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brozzi

Antonio e Cleopatra

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brozzi

Buonasera a tutti.

Mi rivolgo agli esperti di questo settore per chiedere un parere su un passaggio dell'articolo sotto riportato, che mi lascia un po' perplesso.

Stavo cercando dei testi che trattano dei popoli italici del lazio meridionale e, nello specifico, stavo consultando il libro (disponibile su Google Books) di Pasquale Cayro dal titolo "Discorso storico sulla città d'Anagni metropoli un tempo degl'Ernici. Napoli - 1802.

Del tutto casualmente, mi sono imbattuto in una frase che recita: ... ed in quella città (Anagni) con solenne pompa il Triumviro Marcantonio, ripudiata Fulvia sua moglie, volle sposare Cleopatra con farle colla di lei efficie ben'anche battere la moneta.....

Il testo completo è disponibile a questo indirizzo: http://books.google.it/books?id=rtk_AAAAcAAJ&pg=PA21&lpg=PA21&dq=discussione+moneta+cleopatra+anagni&source=bl&ots=WgbF4yl6Y3&sig=VEX6oDqX--R5M9LLwd3Gy_PvjMI&hl=it&ei=SVNNTrbiDeHi4QTxydXfBw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CCMQ6AEwAQ#v=onepage&q=moneta&f=false

Non sono riuscito ad individuare quale sia il testo di cui alla nota b), al quale rimanda la frase citata.

Continuando a cercare su internet delle conferme alla mia interpretazione, ho trovato, di fatto, la medesima frase, riportata in un italiano più moderno in una "Biblioteca Digitale" all'interno di un passaggio attinente la storia della città di Anagni. Il testo completo lo potete trovare al seguente indirizzo: http://avirel.unitus.it/bd/autori/guidi/viaggio_roma_montecassino/anagni.html

La frase che per ora ci interessa recita: "..... Da questo suo esser di Municipio, del quale rende testimonianza eziandio Cicerone nell'orazione a favor di sua casa, passò Anagni allo stato ancor peggiore di Prefettura (cosa si addimandavano le città poste a giurisdizione di un Prefetto speditovi dal Senato di Roma, acciocché vi amministrasse la giustizia con leggi romane). Ma dal perdere la libertà non seguì però che venisse ella perdendo altresì il suo splendor di prima; anzi quanto a ornatezza di edifici andò sempre crescendo in meglio: dappoiché i Romani, allettati dalla piacevolezza del luogo, non restarono di renderla ancor più bella, costruendovi novelle fabbriche di pubblico uso ed utilità, come a dir tempi, bagni, teatri, e acquidotti di somma spesa e magnificenza. Onde tanto fioria in sul cader della romana repubblica, che il triumviro Antonio, ripudiata Fulvia sorella di Ottaviano, vi sposò solennemente la regina Cleopatra, e fecevi coniar moneta con la impronta di tal sovrana....."

Io, francamente, non avevo mai sentito parlare in questi termini nè della vicenda di Antonio e Cleopatra nè, tantomeno, del fatto che fosse stata coniata moneta nella città di Anagni.

Qualcuno sa qualcosa in proposito? Qualsiasi notizia/chiarimento sarebbe davvero molto gradita.

P.S.: mi scuso se ho sbagliato ad individuare la sezione del forum adatta alla discussione, nel caso prego i moderatori di spostarla.

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FlaviusDomitianus

Premetto che non mi considero un "esperto", ma un semplice appassionato di storia.

Comincerei con il dire che Fulvia non era la sorella di Ottaviano (che si chiamava Ottavia Minore) ma la prima moglie di Marco Antonio.

Ottavia fu sposata in seconde nozze da Marco Antonio nel 40 a.C., a suggello del triumvirato con Ottaviano e Lepido.

Ottavia (non Fulvia dunque) fu poi ripudiata in favore di Cleopatra.

Mai saputo che ciò sia avvenuto ad Anagni; a quanto ho sempre saputo Antonio stava in Oriente e si rifiutava di rientrare in Italia.

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acraf

Ha ragione Brozzi ad essere molto perplesso sulla vecchia notizia riportata da Cayro e recentemente ripresa acriticamente in un sito internet.

Fulvia, come giustamente evidenziato da FaviusDomitianus, era la prima moglie di M. Antonio, che sposò nel 44 a.C.: era una matrona vedova di facili costumi ma discendente da antica famiglia romana (dai Gracchi) e di grandi risorse economiche e fiera avversaria di Ottaviano. Dopo il matrimonio Marco Antonio andò in Oriente e in Egitto divenne amante della locale regina Cleopatra.

Fulvia non rimase con le mani in mano e cercò di creare in Italia un fronte avverso a Ottaviano, con la collaborazione del cognato Lucio Antonio (fratello di Marco Antonio e ricordato su un raro denario romano). Perugia divenne il principale centro di resistenza contro Ottaviano, che però riuscì a prevalere e Fulvia fu costretta a fuggire fuori Italia e ad Atene incontrò il marito, che fu assai aspro con lei, accuandola di avere creato pericolosi dissidi con Ottaviano. Era la fine del 41 a.C. e lei fu praticamente abbandonata dal marito e poco dopo si ammalò e morì.

Marco Antonio, nel 40 a.C., rientrò a Brindisi e, grazie anche alla morte della moglie, potè riannodare i rapporti con Ottaviano, che furono suggellati con il matrimonio, nello stesso anno, con la sua sorella, Ottavia, anche lei alle seconde nozze, dopo la morte nell'anno precedente del primo marito, Caio Claudio Marcello (dal quale aveva avuto un figlio).

Ma Ottavia fu praticamente subito abbandonata da M. Antonio quando egli tornò in Oriente, contro i Parti e e per unirsi nuovamente con Cleopatra.

Ottavia rimase sempre fedele al marito e anzi, nel 35 a.C., cercò di raggiungerlo con denaro e truppe (forse messe a disposizione dal fratello prevedendo la reazione negativa del suo avversario).

Ma ad Atene fu congedata da una ambasceria inviatele dal marito e fu costretta a rientrare in Italia.

Solo nel 32 a.C. ricevette la lettera di divorzio.

Quindi la teoria di Cayro non sta proprio in piedi e M. Antonio e Cleopatra rimasero sempre in Oriente e le monete emesse a loro nome furono coniate soprattutto in Siria.

Anagni non c'entra nulla.

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Utente.Anonimo3245

Ciao Acraf, non sapevo che i romani praticassero il divorzio, era una cosa abituale o concessa solo ai personaggi più importanti?

Grazie, Giò :)

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acraf

Se ti interessa un breve sunto sulla situazione del divorzio nell'antica Roma, puoi vedere su:

http://it.wikipedia.org/wiki/Divorzio_romano

Pur con l'evoluzione dei costumi dalla Roma repubblicana a quella imperiale, era facile divorziare e bastava la volontà di uno solo dei coniugi (naturalmente era soprattutto l'uomo a ripudiare la moglie, anche per futili motivi), anche se alcune forme di tutela per la donna furono previste da Augusto.

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Utente.Anonimo3245

Se ti interessa un breve sunto sulla situazione del divorzio nell'antica Roma, puoi vedere su:

http://it.wikipedia.org/wiki/Divorzio_romano

Pur con l'evoluzione dei costumi dalla Roma repubblicana a quella imperiale, era facile divorziare e bastava la volontà di uno solo dei coniugi (naturalmente era soprattutto l'uomo a ripudiare la moglie, anche per futili motivi), anche se alcune forme di tutela per la donna furono previste da Augusto.

Grazie Acraf, non mi sembra ci sia una situazione molto diversa ora...Ciao e grazie. Giò :)

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odysseos

A meno che non si sia sbagliato dicendo Cleopatra al posto di Ottavia, e che non si conosce la Citta' dove si sposarono M.Antonio e Ottavia, che sia Anagni, e Cayro abbia avuto notizie che ci sono rimaste sconosciute, il denario, e le altre monete richiamanti Cleopatra sono tutte state coniate in provincia. E non puo' essere altrimenti, Cleopatra venne a Roma soltanto per il Trionfo di Cesare e ne riparti' quasi subito, schifata a suo dire dal "fetore delle vie e della scarsa attenzione alla Citta' "

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brozzi

Grazie a tutti per gli interventi.

In effetti, sin dalla prima lettura, la ricostruzione del Cayro mi era sembrata alquanto fantasiosa, sebbene io conoscessi appena le vicende di Antonio e Cleopatra.

Non riesco a capire, però, perchè uno studioso di quel calibro, non certo uno sprovveduto, abbia voluto cimentarsi in questa sorta di rielaborazione di un fatto storico, tra l'altro ben conosciuto (per l'appunto il "romanzo" di Antonio e Cleopatra), citando per di più episodi specifici ed importanti (il matrimonio, la coniazione di una moneta dedicata), senza citare fonti o documenti che potessero suffragare la sua interpretazione alquanto singolare.

A qual fine, poi, esporre il fianco in questo modo, rischiando di minare la credibilità dell'intera opera? Voleva essere un tentativo di dar maggior lustro alla città di cui narra la storia (per ingraziarsi qualcuno?).?

Non lo so, qualcosa mi sfugge.

Se ti interessa un breve sunto sulla situazione del divorzio nell'antica Roma, puoi vedere su:

http://it.wikipedia....Divorzio_romano

Pur con l'evoluzione dei costumi dalla Roma repubblicana a quella imperiale, era facile divorziare e bastava la volontà di uno solo dei coniugi (naturalmente era soprattutto l'uomo a ripudiare la moglie, anche per futili motivi), anche se alcune forme di tutela per la donna furono previste da Augusto.

Grazie Acraf, non mi sembra ci sia una situazione molto diversa ora...Ciao e grazie. Giò :)

ahahahahah, grande Giovanna, l'ho pensato anche io ;)

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Rapax

Grazie a tutti per gli interventi.

In effetti, sin dalla prima lettura, la ricostruzione del Cayro mi era sembrata alquanto fantasiosa, sebbene io conoscessi appena le vicende di Antonio e Cleopatra.

Non riesco a capire, però, perchè uno studioso di quel calibro, non certo uno sprovveduto, abbia voluto cimentarsi in questa sorta di rielaborazione di un fatto storico, tra l'altro ben conosciuto (per l'appunto il "romanzo" di Antonio e Cleopatra), citando per di più episodi specifici ed importanti (il matrimonio, la coniazione di una moneta dedicata), senza citare fonti o documenti che potessero suffragare la sua interpretazione alquanto singolare.

A qual fine, poi, esporre il fianco in questo modo, rischiando di minare la credibilità dell'intera opera? Voleva essere un tentativo di dar maggior lustro alla città di cui narra la storia (per ingraziarsi qualcuno?).?

Non lo so, qualcosa mi sfugge.

La risposta alle tue domande è probabilmente qui:

"Discorso storico sulla città d'Anagni metropoli un tempo degl'Ernici. Napoli - 1802.

La valenza dell'opera va contestualizzata.

Oggi, i contenuti "salvabili" di simili opere sono pochi, ma ciò non vuol dire che testi come questo debbano essere totalmente ignorati. Bisogna "semplicemente" leggerli nella giusta ottica, cosa che tu stai facendo.

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acraf

Ha pienamente Rapax.

Nell'800 e ancora nel primo '900 si ebbe una fioritura di numerosi studi di storia locale. Alcuni si rivelarono opera di valenti studiosi e attenti a riscontri documentali, ma tanti fecero sfoggio di cultura fine a sè stessa e con l'unico scopo di dare lustro alla propria città, inserendo dettagli e particolari non corrispondenti alla verità storica.

Allo stato attuale il valore scientifico di vecchi lavori si è molto ridimensionato e spesso resta utile solo a livello di testimonianze, specie per locali monumenti, epigrafi, ecc., che erano nel frattempo scomparsi.

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brozzi

Salve a tutti,

credo di aver trovato al fonte cui si è ispirato il Cayro per riportare la versione in parola della vicenda relativa ad Antonio e Cleopatra.

Si tratta di un testo di Leandro Alberti del 1581 e, segnatamente, "Descrittione di tutta l'Italia e isole pertinenti ad essa di Fra Leandro Alberti Bolognese" - Venezia 1581.

Il passaggio che abbiamo sopra menzionato si trova a pag 145 del libro, di cui riporto la versione digitalizzata da Google Books:

http://books.google.it/books?id=rTI8AAAAcAAJ&pg=RA6-PA13&lpg=RA6-PA13&dq=monete+hernici&source=bl&ots=DGz7QsRZ44&sig=sylIfdyu2ALSIs59MrMGE9WtOAs&hl=it&ei=WLxPTpiAAen14QSx-KXZBw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CC0Q6AEwAA#v=onepage&q=cleopatra&f=false

Pertanto non si è trattato di un'invenzione di sana pianta del Cayro, che si è basato invece sulla già secolare versione dell'Alberti.

Sarebbe interessante, ora, capire da dove abbia attinto il Frate Alberti.

Un caro saluto

brozzi

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