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  1. Gentili amici sperando di non annoiarVi proseguo nelle condivisioni della mia modesta raccolta con una moneta che, per me, ha un valore affettivo immenso, a livello del primo cent di Zio Paperone. 😁 È infatti la prima moneta che ho mai posseduto, parliamo di 51 anni fa, era il 1968, la contestazione giovanile esplodeva, Mina presentava Canzonissima, la corsa alla Luna era alle battute finali, e l’Italia di allora guardava in bianco e nero su due soli canali nel tubo catodico gli epici sceneggiati RAI e la nazionale che si preparava ai leggendari mondiali di Mexico 70. A maggio feci la mia prima Comunione e quella santa donna di mia madre, che ci ha salutati per sempre l’anno scorso, capita la mia passione per i tondelli, sborsava la somma non banale (almeno per lei) per i tempi di 170.000 lire per questo scudo. Era lucente a quel tempo, era bella, brillava, ricordo che la mostravo con orgoglio agli altri bimbi che frequentavano l’oratorio della chiesa di Piazzale Libia a Milano, quasi come fosse un tesoro. In oltre mezzo secolo naturalmente si è patinata, ma non l’ho mai voluta cedere. Per me rappresenta la mia infanzia, capostipite di collezioni raccolte e poi vendute a varie riprese. Ma questa no, mai! Ho in collezione pezzi ben più rari e ricercati, come la Quadriga 1914, ma nessuno legato a me come questo regalo di bimbo, che sveglio’ in me il numismatico che a tutt’oggi con i capelli candidi raccoglie e si appassiona. Scusate tanto l’afflato personale - magari un po’ patetico - ma sono lieto di condividere con il Forum questo esemplare ed avere i Vostri graditi commenti. Buona serata e serena notte a tutti
  2. Con immenso piacere annuncio in anteprima l'imminente apertura di una nuove sezione del forum, non una sezione come le altre, ma un'area dedicata ad approfondimenti di elevato spessore tecnico e numismatico. L'accesso a tale area, per ovvie ragioni, sarà riservato solo ad una determinata categoria di utenti, i cui prerequisiti d'idoneità verranno attentamente esaminati dal direttivo della stessa sezione di studi avanzati. Tale direttivo è costituito da un membro dello staff avente compiti di vigilanza e supervisione tecnica, i nomi dei cinque restanti membri verranno resi noti nella giornata di sabato 26 ottobre. La candidatura per l'accesso alla sezione potrà essere presentata solo inserendo un post nella presente discussione, al fine di ottenere il più elevato livello di trasparenza possibile. La sezione risulterà pienamente operativa dal primo dicembre 2019. Alla scadenza dei primi sei mesi di operatività, per un periodo di 24 ore, la sezione verrà resa visibile a tutti i membri del forum, che potranno leggere ed esprimere il proprio gradimento solo a mezzo della funzione "mi piace". Siamo certi che un'iniziativa di questo tipo rappresenti un'innovazione senza precedenti nel panorama numismatico nazionale ed internazionale. I contenuti prodotti, pur non essendo divulgabili in alcun modo, rappresenteranno il fiore all'occhiello del nostro forum. Le due annuali finestre temporali di 24 ore ciascuna consentiranno alla massa degli utenti di poco conto di prendere visione di quanto prodotto, cosicché gli appartenenti alla sezione potranno trarre opportuna gratificazione personale, nonché fregiarsi di una nuova serie di bollini appartenenti alla categoria "forumista massonico". L'autore che riceverà più "mi piace" potrà fregiarsi del bollino di "Gran Maestro" e da qui, in ordine decrescente, sono stati previsti 5 livelli iniziatici. Gli autori che non riusciranno a raggiungere il numero minimo di "mi piace" utile al raggiungimento del livello iniziatico più basso verranno esclusi dalla sezione. Prerequisiti per l'accesso alla sezione: Avere all'attivo non meno di 2.000 messaggi sul forum Avere punti reputazione non inferiori a 750 Impegnarsi a non divulgare in alcun modo i contenuti sviluppati nelle discussioni interne all'area riservata Avere un cane di nome "Birillo" (verrà richiesta copia del certificato di iscrizione all'anagrafe canina) Non aver mai approfittato di una campagna promozionale di Poltronesofà ...in sintesi... ogni tanto fermiamoci un attimo a riflettere, il forum può non essere perfetto, ma si danno ormai per scontate forse troppe cose che alla fine, in assenza di un ambiente di questo tipo, così scontate potrebbero non essere.
  3. Salve a tutti. Volevo rendere noto che da oggi è disponibile il mio ultimo lavoro monografico dal titolo La monetazione longobarda nella storia dell'Italia meridionale, Laveglia&Carlone editore, Battipaglia (SA) 2019, ISBN: 978-88-86854-84-9. Si tratta di un volume in brossura editoriale di 172 pagine, interamente a colori. Dalla quarta di copertina: L'opera nasce con l'intento di presentare una visione d'insieme sulla produzione monetaria delle principali zecche dell'Italia meridionale in epoca longobarda, inserendo la loro attività all'interno di un contesto storico-finanziario ben preciso. Ne scaturisce una nuova consapevolezza che vede le monete della Langobardia Minor come una testimonianza storica di primo piano che può servire, al pari di altre forme documentarie, alla disamina dei meccanismi economici e culturali di un'intera stirpe.
  4. Carissimi, Con grande piacere apro questo post per presentarvi la prossima conferenza organizzata dal nostro Circolo (permettetemi di segnalare come si tratti della quarta conferenza organizzata in circa 4 mesi dopo quelle della dott.ssa Baldassarri e dei dott. E. Arslan e A. Savio) Domenica 5 maggio ore 10:00 – 12:00 «Il patrimonio numismatico del museo della zecca di Roma» A cura del Colonnello Domenico Luppino L'evento è ovviamente gratuito e aperto a tutti Spero di potervi vedere numerosi !! Per chi non conosce l'indirizzo: Palazzo Ducale piazza Giacomo Matteotti, 5 16123 GENOVA. Entrando da piazza De Ferrari seconda porta trovi una targa con scritto Storia Patria Matteo Schivo Segretario del Circolo Numismatico Ligure “Corrado Astengo”
  5. Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui!
  6. Nuova arrivata in collezione, è da un pò che la cercavo veramente bella, ma a un prezzo giusto Non è FDC, c'è qualche segnetto sui bordi... ma vi posso assicurare che per i fondi servono gli occhiali da sole @il numismaticocarina, no? Adesso per completare la serie devo trovare un 40 lire altrettanto bello :)
  7. Gallienus

    1 FDC oppure 2 SPL?

    Ah, un conto è il gusto e un conto il commercio. Da rivendere, per farci soldi, meglio 1 FDC che 2 SPL, nella gran parte dei casi. Per la mia collezione, meglio 2 SPL che 1 FDC, senza il minimo dubbio, e ugualmente senza il minimo dubbio meglio 4 BB che 2 SPL. Sugli 8 MB meglio di 4 BB dipende: ammetto che non amo quando la moneta è troppo circolata al punto da non essere leggibile, ma se parliamo di monete pienamente leggibili ma magari con problemi quali colpi, saggi, appiccagnolature (presenti o rimosse), o fori allora preferisco gli 8 MB ai 4 BB. Insomma ho sempre preferito, preferisco e preferirò sempre mille volte 8 monete forate e appiccagnolate a 1 FDC perfetto perfettissimo eccezionale eccezionalissimo MVP (mai visto prima) e slabbato MS100 NGCMSSUAEMDDV (Non Guardarmi Che Mi Si Sposta Un Atomo E Mi Dimezzo Di Valore). So' gusti, a me piace l'oggetto vissuto proveniente dal passato con il suo carico di storie, mi piace rigirarmelo tra le mani (senza guanti) come hanno fatto i miei antenati e del lustro me ne importa una ceppa.
  8. Salve a tutti ragazzi attendo pareri su questa 1795. Entrata in collezione qualche annetto fà. Attendo pareri.
  9. Ogni tanto torno per farvi vedere qualche nuovo acquisto...oggi vi presento il mio primo Scudo collo lungo, per le foto già sapete [emoji23].
  10. Buonasera a tutti, visto che in questa sezione vengono postate generalmente monete della zecca di Napoli stasera voglio fare un'omaggio agli amici Siciliani postando un bel (almeno per me) 30 tarì del 1785, moneta dal grande fascino, ammetto di esserne rimasto colpito quando l'ho avuta in mano, è veramente una moneta maestosa... Nonostante le debolezze, i graffi e le evidenti tracce di circolazione credo sia un esemplare di tutto rispetto... Secondo me siamo oltre il BB, voi cosa ne pensate?
  11. DE GREGE EPICURI Martedì 24 settembre alle 20.45, nella sede del CCNM (Milano, via Terraggio 1) il prof. Adriano Savio parlerà su: "La monetazione di Nemausus: coloniale o imperiale?" La monetazione bronzea di Nemausus (l'odierna Nimes) si differenzia da tutte le altre coniazioni coloniali, in quanto prodotta in quantità enormi e diffusa su tutto il territorio della Gallia, nonchè nei campi militari della Germania. Prodotta appena prima, durante e dopo la riforma del rame di Augusto, si interseca con la moneta di Roma, e in qualche modo la integra, almeno in area transalpina. Ma non tutto è chiaro, a cominciare dalla definizione del nominale che rappresenta (asse o dupondio?), dall'interpretazione del tipo di rovescio (i celeberrimi "coccodrilli"), dal fatto che molti dei nominali sono tagliati in due e, infine, dall'esistenza di alcuni esemplari che presentano un prolungamento a forma di zampe di animale.
  12. Trovo molto particolare la storia di questo statere coniato nel 453-448 a.C. nella Sibari rifondata per la seconda volta. In particolare credo che sia semplicemente geniale l'espediente di celebrare tre diverse poleis per mezzo di tre diverse immagini riportate su una stessa moneta... https://www.academia.edu/38342474/F._De_Luca_Lo_statere_della_rifondazione_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Milano_Gennaio_2019_pagg.47-54
  13. Buonasera a tutti, non sono presente molto "fisicamente" nel forum ma sono un appassionato collezionista da oltre 20 anni, ne avevo meno di 18 quando cominciai... Volevo renderVi partecipi del mio ultimo acquisto 🤗
  14. Posto le immagini di un acquisto recente. Il baiocco in questione non è purtroppo rame rosso ma questo sono riuscito a trovare. La conservazione mi pare abbastanza alta, aspetto generale piacevole. Personalmente è la prima volta che me ne capita uno tra le mani, ho avuto 3 mezzi baiocchi del buon Pio VIII ma mai avevo trovato senza cercarlo intenzionalmente il taglio superiore. Non criticate le foto per favore, lo so non sono fatte troppo bene... Opinioni e impressioni ben vengano, saluti.
  15. Buonasera ragazzi, inizio io stasera con questa famigliola di mezzi Tornesi del 1853....tutti diversi. Saluti, Rocco
  16. Scudo1901

    Il forum che vorrei

    Io mi sono iscritto da neanche due settimane e già mi chiedo come ho fatto a non farlo prima. Un palcoscenico così variegato e stimolante fatto di esperti, di principianti, di curiosi, ma anche massì da chi, anche giustamente, scrive nella speranza, poi regolarmente vana, di sentirsi dire che nel cassetto del nonno ha trovato un mezzo tesoretto, fanno tutti parte di una umanità incredibile legata da semplici tondelli di metallo, di cui onestamente ignoravo l'esistenza. E ha ragione dabbene secondo me, non cambierei una virgola di quanto ha scritto sopra, che sottoscrivo al 100%. Aggiungo soltanto la mia modesta considerazione, che è in realtà più una esortazione da vecchietto a chi avrà la pazienza di leggerla: andate dove vi porta il cuore, rispettate chi ne sa più di Voi, cercate di imparare il più possibile e vedrete che prima o poi qualcuno si rivolgerà a Voi come esperti. Magari di una sotto-monetazione celtica (senza offesa per i cultori) ma sarà una soddisfazione senza pari dimostrare la Vostra esperienza e metterla a fattor comune. Si vive (purtroppo) una volta sola...vires acquirit eundo!
  17. Correre verso la ricchezza o le prime miniere dei Romani , ero indeciso sul titolo del post in quanto poteva predisporre il lettore verso una curiosa lettura o un solito argomento di storia , infine ho scelto il primo titolo meno scontato e prevedibile . Un tempo , come purtroppo anche oggi , per intraprendere una guerra occorrevano i metalli ; metalli preziosi per l’ economia e la ricchezza di uno Stato e metalli non nobili per costruire armi o tramite i primi per acquistarle . Un fatto ben noto avvenne ad esempio durante la seconda guerra mondiale quando i Tedeschi pur sfruttando i ricchi giacimenti minerari germanici del bacino della Ruhr , dove si estraeva carbone e ferro , minerali essenziali per ricavare l’ acciaio , si accorsero presto che per la loro macchina bellica la sola ricchezza mineraria nazionale non sarebbe bastata per costruire armamenti in quantita' , si rivolsero allora militarmente verso la Norvegia e la Svezia anch’ esse ricche di minerali ferrosi di piu' alta qualita’ specialmente la Svezia , occuparono la prima assicurandosi cosi’ il commercio con la confinante Svezia , pur essendosi la Norvegia dichiarata neutrale , mentre dalla Svezia senza invaderla acquistarono il rimanente ferro di ottima qualita’ , indispensabile per costruire armamenti sempre piu’ ingenti e di alta tecnologia . Ma tornando ai tempi antichi , tema principale del post , sorge inevitabile una domanda : i Romani come si procurarono i metalli per l’ economia interna , cioe’ principalmente : rame , stagno , argento e ferro per costruire armi ? La regione dove sorge Roma , il Lazio antico , e’ notoriamente privo di questi metalli indispensabili un tempo per la vita e il progresso di un popolo , infatti il Lazio antico non era la Regione con i confini che conosciamo oggi , in quanto questa antica regione , il Latium Vetus , era limitata alla parte centrale e parte della meridionale fino al Circeo , in quanto il lato destro del Tevere che attraversava il territorio laziale , era territorio etrusco e oltre il Circeo vivevano i popoli di stirpe Osca dei Volsci , degli Equi e degli Ernici ; la zona del Lazio dove vivevano i Romani era assolutamente priva di metalli che avrebbero permesso la produzione di monete , utensili e di armi . Come , dove e quando i Romani si procurarono i metalli per l’ economia e gli armamenti ? Come : certamente all’ inizio con il metedo piu’ antico , cioe’ tramite il baratto commerciale con i popoli limitrofi . Quando questo sistema non fu piu’ sufficiente , seguirono le guerre di conquista , quasi tutte le guerre antiche e recenti hanno per matrice primaria l’ economia . Rimanendo nell’ area laziale e sconfinando poi nella maremma toscana , due sole zone del Lazio potevano rifornire i Romani di utili metalli per monete , utensili ed armi : una era nei Monti della Tolfa nell’ alto Lazio , la zona mineraria antica piu' importante del Lazio , gia' sfruttata dagli Etruschi , si trovava nell' alto Lazio ad Est di Civitavecchia , dai quali Monti o meglio Colline , si estraevano : Blenda (minerale dello zinco) , Galena (piombo) , Argento come sotto prodotto della Galena , Pirite (ferro) , Allume per la concia delle pelli e Cinabro (mercurio) . Inoltre ricca di Rame , con presenza di Argento e Nichel , era la Calcopirite (ferro) di Ponte San Pietro localita’ vicino Viterbo , da qui proveniva anche il Piombo che si estraeva dalla Galena ; conquistato il Lazio in possesso degli Etruschi , i Romani sconfinarono poi in Etruria impossessandosi cosi’ delle miniere delle Colline metallifere , alcune aperte fino al secolo scorso , ricche principalmente di ferro , stagno , rame , piombo , argento e di altri minerali secondari . Seconda area mineraria era quella dei Monti della Meta situati nel basso Lazio al confine sud orientale con Molise e Campania , venivano estratti : Ferro , Argento e Rame , minerali gia' sfruttati dai popoli antichi specialmente dai Sanniti , miniere rimaste attive almeno fino al XIX secolo . Come si nota le risorse minerali dell' antico Lazio erano veramente scarse ed il fatto che anche nei secoli successivi , fino al nostro , non sono state trovate nella Regione altre risorse oltre a quelle gia' conosciute dagli antichi prospettori , conferma della bravura e dell' abilita' degli antichi prospettori . Quando i Romani si aprirono la strada per raggiungere queste due zone del Lazio per appropriarsi dei loro minerali utili per l’ economia e per la guerra ? Probabilmente i Romani raggiunsero per primi i giacimenti piu’ vicini a Roma , cioe’ quelli dei Monti della Tolfa , anche per il motivo che i Romani avevano con gli Etruschi un conto ancora aperto , conto la cui origine risaliva addirittura al mito delle origini di Roma come ci ha tramandato Virgilio , gli Etruschi guidati dal re Mezenzio , alleato con il re Turno dei Rutuli , attaccarono i Latini e gli esuli troiani guidati dal re Latino e da Enea . Latini e Troiani uscirono dallo scontro vittoriosi , anche se Enea venne ucciso in battaglia . La pace venne quindi conclusa stabilendo che il fiume Tevere sarebbe risultato il confine naturale tra Etruschi e Latini . Una volta fondata la città di Roma sul Palatino , i Romani apparvero col tempo, secondo Livio "così potenti da poter rivaleggiare militarmente con qualunque popolo dei dintorni" . Una dopo l' altra caddero molte delle vicine città appartenenti alle popolazioni dei Ceninensi , degli Antemnati , dei Crustumini e dei Sabini . Infine , rimanendo in area laziale , i Monti della Meta furono raggiunti dopo la conclusione delle guerre contro Latini e popoli del basso Lazio quando era imminente lo scontro con i Sanniti . I primi dissidi tra Roma ed i Latini si verificarono sin dall' età monarchica durante il regno di Anco Marzio . Le lotte con i Latini proseguirono anche durante la Repubblica , prendendo vigore soprattutto dopo l' invasione gallica del 390 a.C. : le città latine , prima sottomesse con un trattato nel 493 a.C. , colsero l' occasione per ribellarsi ai Romani indeboliti dal saccheggio gallico . Le guerre contro i popoli latini cessarono nella meta’ del IV secolo . Raggiunti quindi i due unici ed importanti giacimenti minerari del Lazio , Roma pote’ emettere linghotti in bronzo , forse in autonomia , sotto forma di Aes Signatum e Grave in discreta quantita’ e armarsi costantemente di buon ferro . In foto due immagini dei Monti della Tolfa e due dei Monti della Meta .
  18. Con non poca soddisfazione... entra in collezione il pezzo chiave della serie dei colli lunghi, e con questa ho chiuso il giro Pezzo dall'ultima asta Varesi, ancora fresca con bei fondi lucenti, e secondo me ben sopra la media dei 1856 T che si sono visti
  19. Erdrückt

    10 Anni

    Anche per me sono arrivati i 10 anni di iscrizione al forum... a me davvero sembra ieri quel 27 Novembre 2009. Festeggerò comprando una nuova moneta (ogni scusa è buona per farlo, no? )
  20. Io conto di esserci al pranzo di sabato, ma ne avrò la certezza solo il giorno prima, in quanto venerdì ho un convegno a Bologna, e rimanderò il lavoro di quel giorno a sabato, e quello di sabato a domenica e ... e ... e... fa un culo il lavoro .... ci vengo.
  21. Ciao a tutti! Contagiato da @cabanes, sono stato vittima del fascino dei Siegestaler e - non potendomi sottrarre dal canto delle sirene teutoniche - ho cominciato questa piccola collezione che per fortuna si può completare in cinque passi. Ho iniziato "dal basso", cioè con la moneta a maggior tiratura: Prussia, Guglielmo I, 880.000 esemplari. Sul D c'è l'immagine del re: qui in foto con una sfilza di medaglie che credo farebbero venire l'acquolina in bocca a @sandokan e @borghobaffo io ne ho contate venti! Sul rovescio troviamo la Germania: Forse non tutti sanno che la "Germania" è stata un invenzione italica! Duemila anni fa, la troviamo già su di un aureo di Domiziano, sconfitta e seduta a terra, con la lancia spezzata: altro che la Merkel! 😉 Adesso rubo un po' di qua e di là: Guerre napoleoniche Nel susseguirsi delle guerre napoleoniche si usò la figura di Germania come personificazione della Nazione tedesca, così come la francese Marianna [...]. Ma il più bello viene adesso: queste chi sono?!? L' Italia e la Germania von Friedrich Overbeck, del 1828 !!! All'epoca della creazione del dipinto, tanto l'Italia quanto la Germania erano a malapena concetti geografico-culturali generici delle rispettive regioni dell'Europa centrale e meridionale, frantumate politicamente in diversi principati (v. Confederazione germanica e Risorgimento), che solo un cinquantennio più tardi si sarebbero unificati negli Stati nazionali del Regno d'Italia (1861) e dell'Impero tedesco (1871). La donna a sinistra ha i capelli scuri e reca in capo una corona d'alloro, quella a destra è bionda e inghirlandata di fiori. Esse hanno un'aria mesta e si tengono la mano in atteggiamento amichevole. A sinistra lo sguardo coglie un tipico paesaggio italiano di coste rocciose, mentre a destra è riconoscibile una città tedesca torreggiante in stile gotico. Già allora questi due paesi erano più legati tra loro di quanto anche al giorno d'oggi certa gente vuole credere... e devo aggiungere, legati sia nel bene che nel male. Per il catalogo: Maße: 33 mm / Gewicht: 18,52 g *** FINE DELLA PRIMA PUNTATA *** Servus, Njk Nuovamente un "ping" in particolare a @giulira @ascamanaut @vathek1984
  22. Buonasera a tutta la Sezione Due Sicilie, ripropongo il mio 10 Tornesi, citato dall'Amico @Rocco68 perchè so che gli piace molto, ma che proprio splendido non è. Acquistato molti anni fa, in tempi non sospetti, quando il Catalogo Gigante lo dava come moneta comune.
  23. Buon giorno. Volevo segnalare il prossimo IV^ convegno filatelico-numismatico di Venezia-Mestre nel giorno 19 ottobre p.v. dalle ore 9.00 alle 18.00 nella consueta collocazione del Novotel di Mestre, immediatamente adiacente all'uscita Castellana della Tangenziale di Mestre. Rispetto alle scorse edizioni io, con gli altri organizzatori (Circolo Numismatico di Padova e Circolo Filatelico Numismatico di Noale), abbiamo voluto abbinare una sessione culturale-divulgativa, incentrata sulla numismatica e sulla cartamoneta, per quest'anno, e che vede la partecipazione anche di cattedratici universitari, oltre che di appassionati (tra cui l'amico Alessio Busseni) e commercianti. Non nascondo la mia soddisfazione nel vedere che tante persone hanno dato l'adesione a questa sessione. Io ci sto mettendo tanta passione, impegno, risorse, pur se nelle difficoltà, oggettive, di questo tipo di manifestazioni, che non sto qui ad evidenziare. La rinnovata speranza è che il pubblico, Voi tutti, diate incentivo alla manifestazione, con la vostra partecipata presenza. Io, al di là di qualsiasi commento che c'è stato, anche su questo forum, ho la ferma intenzione ad andare avanti, convinto che la numismatica, il collezionismo in generale sia soprattutto questo, condivisa partecipazione personale, conoscenza, contatti, frequentazione, scambi di opinioni. E, perché no, anche piacevole convivialità attorno ad una tavola. Allego a tal proposito locandina dell'evento. Buona giornata. Stefano Palma (alias Sivis) 4^ConvVE_LocandinaWEB72_190924R0.pdf
  24. Ieri sera avevo una grossa chance e lo sapevo, non c’era il mondo della numismatica, c’erano altri mondi, volevo emozionarli, mi dicono che sono riuscito nei vari messaggi ricevuti oggi, divulgare cosa rappresenti il documento moneta, l’emozione di vedere la nostra storia, i nostri simboli da ricordare, la numismatica e’ molto un fatto emozionale, se passa il messaggio, avremo fatto un passaggio importante per la crescita personale e collettiva culturale ....apriamoci ...e appoggiamo la divulgazione, termine che e’ stato detto da tutti i presenti ieri ...
  25. Buonasera, ho aggiunto recentemente in collezione questo piccolo nominale coniato sotto il duca Rinaldo...una muraiola da due bolognini(mir 838/6) monetina in mistura ma ancora con una buona argentatura ed i rilievi molto ben definiti,la data sotto al busto del duca è un po impastata ma si legge comunque 1718. mi piace molto e come capita per modena non se ne vedono tante ben messe in giro,che ne pensate? ringrazio in anticipo e saluto tutti marco
  26. taglio        50 cent paese   San Marino anno 2018 tiratura 1.100.000 condizioni bb+ città Milano Note News
  27. Vi piace questa? Ultimo arrivo. I quarti della croce nel rovescio sono liberi. Cari saluti a tutti
  28. Buongiorno a tutti, ho appena pubblicato sul mio profilo di academia.edu un articolo che presenta una ricostruzione cronologica delle Tribuniciae Potestates assunte da Marco Aurelio. In particolare viene affrontata la problematica relativa all'allineamento del giorno di rinnovo della carica tra Marco Aurelio ed Antonino Pio, alla luce di varie evidenze numismatiche. Il tutto è preceduto da una breve introduzione sulle origini e sulla natura della Tribunicia Potestas in età imperiale. Ho infine aggiunto una tabella con l'elenco delle varie cariche ricoperte dagli imperatori Antonino Pio, Marco Aurelio e Lucio Vero. L'indicazione di ciascuna di queste cariche è corredata da una nota esplicativa. Il titolo dell'articolo è: "Marco Aurelio e il mistero della Tribunicia Potestas V - Una revisione delle datazioni delle Tribuniciae Potestates di Antonino Pio e di Marco Aurelio" Avevo già affrontato questo argomento in un'appendice del libro sulla monetazione di Faustina II dove, tuttavia, era presentato in modo quasi esclusivamente intutivo. In questo articolo ho voluto argomentare in dettaglio la questione così da chiarire il mio pensiero in tema. https://independent.academia.edu/ABusseni Resto quindi in attesa dei vostri graditissimi commenti ed opinoni. Grazie a tutti Alessio
  29. Grazie Galenus, "favoloso" è vederli tutti insieme nel vassoio...
  30. E siccome so che vi piacciono tanto..... Aggiungo questa "comune" Piastra 1818 testa grande. Invitandovi a condividere le vostre belle.
  31. savoiardo

    stimamoneta

    Io non voglio sapere... Questa non è la sezione giusta per chiedere una identificazione! Oltretutto mancano i dati della moneta, il peso, il diametro... Solo perché amo le sabaude posso dirti cosa è, un viennese di Ludovico d'Acacia, adesso però non chiedere il valore... vai a studiarti qualcosa sulla storia di questa moneta...
  32. numa numa

    Collezioni Decadute ed Emergenti

    Ciao Giuseppe il quesito che poni e’ interessante e la tua giovane età ne amplifica la portata. Ci sono collezioni di moda ( vedi il Regno), spinte molto dai commercianti perche facili da realizzare, significative storicamente, e soprattutto con tanto materiale da scambiare. Immagina una collezione di monete Axumite che sono gia’ pochissime e difficili da reperire: non potrebbe mai diventare di moda. L’importanza di una collezione, a differenza di quello che pensano molti, non e’ la sua vastità bensi la profondità che è data da quanto la si studia ed approfondisce. Non esistono collezioni meglio di altre . Una collezione di monete dei Cavalieri di Rodi puo’ essere fatta con criteri ed esemplari eccellenti e rappresentare un valore culturale, storico, numismatico e a volte anche materiale superiore alla classica collezione del Regno. la collezione la fa il collezionista non le monete bensi le sue scelte.
  33. margheludo

    A B C della moneta medievale

    Tempo fa mi sono imbattuto in una interessante dissertazione sull'argomento da parte di A. Saccocci in "i segni dell'Auser- il tesoro del lago" che trattava il tesoretto del lago Bientina e di cui riporto alcuni passaggi. << è forse opportuno spendere qualche parola su cosa normalmente si intende in numismatica con i termini ‘ripostiglio monetale’ o ‘tesoro’ (con le varianti anch’esse assai comuni ‘tesoretto’ e ‘gruzzolo’): si tratta di un complesso di monete accumulato dall’antico proprietario e come tale occultato (nel terreno od in altro contesto adatto allo scopo) e poi non più recuperato. Nel periodo medievale, cui appartiene il gruzzolo qui in esame, tale occultamento era determinato nell’assoluta maggioranza dei casi da motivi di salvaguardia, visto che non esisteva (e di fatto per la maggioranza della popolazione non esisterà fino al XX secolo) un efficiente e diffuso sistema bancario in grado di proteggere la ricchezza mobile dei privati; sono ben documentati, anche se non molto frequentemente, tesoretti occultati casualmente (non stiamo scherzando, alludiamo al caso di defunti sepolti o per disattenzione o per pietà assieme al denaro che portavano con sé) , mentre estremamente rari, in particolare nel periodo dal X fino alla metà del XIV secolo, vanno considerati i tesori occultati per motivi rituali, nonostante una letteratura piuttosto ricca ma forse troppo entusiasta possa far pensare il contrario (ci riferiamo ai cosiddetti depositi votivi o di fondazione). I complessi di monete formatisi invece grazie all’accumulo nel terreno di esemplari persi o gettati singolarmente in un’ area ristretta (come nel caso di una stipe votiva, ad esempio) non sono considerati ripostigli. Il requisito essenziale di questi ultimi, infatti, è che tutti gli esemplari contenuti siano stati associati ‘prima’ del loro occultamento. Solo questo infatti consente di stabilire una possibile cronologia dell’interramento stesso e di conseguenza di tutte le serie monetali presenti, anche quando non siano altrimenti databili. Inoltre permette di elaborare interpretazioni relative ai fenomeni monetali potenzialmente documentabili da quel materiale, quali tesaurizzazioni, deflazioni, riforme etc.,interpretazioni che non sarebbe possibile riferire ad un preciso momento storico, analizzando materiale sottratto singolarmente ed in momenti diversi alla circolazione. Proprio il frequente utilizzo dei ripostigli per l’analisi di tali aspetti economico-monetari, spesso l’unica fonte in grado documentarli, ha portato alla tradizionale distinzione fra ripostigli di tesaurizzazione, cioè ripostigli frutto di accumulo nel tempo, quindi comprendenti i pezzi di maggior valore disponibili nel mercato, e ripostigli di emergenza, frutto di convulsa raccolta di tutto il denaro disponibile per metterlo al riparo da un’improvvisa situazione di pericolo (quale un’invasione, una pestilenza, un terremoto etc.) e quindi comprendenti monete di qualunque valore. Proprio questa distinzione fra fattori economici e fattori ‘emergenziali’, oggi ritenuta molto meno netta di quanto si pensava un tempo, ha portato gli studiosi a trattare l’argomento con espressioni che potrebbero indurre il lettore medio a ritenere che siano proprio questi aspetti a regolare e provocare l’occultamento dei ripostigli (ad esempio: «questi tesoretti sembrano testimoniare un vasto fenomeno di tesaurizzazione» oppure «i numerosi gruzzoli databili alla metà del X secolo possono essere imputati all’invasione degli Ungari»). Niente di più sbagliato, in società molto meno sicure di quelle attuali, l’occultamento di denaro era una pratica costante ed indipendente dalle contingenze, che sicuramente poteva subire delle accelerazioni e delle decelerazioni, ma nel complesso riguardava una percentuale probabilmente abbastanza stabile dello stock monetario, così come oggi lo sono i depositi nelle banche. Quindi gli aspetti economici potevano regolare solo la composizione interna dei gruzzoli, non certo il loro occultamento, mentre le situazioni di emergenza non incidevano probabilmente in modo sostanziale sul numero e sulle dimensioni dei tesori (essendo questi in gran parte già conservati in collocazioni protette), ma sicuramente potevano provocare un incremento notevole nei mancati recuperi degli stessi (pensiamo ad esempio alla peste nera degli anni 1347-8). A ben vedere è proprio un solo elemento che fa di alcuni degli innumerevoli gruzzoli passati per la protezione della terra ed in gran parte poi recuperati una fonte storica di primaria importanza quale è un ‘ripostiglio monetale’: il fatto che lo sfortunato proprietario non abbia avuto la possibilità di recuperarlo e, cosa ancora più significativa, neppure di indicarne la collocazione a qualche persona cara, lasciando così ai posteri la possibilità della scoperta. Abbiamo visto all’inizio come le monete provochino dei comportamenti istintivi ai quali non sembriamo capaci di sottrarci, proprio questo può farci capire quanto importanti debbano esser stati i motivi di tali mancati recuperi. Ovviamente non è possibile stabilire una precisa casistica, ma è statisticamente probabile che gran parte di queste motivazioni rientrassero nel binomio «solitudine+morte imprevista», anche se possono essercene ovviamente molte altre. Proprio l’importanza di queste motivazioni (che a nostro avviso agivano in modo relativamente indipendente dal valore del gruzzolo, proprio per quanto detto all’inizio), consente di utilizzare questo particolare genere di fonti archeologiche per ricostruire scenari generali che potrebbero anche non essere documentati altrimenti. Con l’avvertenza, però, che tali scenari sono validi soltanto a livello statistico, non possono mai essere applicati ad un singolo dato, senza prove di altro tipo. È quindi assai probabile che i tesori possano testimoniare la presenza di una via di passaggio importante, per il semplice motivo che è più probabile che un viandante od un pellegrino perdano la vita senza la compagnia di una persona cara cui rivelare i propri segreti, rispetto ad un abitante del luogo. >> Quante cose può raccontarci un tesoretto, l' uguale ripartizione tra denari di Lucca e di Pisa in questo, preso in esame ne "il tesoro del lago" ha permesso al Saccocci di avanzare una interessante ipotesi (o di avallare quella di Matzke ) che riporto integralmente: i <<: la composizione così paritaria del gruzzolo potrebbe derivare dal fatto che quelle monete nel mercato circolavano effettivamente con quella composizione, perché il loro valore era determinato proprio dal fatto di appartenere metà ad una zecca e metà ad un'altra. Se la produzione di tali monete era il frutto di un accordo fra le due zecche, infatti, è possibile che tale accordo prevedesse anche che ogni pagamento ufficiale dovesse essere fatto nelle due valute con una percentuale fissa, in modo da garantire ad entrambe le autorità emittenti gli introiti prestabiliti, come è talvolta documentato. Ad un fatto del genere si sarebbero sicuramente adeguati i cambiavalute, ‘vendendo’ ai clienti monete sempre nella composizione richiesta. Non avremmo affrontato questo argomento se la perfetta identità stilistica fra le due serie, l’utilizzo di segni di zecca molto simili, nonché questa composizione simmetrica del ripostiglio non ci avessero convinto della bontà dell’ipotesi di Matzke sopra ricordata, che su altre basi individua un rapporto fra queste emissioni e l’accordo monetario fra Lucca e Pisa del 1216/7, ( Eodem anno (MCCXVII) Lucani et Pisani concordaverunt simul de moneta cudenda).>>
  34. @Litra68.... Come posso non accontentare la tua richiesta? Foto di gruppo dei miei 4 Cavalli. 1788 1788 1789 1790 SICI 1790 SICIL data larga 1790 SICIL data stretta 1791 1792 1804
  35. Periodicamente viene riproposta la lamentela in oggetto ma questi due post a parer mio sono la miglior risposta che si può dare alla questione. Saluti Simone PS Al momento (per quanto mi riguarda) nella frequentazione del forum riscontro altre problematiche ben più fastidiose...
  36. Buonasera, questo è l'ultimo acquisto per Modena....si tratta di un Mezzo Ducato o 80 soldi di Rinaldo d'Este del 1727 rif MIR 831/1. per me moneta di grande fascino con al dritto un gran ritratto del duca disturbato da qualche graffio dovuto sicuramente alla fase di coniazione e un rovescio con san contardo che prega genuflesso in abiti da pellegrino rivolto verso la città. la città in questa tipologia si vede decisamente meglio ed è più dettagliata rispetto agli esemplari degli anni successivi ed in cui cambiano entrambi i conii....si vede anche parte della facciata del duomo mi sono svenato ma quando l'ho vista non ho saputo resistere...poi per me ha pure una patina riposata ed è proprio quello che piace a me. cosa ne pensate? grazie a tutti marco
  37. DE GREGE EPICURI Il CCNM organizza per martedì 19 febbraio alle 20.45, in sede (via Terraggio 1, Milano) una conferenza a tema archeologico-numismatico. La prof.ssa Claudia Perassi (docente di Numismatica all'Università Cattolica) ci parlerà su: "Monete e rito del battesimo in età paleocristiana. Fonti scritte, numismatiche e archeologiche a confronto". L'intervento prende spunto da una notevole scoperta avvenuta sul sito maltese di Tas-Silg al opera della Missione Archeologica Italiana a Malta: essa ha consentito di avanzare nuove considerazioni su un rito monetale legato alla somministrazione del battesimo. Si tratta di 276 monete in AE databili fra il IV secolo e gli inizi del VI, e di un tremisse bizantino di Costantino IV, accumulati sotto la lastra di fondo di una vasca, utilizzata come fonte battesimale. La conferenza presenterà anzitutto il deposito monetale, inserendolo nel quadro della circolazione nell'arcipelago maltese. Discuterà poi il Canone 48 del cosiddetto "Concilio di Elvira", che vieta ai battezzandi di gettare monete nei fonti battesimali, e gli altr cinque casi noti di monete rinvenute nei sistemi idraulici utilizzati per il primo sacramento cristiano.
  38. Carissimi tutti, Con gran piacere vi comunico che Domenica 24 Febbraio 2019 a partire dalle ore 10:30 si svolgerà presso la sede dei Circolo Numismatico Ligure "Corrado Astengo" la presentazione del testo scritto da Andrea D. Mazarakis e curato dalla Dott.ssa Monica Baldassarri " Il Ducato di Venezia e le sue imitazioni nell'Oriente Latino tra l XIV e il XVI secolo". Ospite dell'evento sarà il professore Armanno Arslan (Accademico dei Lincei) che terrà un interessante intervento riguradante la monetazione oggetto del libro. Spero di potervi vedere numerosi
  39. taglio   2 euro cc paese Slovacchia anno 2015 A tiratura 988.500 condizioni spl città Milano
  40. Forse è la numismatica più vera... Quella dove anche i sogni divulgativi, incredibilmente diventano realtà... Dietro ai progetti ci sono tante storie, a volte spunti per sceneggiature, e qui ce ne sarebbe da scrivere e raccontare. Certo è che in dieci anni sono cambiate tante cose nella numismatica, e quest'ultima fatica, è stata forse la ciliegina che mancava ad un'opera realizzata con tanta passione. Oggi grazie a il lavoro di molti, l'ambiente sta ritornando a rivivere emozioni assopite, e Milano potrebbe essere solo il punto di partenza..
  41. margheludo

    Toscana Siena Quattrino

    Buona sera, giusto @adolfos il rischio è di sembrare scortesi e vorremmo proprio evitarlo ma, vorrei darvi una mano ma in questo periodo per motivi di lavoro non riesco a stare dietro al forum quanto vorrei. non ho il Toderi Strozzi ma almeno il MIR si e il CNI fortunatamente è in rete, il problema è proprio la mancanza di tempo. per quanto riguarda la moneta credo che sia una variante inedita sia di legenda che di armetta, quest' ultima è un po disturbata e poco chiara ma forse edita (tavola MIR n94, tavola CNI n84) sia il MIR che il CNI non riportano quattrini con questo segno ma ho notato che sul CNI c'è l' 80,81,82,83 mancava per l'appunto l'84.
  42. Salve, allego immagini di un interessante e rarissimo cavallo aquilano di Carlo VIII, con la legenda del rovescio invertita , D.A. - ; MIR 110
  43. Conosco un ormai ex ragazzo pugliese (resto in tema) D.M. Su Facebook (mio Dio ho nominato i social): ormai diverso tempo fa, mi domanda l'amicizia; comincia a chiedere con tanta curiosità notizie informazioni sulle monete medievali della sua regione. Gliele fornisco (nei limiti delle mie possibilità), continua a chiedere (ma si vede che il ragazzo cresce, le sue domande cominciano ad essere sempre più dettagliate)....arriviamo alla fine questo signore oggi terrà una CONFERENZA. I giovani li facciamo crecere? Hai pensato che il Gazzettino nasce forse anche per questo? Con questo non voglio aver nessun merito, ma evidenziare che i giovani devono avere opportunità e spazi. Cavolo, ho fatto lo "sborone" con la mia terza media e adesso sarò accusato anche io di auto celebrazione🤔
  44. Già da diversi mesi Sergio Cudazzo ed il suo "team" torinese di collezionisti e studiosi di monetazione sabauda stanno rivedendo il MIR. Grazie a documenti dell'epoca sono state riviste (nuovamente....) diverse attribuzioni, si sono aggiunti esemplari inediti, sostituite fotografie con altre a colori etc etc. Insomma un gran lavoro che porterà l'opera, molto probabilmente, ad un livello superiore anche dal punto di vista editoriale, con un formato più grande e ancora più pagine.
  45. Ti posto un rovescio senza varianti di un altro Tarì 1796
  46. Il sottoscritto ha incominciato a collezionare monete nel lontano 1961, perciò qualche annetto fà. Non ho mai pensato a collezionare per investimento, sarebbe un errore madornale e comunque, non prenderesti mai i soldi spesi. Per investimento si acquistano marenghi e Sterline oro, quando l' oro è giù e si rivendono quando và sù. A me piace studiare la storia della moneta e tutto ciò che ne consegue.
  47. Il problema caro Pietro è che sono pochi gli utenti che amano condividere le proprie monete. E pochissimi I Collezionisti di questi piccoli nominali in rame, che raramente si trovano in alte conservazioni.... Non tutti poi collezionano per varianti... Ma solo per tipologia. Come si fa a stabilirne la rarità? Noi pochi, continuiamo a ricercare e studiare, spinti dalla sete di conoscenza e appagati da queste visioni che ci portano indietro nel tempo.
  48. Sai... non sono così sicuro di aver fatto buona cosa a consigliarti di rivolgere la tua attenzione alle monete modenesi del periodo estense. Ora proponi tante belle monete e io mi trovo costretto a riprendere in mano libri e documenti per soddisfare le curiosità che spesso queste monete mi fanno affiorare. E alcune curiosità vanno messe in evidenza. I giorgini con il ritratto vòlto a destra sono suddivisibili in due diverse tipologie; con santo inginocchiato e con santo in piedi. La tipologia con santo inginocchiato presenta due tipi di ritratti: un tipo con testa grande (priva del busto) e piccola porzione del drappeggio che orna il collo; il tipo con testa piccola, busto e armatura...che corrisponde al Il tuo giorgino. Questo tipo di ritratto corrisponde al ritratto presente anche nei giorgini della tipologia con santo in piedi e corrisponde a tal punto da farmi pensare che ne condivida il punzone e che ne sia contemporaneo o immediatamente successivo. Da notare che questo tipo di giorgino (il tuo) presenta un ritratto con busto proprio per mettere in evidenza un particolare interessante e non trascurabile: il busto ornato del collare con il toson d'oro. Cesare d'Este ricevette notizia di essere stato insignito di questa onorificenza dopo la metà del 1604. Ferrante II Gonzaga, signore di Guastalla e già appartenente all'ordine del Toson d'oro, venne incarico di consegnarlo a Cesare e la cerimonia di consegna ebbe luogo il 18 ottobre del 1604. Il tutto per affermare che questa è sicuramente la data post quem questa tipologia può aver visto la luce. E qui mi fermo... complimentandomi per l'ottimo acquisto... ciao Mario
  49. Taglio: 2€ C Nazione: Grecia 400° Anniversario Morte Del El Greco Anno: 2014 B Tiratura: 750.000 Conservazione: BB Località: Roma
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