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IGNORED

Vendita tra privati: lecita provenienza


providentiaoptimiprincipis

Risposte migliori

Sceglie te quale è più probabile secondo la tua esperienza.

Salvo che non esista una norma (che finora però non si è trovato) che imponga di non spostare il Registro dalla sede della ditta.

Poi te la trovo, come l'altra volta...un poco di pazienza..

Modificato da numizmo
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"Sceglie te quale è più probabile secondo la tua esperienza.".

Non è che mi lasci molta scelta...... :rofl: .

"Poi te la trovo, come l'altra volta...un poco di pazienza.."

???...

Però a questo punto mi viene anche il dubbio di come venga gestito il materiale che i commercianti ritirano ai Convegni.....qualcuno di loro che legge questo forum potrebbe dire come fa?.....

Trovo assurdo che si sia costretti ad operare clandestinamente per effettuare operazioni del tutto lecite, solo perchè non si può portare al Convegno un cavolo di Registro o perchè non si può effettuare una registrazione differita appena si rientra in sede.., emettendo nel frattempo un documento in duplice copia che dimostri gli estremi dell'acquisizione, da esibire nel caso di verifiche al Convegno.

Domenico.....dicci la Tua....tutto ciò mi sembra veramente paradossale.

M.

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Mah riguardo al POS "in viaggio nei convegni" a me sembrano tutte scuse (quelle che ho sentito in giro e letto sul forum, non solo su questa discussione), peraltro piuttosto risibili.

Da addetto ai lavori, il POS GSM cioè con una SIM all'interno ha la stessa funzionalità di un normalissimo smartphone o tablet come ne vedo tanti sia ai tavoli sia fra gli avventori.

La sicurezza è quella tipica che si ha per un cellulare, con in più una crittografia avanzata nella trasmissione dati, nè più nè meno di quello che si trova in negozio, dove pure viene utilizzato un POS cordless, apparentemente meno sicuro.

Avendo lavorato anche nella liquidizione sinistri danni "carte di credito" posso affermare con assoluta certezza che il 100% dei casi che ho visto comportavano un comportamento colposo quando non doloso nell'utilizzo della carta o del bancomat da parte del titolare che ha permesso p.es. di intercettare codici (PIN scritti sulla carta, foglietti, numeri memorizzati nel telefono, ecc.) o altro. Tutto desunto dalle denunce circostanziate alla PS.

Quindi la sicurezza c'è ed è affidabile, sono più di 20 anni che acquisto online o comunque elettronicamente, mai avuto un problema, se si sta attenti. E poi c'è sempre il chargeback (lo vediamo dopo).

Dal lato del venditore, mi rendo conto, che il più delle volte non si sa chi si ha davanti e il rischio carta rubata può essere in agguato. Ma con la diligenza del buon venditore e l'aiuto di una buona assicurazione si riesce a star tranquilli. L'esercente ha comunque l'obbligo di identificare il titolare della carta (ai fini di una copertura assicurativa o comunque in relazione al contratto bancario): all'estero se pagate elettronicamente vi chiedono un documento per verificare anche la firma, qui in Italia mai visto fare da nessuno, ripeto nessuno.

E poi lo stesso rischio permane se si è in negozio o in un ristorante, un supermercato, o qualsiasi esercizio commerciale.

Capitolo commissioni. E' vero, a volte possono essere alte e risultare antieconomiche in transazioni di poco conto (ma qui entrano in gioco i contanti), ma tutto è negoziabile con la propria banca, soprattutto se poi si hanno anche fidi, patrimoni personali in gestione, ecc.

La scusa poi di dover accollarsi il 3% di spesa, bypassabile solo con i contanti, non regge. Con la stessa mentalità dovremmo dire al cliente: "Il banchetto mi costa in proporzione il 5%, me lo devi dare in aggiunta al prezzo richiesto, la benzina pesa per il 20% si paga a parte..." e via discorrendo. Il prezzo è uno, comprensivo di tutti i costi di esercizio. Se il cliente paga col POS vorrà dire che il venditore avrà meno ricarico su quell'oggetto e guadagnerà su qualcos'altro.

Il chargeback, o ristorno, si verifica sostanzialmente quando una transazione non viene riconosciuta dal titolare o c'è stato qualche problema nella stessa. Io stesso ne ho fatto ricorso come acquirente una volta in Italia per merce non ricevuta e un'altra volta in Australia o giù di lì per merce smarrita e non rimborsata dal venditore.

Ho riempito un modulino, allegando fattura e mail di corrispondenza per una conciliazione non avvenuta, e nel giro di qualche settimana ho avuto la somma accreditata sulla carta.

Penso quindi in conclusione che la voglia di non avere il POS sia dovuta principalmente ad una coscienza poco pulita, chi più chi meno, per arrotondare i guadagni facendo un po' di nero o peggio per occultare transazioni borderline, diciamo così, sia per l'acquirente che per il venditore. D'altronde nei numerosi corso di aggiornamento sull'antiriciclaggio che devo fare, l'esempio scolastico sul negozio di numismatica c'è sempre :)

Infine una nota di colore. Conosco diversi commercianti numismatici teutonici che quando scendono in Italia per proporre la loro merce non hanno ovviamente il POS e accettano solo i contanti.... "paese che vai, usanza che trovi" ;)

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Frattanto, mentre noi parliamo di connessioni lente e carte poco affidabili, è entrato oggi in vigore il Decreto-Legge denominato Crescita 2.0".

http://www.businesspeople.it/Business/Economia/Ecco-l-impresa-innovativa.-Il-decreto-Crescita-2.0-entra-in-vigore_39666

All'art 15 ("pagamenti elettronici") si prevede che dal 1°.1.2014 commercianti e professionisti saranno obbligati ad accettare i pagamenti mediante POS.

Non è invece stato per il momento ritoccato il limite dei 999,99 euro per i pagamenti in contanti, che sembrava sarebbe stato portato a 49,99 euro.

Il D.L. rimette sul punto la decisione ad uno o più decreti del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con quello dell'Econoia e Finanze, sentita la Banca d'Italia.

Ora il Parlamento ha 60 giorni di tempo per convertire in Legge il suddetto D.L.

Vedremo se il Parlamento apporterà modifiche o se il D.L. sarà convertito così com'è.

Saluti.

m.

L'ennesimo decreto pro-banche....

Io non accetto pagamenti con carte di credito per due motivi:

A. La commissione che mi preleverebbero e' troppo alta

B. Il commerciante non e' molto tutelato e tra furti,clonazioni e furbetti non e' difficile vedersi stornare l'operazione

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Che poi, caro numizmo, il problema lo abbiamo posto per il materiale che il commerciante acquisisce al Convegno.......ma la mancanza del Registro a questo punto rileva anche per le monete che si vendono.....perchè devi riportare nel Registro anche le vendite del giorno.....e non solo gli acquisti.

Non oso riformularTi la domanda di come facciano i commercianti a.vendere ed a rititare monete durante i Convegni, se non hanno con sè il Registro.....

Azzardo una risposta....diciamo che alla fine di ogni giornata del Convegno, freschi come una rosa, essi trovano anche il tempo di mandare una mail a qualcuno del negozio, con i dati delle monete vendute e di quelle acquistate, in modo che il Registro possa essere correttamente aggiornato..... :yahoo: :yahoo: .

Questa almeno è la soluzione alla quale farebbe ricorso il Mago Eccheccà il quale, come sai, è uno molto preciso e scrupoloso.... :rofl: .

Comunque è veramente una buffonata intrisa di ipocrisia tutta italiota.

Mi viene voglia di fare un interpello al Ministero degli Interni per sapere come ci si debba concretamente comportare per essere in regola. Ho fatto anche una ricerca sulla banca dati giuridica che utilizzo di solito, ma non ho trovato nessuna sentenza che abbia affrontato il problema.

Il mio commercialista mi dice che secondo lui, se il negozio è chiuso nei giorni del Convegno, il Registro deve essere portato al Convegno. Non sa però cosa pensare nel caso in cui durante il Convegno anche il negozio sia operativo.

Ad un noto forumista di cui non posso fare il nome, è stato suggerito da un Sottufficiale addetto ad un Reparto specializzato nella Tutela dei Patrimonio Culturale, di portare al Convegno le fotocopie del Registro di P.S. e di lasciare l'originale in ditta.

Non si è però capito dove si dovrebbero annotare gli aggiornamenti delle cessioni e delle acquisizioni avvenute al Convegno......Forse sulle fotocopie? E poi che si fa? Quando si rientra si aggiorna l'originale?

Ma dove sono finiti tutti quegli operatori che frequentano il Forum e che, ad ogni Convegno, devono affrontare questo problema? Pechè non intervengono?

Sarei molto curioso di sentire come loro risolvono il problema.

Saluti. :hi:

M.

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Ma dove sono finiti tutti quegli operatori che frequentano il Forum e che, ad ogni Convegno, devono affrontare questo problema? Pechè non intervengono?

me lo chiedo anche io...

Quanto al problema vendite, in effetti hai 24 ore per registrarle sul registro di PS.....come fanno a Verona che dura tre giorni, o a Vicenza, anch'esso tre giorni?

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Ciao.

Qui sotto c'è un interessante parere su come gestire il Registro dei corrispettivi e si prospetta sia il caso che durante il Convegno il negozio sia chiuso o anche che sia rimasto aperto.

Anche il Registro dei corrispettivi è uno di quei Libri che devono essere conservati in un luogo ben preciso....però qui ti dice che se durante la Fiera il negozio fisico è chiuso te lo puoi portare con Te, in modo da poterlo aggiornare nei tempi previsti dalla Legge e ciò entro le 24 ore del giorno successivo non festivo.

Se ragioniamo per analogia, il discorso dovrebbe valere anche per il Registro di P.S.

Non si capisce però ancora come comportarsi in caso di svolgimento concomitante di più attività (Convegno + negozio).

Lancio a questo punto un appello ai commercianti del Forum che da lustri (o addirittura da decenni.......) partecipano al Convegno di Verona, che dura in realtà 4 giorni (dal giovedì alla domenica) o, quanto meno tre (dal venerdì alla domenica).

Come Vi comportate con il Registro di P.S. e con quello dei Corrispettivi?

Vediamo quante risposte arrivano.....

LeggeteVi il parere, che più tardi lo commentiamo.

http://www.studiogorgoglione.it/lorenzocasi/caso_2000_7_200.htm

Saluti.

M.

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Vabbè, ma che il regsitro dei corrispettivi e quello degli affari si potessero muovere non è una novità...è quello di P.S. che non si deve muovere..

Modificato da numizmo
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Salve,

dico come mi comporto io....dopo vari suggerimenti avuti da diverse parti autorevoli..:

Vado alla Fiera...ma il negozio fisico rimane aperto...quindi non posso portare con me i registri....allora...oltre alla bolla di carico (documento di trasporto) dove elenco le cose e il materiale che mi porto a presso, blocchetto delle ricevute......uno appositamente riservato per le fiere...e fotocopia delle ultime pagine dei registri.....aggiornati al giorno di partenza; questo servirebbe, a quano ho capito, a dimostare di non aver aggiunto nulla ai registri originale, che verranno aggiornati , con tutti i dati delle vendite registrate sul blocchetto delle ricevute per le vendite, e dei dati degli acquisti registrati nei moduli di cessione dai privati, o delle fatture degli altri commercianti...

di piu'...non zo !!

se poi c'e' qualche cosa da correggere.....ben vengano notizie piu' precise

Modificato da R-R
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Guest utente3487

Salve,

dico come mi comporto io....dopo vari suggerimenti avuti da diverse parti autorevoli..:

Vado alla Fiera...ma il negozio fisico rimane aperto...quindi non posso portare con me i registri....allora...oltre alla bolla di carico (documento di trasporto) dove elenco le cose e il materiale che mi porto a presso, blocchetto delle ricevute......uno appositamente riservato per le fiere...e fotocopia delle ultime pagine dei registri.....aggiornati al giorno di partenza; questo servirebbe, a quano ho capito, a dimostare di non aver aggiunto nulla ai registri originale, che verranno aggiornati , con tutti i dati delle vendite registrate sul blocchetto delle ricevute per le vendite, e dei dati degli acquisti registrati nei moduli di cessione dai privati, o delle fatture degli altri commercianti...

di piu'...non zo !!

se poi c'e' qualche cosa da correggere.....ben vengano notizie piu' precise

Giustissimo Riccardo. E' una procedura che sposo in pieno. Aggiungerei, a garanzia totale, anche la copia delle prime pagine (il frontespizio) e con una copia conforme il problema dovrebbe essere risolto.

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Per providentiaoptimiprincipis (ammazza che lungo questo nick... :clapping: ).

"Io Tizio Caio all'atto di vendere, al Signor Giulio Giulii la seguente moneta: 5 Lire di Ciccio II Zecca di Vattelappesca peso e diametro ecc, dichiaro la lecita provenienza della stessa in quanto proveniente dalla mia collezione privata. Addì e F.to"

Direi che va benissimo. Magari ci puoi aggiungere che la moneta della Tua collezione privata proviene dall'asta "Gatto & la Volpe" del 31.2.2012 Lotto nr. 13 e se hai anche qualche pezza giustificativa, potresTi fare cosa gradita all'acquirente nel cedergliela insieme all'attestazione.

Anzi...direi che in questo caso faresTi un figurone... :hi:

Saluti.

M.

Siccome mi piace sempre pensare ai vari scenari possibili, in modo da avere una visione d'insieme con tutte le criticità del caso, mi prospettavo qualche giorno fa l'ipotesi in cui la cessione riguardi monete che sono state oggetto di sequestro e poi, successivamente, regolarmente dissequestrate.

In questo caso ipotizzo che, unitamente alla dichiarazione tra privati di cui sopra ed eventuali fatture e pezze d'acquisto, debba essere rilasciata anche copia del provvedimento di dissequestro.

Pensiero corretto?

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Ciao.

"....mi prospettavo qualche giorno fa l'ipotesi in cui la cessione riguardi monete che sono state oggetto di sequestro e poi, successivamente, regolarmente dissequestrate.

In questo caso ipotizzo che, unitamente alla dichiarazione tra privati di cui sopra ed eventuali fatture e pezze d'acquisto, debba essere rilasciata anche copia del provvedimento di dissequestro.

Pensiero corretto?"

Direi correttissimo.

Anzi, aggiungerei che le monete provenienti da....dissequestro, accompagnate dal loro verbale, dovrebbero collocarsi al "top" per quanto riguarda la dimostrazione del legittimo possesso, della proveniena e della originalità, visto che hanno superato indenni il vaglio di un completo check-up giudiziario.

Se poi dovessero anche possedere la sontuosa patina cosiddetta da "Ufficio Corpi di reato", allora stiamo veramente parlando del non plus ultra...... :rofl: .

Tutto ciò può sembrare ironico........ma, Vi assicuro....non lo è..... :pleasantry:

Saluti. :hi:

Michele

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  • 3 settimane dopo...

Vabbe, per una volta intervengo anche io :)

1-il pos è una operazione che fa arricchire le banche, e in operazioni commerciali dal margine ridotto non è una bella cosa, non staimo aquistando un minerale pagato 2 lire dal commerciante che a rimettere il 3% non gli importa proprio nulla.

2-La sicurezza del pos dipende dalla serietà del commerciante, se lo conosciamo non abbiamo nulla da temere.

3-Il pos ha un limite, se non ricordo male per la maggiornza della gente è di 1500 euro fore 3000, se vuoi fartelo alzare devi fare richiesta ma non è per niente detto che venga accolta, senza contare i rischi legati ad un plafond alto.

4-vi racconto una storia, vedo una bella moneta ad un convegno, costa 6000 ed ha anche il certificato di provenienza, la vorrei comprare, come faccio? moolto semplice, consegno 500 euro al commerciante e gli dico che eseguirò un bonifico appena arrivato a casa, a bonifico eseguito mi metto daccordo su quando ci reincontreremo per la consegna della moneta, tanto deve stare tutta la vita con me, qualche mese in più o in meno che differenza fa? Ogni riferimento a persone e cose è casuale e di certo non ho aquistato una moneta da 6000 :P

5-il certificato di provenienza è un pezzo di carta un po strano, se io compro una moneta con questo certificato e poi decido di venderla questa passera di mano in mano sempre con lo stesso certificato, quindi? il primo che lo rilascia lo attacca per sempre a quella moneta. Basterà qualche decennio di passaggi d'asta e tutte le monete avranno un certificato e poi? nasceranno i certificati di provenineza falsi (niente di più facile) e poi? io non lo so.

6-per favore non litigate

Alessandro

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Buonasera Attila e grazie per il suo contributo,

Riguardo al punto n.5 che tratta il motivo per cui ho aperto questa discussione ritengo che quanto dice è probabilmente vero, nasceranno i certificati di lecita provenienza privati falsi.

Ma mi piacerebbe poter fare due riflessioni.

In primo luogo sappiamo che il certificato di lecita provenienza prodotto da un privato vale poco, aggiungerei pochissimo, rapportato ad altre evidenze probatorie che invece dimostrano l'illecita provenienza del bene.

Partendo da questo assunto allora che senso avrebbe falsificare qualcosa che in realtà non ha valore?.

"Io Tizio dichiaro che il pezzo proviene dall'asta CompraCheTiSpenno lotto n.boh" poi Caio controlla e vede che quest'asta non è mai esistita o il pezzo non è quello, ma si sa che comunque sono certificati che lasciano il tempo che trovano.

Io nella mia breve vita da collezionista ho trovato professionisti a cui ho dovuto chiedere la fattura e non sempre è arrivata, e sinceramente se mi trovassi davanti ad un privato che di sua sponte decide di farmi un bel certificato su carta fotografica, con un bel programmino, firmato, datato ed anche plastificato per evitare manomissioni sarei contento. Sarebbe un bel gesto.

E poi? E poi cosa accadrebbe fra 10 anni non saprei dirglielo, forse saremo tutti dei collezionisti coscienti...

6 - e chi litiga?!?qui sono così pacifici! :P

Buona notte a tutti!

Modificato da providentiaoptimiprincipis
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4-vi racconto una storia, vedo una bella moneta ad un convegno, costa 6000 ed ha anche il certificato di provenienza, la vorrei comprare, come faccio? moolto semplice, consegno 500 euro al commerciante e gli dico che eseguirò un bonifico appena arrivato a casa, a bonifico eseguito mi metto daccordo su quando ci reincontreremo per la consegna della moneta, tanto deve stare tutta la vita con me, qualche mese in più o in meno che differenza fa? Ogni riferimento a persone e cose è casuale e di certo non ho aquistato una moneta da 6000 :P

La storia finisce bene o male per l'acquirente?

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Ciao a tutti.

Per attila650

"1-il pos è una operazione che fa arricchire le banche, e in operazioni commerciali dal margine ridotto non è una bella cosa, non stiamo aquistando un minerale pagato 2 lire dal commerciante che a rimettere il 3% non gli importa proprio nulla."

Che il P.O.S. faccia arricchire le banche è un fatto; ma bisogna anche riconoscere che il servizio offerto è utilissimo sia a chi vende che a chi compra.

Inoltre il P.O.S. è una realtà ormai consolidata in tutti i mercati mondiali sviluppati, a prescindere dal settore merceologico. Non è questione di pagare un minerale o qualunque altra cosa che al commerciante costa 2 lire.......intanto bisogna anche vedere se il margine di guadagno sulle monete sia sempre ridotto.....come sostieni Tu...bisognerebbe verificarlo caso per caso e non darlo per scontato a priori.

Pensare comunque che solo il mercato numismatico non possa permettersi l'uso del POS, mi sembra abbastanza curioso.

"2-La sicurezza del pos dipende dalla serietà del commerciante, se lo conosciamo non abbiamo nulla da temere."

Appunto. Al più si eviterebbero quei POS (e quindi quei “commercianti”) di cui non si ha fiducia. Ma probabilmente da quelli non andremmo a comprare comunque....POS o non POS, in quanto non ci piacciono.

Quindi non sarebbe solo un problema di POS.

"3-Il pos ha un limite, se non ricordo male per la maggiornza della gente è di 1500 euro fore 3000, se vuoi fartelo alzare devi fare richiesta ma non è per niente detto che venga accolta, senza contare i rischi legati ad un plafond alto."

Mi pare che 1.500 o 3.000 euro siano già un buon limite di spesa per il collezionista medio.

Se poi uno può permettersi di spendere molto di più per le monete, è probabile che a questo punto sia già un cliente conosciuto dai mercanti....ed in questo caso potrà anche ricorrere ai propri assegni per cifre superiori.

"4-vi racconto una storia, vedo una bella moneta ad un convegno, costa 6000 ed ha anche il certificato di provenienza, la vorrei comprare, come faccio? moolto semplice, consegno 500 euro al commerciante e gli dico che eseguirò un bonifico appena arrivato a casa, a bonifico eseguito mi metto daccordo su quando ci reincontreremo per la consegna della moneta, tanto deve stare tutta la vita con me, qualche mese in più o in meno che differenza fa? Ogni riferimento a persone e cose è casuale e di certo non ho aquistato una moneta da 6000".

Certamente quella che Tu riporti è una modalità praticata. Ma credo anche che fosse abbastanza diffusa ben prima che ci fossero gli attuali limiti all'uso dei contanti.

C'è anche l'altra versione, che però richiede che il venditore e l'acquirente si conoscano bene: ti prendo subito la moneta dandoti un acconto ed il resto te lo invio con pagamenti mensili fino all'estinzione del debito

Anche questa modalità si è sempre praticata, si pratica e si praticherà, finchè fra le persone ci sarà conoscenza e fiducia (sebbene sia una modalità evidentemente molto più rischiosa per il venditore....).

Però sia in un caso che nell'altro, stiamo parlando di pratiche commerciali un tantino complesse e comunque mai caratterizzate dall'immediatezza della transazione.

"5-il certificato di provenienza è un pezzo di carta un po strano, se io compro una moneta con questo certificato e poi decido di venderla questa passera di mano in mano sempre con lo stesso certificato, quindi? il primo che lo rilascia lo attacca per sempre a quella moneta. Basterà qualche decennio di passaggi d'asta e tutte le monete avranno un certificato e poi? nasceranno i certificati di provenineza falsi (niente di più facile) e poi? io non lo so."

Il primo certificato di provenienza si potrà ben sommare ai successivi.

Nel senso che se Tizio vende a Caio la moneta che ha acquistanto all'asta Alfa, rilascerà (a Caio) la documentazione dell'asta più un “certificato” di vendita in cui si riporterà che quella moneta è ceduta a Caio.

Quando Caio la rivenderà a Sempronio, egli ben potrà consegnare a quest'ultimo la documentazione rilasciatagli da Tizio più un nuovo “certificato” di vendita in cui si riporteranno gli estremi della successiva cessione.

E così via.

Che poi si possano creare dei falsi "certificati" questo è scontato. Si falsifiano monete del valore di milioni di dollari.........vorrei ben vedere che non si falsificassero anche gli attestati di provenienza.

Ma questo è un rischio fisiologico, così come è fisiologico che circolino monete false.

Dobbiamo andare a vedere qual'è la finalità che si propone di perseguire la norma che ha introdotto il certificato di provenienza: e questa finalità si ravvisa nella "tracciabilità" della moneta, cioè nella possibilità di ricostruirne le vicende traslative di essa.

Meccanismo burocratico e complesso? Probabilmente si. Ma se questo è lo scopo della norma, bisognerà attrezzarsi per non disattenderlo.

Saluti. :hi:

Michele

Modificato da bizerba62
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Buonasera Attila e grazie per il suo contributo,

Riguardo al punto n.5 che tratta il motivo per cui ho aperto questa discussione ritengo che quanto dice è probabilmente vero, nasceranno i certificati di lecita provenienza privati falsi.

Ma mi piacerebbe poter fare due riflessioni.

In primo luogo sappiamo che il certificato di lecita provenienza prodotto da un privato vale poco, aggiungerei pochissimo, rapportato ad altre evidenze probatorie che invece dimostrano l'illecita provenienza del bene.

Partendo da questo assunto allora che senso avrebbe falsificare qualcosa che in realtà non ha valore?.

"Io Tizio dichiaro che il pezzo proviene dall'asta CompraCheTiSpenno lotto n.boh" poi Caio controlla e vede che quest'asta non è mai esistita o il pezzo non è quello, ma si sa che comunque sono certificati che lasciano il tempo che trovano.

Io nella mia breve vita da collezionista ho trovato professionisti a cui ho dovuto chiedere la fattura e non sempre è arrivata, e sinceramente se mi trovassi davanti ad un privato che di sua sponte decide di farmi un bel certificato su carta fotografica, con un bel programmino, firmato, datato ed anche plastificato per evitare manomissioni sarei contento. Sarebbe un bel gesto.

E poi? E poi cosa accadrebbe fra 10 anni non saprei dirglielo, forse saremo tutti dei collezionisti coscienti...

6 - e chi litiga?!?qui sono così pacifici! :P

Buona notte a tutti!

Certamente le questioni sono ancora da definire e non è detto che la legislazione si modifichi nel tempo.

Vedremo :)

4-vi racconto una storia, vedo una bella moneta ad un convegno, costa 6000 ed ha anche il certificato di provenienza, la vorrei comprare, come faccio? moolto semplice, consegno 500 euro al commerciante e gli dico che eseguirò un bonifico appena arrivato a casa, a bonifico eseguito mi metto daccordo su quando ci reincontreremo per la consegna della moneta, tanto deve stare tutta la vita con me, qualche mese in più o in meno che differenza fa? Ogni riferimento a persone e cose è casuale e di certo non ho aquistato una moneta da 6000 :P

La storia finisce bene o male per l'acquirente?

Benissimo! quando l'aquirente torna nel negozio del venditore, che è a più di 400km di distanza, trova anche una moneta che cercava da tanto tempo a prezzo irrisorio!! :acute:

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