppe francesi comandate dal generale Balther l'occasione per dare luogo all'incendio ed al massacro ordinato dal il 28 giugno 1799.
Furono bruciati 174 caseggiati con 82 morti, fu incendiato il Duomo con l'altare Maggiore e il Tabernacolo Eucaristico non che l'archivio Capitolare, depredate le chiese e confraternite.
Durante l'incendio furono date alle fiamme anche altre carte dell'archivio comunale e dello Stato di Ronciglione e tutte le case dei più facoltosi cittadini.
Il colpo fu mortale per l'economia cittadina e Ronciglione perse la sua automia amministrativa con la conseguente perdita di commerci e ricchezze. ed aggregata all'amministrazione del distretto di Viterbo.

Neri Scerni nei suoi scritti la identifica nel valore di mezzo scudo, o meglio come medaglia di propaganda antifrancese poi assimilata al valore di mezzo scudo. Certo che più esemplari presentano tracce di circolazione. Renzo Bruni nella recente opera sulla monetazione republicana la considera medaglia, in quanto priva di qualsiasi valore ponderale. Personalmente non mi sonoposto il problema e non ho studiato l'geto suficientemente a fondo per farmene una opinione, diciamo che la mente la considera una medaglia ed il cuore una moneta!

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Giuseppe
[quote]diciamo che la mente la considera una medaglia ed il cuore una moneta!
[/quote]

Complimenti per ... diciamo il pezzo.
Da quello che ho letto non posso aggiungere altro a quello che lei ha già detto.
Dal mio punto di vista, anche ammettendo che sia stata coniata come medaglia, il fatto che abbia circolato (ed il suo mi sembra un esemplare molto buono per il tipo) la fa rientrare nelle "monete", molto di più delle "monete" coniate come tali ma che invece non hanno mai circolato.

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toto
Picchio,
complimentissimi anche da parte mia!
Sono un po' appassionato del 1799 e perciò mi sono già conservato il tuo capolavoro. Se me lo permetti ne darò anche una copia al sindaco di Ronciglione che ho la fortuna di conoscere molto bene da più di 20 anni.
Un salutone,

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piergi00
Nei prezziari piu' recenti viene considerata medaglia infatti non viene neppure catalogata fra le monete della repubblica romana , tuttavia e' ben apprezzata dai collezionisti numismatici
La raffigurazione della Madonnina compare anche sul rovescio di una moneta, il 5 Baiocchi sempre della Prima Repubblica Romana

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picchio
I due esemplari in allegato testimoniano la crcolazione di questa moneta in bronzo del peso la prima di 18,47 grammi proveniente da una collezione privata di Bologna e la seconda di 21,24 grammi proveniente dalla vendita Santamaria Collezione Vaccari.
Questo scostamento nel peso, di identico conio, conferma l'emissione fiduciaria, come per altro lo è tutta la produzione della repubblica romana.
Mi spiego meglio, nei miei studi abbastanza approfonditi ho notato l'irrilevanza dell'intrinseco in rapporto con il nominale.
I tre baiocchi di Ronciglione sono di peso abbastanza costante intorno ai 14,40 grammi, quindi il baiocco a 4,80 grammi. La madonnina dell'incendio avrebbe un valore di 4,5 baiocchi o 4 baiocchi e non cinque.

Nello stesso periodo a Roma si coniava il due baiocchi del peso di 16,00, Madonnine da cinque baiocchi del peso di 20,63 grammi o 11,31 (proprio a conferma sia dell'immane confusione, sia della assoluta fiduciarietà dell'emissione).
Contemporaneamente a Pergola il due baiocchi pesava 12,4 grammi, poco di meno del tre di Ronciglione.

Tornando all'incendio, se per l'argento può sussistere il più che ragionevole dubbio della medaglia per queste in rame, data sia la fattura sia la consunzione devono essere entrate certamente in circolazione, con quale rapporto non ho idea. E' probabile con un valore di 5 baiocchi rifacendosi alla monetazione già esistente nella zona, probabilmente prendendo ad esempio quelle di San Severino o Roma.

A Ronciglione non sono state battute madonnine da cinque baiocchi durante la Repubblica Romana, ma solo da Tre Baiocchi. Tutte molto rare e difficilmente reperibili in bello stato di conservazione.

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picchio
Ecco di seguito le Madonnine da tre Baiocchi di Ronciglione, la variante principale, oltre che nella fattura del conio si trova nella presenza o meno delle cifre dell'incisore.

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Maffeo
Esemplare in rame offerto all'asta Spink marzo 2004 con la descrizione "AE medal circulated with value of 3 Baiocchi".

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Michele2198
riporto la rarità: Gigante, Montenegro e Bruni concordano su R2 (molto rara)

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Giuseppe
Ho trovato qualcosa su Cronaca Numismatica 3/1994 (Neri Scerni - Madonnine ed alberelli nella zecca di Ronciglione); da questo articolo sembrerebbe tra l'altro che questi pezzi siano stati coniati a Viterbo.
Qualche altra nota sulla zecca di Ronciglione si trova in Panorama Numismatico 5/1992 (Neri Scerni - Camerino 1799) ma non riferita ai pezzi dell'incendio.
Sono sicuro di avere visto entrambi i tipi in asta ma purtroppo non li ho annotati e non ricordo da chi e quando, ma sicuramente qualche anno fa.
Se per caso non avesse gli articoli e fosse interessato mi mandi un MP.

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piergi00
[quote name='picchio' date='18 dicembre 2005, 23:31']A Ronciglione non sono state battute madonnine da cinque baiocchi durante la Repubblica Romana, ma solo da Tre Baiocchi. Tutte molto rare e difficilmente reperibili in bello stato di conservazione.
[right][snapback]79376[/snapback][/right]
[/quote]

Infatti il 5 baiocchi con madonnina e' stato emesso dalla zecca romana, lo si evince da una veloce lettura di un generico catalogo :D
Sia questo ( R ) che il 3 Baiocchi di Ronciglione (R2) sono monete considerate di terza classe (conio decentrato/mancanze di metallo) assai rare da trovarsi in alta conservazione , mentre reperibili facilmente ,persino nei mercatini torinesi,in medio e basso stato.
Infatti siamo sui 50-70 euro per un MB e sui 150-170 per un BB pieno , naturalmente nei negozi o in asta il prezzo lievita ;) Modificato da piergi00

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picchio
Da quanto riportato da Bruni, e ben documentato nel "monete della repubblica romana etc." sono state coniate a Ronciglione con i macchinari trasferiti da Viterbo. L'assegnazione di queste monete viene data per le sigle dell'incisore che era attivo nella zecca di Viterbo. ROnciglione al tempo era dotata di zecca e di metallo quindi no avrebbe alcun senso la coniazione a Viterbo, città considerata "concorrente" per prosperità e ricchezza.

Col passare degli anni l'indagine numismatica, il ritrovamento e lo studio di documenti ci permette di affermare questo. Consideriamo che molte delle notizie sulla monetazione papale ci vengono trasferite da Cinagli, eccellente opera dell'ottocento che le riprende dallo Scilla di compilazione ancora precedente. Oggi la curiosità archivistica di molti compilatori ci permette di avere per le mani documenti che al tempo del Cinagli sebbene esistenti non erano accessibili.

L'ottimo Piergi00 segnala l'esistenza della madonnina da cinque baiocchi nella zecca romana, con una lettura un attimino più approfondita notiamo che la madonnina da 5 baiocchi nel periodo della "rivoluzione" culturale e politica in Italia portata della campagnia napoleonica è stata prodotta ad Ascoli al tipo di Pio VI, Civitavecchia al tipo di Pio VI, Fermo al tipo di Pio VI, probabilmente Foligno (è incerta l'attribuzione alla Repubblica Romana o alla restaurazione papale), Perugia e Roma.

Sono monete coniate a rullo e generalmente mal impresse con carenze del tondello, tipica della monetazione d'emergenza. Gigante (non vedo perchè non farne il nome) ha un sistema di classificazione dei conii che non considero particolarmente rilevante. Ma è una mia personalissima opinione.

Invidio i mercatini di Torino dove si trova di tutto, compresi R2, a prezzì così contenuti, meriterebbe acquistare in blocco le bancarelle per poi rivenderle in asta dato l'agio che questa operazione garantirebbe.

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piergi00
Picchio perche' nel 2006 non vieni a trovarci una volta in quel di Carmagnola ?.
Cosi' possiamo dar luogo ad un raduno inter-regionale (Piemonte, Lombardia,Liguria) :)

In realta' il tuo suggerimento e' gia' stato messo in pratica ; alcuni venditori piemontesi che partecipano ai mercatini hanno iniziato a vendere su Ebay con enorme profitto
Parlando con uno di questi (noto power seller) mi ha confidato di come riesca a spuntare prezzi di vendita maggiori su Ebay in particolar modo per monete di bassa conservazione Modificato da piergi00

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rcamil
[quote name='picchio' date='19 dicembre 2005, 18:05']notiamo che la madonnina da 5 baiocchi nel periodo della "rivoluzione" culturale e politica in Italia portata della campagnia napoleonica è stata prodotta ad Ascoli al tipo di Pio VI, Civitavecchia al tipo di Pio VI, Fermo al tipo di Pio VI, probabilmente Foligno (è incerta l'attribuzione alla Repubblica Romana o alla restaurazione papale), Perugia e Roma.[right][snapback]79567[/snapback][/right]
[/quote]

In riferimento alle madonnine di Civitavecchia, allego la foto di un esemplare che ho da diversi anni, ma del quale non sono ancora riuscito a chiarire l'attribuzione:

[img]http://iuploads.com/out.php/i51515_MadonninaforsefusaCivitavecchia1797.jpg[/img]

Lo stile di certo non è quello delle madonnine di Pio VI, sebbene ne riporti il nome e ad un'analisi diretta il pezzo sembra essere fuso più che coniato, e sembra tra l'altro una fusione in grappolo, con l'appendice di collegamento poi tagliata con cesoie :huh: .

Al rovescio, sotto il busto della Madonna, compare un residuo di stella al posto delle iniziali TM dell'incisore, per il resto, stile a parte, imita in tutto e per tutto gli esemplari "ufficiali" di Pio VI :rolleyes: .

Su un listino di qualche anno fa era data come rara, ma senza nemmeno una parola in più rispetto alla normale madonnina di Pio VI presentata qualche riga sopra... :blink:
Dai tanti a cui l'ho mostrata non ho tratto grandi suggerimenti, quasi tutti mi hanno parlato di un falso d'epoca, l'ipotesi che invece possa trattarsi di un'emissione appartenente alla Repubblica Romana mi intriga di più :) , se qualcuno ha teorie (o prove) le esponga pure ;)

Ciao, RCAMIL B)

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picchio
Non è di zecca a mio umile giudizio, in asta o da commercianti non ne ho mai viste di questo conio, magari a Carmagnola ... le trovo.

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piergi00
Durante questi mesi rischi di prendere anche un bel freddo a Carmagnola , meglio per te il caldo delle case d' asta.

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picchio
Non sarà certo il freddo a tenermi lontano dall' "eldorado" conto di venirci il prima possibile, chissà che se ben indirizzato non riesca a concludere qualche affare strepitoso.

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piergi00
Bene , allora a presto :)

P.S. Il mercatino di Carmagnola si svolge la seconda Domenica del mese

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