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fior_di_conio

se potessi avere 20 lire al mese

Risposte migliori

fior_di_conio

negli anni che furono con un 20 lire elmetto o littore cosa si poteva comprare?

è una domanda che mi pongo da tempo ma non sono mai riuscito a trovare risposte certe, quanto costava un kilo di pane all'epoca? metto come esempio il pane perchè di facile raffronto, ma andrebbe bene sapere anche il prezzo di altri beni per stabilire a quanti euri di oggi equivaleva possedere un 20 lire negli anni fascisti.

Se qualcuno ha notizie certe, si faccia avanti

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ersanto
negli anni che furono con un 20 lire elmetto o littore cosa si poteva comprare?

è una domanda che mi pongo da tempo ma non sono mai riuscito a trovare risposte certe, quanto costava un kilo di pane all'epoca? metto come esempio il pane perchè di facile raffronto, ma andrebbe bene sapere anche il prezzo di altri beni per stabilire a quanti euri di oggi equivaleva possedere un 20 lire negli anni fascisti.

Se qualcuno ha notizie certe, si faccia avanti

93833[/snapback]

Nominalmente, circa 25mila lire, ma leggi anche il resto

http://www.cronologia.it/potere.htm

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fior_di_conio

grazie molto interessante,

è curioso notare come il valore della lira sia crollato negli anni della grande guerra, come abbia ripreso vigore nel tardo fascismo per poi ricrollare catastroficamente con la caduta del regime

all'epoca per chi aveva un littore in tasca quindi aveva solo 13 euro

mi sembrano davvero pochini...

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Paolino67
all'epoca per chi aveva un littore in tasca quindi aveva solo 13 euro

Adesso come minimo ha 10 volte tanto :D

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Quraysh al-Warthani

grossomodo ci troviamo

faccio un ragionamento sul peso dell'argento, vediamo se è valido

littore, corrispondente a 13 euro circa, 15 grammi Ag 800

roma capitale, 1000 lire, 14.6 grammi Ag 835, prezzo medio 10-12 euro FDC

Germania 2002 Museumsinsel Berlin - 10 EURO - Argento 925, peso 18 grammi, mi risulta esiste in rotolini e circolante

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ersanto
grazie molto interessante,

è curioso notare come il valore della lira sia crollato negli anni della grande guerra, come abbia ripreso vigore nel tardo fascismo per poi ricrollare catastroficamente con la caduta del regime

all'epoca per chi aveva un littore in tasca quindi aveva solo 13 euro

mi sembrano davvero pochini...

93843[/snapback]

Bisogna tener presente che la conversione fra il 2000 (ultimo anno sulla tabella) ed oggi l'ho fatta io con i valori dell' inflazione nominale. Come tutti sappiamo, e come dice anche l'autore della tabella, l'aumento dei prezzi dovuto all' introduzione dell' Euro potrebbe aver portato anche un' altro fattore 2 nell'equazione (cioe 26 Euro, invece che 13).

Poi c'e' il discorso sulla diversa disponibilita di beni fra epoche cosi diverse quali il 1926 ed il 2006. Come detto nella tabella, per esempio lo zucchero allora era un genere quasi di lusso. E non parliamo di una automobile che ora hanno tutti, ma 80 anni fa...

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rosarioma778
Bisogna tener presente che la conversione fra il 2000 (ultimo anno sulla tabella) ed oggi l'ho fatta io con i valori dell' inflazione nominale. Come tutti sappiamo, e come dice anche l'autore della tabella, l'aumento dei prezzi dovuto all' introduzione dell' Euro potrebbe aver portato anche un' altro fattore 2 nell'equazione (cioe 26 Euro, invece che 13).

Poi c'e' il discorso sulla diversa disponibilita di beni fra epoche cosi diverse quali il 1926 ed il 2006. Come detto nella tabella, per esempio lo zucchero allora era un genere quasi di lusso. E non parliamo di una automobile che ora hanno tutti, ma 80 anni fa...

94015[/snapback]

Anche secondo me il valore di 13 euro, pur essendo giusto dal punto di vista matematico, non riflette pienamente il "potere d'acquisto" della moneta. Penso che in quegli anni probabilmente le cose costavano, in proporzione, meno di adesso, e quindi con un 20 lire magari si potevano comprare tante più cose rispetto ad avere 13 euro oggi.

E' solo un'idea, pero' secondo me è possibile.

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piergi00

Perfettamente d' accordo attualizzare il valore della moneta passata ad oggi senza tener conto del contesto economico ove operava porta a conclusioni erronee

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aleroit2000

Queste tabelle sono corrette dal punto di vista economico e matematico, ma sono assolutamente fuorivianti sotto quello storico.

Faccio un esempio, i miei nonni sono nati alla fine degli anni '20 e quando feci vedere loro alcune monete da 5 lire "aquilotto" che comprai, mi raccontarono che quando loro erano ragazzi, era un lusso andare la domenica mattina in piazza con quella moneta nel borsello, un lusso che si permetteva solo il figlio del "padrone" (il loro padrone dove lavoravano e vivevano). E che normalmente per "vantarsi" offriva da bere a tuti gli amici......

Eppure secondo la tabella allora 5 lire equivalevano (facciamo nel 1930) 6600 lire, poco più di 3 euro.....

Loro mi raccontavano che era una gran giornata quando avevano in tasca una lira. le due lire magari le vedevano il giorno del compleanno....

Questo per dire che la percezione del denaro era molto maggiore del semplice dato economico.

Per questo credo che nel 1926 di persone che avessero un "cappellone" o che solo lo avessero visto circolare ce ne erano poche.

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Paolino67

Concordo con Aleroit. Mia madre, che ha 80 anni, a volte guarda le monetine che ripongo in collezione, ma di quelle d'argento (memoria ballerina a parte) secondo me non ne aveva mai vista una in vita sua. Per molte delle persone che (come mia madre) abitavano in campagna poi i veri beni erano i prodotti o gli animali che loro stessi tenevano, e gli scambi più che con soldi avvenivano con questi stessi prodotti della terra (io ti dò 10 uova e tu mi dai 2 litri di latte fresco e così via). Credo che le monetone di grosso modulo circolassero solo tra le famiglie agiate...

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toto

Concordo perfettamente con Aleroit e Paolino. Era totalmente diversa da quella attuale la struttura del commercio, quella sociale e la distribuzione della ricchezza, o molto spesso di una non-ricchezza, che però raramente era da considerare povertà così come invece faremmo oggi. Soprattutto in provincia e soprattutto nel centro-sud.

Le monete che da sempre contavano, ossia che non DOVEVANO mancare erano i nichelini, ossia i 20 centesimi.

Con l'occasione, mi riprometto di aprire quanto prima un post dedicato a questa mia ultima considerazione. Anche per questo spunto che mi da, ringrazio Fior di conio per aver aperto questa bella discussione.

Salutoni a tutti,

Modificato da toto

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Paleologo

Giuste le osservazioni fatte sopra. I parenti di mia nonna, che erano "massari" (oggi si direbbe "imprenditori del settore agricolo" ;) ) pagavano i braccianti praticamente solo in natura. Loro stessi utilizzavano il denaro raramente e solo per grosse transazioni, dato che l'"ecosistema" della masseria era del tutto autosufficiente per quanto riguardava le necessità quotidiane.

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uzifox

Toto perchè dici riferito ai nichelini che "Non dovevano mancare" ?

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toto

Ciao Uzifox,

perché che non dovessro mancare lo imponeva il loro grande uso per l'aquisto di beni di consumo di larga diffusione. Tantovero che in quest'altra discussione cito la monetazione dei nichelini 1918 come di emergenza, ossia per colmare la carenza di nichelini circolanti che fece seguito al ritiro di quelli di Umberto I e al fenomeno inflattivo (mi sembra si dica così...):

http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic...t=0entry94458

Un salutone,

Modificato da toto

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uzifox
Queste tabelle sono corrette dal punto di vista economico e matematico, ma sono assolutamente fuorivianti sotto quello storico.

Faccio un esempio, i miei nonni sono nati alla fine degli anni '20 e quando feci vedere loro alcune monete da 5 lire "aquilotto" che comprai, mi raccontarono che quando loro erano ragazzi, era un lusso andare la domenica mattina in piazza con quella moneta nel borsello, un lusso che si permetteva solo il figlio del "padrone" (il loro padrone dove lavoravano e vivevano). E che normalmente per "vantarsi" offriva da bere a tuti gli amici......

Eppure secondo la tabella allora 5 lire equivalevano (facciamo nel 1930) 6600 lire, poco più di 3 euro.....

Loro mi raccontavano che era una gran giornata quando avevano in tasca una lira. le due lire magari le vedevano il giorno del compleanno....

Questo per dire che la percezione del denaro era molto maggiore del semplice dato economico.

Per questo credo che nel 1926 di persone che avessero un "cappellone" o che solo lo avessero visto circolare ce ne erano poche.

94174[/snapback]

Credo che questo racconto, al di là dei giustissimi calcoli matematici prima esposti, ben esemplifica quella che era la difficoltà per la maggior parte delle persone di reperire denaro a quel tempo e la diversa percezione che ne avevano i nostri nonni.

Penso che per loro rapportato ad oggi era  come se la domenica qualcuno offrisse il pranzo al ristorante tirando fuori banconota da 500 € (no la bevuta al bar perchè adesso più o meno ce lo possiamo permettere...)

Triste come cosa...pensando che invece oggi c'è benessere generalizzato e quindi alla fine uno se ne sbatte di certe sparate perchè sta bene lo stesso....

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