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Showing most liked content since 21/01/2017 in all areas

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    E' con immenso piacere che annuncio, in qualità di portavoce del gruppo, la pubblicazione del primo numero de Il Gazzettino di Quelli del Cordusio. Cinquanta pagine in formato A4 b/n di riflessioni, articoli tecnici, recensioni, news; è una pubblicazione per tutti: collezionisti, studiosi, curiosi... La distribuzione avverrà prima in formato cartaceo presso il mercatino del Cordusio ed i convegni di Parma e Verona, quindi pubblicheremo il Gazzettino in formato digitale per raggiungere una platea ancora più vasta di potenziali interessati. Come gruppo sentivamo - e vedevamo intorno a noi - la necessità di una pubblicazione a carattere fortemente divulgativo, interessante per i numismatici più "navigati" ma che soprattutto interessasse il pubblico dei giovani numismatici (dove "giovani" non intende solamente il freddo dato anagrafico ma anche chi - pur avendo una certa età - è appena entrato nel nostro mondo). Quindi eccoci qua con il nostro Gazzettino, un prodotto di facile approccio e di agile lettura. Vorrei ringraziare tutti i membri di Quelli del Cordusio per il loro supporto, per l'approvazione di questo progetto che è passato dall'immaginazione di alcuni di noi alla dimensione "reale" in meno di due mesi; infatti il brindisi inaugurale fu fatto il 18 dicembre scorso. Un traguardo non da poco, ma quando c'è la voglia di fare... Un grazie in particolare va a chi con la collaborazione ha reso così vario e ricco questo primo numero: @dabbene @eracle62 @Parpajola @Dave95 @aleale @DARECTASAPERE @rongom @magdi. Complimenti a tutti loro ed in particolare a Davide (dave95) ed Alessandro (aleale) che hanno avuto qui sul Gazzettino il loro debutto come Autori. Il gazzettino è aperto a tutti gli Autori, appartenenti o meno a Quelli del Cordusio (ovviamente però in ogni numero ci sarà una maggioranza di contributi redatti da membri del gruppo stesso), quindi se avete un articolo, una riflessione numismatica, una recensione inviate tutto a quellidelcordusio.redazione@gmail.com . Un caro saluto, Antonio Rimoldi
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    Vi ricordate di me, appassionato di monete, che un mese fa vi chiedeva consigli sul primo acquisto. Ecco oggi questo grande passo l'ho compiuto anche io, eccomi qua a mostrarvi la mia prima moneta. Ho deciso si acquistatr uj denario di TRAIANO. DENARIO classificato RARO che commemora la presa dell'ARABIA!! Coniato a Roma nel 103-111, RIC 94, pesa 3.01g x 19mm. Al D/ IMP TRAIANO AVG GER DAC P M TR P; busto laureato e drappeggiato su spalla sinistra. Al R/ COS VI P P S P Q R OPTIMO PRINC; ARAB ADQVISIT (esergo); l'Arabia, con ramo e fascio di canne, con accanto un dromedario. Un gradevole denario con un bel ritratto fiero e un rovescio tra i più ricercati di Traiano, visto che commemora un momento ben preciso! CONSERVAZIONE GLOBALE: BB Spero vi piaccia questa moneta, la prima di un lunga serie.
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    Quando frequentavo nei primi tempi Lamoneta parlavo sempre di sogni numismatici, sogni erano e sogni però rimanevano, poi un giorno pensai perché non realizzarli ? proviamoci... Tanti sogni grandi o piccoli che siano spesso, se vogliamo, possono diventare grande realtà, ma per fare questo ci vogliono idee, obiettivi, passione, lavoro, organizzazione, anche una buona dose di perseveranza e poi ci vuole IL GRUPPO, se non hai la squadra che lavora insieme nella stessa direzione i sogni non si realizzeranno... E i sogni è bello che siano legati sempre a un valore, a una tematica, che siano poi per tutti, non per uno solo, in pochissimo tempo ne vediamo qui tre, uno dietro l'altro, Milano Numismatica che rappresenta il voler vedere monete delle nostre Istituzioni e il vederle in tanti, in gruppo, con giovani, appassionati, curiosi, Il Gazzettino di Quelli del Cordusio che rappresenta la divulgazione totale per tutti, il poter dare a un giovane che non ha mai scritto la possibilità di potersi esprimere ed iniziare e poi Parma, i giovani numismatici....il nostro futuro... Tre grandi sogni, tre tematiche virtuose per una numismatica innovativa, che segua i tempi e i desideri e che deve aprirsi sempre più a tutti. Ne arriveranno altri di grandi sogni, se no potrei pensionarmi a livello numismatico 😝, due altre grandi tematiche che meritano di avere il giusto spazio e l'attenzione di tutti ci aspetteranno, ci riusciremo ? dipende... dipende sempre dal gruppo e dal lavoro.... Due parole sul Gazzettino, Antonio ha già detto tutto, aggiungo che è aperto a tutti e che indubbiamente rappresenterà molto il Cordusio e la Milano Numismatica, ma non solo, spero ci siano contributi di tanti e vari... News, per vedere cosa succede nel mondo numismatico, approfondimenti di divulgazione numismatica semplice, spero comprensibile, ma anche interventi più alti per chi vorrà, ma poi anche emozioni, riflessioni, pensieri sulla numismatica, se vorrete, questo è lo spazio per voi. E abbiamo voluto che fosse cartaceo, semplice, ma cartaceo, un giornale che l'appassionato alla domenica può avere, leggere e credo crescere, appassionarsi.... Le tappe saranno giustamente il Cordusio per alcune domeniche, poi Parma e Verona due Convegni importanti e frequentati, finita la fase cartacea on line per tutti . Quello che è certo è che da tempo a Milano non si vedeva una ventata di entusiasmo, fermenti, partecipazione, condivisione come in questi ultimi tempi, la chiamerei una rinascita numismatica, speriamo sia contagiosa per coinvolgere tanti insieme a noi, in fondo è tutta la numismatica che viene coinvolta in questi sogni che diventano poi progetti e poi splendide realtà, un brindisi per tutti noi ...e sognate ...forza....
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    Caro @miza a te che sei amante del bello (peccato tu sia così lontano...) e a tutti gli amici Lamonetiani dedico quest'altro piccolo gioiello (non è facile trovarlo in questa conservazione).
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    Buon giorno a tutti, Vi informo che, a Nepi (VT) il giorno 12 Febbraio 2017, dalle ore 10,00 in poi, in collaborazione e col patrocinio del Comune di Nepi e del Museo Civico Archeologico, si terrà l'Assemblea Annuale del Circolo Numismatico Romano Laziale, dove si presenterà anche il libro " Appunti Numismatici" Volume II° Vi illustro il programma della giornata: Presentazione libro “Appunti numismatici” vol. II – 2017 Ore 10,30 – Apertura con presentazione del libro “Appunti numismatici” da parte del prof. Bernardino Mirra A seguire: interventi dei vari autori che esporranno brevemente il proprio articolo Ore 12,00 – consegna delle copie del libro agli associati del C.N.R.L. e rinnovo tessere Vi posto, inoltre, l'indice del libro: DI MONTE PATRIZIA – Presentazione pag. 7 MIRRA BERNARDINO - "Numismatica al…femminile" pag. 11 FABRIZI DAVIDE E VAGLIVIELLO ELIODORO -“Abbondandis in adbondandum” - Uno sconosciuto “minimo” argenteo di Filippo II battuto nella zecca di Napoli. pag. 15 D'ARCANGELI ALBERTO E STEFANO - "Il Governo di Vichy" pag. 29 CAPITINI CLAUDIO – "Analisi monetale al microscopio" pag. 39 GIOVINALE ANTONIO - “Firmata Securitas” - Piastra da 120 grana del II tipo pag. 53 DI PAOLO MICHELE – "Il sampietrino di Civitavecchia" - (Che sarebbe dovuto esser ridotto ma ridotto non è) pag. 67 SIDERI RICCARDO - “Problematiche sul possesso di monete” - La normativa italiana di riferimento pag. 75 LOTETA ANTONIO - "Destini incrociati di due monete siciliane da un tarì" - Una del 1636 (anno inedito) e l’altra del 1678, entrambe contromarcate pag. 87 MARTINA RICCARDO – "La monetazione italiana coloniale" - Dal 1890 al 1925 fallirono i tentativi del governo di imporre la valuta italiana nelle colonie pag. 95 ANGIOLILLO VALERIO - "Il porto di Anzio" - su una piastra di Innocenzo XII pag. 129 ARPAIA FABRIZIO - "L'enigmatica figura del divus Sebeto" pag. 141 MORETTI DOMENICO L. - "Manfredi" - le sue monete e la Zecca di Manfredonia pag. 153 CAPITELLI SARA - "Il fascino delle monete" - consigli per neofiti pag. 219 Elenco soci pag. 223 Anch'io ho scritto un articolo a quattro mani con Davide Fabrizi ( Fedafa). Spero in una vostra partecipazione Saluti Eliodoro
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    Buon giorno. Non è la prima volta (e, ritengo, non sarà l'ultima) che su questo sito si affronta la tematica della dismissione della propria collezione. I canali tradizionalmente più gettonati, da quello che riportano gli Utenti che ci sono già passati, sono il conferimento della collezione ad una Casa d'aste, la vendita (o la cessione in conto vendita) del materiale ad un commerciante numismatico e, molto più residualmente, la cessione delle monete ad altri collezionisti interessati a rilevare la raccolta. Da una decina d'anni a questa parte, la diffusione sempre più capillare di siti di vendita on line (il più importante dei quali è senza dubbio eBay) ha indotto più di qualche collezionista a fare uso anche di questo canale, sebbene dal punto di vista fiscale l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza abbiano sovente inquadrato l'attività del seller di eBay come un'attività di impresa, con tutti gli annessi e connessi che una siffatta qualificazione comporta ai fini del trattamento fiscale e previdenziale del "reddito" così prodotto. E ciò ha dunque scoraggiato il collezionista intenzionato a dismettere le proprie monete attraverso i siti di vendita on line, proprio per evitare "rogne" di natura fiscale. Desidero subito precisare, onde evitare che quanto sto per scrivere possa generare equivoci, che intendo riferirmi solo ed esclusivamente a quei collezionisti che intendono realmente disfarsi delle loro monete e non invece a coloro che, "cavalcando" questa finalità in modo puramente strumentale, fingono di dismettere la collezione ma in realtà comprano e vendono monete con abitualità, dando vita in questo caso ad una vera e propria "attività di impresa", il cui reddito non sfugge (giustamente) alla tassazione cui è sottoposto un qualunque reddito d'impresa. Precisato quanto sopra, verrei subito al dunque, esponendo il caso di un anziano collezionista di francobolli, che un bel giorno decide di dismettere la propria collezione su eBay, messa insieme dal 1943 per oltre 40 anni e forte di circa 20.000 pezzi. Lo scopo dichiarato del collezionista è quello di integrare la non sufficiente pensione con il "reintegro" di quanto speso nel tempo per l'acquisto dei francobolli mediante la loro cessione "spezzettata" in una moltitudine di aste (ne farà oltre 2.000) sul noto portale di vendita. La Guardia di Finanza, nell'ambito di un'attività di controllo denominata "Operazione e-Commerce" (davvero poca fantasia nel denominare queste operazioni!), effettua una verifica al seller "francobollaro" per il periodo 2004-2009, avendone riscontrato l'alto numero di aste, ancorchè solo "in uscita". Per la verità, è la stessa G.d.F. a ritenere che il collezionista non possa essere assimilato ad un imprenditore commerciale "occulto", ma una volta che gli esiti dell'attività ispettiva finisco all'Agenzia dell'Entrate, quest'ultima è di diverso avviso e contesta al nostro ex-collezionista di non aver dichiarato i redditi conseguiti (omessa dichiarazione) e di non averci pagato le imposte (IRPEF, Add. Reg., Add. Com.,IVA, IRAP.) dal 2006 al 2009 (per gli anni precedenti, l'Agenzia era decaduta dall'esercizio dell'azione impositiva). Non mi dilungo oltre e lascio la parola alle sentenze (primo grado: Commissione Tributaria Prov.le di Novara; appello: Commissione Tributaria Regionale del Piemonte) che trovate in allegato e che accolgono (conformemente) le ragioni dell'ex collezionista, stabilendo un principio assai interessante che, citando la sentenza d'appello, è il seguente: "....la scelta del Contribuente di porre in vendita la propria collezione filatelica (circa 20.000 pezzi) con una serie di singole operazioni a pochi pezzi cadauna, trova ampia giustificazione nella difficoltà di vendere tale collezione in un solo blocco, attività questa che non avrebbe avuto sicuramente i connotati di un'operazione commerciale. La vendita frazionata tuttavia non fa venir meno la natura di collezione all'insieme dei francobolli che sono stati acquisiti al patrimonio del Contribuente in anni remoti e non frutto di una serie di acquisti e rivendite almeno in tempi recenti, tali da poter evidenziare un nesso di causalità tra acquisto e vendita, che costituisce l'essenza di un'attività commerciale." Attenzione! Naturalmente qui parliamo di francobolli e non di monete; per queste ultime sappiamo che vi sono problematiche di esportazione che consiglierebbero di escludere i buyers esteri per monete che sono soggette all'attestato di libera circolazione o al certificato di esportazione. Peraltro, il principio fiscale enunciato dalle sentenze per le collezioni di francobolli è applicabile anche alle collezioni di monete, essendo la ratio identica. Non mi sono note altre pronunce sull'argomento (eventualmente anche di segno contrario) e se ne siete a conoscenza sarebbe interessante metterle a confronto. Saluti. Michele COMM_TRIB_REG_TORINO_N_14_34_15_DEP_14_01_2015.pdf CTP_NO_110_01_12_REDDITI.pdf
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    Qualche sera fa, mentre girovagavo fra le pagine del forum, il mio primogenito "quattrenne" si è affacciato allo schermo del tablet che stavo maneggiando. Proprio in quel momento faceva bella mostra di se l'immagine del 5 pounds del 1839. Bontà sua: "Papà chi è questa signora con il leone?". Ho pensato subito: "Bello di papà, emmo' come te lo spiego?". Ho preso tempo per cercare in rete qualcosa che potesse aiutarmi nell'impresa di raccontare ad un bimbo il poema di Edmund Spenser, "The Faerie Queene". Dopo poco mi sono imbattuto in un sito britannico di fiabe che presentava proprio l'estratto che ci interessava. http://www.heritage-history.com/?c=read&author=langjean&book=queen&story=una Ho richiamato mio figlio e, con fare smargiasso innanzi alle perplessità di mia moglie, mi proponevo di tradurlo e al contempo raccontarlo al piccolo. Purtroppo non ho fatto una bella figura; il mio inglese è un po' arrugginito. L'andamento claudicante delle parole uscite dalla mia bocca ha indotto entrambi a canzonarmi e il sottoscritto a prepararsi meglio. Ebbene ho tradotto la pagina, rendendola comprensibile ad un bambino. Ho deciso di rendere il forum partecipe nella speranza che questa fiaba possa aiutare nella comprensione della moneta e, perché no, essere usata al momento della nanna da altri papà del nostro forum. UNA E IL LEONE Una and the Lion by Briton Rivière In un epoca lontana nel tempo, in un paese non lontano da Fairyland, viveva un re e una regina con la loro figlia, il cui nome era Una. Una era una delle più belle principesse di tutti i tempi, ed era tanto buona quanto bella. Lei, suo padre e sua madre si amavano molto ed erano molto felici insieme, fino a quando una cosa terribile accadde nel loro regno e portò via tutta la loro felicità. Un drago spaventoso venne da un altro paese e uccise uomini, donne e bambini. Con il suo alito di fuoco sradicava gli alberi, riduceva l'erba e i fiori in cenere nera, e uccise tutti coloro che attraversarono la sua strada. Avrebbe ucciso anche il padre e la madre di Una, ma essi, ed alcuni dei loro servi, si rinchiusero in una torre di ottone. Il drago cercò per molto tempo di entrare e di ottenerli in pasto, ma la torre era così solida che non poteva rompersi. Per sette anni il re e la regina si nascosero nelle loro torre, mentre il drago pazientava di fuori. Molti coraggiosi cavalieri vennero e combatterono contro l'orribile mostro cercando di salvare il re e la regina. Ma il drago era più forte di tutti i guerrieri ed uccise ognuno di loro. Alla fine Una decise di cavalcare fino a Fairyland e chiedere alla Regina delle Fate di inviare uno dei suoi cavalieri per ammazzare il drago. Una non prese al seguito nessun soldato né servi. Un nano trasportò per lei il cibo ed i vestiti di cui aveva bisogno e la condusse sulla groppa di un piccolo asino bianco. Il suo vestito era bianco, ma lei coprì la sua bella e lucente chioma d'oro con un mantello nero per mostrare che si sentiva triste. Il suo bel viso era molto addolorato, perché era tanto infelice per le cose crudeli che il drago aveva fatto e per il pericolo che i suoi cari genitori stavano correndo. Una arrivò senza intoppi alla corte della regina Faerie. Un giovane cavaliere, senza paura, fedele e vigoroso, si offrì di tornare con lei ad uccidere il drago. Il suo nome era Giorgio, ma, sul petto della sua armatura d'argento e sul suo scudo d'argento, aveva dipinto una croce rossa. Così la gente lo chiamava “il cavaliere dalla croce rossa”. Il sole splendeva luminoso, e gli uccelli cantavano dolcemente, mentre Una e il suo cavaliere cavalcavano attraverso i boschi che si trovavano tra il regno di suo padre e le terre della regina di Faerie. Il grande cavallo da battaglia del cavaliere saltellava e mordeva il freno per permettere all'asinello di Una ,che, al contrario, poggiava delicatamente le zampe sull'erba, di restargli fianco a fianco lungo la strada. Non si erano ancora allontanati di molto che una tempesta li colse. Il cielo si oscurò e la pioggia cadde pesantemente, e si sarebbero inzuppati tutti se non avessero trovato rifugio in un fitto bosco. C'erano ampi sentieri in questa foresta. Gli alberi ad alto fusto avevano fronde rigogliose e cresciute così vicine che la pioggia non riusciva ad attraversarle. Erano in un così bel bosco, ed erano così felici di parlare assieme ascoltando il dolce canto degli uccelli, che cavalcarono a lungo senza accorgersi di dove stavano andando. Così, quando la pioggia cessò e desiderarono tornare sulla strada aperta, non riuscirono a trovare la via. Vagarono in lungo e in largo finché giunsero all'imbocco di un grande caverna buia. Il cavaliere balzò da cavallo, diede da tenere in mano la sua lancia al nano, e andò avanti per controllare se qualcosa fosse nascosto nel buio. "Non essere così avventato!" gridò Una; "So che questo è un luogo terribilmente pericoloso, e che un mostro terribile abita in quel covo nero!" Anche il nano, spaventato, lo pregò di venire via, ma il cavaliere disse, "Mi vergognerei se tornassi indietro. Se un uomo è buono non ha bisogno di avere paura del buio." Così entrò nelle tenebre, e nella penombra generata dalla sua armatura splendente vide un mostro orribile. Aveva una gran brutta testa e una coda lunga e maculata come quella di un serpente. La bestia si precipitò sul cavaliere, ruggendo furiosamente. Giorgio la colpì con la sua spada, ma, nonostante la ferita, il mostro avvolse la sua orribile coda intorno a lui, fino a quando questi fu quasi schiacciato a morte. Una lo incitò a non avere timore e a combattere il mostro con coraggio e lui, colpendo con tutte le sue forze, gli tagliò la testa. Passato il pericolo Una e Giorgio cavalcarono allegri, e, mentre calava la sera, trovarono una via d'uscita dal bosco. Sulla strada incontrarono un vecchio che sembrava gentile e buono. Offrì loro ospitalità per la notte nella sua casa, in una piccola valle poco distante, e loro accettarono volentieri . Questo vecchio era però un mago malvagio e, in realtà, voleva fare loro del male. Quando giacquero per riposare, iniziò a lavorare con la sua magia su di loro. Con le sue arti fece credere al cavaliere dalla Croce Rossa che Una era falsa, molto malvagia e che fosse saggio starle lontano. Alle prime luci dell'alba il cavaliere fece sellare il suo cavallo dal nano e andarono via insieme, lasciando Una addormentata nella casa del mago malvagio. Poco tempo dopo Una si svegliò e non li trovò più; poté solo piangere amaramente per quella che le sembrò una crudeltà. Cavalcò più velocemente che poteva, ma il suo asinello era lento, e non aveva alcuna possibilità di raggiungerli. Giorno dopo giorno, per monti e per valli, nei boschi e nelle brughiere solitarie, cercò il suo cavaliere. Il suo cuore era molto triste perché colui che amava l'aveva abbandonata così all'improvviso. Un giorno, molto stanca, si sdraiò per riposare sotto gli alberi in un fitto bosco. Si tolse il mantello nero e i suoi magnifici capelli d'oro è caddero liberamente intorno al viso. Il suo volto era così bello e così pieno di bontà che sembrava fare luce nel luogo ombreggiato. Improvvisamente un leone furioso uscì fuori dal bosco e si avventò su di lei. Era a caccia di qualcosa da uccidere e mangiare e, quando vide Una, corse verso di lei avidamente, con le fauci fameliche spalancate . Quando vide il bel viso però, invece di farla a pezzi, si mise a leccarle dolcemente le piccole mani bianche ed i piedi.Il cuore triste di Una era così grato al nobile animale che le sue lacrime caddero sul felino. Il leone non l'avrebbe lasciata. Continuava a vegliarla mentre dormiva e, quando era sveglia, la seguiva come un cane fedele. Vagarono insieme, ma non incontrarono mai nessuno a cui chiedere aiuto nel cercare il cavaliere dalla croce rossa. Finalmente, una sera, videro una giovane donna camminare su un sentiero di montagna ripido, portando una pentola di acqua sulla schiena. Una la chiamò ma, quando si guardò intorno e vide una bella signora con un leone, la donna si spaventò, buttò via il recipiente e scappò via temendo per la sua vita. Ella viveva in una capanna sulla montagna insieme alla vecchia madre cieca. Quando arrivò a casa si precipitò dentro e chiuse la porta. Una e il felino la seguirono; il leone, con un colpo della forte zampa, spalancò la porta. Le due donne si erano nascoste in un angolo buio, mezze morte dalla paura. Una cercò di confortarle, e chiese loro rifugio per la notte. Quando calò il buio si sdraiò, molto stanca, a dormire. Il suo leone giaceva di guardia ai suoi piedi. In piena notte bussarono alla porta. Era un ladro cattivo, che era solito portare la refurtiva e darla da nascondere alle padrone di casa. Le donne erano così terrorizzate del leone che non osavano uscire dal loro nascondiglio. Così il ladro, in un impeto di rabbia, buttò giù la porta; il leone si precipitò su di lui e lo fece a pezzi. La mattina dopo Una si alzò presto e andò via con il felide. Appena fu partita, le donne si fecero coraggio e uscirono fuori. Quando videro il cadavere del ladro, si adirarono molto. Le corsero dietro, insultandola, ma non riuscirono a raggiungerla. Tornando verso casa incontrarono il mago malvagio. Raccontarono di Una, e lui cavalcò rapidamente per raggiungerla. Con la sua magia si fece un'armatura identica a quella del cavaliere dalla croce rossa. Quando Una lo vide pensò fosse proprio lui che tornava finalmente da lei. Ella però non fù l'unica a cadere nell'inganno del mago. Sansloy, un uomo rude e cattivo, il cui fratello era stato ucciso in uno scontro con il cavaliere dalla croce rossa, arrivò a cavallo. Quando vide la croce rossa sul petto del mago lo caricò furiosamente. Il vecchio mago, volente o nolente, dovette combattere. Sansloy attaccò così ferocemente che lo ferì e lo lasciò sanguinante a terra. Poi Sansloy gli strappò via il casco e stava per ucciderlo, quando vide, al posto del volto giovane e bello del cavaliere dalla croce rossa, la faccia avvizzita ed i capelli grigi del mago malvagio . Sansloy aveva paura del mago, così si tirò indietro e non lo colpì più. Quando si accorse di quanto fosse bella Una, decise di portarla via con lui e di prenderla in moglie. Quando il leone vide il cavaliere afferrare Una, si lanciò in una feroce corsa verso di lui, e lo avrebbe sbranato; ma Sansloy respinse il leone con il suo scudo ed infilzò la sua spada in profondità nel cuore fedele del leone. Con un grande ruggito la nobile bestia cadde morta. Sansloy gettò Una sul suo cavallo e galoppò via con lei. La principessa piangeva e singhiozzava; lo pregò di lasciarla andare, ma Sansloy non la ascoltò. Una si sentì come se non avesse alcun amico, o almeno, nessun amico che potesse aiutarla. Solo l'asinello bianco trottò dietro di lei; non aveva paura di nulla se non di essere lasciato solo, senza la sua amata. Il buio calò e le stelle che uscirono fuori sembrava piangessero per il dolore e l'impotenza di Una. Sansloy alla fine fermò il cavallo e la fece scendere. Quando lui le si avvicinò, Una ebbe tanta paura e gridò per chiedere aiuto. Le sue urla riecheggiarono fra gli alberi. In quei boschi viveva gente selvaggia. Alcuni fra loro erano più simili a bestie che uomini e donne. Ballavano allegramente alla luce delle stelle e, non appena sentirono le grida di Una, fermarono le loro danze e corsero a vedere cosa non andava. Non appena Sansloy li vide, con i loro capelli lunghi, le gambe pelose, le braccia grosse e le facce selvatiche, fu così spaventato che saltò sul suo cavallo e galoppò via. Ma le persone selvagge dei boschi erano più dolci rispetto al vile cavaliere. Quando videro Una, così bella, così spaventata e così triste, sorrisero per dimostrarle che intendevano essere gentili. Poi si inginocchiarono davanti a lei e le baciarono dolcemente i piedi per dimostrarle che le avrebbero obbedito. A quel punto Una non ebbe più paura. Quando queste persone selvatiche videro che lei si fidava di loro, furono così contente che saltarono e ballarono e cantarono per la gioia. Raccolsero fronde verdi e le stesero lungo il suo cammino; la coronarono con foglie per dimostrarle che era la loro regina. In questo modo la portarono a casa, dal loro capo; lui e tutte le belle ninfe del bosco la sua accolsero con gioia. Per un lungo periodo Una visse con loro e fu la loro regina. Alla fine un coraggioso cavaliere giunse da loro. Suo padre era stato un uomo selvaggio dei boschi, ma sua madre era una donna nobile. Era coraggioso e audace come suo padre era stato. Quando era un bambino, e viveva con la gente selvaggia, aveva l'abitudine di rubare cuccioli di leone alle loro madri solo per divertimento. Cavalcava pantere, antilopi,cinghiali, e tigri e lupi con cinghie e briglie, come se stesse giocando con cavalli. Era però dolce come sua madre, nonostante fosse un impavido. Quando Una gli raccontò la storia del cavaliere dalla croce rossa, del leone e di tutte le sue avventure, il suo cuore divenne colmo di pietà. Promise di aiutarla a fuggire e cercare di trovare il cavaliere dalla croce rossa. Così un giorno scapparono via, e, giunta la notte, furono fuori dalla portata degli uomini selvaggi dei boschi. Il mago malvagio seppe della fuga di Una, si vestì come un pellegrino e andò loro incontro. "Hai visto, o hai sentito nulla riguardo al mio prode cavaliere? Egli porta una croce rossa sul petto" Una chiese al vecchio quando si incontrarono. "Ah, sì", disse il mago, "L'ho visto sia vivo che morto. Oggi ho visto una lotta tremenda tra lui e un altro cavaliere, e l'altro cavaliere lo ha ucciso». Sentendo questa bugia crudele, Una cadde svenuta. Il giovane cavaliere coraggioso la sollevò delicatamente e cercò di confortarla. "Dov'è questo uomo che ha ucciso il cavaliere dalla croce rossa, e preso a tutti noi la gioia?" chiese al falso pellegrino. "Egli è qui vicino ora", disse il mago. "L'ho lasciato ad una fontana, a lavare le ferite." Il cavaliere si avviò in tutta fretta, così veloce che Una non riusciva a tenere il suo passo, e in poco tempo arrivarono ad una fontana dove trovarono un cavaliere seduto. Era il malvagio Sansloy, colui che aveva ucciso il leone di Una e l'aveva rapita. Il cavaliere coraggioso si precipitò su di lui con la spada sguainata. "Hai ucciso il cavaliere dalla croce rossa!", disse; "Dovrai a combattere e sarai punito per la tua cattiva azione." "Non ho mai ucciso il cavaliere dalla croce rossa", disse Sansloy, con grande rabbia. "I tuoi nemici ti hanno mandato da me perché ti uccidessi." Poi, come due belve, lottarono. A volte riposavano per un momento, solo per poter attaccarsi l'un l'altro nuovamente, con più forza e veemenza. Il sangue sgorgò dalle loro ferite sulla terra calpestata dai loro piedi, e il suono dei loro colpi feroci risuonò attraverso l'aria. Una era così terrorizzata alla vista del terribile spettacolo che scappò via e li lasciò a combattere furiosamente. Appena si allontanò vide una piccola figura che attraversa i boschi verso di lei. Era proprio il nano. La sua faccia dolente le disse che qualche cosa di brutto era successo al cavaliere dalla croce rossa. Giorgio aveva avuto molte avventure da quando l'aveva lasciata nella capanna del mago, e, alla fine, un gigante lo aveva preso. Lo teneva prigioniero in una triste prigione. Il nano era fuggito, per timore che il gigante lo uccidesse. Una amava il cavaliere dalla croce rossa, tanto che il suo cuore andò quasi in pezzi quando sentì le parole del nano. Prese quindi la decisione di trovare il suo cavaliere e liberarlo. Così parti', vagando su e giù per colline e valli, bagnata da piogge battenti e sferzata da venti pungenti. Alla fine, per buona fortuna, incontrò un cavaliere e il suo scudiero. Questo cavaliere era il buon principe Arturo, il più coraggioso e il migliore di tutti i cavalieri della regina Faerie. Raccontò loro le sue tristi vicende . "Siate di buon umore e consolatevi", disse il principe. "Io non abbandonerò fino a quando non avrò liberato il cavaliere dalla croce rossa." Ed il principe mantenne la sua promessa. La storia di “San Giorgio e il Drago” vi dirà come Una e il suo cavaliere si ritrovarono e si sposarono, dimenticando i dolori passati nella loro grande felicità. Infine inserisco una bella immagine della moneta che ha destato la curiosità del mio bimbo. Per fortuna che non mi ha detto ancora: "Me la compri papà?" Buona serata a tutti gli amici del forum. E.
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    Tutto parti da qui.. Una piattaforma che aspettavamo da sempre, una comunità dove tutti potevano rispecchiarsi, una seconda casa dove trovare appassionati che parlavano la stessa lingua e avevano voglia di apprendere ancora.. Si, senza questo forum saremmo ancora li a vagar per le vie del Cordusio, osservandoci senza aver l'opportunità di raccontarci.. Come coofondatore del gruppo "Quelli Del Cordusio" la concretizzazione di questo magnifico progetto, non può che gratificare il lavoro che per tanti anni ci ha visti diffonder passione. Ma ancor di più, una voce ex partes, dove anche il semplice appassionato può raccontarci anche la sua storia.. Non avremmo mai pensato di arrivare ad esser veicolo trainante per molti giovani, un punto di riferimento per altri, un semplice gruppo, ma con uno spirito aggregativo enorme... Ben vengano progetti, ben vengano desideri, ben vengano affreschi come questi... Eros p.s. Un doveroso ringraziamento a tutti gli amici che ci hanno seguiti e sostenuto sino ad oggi, e che ancora credono...
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    @mauro farina ti faccio presente che questo è un forum di appassionati di numismatica che si scambiano opinioni . Alcuni si mettono a disposizione dei meno esperti "gratuitamente" per soddisfare alcune loro richieste nel loro TEMPO LIBERO ---- Quindi non è un sportello Comunale o sindacale dove una persona si presenta ed esige risposte sollecite. Tu hai aperto una discussione esattamente 27 minuti fa e già solleciti evasione. Ti faccio inoltre notare che la forma che stai usando nelle tua molteplici richieste, con toni imperativi, non è appropriata.
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    Tanto è già stato detto della giornata di ieri, volevo però portare anche il mio contributo. Già dalla mattina, al ritrovo al di fuori dell' Ambrosiana ho capito che sarebbe stata una giornata speciale vedendo la gioia e la voglia di vedere dei partecipanti. La mattina all' Ambrosiana è stata fantastica ad iniziare dal benvenuto e la presentazione fatta da Mario e Gianfranco e dai "padroni" di casa Mons. Navoni, Prof. Alteri. Le parole del Prof. Alteri sono state molto significative, facendo intendere che questa iniziativa potesse essere replicata con altre future manifestazioni...... e non è poco a mio parere. Dopo una breve passeggiata nei corridoi dell' Ambrosiana siamo arrivati in fondo ad una sala, e che sala!!! alle pareti dipindi dell' Hayez, dove dietro una porta in vetro ci attendevano le monete. La selezione di monete e medaglie esposte erano veramente di alto livello, alcune di queste veramente molto rare, e per emozionarsi Paolo Crippa ( io sono cresciuto con i plasmon, Lui con le monete) potete capire cosa si è potuto tenere tra le mani per pochi minuti. Terminata la visita all' Ambrosiana, tutti insieme, a piedi abbiamo imboccato via Dante e ci siamo diretti verso il Castello Sforzesco per il pranzo. Anche questo ha permesso di fare conoscenza di nuovi amici ed è stato molto bello. Al termine sempre a piedi ci siamo diretti verso la sede del CCNM nelle vicinanze di C.so Magenta, per assistere alle conferenze di Paolo Crippa e Alessandro Toffanin. Prima delle conferenze, c' è stata la presentazione del bellissimo libro su Milano raccontata dalle monete e medaglie scritto dall' Amico Mario e poi a sorpresa alla premiazione di una persona speciale, che per la divulgazione della numismatica e per i giovani numismatici, ha fatto e continua a fare molto, rendendosi sempre disponibile in prima persona e condividendo quanto è di sua disposizione, e vi garantisco che è molto, questo Amico è Giancarlo Mascher. La conferenza di Paolo Crippa su Leone Leoni è stata interessantissima, ci ha fatto viaggiare ripercorrendo la vita di questo incredibile artista, i miei complimenti a Paolo per la competenza, si capiva che l' argomento gli suscitava emozioni, per la preparazione e per come ha raccontato la vita carambolesca di Leone Leoni. Ultima conferenza, sui falsi delle monete milanesi nel periodo Visconteo/Sforzesco, tenuta da Alessandro Toffanin anche questa molto interessante. Oltre a parlare delle tipologie di falsi è stata prodotta la documentazione dell' autorità sul contrastare, individuare e punire i falsari. Alla fine della conferenza, a disposizione per tutti, vassoi di esemplari falsi che hanno appagato gli occhi di tutti. Ringrazio Mario, Antonio, Gianfranco e tutti quelli che hanno permesso questa manifestazione, per me è stata una settimana dura e questa giornata, passata iniseme a tanti Amici, mi ha permesso di alleviare il morale. Grazie, sicuramente questa non è la fine, ma è solo l' inizio..................
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    Troppo stanco onestamente per fare una disamina critica e analitica ora, direi che ne riparliamo domani sera un po' più freschi.. Posso solo dire che il sogno e ' ora diventata realtà e a volte la realtà supera le aspettative come direi e' stato oggi. Una sommatoria di eventi, input, emozioni, direi un evento in cui sono trapelati oltre agli aspetti scientifici, divulgativi, innovativi, anche quelli dettati dal cuore, dalla passione e in questi casi e' impossibile non raggiungere lo scopo. Credo senza forzature che si possa annoverare tra le giornate storiche da incorniciare e indimenticabili della numismatica milanese e italiana, oggi finisce l' Ambrosiana ma lunedì paradossalmente incomincerà di nuovo, la fine, in questo caso di un evento, e' poi in fondo l'inizio, le emozioni numismatiche continueranno ancora per la nostra gioia e passione..e per la divulgazione numismatica. Grazie a tutti i partecipanti per il momento per la grande e calorosa partecipazione....
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    Complimenti @Gasp notevole per tondello, battitura e patina! Buongustaio! Lo stimolo di @Rocco68 è sicuramente invitante... e sulla scia di @Gasp posto il mezzo ducato di filippo II per le nozze, sicuramente tra le mie preferite
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    Cari Lamonetiani, come promesso, in occasione del cinquantenario della mia collezione, voglio condividere con Voi la gioia di un altro bel "rametto" in buona conservazione. Spero possa trovare lo stesso apprezzamento del 4 bese del 1909 postato qualche giorno fa.
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    Carissimi, intervengo per cercare di dare una differente visione di questa moneta, che a mio avviso è assolutamente falsa. Vi posto la moneta che ha fatto da capostipite ( l'host, foto 1 in basso, da Lanz 2005, e confronto con oggetto della discussione in alto, ex Kuenker 2015) per ottenere il conio moderno da cui sono stati ottenuti numerosi esemplari, di cui molti poi non aggiudicati e/o ritirati dalle varie case d'asta. (Nel titolo di ogni foto vedrete la casa d'aste e la data tutte successive alla Lanz 1) Il semicerchio che si vede nelle monete successive altro non è che il filo del bordo della moneta originaria ed originale, noterete la cesura netta proprio sul collo, lettere etc. nello stesso punto della Lanz. ( credo che Gionnysicily ne avesse intuito la incongruità almeno in parte). Se avrete pazienza potrete confrontare numerosi altri punti che confermano la falsità di tutti gli altri esemplari , in particolare e a dispetto di diverse centrature non avrete mai un pezzettino in più di legenda sia del diritto che del rovescio rispetto alla Numero Uno Oltre alla già accennata tagliatura sotto la testa di M. Antonio, la tagliatura delle legenda sopra la testa di Cleopatra ....anche altre mille dettagli, non lasciano scampo, a voi il sottile piacere intellettuale di scoprirli... Penso che sia importante studiare a fondo questa serie qui presentata, anche per capire i metodi usati e i limiti ( per ora ) di certa produzione. Un cordiale saluto, Enrico P.S. Che siamo impestati di falsi si sapeva, ma che fosse così chiaro come dopo questa serie... tra l'altro parlando proprio del denario di Marc'Antonio e Cleopatra non è l'unico falso ingannevole che esiste, ma questa è un'altra storia... P-P-S- In totale un originale ( speriamo !) e 8 falsi, e chissà quanti altri in giro nelle collezioni !
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    Sono tornato oggi dopo una lunga assenza a riguardare alcune monete del vecchio, ma pur sempre interessante, sito del Museo della Zecca, e sono rimasto basito. Completamente aggiornato! E' stata messa online l'intera collezione del Museo con ottime foto e corredata di schede tecniche. Sapevo del rimaneggiamento e della temporanea traslazione del museo stesso in una località fuori Roma non molto accessibile, sapevo della nuova sistemazione del museo e della recente inaugurazione con l'intervento delle autorità, ma non mi aspettavo questa graditissima sorpresa. E non solo le monete (ben 498 monete, alcune preunitarie, in gran parte Savoia e per lo più di V.E. III, ma anche moltissime della Repubblica con Prove e Progetti finora solo conosciuti per "sentito dire) ma anche conii, modelli, cere, medaglie ... Ben consapevole dei problemi che vi sono stati (dal passaggio della Finanza, ai sigilli apposti alle bacheche da cui risultavano mancanti alcune ben note monete ... sul forum se n'è discusso a lungo) mi è parsa una bella notizia che fa da contraltare ad altre meno felici. Purtroppo le monete mancanti non sono ritornate (5 Lire del 1901, varie prove, progetti, monete campione, le 100 lire del 1937, le 20 lire granchio, ...), e vi sono alcuni vuoti inquietanti tappati con un circolo nero centrato da un punto di domanda: ma essenziale è che la catalogazione sia avvenuta e che le foto delle monete (e le loro schede) siano a disposizione di tutti gli appassionati (per quanto coperte da copyright). Se ne potrà parlare, a lungo spero. http://www.museozecca.ipzs.it/collezione/monete/home.html
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    Complimenti a tutta la sezione, che con i suoi contributi nella discussione mi ha aiutato.
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    Circa due anni fa cominciai una discussione parlando delle intenzioni nel cominciare a collezionare monete della mia città..Modena appunto. Oggi...complice una bella occasione ho cominciato...e il caso vuole proprio con la moneta di cui parlai 2 anni fa...uno Scudo di Francesco III 1739 e proprio in uno stato come lo volevo io. Ho un pò di emozione a tenerlo in mano ...mi fa tornare indietro nel tempo. Son contentissimo e volevo condividerlo con voi saluti marco
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    Esistono alcune monete emesse a Roma dopo la morte di Antonino Pio , dal suo successore Marco Aurelio , queste monete presentano al rovescio la legenda Divo Pio ed al centro la raffigurazione della sua Colonna sormontata in alto dalla statua bronzea dell’ Imperatore e la base posta sopra un basamento in marmo , il tutto circondato da una balaustra in marmo o in metallo . Purtroppo di questa Colonna dedicata ad Antonino Pio ci rimane solo una parte del basamento meravigliosamente scolpito e null’ altro , se non la testimonianza delle poche monete con questa legenda e la tradizione storica del ritrovamento ; vediamo di ripercorrerne il percorso tramite la testimonianza , ancora viva perché postuma solo di pochi decenni , di Giuseppe Vasi , famoso incisore ed architetto siciliano vissuto a Roma dal 1736 fino alla morte nel 1782 ; fu autore delle Magnificenze di Roma , opera arricchita da incisioni ed articolata in dieci libri secondo varie tipologie della Roma del XVIII secolo . La Colonna del Divo Pio venne ritrovata nel 1703/4 a seguito di scavi eseguiti nella zona dell’ Ustrino e dell’ Ara degli Antonini , che erano prossimi alla Colonna , della quale si conosceva l’ esistenza ma non il punto esatto in cui sorgeva ; il ritrovamento avvenne a pochi passi dell’ attuale Palazzo del Parlamento situato in Piazza di Montecitorio , il fusto della Colonna , liscio senza incisioni , era gigantesco , alto 14,75 metri e largo 1,90 metri , era in granito rosso egiziano , in origine giaceva sopra un piedistallo in marmo con dedica e con altorilievi che rappresentavano una parata di cavalli e l’ Apoteosi di Antonino e Faustina trasportati in cielo . La Colonna giaceva sotto terra , fu trovata rotta in vari pezzi , caduta in epoca storica forse a seguito di qualche terremoto e momentaneamente accatastata in un angolo della Piazza in attesa di un possibile restauro , al cui seguito il Papa Clemente XI avrebbe voluto rialzare la Colonna nella sua posizione originaria in Piazza di Montecitorio , nel punto in cui oggi sorge l’ Obelisco (gnomone solare) di Augusto . Purtroppo dopo il ritrovamento avvenne un incendio talmente forte che la Colonna , gia’ in cattivo stato , rimase talmente danneggiata che venne ritenuta irrecuperabile , tanto che con pezzi della Colonna venne riparato l’ Obelisco di Augusto , elevato poi dal Papa Pio VI nella attuale Piazza . Il magnifico piedistallo venne invece trasportato da Papa Leone XIII nei giardini vaticani dove si trova tutt’ ora . Dei rimanenti pezzi della Colonna che dovettero essere notevoli date le dimensioni originali , non si conosce la sorte , forse furono tagliati ed utilizzati altrove . Un grave perdita la Colonna di Antonino Pio , se fosse stata trovata il secolo successivo forse sarebbe stata piu’ agevolmente restaurata e probabilmente rialzata in loco . In foto , un Seterzio di Antonino Pio con la Colonna , il basamento scolpito che si trova nei giardini del Vaticano e una incisione di Giuseppe Vasi con la Piazza di Montecitorio con il basamento della Colonna .
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    Era qualche decennio non che non mi emozionavo in tal modo, vidi, vissi, e gioii... Fu emozione irrefrenabile, luci, ombre, colori, ritratti, commenti, ilarità, gruppo, progetto, divulgazione, apertura, passione, amici e tondelli.. Evento straordinario e unico per un ambiente che vede finalmente dopo diversi lustri, un ritorno agli antichi fasti. L'Ambrosiana encomio per quello che è, encomio per quello che ha fatto, mai visto da parte di un ente cosi rappresentativo porsi con estrema apertura verso la numismatica, una speranza e uno stimolo per noi tutti. Sguardi e luce parlavan nei volti attoniti dei presenti, amici e non, entusiasti di esser parte di una pagina di storia... Lessi molto stupor anche nei tondelli, forse per la prima volta coccolati e considerati.. Un plauso ai relatori, entusiasmante Monsignor Navoni, nobile Pittini, enorme Prof Alteri per vedute avanguardistiche, strepitoso Mario Limido.. Questa è la breve sintesi di una semplice ma incredibile giornata all'Ambrosiana.. Eros p.s. Magnifico Giancarlo...
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    Ringrazio tutti per l'affetto, la stima, e la bella targa ricordo di questa fantastica giornata....... ora posto qualche foto di inizio giornata all'AMBROSIANA
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    Giornata memorabile; non solo ed esclusivamente per il contenuto ricco ed abbondante, ma soprattutto per il senso di cambiamento che porta con sé. Giovani e meno giovani, studiosi e collezionisti, professionisti ed appassionati, tutti insieme senza gerarchie, senza cerimoniali, senza riverenza per condividere la passione per la coniazione , per la storia, per la città. La numismatica sta cambiando, sta crescendo e se mai un domani qualcuno ne racconterà la storia, giornate come oggi avranno capitoli dedicati. Orgoglioso di esser stato con tutti voi oggi. Grazie
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    Vi segnalo l'imminentissima uscita del volume Le Piastre da 120 Grana di Ferdinando II di Borbone - Studio sulle varianti e sugli errori di punzonatura di Mario PIN per la D'Amico Editore di Salerno. E' opera di un collezionista preparato e appassionato, per questo motivo il prezzo è puramente simbolico e molto basso vista la mole di studio. 22 euro prenotabile da subito presso l'autore all'indirizzo email matitrial@libero.it
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    Un saluto agli amici medievalisti, dato che ultimamente abbiamo visto alcuni frammenti di monete ne posto uno anch'io. Si tratta - come da titolo - di un denaro di Ludovico il Pio del tipo classico croce/tempio e legenda HLVDOVVICVS IMP / XPISTIANA RELIGIO, una serie che fu prodotta in tutto l'Impero ed in grandi quantità; per questo la classificazione non è semplice, specie se poi il tondello è tutt'altro che completo. Ad ogni modo, qualche particolare stilistico ce l'abbiamo ancora ben osservabile: croce nel campo del diritto con braccia spesse, leggermente allargate ed arcuate alle estremità ; V formata da due I inclinate, non unite alla base da altri elementi; D formata da I ) e con elemento (triangolo?) all'interno della stessa; stile generale conforme a quello delle emissioni italiane (lettere spesse, ben definite, globetti nei quarti della croce ad alto rilievo). Che ne dite? E, se concordate sull'emissione italica... a che zecca l'attribuireste? Non ho messo apposta il tag regionale perchè la questione non è semplicissima, anche i vari studi a volte sono discordanti. Buon divertimento Antonio
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    Essendo noi " Quelli del Cordusio " che poi è un gruppo di Lamoneta non scordiamolo, è importante ricordare cosa è, visto che alcuni interventi vertono su cosa sia e cosa rappresenti questo gruppo. Nel Gazzettino un mio pezzo racconterà poi la genesi del gruppo, fu tutto immediato, quattro parole e via, le idee erano precisissime e c'era assoluta concordanza tra noi. A distanza di anni credo che scelta migliore e più giusta non si potesse fare, nulla di rivoluzionario, né di antistema, semplicemente " persone che parlano la stessa lingua " come dice Eros, che si parlano per agire poi per tutti. Non siamo volutamente strutturati, io ritengo che questa sia stata la nostra forza, la sede non c'è ma in realtà ce ne sono almeno due, non paghiamo quote, non abbiamo cariche, ognuno diventa a seconda dei casi e momenti portavoce, ma quello che conta e conterà è che ognuno si sente parte integrante del gruppo, che agisce per quello che può per realizzare un progetto, un Service che può essere per la numismatica, per i giovani, per la collettività, per la città, far sentire l'uomo parte attiva dell'azione....il coinvolgimento... Le gratifiche sono semplicemente il poter veder realizzata concretamente una idea, vedere entrare per la prima volta un gruppo a Milano a vedere monete delle Istituzioni all'Ambrosiana, il tutto organizzato da noi, vedere realizzato un Giornale per tutti e di tutti, vedere realizzato un evento unico nel suo genere per i giovani come Parma...io non so voi ma queste io le chiamo grandi emozioni, grandissime emozioni... che poi motivano l'animo umano per realizzarle, questa è la Numismatica che mi piace, che piace a noi, ricca dentro e di cuore, ma senza altri intenti, non certo di contrapposizione ma anzi mi auguro da come vedo accadere di grande unione e collaborazione e condivisione...
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    Mi unisco al coro dei consensi per questa ennesima bella iniziativa che, tra l’altro, non rappresenta un fulmine a ciel sereno ma, come è stato anche evidenziato, fa parte di una serie di progetti concreti e… lungimiranti. Confesso – io che vivo in una realtà senza circoli né occasioni di incontro fra appassionati, e per giunta penalizzata da uno storico isolamento anche in tema di trasporti e quindi di facilità di spostamenti - di provare un po’ di invidia (sia pure sana) perché siete la dimostrazione che l’unione, la frequentazione, la collaborazione fanno la forza. E parlo di unione vera, reale, concreta. Non virtuale. Senza fare sproloqui, mi limito a considerare questo: la rete (indispensabile ormai) serve a fare… rete. Ma la parola che avete usato più spesso negli interventi precedenti è “gruppo”. E quello si fa quando ci si vede realmente, ci si siede a tavolino, ci si guarda negli occhi quando ci si assume un impegno. E voi questo fate e i risultati si vedono. Bravi due volte: perché coniugate digitale e cartaceo interpretandoli e impiegandoli come strumenti complementari e non opposti. L’uno non esclude l’altro anzi si completano a vicenda, con vantaggi per tutti e una maggiore garanzia di conservazione per il futuro. Se posso permettermi, mi limito a due suggerimenti. Il primo: tra le copie cartacee da distribuire, pensate non solo ai singoli ma anche alle realtà associative, in particolare ai circoli. Senza trascurare anche qualche biblioteca. Una sola copia, nel contesto giusto, può raggiungere una molteplicità di destinatari presenti e futuri. Il secondo: se non lo avete già fatto, predisponete anche un minimo di norme redazionali (almeno per gli articoli e i saggi). Ne avrà vantaggio chi leggerà i pezzi, perché troverà uniformità tra gli scritti, ma ne gioveranno soprattutto gli Autori alle prime armi, perché sarà una palestra che comincerà a prepararli per quando – glielo auguriamo – produrranno lavori più impegnativi in contesti diversi. Ad maiora! Vittorio
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    ecco Rocco qualcosa di 'leggermente' piu' antico..
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    Buona giornata Nella stessa rivista mi piace far notare questo ulteriore articolo http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=12034 Un plauso al Circolo Patavino @PadovaNumismatica che si propone, per quest'anno, di iniziare un ciclo divulgativo "ricco di sorprese" .... ed al Dr. Banzato del Museo Bottacin che ha concesso la sala del Medagliere per lo svolgimento della conferenza. Va sottolineato come il 2017 si iniziato sotto i migliori auspici; l'incontro divulgativo di sabato scorso organizzato dalla SNI a Finale Ligure (che segue quello avvenuto a Pisa l'ottobre scorso), l'incontro avvenuto lo scorso 28 gennaio presso l'Ambrosiana di Milano, organizzato dal "Centro Culturale Numismatico Milanese" unitamente a "Quelli del Cordusio" e con la collaborazione di questo Forum, il prossimo evento del 1 Aprile p.v. a Parma che vede, nell'ambito del Convegno, la giornata di studio "La Numismatica e i giovani". Tutti eventi che lasciano ben sperare per un "rilancio" culturale e divulgativo della numismatica; tutte occasione per arricchire le nostre conoscenze e per crescere. Riguardo alle iniziative del Circolo Patavino, la Sezione "Monete della Serenissima Repubblica di Venezia", è ovviamente molto interessata e auspichiamo che, tramite questo forum, ci vengano segnalate. Saluti luciano
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    Ecco il volantino definitivo con il programma
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    Alt ragazzi! Lo prevalentemente acquisto solo da commercianti stranieri UK, tedeschi e francesi per un semplice motivo: il periodo che colleziono è una tematica particolarmente cara a quei venditori per ragioni "geografiche": impero romano gallico e usurpatori britannici... vien da sé che da lì viene il materiale quindi lo prendo direttamente all'origine e sempre e solo per vie lecite. Questo mi ha portato in contatto con una serie di venditori professionisti che hanno dato prova della loro correttezza e, appunto, della loro professionalità (ricevute fiscali, certificati di garanzia quando richiesti, permessi di esportazione se necessari, provenienze certificate ecc ecc ecc). Nei limiti dell'umano possibile le mie monete sono tutte "blindate" quanto a documentazione di corredo proprio per una mia personale etica di collezionista. Non ho mai fatto alcuna crociata pro o contro venditori esteri né confronti esteri/italiani! Lungi da me! Professionalità e mele marce ci sono sia in patria che fuori e acquistare dall'estero non mette al riparo da eventuali problematiche se si incappa in acquisti illeciti! Non vorrei che questo topic diventasse un pretesto o un luogo di scontro sul mercato numismatico, sulla legislazione italica o estera ecc ecc ecc... altrimenti chiudo tutto ed elimino e tanti saluti! Nello specifico, presso questi venditori esteri ho visto anche monete che non rientrano nelle mie linee collezionistiche abituali, recentemente queste che ho proposto. Come da premessa, non seguendo questa monetazione ma essendone attratto ho solamente chiesto un parere sulla natura delle monete in questione ben consapevole che si tratta di monete in bassa conservazione, comuni e per nulla straordinarie. Ma io non cerco né la rarità in quanto tale, né la conservazione eccezionale. Non compero per rivendere o per investimento ma solamente perché mi diverte e mi appassiona studiare e indagare questo fantastico mondo che è la numismatica. Da profano quale sono, volevo semplicemente un parere sui pezzi in quanto tali: eventuali sesterzi ritoccati e/o possibili falsi (quest'ultima possibilità mi pare non ci sia). Non ho mai parlato apertamente di prezzi per singolo pezzo né ho chiesto valutazioni di natura economica perché non rientra nel mio stile. Semplicemente mi sono posto da neofita, come mi auguro che un qualsiasi altro neofita si proponga in questa sezione in cui (malamente!) ho l'onore (e l'onere) di fare da co-moderatore. Credo che a dar consigli, a far capire le monete, i loro pregi e i loro difetti, le loro problematiche, a dare una lettura delle condizioni fisiche per capire se e per quali ragioni vi siano delle alterazioni... bé lo ritenevo un esercizio sicuramente utile materialmente per me, ma anche come esempio "di scuola" per altri. Tutto qui. Vediamo come evolve la faccenda, altrimenti, come vi dicevo, chiudo ed elimino tutto
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    Giornata fantastica! Un grazie a tutti i partecipanti, agli amici del Cordusio, del CCNM... Interventi magnifici, da quelli di apertura alle conferenze tecniche degli amici Paolo Crippa ed Alessandro Toffanin. Al momento non trovo le parole per descrivere tutta la giornata nella sua complessità, l'atmosfera di gioia, la voglia di condividere. Un bellissimo raduno, con il surplus della visione di alcuni tondelli eccezionali (ho ancora negli occhi un doppio fiorino di Paolo III che...vi dico solo che ha fatto luccicare gli occhi anche ai "monotematici milanesi" @Testone68 e @Parpajola). Tante le fotografie scattate (e che posterò prossimamente), vi auguro una buona serata con le due che ritengo più rappresentative: le tre realtà che hanno reso tutto possibile: Ambrosiana, CCNM e Quelli del Cordusio (LaMoneta aleggiava nell'aria, se foste stati in sala ne avreste sentita la presenza) [continua]
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    Rieccoci con le nostre "bellezze", ....questa di seguito è piccolina, ma una moneta,non facile da reperire in ottima conservazione. Meraviglia come gli incisori dei conii, riuscissero a inserire in cosi' poco spazio tutti questi particolari. Ferdinando IV- Carlino 1816.
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    Salve a tutt* scusate ma vado ancora di corsa e riesco a frequentare il forum davvero saltuariamente a causa della mia situazione familiare purtroppo ancora in assestamento. Sono d'accordo con @chievolan che si possa trattare piuttosto di un aquilino minuto tosato e anche abbastanza consunto. perché oltre che ad essere sottopeso, non si vede una buona parte del capitello e della legenda a destra, mentre si vedono figura completa, legenda e cerchio in alto a sinistra. E' vero che il fenomeno della tosatura in generale si osserva piuttosto sui grossi, ma ho notato che in contesti particolari come quelli isolani (vedi Sardegna e Corsica) dove non si coniava moneta e c'erano quindi meno ritiri o rientri sistematici in zecca, le monete minute tendono a rimanere ancora più a lungo in circolazione rispetto al continente e sono adattate per tosatura ai pesi (rispetto ad intrinseco) delle monete più tarde insieme alle quali si trovano a circolare (il ripostiglio di Padru che ho studiato di recente è esemplare per questo). Altra ipotesi è che abbiano voluto tosare il minuto per farlo del peso di una mezzaglia genovese, che che con il denaro di Genova era il principale circolante nelle isole maggiori dell'area alto-tirrenica nella seconda metà del XIII secolo, ma il valore mi pare un poco altino rispetto alle mezzaglie genovesi di quel periodo. Quindi niente emissione di mezzaglia pisana, ovvero nessun nuovo nominale, almeno secondo me, e lo si vede bene anche dal fatto che la grandezza dei punzoni usati è la stessa di tutti gli aquilini minuti, come si evince dallo stesso confronto postato da @margheludo, oltre che dall'immagine che vi invio qui io. Tutte le mezzaglie che conosco meglio (Pisa, Lucca e soprattutto Genova che ne conia per parecchie serie parallele ai denari) sono realizzate con punzoni appositi e presentano quindi tutto il conio di dimensioni più piccole. Per quanto riguarda l'uso dei punzoni mobili in queste serie della zecca di Pisa confermo quanto già scritto nel volume del 2010 e già riportato da qualcuno di voi, se non erro: a mio parere le figure sulle monete pisane della seconda metà del Duecento (sia la Vergine in trono, che l'aquila su capitello) erano comunque composte con vari punzoni mobili e non con un unico punzone, come si evince dallo studio delle monete stesse del periodo. Nel caso della prima tipologia di aquilini minuti la testa dell'aquila, viste le dimensioni e l'accostamento a corpi leggermente diversi per forma e dimensioni, potrebbe essere stata realizzata senza problemi con un punzone distinto, come mi pare abbia ventilato @margheludo Non penso invece che ci sia una doppia battitura per scivolo di conio tra un colpo e l'altro e i segni delle piume che ha evidenziato @anto R sono quelli della coda che si trovano sempre in quella posizione. Infine: guardando la forma dell'aquila e le proporzioni del suo corpo rispetto alla testa non bisogna meravigliarsi, sia perché per questa tipologia di minuti esistono esemplari meglio leggibili con l'aquila ancora più tozza, sia perché in effetti questo esemplare è piuttosto vissuto e consente di distinguere alcuni particolari fino ad un certo punto. Per @adolfos: non ho ancora avuto dati discordanti da quanto scritto nel 2010 circa l'area monetaria di utilizzo di questi minuti visto che le aree di ritrovamento sono rimaste sempre le stesse ovvero essenzialmente Corsica e Sardegna, e secondariamente Liguria (sop. Ponente), altre isole liguri e toscane dell'alto-tirreno e raramente costa toscana nord-occidentale (area lunigianese per intenderci). Vi ho postato due immagini di confronto circa le proporzioni dell'aquila elaborate sulla base dei due aquilini minuti già postati da margheludo e aggiungendo un terzo ben leggibile che ho già usato per la pubblicazione del 2010. Concludendo, sono d'accordo con @chievolan: si tratta di un aquilino bruttino, ma molto vissuto e quindi per me "simpatico" (come talvolta si dice anche di certe persone ;)). Sono d'accordo d'altronde anche con margheludo sulla possibile costruzione dell'aquila con diversi punzoni e su possibile punzone per la testa staccata dal resto del corpo. Spero di essere stata chiara: fatemi sapere le vostre considerazioni. Buona domenica MB
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    Oggi inserisco qui il mio primo intervento in questo fantastico forum! per l'occasione voglio condividere con voi uno dei pezzi forti della mia ancora magra collezione!chi di voi sa che potere d'acquisto aveva?
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    Posto con piacere questo articolo trovato sul web, spero sia spunto di interesse e di discussione. La monetazione di Messina: brevi cenni Dai Greci ai Romani, dai Normanni agli Spagnoli Messina vanta una ricca e duratura esperienza di zecca monetale. Le prime monete (525 a.C.), dracme e frazioni in argento con un delfino che nuota all’interno del porto, furono battute da Zancle, antico nome della città derivante da zanclon/‘falce’, con riferimento al porto falcato. Da sempre la città dello Stretto era stata in contatto col Mediterraneo orientale e l’importante funzione portuale si rifletté sulle sue monete. Più tardi, in un’ottica orientata all’espansionismo e all’affermazione locale, Anassila di Reggio, impadronitosi di Zancle con l’aiuto di Messeni, ne mutò il nome in Messana e coniò a nome delle due città dello Stretto monete con i medesimi tipi: dapprima con testa di leone e sul rovescio testa di vitello, poi i tetradrammi con biga di mule e lepre. Si trattava della prima esperienza di moneta unica che, come l’euro attuale, rinsaldava - mediante vantaggi economici - i legami politici all’interno del regno di Anassila. La biga celebrava la vittoria del tiranno ad Olimpia, ma il mulo – nato dall’unione di cavalla e asino – simboleggiava l’unione tra due popoli diversi, i vecchi Zanclei e i colonizzatori Messeni. Nel corso del V sec. a.C., l’importanza dell’area dello Stretto è documentata, a Messana, dalla coniazione della prima moneta in oro della Sicilia (450 a.C. ca), come pure dall’abbondante afflusso di valuta straniera, soprattutto ateniese, indizio della vitalità dei traffici commerciali e del pagamento di dazi e pedaggi portuali. Coinvolta negli avvenimenti militari della guerra del Peloponneso, fra 420 e 405 a.C. Messina sperimenta una grande stagione di fioritura artistica e orgoglio civico. Sui tetradrammi compare Messana, personificazione della città, alla guida della biga di mule; al rovescio un giovane Pan seduto su roccia trattiene una lepre. La caccia alla lepre era una pratica riservata ai più giovani, il cui successo dipendeva dalla velocità delle gambe. Il dio, che aveva catturato una lepre viva, era un modello di abilità e coraggio che la città proponeva alla sua gioventù. Ai medesimi anni si data la ricca serie con testa di Peloriás, la “Gigantessa”, personificazione di Capo Peloro, cui si accompagna Pheraimon, il mitico “condottiero” figlio di Eolo e signore della costa settentrionale della Sicilia. Nelle due figure è possibile riconoscere i modelli ancestrali dei popolari Giganti Mata e Grifone, cui ancora oggi i Messinesi attribuiscono il ruolo di fondatori e protettori della loro città. ZANKLE: Dracma d’argento, 525-494 a.C.: D/ Delfino entro la falce del porto. R/ Pianta di edificio, all’interno conchiglia. MESSANA: Tetradrammo d’argento, 410 a.C. ca: D/ Biga di mule (apene) al passo guidata dalla dea Messana; in alto, Nike che la incorona; in esergo, due delfini affrontati; R/ Lepre in corsa, in basso spiga in alto colomba. MESSANION sotto la linea di esergo. Ambita e sfruttata da molti per la posizione strategica che consentiva il controllo di due mari, nei secoli successivi Messana non godrà più del ruolo economico sperimentato nel V sec. a.C., in cui per volume di emissioni era stata seconda soltanto a Siracusa. Occupata nel 285 a.C. da mercenari Mamertini, la città diviene ben presto la porta di accesso di Roma alla conquista della Sicilia. Le monete mamertine, coniate in bronzo e dotate nel tempo di segni di valore e pesi analoghi a quelli romani, appartengono agli anni delle guerre puniche e servono a pagare le spese quotidiane delle guarnigioni presenti nell’isola. Su di esse ricompare il guerriero Pheraimon, ma si adottano anche tipi derivati dai maggiori regni ellenistici. La zecca batte moneta anche a nome di Roma: studi recenti localizzano a Messana gli aurei con Marte/aquila ritenuti battuti nella zecca dell’Urbe. Con Roma signora della Sicilia, Messana non batte più moneta a nome proprio; negli anni 45-40 a.C. sembra funzionare come zecca di Sesto Pompeo “Prefetto della flotta romana e dei litorali”. Per tutta l’età imperiale a Messana circolerà solo la moneta proveniente dalle zecche imperiali o dalle province romane. All’arrivo dei Bizantini in Sicilia (535 d.C.) il ruolo di Messina, ridotta ad avamposto militare senza particolare importanza, appare piuttosto secondario. MESSANA MAMERTINA: Bronzo, 215 a.C. ca. D/ Testa di Zeus; R/ Pheraimon all’attacco, a destra lettera P(entonchion) La città entra nella fase medievale solo al tempo della conquista normanna (1060): la felice posizione geografica e il porto naturale ne favoriscono lo sviluppo. Anche se forse la zecca era già stata attiva sotto gli Arabi, è con Ruggero d’Altavilla (1130-1154) che iniziano le emissioni della città in oro e rame con il nome MASÎNI e l’indicazione degli anni 1145 e 1151, affiancandosi a quelle di Palermo in oro e argento anch’esse con doppia iscrizione in arabo e greco. La conquista dell’isola - ad opera di Enrico VI (1194) - segnò l’avvio della dominazione sveva. La zecca peloritana, unica tra quelle siciliane, continuò a battere tarì d’oro e, forse, a coniare anche i denari di mistura, con i quali la Sicilia s’inserì in un trend monetario europeo che coinvolgeva anche l’Italia meridionale. Durante il regno di Federico II (1197-1250) viene introdotta una nuova moneta d’oro, l’augustale, multiplo del tarì e ispirato nell’iconografia alle monete dell’antico Impero romano. Il sovrano vi compariva coronato d’alloro insieme all’aquila imperiale: l’emissione della nuova moneta fu affidata soltanto a Messina e a Brindisi. Ruggero II (1102-1154), follaro di rame: D/ busto frontale della Vergine con Bambino; R/ REX/.W. In caratteri cufici: duriba bi-madinat Masina sanata 550 (Coniato a Messina l’anno 550) La lunga fase delle crociate e l’apertura dei mercati mediterranei assicurarono lo sviluppo economico e un vistoso incremento demografico; l’attività della zecca messinese divenne di conseguenza imponente. Nella città peloritana l’ordine dei Templari aprì la banca che rilasciava lettere di credito, precorritrici delle nostre “carte”, che consentivano di viaggiare con poco denaro e di riscuotere all’arrivo il denaro versato in precedenza. Durante la lunga fase della dominazione aragonese (1282-1412) la graduale formazione di un patriziato messinese e l’intensa vita commerciale contribuirono a rafforzare la ricchezza e il prestigio economico e politico della città, codificandone il ruolo di zecca regia. Sebbene nel 1357 Ludovico e Giovanna avessero promulgato la nuova carta dei diritti di Messina, rilanciando l’attività della zecca e del locale arsenale, il privilegio di coniazione dovette essere riconfermato più volte dietro l’esborso di pesanti somme. Carlo I d’Angiò (1266-1285), ‘saluto’ d’oro (zecca di Napoli): D/ Stemma della casa d’Angiò; R/ L’Annunciazione. Nel corso del ‘400 e agli inizi del ‘500, a fronte della perdita della libertà politica sotto la monarchia spagnola, Messina viene comunque proiettata in una dimensione mediterranea, divenendo luogo di incontro di mercanti e di intellettuali. La coltura e il commercio della seta e dello zucchero contribuiscono a favorire la mobilità sociale consentendo ai populares di divenire parte integrante del ceto dirigente. La zecca di Messina opera adesso come un moderno stabilimento, bene organizzato e con una crescente attività. Se negli anni 1414-1415 lo zecchiere Francesco Campulo aveva coniato 3.900.000 denari, venti anni più tardi la produzione era arrivata a 23.500.000 pezzi. Una produzione così intensa non dipendeva dalle esigenze economiche dell’isola quanto dai numerosi donativi che bisognava pagare agli Spagnoli. Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo il lento declino di quella monarchia influenza anche la Sicilia. A Messina, per far fronte al fabbisogno monetale, si battono piccole monete in argento da tre cinquine e mezzo carlino, ma ben presto non si coniano più monete d’oro né scudi d’argento. Dal 1621 con Filippo IV, il declino della Spagna diviene inarrestabile. La fortissima pressione fiscale porta allo scoppio di varie rivolte nel Meridione, tra le quali quella di Messina del 1674, la cui repressione comporta la perdita del privilegio di zecca regia. Si chiudeva così il periodo aureo dell’economia messinese, anche a seguito della contrazione del commercio della seta, asse portante dell’economia peloritana, per quanto il porto rimanesse nevralgico per i traffici mediterranei. Filippo IV (1621-1665) Quattro tarì d’argento: D/ Ritratto del sovrano; R/ Aquila araldica.
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    Bello, si, per me e' BELLO, semplicemente essere con voi. Ascoltarvi, a parlar di monete, varie monete, Milanesi, ma anche Napoletane, Comasche, Papali, addirittura Veneziane e Spagnole, per me è emozionante, ve ne sono grato. Ho seguito dall' inizio il tam tam numismatico per questo numero 1, trovare il nome, ma sopratutto, trovare gli articoli è stato un battito d' ali, un alito di vento e siamo arrivati a 50 pagine. Fatico ed esprimere quanto avrei da dirvi, mi viene un "Grazie amici", sì, un gruppo di amici con cui sentirsi affiatati. E' quello che mi fa sentire bene. Volevo ringraziare Mario, per la solita costanza e Antonio per la realizzazione materiale del volume. Tutti gli autori. Roberto
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    frequentando questo gruppo mi sono immaginato ma Ambrosoli,Gnecchi ,Tribolati, sono tornati sotto un altro nome siete GRANDI
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    Bene, anche se penso di dover saltare la bellissima giornata di Parma, penso si sia fatto molto dopo la prima edizione per i giovani, altre giornate sono state create e proprio i giovani sono accorsi nel promulgare e divulgare questa nostra passione. Dalla fine dello scorso anno ed all' inizio di questo nuovo ho avuto modo di vedere ed ascoltare molto, è difficile ideare e promuovere certe giornate e credo che alcuni di noi, @dabbene in primis, stanno dando molto. Abbiamo alcuni giovanotti, che stanno veramente bruciando le tappe, lasciamoli fare e aiutiamoli a crescere....beh alcuni mi hanno già doppiato, se è per questo. @anto R, @magdi, @Caio Ottavio, sono solo alcuni nomi di questi baldi numismatici che portano avanti con orgoglio questo mondo. Ce ne sono molti altri con cui mi scuso per non aver menzionato, ma li stimo per quello che sono e che fanno. Buon lavoro ragazzi. Roberto
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    Buon giorno a tutto il gruppo, vorrei farvi vedere uno dei miei ultimi acquisti, un meraviglioso (a mio parere) 10 Centesimi Cinquantenario 1911, era da tempo che cercavo questa moneta in questa conservazione. Come ben sapete è classificata comune ma credo che a trovarla in queste condizioni non si trovi tutti i giorni...voi che mi dite? come la vedono i vostri occhi? L'unico neo negativo è la macchia al dritto dietro la nuca del Re, ma comunque, vista la conservazione ho deciso di prenderla lo stesso e ne sono pienamente soddisfatto. Provo ad inserire anche il video che ho fatto ma purtroppo le fa vedere girato...però rende l'idea lo stesso VID_20170208_160401.3gp
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    E' un pensiero che poco c'entra con la numismatica e molto con la carità umana, ma lo scrivo qui perché sia visibile a tutti. Impossibile, a mio parere, non rivolgere un pensiero affettuoso a una terra martoriata da eventi atmosferici e naturali che sembra, perun malvagio disegno del destino, si accaniscano senza pietà. Vada un abbraccio forte agli amici del Forum impegnati in questi giorni a far fronte a questi disastri, intenzione che ovviamente credo tutti noi siamo d'accordo si estenda a tutti gli abitanti del Centro Italia così colpiti da questa sventura.
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    E' pur sempre un inizio, per il nominale diciamo che la sua conservazione è più o meno nella media fra l'mb e il bb. E' la zecca di Torino quella più comune con L in losanga e testina d'aquila. L'importante è cominciare, la tua scelta comunque è lodevole, iniziare con Carlo Felice è sempre interessante.. Tienici aggiornati sui tuoi prossimi acquisti, saremo lieti di darti qualche parere. p.s. Quando iniziai, tanto ma tanto tempo fa, i miei tondelli erano inguardabili..ma la passione me li faceva vedere come se fossero dei gioielli.. Eros
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    Ogni tanto bisogna premiare chi ha fatto e sta facendo tanto per la divulgazione della numismatica in ogni ambito e un Premio per la Divulgazione a Giancarlo e' il minimo, un segno di quanto lo stimiamo tutti...
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    Inizio dalla fine.. Con i ringraziamenti a chi si è prodigato per la realizzazione di questo straordinario evento aggiungo Mario, Giancarlo e Antonio per gli omaggi che ho ricevuto. Ringrazio Gianfranco per averci ospitato nella sede del CCNM in cui, prima P. Crippa e poi A. Toffanin, mi hanno arricchito con la loro relazione. E per ultima la vera chicca della giornata, che già solo attraversare le sale della Pinacoteca Ambrosiana, valeva il viaggio a Milano, poi sentire mons. Navoni parlare di apertura verso il pubblico, sentire il Prof. Altieri parlare di far rinascere le monete e cercare di ampliare gli spazi espositivi ( perché lasciarle nelle scatole accartocciate nella carta dei giornali mi fa una tristezza) mi ha fatto sentire bene, contento e felice. Sarò ben contento di tornare a farci visita. Riprenderò più tardi il discorso perché ora sono stanco e mi gira ancora tutto anche ad occhi aperti.... Roberto
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    Buona serata Gran bella giornata, non c'è che dire. Oggi si è fatto qualcosa di speciale, la cui importanza verrà certamente recipita da molti. Anche in futuro. Grazie a Mario ed a tutti coloro che hanno creduto in questo evento e lo hanno reso possibile ! luciano
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    Dopo una giornata così ricca di emozioni che si può dire? Solamente grazie a chi ha reso possibile tutto questo, a chi si è adoperato e ha lavorato perché si concretizzasse. Eventi come quello di oggi testimoniano quanto la Numismatica sia viva e quanta voglia ci sia di condividere e fare gruppo. Come ha detto Davide sono orgoglioso di avere partecipato e grato a chi mi ha dato la possibilità di esserci.....
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    E poi qualcuno dice che non ci sono appassionati entusiasti, emozionati, propositivi e volontari che non vogliono rendere migliore la nostra numismatica, che vogliono divulgare, aiutare i giovani ? Credo che questi post, questa discussione, questo evento che non è localistico ma nazionale e che dovrebbe essere un esempio da imitare, d'altronde come poter dire localistico di Milano e dell'Ambrosiana conosciuta in tutto il mondo, io penso che si debba partire da qui, da questi fermenti motivati, organizzati e operosi , un gruppo fai da te non strutturato, flessibile con tanta voglia di fare che si è 'creato tanto consenso intorno e che ora può spiccare il volo verso altri traguardi, obiettivi con il motto pensare, parlare, decidere democraticamente e poi fare ...fare...
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    DE GREGE EPICURI La filosofia del CCNM è questa: è necessario che i collezionisti leggano, studino i testi di numismatica e vedano il più possibile i musei che espongono monete. Ma occorre anche che gli studiosi, i ricercatori e gli accademici si interessino al collezionismo e non assumano atteggiamenti di distacco o di sufficienza, ma siano generosi nel mettere le loro competenze a disposizione di tutti; e lo stesso ci si attende da parte dei funzionari pubblici che si occupano di archeologia, numismatica e tutela dei beni storici e artistici. Ovviamente i commercianti sono quanto mai interessati ad un clima di collaborazione e di comuni iniziative. Credo che la giornata di domani sia pensata proprio in questo spirito, e anzi sia un bellissimo esempio di quello che andrebbe costruito insieme ogni giorno.
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    Complimenti a tutti! adoro le vostre monete Credo una delle mie monete più belle sia questo Mezzo Ducato di Filippo II:
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    Ciao a tutti... posto un nuovo arrivo..tari di Carlo V o forse di Carlo VI°..si scherza naturalmente... Saluti Eliodoro
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    Io comunque vado avanti a parlare perché ritengo che tutti sappiano e capiscano, un evento work in progress che si realizzerà a breve ma viste le difficoltà non è stato certo banale, il tempo dedicato e' stato tanto e non solo di tipo pratico, organizzativo ma in particolare relazionale. c ' e ' intanto il via libera da parte dell' addetto agli eventi esterni per la mia lista già consegnata in grande overbooking e l'hanno accettata anche se un po' volutamente forzata. l'intento e' di far partecipare e intervenire il numero maggiore di appassionati, appassionati che a vario titolo rappresentano mondi diversi ma che si uniranno e collaboreranno quel giorno per la riuscita dell'evento, chiamiamolo pure gran gioco di squadra... Sono arrivati, lo devo dire plausi da più parti per noi tutti, anche geograficamente o di realtà diverse, essere insieme su certi obiettivi, idee, sogni e ' fondamentale e fa piacere. chi vuole filmare almeno col Cell. lo potrà, altrettanto le foto, poi bisognerà chiedere per la divulgazione almeno per i pezzi del Medagliere. i sogni a volte diventano realtà, scrivevo circa 7/8 anni fa qui in " sogno numismatico "mi riferivo al Castello, capiterà in Ambrosiana, va bene lo stesso, sarà' festa grande numismatica per Milano città ma per tutti gli appassionati italiani, si realizza anche il sogno del Gazzettino di quelli del Cordusio, la voce numismatica di tutti e per tutti , gratuita e poi in digitale , a Parma e a Verona col Gazzettino cartaceo ci saremo e sarà un motivo in più per esserci ai rispettivi pranzi... sogni che si realizzano con organizzazione , passione e lavoro, non c' e' che da aspettare l'evento ora e Quelli del Cordusio e Lamoneta saranno in prima fila in quella platea a ribadire questo nome che ai convegni non sento mai, Parma a parte, conta anche quello, per questo forum di volontari vale il doppio.. ve lo assicuro...e non e' facile ...
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