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Strappi/graffi di conio


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La faccenda è molto strana.

Possibile che il Regno di Napoli e di Sicilia, come scrivevo al primo post, così avanzato e attento alla produzione di simboli valutari e non, a più riprese e per diversi anni, a iniziare da Carlo II, legalizza un'immensa quantità di monete deturpate, anche se su un solo lato, senza porre rimedio?

Eppure, risolvere il problema era molto semplice.

Non credo che i Maestri di Zecca, di Prova e Incisori non ci abbiano pensato nel costatare i difetti nelle prime monete prodotte. Infatti, i graffi sono maggiormente evidenti sui rilievi e non sul fondo, dove la pressa esercitava maggiore pressione e quindi riusciva a livellarli ... bastava ripassare i tondelli appena graffiati "portati a peso" con coni lisci per poi riconiarli con l'impronta vera e propria.

Guardate il Tarì di sotto il cui fondo è senza graffi nonostante gli stessi continuino sui rilievi.

No, secondo me, la questione circa i graffi prodotti resta con molte risposte non date, nonostante la chiara spiegazione di "teofrasto" suiprocessi produttivi delle monete.

Ci sono passaggi che non tornano ... che non riescono a spiegare il perché i regnanti non ponessero, con determinazione, rimedio a questo deturpamento dei loro stessi simboli di potere, visto che all'immagine ci tenevano tantissimo.

E poi, non convince la giustificazione del "malfunzionamento dei macchinari" ... sicuramente, sotto sotto, c'è altro.

Del resto, negli altri Stati preunitari, un fenomeno così elevato di monete con graffi non avvenne. Forse le maestranze erano più brave di quelle operanti nel Regno di Napoli e Sicilia?

… Non credo!

Volevo aggiungere qualche particolarita' del periodo Borbone in Sicilia...................

http://img842.imageshack.us/img842/7866/rscn8575.jpg

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A mio parere sono il frutto di un difetto precedente alla battitura e non dopo, alcuni tondelli erano talmente affinati da essi che nonostante la pressione dei bilancieri sul tondello non venivano amalgamati del tutto. Questa è una deduzione logica che scaturisce dal fatto che sul lato opposto, e precisamente in corrispondenza dei graffi, troviamo un'immancabile debolezza di conio, se erano semplici graffi post battitura non avremmo trovato tale debolezza.

Sì, è chiara e logica la Tua spiegazione, ma restano molti interrogativi.

Uno tra i tanti: come mai su molte monete, in corrispondenza di profondi graffi e con fondi perfetti sul lato opposto, tali debolezze di conio non appaiono? Eppure, la pressione dei bilancieri era sempre la stessa. :whome:

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Guest utente3487

I profondi graffi non potrebbero essere stati causati di proposito per asportare metallo prezioso, visto che limare il bordo era diventato pericoloso? Il fatto che i graffi siano profondi potrebbe rendere non tanto peregrina questa ipotesi.

Per quanto riguarda la documentazione, occorre molta ricerca e tanto c...fortuna, e chissà che qualcosa non riemerga da qualche archivio dimenticato.

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elledi

I profondi graffi non potrebbero essere stati causati di proposito per asportare metallo prezioso, visto che limare il bordo era diventato pericoloso? Il fatto che i graffi siano profondi potrebbe rendere non tanto peregrina questa ipotesi.

Forse, siamo prossimi alla quadratura del cerchio.

peter1

Stai pur certo che gli operai della zecca sicuramente se ne sarebbero appropriati !!

E ... non è da scartare questa ipotesi però aggiungerei: con il tacito assenso di tutte le maestranze, dal più in alto al più basso e senza responsabilità individuali. E qui s'inseriscono tutte le motivazioni a giustificazione dei graffi: malfunzionamento dei macchinari, deformazione dei tondelli, peso eccessivo ecc.

Probabilmente, lo scarto delle lavorazioni, se così può definirsi, si divideva nelle giuste percentuali. Quasi quello che succede in un ristorante: le mance raccolte, alla fine, si dividono.

... però :unknw:

Edited by Sanni
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Guest utente3487

Nella mia libreria ho trovato un volumetto regalatomi da Bizerba, "le monete di Napoli, l'evoluzione della tecnica monetaria e le varianti della zecca napoletana dal 1516 al 1859". Lo conoscete?

Mi sembra molto molto interessante.

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è stato scritto dal De Sopo .

In questo libro troverai anche le tecniche di conio nella Zecca partenopea e leggendo su questa argomentazione si potrebbe cercare di intuire il passaggio in cui si sarebbero potuti causare questi graffi.

--odjob

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Potrebbe essere stato proprio un sistema per lucrare un po' di polvere...

Non è così:come ho detto al post precedente ,nella discussione "Regno di Napoli:::la monete",negli ultimi post,ho pubblicato la foto di un 120 Grana in cui si vede ,al lato dello stemma,un solo graffio e da ciò si evince che i graffi non derivano affatto da attività fraudolenta.

--odjob

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Lucrare,ma con quale attrezzo >?

Una lima o raspa lasciano segni paralleli, rettilinei ma anche equidistanti tra loro.

Qui e in altre monete sono paralleli ,rettilinei ma non equidistanti.Non esiste uno strumento del genere che puo' fare cio.

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Quindi 150 anni di monete con peso calante ? o come nell'altra ipotesi (quella più accreditata) di fuori peso ?

Impossibile.............per me è un fattore tecnico.

P.S. proviamo a descrivere un pò i Macchinari e forse ci si arriva alla soluzione.

Edited by peter1
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Ieri parlando con un amico mi ha prospettato una soluzione che vorrei mettere sul banco della discussione:

[.....] e se la pressa (vedi foto post precedente) lasciva la "Bava" ? e poi con un attrezzo che sia lima, spazzola, raspa o quel che si voglia si era costretti a togliere ? bastava che gli operai esercitassero due o più copli veloci sul tondello per cavarla via ed il tondello era pronto per essere coniato.

Edited by peter1
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Nel mettere i tondelli dentro il caricatore della macchina :unsure: dico se erano su tavolo di lavoro in metallo o legno non pulito venivano fatti scivolare e non raccolti uno per uno piu' o meno come facciamo oggi quando ci danno il resto in euro .

oo)

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Lima,raspa e spazzola avrebbero lasciato segni equidistanti e della stessa profondita e non una linea a 1 mm e un altra 5 mm di distanza.

Che ne dici strisciamento su tavolo con asperita casuali sia in altezza che in distanza ?

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Lima,raspa e spazzola avrebbero lasciato segni equidistanti e della stessa profondita e non una linea a 1 mm e un altra 5 mm di distanza.

Che ne dici strisciamento su tavolo con asperita casuali sia in altezza che in distanza ?

E' possibile .... ed era un'ipotesi che non avevo scartato già dall'inizio quando ho sostenuto che il problema poteva essere la barra di metallo che poi veniva inserita sotto la Pressa.....adesso sarebbe da capire che forma aveva la barra di metallo....se a quadratini o per intero e di che lunghezza, in quest'ultimo caso ci poteva essere lo strisciamento.

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Lima,raspa e spazzola avrebbero lasciato segni equidistanti e della stessa profondita e non una linea a 1 mm e un altra 5 mm di distanza.

Che ne dici strisciamento su tavolo con asperita casuali sia in altezza che in distanza ?

Scusa, ma hai mai provato a utilizzare una raspa arrotondata e leggermente curvata agli estremi su un metallo duttile tipo alluminio? … Prova.

I segni variano in base alla pressione che si esercita, pertanto i graffi possono variare sia nella direzione, sia nella profondità. ;)

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