lgmoris Inviato 5 Giugno, 2011 #1 Inviato 5 Giugno, 2011 Salve a tutti. Per gli appassionbati di questo periodo vi posto un bel 15 Centesimi del 1848 coniato dal Governo Provvisorio della Repubblica Rivoluzionaria di Venezia. La moneta che rappresenta un periodo molto turbolento della storia Italiana e' stata coniata dalla Zecca di Venezia. Da qui le mie domande: Puo' qualcuno dirmi dove era situata la zecca di Venezia in quel periodo rivoluzionario? Era la stessa usata dalla Zecca del Regno Lombardo Veneto? Infine mi piacerebbe sapere se nella composizione della mistura vi osse una piccola parte di argento. La moneta e' infatti molto bianca e risplendente, ma la sua sofficita' sembra puntare allo stagno.......:) Cita
Guest utente3487 Inviato 5 Giugno, 2011 #2 Inviato 5 Giugno, 2011 Ecco che con modica spesa si acquista un pezzetto della nostra storia.... Cita
417sonia Inviato 5 Giugno, 2011 Supporter #3 Inviato 5 Giugno, 2011 Buona Domenica La zecca di Venezia non fu smantellata, ne' dai francesi, ne' dagli austriaci, quindi queste monete furono prodotte in loco. E' una moneta in mistura, ma non ho trovato in quale percentuale e' presente l'argento. Temo sia molto variabile, come lo e' il peso che va da gr. 1,22 a 1,88. Piuttosto la moneta presenta la classica ''bianchizzatura'' cioe' una argentatura superficiale. Saluti Luciano Cita
favaldar Inviato 5 Giugno, 2011 #4 Inviato 5 Giugno, 2011 Buona Domenica La zecca di Venezia non fu smantellata, ne' dai francesi, ne' dagli austriaci, quindi queste monete furono prodotte in loco. E' una moneta in mistura, ma non ho trovato in quale percentuale e' presente l'argento. Temo sia molto variabile, come lo e' il peso che va da gr. 1,22 a 1,88. Piuttosto la moneta presenta la classica ''bianchizzatura'' cioe' una argentatura superficiale. Saluti Luciano Confermo quanto sopra. Fu una delle prime monete che mi appassiono scoprendo che il peso era spesso differente anche con monete in ottima conservazione e cosi per l'argento o l'argentatura,cosa che ancora non era riportata dai cataloghi come regola ma solo come eccezione. Secondo me le più leggere sono le più rare e con quantità d'argento maggiore. Cambia anche il diametro da mm.18,0 a mm.18,5 In alcune si nota benissimo il passaggio dal nobile metallo al vile,tipo il 20 Soldi Vittorio Amedeo III. Forse stando sotto assedio le scorte andavano finendo e risparmiavano sulla percentuale d'argento Moneta sottovalutata sopratutto in SPL e FDC e per la bassa tiratura 155.196 F. Cita
lgmoris Inviato 5 Giugno, 2011 Autore #5 Inviato 5 Giugno, 2011 Grazie a tutti delle esaurienti informazioni. Il palazzo stesso della Zecca si trovava su terra ferma o nella citta' stessa ? Nel qual caso doveva essere stato laborioso portare tonnellate di metallo su barconi nei calli.:) Cita
417sonia Inviato 5 Giugno, 2011 Supporter #6 Inviato 5 Giugno, 2011 Eccola qui Proprio sul bacino di San Marco; questo che vedi è il palazzo edificato su progetto del Sansovino e oggi è parte della Biblioteca Marciana. Prima di questo il palazzo era meno "bello", ma sempre nel medesimo luogo. Fu trasferita qui, la zecca, poichè precedentemente stava a Rialto...troppo lontana dai controlli. ;) Saluti Luciano Cita
lgmoris Inviato 5 Giugno, 2011 Autore #7 Inviato 5 Giugno, 2011 Eccola qui Proprio sul bacino di San Marco; questo che vedi è il palazzo edificato su progetto del Sansovino e oggi è parte della Biblioteca Marciana. Prima di questo il palazzo era meno "bello", ma sempre nel medesimo luogo. Fu trasferita qui, la zecca, poichè precedentemente stava a Rialto...troppo lontana dai controlli. ;) Saluti Luciano Grazie Luciano. Posizione centralissima per un edificio per produzione industriale. Penso sia stata la piu' bella posizione delle Zecche del tempo....:) Cita
eracle62 Inviato 6 Giugno, 2011 #8 Inviato 6 Giugno, 2011 (modificato) Lamberto vedo che ti piace spaziare, questo tondello come dice Favaldar,è troppo sottovalutato, affascinantissimio....... Anche il tuo non è messo niente male per la tipologia. E degli edifici del Sansovino??? Spettacolari........ :rolleyes: Modificato 6 Giugno, 2011 da eracle62 Cita
lgmoris Inviato 6 Giugno, 2011 Autore #9 Inviato 6 Giugno, 2011 Ciao, Eros, si mi diverto a spaziare postando monete che ho ai lati delle mia collezione ma che sono molto interessanti e belle. la Moneta mi ha dato l'opportunita' di "riscoprirle". I palazzo del Sansovino bellissimo! Troppo per una Zecca! Appropiato per la Bibloteca... Ciao!:) Cita
417sonia Inviato 6 Giugno, 2011 Supporter #10 Inviato 6 Giugno, 2011 Buona serata C'è da sottolineare una cosa, ancor prima che il Sansovino ci mettesse mano, la zecca di Venezia era già una delle prime industrie della città. Fu senza dubbio una industria atipica, dal momento che non era gestita dall’iniziativa privata per un profitto privato, ma da funzionari pubblici in conformità a leggi stabilite dal Governo; ma sebbene nettamente diversa dalle industrie private, essa stessa doveva rispondere a requisiti di mercato, di standardizzazione del prodotto, di economicità e qualità, tali che ne rendevano simili alcuni aspetti. Nei primi anni del 1400, ma anche successivamente, poteva certamente competere con l’Arsenale, a cui era stato dato un nuovo impulso dopo l’ultimo ampliamento e con altre imprese, quali l’industria estrattiva del sale, l’industria vetraria e della raffinazione dello zucchero. Penso che fosse un grande "vanto" dello Stato e come tale doveva avere una sede appropriata.....e Sansovino ci riuscì in pieno; gli diede una veste ed un carattere che nessuno mai avrebbe potuto pensare che quella fosse una fabbrica, che li si fondessero i metalli....... Interpretò così bene l'esigenza dell'arredo urbano da fare un "monumento" bellissimo, interpretando l'architettura monumentale del tardo rinascimento che, di li a pochi anni, diventerà barocco, con esponenti del calibro del Longhena, dello Scamozzi, e così via, fino al Palladio. Saluti luciano 1 Cita
lgmoris Inviato 6 Giugno, 2011 Autore #11 Inviato 6 Giugno, 2011 Buona serata C'è da sottolineare una cosa, ancor prima che il Sansovino ci mettesse mano, la zecca di Venezia era già una delle prime industrie della città. Fu senza dubbio una industria atipica, dal momento che non era gestita dall'iniziativa privata per un profitto privato, ma da funzionari pubblici in conformità a leggi stabilite dal Governo; ma sebbene nettamente diversa dalle industrie private, essa stessa doveva rispondere a requisiti di mercato, di standardizzazione del prodotto, di economicità e qualità, tali che ne rendevano simili alcuni aspetti. Nei primi anni del 1400, ma anche successivamente, poteva certamente competere con l'Arsenale, a cui era stato dato un nuovo impulso dopo l'ultimo ampliamento e con altre imprese, quali l'industria estrattiva del sale, l'industria vetraria e della raffinazione dello zucchero. Penso che fosse un grande "vanto" dello Stato e come tale doveva avere una sede appropriata.....e Sansovino ci riuscì in pieno; gli diede una veste ed un carattere che nessuno mai avrebbe potuto pensare che quella fosse una fabbrica, che li si fondessero i metalli....... Interpretò così bene l'esigenza dell'arredo urbano da fare un "monumento" bellissimo, interpretando l'architettura monumentale del tardo rinascimento che, di li a pochi anni, diventerà barocco, con esponenti del calibro del Longhena, dello Scamozzi, e così via, fino al Palladio. Saluti luciano Grazie ancora Luciano. Ottima rappresentazione storica dell'edificio e delle esigenze del tempo. Senz'altro fra le piu' belle Zecche di tutti i tempi...A presto! Lamberto Cita
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