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fabione191

Mi spiegate questa

Salve stavo leggendo su un bollettino numismatico un articolo di Traina ma questo passaggio mi ha dopo delle domande:

Nella Zecca di Napoli vigeva l'usanza, tutt’altro che lodevole, di produrre i conii non con un punzone già completo per il dritto e rovescio, ma attraverso punzoni che riproducevano solo il busto del Re e lo stemma, senza leggende, ornamenti, data, valore. Tutti questi particolari venivano aggiunti in un secondo tempo, con altri punzoni o addirittura a mano e — siamo a Napoli, no? — con grande libertà e quel pizzico di fantasia e d'improvvisazione che al Sud non mancano mai.

Ora per quanto ne so io si producono due coni uno per il dritto l'altro per il rovescio e con questi si coniano le monete. Invece a Napoli no, loro preferivano prima coniare la moneta con il busto e lo scudetto poi riprendere le tutte le monete e qui non mi é chiaro

avevano un secondo conio con solo i dettagli?

oppure con i punzoni mettevano data sigla e tutto il resto?

Mi chiedo questo non portava piú lavoro, che coniare la moneta direttamente?

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Supporter

Non le monete ma i conii erano prodotti secondo quanto descritto.

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Grazie per il chiarimento, in effetti non avevo letto bene ora é piú chiaro

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Non le monete ma i conii erano prodotti secondo quanto descritto.

Beh ........ ovviamente quoto. :good:

Nel gergo il punzone con l'immagine dell'effigie del re è noto con il nome di "madre", esso non aveva i capelli ben delineati ma solo l'impronta abbozzata. Una volta impressa l'impronta dell'effigie sul conio si provvedeva ad incidere bene la capigliatura, ecco perchè in molti esemplari ci sono anche minime differenze sui capelli (fare uno studio sulla loro classificazione o solo individuazione è praticamente impossibile). Poi c'era un altro incisore, uno di secondo livello diciamo, che provvedeva ad imprimere sui conii i caratteri e i numeri. Per questo motivo tra un conio e l'altro (per non dire tra una moneta e l'altra), vi sono sostanziali differenze sull'ubicazione e la predisposizione delle leggende, a parte poi gli errori di punzonatura. caro Fabio, per qualsiasi dubbio non esitare a domandare. :help:

http://www.ilportaledelsud.org/monete_inedite_02.htm

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E nel caso di monete di ferdinando II in cui appare la testa spostata dall'asse centrale?? E' un problema da affibbiare al momento in cui il conio "madre" colpiva il conio finale non perfettamente centrato??

post-4206-0-80598800-1347552151_thumb.jp

tipo in questo caso...

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Pensate che per i 10 Tornesi del 1859 di Francesco II vennero usati ben 103 conii.

Oggi i conii vengono ottenuti imprimendo in un massello d’acciaio non ancora temprato il punzone completo comprendente l’intero dritto o l’intero rovescio con le rispettive leggende, escluso al massimo il millesimo.

Sino a che durò la monetazione borbonica i punzoni riguardarono invece soltanto la testa del sovrano per il dritto e lo stemma per il rovescio.

Questi punzoni eseguiti rispettivamente dall’incisore dei dritti e dei rovesci, ( i soli tenuti in conto e ben retribuiti), venivano poi affidati agli incisori dei coni, poco più che artigiani, che se ne servivano per ottenere con essi mediante impressione col bilanciere la parte centrale dei coni stessi. Cominciavano così a derivare sensibili differenze circa la posizione di tali immagini nel tondello, perché mancando un preciso riferimento, si avevano spostamenti da un conio all’altro, rispetto al modello originale, persino di vari millimetri!

Gli eventuali elementi decorativi del fondo , quali corone, fronde,rami, ecc. erano poi aggiunti a mano, dai singoli incisori, con molta libertà.

Le leggende, le sigle di garanzia, l’indicazione del valore e il millesimo erano impressi mediante piccoli punzoni lettera per lettera, avendo la preoccupazione di riprodurre correttamente le parole o i numeri, ma mancando anche qui un riferimento preciso rispetto all’immagine.

In quegli anni l’analfabetismo era quasi totale….

Pensate che solo per i 10 Tornesi del 1859 di Francesco II vennero usati ben 103 conii.

Eros

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Forse non ho capito io, so che il processo era più complesso di oggi, ma la mia domanda era: se i coni erano fissati e i tondelli per quanto possibile erano fermi com'è possibile la nascita di quello spostamento? Ho capito che la nascita del conio è difficile e a volte affidata a mani, benché abili nel proprio lavoro, analfabete ma suppongo che l'errore sia stato sul conio al momento della punzonatura "madre" e implicitamente chiedevo come si sviluppava questa fase iniziale, presupponendo ovviamente una certa messa in sicurezza dei coni, dei punzoni e di tutte le attrezzature (che comunque costavano).

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Mi sembra chiaro, se rileggi meglio capirai, le varianti sorgono nella composizione del conio, perchè non sempre si avevano degli allineamenti "obbligati" durante la composizione dello stesso.

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Cosa sono i conii e i punzoni?

Il punzone è un utensile di ferro carburato sul quale l’incisore intagliava, in positivo,

un elemento dell’immagine di una moneta (ad esempio un volto) creando un cesello; una

volta terminato, il punzone veniva temprato e quindi usato per imprimere l’immagine sul

conio non ancora sottoposto a tempra. La ricca struttura di disegno e lettere, che veniva

impressa sul conio, era costruita tramite numerosi punzoni. La parte iconografica poteva

essere “montata”, ad esempio, mettendo sul conio il punzone con la testa del sovrano più

quello con la sua armatura. La preparazione del conio era laboriosissima: sottoposto ai

pesanti colpi (di martello anticamente, di torchio poi) necessari a trasferire l’incisione sul

tondello, l’utensile rischiava spesso la rottura. La limitata vita del conio determinò l’uso

dei punzoni: infatti, essendo l’incisione manuale di ogni singolo conio difficile e lenta, l’uso

dei punzoni ne accelerava la produzione. Ripartendo su più punzoni le diverse parti grafiche,

l’antico incisore ripartiva anche il rischio dell’operazione

Eros

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