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picchio

Cartellini

Risposte migliori

picchio

Nel formare una collezione o raccolta, va dato il giusto peso anche al mondo che vi ruota attorno. I libri, i cataloghi d'asta, le riviste di numismatica, il monetiere, e non ultimo anche i cartellini di appartenenza o provenienza. Tempo fa lessi che si comprano le monete e non i cartellini.

Personalmente li trovo imprescindibili dalla moneta; sono un feticista, probabile, ma vedere una moneta senza ricostruirvi la "sua" storia i passaggi ed immaginare quali collezionisti del passato o commercianti hanno avuto modo di classificarla, prezzarla o venderla, per me fa parte dello studio "commerciale" forse, della numismatica.

Sul fatto che poi non siano importanti ... ne parliamo tra qualche anno.

Inizio questa carellata, cui spero qualche altro collezionista voglia prendere parte (tristemente le mie discussioni diventano dei noiosi monologhi), con un cartellino in onore di un amico, Alberto Varesi; questo è un cartellino di Suo padre, per una moneta che comprai da studente parecchi anni fa.

Non fu un acquisto diretto ... come ci arrivavo a Pavia ? ... ma al mercatino di via Armorari a Milano, una domenica mattina; ricordo bene che volli il cartellino che il venditore stava buttando.... tanto cosa te ne fai, però lui lo aveva tenuto :)

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Alberto, questi cartellini di che anno sono più o meno ?

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picchio

A Milano i commercianti di maggior rilievo erano essenzailmente tre: La ditta Ratto, Carlo Crippa, ed il Ragioner Nascia della Ars et Numus.

Il destino ha voluto che solo Carlo Crippa abbia avuto una successione numismatica nel figlio Paolo, abilmente coadiuvato dalla sorella Silvana.

Ratto è stata la casa d'aste per eccellenza con Santamaria di Roma, una lunga, quasi infinita storia della numismatica commerciale è passata per questa famiglia. Da Genova con Rodoflo Ratto il fondatore dell'impresa numismatica, proseguita poi dal figlio Mario con l'attività a Lugano e Parigi, per rientrare in Italia ai primi fermenti bellici solo con quel che potevano portare con loro (l'attività fu mantenuta viva da Jean Vinchon). Nel mentre anche Marco Ratto cresceva e si interessava di monete tanto da diventare uno dei più apprezzati commercianti d'Europa e quindi al mondo. Importante casa d'aste, sarebbe impossibile farne un elenco delle vendite effettuate (per i decimalisti basta ricordare la collezione Comm. Curatolo); per via Manzoni e via Pisoni a Milano sono passate probabilmente le più importanti monete tra il 1950 ed il 1990, per 40 anni il centro della numismatica.

Forse l'unica cosa che non hanno mai migliorato .... sono i cartellini. Sempre uguali, sempre anonimi, eppure così facilmente riconoscibili. Se ben scritti, certamente compilati dalla Signora Paola, la memoria storica della casa numismatica, se in caratteri "cuneiformi" non ci può sbagliare... erano di Marco Ratto. Ogni cartellino sul retro aveva il suo codice/prezzo, solo che padre e figlio usavano codici diversi ed a volte anche quello della Signora Paola, e così diventavo matto a capire .... ma quanto l'hanno pagata questa moneta !!!

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Questo cartellino ha i suoi anni ... ma il codice non è cambiato :)

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picchio

Abbiamo (veramente sarebbe un ho, ma nella speranza che qualcuno mi legga mi piace questo plurale) accennato a Carlo Crippa. Carlo Crippa iniziò la numismatica da Mario Ratto, prima di mettersi in proprio, credo a metà degli anni '60, forse qualcuno più anziano di me lo ricorda meglio. Palazzo degli Omenoni a Milano, bella sede, in un bellissimo palazzo. Poi anni fa si sono trasferiti in via Cavalieri del Santo Sepolcro, mantendo una sede assai piacevole. I cartellini di Crippa sono cambiati molto nel corso degli anni, ed oggi a computer hanno perso quel gusto che per decenni li ha caratterizzati. Paolo mi diceva che Suo padre aveva una segretaria con una calligrafia da fine '800 e che i cartellini erano redatti come un ... libro miniato. Proprio belli, anche se il dramma era di girarli, perchè a differenza di Ratto, Carlo Crippa cancellava tutto, ma tutto vuol dire tutto !!!

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Con gli anni si è passati alla veste tipografica con l'intestazione sul fronte

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Il verso ve lo risparmio due strisciate lungo tutto il cartellino con di pennarello a punta enorme nero.

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Ghera

Io la leggo con molto interesse, visto che molte di queste case (grandi case) le conosco solo per fama e non ho mai avuto modo di entrarci in contatto, a causa della mia età. Al momento non ne possiedo nessuno di storico, ma se ne dovessi venire in possesso li posterò subito. ;)

Lorenzo

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oento

Sul fatto che poi non siano importanti ... ne parliamo tra qualche anno.

Quoto in pieno la frase, in altri settori collezionistici come ad esempio la mineralogia ( della quale mi occupo attivamente) il cartellino che identifica il collezionista

(famoso oppure pezzi che provengono da particolari miniere o periodi) o, che identificano la storia collezionistica del pezzo, aumentano, e non di poco

il valore sia storico e soprattutto commerciale del pezzo.

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Guest fabrizio.gla

Discussione interessante, che spero sia popolata di tanti pareri. Purtroppo, anche se sono più vecchio di Lorenzo, anche io non possiedo cartellini "storici", ma cerco di "seguire le orme" di picchio sui miei, che mi autocostruisco. Tutti hanno sempre la stessa impronta, con i seguenti dati: Regnante, periodo di reggenza, zecca, metallo e percentuale di fino contenuto (o di lega), grado di rarità, data di acquisto, prezzo (dove possibile segno anche lo sconto ottenuto), e provenienza della moneta (asta o precedente proprietario). Ultimo ma non meno importante... chi me l'ha venduta.

Sarò "feticista" pure io allora... per me è una mania, se penso che faccio la stessa cosa per la mia collezione video. Ogni disco contiene il suo bel scontrino, e laddove l'ho visto al cinema, pure il biglietto originale della visione. Sarò un caso disperato...

Rientrando in topic, se riesco, posterò una scansione di un mio cartellino tipo.

Un saluto,

F.

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Liutprand
Supporter

Concordo con Picchio, quei "quadratini" di cartoncino hanno un valore ...storico oltreché affettivo; io ci scrivo anche la data dell'acquisto e del prezzo se non ci fosse. Così anche a distanza di anni posso risalire al relativo acquisto. Dopotutto nella comune accezione siamo dei tipi strani, no?

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picchio

Il terzo importante commerciante di Milano era il Rag. Nascia. Personalmente lo vidi un paio di volte in tutto, ero piccolo e non mi portavano in giro quando c'erano le cose serie. Poi con il tempo ho capito il perchè. Nascia operava sia come studio numismatico sia con la casa d'asta Ars et Numus, non fece molte aste, ma tutte di qualità, il sapere e non solo della Ars et Numus poi confluirono nella Kunst und Munzen di Lugano. Nascia morì di morte violenta lasciando un vuoto nella numismatica milanese.

I suoi cartellini si ritrovano in decine di collezioni, monete di tutti i generi costose e da poche lire, cartellini compilati e dettagliati, eltre volte solo in prezzo, o il nome dell'acquirente, magari per le monete lasciate in visione o prenotate. Mi è capitato spesso di acquistare monete con questo cartoncino al seguito.

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picchio

Mamma mia quanto tempo che è passato attraverso i cartellini tornano alla mente i ricordi, le giornate passate dai numismatici oppure ai convegni. Seguivo le orme paterne e mi infilavo un po dappertutto, la domenica mattina c'era un borsino ben gestito a Milano e venivano commercianti da tutto il Nord Italia, Bobba, Montenegro, Bazzoni, Pandolfi, Casadio, Torresi, Del Pino, Rollero, i tavoli erano pieni di monete, altri tempi. Basti pensare che il caro Raffaele Negrini acquistava per l'Ing. Mantegazza e pesava 100 e passa chili .. capelli pochi anche ai tempi però !

Ecco il suo cartellino, quando era ancora in Santa Maria Beltrade; una cosa va notata di Negrini, che è perito della Camera di Commercio (credo come solo Crippa e Chiesa) quindi con tanto di esame di abilitazione professionale e non per meriti di anzianità di servizio o richiesta come lo è per il tribunale.

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Guest fabrizio.gla

Posto alcuni esemplari di cartellini della mia collezione. Hanno meno storia alle spalle, ma fanno il loro dovere.

In questo caso, ho conservato sia il cartellino della casa d'aste, che quello fatto da me. Su quello fatto da me, scrivo anche delle annotazioni, e il mio parere personale di conservazione. Tutti i miei cartellini seguono la stessa impostazione.

Un salutone,

F.

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Ghera

Possiedo diversi cartellini di monete acquistate in asta, ma con il trasloco non ho idea di dove siano finiti. Di sicuro non sono andati persi, basta trovarli..... :rolleyes:

Intanto vi posto i miei cartellini. Del retro non ho foto sul PC, ma vi posso dire che ci scrivo il peso, la provenienza e il prezzo pagato dell'esemplare.

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BiondoFlavio82

Ho alcuni cartellini di aste passate, ma nulla di eclatante, non si va più indietro della Montenapoleone. Tutti, comunque, vengono coperti nel vassoio da un mio cartellino personale, strutturato come nell'esempio allegato: può apparire troppo "fitto" ma essendo scritto al computer non ci sono problemi di lettura. La stampa avviene su carta pergamena, 12 cartellini per foglio; le dimensioni sono 45 mm × 45 mm e devo dire che a me piacciono molto... Mi danno un gusto di antico e danno molta uniformità ai vassoi!

P.s.: ovviamente al posto di Biondo Flavio nella stampa vera e propria appare il nome originale, non lo pseudonimo...

Modificato da BiondoFlavio82

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min_ver

Caspita Biondo davvero belli e originali. Evivaddio una rispolverata al latino! Vires acquirit eundo! Bravo!

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Guest fabrizio.gla

Li scrive su un lato solamente ?

Dipende... in certi casi sul retro scrivo ulteriori dettagli a mano.

Ogni tanto li rifaccio, apporto correzioni e aggiunte, e se sul retro c'è scritto qualcosa, lo inserisco sul fronte.

Aggiungo che come BiondoFlavio82, anche io presto attenzione al tipo di carta.

Uso quella martellata, con grammatura a 180g, colore leggermente sul panna. Molto gradevole.

Colgo l'occasione per fare i complimenti per i vostri cartellini!!

Ciao a tutti :)

F.

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Ghera

Aggiungo che come BiondoFlavio82, anche io presto attenzione al tipo di carta.

Uso quella martellata, con grammatura a 180g, colore leggermente sul panna. Molto gradevole.

Anche io ritengo carta e inchiostro molto importanti. Uso cartoncini bristol da 180g color camoscio, lisci. L'effetto è molto elegante. Come penna solo ed esclusivamente BIC (che non sbava) blu. :)

Colgo l'occasione per fare i complimenti per i vostri cartellini!!

Quoto ! Complimenti a tutti. I miei sono i più classici e meno originali alla fine.... :rolleyes:

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Guest fabrizio.gla

Quoto ! Complimenti a tutti. I miei sono i più classici e meno originali alla fine.... :rolleyes:

caro Lorenzo, avrei voluti farli io come te quando avevo la tua età... continua così! ;)

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legionario

Bella e interessante discussione.

Purtroppo trovare questi cartellini di vecchie ditte numismatiche è veramente difficile.

Questo cartellino lo trovai allegato alla moneta da un’asta Varesi (per corrispondenza) del 1997

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legionario

Quest’altro da Finarte 972 del 1996 (collez. Avita) con nota del catalogo: "ex Barzan e Raviola, marzo 1955"

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picchio

I cartellini di BiondoFlavio ... "impressive" !!

Io mi ostino a farli a mano, ho fatto stampare il cartoncino in tipografia, smussare gli angoli, color panna. La carta è tirata a lucido in modo che non sia assolutamente abrasiva se a contatto con la moneta. Li compilo da entrambe le parti:

Riferimento collezione

Stato Sovrano

Regnante

periodo di regno

valore e zecca

Bordo e note

Rarità e Conservazione

--------------------------------

Legenda al dritto

Legenda al rovescio

peso, diametro e se prova spessore, verso degli assi , della legenda sul taglio, metallo

Bibliografia

Provenienza, data, importo pagato (sempre con i diritti e costi aggiuntivi e con conversione in € a 1926,37 per £.) e mia stima con anno in cui l'ho fatta.

Tutto in inchiostro di china tranne il riferimento mio, può cambiare e non devo rifare il cartellino e la mia stima. Che rifaccio circa ogni 5 anni.

Molte volte aggiungo un secodo cartellino, fatto di carta panna ma grammatura 90 con le note aggiuntive mie a seconda di dove vado a trovare notizie o impressioni sulla moneta, passaggi in asta significativi etc. etc. Se presente il cartellino della precedente collezione, oppure del commerciante lo allego.

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I cartellini sono imbustati con le monete e non sono a contatto con le medesime. Quindi è immediato il riconoscimento della moneta, e se mi cadesse una tegola in testa, mia moglie sa di cosa si tratta, e non me le danno via per quattro soldi !!

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picchio

Questaltro da Finarte 972 del 1996 (collez. Avita) con nota del catalogo: "ex Barzan e Raviola, marzo 1955"

Riconosco bene il cartellino, ero presente in asta ed ai tempi seguivo i denari repubblicani, e gli stessi cartellini sono ricomparsi in una vendita NAC Milano del 2007.

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picchio

Legionario ha postato il cartellino di un altro totem della numismatica del secolo scorso, la ditta P & P Santamaria di Roma, più che cartellini erano dei piccoli papiri che dovevano essere ripiegati in quattro ! Importantissima casa d'aste che pose in vendita la E N H collezione Conte Alessandro Magnaguti, Signorelli, Ruchat, San Romè, Vaccari, Gusberti, Gnagnatti etc etc etc ma tanti etc !! Senza dimentcare la pubblicazione della rinista di Numismatica, densa di notizie e di note, molte sull amonetazione decimale, ancora attuali, come la lire del 1882 di Umberto I o il 20 lire 1927/A. V .

Ecco una bustina ed un altro cartellino :

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picchio

Perizie, perizie, perizie, oggi è uno dei principali argomenti di discussione del forum, me l'ha "chiusa" Tizio, m l'ha "chiusa" Caio, ma non è farina di oggi o dei tempi recenti le perizie delle monete. Cesare Bobba autore del noto e arci noto catalogo di monete in quel di asti ed all'occorrenza in qualsiasi altro angolo d'Italia sigillava monete con bel cartellino peritale cui non esitava ad allegare anche la sua fotofrafia, che sia chiaro a tutti chi ha "chiuso" la moneta. Era un drago sulle monete del Regno, con un stock invidiabile, sembrava che le monete le facesse lui, belle, brillanti, sempre di conservazione. Si aveva l'impressione che dove passasse lui fosse terra bruciata per tutti.

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Utente.Anonimo3245

Picchio

I cartellini sono imbustati con le monete e non sono a contatto con le medesime. Quindi è immediato il riconoscimento della moneta, e se mi cadesse una tegola in testa, mia moglie sa di cosa si tratta, e non me le danno via per quattro soldi !!

Buongiorno, voglio ringraziarla per questa interessante ed istruttiva discussione, sta facendo una carrellata storica attraverso questi cartellini molto particolari, alcuni ricordano gli inizi del secolo scorso sia per stile che per scrittura, sono veri e propri documenti direi.

Ma vorrei maggiormente rifarmi alle sue parole che riguardano l'eventuale tegola sulla sua testa...che spero non cada mai... :D :D

Questa frase mi ha riportato ad una discussione di circa un anno fa, forse più, dove consigliavo vivamente a tutti i collezionisti di dare precise indicazioni ai loro eredi circa il valore della propria collezione.

Lei è stato, e sarà, più che preciso, addirittura aggiorna i valori delle sue monete, non posso che complimentarmi con lei e suggerire a tutti di seguire il suo esempio.

Buona giornata a tutti, Giò :)

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magdi

anche io, come lorenzo, non posseggo cartellini di interesse... anche io osservo con interesse

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