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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/01/13 in tutte le aree

  1. non mi sembra un modo molto gentile per giudicare le monete altrui….. scusa renato,ma in questo modo non si sprona e si disincentiva gli utenti a postare le proprie monete…..che siano "carciofi" o altro son sempre monete che hanno avuto una loro storia comunque (più o meno vissuta)
    4 punti
  2. Io penso e ho sempre pensato che il forum che è nato in particolare per i giovani debba parlare e cercare di rapportarsi con gli stessi e con chi inizia ad avvicinarsi a questo mondo. In un certo qual senso siamo alla fase tre se vogliamo includere anche il Concorso Rapetti che è stato direi specialistico ; con la fase uno si è cercato di iniziare per poi alzare un pò l'asticella con questa fase due del Concorso " Una moneta per i giovani ". L'aspetto importante, come ha sottolineato Luciano prima, è la partecipazione di tanti del forum meno conosciuti di alcuni che già avevano partecipato al Rapetti, il che vuol dire che il messaggio sta passando sia qui che in altri ambiti e non è vero che non ci siano giovani potenzialmente interessati alla numismatica. Questo Concorso, ma il forum stesso lo testimonia ogni giorno, è la prova di tutto ciò, certamente ci vuole una numismatica più aperta e trasversale, ma io penso che la strada giusta sia questa. Solo qualche anno fa, certi eventi e iniziative sarebbero stati impensabili, oggi grazie allo strumento del forum, dell'avvento della tecnologia, tutto è possibile, l'importante è comunicare e cercare di fare. Tutto va anche nella direzione della divulgazione e aiuta molti ad approcciare questo mondo, ovviamente per gradi ; iniziative che magari potrebbero sembrare un pò semplicistiche tipo " la moneta più bella " secondo me sono state kermesse e divulgazione insieme, un grande spot a favore della numismatica. Oggi c'è bisogno certamente di qualità ma anche di tutto questo secondo me, ora toccherà a tutti voi nei prossimi giorni diventare parte attiva e integrante al Concorso votando gli elaborati. Scelte che dovranno essere consapevoli e che seguiranno alla lettura e valutazione degli stessi, in un certo qual senso queste monete diventeranno un pò di tutti, anche se poi andranno ai vincitori :blum: giustamente. In attesa di poter leggere i post che ripeto si giocano anche il diritto di finire pubblicati sulla rivista Panorama Numismatico, vi auguro buona serata, Mario
    3 punti
  3. Ho trovato nell'uovo questa interessante e rara moneta di Onorato III Non è messa bene ma ha un grande valore perché un regalo graditissimo. Data: 1734 Zecca: Monaco Metallo: mistura Diametro: 25 mm Peso: 4,09 gr Grado di rarità: R Titolatura diritto: HONORATVS. III. D. G. PR. MONOECI. Descrittivo diritto: Buste drapé et cuirassé de Honoré III à droite vu de trois quarts en avant. Titolatura rovescio: .AVXILLIVM MEVM A DOMINO. 1734. Descrittivo rovescio: Croix formée de quatre H couronnées , cantonnée de quatre fuseaux ; rosette au centre dans un cartouche. Rif. biblio: CNI/III.4 p.560 - G.100 (85) - NP.26/79
    2 punti
  4. Buona sera ..a tutti .acqua ..encora acqua.... ....siamo a casa a girare in tondolo; :crazy:....in dentro un vecchio caseto ho riscoperto questo minuto ,mi sembrava frusto ... ma in questo periodo di crisa ..... :blum: lo trovo bellino...!peso 0. 8g diam 1.4 mm.....quiederebbe una clasificazione......a presto
    2 punti
  5. donato11, il 01 Apr 2013 - 13:42, ha scritto: ..in sostituzione ,verrà emessa una moneta d'Oro da 300 euro del peso di 50grammi :D per esserre precisi sono 60 gr.
    2 punti
  6. Non fraintendermi, io mi sento italiano e sono orgoglioso di esserlo, ma credo ci sia una bella differenza tra il semplice amore per la patria e posizioni che definirei quasi nazionaliste. Non è da dimenticare lo scopo principale dell'integrazione europea nata dalle ceneri di quello che hanno combinato nella prima metà del novecento i nazionalismi. Quando penso al sentimento europeo non intendo l'annullamento di tutto quello che significa essere italiano, ma un arricchimento di questo stesso concetto. L'Italia come parte di un'entità più grande, formata da stati democratici di diritto e con una storia e una cultura simile. Non dimentichiamo che il mondo intero, con tutte le sfide che la globalizzazione ci ha portato, va nel senso dell'integrazione e non del particolarismo.
    2 punti
  7. Caro Magdi. In effetti la tua spiegazione è stata anche adottata in passato, ma a mio avviso è decisamente da scartare. Infatti si trova in contasto con il fatto che tali denari rugi (o più spesso ruzi) sono spesso definiti boni; come fa una moneta di mistura ad essere rossa per il rame e allo stesso tempo buona? E poi sappiamo che monete anche di mistura molto bassa, se fior di conio non sono mai rosse, grazie all'imbiancatura, quindi i relativi contratti dovrebbero riferirsi a monete consumate, e quando mai? Molto più probabile quindi che rugo e ruzo derivino da rugoso, ruvido e si riferiscano alla ruvidità delle monete ben conservate, non ancora lisciate dall'usura: in altre parole 'fresche di zecca'. Sono quasi certo che anche il toscano ruspone ed il veneto ruspio, che vogliono proprio dire ruvido e non a caso si riferiscono a monete d'oro in cui la conservazione è essenziale, possano avere la stessa radice, anche se non saprei dire se tale trasformazione è prevista dalle regole fonetiche. Ciao, Andreas
    2 punti
  8. Ciao, sulle nostre monete imperiali siamo solitamente abituati a vedere l’effigie dell’imperatore di profilo, rivolto a destra o a sinistra. Testa nuda, laureata, con corona radiata, elmata o velata… ma sempre di lato. O busto, ma pur sempre di profilo… fino all’Impero Gallico. Postumo, primo imperatore (usurpatore) del’ Imperium Galliarum si fece ritrarre per primo, se ben riporto, in vista frontale. Corazzato (si vedono gli pterugi), senza alcun simbolo della reale dignità (corone laureate, elmi, etc..). Purtroppo non trovo i riferimenti della moneta… Ed è un unicum in quanto di norma è ritratto laureato, radiato oppure, raramente, elmato.
    2 punti
  9. Mi permetto di consigliarvi la lettura di questa discussione sul FAC che tratta nello specifico questo medaglione e i busti frontali. http://www.forumancientcoins.com/board/index.php?topic=84496.0
    2 punti
  10. Ho letto molto fugacemente questa discussione, pensando che in questo forum non mi sarebbe mai accaduto di leggere certe cose. Tant'è, e ne prendo atto! Io sono un collezionista, privato, e lontano da ogni circuito commerciale, ma se qualcuno mi chiede di pubblicare una foto di una moneta nel bene delle conoscenze numismatiche (in questo caso parliamo di numismatica, ma si potrebbe parlare di altre conoscenze - le più varie possibili -) , non vedo perché ci si debba accapponire per certe , diciamocelo pure, quisquiglie. Se a rivendicare i diritti d'autore su una foto fosse una grande società che vuol far rivalere i suoi diritti di esclusiva sulle immagini di una moneta "Unica" o considerata tale, Beh la legge lo consente e di fronte alla legge ritengo che .... non c'è legge. Quello è. Ma di fronte ad un catalogo di monete gestito da un gruppo sparuto di appassionati che perdono il loro tempo per diffondere le conoscenze numismatiche senza alcun fine di lucro sento la necessità/dovere di segnalare che i Cataloghi gestiti da questo forum non hanno alcun fine commerciale (almeno per quanto a me risulta) e le valutazioni sulle rarità delle monete sono attribuite, nei singoli cataloghi, in base alle valutazioni dei vari compilatori (tutti dilettanti e privi di alcuna remunerazione) dei cataloghi monetari cui si sono pazientemente dedicati, e con cura ed attenzione massima continuano a fare tenendo in considerazione le evidenze del mercato e le continue scoperte a livello monetale. Al termine di questo mio intervento, forse per alcuni inopportuno e fuori luogo, vorrei presentare le immagini di una moneta classificata dal Muntoni come "inedita": Zecca di Ancona - Clemente VII - Mezzo Giulio - gr. 1,83 - diam. 23,73 CNI manca - Muntoni 95 inedito Ebbene, l'inedito del Muntoni non è più tale, considerato che di questa moneta ne esistono ora almeno due esemplari. Le domande che mi permetto di rivolgerVi sono queste : - a livello rarità debbo ancora considerarla un inedito e quindi Unico o una moneta con rarità estrema R4/R5? - a livello divulgazione scientifica, come credo sia questo forum di monete, ritenete che le immagini della moneta debbano essere tenute nascoste e riservate a pochi intimi oppure messe a disposizione della gran parte di studiosi che seguono le problematiche numismatiche? Sono solo due piccoli quesiti, potrei aggiungerne altri. Io, nel mio piccolo, vi allego le foto della moneta di cui ho accennato poco sopra. Autorizzo altresì terze persone a darne, se lo ritengono, divulgazione nei modi che ritengano più opportuni per la conoscenza della numismatica. Siamo ancora nel giorno di Pasqua, quindi confermo i miei auguri !!!!!!!
    2 punti
  11. Bella, complimenti! Ottima scelta ...la "piccola" della serie degli Scudi larghi ...sempre affascinanti! Non sono in grado di darti spiegazioni particolareggiate ma, in linea di massima e soprattutto a intuito, provo a dire la mia, la ragione prima è la mancanza di quel taglio di moneta nei traffici cittadini e quindi per esigenze di circolazione interna (di quel periodo si conoscono soprattutto nominali di alto valore). Quella moneta inizialmente valeva 8 soldi, poi la produzione fu interrotta nel 1656 per l’aumentato costo dell’argento, nel 1715 lo scudo valeva ben 136 soldi (6 lire e 8 denari)!!! Da un punto di vista politico (e qui andiamo veramente a mie sensazioni) in quel periodo Genova era al crepuscolo della sua libertà, dopo l’umiliazione dei fatti del 1684 (bombardamento da parte del Re Sole e la crescente pressione sabauda) avevano messo la Repubblica in ginocchio. Pur restando neutrale ed esclusa dal tavolo dei vincitori della guerra della Lega d’Augusta e della Grande Alleanza, nelle trattative segrete (1696) riesce a conseguire qualche risultato: l’allontanamento della Francia a favore dell’accrescimento della forza del Piemonte …auspicando, forse, in prossimi ulteriori progressi. Ma gli inizi del 1700 sono anni di fermento, siamo al tempo in cui è vivissima la gara per l’accaparramento del grande commercio internazionale tra la Spagna, la grande sconfitta, le “sette provincie unite” dell’Olanda e l’Inghilterra che si affaccia nella competizione ed è prossima a fare la parte del leone. Genova, in questa guerra di diplomazie, tenta ovviamente di resistere quanto può per mantenere le posizioni tradizionali ed evitare che gli avversari occupino le nuove vie che si sono aperte ma tra il 1728 e il 1735 la morsa sabauda sarà sempre più stringente. …e qui mi fermo se no vado oltre… Per tornare alla moneta, credo quindi voglia significare il ritorno alla "normalità", e riprendere gli antichi conii penso volesse dare un segnale alla popolazione di richiamare gli antichi splendori, di rinascita ...dopo il bombardamento dei francesi Genova era un cumulo di macerie! ...oltre 16.000 bombe caddero in città, la metà rimase inesplosa, circa un terzo degli edifici ebbero danni ingenti soprattutto al cuore del centro storico ma i bombardamenti arrivarono fino alle alture di Oregina.
    2 punti
  12. Mi piace cercare di esplorare un pò tutte le monetazioni nei limiti ovviamente, nel contempo mi attraggono sia i grandi nominali che quelli piccoli. Questo, anche se comune, è un diciasettesimo di scudo largo di Genova del 1715, mi è piaciuto perchè in piccolo ha le raffigurazioni simboliche di questa monetazione, la Vergine con Bambino sulle nubi e la croce a quattro stelle. Ho cercato qualche notizia in più vedo le sigle dello zecchiere FMS, vedo Antonio Giustiniani Doge biennale seguito da Lorenzo Centurione il 26 settembre 1715. Vedo anche le date di coniazione di questa moneta, 1653, 1654, 1655, 1656, 1715 e mi chiedevo il perchè dopo quattro anni di coniazioni continuate un salto di una sessantina d'anni e poi un anno solo, forse qualcuno può spiegarmelo, oltre ad un commento della moneta stessa magari, Mario
    1 punto
  13. ma i carciofi non erano verdi? :crazy: Renato è InCuratore .. nel senso che verso i carciofi è incurante (fale molta attenzione se Cinese vuole chiamale così te! :rofl: )
    1 punto
  14. Taglio: 2€ CC Nazione: Finlandia Anno: 2004 Tiratura: 931.400 Condizioni: BB Città: Trieste Taglio: 2€ TOR Nazione: Slovenia Anno: 2007 Tiratura: 399.010 Condizioni: BB Città: Trieste Taglio: 10 cent Nazione: San Marino Anno: 2012 Tiratura: 40.000 solo in divisionale Condizioni: qFDC Città: Trieste Foto: http://2.bp.blogspot.com/-t1zgnh3k-o0/TZZA4RNQg6I/AAAAAAAADAQ/VdYkv_3d05M/s1600/4260vign.jpg
    1 punto
  15. Nectanebo ha coniato anche oro ma non col tipo della civetta ateniese. Quelle emissioni sono persiane. Sia di Artaserse III che di due satrapi: Sabakes e Mazakes. Nectanebo II http://www.acsearch.info/record.html?id=369845 Artaserse III http://www.acsearch.info/record.html?id=574793
    1 punto
  16. ...con tutto il rispetto, a volte ho l'impressione che si prenda troppo sul serio tutto, un pensiero goliardico vale per quello che è! Se avessi voluto esprimere un pensiero serio, non avrei messo faccine sorridenti! Forse dovreste un pò di più frequentare i tavoli delle fiere, forse il buon RR dovrebbe resuscitare il bravo mago eccheccà ...forse insieme con serio discutere, qualche battuta non guasterebbe....ho l'impressione che manchi il senso del "circolo" in questa sezione...dove accanto al serio parlare e argomentare i vari post...manca un pò di sano umorismo.... ...ma è solo una mia opinione! renato
    1 punto
  17. 1/16 di 8 Reales Colonie britanniche in america 1/8 di 8 Reales Colonie britanniche in america ________________________ Promemoria per il prossimo aggiornamento: Passare da verde 1/8 1/16 già in lista a nero (i valori con queste 2 monete ora sono visibili) Aggiungere il valore di 44 Aggiungere /100 ai valori 1/20* - 1/40*
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  18. ........ops non capisco perchè non mi fa inserire le foto e le chiami foto ???
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  19. Bellissimo e interessante. Anch'io pensavo a Valerando ma cercavo qualche altra notizia perchè questo minuto pone qualche riflessione, intanto i minuti di Valerando se ne conoscono con la sigla SR (che peraltro la variante S:R e manca nel nostro catalogo) ma sembrerebbe più un S:F e, guarda caso, conosciamo che c'era una sigla S:F tra il 1363 e 1370. Ora è un S:R ? ...e quindi di Valerando, che, se coniati prima sarebbe comunque da aggiungere a quel gruppo? Oppure è un S:F, precedente a Valerando, e se la sigla può essere determinante per datarlo dovrebbe essere di Gabriele Adorno (1363-1370) di cui non si conoscono minuti e quindi da inserire tra quelli dal periodo IQDP e quelli "attribuiti a Antoniotto Adorno Governatore" ...di cui sappiamo che c'è una certa confusione nei testi sacri. Io non saprei cosa dire scegliere ...pertanto aspetto notizie da chi ne sa di più!
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  20. Sarà anche l'ABC :rolleyes: , ma talvolta anche l'abbecedario sbaglia :D. Quella di aver confuso i denari de Rigo o d'Orrigis, attestati soprattuto nelle Marche (dove la C intervocalica diventa spesso G), con i denari rugi, ruzi, ruti attestati per lo più in Toscana (dove invece tale C diventa quasi un' H, comunqe una K molto aspirata non distantissima dalla pronuncia originale tedesca della parte finale di Einrich....ehm, forse un po' più dolce) a mio avviso è una discreta topica in un articolo al 99% condivisibile, presa da un validissimo studioso che in quanto straniero non poteva certo avere dimestichezza con gli accenti dialettali italiani. Provate ad esempio a far pronunciare ad un toscano e ad un marchigiano / umbro la frase così la contano, da chi dei due salterà fuori così l'...a...gontano :P ? Comunque per curiosità ho anche controllato il Corpus dell'Italiano antico e risulta che su 65 attestazioni di Rigo, fuori di Toscana questa parola indica sempre un nome proprio (cioè Enrico), mentre in Toscana un nome comune (proprio il rigo) , tranne in un caso ad Arezzo, che è terra di confine con le terre della c 'sonora' (tra l'altro si tratta di un tal Rigo di Martino da Querceto, quindi non si sa da dove venisse, essedo questo un nome di località diffuso in tutte Italia; comunque la Querceto più vicina ad Arezzo, secondo google map, si trova proprio in Umbria). Inoltre il fatto che denari rugi etc. si trovino attestati dalla prima metà dell'XI fino al XIII secolo sembra concordare più con il significato generico di 'freschi di conio' che con quello suggerito da Matzke del nome di una particolare serie delle monete lucchesi. Ultima considerazione: proprio in Toscana, in epoca successiva, il termine ruspone (ruvido) viene usato per indicare una moneta nuova di zecca: è un caso o è il frutto di una tradizione? Devo dire che parecchi anni fa cercai di spiegare questi dubbi ad un mio carissimo amico tedesco :friends: di nome Michael , ma vi giuro non ricordo la risposta: così :drinks: o così :bash: ? Io ho un sospetto. Cari saluti a tutti, Andrea
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  21. Le foto sono decisamente migliori, ma permane .... il caos. Sembra ci siano più ribattiture, forse una moneta coniata su un tipo diverso .... La croce sembra quella di un tornesello veneziano, ... sembra inquartata da lettere, ... Sulla seconda foto a destra, mi sembra di vedere una figura come quella del doge in piedi reggente stendardo .... Boh ..... Ad adolfos che si è seduto a giardarla ancora pesante per il pranzo non è venuto in mente niente, ... a me che ora sto cominciando ad "assorbirlo" il pranzo qualcosa appare, .... chissà che stasera qualcuno non la identifichi. :) .
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  22. Se le avessi trovate in una ciotola, avresti dovuto prenderle, secondo me.
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  23. il vento mi a impedito di affaciarmi......ma la vista con i paesi giu....era fantastica.......
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  24. un primo muraglione,di aspeto ciclopeano.......prova che l'uomo chi a abitato da sempre..........
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  25. Grazie per la risposta, Andreas. Mi chiedevo se rugi potesse essere interpretato anche come abbreviazione di Enrico-Arrigo. Cordiali saluti
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  26. Vuol dire solo che è stato riutilizzato il diritto A.XII accoppiato con il rovescio con il millesimo 1790. Non si portavano avanti con il lavoro, anche perchè non era affatto scontato che dal 1786 il buon Pio VI potesse arrivare al 1790... ;) Domande le cui risposte sono pressochè scontate da parte mia... in primis se hai notizia di almeno due esemplari viene a decadere l'ipotesi di "unico", passiamo a R5 (pochi esemplari noti). Questo è accaduto per tante tipologie che alla pubblicazione del Muntoni risultavano "inedite", dopotutto sono passati 40 anni e la divulgazione numismatica ha fatto passi da gigante, anche grazie all'avvento di internet. Detto ciò la risposta alla seconda domanda diventa ovvia, altrimenti nè tu nè io avremmo speso tanto del nostro tempo libero nella compilazione del catalogo lamonetiano. Buona Pasquetta. Ciao, RCAMIL.
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  27. Ciao, Carausio Vs. Tetricus si era conclusa più o meno così: Oggi vi segnalo un altro antoniniano ribattuto da Carausio “FANTASTIC PATINA DEPICTING THREE EMPERORS WITH PAX ON REVERSE- SIMILAR TO SPINK 682A BUT BUST SLIGHTLY OVER STRUCK. THE COIN IS AS FOUND UNCLEANED” Io tre non ne vedo ... ma due sì: Carausio sicuramente (oltre alla legenda) + Claudio II Gothico. Proposto ad un prezzo base di ben... 500 £ !!! Ciao Illyricum :)
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  28. Bravissimi e complimenti ai partecipanti, non vedo l'ora di leggere i vostri lavori ...ma attenzione non immedesimatevi troppo alle monete ...altrimenti ... P.S. ....non ce l'ho fatta, mio figlio deve ancora finire i compiti di greco delle vacanze pasquali quindi sarà per un'altra volta ... ...
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  29. Buon lavoro.. :good: ricordati di correggere gli errori grammaticali :rofl:
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  30. E quì si potrebbe riaprire la solita vecchia diatriba che le legislazioni troppo restrittive , elaborate da chi si sente investito della tutela del patrimonio storico e culturale,portano solo alla perdita dei dati più importanti proprio per quel patrimonio che si intende salvare.......ma siccome di queste discussioni è pieno il forum, siccome sappiamo tutti che , di solito, portano alla chusura della discussione, e siccome sono cose che anche la " controparte " conosce più che bene ma che , almeno a giudicare dagli ultimi sviluppi normativi ufficiali e ufficiosi,invece di fare da insegnamento e linea guida, sembrano sortire l'effetto opposto, io la finirei quì e tornerei a parlare di monete apparse all'improvviso e monete con fondamento storico e di scavo per la loro autenticità..
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  31. non capisco tutta questa generosita' nel valutare questa moneta, io vedo usura su capelli dell'italiaseduta, seno italia seduta che si perde con la veste, mano con la fiaccola usurata, mano con fascio littorio usurata, bordo usurato. Boh!
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  32. Buona giornata a tutti. Nelle more di inserire tutti gli elaborati in una discussione ad hoc che consenta agli amici forumisti di fare le loro valutazioni e votazioni, posso confermarvi che ci sono giunte nei termini prestabiliti ben 25 elaborati. Siete stati tanti, ben oltre le nostre proiezioni ed aspettative. Bravi. :clapping: Ciò dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che i giovani interessati alla numismatica non sono affatto pochi, anzi. E' anche piacevole aver constatato che, oltre a coloro che ritenevamo già in partenza interessati all'iniziativa, c'è stata una pronta risposta anche da parte di ragazzi con un esiguo "bagaglio" di discussioni al loro attivo, taluni addirittura iscritti al forum "Lamoneta.it" da pochissimi giorni. Da quanto ho potuto vedere (ma mi mancano da verificare ancora gli ultimi due elaborati), sembrerebbe che nessuno si sia interessato alla moneta di Modena. Sarebbe un peccato. Forse non era abbastanza appariscente...... :pleasantry: Indubbiamente la monetazione di Modena non è affatto semplice; direi anzi che è per "palati esigenti"... e forse, anche questo, indica la sua particolarità. Per il momento ringraziamo tutti coloro che hanno aderito ed hanno permesso lo svolgimento di quanto fino ad ora si è fatto; a noi, adesso, non resta che procedere alla selezione degli elaborati per eliminare gli eventuali rimandi alla persona che li ha scritti, così da renderli anonimi e poi postarli nel nel forum per la loro valutazione. Saluti luciano
    1 punto
  33. Bella discussione Illy! :good: Però, però, hai dimenticato una cosina... :P Ti mostro il primo che si vede in posizione frontale (3/4, via..) Il nostro caro buon vecchio Augusto, con il monetiere L Mescinius Rufus, nel 16 a.C., fece incidere su quella che diventerà una bellissima moneta, un imago clipeata, ossia, un ritratto, contenuto all'interno di un clipeus, lo scudo degli opliti greci. L'imago clipeata era già in uso nella Repubblica, vi venivano inserite le teste dei defunti per commemorarne la memoria ma purtroppo non abbiamo attestazioni su moneta (e qui aspetto la smentita di un "repubblicano"). Comunque, veniamo a noi, ecco la moneta. Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online Purtroppo è di estrema rarità, se ne conoscono pochissimi esemplari. Qua i dati tecnici: CLM400, anche la seguente, la 401, è di questa tipologia ma purtroppo è presente in collezioni non accessibili e quindi, senza immagini.
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  34. 1 punto
  35. E' una moneta sicuramente interessante, merita indubbiamente di essere messa in collezione. Mi sembra strano che nessuno ne abbia parlato finora. Prima di aprire una razzia avresti dovuto però chiedere l'autorizazione allo staff, mi chiedo se tu l'abbia fatto ? Nela speranza che la razzia diventi ufficiale e nella certezza che quella moneta sia ambita da molti mi prenoto fin da subito per 3 pezzi, dovrebbero essere in tutto 9 euro + 0,30 di contributo per il forum, per la spedizione, dato l'elevato valore preferirei, se tu sei daccordo di rivolgermi ad un corriere espresso, mi farai sapere l'importo esatto. Non appena mi farai sapere l'indirizzo mail ti invierò i miei dati, per il pagamento direi postepay. Grazie per l'impegno Marco
    1 punto
  36. Visto che, se realmente battuta, era una moving mint al seguito di Bruto e che l'eventuale battitura è stata iniziata durante la discesa verso i balcani e la macedonia, direi che Roma è tutto meno che la sua casa d'elezione...
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  37. Il richiamo alla classificazione del Bernardi va bene, 18bc. Non al numero 145 del Biaggi, dove vi è raffigurata una Bern.18a e dove vi sono diverse imprecisioni: la leggenda è GREGORI' ELECTVS e non GREGOR. ELECTVS, e vi è CIVITAS e non CIVITA, e le figure sono il patriarca Gregorio (e non San Gregorio :) ) e San Ermacora a destra (senza punti d'interrrogazione).
    1 punto
  38. E' un denaro frisacense. Viste le foto e le condizioni della moneta ci vuole un pò di attenzione nel classificarla; domani se ne avrai ancora bisogno cercherò di essere più preciso consultando qualche catalogo, ma intanto posso già darti qualche indicazione. Le lettere che si vedono ci indirizzano al nome di un vescovo che termina con ...ARDVS, per cui possiamo pensare a Eberhard o a Bernhard. Visto che al retro ci dovrebbero essere tre piccoli archi, col centrale sormontato da una sorta di torre con ai lati due stelle, mentre sotto un volto con ai lati due gigli, dovrebbe trattarsi della zecca di Laibach (Lubiana).
    1 punto
  39. Domani faremo un aggiornamento completo, comunque penso si possa dire che a stamattina erano arrivati 23 elaborati, credo si possa essere più che contenti tutti, è un risultato importante sia per la partecipazione che per il consenso per l'iniziativa, personalmente direi inaspettato. Ma non è solo il numero che conta ma anche l'nteresse che ha riscosso l'iniziativa in vari ambiti della numismatica e questo oltre la vostra passione che avete mostrato è l'altro segnale da tenere in grande considerazione e che fa ben sperare per il futuro. A domani, nei prossimi giorni verranno poi messi gli elaborati sul forum con un sondaggio aperto a tutti gli utenti per le votazioni, Mario
    1 punto
  40. Sì, credo anch'io che ci fosse bisogno di una moneta di quel valore ...e visto che mi fate "spolverare" vecchi libri anche a Pasqua, vi riporto alcune note di Giulio Giacchero dalla "Storia economica del settecento genovese" per contestualizzare un po' il tuo "diciassettesimo" ... che non era "poco" essendo la diciassettesima parte del valore di 6 lire e 8 denari dello scudo a quell'epoca:I salariati, che erano la maggioranza della popolazione vivevano con trenta o quaranta soldi di paga giornaliera. La paga di due lire (40 soldi), calcolata per 23 giorni lavorativi al mese, corrisponde a 46 lire mensili. L'affitto di un mezzano, ossia un alloggio, costava circa sessanta lire all'anno. Con tale prezzo, nel centro cittadino, si poteva ottenere un appartamento di due o tre camere, un ingresso che si adoperava come stanza di soggiorno, la cucina e il gabinetto. Per un menù di tre persone costituito da pastasciutta o minestrone a mezzogiorno, minestra alla sera, copiose insalate, qualche bicchiere di vino, qualche pezzo di formaggio, "fiamenghille" di stoccafisso o baccalà lesso con patate al venerdì, carne alla domenica (nelle solennità i ravioli, la "cima" e i "frixeu") occorrevano circa 24 soldi al giorno (27 o 28 comprese le spese per il sale, il carbone o la legna, le candele, il tabacco, il sapone e qualche altra voce del bilancio domestico)." P.S. Certo che il "settecento" è un periodo piuttosto lungo e discontinuo, credo che i numeri si riferiscano più a metà del secolo che al suo inizio ...ma più o meno ...
    1 punto
  41. Non penso di sbagliare di moltissimo se dico che in Italia i collezionisti numismatici potrebbero essere dell'ordine dei diecimila. Per l'Europa si può fare una proporzione. Sull'origine della moneta ti suggerisco di iniziare leggendo qui: http://www.lamoneta.it/tutorials/article/34-numa-numa/
    1 punto
  42. taglio 10 cent paese belgio anno 2002 tiratura 90.830 condizioni bb+ città jesolo-venezia
    1 punto
  43. Sbagliero' ma facendo cosi' si continua a far passare la voglia ai neocollezionisti di collezionare....Ivanferrero ha chiesto solo quanto possono valere le Monete che vorrebbe acquistare. Non ha chiesto consigli se deve comprarle ma vuole solo pagarle un prezzo corretto. Gia' il fatto di voler collezionare Monete e' una cosa grandiosa,volerle collezionare in MB o in FDC non importa l'importante e' quando uno rigira la propria Moneta tra le dita sia " goduto". A molti passa ,secondo il mio modesto parere,la voglia di postare foto delle proprie Monete in condizioni non eccelse sul forum per paura di un giudizio troppo negativo e non costruttivo...ed e' un peccato. Enrico
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  44. La tesi di una zecca a Tarraco in Spagna fu avanzata da Andrea Markl nel suo saggio sulle zecche imperiali operanti sotto Claudio II e pubblicata nel 1884 su Numismatische Zeitschrift Nr. 16. Tale studio (in tedesco) fu in parte tradotto nel 1889 sulla Rivista Italiana di Numismatica come correttamente indicato da illyricum. Oggi ne esiste una versione integrale tradotta in inglese da Dane Kurth Helvetica scaricabile da WildWinds. Nello studio effettuato da Markl sulle zecche di Claudio II, Milano non è contemplata perché le sue monete furono attribuite dallo studioso tedesco ad una riscoperta zecca di Tarraco in Spagna. Molto sinteticamente i motivi per i quali Markl sosteneva questa ipotesi dipendevano dagli studi sulle monete di Postumo e Gallieno, dall’invasione di Postumo della Spagna nel 260 e dall’utilizzo della lettera “T” che lui identificava come segno di zecca (e non di officina), così come utilizzerà in seguito Aureliano, che con la sua riforma sulle monete fece apporre anche il simbolo con il quale si identificava la sigla della città produttrice e non solo il marchio di officina. Secondo lo studioso, Postumo con tutta probabilità aveva coniato le sue monete in Gallia ed in Spagna. Claudio aveva ripreso possesso della Spagna e non della Gallia, dove dominava Tetrico, quindi doveva aver coniato in Spagna, continuando nella zecca già utilizzata da Postumo. Markl arrivò poi alle stesse conclusioni prendendo a riferimento ed analizzando diverse legende delle monete ed in particolare appunto la legenda “FELICIT TENPO”. Markl sosteneva che la parola “TENPO” anziché “TEMPO” derivava appunto dal modo di parlare il latino ispanico. La controversia “Milano o Tarraco”, alimentò diverse discussioni accademiche tra studiosi italiani e tedeschi sostenitori di Markl. Lo stesso Gnecchi nei suoi Appunti di Numismatica Romana si fece promotore della tesi proposta da Laffranchi e Monti e cioè che la sigla “T” potesse essere attribuita alla zecca di Milano e non alla zecca di Tarraco. Le ragioni principali che lo portavano a tali conclusioni in particolare erano: La somiglianza dello stile delle monete che erano state attribuite alla presunta zecca spagnola di Tarraco a quello delle altre zecche italiane. La numerosità di ritrovamenti di monete con caratteristiche attribuibili alla zecca suddetta in ripostigli siti in territorio italico, mentre nessun ritrovamento era avvenuto in terra spagnola. Tipologie di monete attribuibili alla zecca spagnola che per motivi razionali non potevano essere state coniate che in terra italica, ad esempio monete destinate al pagamento delle truppe. Oggi l’ipotesi della zecca spagnola è considerata quindi assolutamente infondata e pertanto la moneta è attribuibile a Milano, prima emissione, dove la T sta per terza officina. Nella tipologia del busto proposto è estremamente comune. Ne esistono con legenda FELIC TEMPO (prime emissioni – alcune con busto che viene attribuito all’incisore di Aureolo o con busto particolare rivolto a sinistra) e con legenda FELIC TENPO (emissioni più tarde e più comuni). Alcune hanno anche globetti inframezzati nella legenda del dritto IMP CLAVDIVS P F AVG. Altra particolarità riscontrabile in questa tipologia di monete , perlatro comune ad altre, è che la P può assomigliare ad una D . Alcuni testi catalogano una specifica emissione FELIC TENDO. Personalmente non sono d’accordo e ritengo che non sia altro che una particolarità delle maestranze milanesi o di un particolare incisore di questo periodo: in effetti spesso lo stesso marchio di officina P (prima) assomiglia molto alla lettera D. Colgo l’occasione per augurare a tutti una Serena Pasqua ps "mi sembra comunque che come tutte le monete di claudio nonostante la curiosità resta una moneta piuttosto comune non trovi?" beh non tutte le monete di Claudio II sono poi così comuni..... allego inoltrte immagine di moneta che viene attribuita per caratteristiche all'incisore di Aureolo (presa da www-mom.fr)
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  45. Cecil Rhodes elaborò il cosiddetto piano "dal Capo al Cairo" ossia la creazione di una fascia di terra sotto l'influenza britannica, che andasse da Città del Capo a Il Cairo; detta anche "all the red route", ossia "tutta la strada rossa", dal colore tradizionalmente associato all'Inghilterra, in virtù della croce rossa di San Giorgio. Qui una vignetta d'epoca, che gioca sul cognome di Rhodes e lo raffigura come il Colosso di Rodi (Rhodes in inglese, appunto) mentre regge un cavo telegrafico dal Capo al Cairo Immagine da wikipedia
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  46. Infatti il mio vero e unico dubbio, di fronte a questo tetradramma di Naxos, come anche a diversi altri esemplari presenti nella "collezione Comery", è che siamo di fronte a monete autentiche ma malamente pulite oppure a falsi. Esiste una sola di queste due possibilità. Se sono autentiche (e pulite male) provengono da un recente ripostiglio, come rivela l'assenza totale del pedigree (e mi fa ridere la storia della collezione del padre, se non del nonno, che comunque era del tutto ignoto all'ambiente numismatico nonostante l'importanza dei pezzi); se sono monete false è altra storia ed è interessante capire la loro tecnica, I prezzi di realizzo sono stati contenuti, rispetto ai prezzi raggiunti da altre aste e con pedigree, ma sempre soddisfacenti per il misterioso proprietario. Purtroppo, come già accennato da Numizmo, ci sono non pochi falsi che sono stati apposta "trattati" (in alcuni casi addirittura corrosi) proprio per confondere le idee. Se uno fa il ragionamento "come è possibile che un falsario si diverta a scorticare una propria moneta" pensa automaticamente che la moneta deve essere per forza autentica, senza considerare il semplice fatto che una moneta falsa "scorticata" perde sì parte del suo valore ma rende più difficoltosa l'analisi, confondendosi meglio con una moneta autentica pulita male, e quindi è più vendibile dell'asta (ovviamente a prezzi più bassi di un Prospero, ma sempre interessanti per il venditore). Poi, parliamo chiaramente, se uno trova un vero ripostiglio con simili esemplari sa come e dove portarli a fare corrette pulizie, a meno che non sia un perfetto imbecille, una eventualità che non si può escludere del tutto. E' anche possibile che le monete fossero all'origine molto ossidate e incrostate, da non capire bene l'esatta tipologia, per cui sono state sottoposte subito a drastiche tecniche di pulitura. E questo mi addolora molto, in quanto si denota comunque una totale assenza di rispetto verso questi veri monumenti dell'antichità pur di incamerare vile denaro.....
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  47. Mi complimento per l'enfasi con la quale karnescim descriva il suo giorgino di Francesco I per Modena, e il suo entusiasmo per l'eventuale interesse futuro per questa "magica" (col tempo capirai la mia affermazione) zecca. Veniamo alla questione leggenda, per dovere di cronaca va ricordato che le varianti censite per questo nominale, non sono ancora state aggiornate del tutto anche perché sarebbe un lavoro impensabile, comunque ripeto nuovamente, "qualcuno" da qualche tempo sta lavorando su questa zecca. La difficoltà nel reperire questo tipo di monetazione, è una delle prime cause, poi essendo tondelli battuti ancora a martello (tecnica di coniazione che si protrasse sino al 1676 sotto il duca Francesco II, in concomitanza al nuovo torchio ad acqua che vide i suoi albori proprio sotto Francesco I), in più la tosatura, e infine una monetazione sempre difficilissima da reperire in condizioni di facile lettura. Le varianti per questa monetazione sono davvero molte, ma solo chi raccoglie, e ripeto RACCOGLIE, può sapere, conoscere ed essere al corrente, la bibliografia non sempre basta..., se poi aggiungiamo che l'ultima opera degna di nota risale al XIX sec. mi sembra che tutto possa essere più chiaro, se non ci fossero stati i collezionisti la numismatica si sarebbe estinta da tempo... Quindi caro Karnescim non ti devi meravigliare se troverai delle incongruenze sui tondelli della zecca di Modena, molta va ancora scritto, e il bello è proprio questo, il velo di mistero che viene a crearsi attraverso gli acquisti e i ritrovamenti cusuali. Ora tu mi dirai, si belle parole, ma sulla base di cosa, se non esistono altre fonti se non quelle citate da mariov60????? Sull'unico pilastro che ancora oggi sostiene questa straordinaria scienza, il collezionista, e casualmente codesto scrivente possiede quattro esemplari del giogino di Francesco I, e ognuno diverso dall'altro... Rimane interessante il tuo tondello per il suo dritto, ma prima di fare affermazioni preferirei visionarlo direttamente, se vai a Verona... Eros P.S. Dimenticavo, Caro Mario in riferimento agli zecchieri sono in possesso di esemplari dell' Elia Teseo, del Manfredi, e udite, udite, del Joseffo Teseo...
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  48. Complimenti vivissimi a Skubydu per avere scovato un documento molto importante per gettare qualche luce sulle moderne tecniche di falsificazione delle monete greche siceliote. http://www.calgaryco...akekatane01.htm Fermo restando che è sempre necessario prima di tutto esaminare accuratamente la moneta dal vivo, talvolta il ricorso a fotografie digitali di alta definizione, con possibilità di ingrandire adeguatamente determinati particolari può permettere di avere alcune idee su una possibile falsificazione. Il vero problema è che cosa esattamente si deve cercare e avere comunque a disposizione adeguati confronti con esemplari sicuramente autentici. Io non sono un perito, ma so che quando si deve fare una perizia con valore giudiziario (che non costa poco!), il perito (almeno serio e qualificato, oltre che iscritto all’apposito albo) è obbligato a fornire nella perizia adeguate argomentazioni e con immagini altamente ingrandite. Il commento che aveva fatto Calgary è, come più volte ribadito, strettamente personale, ma comunque offre interessanti spunti di valutazione, talvolta anche opinabile e servirebbe il parere di veri periti, i quali però normalmente non amano giustamente rivelare certi dettagli. La mia traduzione non è granchè (e Calgary non è che scrivesse un ottimo inglese....). TRADUZIONE TESTO DI CALGARY TETRADRAMMA DI KATANE Fig. 1 E’ mia opinione che questa moneta sia un moderno falso coniato da un conio di un tetradramma Katane, illustrando come sia possibile incontrare l’alta qualità del falso. Il presente parere si basa solo dopo avere visto le immagini della moneta, e non è un esame fisico della moneta, ma ritengo che le caratteristiche descritte di seguito sono abbastanza chiare dalle immagini per illustrare la mia discussione sui problemi con questa moneta. Vorrei mettere in chiaro che queste sono le mie opinioni su questa moneta, e solo mie. Mentre le immagini della moneta sono fornite tramite il sito web CNG, [la stessa CNG] non ha fornito alcun input alla stesura di questo articolo e sia ben chiaro che essa non approva o accetta alcuna delle dichiarazioni che faccio su questa moneta. PESO: 17,20 grammi come da elenco venditori. DIMENSIONI: il venditore riporta la moneta a circa 30 mm. Lo stile di questa moneta è quasi perfetto e sembra avere un conio collegato ad altri genuini esemplari noti. Normalmente questo sarebbe sufficiente a confermare l'autenticità, ma solo se il legame di conio superi un controllo, e a mio parere non è così. Ci sono anche le caratteristiche di come il tondello si incrina durante lo stress della coniatura, che sono in contrasto con simili caratteristiche che si formano sulle monete autentiche battute con il martello e sono queste che hanno attirato in primo luogo la mia attenzione su questa moneta, e io le discuterò per prime. Le crepe del tondello si verificano quando il disco metallico vergine viene stressato espandendosi durante la battitura, e come quelle crepe si formano è direttamente correlata al modo in cui la moneta è stata battuta e a quale temperatura è stata battuta. I genuini tetradrammi siciliani di questo periodo sono coniati su tondelli fusi che provengono da uno stampo naturalmente temprato così che l'argento risulta morbido come a temperatura ambiente e con una forma arrotondata come una palla, leggermente schiacciata in alto e in basso. Mia nota: Sinceramente non ho capito questo passaggio, sul fatto dell’argento reso morbido a temperatura ambiente (forse non ho capito bene la versione originale) Il tondello viene posto tra due stampi e il conio superiore viene fortemente impresso con un martello, innanzi tutto comprimendo il metallo nei conii. Una volta compresso, il metallo può espandersi leggermente, col risultato di una moneta finita con un diametro tipico di 24 - 26 mm circa. Molte monete mostrano alcuni cambiamenti di conio che dimostrano che più di un colpo di martello è normalmente applicato. La maggior parte dei tetradrammi siciliani non presenta significative crepe nel tondello, e sembra che una espansione fino a circa 26 mm in genere non crea uno stress sufficiente a rompere il tondello. Sugli esemplari genuini che mostrano le crepe, quelle che vediamo sono di solito una o due fratture molto strette che si estendono in profondità nella moneta e normalmente attraversano tutta la moneta in modo da essere visibili sia sul dritto sia sul rovescio. A volte capitano anche alcune crepe più piccole. Questo modello di crepa è il risultato di una sollecitazione che si verifica improvvisamente sotto l’impatto del martello sul metallo a normale temperatura ambiente. Ecco l'immagine di una moneta di questo tipo che ha formato crepe nel tondello, in quello che è un normale quadro di antica frattura del tondello coerente con un colpo di martello: Fig. 2 Essa ha una crepa significativa del tondello e un’altra meno significativa, ed entrambe penetrano sia nella moneta sia attraverso la moneta. Ho cerchiato in rosso i particolari che sono visibili. Ci sono anche due fessure più piccole a sinistra del rovescio e una più grande a destra, che non penetrano fino in fondo, ma sembrano essere collegate a difetti del tondello colato che si sono leggermente aperti durante l'espansione del tondello (in particolare quello a sinistra). Ma ciò che è più importante è la fessura profondamente penetrante, ma appena aperta nella metà destra del rovescio e al centro-sinistra del dritto, che è coerente con un martello che ha colpito la moneta. Ci sono molti problemi tecnici con la coniatura di martello, che non sono così facili come si potrebbe pensare. Pochissime persone che hanno tentato di farla con disegni ad alto rilievo sono effettivamente riuscite a battere la moneta, in quanto non è possibile ottenere che il metallo si riempia in profondità nei disegni delle matrici. Molti falsari non hanno risolto questo problema tecnico se non ricorrendo all'utilizzo di moderne presse al fine di poter esercitare una pressione più lenta, ma anche in questa maniera spesso è necessario premere le monete a temperature molto elevate (note come temperature di forgiatura) per raggiungere una buona coniatura. La coniatura con una compressione più lenta, piuttosto che con un impatto improvviso, permette al metallo di reagire in modo diverso allo stress, spesso formando molte piccole fessure intorno ai bordi che non penetrano la moneta, né passano attraverso l'altro lato. La coniatura ad alte temperature spesso induce alle crepe di aprirsi di più, ma con i bordi della fessura che si sporgono leggermente, formando bordi affilati che possono essere percepiti quando si passano le proprie dita sul bordo. La moneta in questione è molto insolita per questo periodo di monetazione per il fatto che il tondello è complessivamente da 4 a 5 mm più largo del solito - espandendosi a 30 mm di diametro. Non vi è alcuna aspettativa che abbiano fatto uno speciale stampo per fare un tondello fuso più grande di questo tipo, quindi se vero, esso si è allargato molto più del solito ed è stato sottoposto ad uno sforzo ben maggiore rispetto agli esemplari con diametro di 24-26 mm. Se il martello ha colpito ci si aspetterebbe che esporre una o più delle crepe profondamente penetranti che si formano quando martello ha colpito crepa monete. Cosa è successo è visibile l'immagine sotto dove si vede un gran numero di crepe molto piccole, nessuno dei quali penetrano profondamente la flan, o passare attraverso l'altro lato. Fig. 3 Questo è un tipico schema associato con il conio che si verifica con una pressa piuttosto che con un forte colpo di martello. Sul rovescio possiamo vedere un'altra crepa lungo il bordo superiore sinistro che ha una più ampia apertura: Fig. 4 La caratteristica importante di questa crepa è che possiamo vedere che ha un bordo tagliente che sporge leggermente. Non ho esaminato fisicamente questa moneta, ma sulla base di quello che è visibile sull'immagine, sembra che se si dovesse scorrere le proprie dita sul bordo, si sentirebbe la crepa come una proiezione leggermente tagliente. Nel loro insieme, le caratteristiche delle crepe del tondello sono coerenti con una moneta sottoposta a una pressa ad alta temperatura, che è un metodo impossibile con tecnologia antica ma facilmente eseguibile con moderna tecnologia. Mia nota: sinceramente non so se i falsari debbono “arroventare” il tondello a temperature così alte. Chissà se qualcuno più pratico di metallurgia ha da dire su questo punto Ci sono caratteristiche di questa moneta che suggeriscono che l’attuale tondello in cui è stato coniato è antico. I falsari moderni, cercando un loro prodotto per resistere ad una analisi metallurgica, sono noti per utilizzare esemplari usurati di monete autentiche come loro tondelli, in modo che la lega risulterà corretta. È importante ricordare che gli esemplari genuini di questo tipo hanno normalmente un diametro di 24-26 mm, e questo esemplare è di 30 mm. Iniziando con una moneta autentica già espansa a circa 25 mm, e poi sottoponendola a un'ulteriore espansione, premendo con grande forza e temperatura possibilmente alta, diventa possibile l'espansione a 30 mm. La considerazione successiva è una corrispondenza a un conio che possa provare la moneta come autentica. Per questo, dobbiamo confrontare con una moneta dalla stessa coppia di conii, in modo da non avere alcun dubbio sull'autenticità. Il migliore esemplare disponibile per questo scopo è quello noto come il pezzo di Berlino, che è stato ceduto dal Königliche Münzenkabinett di Berlino, come duplicato e venduto per loro conto da A. Heiss nel 1902. Questa provenienza, che risale fino al 1902, come anche la presenza di incrostazioni senza accurata pulizia della moneta, non lascia dubbi sul fatto che si tratta di un esemplare autentico del tipo adatto per questo studio: Fig 5 Per stabilire il collegamento col conio del diritto, ho fornito questa immagine della moneta in discussione sovrapposta con trasparenza del 50% sull’esemplare di Berlino: Fig. 6 Dove i disegni sono una esatta corrispondenza, essi scompaiono l'uno nell'altro, mentre le differenze si mostrano come aree sfocate e, se la diversità è maggiore, come due aspetti distinti uno sopra l'altro. Vi è una netta differenza lungo il lato sinistro della guancia, ma sembra derivare dal fatto che le monete sono state fotografate con sorgenti luminose ad angolature leggermente diverse, o forse a causa di una piccola distorsione durante la coniatura. Ma quello che è importante è che per circa il 98% del disegno vi è una corrispondenza quasi esatta, che non può essere ottenuta da un antico incisore che ha lavorato a mano su due matrici diverse. Ciò dimostra che entrambe le monete sembrano essere colpito dallo stesso conio del dritto. E’ un po’ più difficile stabilire la linea del conio del rovescio. Quando le monete antiche sono coniate, è normale che ci siano due o più colpi di martello. Il conio del diritto è fisso, e in generale la moneta resta bloccata lì durante la coniatura, ma il conio del rovescio non è fisso e può rimbalzare leggermente durante la battitura col martello e può scendere in una posizione leggermente diversa tra le battiture. Questo si traduce in quello che è noto come “scivolamento di conio” e può risultare in alcune distorsioni ai disegni durante la la coniatura. Ci sono problemi correlati che si verificano con la moderna premitura se la pressa viene applicata più di una volta, ma hanno un aspetto simile. Ho fornito due immagini sovrapposte con trasparenza al 50% del pezzo di Berlino sopra la moneta in questione per prendere in considerazione questa distorsione. La prima è allineata tra le teste dei cavalli e le braccia di guida in cui i disegni sono quasi perfettamente combacianti, anche se a causa del minore scivolamento di conio, vi è una chiara discrepanza nella metà inferiore, più facilmente visibile in quanto le due linee di terra non si sovrappongono l'una sull'altra : Fig. 7 L'immagine sovrapposta qui sotto, allineata sulle linee di base, dimostra come vi è anche una corrispondenza quasi perfetta nella metà inferiore delle monete, con ogni lettera nell'iscrizione essere perfettamente combaciata. Non ci può essere alcun dubbio che le due monete appaiono condividere in comune anche un conio del rovescio. Fig. 8 Con l’apparente corrispondenza dei conii così stabilita e senza dubbi che queste monete sono coniate e non fuse, ci sono due possibilità: - primo, ampiamente accettato per questa moneta, è che la combinazione dimostra la stessa serie di conii, e poiché l’esemplare Berlino che combacia ad essa è certamente autentico, entrambe le monete devono essere autentiche. - L'altra possibilità, che credo sia in questo caso, è che una moneta genuina coniata da questi conii è stato utilizzata da un moderno falsario, come modello da cui partire per creare nuovi conii che combaciano quasi perfettamente con i conii originali, e questa moneta è un falso moderno ottenuto da tali conii moderni. Il metodo con cui i moderni falsari fabbricani tali conii è noto come “hubbing”. Mia nota: Non mi viene in mente un termine equivalente in italiano. Viene presa una impronta della moneta genuina, catturando tutte le principali caratteristiche e quasi tutti i dettagli minori della moneta originale che danno alla moneta il suo stile artistico. Ma l’“hubbing” non cattura con precisione ogni piccolo dettaglio. A volte vengono introdotte piccole distorsioni, e spesso sulle monete autentiche alcune caratteristiche come il bordo fuori campo o dettagli debolmente coniati e quindi non sono presenti per essere trasferiti. Il falsario deve poi ritoccare a mano il suo nuovo conio incidendo i particolari mancanti. E’ quasi impossibile che questo ritocco funzioni perfettamente, e sono gli errori che il falsario crea o non riesce a correggere che di solito lo smascherano. I dettagli più piccoli e i dettagli intorno ai bordi che avrebbero potuto essere fuori dal campo sulla moneta genuina sono i posti migliori per cercare queste discrepanze. Qui di seguito le immagini sono la figura della Nike così come appare sul noto esemplare autentico di Berlino (in alto) e sul nuovo esemplare (in basso): Fig. 9 Sull’esemplare di Berlino i dettagli delle piume delle ali sono molto delicati, la testa di Nike è finemente incisa con un aspetto chiaramente femminile, e il suo abito sembra puro e semplice, seguendo le sue curve, mostrando una vita stretta e un posteriore ben arrotondato. Notate che l'aspetto della sua guancia doppia posteriore in questo esemplare è effettivamente dovuto ad un piccolo scivolamento di conio e non appare così su tutti gli esemplari genuini, ma esiste la forma arrotondata. Questo è chiaramente il lavoro di un maestro incisore. Sull'immagine inferiore, i dettagli delle piume sono grossolani in un modo che non può essere spiegato con lo spostamento del conio. La linea di punti sulla sua fascia si estende fino alla spalla, con ciascun punto successivo che diventan più grande. Questo è molto diverso da come appaiono sull’esemplare autentico di Berlino e ho controllato questo su altri esemplari di questo conio e non appare chiaro come era sul conio originale. Su questo nuovo esemplare, la testa della Nike, che è molto finemente inciso sul pezzo di Berlino, è poco più di un nodulo che non è nemmeno chiaramente umano e tanto meno femminile. Il suo abito è ora molto più pesante, nascondendo le sue linee femminili e non rivelando la sua vita posteriore arrotondata e sottile. Queste differenze sembrano essere coerenti con una combinazione di distorsioni nel processo di coniatura “hubbing” e con un falsario a fare i ritocchi su un conio falso imperfettamente “hubbed”. Passiamo ora la nostra attenzione al conio del diritto. I tre volti provengono da tre diverse monete. L'esemplare di Berlino è nel mezzo, quello che ho utilizzato per mostrare le genuine crepe del tondello è a sinistra, e l’esemplare in discussione a destra: Fig. 10 La prima cosa da guardare sono gli occhi, dove nei due esempi al centro e a sinistra sono finemente incise, dando al viso un aspetto naturale e con uno sguardo intenso. L'esempio a destra, nonostante che sia un esemplare molto meglio coniato e meno consunto, ha un aspetto meno realistico e lo sguardo da intenso è diventato vitreo. Questa differenza è dovuta principalmente alla pupilla negli occhi, molto forte negli esemplari a sinistra e diventata solo un punto vago nell’esemplare a destra. Queste pupille sono una delle più piccole caratteristiche della moneta, e non facilmente trasferibili mentre si crea un conio falso, che è la spiegazione più probabile, e il falsario ha mancato nel fare i ritocchi. La forma della bocca è un altro problema. Sui due esemplari genuini a sinistra la bocca è leggermente distorta, ma se si guarda da vicino la bocca su entrambi gli esemplari è stata leggermente distorta da usura e il conio non completamente riempito ha dato un aspetto ispessito. Tuttavia, i lineamenti generali hanno ancora un profilo relativamente naturale come avrebbe inteso l’originario incisore del conio. Nel volume David Sear's Greek Coins and Their Values, 1978, Volume 1, p. 81, c'è una foto dell’esemplare British Museum di questo tipo, che a mio avviso è il migliore e l’esemplare di maggiore conservazione da un conio non ritoccato. Essa non presenta una bocca distorta, ma ne mostra esattamente quello che sembra previsto dall’incisore originale. Non sono stato in grado di individuare l'immagine della moneta genuina per poterla utilizzare in questa pagina, ma riporto l’immagine di quella parte del disegno su un elettrotipo di Robert Ready ricavato dal loro esemplare che mostra i dettagli abbastanza chiaramente. Si può facilmente vedere che la forma della bocca non sia falsata quando sia coniata bene e molto usurata: Fig. 11 La moneta in discussione è sulla destra delle tre immagini soprariportate. Si tratta di un coniatura quasi perfetta con quasi senza usura e così le labbra rappresentano il modo in cui sono state incise nel conio da cui è stato battuto. Chiaramente, non sono le stesse sul conio autentico da cui sono stati ottenuti gli altri due esemplari più il British Museum. Questa è la prova evidente che la moneta in questione è stato coniata da un conio in cui un falsario moderno ha "migliorato" dettagli sul suo conio “hubbed”, senza comprendere la vera natura di ciò che stava migliorando. C’è un secondo esemplare noto di questo conio falso, anch’esso di alta conservazione e non circolato, e mostra anch’esso le labbra con questa distorsione - a conferma che questa caratteristica era nel conio. Mia nota: e quale sarebbe questo secondo esemplare falso?..... Dopo aver osservato molte immagini di questo tipo, come ho potuto individuare, ci sono due caratteristiche in comune a tutti, meno che in quelli dai conii ritoccati. La prima caratteristica è che sul diritto i dettagli sono più forti al centro e deboli verso i bordi, specialmente la scritta sul bordo destro. L'immagine sopra utilizzata per mostrare le genuine crepe del tondello li evidenzia chiaramente. Questo accade perché queste monete sono coniate da tondelli arrotondati che devono espandersi tra i conii quando la moneta viene battuta. Il contatto è inizialmente tra il centro del campo e il centro del conio. Poiché la moneta si forma tra i conii e il tondello si espande, la pressione di coniatura si dissipa e così la pressione è al massimo al centro e al minimo verso le parti esterne del tondello. Guardando la moneta in discussione, i rilievi hanno circa la stessa forza in tutto il campo, anche per quanto riguarda l'iscrizione vicino al bordo. Questo dimostra una pressione costante in tutta la coniatura, e mentre è incoerente con una antica tecnologia del colpo di martello, diventa coerente con la pressione tramite una pressa moderna. La seconda caratteristica è molto più difficile da dimostrare in quanto ci potrebbero essere immagini di alcune monete che sono coniate dai conii originali, non ritoccati, che mostrano tutti i dettagli, ma ancora non riesco a trovare un esempio. Tutti gli esemplari che ho trovato presentano due modelli di debolezza nella coniatura: sul dritto le foglie di alloro sulla fronte di Apollo sono un po’ piatte nel punto più alto, che sui più belli esemplari sembrano essere più correlate alla pressione del conio che non era in grado di riempire questi dettagli sul conio piuttosto che a una usura. Le labbra di Apollo sono poco formate e ispessite, e il suo naso tende ad essere leggermente più ampio di quello che ci si aspetterebbe, dovuto anche in parte a un conio debole, con l'unica eccezione per le labbra che stanno nell’esemplare British Museum, che è il migliore coniato di tutti. Sul rovescio ci sono scarsi dettagli sulle teste di cavallo, con nessun esemplare che mostra gli occhi del cavallo più vicino, e vari gradi di dettaglio sugli altri cavalli. Anche con l’esemplare meglio coniato e meno usurato (l’esemplare British Museum) non c’è alcun dettaglio sulla testa più vicina dei cavalli testa (come illustrato a pagina 81 del volume 1 in David Sear's 1978 edition of Greek Coins and Their Values). Dal momento che l'altra faccia di questo esempare mostra quasi assenza di usura, la mancanza di dettagli sul rovedcio non può essere a causa di usura. Chiaramente, i coniatori antichi non potevano ottenere informazionii sufficienti per riempire tutti i dettagli su questo conio profondamente intagliato. Questo può essere perché è stato inciso un solo conio di questo particolare disegno, e tutti gli altri conii hanno una rappresentazione leggermente diversa in cui Nike vola sopra il cavallo, e i cavalli vengono visualizzati in basso rilievo (anche se non l’ho effettivamente misurato, e lo stato è in base a come appaiono sulle immagini). Le uniche eccezioni che ho visto finora sono su due esemplari, ambedue da conii ritoccati, ambedue eccezionalmente coniate in modo uniforme e molto bene, in modo non coerente con la tecnologia della battitura del martello del 5° secolo a.C. in Sicilia. Ci sono alcuni che sostengono che i conii sono stati reincisi in tempi antichi per migliorare la qualità, ma poiché il problema è un disegno inciso troppo profondamente nel conio, la soluzione sarebbe quella di ridurre tale profondità di incisione. Non sarebbe una cosa semplice da fare: avrebbero dovuto rasare i campi, ma avrebbero dovuto eliminare tutti i più superficiali dettagli come le iscrizioni che poi devono essere reincisi. Invece le immagini di sovrapposizione di cui sopra dimostrano che non è stato fatto a questo ritocco dei conii. Quindi, ciò che rimane è che queste monete sono state coniate con una pressione di conio superiore a quella ottenuta dagli antichi coniatori, puntando ancora una volta alla moderna tecnologia di coniatura. Quando si presenta con questo corpo di prove, la conclusione che trovo è che questa moneta è stato coniata da un falso conio ritoccato “hubbed” ed è quindi un falso moderno. La domanda che si deve allora porsi: quale delle monete autentiche era la moneta ospite da cui è stato ricavato il conio falso? A questo punto l'unico esemplare genuino che posso individuare con buona coniatura e centratura per essere stato utilizzato è l’esemplare British Museum sopramenzionato. Non c’è alcuna possibilità che i falsari abbiano avuto accesso diretto a quella moneta, né vi è alcuna possibilità di chiunque al British Museum che sia stato direttamente coinvolto in questo tipo di falsificazione. Nel tardo 19° e l'inizio del 20° secolo, Robert Ready ha lavorato al British Museum per fare copie elettrotipi di alta qualità delle loro monete più importanti, compreso il loro esemplare di questo tipo. Negli anni 1980 e 1990 un certo numero di falsi di alta qualità sono stati accettati come autentici e venduti da aste importanti, ma sono stati successivamente identificati come falsi e si è stabilito da molti erano stati ricopiati da elettrotipi del British Museum. Essi divennero noti come i “Falsi British Museum” (e vi prego di notare che il British Museum on è stato in alcun modo coinvolto nella falsificazione). Credo che questo tetradramma Katane, coniato da questi coniii ritoccati, faccia parte della lista dei “Falsi British Museum”. Mentre le opinioni su questa moneta in questa pagina sono interamente mie, apprezzo l'aiuto fornito a me da Jorg Lueke che mi ha aiutato a trovare adeguati esempi e immagini di vari esemplari che hanno aiutato nelle mie osservazioni, e le cui osservazioni e domande mi hanno aiutato a determinare i dettagli necessari da essere discussi. Copyright © 2012 R & T Enterprises Ltd.
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  49. Buona sera al forum ed a te Mario, consentimi il "tu"... leggevo il tuyo intervento, sempre gradito, piacevole e ricco di sensibilità poetiche e m'è venuto in mente questo: Come l’acqua sulla via, oggi le parole scivolano su di noi senza che quasi ci si renda conto del loro significato recondito; “Cordusio” che vuol dire? Quanti di noi ricordano l’origine del nome? Il termine viene da lontano, occorre risalire all’XI secolo dell’era Cristiana quando la crisi dell’autorità religiosa dei vescovi conti e dei poteri preesistenti passarono in mano ai laici con gli interessi convergenti della classe nobiliare e dei borghesi, dei grandi mercanti e dei ricchi artigiani e negozianti. Il “Comune” sorto all’interno delle città, fu la struttura politica e giuridica che giunse ad esprimere la nuova realtà economica e sociale; collegamento tra ceti diversi, tra nobili e cives. Questi ceti facevano blocco per rafforzare le posizioni acquisite nell’assenza di un effettivo, reale, potere centrale religioso o politico : associandosi con la “conjugazio” in giuramento comune e per conquistare nuove “liberalitates” nuova autonomia politica ed economica per tutta la popolazione: “ communitas hominum civitatis” La comparsa dei “Consoli” magistrati nuovi dal nome antico, realizzava sul piano politico ed istituzionale questa evoluzione. Il comune compare a partire dagli ultimi decenni dell’XI secolo a Pisa, Asti, Milano, Arezzo, Genova e via, via in altri agglomerati urbani con i suoi Consoli, eletti dalle assemblee cittadine o meglio dai “Cives” che per posizione e censo avevano diritto a partecipare al “Parlamentum” o “Arengo” A Milano l’Assemblea si radunava “In Brolio” nello spazio attiguo alla sede episcopale, segnando un distacco effettivo, fisico, dal palazzo comitale, dalla “Curia Ducis” come allora si chiamava o “Cordusio” (tel chi che labiam truvà) come dicevano ed ancora dicono i milanesi. Un piccolo contributo a voi tutti del Cordusio da parte di nonno Cesare e...Buona moneta
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  50. Tu quoque, Brute, fili mi! Come già riportato da chi mi ha preceduto, la traduzione giusta è: "Anche tu, Bruto, figlio mio!". La celebre frase fu pronunciata da Gaio Giulio Cesare (Gaius Iulius Caesar, leggasi Chesar) in punto di morte accortosi che tra i suoi assassini vi era Marco Giunio Bruto Cepione (Marcus Iunius Brutus Caepio, leggasi Cepio). Bruto però non era figlio né figlio naturale né figlio adottivo di Cesare e tra i due non vi fu mai alcun rapporto di parentela: pare che Cesare fosse più grande di Bruto di soli 15 anni e inoltre Bruto portava il cognomen Cepione che aveva preso da uno zio, Quinto Servilio Cepione (Quintus Servilius Caepio, anche qui leggasi Cepio) dal quale era stato adottato. Quindi tra Cesare e Bruto non vi è mai stato alcun legame di parentela, anzi inizialmente erano pure nemici. Nella guerra civile del 49 a.C. infatti, Bruto fu un alleato di Pompeo (Gnaeus Pompeius Magnus, leggasi Gneus - Gneo Pompeo Magno), nemico di Cesare. Dopo la sconfitta di Pompeo nella Battaglia di Farsalo, pare che Bruto inviò delle scuse a Cesare e fu da quest'ultimo perdonato. Tuttavia Bruto e Cesare ebbero sempre delle opinioni politiche totalmente discordanti anche dopo la battaglia del 49 a.C. e questo fu alla base delle cause che portarono all'assassinio di Cesare. Bruto in particolare non era soddisfatto di quello che era diventata la Repubblica e giocoforza le sue opinioni andavano a scontrarsi con quelle di Cesare che era stato nominato dittatore a vita che stava cercando di attuare una serie di riforme per concentrare il potere nelle proprie mani. La parola "filius" pronunciata da Cesare non è da intendersi quindi nel senso stretto del termine; pare più che altro che possa riferirsi ad uno stretto legame di fiducia e collaborazione che si era instaurato tra i due in seguito alle scuse di Bruto dopo la battaglia di Farsalo e il perdono da parte di Cesare. Si dice che Cesare avesse grande rispetto di Bruto e delle sue opinioni sebbene a volte contrastanti. Proprio in virtù di questo legame e di questo profondo rispetto, Cesare aveva assegnato diversi importanti incarichi politici a Bruto nonostante un tempo fossero stati nemici. Cesare fu assassinato il 15 marzo del 44 a.C. (v. Idi di marzo) da un gruppo di senatori che gli inferirono, si dice, 23 coltellate tra le quali solo una sembrerebbe essere stata mortale. Tra i suoi assassini Cesare riconobbe Bruto al quale si riferì in punto di morte con la celebre frase che oggi tutti conosciamo e pare che da questi ricevette come risposta: "Sic semper tyrannis!" che letteralmente significa "Così sempre ai tiranni!" con chiaro riferimento alla carica politica che Cesare avrebbe dovuto ricoprire a vita.
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