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L. Licinio Lucullo

Bronzo con ROMANO Minerva/protome equina

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

Il nominale è incerto. Secondo Crawford si tratta di una litra. Secondo Roberto Russo, si tratta una mezza litra, in serie con le emissioni RRC 16 (litra) e RRC 23 (doppia litra), nell'ambito di una serie coniata a Napoli. Anche secondo Sydenham si tratta di una mezza litra. Questa ipotesi, risalente al XIX secolo, è contestata alla luce del parallelismo con la serie enea emessa a Cosa: la litra era un'unità di bronzo coniata in Sicilia, ma ignota nel contesto etrusco-romano. È stato proposto che fosse una quartoncia, con metrologia romana (se nel 270-240 lo standard ponderale era di 270 g su 10 once, potevano essere quartonce, con peso teorico 6,75 g), o un obolo, con metrologia greca ed ascenda agli anni 273-269 (vd. catalogo d’asta Artemide 12E).

A Vicarello sono stati recuperati 794 pezzi "a" (g 2,64-8,57), 17 pezzi "b" (g 3,3-7,57), 19 pezzi "d" (g 3,34-7,27) e 63 pezzi "g" (g 3,69-7,11). Marina Taliercio Mensitieri (Atti del X convegno del Centro Internazionale di Studi Numismatici, Napoli 1993) suddivide la serie in 4 gruppi, di cui i primi due sono caratterizzati da un livello ponderale simile, gli altri ne presentano uno lievemente inferiore:

A) D/ a sinistra, R/ a destra - peso medio 5,42 g, su 1.216 esemplari (77% tra 6 g e 4,5, 6,5% di 6,5 e 9% di 4) dei 1.231 noti;

B) D/ a destra, R/ a sinistra - peso medio 5,48 g, su 187 esemplari (52% tra 5,5 g e 5, 12% di 6 e 13% di 4,5 g) dei 193 noti;

C) D/ a sinistra, R/ a sinistra - peso medio 5,01 g, su 52 esemplari (38 tra 5,5 g e i 3,5) dei 54 noti;

D) D/ a destra, R/ a destra - peso medio 4,98 g, su 82 esemplari (25 di 4,5 g, 25 tra 5,5 e 5 g e 10 di 4).

Grueber, Breglia e Mitchell, prediligendo il legame con il didracma Marte/protome, propongono una datazione alta entro la fine del IV secolo, mentre una cronologia bassa al 269-243 è proposta da Mattingly-Sydenham. Sempre rapportando bronzo ed argento, Thomsen data le emissioni al 280, specificando "che il bronzo deriverebbe dalla riconiazione su un bronzo di Siracusa con Zeus Hellanios riferibile al regno di Iceta e si accorderebbe con l'imitazione tipologica di Cosa, colonia latina del 273". Medesima interpretazione per Pedroni, che inquadra sia l'argento che il bronzo romano nel 275. Sganciando il bronzo dall'argento Crawford, nel 1974, sostiene il Thomsen per quanto riguarda la datazione del didracma al 280, ma sposta il bronzo tra la fondazione di Cosa l'emissione del didracma Ercole/lupa (269). Burnett rileva anch'egli analogie con la serie cosana, proponendo per le due serie enee medesima zecca e periodo, ribassando però la datazione al 260 e mettendola in relazione alla Prima Guerra Punica. Quest'ultimo inquadramento è quello che riscuote, attualmente, i maggiori consensi (condiviso anche da Cr. nel 1985) ma, spingendosi oltre, il Mattingly, correlando il bronzo con protome equina a quello con l'aquila, lo aggancia al didracma con Vittoria, proponendo un ulteriore ribassamento al 250-240.

Il legame con la serie di Cosa trova ulteriori conferme in quanto la seconda serie cosana presenterebbe, oltre alle analogie iconografiche, anche la medesima suddivisione nei 4 tipi, pur riscontrando differenze nelle sequenze degli orientamenti. Sia nella serie RRC 17 che nelle emissioni di Cosa sono poi presenti varianti ove compare il simbolo stella, se pur con variazioni nella posizione dei tipi. L'elemento più importante emerge però dalle caratteristiche ponderali: la prima serie di Cosa, con al D/ la testa di Marte, presenta il medesimo livello ponderale dei gruppi A e B del tipo Cr. 17/1, mentre la seconda serie, con testa di Cosa, parrebbe presentare un peso medio lievemente inferiore, come per gli esemplari dei gruppi C e D dell'emissione con testa di Minerva

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