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rob

L'immobilizzazione della moneta medievale

Risposte migliori

rob

In genere se parliamo di immobilizzazione in campo monetario non si tratta di verificare il fenomeno in termini stilistici o di piccoli particolari legati ad una produzione non "industriale", bensì artigianale delle monete. Altrimenti anche i nostri denari lucchesi non avrebbero mai verificato questo fenomeno.

Si intende piuttosto l'adozione e la ripetizione di un medesimo soggetto principale diciamo in forme grafiche analoghe, che non ne mutino la morfologia sostanziale ed il significato, ma appunto solo particolari stilistici. Anche perchè questi, i soggetti, erano gli aspetti che variavano in base alla volontà delle autorità emittenti.

Si parla quindi tendenzialmente di immobilizzazione dei tipi; ed in molti glossari di numismatica trovate la definizione di tipo come "rappresentazione principale" sulla moneta, distinta dalla legenda. Se volessimo considerare questa definizione potremmo dire forse che l'immobilizzazione comincia già con Enrico III, considerando il monogramma e la scritta LVCA in croce.

La cosa interessante però è che in molte serie monetali medievali italiane ed europee, tra cui quelle di Lucca, in e per un certo periodo si immobilizzano anche le legende, spesso anche al di là dei significati. Per questo si può vedere ad esempio in Francia il caso noto dei denari di Melgueil, che si "ispirano" a quelli di Narbonne, a loro volta derivati dai tipi tolosani (quattro anelletti/croce): http://www.sacra-mon...e-Melgueil.html ; http://www.cgb.fr/mo...aiesgb59c5.html ; http://www.worldofco...p?topic=11943.0).

In attesa di ulteriori pareri o considerazioni in merito,

saluti MB

Inizio questa discussione citando Monbalda nella ormai famosa discussione-fiume su Lucca.

Quello della moneta immobilizzata è un argomento molto vasto che va ben oltre i confini nazionali italiani: ce ne sono esempi in praticamente ogni Paese. Trovo interessante affrontarlo a sè stante dal punto di vista storico, economico e numismatico: per quale motivo una moneta ad un certo punto diventa sempre uguale a sè stessa?

Senza alcun dogmatismo mi vengono in mente varie possibilità:

- disordine politico (sovrani deboli o non pienamente legittimati preferiscono riprendere tal quale la moneta esistente per non incappare in problemi di rifiuto in circolazione);

- successo di una moneta (piace a tutti, perché cambiarla?);

- declino culturale (la popolazione, le maestranze e gli stessi amministratori sono analfabeti, quindi si perpetua un'immagine che a quel punto diventa un'icona stereotipata);

- modello esterno (si prende a modello una moneta straniera di successo, replicandola nel tempo senza cambiamenti);

- speculazione (giocare al ribasso sul fino e sul peso pur mantenendo l'iconografia della moneta immutata).

Non sono affatto certo di aver elencato tutti i meccanismi possibili per cui una moneta si immobilizza nel tempo. Troverei interessante affrontarli uno ad uno, con esempi concreti di moneta immobilizzata.

Secondo me il motivo è veneziano è speculativo approfittando del disordine politico nel periodo enriciano.

Di quello stesso periodo sono i denari immobilizzati di Lucca...

Parto da una moneta che conosco, vale a dire il denaro di Venezia del periodo degli imperatori Enrico III ed Enrico IV.

Perché si immobilizzò? Che vantaggio poteva trarre Venezia da questa operazione? Che svantaggio aveva a

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Arka

Il denaro di Enrico III coniato a Venezia è ancora del tipo che iniziò con l'anonima XPE SALVA VENECIAS con croce al dritto e tempio al rovescio. Con Enrico IV compare San Marco al posto del tempio.

Quindi l'immobilizzazione della tipologia a Venezia parte dal 855 (se consideriamo anche la scodellatura da Berengario I 888 - 924), ma riguarda solo il disegno del dritto e del rovescio. Il peso nel frattempo cala vertiginosamente. Speculazione ? Sì, sicuramente...

Arka

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adolfos

Penso che l'aver aperto una discussione specifica riguardo l'immobilizzazione della moneta medievale sia sta un'ottima idea.

Potremo concentrarci meglio e focalizzare con le nostre opinioni l'argomento.

In "estrema sintesi" :) mi piace fare alcune considerazioni su quanto scritto da rob.

Sono d'accordo con il fattore "disordine politico" ma siamo sicuri che a decidere il conio delle monete siano gli Imperatori stessi?

"successo di una moneta (piace a tutti, perché cambiarla?)" anche di questo sono pienamente convinto.

"declino culturale" in questo caso non sono del tutto concorde almeno per le maestranze e chi le amministra.

"modello esterno" D'accordissimo: il fenomeno delle imitazioni nel medioevo è molto frequente.

"speculazione" purtroppo, e chiedo venia (vergogna), non conosco la storia economica di Venezia e le sue splendide monete.

Potrei dire che per le zecche dell'Italia centrale il motivo per cui esse abbassavano il valore di una moneta era l'inadeguata quantità di metallo argenteo a disposizione per soddisfare la crescente domanda di moneta. L'unica via di uscita dal problema era portare mutazioni nel valore e nel peso della moneta. Probabile anche una speculazione ma qui monbalda saprà chiarire meglio di me il concetto.

Il fatto che nei denari enriciani di Lucca non vi sia possibilità di distinguere gli Imperatori (ho controllato il catalogo e ho visto che anche per Venzia è la stessa cosa) ci fà supporre un cambiamento dei rapporti di forza tra il Comune e l'autorità imperiale.

Mi fermo quì in attesa di altri interventi

Cari saluti

Modificato da adolfos
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dabbene
Supporter

Nella discussione sui denari di Lucca abbiamo esplorato il discorso, ma effettivamente ci possono essere anche più motivazioni.

Anche per non ritornare subito a cose già detto ricorderei quanto dice la Travaini a proposito in quel di Gaeta col duca normanno Riccardo di Carinola quando nel 1123 progettò di emettere una nuova moneta con il suo ritratto ; la pololazione si sollevò contro con un'opposizione pericolosa, il duca vi rinunciò e proclamò l'immobilità della moneta di Gaeta.

Quasi sicuramente non fu solo una protesta contro la nuova immagine monetale, ma contro le conseguenze fiscali che ne erano conseguenti.

I cittadini volevano la loro moneta che poi era simbolo di riconiscimento e identità.

Quindi anche il primo punto dettato da Rob ha le sue motivazioni,possibili disordini politici e di rifiuto alla circolazione.

Aggiungerei che cambiare l'iconografia di una moneta, ma anche cambiare il nome dell'imperatore era un grosso azzardo a meno che tutto questo fosse autorizzato dal precedente ,poteva essere visto come un segno di discontinuità voluta; infine una moneta che funzionava,che era conosciuta, ben accolta dalla popolazione, che era considerata moneta buona era meglio non toccarla, non conveniva a nessuno.

Per finire mi fa piacere che tu citi ( anche Arka in realtà ) tra le possibili concause una che avevo citato nella discussione di Lucca, e che mi era stata demolita portandomi a un più tranquillo e sereno silenzio : quando si immobilizza, la moneta perde in peso, titolo,si gioca sulla speculazione e il fenomeno procede nel tempo con l'avallo tacito e silenzioso dell'emittente ; si gioca sul fatto che la moneta comunque funziona, circola,rimane formalmente immutata e immobilizzata, ma la moneta cambia....cambia...., e gli aspetti finanziari poi alla lunga oggi come in passato insieme a quelli politici e di convenienza sono quelli predominanti, non c'è nulla da fare, .....è la vita.

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bavastro

parlando di immobilizzazione mi viene da pensare alle leggende che restano immutate per secoli. Come le monete di Genova, cambia IANVA, ma resta la leggenda dedicata all'imperatore Corrado (CVNRADVS) diversi secoli. Oppure le monete di Pisa che sono battute a nome di Federico II, dopo la sua morte. Il nome di un imperatore è sempre una garanzia, anche se la legge di Gresham non guarda in faccia nessuno.

Invece sulle monete di Siena, nessun imperatore. La moneta con la S, e le leggende SENA VETVS e ALFAEDO, non ha bisogno di "raccomandazioni".

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