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toto

Percentuale peso iniziale e conservazione.

Risposte migliori

toto

Amici Lamonetiani,

sottopongo alla vostra attenzione questa piccola indagine sul peso delle monete in funzione della loro conservazione. Per evitare di condizionare i risultati unicamente dal mio criterio di valutazione della conservazione ho usato anche dati degli amici Favaldar e Paolino.

C’è una cosa ben nota che risulta evidente dal confronto delle curve di peso del grafico: la perdita di peso è generalmente diversa da moneta a moneta. Dipende infatti non solo dal metallo (rame o argento in questi casi), ma anche dalla taglia della moneta. Viene confermata una consunzione maggiore delle monete più piccole (5 centesimi in confronto a 10 centesimi, entrambe rame in questo caso).

I tipici risultati di questo tipo di indagine aiutano, quando possibile, ad accertare un falso dal peso di un esemplare delle monete studiate. E fin qui nulla di nuovo…

C’è però un’altra cosa, un po’ meno evidente, che a me risulta chiara da questa piccola indagine. Ma non ve la voglio anticipare, per vedere un po’ se la scopre qualcuno tra voi. Non abbiate remore ad intervenire per dire la vostra: tutto quello che vi passa per la testa. Tanto non c’è da temere, anche perché è un tema ancora un po’ controverso…

Un salutone,

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incuso
Supporter

Sul forum di ebay avevano riportato questo simpatico stralcio:

La moneta e la falsa monetazione - Umberto Mannucci

CAPITOLO VIII.

Il logoro delle monete

Una moneta, per la sua legittima circolazione è soggetta a consumarsi; il suo peso diminuisce continuamente, e per questa diminuzione, ogni Stato che emetta moneta, ha stabilito un limite massimo, oltrepassato il quale, la moneta non ha più carattere legale e dallo Stato stesso viene ritirata.

Si intende che nella media una moneta, di un dato taglio, perde costantemente ed annualmente una percentuale fissa del proprio peso ed in base di questa e tenuto conto della tolleranza di consumo ammessa per la moneta stessa, lo Stato potrebbe a priori stabilire quanto possa durare in circolazione una data moneta, potrebbe in altri termini, stabilirne la vita legale. Da lungo tempo e con vivo interesse, sono stati fatti lunghi esperimenti, per la determinazione del logoro delle monete e per la ricerca delle leggi che lo regolano.

W. Stanley Jevons ed alcuni altri, vogliono che il logoro sia inversamente proporzionale alla super-

ficie della moneta ed affermano che essendo ormai provato che le piccole monete subiscono relativamente alle grandi, una maggiore perdita in peso, per diminuire il. logoro bisognerà fare delle monete molto larghe.

Studi molto importanti su questo argomento sono stati fatti nel 1888 presso la Zecca di Parigi e sotto la direzione del Kuan.

Oggetto principale degli esperimenti, era il determinare se era il caso di cambiare il modulo del pezzo da lire 10 in oro, a fine di ottenere una diminuzione di logoro.

Per queste esperienze fu adoperato un apparecchio speciale e consistente in una tavola di 2 m. di lunghezza per 0,55 m. di larghezza, con bordi dritti lateralmente e con grossi bordi arrotondati alle estremità ; il fondo di questa specie di cassetta così formato era costituito di diverse materie, come ottone, legno, marmo, pelle e sparso di una fine rena o polvere di pomice, allo scopo di aumentare l’attrito. L’apparecchio era fisso su di un asse orizzontale in modo da oscillare intorno a questo regolarmente, e le monete su di esso poste, venivano così a scorrere da una estremità all’altra della cassetta, spinte “lai loro peso stesso, e seguendone l’inclinazione.

L’apparecchio compiva 18 oscillazioni semplici al minuto e quindi le monete poste su di esso, una corsa di 36 m. per minuto.

Dopo lunghi esperimenti fu concluso :

1° che il logoro di una moneta è indipendente dalla sua superficie;

2° che il logoro è presso a poco proporzionale al peso della moneta.

Il Ruan venne così a concludere che il logoro delle monete può dirsi che avvenga secondo le leggi generali dell’attrito, come del resto lui prevedeva.

Fu quindi convenuto che il maggior logoro verificato nelle monete piccole, si deve al fatto che queste hanno una più attiva circolazione che le grandi, cosa del restò giusta e convincente.

Si deve tuttavia riconoscere che il Ruan ha esperimentato il consumo delle monete, nella determinazione delle leggi sovraesposte, in condizioni ben differenti da quelle che causano tale consumo, nella libera e legittima circolazione monetaria.

Il signor Jevons a giustificare logicamente il suo parere che il logoro aumenta col diminuire la superficie, può fare osservare che l’attrito principale che causa il logoro, è il passaggio della moneta da mano a mano e che mentre nelle piccole monete è sempre l’intera superficie che viene a contatto, nelle grandi, è solo una parte, parte che di volta in volta varia causando quindi un logoro relativamente minore; ed anche questa osservazione è innegabile.

Se non si è però concordi circa le leggi dalle quali il logoro dipende, si può dire clic questo è conosciuto precisamente ed è stato determinato in base a continue e numerosissime constatazioni precise.

L’oro a 916,66 millesimi come nel caso delle monete inglesi presenta un logoro maggiore che quello a 900 millesimi, titolo delle nostre monete.

Il logoro medio nelle monete della Unione monetaria latina fu trovato di :

Questi dati furono trovati dai signori Ruan, Jardry e Martel negli esperimenti di verificazione generale del 1884.

Si intende come il logoro delle monete sia per uno Stato una questione di primissima importanza poiché da esso ne deriva una doppia e forte spesa, per il metallo fino che si perde senza mezzo di recupero alcuno e per l’obbligo di dover nuovamente rifondere e coniare le monete logore.

Da questo si vede con quanto interesse si debba porre cura circa la scelta delle leghe monetarie, affinchè oltre alla qualità di essere bene coniabili, possano anche avere quella di esser il più possibile resistenti al logoro.

I recentissimi studi sulle leghe metalliche, danno molto a sperare da questo punto di vista. È stato riconosciuto come aggiunte minime di differenti metalli, diano ad uno stesso, stati allotropici diversi e ben distinti, senza ammettere la presenza di composizioni chimiche differenti. L’oro per es. con una aggiunta di 2/1000 di bismuto assume uno stato allotropico distinto: in tale condizione non può essere del tutto monetizzato poiché non è resistente al conio.

Lo Chandler Roberts-Austen, chimico presso la Zecca d'Inghilterra, ha compiuto esperimenti importantissimi sulla resistenza acquistata dall'oro per l'aggiunta di quantità minime di altri metalli e da riguardarsi addirittura come impurità.

In tali esperienze, detti metalli costituivano all'incirca i 2/1000 della quantità d'oro ed egli ha trovato che generalmente i metalli che aumentano la tenacità all'oro, sono quelli che hanno dei volumi atomici (') eguali od inferiori a quello dell'oro e che quelli che la diminuiscono, hanno volumi atomici maggiori ed il Roberts-Austen cerca di dare una spiegazione meccanica di questo risultato delle sue esperienze. Dalla tavola seguente si può avere idea di tali ricerche: (Volume atomico dell'oro = 10,2. Resistenza = 11 kg. per mm.) :

(*) Si determina il volume atomico relativo di un corpo, dividendo il suo peso atomico per il peso specifico. Ad esempio il peso atomico dell'oro è 196,2, il peso specifico è 19,3: il volume atomico relativo sarà eguale a: 196,2 / 19,3 = 10,2

Sarebbe dunque importantissimo studiare tali leghe in rapporto alla monetazione; si intende per es. come la presenza di minime dosi di litio o di alluminio devono dare alla lega d’oro di 990/1000, usata principalmente nella monetazione, una maggior resistenza al logoro.

Gli esperimenti si potrebbero fare su dischi di grandezza delle monete e di dette leghe ed impiegando uno strumento simile a quello sopra descritto ed impiegato dal Kuan. Sarebbe in tal modo possibile determinare le leghe che meglio si presterebbero resistenti al consumo proveniente dalla circolazione, diminuendo in tal modo allo Stato un onere non piccol

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sadomenico

dico la mia , cioe' quello che noto dal grafico .

intanto tra spl e fdc ci sono meno gradi di conservazione , 1,5 che sono invece due per gli altri , e poi noto che piu si abbassa la conservazione piu aumenta l'usura percentuale , cioe' abbiamo una minor perdita di peso percentuale dai gradi spl a bb e maggiore da mb a b.

ciao

Domenico

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ersanto

Molto interessante. Sia l'esperimento che l'articolo.

Pittosto che il piano strisciante, mettere le monete nella lavatrice insieme a sabbia, sassi, pelli di daino e quant'altro (non provatelo a casa 'che vi rovinate la lavatrice :) ), e' piu rappresentativo del processo di circolazione.

Una moneta piu piccola ha un momento di rotazione attorno ad un asse parallelo al piano della moneta molto minore di una moneta grande (in parole povere e' molto piu facile da ribaltare). Secondo me quello e' la cosa che le rovina di piu, ferme restando le giuste osservazioni sui punti di contatto, rapporto superficie/volume, materiali.

C’è però un’altra cosa, un po’ meno evidente, che a me risulta chiara da questa piccola indagine. Ma non ve la voglio anticipare, per vedere un po’ se la scopre qualcuno tra voi.

La tua bilancia misura uno, forse due decimi di grammo di troppo. :lol:

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ersanto
dico la mia , cioe' quello che noto dal grafico .

intanto tra spl e fdc ci sono meno gradi di conservazione , 1,5  che sono invece due per gli altri , e poi noto che piu si abbassa la conservazione piu aumenta l'usura percentuale , cioe' abbiamo una minor perdita di peso percentuale dai gradi spl a bb  e maggiore da mb a b.

ciao

Domenico

91893[/snapback]

La scala e' lineare in decimi di conservazione, quindi quello non e' un problema.

Il fatto da te notato lo interpreto cosi:

le prime parti a consumarsi sono i rilievi sulle faccie ed il bordino (ovviamente incusi esclusi).

La loro degradazione fa scendere rapidamente il grado di conservazione, ma dal punto di vista della massa totale della moneta essi hanno poca influenza.

Quando si arriva ai gradi di conservazione bassi, allora oltre ai rilievi si sta consumando anche il corpo della moneta e cio' porta via una parte piu sostanziale di metallo.

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flakin

Salve, :) inanzitutto complimenti per la macchiavellica intuizione nel porre questo post... volendo cè da scervellarsi per un bel pò, allora dal mio punto di vista il grado di usura e maggiore in quelle di piccolo taglio non per la differenza di metallo o dimensioni ma proprio perchè erano piu' soggette a passamano, era più facile avere in tasca 10 monete da 5 centesimi che 2 monete da 2 lire d'argento non parliamo delle 5 lire poi ancora più difficile trovarsele nel borsello... poi si potrebbe parlare dele zone in cui le monete potrebbero aver circolato piu' o meno popolate piu' o meno rurali. e poi mi fermo aspettando altri commenti x sottolineare la mia convinzione riporto le caratteristiche fisiche dei 2 metalli in questione

Durezza su scala mosh( indica la resistenza alla scalfitura del metallo a contatto con altri solidi) scala da 1>10. 1(talco) 10(diamante)

Rame=2,75 mohs

fusione = 1356°c

Argento =3,25 mohs

fusione = 1235°c

Saluti al forum!

Ps: visto l'ora tarda spero di aver inteso bene il senso della discussione <_<

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piergi00

Giusto per mia curiosita' il campione statistico preso in esame da quante monete e' composto e come e' stato scelto ?

Modificato da piergi00

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toto

Ciao amici, una primissima risposta a Domenico: Hai evidenziato solo una parte del problema constatando:

abbiamo una minor perdita di peso percentuale dai gradi spl a bb e maggiore da mb a b
. Ci sei dunque molto vicino... Ersanto ha un po' troppo calcato la mano sul perché, ha un po' esagerato qualcosa che è in parte vera, ma solo sotto il mb (cioè dove tu Domenico ti ponevi con la tua considerazione). Tutti e due, per centrare di più il problema dovete spostare l'attenzione anche sulle piccole consunzioni...

Quanto invece alla corrispondenza tra la consunzione dei rilevi e lo stato di conservazione, come ho indicato, non è farina del mio sacco ma è presa dal catalogo Gigante...

Giusto per mia curiosita' il campione statistico preso in esame da quante monete e' composto e come e' stato scelto ?

91899[/snapback]

Ciao Pier, I dati sono pochi, ma ti posso assicurare che non sono né capatitaroccati... Lo dimostra il fatto che più dei 2/3 dei dati (sia di peso che di logoro) sono stati misurati da altri: Favaldar e Paolino. Io ho solo riportato in grafico I LORO dati.

Grazie ad Incuso e Flakin che hanno aggiunto elementi di riflessione.

Un salutone,

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incuso
Supporter

Aggiungo la tabella delle statistiche riportate dal libro di cui sopra:

statistiche.jpg

che dimostra ampiamente come l'usura sia inversamente proporzionale al facciale

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toto
Aggiungo la tabella delle statistiche riportate dal libro di cui sopra:

...

che dimostra ampiamente come l'usura sia inversamente proporzionale al facciale

91917[/snapback]

Grazie Incuso per il tuo aiuto indiretto ma importante perché fatto di dati statisticamente molto più significativi di quelli di Favaldar o di quelli di Paolino o dei miei. E' un aiuto che ho apprezzato molto perciò.

Ma, solo per farvi capire meglio dove voglio arrivare, aggiungerò:

i dati di peso e consunzione che ho graficato riescono a negare qualcosa... Per negare qualcosa, Massimo e Pier, bastano pochi esempi... Per negare qualcosa, in teoria, basta un solo esempio...

E' per costruire una teoria che servirebbe invece una dimostrazione. NON per negarla :ph34r: ...

Un salutone a tutti,

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piergi00
Ciao Pier, I dati sono pochi, ma ti posso assicurare che non sono né capatitaroccati... Lo dimostra il fatto che più dei 2/3 dei dati (sia di peso che di logoro) sono stati misurati da altri: Favaldar e Paolino. Io ho solo riportato in grafico I LORO dati.

91904[/snapback]

la mia domanda non intendeva minimamente mettere in dubbio la vericidita' dei dati . Ci mancherebbe , al contrario la tua intenzione e' lodevole.

Semplicemente mi chiedevo quante monete erano state prese in considerazione , visto che la precisione e l' affidabilita' di una statistica e dei grafici derivati e' legata alla dimensione del campione di popolazione preso in esame e a come si e' determinato

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roth37

A parte che ai complimenti che vi hanno fatto tutti, desidero aggiungere anche i miei, vorrei sapere se la bilancia con cui sono state pesate le monete è sempre la stessa. Variazioni di 1/10 di grammo e più sono possibili se si usano bilance diverse. Io credo a quelle "tarate" a due piatti, più che a quelle elettroniche che hanno uno "zero" creato artificialmente, e che dipendono anche dalla carica della/e batteria/e. Mi sembra inoltre che 5 campioni siano un po' pochini per dare una statistica adeguata, anche se i risultati (parziali) sono oltremodo interessanti.

roth37

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toto
A parte che ai complimenti che vi hanno fatto tutti, desidero aggiungere anche i miei, vorrei sapere se la bilancia con cui sono state pesate le monete è sempre la stessa. Variazioni di 1/10 di grammo e più sono possibili se si usano bilance diverse. Io credo a quelle "tarate" a due piatti, più che a quelle elettroniche che hanno uno "zero" creato artificialmente, e che dipendono anche dalla carica della/e batteria/e. Mi sembra inoltre che 5 campioni siano un po' pochini per dare una statistica adeguata, anche se i risultati (parziali) sono oltremodo interessanti.

roth37

91943[/snapback]

Ciao roth37, ciascun set di dati (Favaldar o Paolino o miei) è stato prodotto con una sola bilancia. Quindi se c'è un sistematico, ed è probabilissimo che ci sia (te lo assicuro ...), è solo nel confronto dei TRE DIFFERENTI SETS e non all'interno di ciascuno...

Vorrei però subito aggiungere (anche se non è il mio scopo...) che le differenze tra le tre curve, sono così evidenti da una parte e anche spiegabili per altri versi (logoro percentualmente maggiore monete più piccole e logoro diverso per metalli diversi) da apparire in una certa misura (non ben quantificata, lo ammetto) attendibilissime anch'esse...

Pier, ti ripeto. Non mi serve una gran statistica per negare una teoria... :ph34r:

Un salutone a tutti,

Modificato da toto

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roth37

Fra le mie cose ho trovato 2 monete che si potrebbero aggiungere alla vostra ricerca:

Voglio fare una prova: Dopo mettetela voi nelle coordinate che meglio potrebbero indicare qualcosa:

5 cent Rame 1867 (Vitt Em.II°); (mia moneta =NRM_256)

peso su bilancia elettronica: 4.80 g

peso su bilancia a 2 piatti (tarata da governo absburgico): 4.80 g

5 cent Rame 1867 (Vitt Em.II°); (mia moneta =NRM_257)

peso su bilancia elettronica: 4.83 g

peso su bilancia a 2 piatti (tarata da governo absburgico): 4.85 g

Mi sembra siamo in MB per ambedue sull' 94 %

roth37

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sadomenico

forse ho capito ... forse .....

mi viene in mente la recente discussione di determinare il grado di consumo e conservazione con una formula , dal grafico si capisce che cio non si puo fare , perche il consumo percentuale non segue una discesa omogenea , appunto piu si abbassa la conservazione piu si dilatano i gradi percentuale di usura tra una conservazione e l'altra .

inoltre il consumo della moneta in ag a una curvatura differente da quelle in rame , che invece sono uguali , tenendo presente il dato del diverso consumo contro la grandezza delle monete , cade la tesi del maggior consumo dovuto al valore delle monete o al loro piu circolare nel tempo , propio perche il tempo e un incognita che non e' presa in esame , cioe' anche se una moneta circola meno per un piu alto valore il grado di consumo non cambia , perche ci mettera' piu tempo a consumarsi ma lo fara con un identica curvatura , quindi uguale ma in piu tempo.

da notare invece che la suddetta formula calcola gradi di usura , (semmai si riuscisse a determinare integrando un dato percentuale che diminuisce i margini usura proporzionalmente allo scendere di gradazione) , sarebbe comunque da riformulare per ogni metallo differente da moneta a moneta , come mostra la curvatura differente dell'argento .

spero che il mio ragionamento vi sia comprensibile

ciao

domenico

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piergi00
Pier, ti ripeto. Non mi serve una gran statistica per negare una teoria... :ph34r:

91950[/snapback]

Forse e' meglio che prima ci rendi edotti su cosa vuoi negare ;)

Quindi si e' in grado di discuterne ed eventualmente verificare se i presupposti sono corretti

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toto

Ciao Domenico,

sei stato vulcanico!...

Sei andato sicuramente oltre quello che volevo dire. Per ora limiterò l'attenzione a questo:

forse ho capito ... forse .....

...

il consumo percentuale  , appunto piu si abbassa la conservazione piu si dilatano i gradi percentuale di usura tra una conservazione e l'altra ...

spero che il mio ragionamento vi sia comprensibile

ciao

domenico

92026[/snapback]

Quando dici

non segue una discesa omogenea
intendi dire che le curve NON SONO delle rette! Bravo! E' questo il fatto! Non sono rette passanti (più o meno, a parte un limitato appesantimento da ossido di rame o solfato d'argento) per il punto obbligato in alto a destra (Fdc ; 100%).

Invece dovrebbero essere delle rette (almeno dal Fcd al Mb)... Perché il peso di una moneta è il peso dei "NON-rilievi" (un peso costante, che non varia con la consunzione) + il peso dei rilievi residui (che è proporzionale alla percentuale dei rilievi residui, ossia all'ascissa).

Questo "assurdo" (non è una retta pur dovendo esserlo per definizione di rilievi residui) dimostra che i decimi di conservazione dei rilievi citati dal catalogo Gigante sono solo delle stime grossolane della percentuale di rilievi residua... Nulla di scientifico... Tantovero che chiunque di noi sa bene che qualsiasi moneta valutata giustamente-severamente dal Fdc al qSpl conserva praticamente il 100% dei rilievi. Le differenze si fanno per quei gradi di consevazione solo su piccolissimi segni di consunzione localizzati o diffusi (mancanza di "smalto") che di fatto non riducono significativamente la percentuale dei rilievi residui.

Questa piccola ma significativa conclusione andrebbe ora discussa pacatamente tra noi...

Un salutone a tutti,

Modificato da toto

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roth37

Penso tu abbia perfettamente ragione, tuttavia mi sembra anche sia una strada da non trascurare per omologare certi risultati per i diversi metalli.

Come ho già detto prima, bisognerebbe analizzare qualche centinaio di monete per avere dei risultati attendibili e quasi sicuri.

La difficoltà da tenere in conto è anche quella che la moneta non ha certamente un consumo omogeneo, ma tutti sappiamo che è maggiormente consumata in generale in basso a dx, dove viene maneggiata più spesso.

roth37

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toto
Penso tu abbia perfettamente ragione, tuttavia mi sembra anche sia una strada da non trascurare per omologare certi risultati per i diversi metalli.

Come ho già detto prima, bisognerebbe analizzare qualche centinaio di monete per avere dei risultati attendibili e quasi sicuri.

La difficoltà da tenere in conto è anche quella che la moneta non ha certamente un consumo omogeneo, ma tutti sappiamo che è maggiormente consumata in generale in basso a dx, dove viene maneggiata più spesso.

roth37

92042[/snapback]

Anch'io sono d'accordo con te roth37. Molto ci sarebbe ancora da fare per creare dei database di consultazione per le varie monete (stando attenti però a evitare errori sistematici per misure fatte da diversi strumenti e valutazioni di conservazione fatte da differenti esperti, come dicevi tu stesso). Credo che anche Pier volesse dire questo. Io però ho voluto SOLO dimostrare che le stime di RILIEVI RESIDUI corrispondenti ai gradi di conservazione NON hanno valore scientifico. NON SONO dei dati attendibili, soprattutto per i gradi di conservazione che vanno dal qSpl al Fdc. Questo toglie credito alle pretese di "oggettività" di valutazioni che si basino su formulazioni analitiche...

Salutoni,

Modificato da toto

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piergi00
Come ho già detto prima, bisognerebbe analizzare qualche centinaio di monete per avere dei risultati attendibili e quasi sicuri.

92042[/snapback]

Concordo pienamente con roth37,anche l' interpolare delle curve con cosi' pochi punti non e' corretto da un punto di vista scientifico (almeno cosi' dicevano i miei professori del corso di statistica) comunque questo non vieta che le tue conclusioni possano essere corrette

Tuttavia, scusami, anche per demolire una teoria occorrono degli elementi verificati piu' volte ed esenti da errori

Il mio e' semplicemente un appunto sulla metodologia

Prescindendo da cio' la tabella riportata dal Gigante ,non ho mai creduto che avesse alcun pretesa di derivare da un attento studio scientifico , semplicemente ha un valore di massima ampiamente descrittivo e divulgativo .

Modificato da piergi00

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piergi00
[Credo che anche Pier volesse dire questo.

92050[/snapback]

Mi hai anticipato , intedevo proprio questo :)

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incuso
Supporter

Ma i decimi di cui parla il Gigante a naso non riguardano il peso, bensi' l'altezza dei rilievi. Tipicamente tutti i rilievi sono piu' sottili nella parte alta, inoltre ho l'impressione che oltre ad usurarsi tendano anche ad appiattirsi con l'usura. Questo spiegherebbe la non linearità.

M.

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toto
Ma i decimi di cui parla il Gigante a naso non riguardano il peso, bensi' l'altezza dei rilievi. Tipicamente tutti i rilievi sono piu' sottili nella parte alta, inoltre ho l'impressione che oltre ad usurarsi tendano anche ad appiattirsi con l'usura. Questo spiegherebbe la non linearità.

M.

92058[/snapback]

Ok Massimo, ma siccome sul catalogo vengono citate frasi del tipo

I rilievi presentano 8 o 9/10 di metallo
la prima cosa che viene da pensare è che si parli di quantità di metallo, cioè di volume e peso... e non di altezza. Comunque Massimo, io non ho intenzione di cogliere in fallo chi ha "introdotto" la scala decimale così evidentemente approssimativa qualora fosse intesa come "peso o volume" dei rilievi. A me premerebbe però che si chiarisse che si tratta di una scala "decimale" che in un modo o nell'altro ha un effetto assolutamente NON LINEARE sul peso, un effetto che peraltro è chiaramente diverso da moneta a moneta...

Si devrebbe chiarire che la definizione della scala decimale di consunzione, è lineare ma non lo è nei suoi effetti... Persino SU UNA CARATTERISTICA FONDAMENTALE QUALE E' IL PESO DELLA MONETA...

Mi auguro di essermi spiegato. Non sono completamente sicuro di essere stato chiaro ma sono comunque contento di questa discussione.

Un salutone a tutti,

Modificato da toto

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toto
Come ho già detto prima, bisognerebbe analizzare qualche centinaio di monete per avere dei risultati attendibili e quasi sicuri.

92042[/snapback]

Concordo pienamente con roth37,anche l' interpolare delle curve con cosi' pochi punti non e' corretto da un punto di vista scientifico (almeno cosi' dicevano i miei professori del corso di statistica) comunque questo non vieta che le tue conclusioni possano essere corrette

Tuttavia, scusami, anche per demolire una teoria occorrono degli elementi verificati piu' volte ed esenti da errori

Il mio e' semplicemente un appunto sulla metodologia

...

92055[/snapback]

Pier,

per trovare la curva dei pesi la più attendibile per ciascuna moneta servono più dati, hai ragione. Ma per negare un andamento lineare mi basta un esempio:

prendi la curva dei pesi di Favaldar; prendi il fascio di rette passante per il punto (Fdc; 100) che è un punto obbligato per principio; trova di quel fascio la retta che interpoli anche i punti MB, BB e Spl, per non parlare di B... Considera che quella moneta pesa ben 25 grammi e quindi che l'errore sulle percentuali di peso ottenute dalle singole pesate di Favaldar è sicuramente inferiore a 0.1% e che se anche ci fosse un sistematico sarebbe lo stesso su tutti i punti misurati da Favaldar.

Questo intendevo per singola verifica sperimentale che nega una teoria.

Per negare qualcosa la statistica non c'entra, basta un esempio...

Un salutone,

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incuso
Supporter
Si devrebbe chiarire che la definizione della scala decimale di consunzione, è lineare ma non lo è nei suoi effetti... Persino SU UNA CARATTERISTICA FONDAMENTALE QUALE E' IL PESO DELLA MONETA...

Si' penso di aver chiaro cosa intendi e lo approvo :)

M.

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