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Il costo della vita nel Regno di Napoli


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Buonasera a tutti. Su ispirazione di un topic che ho visto di recente in un'altra sezione del forum lamoneta.it, ho pensato che si potesse aprire una discussione simile sul costo della vita nel Regno di Napoli: quanto costava mantenere un manipolo di soldati, quanto costavano mucche e buoi, quanto serviva per riparare una casa o comprare un terreno, ecc... Trovo particolarmente interessante contestualizzare le monete che oggi collezioniamo in quella che era la vita di tutti i giorni dei nostri antenati. Personalmente, nel corso degli anni, ho accumulato appunti su appunti (dal XVI al XIX secolo) e mi piacerebbe condividere e sentire pareri. L'argomento non è prettamente numismatico, ma è comunque affine. Se la cosa può interessarvi, accetto suggerimenti e consigli. Salute.

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Buonasera a tutti. Su ispirazione di un topic che ho visto di recente in un'altra sezione del forum lamoneta.it, ho pensato che si potesse aprire una discussione simile sul costo della vita nel Regno di Napoli: quanto costava mantenere un manipolo di soldati, quanto costavano mucche e buoi, quanto serviva per riparare una casa o comprare un terreno, ecc... Trovo particolarmente interessante contestualizzare le monete che oggi collezioniamo in quella che era la vita di tutti i giorni dei nostri antenati. Personalmente, nel corso degli anni, ho accumulato appunti su appunti (dal XVI al XIX secolo) e mi piacerebbe condividere e sentire pareri. L'argomento non è prettamente numismatico, ma è comunque affine. Se la cosa può interessarvi, accetto suggerimenti e consigli. Salute.

ottima idea..inizia una discussione :good:

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Buonasera a tutti. Su ispirazione di un topic che ho visto di recente in un'altra sezione del forum lamoneta.it, ho pensato che si potesse aprire una discussione simile sul costo della vita nel Regno di Napoli: quanto costava mantenere un manipolo di soldati, quanto costavano mucche e buoi, quanto serviva per riparare una casa o comprare un terreno, ecc... Trovo particolarmente interessante contestualizzare le monete che oggi collezioniamo in quella che era la vita di tutti i giorni dei nostri antenati. Personalmente, nel corso degli anni, ho accumulato appunti su appunti (dal XVI al XIX secolo) e mi piacerebbe condividere e sentire pareri. L'argomento non è prettamente numismatico, ma è comunque affine. Se la cosa può interessarvi, accetto suggerimenti e consigli. Salute.

Puoi procedere. :good:

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Primi esempi, partiamo da Ferdinando II: nel 1838, tre mucche e due buoi costavano 206 ducati (mica poco...). Volendo esagerare: nel 1841, un intero ex-feudo baronale (non particolarmente grande), con tutte le terre che lo componevano, valeva 20000 ducati (immaginate, più di 16500 piastre d'argento :o ...). Devo scavare un po' tutti i vecchi appunti, quindi non sarò un lampo, volta per volta vi posterò qualche chicca.

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Primi esempi, partiamo da Ferdinando II: nel 1838, tre mucche e due buoi costavano 206 ducati (mica poco...). Volendo esagerare: nel 1841, un intero ex-feudo baronale (non particolarmente grande), con tutte le terre che lo componevano, valeva 20000 ducati (immaginate, più di 16500 piastre d'argento :o ...). Devo scavare un po' tutti i vecchi appunti, quindi non sarò un lampo, volta per volta vi posterò qualche chicca.

Magari qualche amico potrebbe fare qualche calcolo ducati x peso metallo e corrispettivo 2012 quotazione argento. Tu continua a scrivere.

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Salve.

Una volta provai, per realizzare un mio lavoro, a cercare informazioni di questo genere ma purtroppo le informazioni che si trovano in rete sono scarse. Bisognerebbe guardare sui libri che naturalmete io non posseggo.

Le poche informazioni li debbo a francesco che cosi ho allura rassunto:

Un rotolo di pane circa 800 gr costava 6 Grana,un rotolo di

maccheroni 8Grana.un kg di carne 16 Grana un litro di vino 3 Grana.La giornata di un contadino era di 18-19 Grana, mentre tra un operaio ed uno

specializzato potevavo guadagnare tra i 20 e 30 Grana, infine un colonnello di fanteria guadagnava 105 Ducati al mese.

Spero che sia un inizio.

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Awards

Nel 1709 (sotto Carlo VI) il sindaco di un paesino protestava per le continue "soste" di soldati nel suo comune e per i costi che esso doveva sobbarcarsi: "Docati otto e grana quattordici" per i primi trenta soldati (cibo per gli uomini, biada per i cavalli, ecc), "Docati ventidue, tarì tre e grana quattordici" per altri venti soldati (con relativi carri), "Docati novant'otto, tre tarì e grana dieciotto" per il passaggio di settecento soldati con relativi ufficiali... Cifre considerevoli, per l'epoca...

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Salve.

Una volta provai, per realizzare un mio lavoro, a cercare informazioni di questo genere ma purtroppo le informazioni che si trovano in rete sono scarse. Bisognerebbe guardare sui libri che naturalmete io non posseggo.

Sulla rete, ahimè, c'è ben poco. Ho spulciato per anni documenti originali (in archivi, biblioteche, case private), per studi di tipo storico, e, tra le varie particolarità, annotavo le cifre monetarie menzionate.

Modificato da Galenus
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Una chicca sulle doti e poi vi riaggiorno domani: nel 1838, una ricca donna benestante portava al marito una dote di 3250 ducati (di cui 250 solo in lenzuola, coperte, tovaglie e vestiti), nel 1841, una nobildonna, invece, portava al marito (nobile anche lui) 11000 ducati di dote (che cifre!!!).

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Primi esempi, partiamo da Ferdinando II: nel 1838, tre mucche e due buoi costavano 206 ducati (mica poco...). Volendo esagerare: nel 1841, un intero ex-feudo baronale (non particolarmente grande), con tutte le terre che lo componevano, valeva 20000 ducati (immaginate, più di 16500 piastre d'argento :o ...). Devo scavare un po' tutti i vecchi appunti, quindi non sarò un lampo, volta per volta vi posterò qualche chicca.
Magari qualche amico potrebbe fare qualche calcolo ducati x peso metallo e corrispettivo 2012 quotazione argento. Tu continua a scrivere.

Ci provo io.

Ho calcolato che un ducato pesa 1,26g.

Quindi moltiplicando 1,26 * 11000 ottengo 138,6 kg che moltiplicato per il peso del oro ( http://www.fibonacci...tazione_ORO.htm prego qualcuno di controllare che si tratti del prezzo per 24 carati)

138,6kg * 15651 ottengo circa 2.170.000 che ci puó stare per il matrimonia di una nobildonna.

mentre per la donna benestante ho 4,1 kg oro che moltiplicati per il prezzo fá circa 64000 €. Anche qui molto simile che ai giorni nostri.

Modificato da fabione191
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Primi esempi, partiamo da Ferdinando II: nel 1838, tre mucche e due buoi costavano 206 ducati (mica poco...). Volendo esagerare: nel 1841, un intero ex-feudo baronale (non particolarmente grande), con tutte le terre che lo componevano, valeva 20000 ducati (immaginate, più di 16500 piastre d'argento :o ...). Devo scavare un po' tutti i vecchi appunti, quindi non sarò un lampo, volta per volta vi posterò qualche chicca.
Magari qualche amico potrebbe fare qualche calcolo ducati x peso metallo e corrispettivo 2012 quotazione argento. Tu continua a scrivere.

Ci provo io.

Ho calcolato che un ducato pesa 1,26g.

Quindi moltiplicando 1,26 * 11000 ottengo 138,6 kg che moltiplicato per il peso del oro ( http://www.fibonacci...tazione_ORO.htm prego qualcuno di controllare che si tratti del prezzo per 24 carati)

138,6kg * 15651 ottengo circa 2.170.000 che ci puó stare per il matrimonia di una nobildonna.

mentre per la donna benestante ho 4,1 kg oro che moltiplicati per il prezzo fá circa 64000 €. Anche qui molto simile che ai giorni nostri.

13,86 kg...

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Primi esempi, partiamo da Ferdinando II: nel 1838, tre mucche e due buoi costavano 206 ducati (mica poco...). Volendo esagerare: nel 1841, un intero ex-feudo baronale (non particolarmente grande), con tutte le terre che lo componevano, valeva 20000 ducati (immaginate, più di 16500 piastre d'argento :o ...). Devo scavare un po' tutti i vecchi appunti, quindi non sarò un lampo, volta per volta vi posterò qualche chicca.
Magari qualche amico potrebbe fare qualche calcolo ducati x peso metallo e corrispettivo 2012 quotazione argento. Tu continua a scrivere.

Ci provo io.

Ho calcolato che un ducato pesa 1,26g.

Quindi moltiplicando 1,26 * 11000 ottengo 138,6 kg che moltiplicato per il peso del oro ( http://www.fibonacci...tazione_ORO.htm prego qualcuno di controllare che si tratti del prezzo per 24 carati)

138,6kg * 15651 ottengo circa 2.170.000 che ci puó stare per il matrimonia di una nobildonna.

mentre per la donna benestante ho 4,1 kg oro che moltiplicati per il prezzo fá circa 64000 €. Anche qui molto simile che ai giorni nostri.

13,86 kg...

Bé in effetti hai ragione una svista . Quindi fá 216.000€ penso che per nulla esaggerato.

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Se può interessare riporto qui i costi per attraversare il Garigliano sulle "scafe".

Qui il link alla vecchia discussione:

LINK

Costi di attraversamento dei fiumi Liri, Garigliano e Rapido con le scafe.

Prendendo spunto da un’articolo trovato ormai diversi anni fa su una rivista edita dal LI.SI.PO. (Libero Sindacato di Polizia) a firma di Luigi Serra, riporto i costi relativi all’attraversamento dei fiumi Liri, Garigliano e Rapido usufruendo delle “scafe”, che altro non erano che degli enormi zatteroni trainati da terra o, per le più piccole, a mano dallo “scafaiolo” e che permettevano quindi di raggiungere la riva opposta. Queste scafe trovandosi nel territorio di Montecassino dovevano pagare dei diritti all’Abbazia e, nel 1273, proprio per calcolare questi diritti, l’Abate Bernardo I Ayglerio, fece fare delle indagini, interrogando delle persone, per accertare il costo dell’attraversamento. Interessante è notare che tale costo non è considerabile un semplice pagamento di pedaggio, ma una vera e propria imposta, in quanto esso non è uguale per tutti e varia di molto in base alla merce trasportata ed all’attività lavorativa svolta dall’attraversatore.

I prezzi vengono riportati in grana.

- Chi attraversa a piedi grana 9

- Il Sarto con forbici o altri arnesi del mestiere grana 12

- Il Calzolaio con forme e coltello del mestiere grana 12

- Il Mastro carpentiere con i ferri del mestiere grana 12

- Il Mastro muratore con i ferri del mestiere grana 12

- Il falciatore con falce o sega accompagnato dall’aiutante grana 12

- Il calderario ed il riparatore di recipienti di rame con i ferri del mestiere grana 12

- Il mercante con le merci da vendere grana 12

- Chi vende o trasporta pettini per cardare lana, canapa o lino, per ciascun attrezzo grana 12

- Il mastro o il venditore di seta grana 12

- Il cantastorie o suonatore, se vuole suonare e suonerà grana 9, se non suonerà o non vorrà suonare grana 12

- La meretrice grana 12

- Il corriere del Papa o di qualsiasi altro Re o Principe non paga pedaggio

- I corrieri di Duchi e Baroni grana 9

- I monaci, gli appartenenti all’ordine dei mendicanti, gli ospitalari, gli eremiti una candela

- Chi conduce bestie come cavalli, muli, asini, vacche: per ogni bestia grana 12

- Chi conduce pecore e capre acquistate, per ogni capo grana 9

- Il falconiere senza falco grana 12, con il falco non paga pedaggio

- Chi conduce asini o muli con basto carico di viveri o senza altro peso grana 3

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di olio grana 12

- Chi conduce cavalli asini o muli carichi di sale grana 3

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di croco o zafferano grana 18 per oncia

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di pepe grana 3

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di pesce grana 12, se invece il pesce lo trasporta addosso grana 3

- Chi conduce cavalli, asini o muli carichi di polli, carni e salumi, uova, formaggi grana 12, se li trasporta addosso grana 3

- Chi conduce cavalli o muli sellati, con o senza cavaliere grana 5

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi d’oro o argento lavorato non paga pedaggio, anche se trasportato addosso non paga pedaggio

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi d’oro o argento non lavorato, grana 18 per oncia, se trasporta tutto addosso paga lo stesso pedaggio, grana 18 per oncia

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di ferro, acciaio, piombo, stagno o rame grana 12

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di panni di lana, canapa o lino grana 12

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di stoffe fini e di ottima qualità o scarlatti (porpora) o di valore tarì 7

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di stoffe colorate non fini, né di qualità tarì 3

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di stoffe di lana garfagnina, di lino, di canapa, di coperte o di fustagno grana 12

- Chi attraversa con panni colorati addosso nella quantità da a 6 canne (quantità) da valutarsi dallo scafaiuolo grana 12

- Chi attraversa con cavalli, muli o asini carichi di cuoio o pelli lavorate o con pelo grana 12, se porta addosso calzari di cuoio lavorati o non grana 3

- Chi conduce cavalli, muli o asini carichi di stringhe grana 12

- Chi attraversa con cavalli, muli o asini carichi di materassi o cuscini grana 12

- Chi attraversa con cavalli, muli o asini carichi di libri rilegati grana 12, se porta un libro non rilegato non paga pedaggio

- Chi attraversa con cavalli, muli o asini carichi di canestri, cesti e cestelli grana 5

- Chi attraversa con cavalli, muli o asini carichi di libri rilegati con copertina grana 5

- Chi torna indietro lo stesso giorno per antica consuetudine paga solo il primo attraversamento, quindi al ritorno non paga pedaggio.

L’articolo prosegue poi commentando e confrontando queste tariffe, riportandone poi altre scolpite su pietra riferite alla scafa sul Garigliano e datate 1690.

- Persona a cavallo grana 5

- Persona a piedi grana 1

- Bestia con basto grana 3

- Per salma di farina, frutti ed altre vettovaglie grana 3

- Per salma di meloni grana 2

- Per merci di qualsiasi valore grana 5

- Per salma di polli grana 5

- Per salma di sale grana 2

- Per ogni valigia grana 1

- Per ogni lettiga grana 10

Anche se i costi sono sempre in grana non è possibile confrontare le due tariffe in quanto sono passati più di 400 anni tra la prima e la seconda ed il potere d’acquisto della moneta è variato, come anche le condizioni socio economiche della gente, comunque resta il fatto che esse restano abbastanza esose per la gente del posto dedita soprattutto all’agricoltura e che, probabilmente, si spostava ben poco utilizzando le scafe.

Queste scafe col tempo sono state rimpiazzate dai ponti che man mano venivano edificati sui corsi d’acqua, l’ultima di esse è rimasta in attività fino al 1954 in località Sant’Apollinare ed il pedaggio era pagato nella maggior parte in natura.

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Davvero particolare ed interessante questo articolo sull'attraversamento fluviale tramite scafe: al di là dell'antico ponte romano, infatti, bisognerà aspettare l'avvento dei Borbone perché si costruisse un ponte solido, fisso e moderno sul Garigliano.

Intanto, posso dirvi che, nel 1656 (e ritorniamo ai tempi del viceregno), un "fabricatore" richiedeva 13 carlini e mezzo per riparazioni eseguite sull'esterno di una chiesa.

Nel 1718, si poteva acquistare una casa di otto stanze per 200 ducati.

Nel 1843, venti moggia di terra ("secondo la nuova misura") si vendevano a 300 ducati.

Anche qui è interessante notare come, a dispetto dei nominali uguali, il potere d'acquisto, come sottolineato da fedafa, cambiava nei secoli, sicché quello (approssimativamente) che serviva per comprare una casa all'inizio del XVIII secolo, "bastava" per tre mucche poco più di un secolo dopo.

Ho provato anche io a fare un calcolo, contestualizzando la dote di cui sopra nell'epoca ferdinandea: sono partito dal presupposto che, in un 30 ducati, ci fossero, approssimando, circa 38 grammi di oro, per cui, considerati 11000 ducati, cioè 367 monete da 30 ducati l'una, si avevano circa 13,95 kg di oro, che, alla valutazione attuale (24k) di 38 euro/grammo, farebbero circa 530000 euro; va comunque specificato che il confronto XIX secolo oggi non è così immediato, nel senso che, credo (correggetemi se sbaglio), il valore dell'oro fosse, all'epoca, considerato ancora maggiore rispetto ad oggi.

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Ciao, discussione interessante, aspetto il seguito x poter apprendere altre notizie, :hi:

Volevo solo aggiungere x dare dei dati corretti:

1 Ducato oro a titolo 996% = 1,263 grammi

1,263 grammi x 11000 Ducati = 13,893 kg.

quindi abbiamo 13,893 kg. di oro a titolo 996%

13,893 kg. x 996% = 13,837428 kg. di oro a titolo 999%(puro)

13,837428 kg. x 42,367 € al grammo quotazione odierna del 999%

che fa 586.250,312 €

spero di aver fatto una cosa gradita, un saluto.

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Salve a tutti....

Discussione molto ma molto interessante e stimolante.....

Sin da quando ho iniziato con la numismatica ho sempre voluto sapere ''chissà che si comprava hai tempi con una di queste??'' :blum: .....

Cmq io dò il mio modesto contributto: possego un libro stampato a palermo nel 1842, diciamo che è un libro di poesie, e dietro riporta il costo 5 tarì.....

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Salve,

la discussione ritengo sia molto interessante, ma per non perderci in un'abbuffata di notizie senza un ordine cronologico, secondo un mio parere sarebbe opportuno che ognuno indichi il perido storico, come peraltro è stato già fatto da qualcuno, ed il relativo regnante.

Detto questo, desidererei lasciare in questo post alcuni dati che ci potrebbero ritornare utili, perchè di certo, dato il periodo, sentiremo parlare spesso (come nel post 6) di Rotolo.....Barile......Canna....ecc.ecc.

Ecco una modesta scala dell'Ottocento Borbonico:

PESI:

Cantaio = 100 Rotoli = 89,099 Kg.

Rotolo = 0,891 Kg

MISURE:

Tomolo = 24 Misure = 55,54 Litri - Misura = 2,31 Litri;

Botte = 12 Barili = 523,50 Litri - Barile = 60 Caraffe = 43,62 Litri;

Canna = 2,10 Metri;

Palmo = 0,264 Metri;

Ettaro = 2 Moggie antiche e 28 passi quadrati - Moggio = 900 passi quadrati = Are 33,64

MONETE:

Ducato = 5 Tarì = 10 Carlini = 100 Grana;

Tarì = 20 Grana;

Carlino = 10 Grana;

Grano = 2 Tornesi;

Tornese 6 Cavalli

Con Decreto del 24 settembre 1860 veniva introdotto nel Regno delle Due Sicilie, il corso legale della Lira Italiana e stabilito il seguente cambio con la moneta Borbonica:

Ducato = 4,25 Lire - Lira 23,53 Grana.

La centesima parte di un Ducato, il Grano, valeva 4,25 centesimi, ma nell'uso comune veniva cambiato con una moneta da 5 Centesimi.

Per adesso vorrei solo aggiungere questa informazione che ritengo importantissima per l'analisi di questo periodo Storico:

La Provincia ritenuta a metà Ottocento la più sviluppata e più vivace del Regno Borbonico fu lo "Stato Economico della Terra di Lavoro"

Modificato da peter1
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Per adesso vorrei solo aggiungere questa informazione che ritengo importantissima per l'analisi di questo periodo Storico:

La Provincia ritenuta a metà Ottocento la più sviluppata e più vivace del Regno Borbonico fu lo "Stato Economico della Terra di Lavoro"

I miei dati, infatti, vengono tutti dalla Provincia di Terra di Lavoro, che, tra l'altro, era enorme, comprendendo anche l'attuale Lazio meridionale (fino a Sora e Fondi). Grazie mille, peter, per l'intervento.

Modificato da Galenus
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Ciao, discussione interessante, aspetto il seguito x poter apprendere altre notizie, :hi:

Volevo solo aggiungere x dare dei dati corretti:

1 Ducato oro a titolo 996% = 1,263 grammi

1,263 grammi x 11000 Ducati = 13,893 kg.

quindi abbiamo 13,893 kg. di oro a titolo 996%

13,893 kg. x 996% = 13,837428 kg. di oro a titolo 999%(puro)

13,837428 kg. x 42,367 € al grammo quotazione odierna del 999%

che fa 586.250,312 €

spero di aver fatto una cosa gradita, un saluto.

Graditissima. Avercela oggi, una "dotarella" così... ;)

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Ma verso il 1850 quanto costava l'abbigliamento ?

Il tessuto pesante e di buona qualità detto "Zegrino" impiegato per confezionare giacche, soprabiti e mantelle invernali per uomo, costava 8 carlini la Canna, 80 Grana per poco più di due metri di stoffa.

Il noto tessuto detto "Bordiglione" si vendeva al dettaglio a 4 Ducati la Canna, mentre il caldo e robusto panno verde di "Arpino" usato soprattutto dai coloni e dalla gente cosiddetta minuta, costava 28 Carlini la Canna.

Il panno rosso, resistente e colorato con la "robbia" usato anche dall'Esercito Borbonico per i pantaloni delle divise, veniva venduto al pubblico a 3,40 Ducati la Canna.

Il prezzo del velluto di cotone, adoperato anche dai vari ceti popolari, non superava i 12 Carlini la Canna;

Utilizzato soprattutto dai manovali e da altre categorie impegnate nei lavori pesanti, il tessuto detto "Dobletto" di colore giallo a righe profonde costava 50 Grana la Canna; a questi prezzi bisognava aggiungere la non lieve spesa di manifattura, che per un pantalone di panno poteva arrivare a 60 Grana e per una tunica lunga invernale, compresa la fodera, fino a 3 Ducati.

I braccianti, i vetturini e i ceti più poveri ricorrevono, quindi, all'acquisto di tessuti pesanti di lana o di cotone grezzo lavorati a maglie e trasformati in camicie (70 Grana), pantaloni, giubetti, gonne, calze, berretti o ogni altro capo di abbigliamento.

Un paio di scarpe di cuoio e di pelle ad uso dei contadini e dei pastori alte fino alla caviglia e di solida fattura costavano 2 Ducati, una cravatta veniva venduta 55 Grana.

Ciao

Modificato da peter1
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Ciao

Il volume "Prezzi e Salari e Servizi a Napoli nel secolo XVIII" (1734-1806) Ruggero Romano Edito dalla Banca Commerciale Italiana 1965

è praticamente un vero e proprio resoconto dell'epoca-

Importante poi definire le unità di misura e qui evidenzio:

PESI E MISURE DEL REGNO DI NAPOLI

1 Cantaio = 100 Rotola 0.0891 Tonnellate = 89,1 Kg

1 Rotola = 1.000 Tarpesi = 0,890997 Kg = 890,997 gr

1 Tarpeso = 20 Acini = 0,890997 gr

1 Acino = gr.0,0445498

1 Rotola = anche a 33 Once, quindi = a 1.000 Tarpesi

1 Oncia = 30,3030 Tarpesi = 26,999882091 gr.

1 Libbra = 12 Once = 323,998585092 gr

1 Oncia = 20 Sterlini = 26,999882091 gr

1 Sterlino = 30 Acini = 1,3364955 gr

1 Tomolo = 40 Rotola = 40.000 Tarpesi = 35639,88 gr = 35,63988 Kg

Da non confondere con il Tomolo /Tummle unità di capacità per aridi, infatti a quei tempi i venditori di aridi, cioè frumento, fave, fagioli, biade, grano ecc., dovevano fare uso del tomolo,mezzetta,ottavo di tomolo,la mezza misura, quarto di misura. Il tummle era pari a 3 palmi cubici, ora 1 Palmo

era = 0,26455 mt. Quindi 1 Tomolo o tummle x aridi da misurarsi sempre a raso è = (0,26455x3) al cubo, quindi 0,79 al cubo pari a 0,4930 mc.cioè :

1 Tomolo o tummle è = a 0,4930 la mezzetta = a 0,2465 mc., ottavo di tummle= 0,0616 mc. la mezza misura = 0,0308 mc.

il quarto di misura= 0,0154 mc.)

1 kg = 1,122338 Rotoli

Peso dell’olio

1 Staio = 10 Rotoli e 1/3 = kg. 9,18696

La calce e la legna a Napoli e in gran parte del Regno era venduta a Carra.

1 Carra = 24 Pesi

1 Peso = 40 Rotoli = 1 Tomolo o tummle, quindi :

1 Carra = a 24 x 0,4930 = a 11,832 mc, pari al quantitativo che più o meno sta in un carretto con i bordi rialzati.

In altre parti del regno si vendeva con l’unità di misura della:

1 Moggia= 4 Some

1 Soma = 4 Corbelli

1 Corbello = 30 Rotola

Vi era poi una differenza di prezzi dalle città alle province (un pò come adesso)

Salari e servizi nelle "Masserie"

Salari e servizi nella città di Napoli

Nel 1746,e qui si scoprono gli antichi mestieri, un caporale vendemmiatore guadagnava 25 Grana, un vendemmiotare 20 Grana

Sfrondatore di viti 30 Grana, I garzoni o le donne aiuto vendemmiatori 10 Grana

Le donne prestavano anche il servizio di Cofinare(cioè trasportare l'uva dal punto di raccolta al punto di pigiatura)

A presto con altre notizie

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Per continuare:

Anno 1770

Muratore 32,5/Grana Giorno

Manovale 22,5

Carpentiere o Mastrodascia 35 Grana/Giorno

A Napoli anno 1734

Lavare un paio di lenzuola Gr 3

Una Canna di legna Gr. 25

Macinatura di un tomolo di grano Gr.15

Stipendio di addetti al giardino del C0NVENTO DI SAN. DOMENICO IN NAPOLI

Anno 1748

Zappatore 27,5 Gr/giorno

Giardiniere potatore 27,5 Gr/giono

Anno 1784

nr 1 Tomolo d'orzo o di lupini 110 Gr.

Anno 1752

Olio da ardere

nr. 1 STARO Gr. 125

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Ma verso il 1850 quanto costava l'abbigliamento ?

Il tessuto pesante e di buona qualità detto "Zegrino" impiegato per confezionare giacche, soprabiti e mantelle invernali per uomo, costava 8 carlini la Canna, 80 Grana per poco più di due metri di stoffa.

Il noto tessuto detto "Bordiglione" si vendeva al dettaglio a 4 Ducati la Canna, mentre il caldo e robusto panno verde di "Arpino" usato soprattutto dai coloni e dalla gente cosiddetta minuta, costava 28 Carlini la Canna.

Il panno rosso, resistente e colorato con la "robbia" usato anche dall'Esercito Borbonico per i pantaloni delle divise, veniva venduto al pubblico a 3,40 Ducati la Canna.

Il prezzo del velluto di cotone, adoperato anche dai vari ceti popolari, non superava i 12 Carlini la Canna;

Utilizzato soprattutto dai manovali e da altre categorie impegnate nei lavori pesanti, il tessuto detto "Dobletto" di colore giallo a righe profonde costava 50 Grana la Canna; a questi prezzi bisognava aggiungere la non lieve spesa di manifattura, che per un pantalone di panno poteva arrivare a 60 Grana e per una tunica lunga invernale, compresa la fodera, fino a 3 Ducati.

I braccianti, i vetturini e i ceti più poveri ricorrevono, quindi, all'acquisto di tessuti pesanti di lana o di cotone grezzo lavorati a maglie e trasformati in camicie (70 Grana), pantaloni, giubetti, gonne, calze, berretti o ogni altro capo di abbigliamento.

Un paio di scarpe di cuoio e di pelle ad uso dei contadini e dei pastori alte fino alla caviglia e di solida fattura costavano 2 Ducati, una cravatta veniva venduta 55 Grana.

Ciao

Aggiungo, sempre dello stesso periodo un pò di prezzi che riguardano gli Utensili:

Da Cucina:

Un servizio economico di piatti da cucina da 12 costava 22 Grana, circa 2 Grana a piatto.

Un bicchiere di vetro con manicoda una caraffa di capacità, veniva venduto circa 10 Grana,mentre uno comune da vino non più di 4 Grana.

Un servizio da tavola per sei persone con tovaglia di 6 palmi e con tovaglioli costava da 5,50 Ducati a 8,50 Ducati.

Agricoli:

Un cesto, detto comunemente "Cofano" da mezzo Tomolo costava 20 Grana.

Un telo di stoppa da 16 braccia 1,36 Ducati.

Una forca di legno da foraggio 10 Grana.

Un pettine di ferro per il lino veniva venduto un Ducato.

Ciao

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Salve.

E' la prima volta che intervengo in questa sezione e devo dire che l'argomento è interessante. :)

Un'altra curiosità: un dizionario latino-italiano del 1860 edito a Napoli costava grana 70.

Modificato da Caio Ottavio
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