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Illyricum65

I Caino Abele imperiali ...

Risposte migliori

Illyricum65

Ciao,

dal momento che siamo tra pochi intimi (ah, le ferie... !) e non ci sono grosse discussioni in piedi, vi pongo un piccolo quesito, più che altro per scambiare qualche opinione.

Recentemente durante un colloquio via mail con un piccolo dealer inglese, questo mi ha accennato ad un ripostiglio di denari del III secolo rinvenuto nell'Europa Orientale. "Vi erano presenti -diceva- nella maggior parte denari di Settimio, Caracalla, Alessandro Severo ed Eliogabalo". E mi riferiva che "Geta è stranamente assente". Eppure, mi diceva l'interlocutore, "There must be a reason for this as they (i denari di Geta) are not generally rare" .

Gli ho dato una risposta che ritengo abbastanza verosimile: probabilmente i suoi denari di età "matura" (se mi consentite il termine, essendo deceduto per mano del fratello maggiore a soli 22 anni) sono stati rastrellati in seguito alla "damnatio memoriae" e rifusi da Caracalla una volta imperatore e ... figlio unico.

In effetti sono andato a guardarmi vari motori di ricerca ricercando Geta e i suoi denari. Anche digitando semplicemente su Google "Geta denarius" e cercando tra le immagini escono esclusivamente denari di età giovanile.

Questo potrebbe avvalorare la mia ipotesi. Ma la domanda successiva vien da sè: "Perchè non son stati ritirati i denari di Geta giovane"?

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Illyricum65

La mia ipotesi, ovvero l'unica che mi è passata per la mente è che forse tra i due fratelli in età giovanile non erano troppo dissimili e forse Caracalla ha lasciato passare le prime emissioni perchè il ritratto del fratello minore, ad uno sguardo distratto, poteva esser scambiato per il suo.

Esempi:

A sinistra Caracalla, a destra Geta

post-3754-0-56488800-1345664959_thumb.jppost-3754-0-80363200-1345664973_thumb.jp

RIC 1, 196; RIC 1, 198

post-3754-0-48480500-1345665083_thumb.jppost-3754-0-62679000-1345665101_thumb.jp

RIC 40 var, 200; RIC 16b, 200.

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Illyricum65

post-3754-0-71613600-1345665183_thumb.jppost-3754-0-93323500-1345665194_thumb.jp

RIC 80b, 205; RIC 37b, 205.

post-3754-0-24882400-1345665247_thumb.jppost-3754-0-89418600-1345665269_thumb.jp

RIC 116a, 210; RIC 70b, 210.

post-3754-0-47898800-1345665318_thumb.jppost-3754-0-28466600-1345665324_thumb.jp

RIC 192, 212; RIC 92, 210-212.

La risposta che mi sono dato però non mi convince appieno. C'è sempre una legenda che riporta "GETA" anzichè "ANTONINVS". E la "damnatio memoriae" non faceva distinzione di età:

post-3754-0-96806200-1345665624_thumb.jp

In questo affresco è stato cancellato.

In questo rilievo è stato scalpellato il nome:

post-3754-0-34220300-1345665733_thumb.jp

Non solo ma secondo Dione Cassio era proibito addirittura non solo lo scrivere ma addirittura il pronunciare il nome di Geta in pubblico. Non veniva più celebrato il suo compleanno ma vicerversa il suo passaggio al mondo degli Inferi, in aperto contrasto con la divinificazione e ascesa agli dei spettante a Imperatori e consorti.

La somiglianza nella ritrattistica viene motivata con il tentativo di esprimere Concordia tra i fratelli e la loro personificazione dei Dioscuri.

(tratto da "Mutilation and transformation: damnatio memoriae and Roman Imperial portraiture" di By Eric R. Varner.

Oppure semplicemente le emissioni delle monete di Geta "maturo" furono limitate come quantità e quindi molto meno presenti perchè gli anni della giovinezza furono molto maggiori.

Voi avete qualche ipotesi in merito?

Ciao

Illyricum

:)

Modificato da Illyricum65

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caiuspliniussecundus

Io non credo alle rifusioni per damnatio memoriae. I romani erano un popolo molto pratico e logico, non avrebbero buttato via tempo e danaro per andare a fare le pulci al numerario circolante.

Forse a Roma potrebbero avere rifuso qualcosa a scopo propagandistico, per far vedere che la damnatio era messa in atto. Il geta maturo è raro probabilmente per il motivo che dici tu, ovvero ha coniato per un periodo limitato di tempo.

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sixtus78

pur non conoscendo e non collezionando le monete romane ( ma masticando 1 po' di storia in generale ..... ) ho sempre trovato di grande fascino la storia dei Severi e proprio in particolare il rapporto tra Caracalla e Geta. trovo probabile l'ipotesi fatta da Caiusplinius.... sottolineando la " praticita' " romana. infatti come dici tu stesso illyricum65 Geta da augusto si trova raramente, mentre il denario con ritratto giovanissimo da cesare e' molto piu' comune. io ipotizzo semplicemente che sia solo dovuta questa situazione al fatto che quando Geta divenne co-imperatore con Caracalla fu per breve periodo. leggero' con interesse e volentieri altri contributi ed ipotesi piu' approfonditi dei miei. grazie per la discussione e saluti.

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Druso Galerio

Non veniva più celebrato il suo compleanno ma vicerversa il suo passaggio al mondo degli Inferi, in aperto contrasto con la divinificazione e ascesa agli dei spettante a Imperatori e consorti.

Interessante questo dettaglio.

Sai di più su come fosse la commemorazione e, nel caso, se lo stesso avvenisse anche per gli altri imperatori colpiti da damnatio memoriae?

Altro dubbio: ma celebrare la "discesa agli inferi" non era comunque un'infrazione del silenzio imposto dalla damnatio?

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Illyricum65

Ciao Druso Galerio,

il testo di riferimento (lo trovi su parzialmente su Goggle book) riporta in nota, a pagina 168, i seguenti riferimenti:

- Dione Cassio 77(78), 12.5-6.

- S.F.R. Price, 1987, p.91.

Quest'ultimo lo trovi a sua volta in:

"From noble funerals to Divine Cult: the Consacration of Roman Emperors" in D.Carradine and S.F.R. Price, eds. "Rituals of Royalty: Power and Cerimonial in traditional societies", 56-105. Cambridge. 1987.

La "discesa agli Inferi" era sì una infrazione alla damnatio memoriae ma probabilmente Caracalla dovette venire incontro in qualcosa a sua madre Iulia Domna. E la manifestazione della discesa negli Inferi era comunque l'affermazione che Geta non faceva parte della stirpe imperiale che come detto, ascendeva al cielo (anzi, agli Dei) con la Consecratio.

Probabilmente proprio per concessione a Iulia Domna il corpo di Geta non subì la poena post mortem toccata a Vitellio, Commodo, Elagabalo e Iulia Soemias. E le ceneri finirono nel Mausoleo di Settimio Severo, se non erro.

Entrando nel tema del rapporto tra i due fratelli, non ricordo di aver letto alcunchè di infamante riguardo a Geta. L'unico riferimento negativo degli storici latini, dove però è accumunato al fratello maggiore, riporta che il padre era scandalizzato (nel periodo immediatamente per-campagne britanniche) "dalla mollezza dei figli dediti a feste, lussurie e quant'altro a Roma". E l'invasione della Britannia fu un tentativo di riportarli sulla "retta via" grazie al rigore militare.

Poi di Geta non trovo niente di negativo, se non che svolse compiti amministrativi e burocratici in Britannia, mentre Caracalla ebbe il compito di accompagnare il padre nelle campagne militari. Ma si trattava di "accompagnare" il padre (ed apprendere l'ars bellica e il Comando) o in realtà Settimio voleva "controllare" il figlio maggiore, conoscendone il carattere?

Dione Cassio ed Erodiano riportano che durante un incontro diplomatico con capi britannici locali Caracalla sguainò la spada mentre era alle spalle del padre a cavallo e diede la netta sensazione che intendesse colpirlo. Il giorno successivo Settimio lo convocò davanti allo Stato Maggiore dell'esercito e porgendogli una spada lo intimò ad ucciderlo, se questa era stata la sua intenzione. Il figlio non diede seguito alla richiesta del padre.

Forse Settimio si era reso conto di avere in mano una mina vagante e voleva cercare di porre rimedio a quanto fatto sino a quel momento. Oppure voleva cercare di "raddrizzare" una situazione ormai allo sbando. Certo aveva puntato su Caracalla (come di norma, essendo egli il primogenito) ma forse nel tempo si era ricreduto. Oppure fino in ultimo aveva sperato di ricredersi e di non dover tornare sulle sue precedenti decisioni.

O ancora gli storici latini screditarono Caracalla perchè inviso mentre non calcarono la mano su Geta che alla fin fine non ebbe il tempo fisico di... combinare danni.

Certo è che alla fine, avendo sempre criticato Marco Aurelio per la scelta di Commodo, fece lo stesso errore probabilmente nel tentativo di mantenere la successione dinastica. Con un'aggravante: aveva un'alternativa (tutta da veriificare) in casa.

Ciao

Illyricum

:)

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