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malawi

storia sistemi di sicurezza

Salve a tutti.

Spero non se ne sia gia parlato , sarei interessato ad avere informazioni riguardo la storia e l'evoluzione dei vari sistemi antifalsificazione che si sono succeduti nel corso della storia delle banconote.

Mi incuriosisce sapere quando sono stati adottati per la prima volta e in quale nazione i vari sistemi, ad esempio il filo di sicurezza, la filigrana e le fibrille

Se avete link interessanti in merito postateli

grazie

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Argomento interessante, ma quantomai vasto da trattare.

Inizialmente le banconote erano monocromatiche e uniface; poi si iniziò ad usare due o più colori, applicando una seconda o una terza stampa.

La filigrana venne usata praticamente da subito, perchè era una tecnica nota fin dai tempi dell'invenzione della carta e ci volle poco ad applicarla alla cartamoneta.

Un accorgimento usato fin dai primi tempi fu quello di mescolare all'impasto della carta dei fili colorati sottilissimi, gli antesignani delle attuali fibrille.

La filigrana si è evoluta fino alla realizzazione di quel particolare elemento con spessore della carta sottilissimo: nelle banconote in euro è il numerino del valore posizionato nella parte inferiore del riquadro. Un elemento, dicono, molto ma molto difficile da falsificare

Non so di preciso quando si è iniziato ad usare il filo metallico. In Italia la prima banconota è stata la 1000 lire Verdi II tipo (1968); in collezione ho una banconota inglese del 1950 che presenta già il filo di sicurezza.

L'evoluzione del filo metallico è il cosiddetto "windowed Motion security thread", un elemento tridimensionale di ultimissima generazione considerato molto sicuro (vedi le ultime corone della Danimarca)

Un'altra misura di sicurezza molto diffusa, l'ologramma, venne usato per la prima volta in Austria con la banconota da 5000 scellinidedicata a Mozart.

Altri sistemi di sicurezza

1) registro di stampa

2) elemento iridescente

3) microscrittura

4) elementi fluorescenti

5) "intaglio printing"

6) Omron rings

7) Microperforazioni

8) inserimento di bande di plastica nelle banconote cartacee (banconote delle Bermuda)

Vanno considerate, poi, le banconote in polimero. Tranne filigrana e filo metallico (entrambe realizzate in maniera similare con particolari tecniche di stampa) tutte le altre misure di sicurezza sono perfettamente applicabili.

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Grazie apulian per le interessanti informazioni .

Posseggo la serie di banconote del 2011 della Tanzania e 4 valori sono dotati del windowed Motion security thread , non l'avevo mai visto dal vero in precedenza e devo dire che è davvero bello , so che è stato anche applicato nelle ultimissime banconote del Peru , stampate da pochissimo.

Non conosco questi sistemi di sicurezza :

5) "intaglio printing"

6) Omron rings

7) Microperforazioni

potresti accennarmi di cosa si tratta??

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Non conosco questi sistemi di sicurezza :

5) "intaglio printing"

6) Omron rings

7) Microperforazioni

potresti accennarmi di cosa si tratta??

"intaglio printing" in inglese, "taille douce" in francese, in italiano credo "calcografia". E' il sistema di stampa a rilievo presente, tra gli altri, sugli euro.

E' spesso (a torto, secondo me) l'unico sistema di sicurezza verificato sulle banconote da 50 euro. Un elemento a rilievo è presente su tutti i tagli in euro.

Vaste superfici della banconota sono stampate in rilievo, ma c'è solitamente un elemento che ha "un'altezza" maggiore del resto.

Gli Omron Ring sono una serie di anelli gialli che impediscono la scansione della banconota da parte degli scanner più moderni. Problema che si aggira facilmente usando un scanner più datato, oppure una macchina fotografica.

post-3417-0-03140100-1316263397_thumb.jp

La microperforazione consiste nell'effettuare buchi piccolissimi che, guardando la banconota in controluce, danno un elemento visibile. Così a memoria, ricordo che la usano sui lei rumeni attualmente in circolazione, sui tagli da 50 lei in su. Purtroppo non si riesce a vedere in foto

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grazie ancora !

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e c'e' anche la qualita stessa della carta e andrebbe differenziato il filo metallico dai piu moderni fili in polimero che contengono scritte/disegni e possono essere fluorescenti.

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e c'e' anche la qualita stessa della carta e andrebbe differenziato il filo metallico dai piu moderni fili in polimero che contengono scritte/disegni e possono essere fluorescenti.

Non ne ho voluto parlare per non scendere eccessivamente nel dettaglio :D

Effettivamente in origine il filo metallico era un semplice filo, mentre adesso contiene l'indicazione del valore e scritte di vario tipo.

Inoltre il filo può anche essere parzialmente visibile e anche ologrammato o con il colore cangiante. Le banconote più moderne, spesso, contengono due fili metallici: uno tutto interno e l'altro parzialmente visibile.

Questo 5 dinari libico (clicca) della vecchia 6ª serie ma ancora circolante, presenta il filo metallico interno a sinistra e quello a vista, con scritte in arabo incise all'interno, a destra. E' stato realizzato in modo che inclinandolo cambi colore.

Lo stesso 5 dinari presenta un altro elemento di sicurezza di cui non abbiamo parlato: i numeri di serie sono stampati in altezza variabile, in questo caso crescente. Le banconote inglesi aggiungono un altro elemento ai numeri di serie, stampandoli non in tinta unita ma con una colorazione "arcobaleno" (clicca)

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ciao apulian

Ho notato , come hai sottolineato , che in molte banconote i numeri di serie sono stampati con altezza variabile , ma non ne comprendevo il motivo.

Dici che viene fatto come sistema antifalsificazione , ma non capisco in che modo variare l'altezza dei numeri possa essere un ostacolo per i falsari...puoi spiegarmi?

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ciao apulian

Ho notato , come hai sottolineato , che in molte banconote i numeri di serie sono stampati con altezza variabile , ma non ne comprendevo il motivo.

Dici che viene fatto come sistema antifalsificazione , ma non capisco in che modo variare l'altezza dei numeri possa essere un ostacolo per i falsari...puoi spiegarmi?

E' più difficile da realizzare e una differenza risalta subito, ad un occhio allenato.

Non si tratta, sicuramente, della misura anti-falsificazione più difficile da imitare: va inserita nel tentativo complessivo di creare una banconota sicura.

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