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IGNORED

Proposta per la classificazione di un Fiorino


Risposte migliori

Buon Giorno,

inizio con una immagine.

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Fiorino oggetto dello studio

Apro una parentesi per discostarmi dalle ultime annotazioni nella discussione sulla classificazione dei Fiorini. L’argomento è relativo ad alcuni dubbi che mi sono sorti in merito alla classificazione di una moneta che avevo, in un primo tempo, classificato in modo superficiale sulla scorta del segno di zecca. Uno studio più attento, rivelando alcune incongruenze stilistiche, ha confermato che la moneta non poteva essere quella ipotizzata; come conseguenza, mancando un segno confrontabile in un periodo stilisticamente compatibile, mi sono trovato privo di riferimenti.

Il segno è (o meglio per essere precisi, sembrerebbe essere) quello descritto come “due foglie di quercia con gambo”. Il Fiorino con questo segno è classificato dal Bernocchi al numero 235 tra i fiorini di tipo IV più antichi, nella catalogazioni non sono indicate varianti.

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Occupandomi da poco di queste monete i miei riferimenti iconografici sono limitati; non ho riscontri di questa tipologia ai quali attingere, unico richiamo a questo segno, un articolo già precedentemente citato (discussione sulla classificazione dei Fiorini post 27 e seguenti) di Robert Kool, “ A Thirteenth Century Hoard of Gold Florins from the Medieval Harbour of Acre”, che riporta la descrizione e le immagini delle monete recuperate nelle campagne di scavi descritte nello studio. Dalla osservazione delle immagini penso di poter escludere che la moneta elencata nella posizione 19 (si allega un ingrandimento del segno oltre alla immagine della moneta tratta dalla tavola di riferimento) corrisponda alla classificazione indicata e si tratti invece di un segno “Rocco” inciso in modo approssimativo ( oppure impresso con poca cura, o ancora, frutto di una doppia battitura, quest’ultima, per altro non rilevabile a causa delle immagini poco definite, sono diverse le cause che potrebbero produrre questo tipo di effetti ).

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immagini estratte dalle tavole dell’articolo citato.

Nel ripostiglio, del quale è proposto un limite superiore per la datazione, sono presenti Fiorini di tipo IV o precedenti; sono presenti in particolare Fiorini classificati “vicini” a quello con il segno in questione. La datazione proposta è ragionevole e supportata anche dalle caratteristiche delle monete descritte, le peculiarità del luogo di ritrovamento in mare, in un’area “trafficata”, pur non escludendo in assoluto la possibilità di “inquinamenti” ,per le caratteristiche stilistiche evidenziate oltre che per il fatto che la dispersione di Fiorini in mare non è propriamente una attività comune, consentono di trascurare una simile eventualità.

Rimando all’articolo disponibile sul web per approfondire il tema.

http://antiquities.academia.edu/RobertKool/Papers/322782/A_Thirteenth_Century_Hoard_of_Gold_Florins_From_the_Medieval_Harbour_of_Acre

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La classificazione del Bernocchi per il tipo in questione, fa riferimento a due Fiorini nella Collezione Reale descritti nel CNI. Le caratteristiche di detti Fiorini sono richiamate nel Volume II del CNF, che riporta per entrambe le monete un diametro di 20 millimetri ed un peso di 3,45 grammi. Il peso ridotto farebbe pensare a monete in conservazione non particolarmente elevata. Considerando la scrupolosità e la competenza dell’autore avrebbe, in caso di dubbi, classificato i Fiorini nel gruppo XX con altri avente caratteristiche “ondivaghe”: le caratteristiche del tipo IV riscontrabili dai Fiorini di quel periodo sono precise e non equivocabili. Non so però se l’autore del CNF abbia avuto la possibilità di effettuare una ricognizione diretta delle monete della collezione reale citate nella sua opera, chiaramente la cosa non sarebbe di poco conto. Gli studi moderni sui Fiorini sono tutti successivi alla redazione del CNI, l’usura dei rilievi può trasformare spighe e pannocchie in foglie.

Penso sia improponibile, almeno per me, pensare/sperare di poter riscontrare la classificazione con la visione delle monete citate nel CNI e richiamate dal Bernocchi: per questo mi appello a chiunque possa averne la possibilità di fornire immagini di questo tipo di Fiorino.

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Nel Fiorino in esame (immagine di apertura) il diritto è sicuramente riferito al tipo V così come il rovescio, ma mentre il diritto potrebbe prestarsi a interpretazioni diverse e contraddittorie, il rovescio presenta alcuni particolari che caratterizzano più punzoni, per uno di questi in modo evidente e preciso: la conseguenza è una collocazione temporale piuttosto precisa. (Nota la datazione dei riferimenti)

Il diritto del Fiorino specifico presenta un difetto evidente di battitura, in un primo tempo avevo pensato fosse da attribuire a battiture multiple legate a una frattura di conio ma, trattandosi del conio di incudine, sono arrivato alla conclusione che il fiorino debba essere rimasto attaccato al conio di martello, e che le impronte parziali multiple siano dovute al tentativo di staccare la moneta con ripetuti colpi fuori asse che hanno raggiunto lo scopo dopo uno/due tentativi.

Al rovescio, il piede sinistro del Santo presenta un incavo in corrispondenza della zona dell’alluce, particolare già evidenziato in una discussione riguardante i fiorini dei primi anni del 1300

i fiorini con tale caratteristica appartengono ad un intervallo temporale che ha inizio con il primo semestre 1305 e termina probabilmente con il primo semestre 1310 (forse secondo 1310): non ho riscontrato oltre tale particolare.

Esistono in effetti piedi sinistri successivi con difetti, tutti quelli che ho potuto vedere “de visu” o da immagini sufficientemente definite, sono affetti da difetti diversi da quello in questione.

Ho parlato di piedi, ma per essere corretti bisognerebbe parlare di gambe in quanto i punzoni comprendono in un singolo pezzo l’arto inferiore nel suo complesso.

Poche annotazioni, sperando di non risultare pedante: quello che vediamo guardando questo tipo di monete, è un risultato estremamente mutevole che risulta essere la sommatoria di una lunga serie di variabili: a partire dal medesimo punzone, a seconda della sua inclinazione rispetto al piano dove viene prodotta l’impronta, vengono impresse forme diverse e distorte. Ulteriore causa di variazione è determinata dalla maggiore o minore profondità degli incavi prodotti; perché i punzoni presentavano in genere profili complessi a causa delle lavorazioni necessarie per la loro realizzazione, conseguentemente lasciavano segni con le stesse caratteristiche di complessità. Per quanto riguarda il conio nel suo complesso, in fase di battitura, la completa o parziale impressione della matrice (il metallo della moneta poteva riempire completamente o solo parzialmente le impronte del conio come conseguenza di colpi più o meno energici) poteva produrre risultati molto diversi e difficilmente confrontabili tra loro, in particolare riguardo ai singoli particolari; discorso diverso se riferito alla disposizione geometrica sulla faccia della moneta di tutti gli elementi: una analisi complessiva può consentire di superare anche le limitazioni imposte da doppie battiture o altri gravi inconvenienti durante il conio. Per finire l’usura ha effetti confrontabili con le variazioni imputabili alla battitura, l’abrasione dei rilievi evidenzia le caratteristiche legate alla forma irregolare dei profili dei punzoni.

Se stiamo confrontando tra loro monete per individuare e classificare i singoli coni, una valutazione complessiva con confronti nella disposizione geometrica dei particolari può supplire a conservazioni non elevate e a difetti di battitura; se il problema è l’analisi di un particolare punzone, la cosa si presenta sempre complessa e trova difficilmente soluzione se la conservazione del particolare non è adeguata, anche la esecuzione di misure e il confronto delle sagome non sortiscono risultati.

Fatta questa premessa è stato necessario trovare dei Fiorini con caratteristiche di conservazione dei particolari e di nitidezza di impressione del conio, sufficienti a sostenere una ipotesi di classificazione temporale diversa da quella, ipotizzabile in prima battuta, che considera il solo segno.

Per pensare di proporre un “aggiustamento” nella classificazione derivante dal Registro di Zecca e confermata dal CNF ritengo servano evidenze ineccepibili.

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Gli anni tra il 1300 e il 1317 , anno di creazione del registro della zecca sulla scorta delle indicazioni del Villani, sono stati oggetto di un lavoro di ricostruzione, a posteriori, della documentazione relativa alle attività precedenti della zecca in base alle testimonianze dirette da parte degli addetti e di documenti ora in parte perduti. Nonostante gli studi successivi e il grande lavoro di ricerca e di verifica da parte del Bernocchi, restano in questo periodo dei semestri privi di informazioni e per tali semestri non abbiamo notizie riguardo alle monete eventualmente coniate. I semestri in questione sono però incompatibili con l’intervallo precedentemente individuato (anni tra il 1305 e il 1310) e quella imboccata sembrerebbe una strada senza uscita.

In base alle numerose osservazioni effettuate proporrei comunque una possibile soluzione, una ipotesi di lavoro da valutare in modo imparziale, che prevede una forzatura nella interpretazione del segno di zecca, mette in primo piano l’analisi stilistica e morfologica della moneta, individua e caratterizza i punzoni impiegati per produrre i coni.

Nell’intervallo indicato in precedenza come compatibile per la presenza del punzone caratterizzato dal difetto al pide, conosciamo i segni di zecca e i nomi dei Signori della Zecca per l’oro per tutti i semestri; per tutti i semestri ad esclusione del secondo semestre 1309 sono descritti Fiorini; ho avuto modo vedere tutti i Fiorini degli anni attorno al 1309 (precedenti e successivi), chiaramente per il secondo semestre 1309 non ho riscontri. Lo stile del maestro incisore è riconoscibile come i suoi punzoni nelle monete di questi semestri.

Nel semestre senza Fiorini Signore della Zecca è Lapo di Iacopo del Giudice, il segno raffigurato sul libro della zecca è descritto come “due pannocchie di grano su un gambo”. Componenti della stessa famiglia compaiono come Signori della Zecca anche in anni successivi, lo stemma di famiglia dovrebbe presentare delle catene, i segni utilizzati dai “del Giudice” negli anni successivi non hanno riferimenti con quello in questione.

Allego due estratti dal CNF volume II; dal primo si può vedere la raffigurazione del segno che mi ha indotto in errore, il secondo illustra quanto ci è tramandato dal Registro di Zecca

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Questa classificazione sembrava la più ovvia, considerando il solo segno di zecca. Anche le legende risultano compatibili, si tratta peraltro di una legenda standard per i Fiorini.

I Fiorini classificati tra il numero 110 e il numero 351 sono classificati di tipo IV, anche considerando la possibilità, che non ho peraltro potuto riscontrare, di monete di questo periodo con caratteristiche di stile poco definite, la sostanziale difformità stilistica dai canoni di questi Fiorini esclude ogni possibilità di appartenenza a questo periodo per la moneta in esame.

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Per questo semestre non sono descritti Fiorini nel CNF

Le due raffigurazioni pur dissimili sia dal punto di vista visivo che della descrizione, descrivono una entità che per quanto riguarda l’oggetto fisico “pannocchie di grano su un gambo”, (sarebbe forse più appropriato spighe), potrebbe essere associato a entrambe.

Il segno sulla moneta è visivamente molto vicino al primo illustrato, come conseguenza di questa somiglianza la prima superficiale classificazione, nel dettaglio minuto presenta però dei particolari che mi avevano ricordato il segno “due pigne” per la presenza di rilievi su quella che avrebbe dovuto essere la superficie delle foglie, in ogni caso il segno “due pigne” è privo di gambo oltre ad essere riferito a un Fiorino di tipo IV.

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Penso che a questo punto sia necessario mostrare alcune immagini per illustrare sommariamente quanto esposto.

Mostro in particolare tre immagini: una di una moneta immediatamente precedente(Fiorino del primo semestre 1308 segno “foglia di fico”), la moneta oggetto della disanima e una moneta immediatamente successiva ( Fiorino del primo semestre 1310 segno “giglio piccolo”).

Faccio notare per tutti i Fiorini, oltre al piede sinistro “incriminato” anche l’altra gamba, la destra, questo particolare punzone sarà individuabile più a lungo rispetto al precedente sui Fiorini, oltre ad essere apparso prima sarà riscontrabile ancora negli anni successivi.

Ulteriori confronti tra i punzoni, lettere e particolari della figura, corrispondenti sono agevoli, (anche dalle immagini ridotte) li lascio a coloro che vorranno farli per evitare di tediare.

Ho eseguito controlli e confronti in modo scrupoloso, anche se questo non esclude la possibilità di errori. Su queste basi penso che quanto affermo possa avere fondamento.

Fiorino B 995 (rovescio)

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Questa moneta è di un anno precedente rispetto alla data di collocazione in esame. Metterei in evidenza oltre ai particolari precedentemente illustrati anche le lettere della legenda, le prime sono impresse con precisione.

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Fiorino B 1037 (rovescio)

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Questa moneta è del semestre immediatamente successivo. In questo caso la parte nitida della legenda è quella finale.

Le immagini, seppur ridotte, provengono da scansioni, con tutti i limiti si prestano a confronti di misure in quanto ritagli della medesima ripresa.

Il confronto tra i punzoni corrispondenti e l’analisi stilistica possono stabilire la compatibilità dell’ipotesi formulata con l’evidenza rappresentata dalle monete; in modo analogo si può analizzare il modo di lavorare dell’incisore. Le informazioni necessarie per collocare temporalmente la moneta sono molto più complesse da ricavare: una valutazione basata sui segni di usura rilevabili sui punzoni presta il fianco, a meno di evidenze inoppugnabili, a critiche legittime. L’usura potrebbe essere imputata nell’ordine al punzone, a come è stato impresso, allo stato del conio per la sua storia, all’operazione di coniazione e per finire alle vicissitudini della moneta.

Non sono in grado per ora di stabilire una sequenza temporale a partire dai particolari ingranditi delle monete, alcuni segni imputabili (?) all’usura sembrano evidenziarsi e sparire in modo casuale.

Penso che il fiorino analizzato si possa collocare al secondo semestre 1309 e che il segno di zecca possa essere stato riportato durante il lavoro di ricostruzione in modo impreciso. Esistono altri casi di corrispondenza approssimativa.

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Per completare aggiungo anche l’immagine del diritto descritta in precedenza chiedendo un parere sulla interpretazione da me proposta per illustrare quanto accaduto “illo tempore”

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La esposizione è volutamente ridotta e essenziale, l’aggiunta di immagini con l’ingrandimento di particolari avrebbe caricato il discorso in modo eccessivo,una eventuale integrazione non sarebbe un problema,le immagini allegate dovrebbero consentire di verificare quanto affermato: chiedo cortesemente a chi lo riterrà opportuno di esprimere una valutazione.

Quello che “sborda” dalle monete è nastro biadesivo (poco adesivo), non è forse il massimo ma è molto comodo, i Fiorini non hanno patina, la mia vista è in calo, in questo modo trovo sempre quello che cerco.

Le righe sottostanti le monete e le porzioni di numeri fanno parte dello stesso sistema e consentono di distinguere agevolmente le monete dalla posizione sul piano di lavoro.

Ringrazio mio padre che con lungimiranza invece di acquistare “monete di borsa” ha preferito addentrarsi in un settore certamente più difficile ma con un fascino senza confronti.

cordialità

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  • 2 settimane dopo...

Vedo dalla foto e non solo che GHEZZI60 è uno studioso di ZECCHINI Fiorentini... Prima o poi ne prenderò uno anch'io !!! Ho iniziato la mia collezione con i DUCATI e ZECCHINI di Venezia per la facilità di reperire queste monete, ma per quanto riguarda i FIORINI ne vedo moltissimi e tutti a prezzi elevati :ph34r: Inizierò a studiare questo tipo di moneta comprandone un esemplare in buona conservazione :D , questo è l' unico modo per uno studio accurato che ne dite??? :)

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