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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/23/13 in tutte le aree
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Seduti sui gradini sembravano due ragazzini che si accaloravano nel parlare di calcio, ragazze o moto...., eppure i due erano ormai negli anta avanzati ma la discussione li prendeva, li coinvolgeva molto. Mi avvicino di più e vedo che il motivo del contendere è un tondello, un tondello che passa da uno all'altro in continuazione, lo guardano, lo girano, poi uno prende la lente, i pareri sono discordi tra i due, la moneta è la grande protagonista, la regina della loro discussione. E' una moneta in rame, eppure questa è d'argento, dice il primo, l'altro sostiene invece la tesi di una sapiente argentatura, li guardo, li osservo, sembra una commedia delle parti, ognuno ha deciso di mantenere la sua posizione e la difende con accanimento. Ma il mercatino quel giorno era animato, i due richiamano ben presto altri, la discussione diventa corale, di molti, il mercatino diventa teatro all'improvviso e la moneta l'attrice. La moneta fa il giro di molte mani, ognuno dice la sua, arrivano anche ulteriori posizioni rispetto alle prime due ; si espongono anche i commercianti, ma poi uno dice, adesso lo chiediamo a quel signore che ha scritto il libro su...., lui è un esperto, sicuramente risolverà l'enigma. L'esperto, prende la moneta in mano e la guarda da esperto, se no che esperto sarebbe, occhio nudo, lentino, poi sentenzia, ma non tutti sembrano comunque d'accordo. Ma alla fine un ragazzino che si era inserito dice, là c'è il grande collezionista, ne ha viste così tante, lui non sbaglia mai. Il grande collezionista orgoglioso di essere stato chiamato arriva lentamente giusto per creare un po' di suspence, incomincia col dire mai visto un pezzo così, poi esamina bene anche il bordo e alla fine esce colla sua tesi e la motiva con dovizia di particolari. L'ultimo parere sembra il più convincente, molti sembrano confluire su questa ipotesi, la moneta ritorna dopo tutto questo girare al legittimo proprietario che conclude dicendo, stasera comunque la posto sul forum Lamoneta così li faccio divertire un po' anche loro. Il mercatino riprende piano, piano la sua normale routine, i visitatori tornano tranquilli a vedere gli altri banchetti presenti. Scena già vista altre volte al mercatino, ci sono, ci saranno altre monete anomale, particolari, da dibattito, eppure questo emozionarsi per un tondello, un tondello particolare mi fa pensare. Per una volta la discussione non verte sul duro quotidiano, sulle ansie, gli stress personali e di tutti, non si parla di lavoro, economia, difficoltà, si parla di un tondello...., un piccolo, svilito, strano tondello, e quindi viva i tondelli che ci riportano a volte a parlare di storia, della nostra storia......, a volte, come avete visto, il miracolo può venire anche da un piccolo, semplice, tondello......11 punti
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Quindi sostanzialmente siamo d'accordo? :D Sicuramente non era peggiore e anzi, ci avrebbe fatto apprezzare i dettagli...ma a quel punto entra in gioco il discorso: ci sono confronti? Sappiamo che SICURAMENTE era così? No. Bene, allora non facciamo nulla; oppure, sì, ok, allora possiamo ricostruirla sulla base di ciò di cui siamo sicuri. Gli interventi non devono cessare purché si dica cosa e come è stato fatto (riferendosi in special modo alle monete) e soprattutto mai "artificializzare" la moneta: è giusto togliere ma non è giusto far rivivere i rilievi mediante bulino o sbassamento dei campi, sempre secondo me. Per quanto riguarda la moneta in oggetto...beh, state facendo un ottimo lavoro :good:3 punti
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Ho deciso di aprire questa discussione per solidarietà con gli utenti e tutte le persone colpite dal terremoto. Come ho avuto modo di dire spesso, chi non ha paura del terremoto è perchè non lo ha mai sentito. Ricordo ancora da ragazzino (era il 1984) un forte terremoto che colpì la mia terra. In linea d'aria eravamo a pochi chilometri dall'epicentro e fu un'esperienza che di sicuro ha lasciato il segno. Tra i vari ricordi che rimarranno per sempre impressi nella mia mente c'è quello di mia nonna, all'epoca molto anziana, che appena scappata fuori di casa, mentre ancora la terra tremava iniziò ad invocare Sant'Emidio. Passata momentaneamente la paura chiesi incuriosito a mia nonna il perchè invocasse quel Santo che io non avevo mai sentito nominare prima. Fu così che venni a conoscenza del fatto che sant'Emidio è considerato il santo protettore dai Terremoti. Da wikipedia leggiamo i miracoli attribuiti al Santo relativi al terremoto. ancora nella città di Treviri, Emidio fu condotto con la forza, dalla sua famiglia, all'interno di un tempio pagano per rinnegare la sua fede cristiana, ma un improvviso terremoto distrusse il tempio; secondo un'altra versione questo miracolo avvenne ad Ascoli, quando Polimio volle costringere Emidio a sacrificare agli dei; una terza versione invece vuole che Emidio appena arrivato ad Ascoli, toccasse le mura della città e subito tutti e soli i templi pagani crollassero in conseguenza di un violentissimo terremoto; nel 1703 un violento terremoto sconvolse le Marche ma non colpì la città di Ascoli, si dice, protetta dal suo patrono. In seguito a questo episodio la città di Ascoli eresse nel 1717 una chiesa dedicata al santo e il cui interno è appunto la grotta dove Emidio morì e dove secondo la leggenda fu trovato il sepolcro ricoperto di basilico. Come si legge Sant'Emidio è il patrono della città di Ascoli e lo stesso è rappresentato su alcune monete di questa cittadina delle Marche. Di seguito l'immagine di un mezzo grosso agontano della zecca di Ascoli proveniente dall'asta Bolaffi del 23.11.2010 lotto n°292 e presa dal sito http://www.mcsearch.info Spero di aver fatto cosa gradita e mi auguro che qualche altro utente possa aggiungere qualcosa. Magari semplicemente per esorcizzare la paura di questi tristi momenti.2 punti
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Il 22 maggio è una giornata tristemente nota per noi meridionali, nel lontano ma attuale 1859 morì nel suo letto di Caserta, tra atroci sofferenze fisiche, l'imponente e memorabile re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone, un monarca celeberrimo per il suo senso dello stato e generosità, durante i suoi quasi trent'anni di regno il Sud conobbe un benessere incomparabile, molti furono i primati raggiunti dal suo regno, voglio ricordarli in questa discussione dato che nei libri di scuola si parla di tutt'altro. http://www.ilportaledelsud.org/primati.htm http://www.vocedimegaride.it/html/primatidelregno.htm http://www.vocedimegaride.it/html/primatidelregno.htm http://www.realcasadiborbone.it/ A noi numismatici piace ricordare questo fantastico sovrano per la sua pregevole monetazione; una monetazione aurea dal titolo di 996 millesimi, opere di alta oreficeria più che monete ............ monete in argento fantasiose e tutte di grande originalità ........... monete in rame tra le più quotate ed apprezzate dai numismatici del XX e XXI secolo. Per non parlare delle medaglie: Mentre nel XIX molte nazioni coniavano medaglie "mosce e piatte" a Napoli e Palermo si creavano bassorilievi di metallo, incisori di gemme dalla bravura incomparabile si sentirono orgogliosi di lavorare nella capitale del più importante regno italiano (terzo in Europa). L'incisore Andrea Cariello rifiutò la carica di direttore della zecca di Londra per restare a Napoli al servizio del nostro vero ed unico re ....... Ferdinando II!!! Eccolo il nostro Ferdinando morto nel suo letto, ed eccolo maestosò nelle sculture!2 punti
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Buonasera amici, ho fatto un giro di telefonate e mi sono informato: Il Museo Civico Gaetano Filangieri è gestito da alcuni mesi da una società privata, il Museo è presente anche su Facebook e ci sono anche delle immagini https://www.facebook.com/francesco.dirauso.3?ref=tn_tnmn#!/MuseoFilangieri?fref=ts . E' aperto al pubblico il martedì, giovedì e sabato ma non so in che orari. Ad ogni buon conto vi prometto che che sabato o martedì chiamerò telefonicamente i responsabili e parlerò loro della nostra visita guidata alla collezione Bovi, per voi quale sarebbe il periodo migliore per la visita? Giugno o settembre? Datemi qualche idea e qualche richiesta specifica. Grazie2 punti
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Infatti nel Gigante 2013 non ci sono più queste varianti ............ gli aggiornamenti servono proprio a questo. Se i cataloghi fossero ogni anno uguali nessuno più li comprerebbe, con 20 euro annuali sei aggiornatissimo, poi è ovvio che la perfezione non esiste. Pensa che ho visto gente con collezioni da centinaia di migliaia d'euro camminare ancora con il Gigante 1999 perchè secondo loro era troppo spendere due caffè al mese per un catalogo annuale da 800 pagine a colori compelto di note sui passaggi d'asta ed altro. Alcune varianti inserite negli anni passati nel Gigante non sono frutto della mia opera, però, quando l'anno scorso ho notato alcune cose anomale ho immediatamente provveduto ad eliminarle, che dici avrò fatto bene?2 punti
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Tranquillo, hai fatto benissimo. L'avevo spostata in falsi per darle un po' di visibilità e possibilmente favorire ulteriori contributi anche da parte di chi non si occupa necessariamente di preromane (qui siamo i soliti quattro gatti...). Non parlerei però di palleggio... piuttosto di conversazione "transumante"... :)2 punti
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L'ipotesi finora accreditata è quella della croce - labirinto. Questo è quanto ci dice il prof. Paolo Miotto: "Due studiosi di archeologia (di Padova e Roma) hanno fatto pervenire le loro ipotesi supponendo che si tratti della raffigurazione simbolica di Gerusalemme centro del mondo, iconografia diffusa nel Trecento. Il motivo sembra decorativo e non vedo un segno riconducibile ad una croce, il marmo sembra di lavorazione locale e potrebbe essere tardo: dal medioevo in poi, non è esclusa la pertinenza ad un edificio di culto, ma di più non saprei. In effetti, il reperto luparense è assimilabile al Labirinto presente sulla facciata del duomo di S. Martino in Lucca, comunemente interpretato come simbolo universale del cammino dell’uomo verso il centro di se stessi, della parola di Dio, della Terra Santa, di Gerusalemme e del Mondo". Inoltre, come avevo accennato in una mia discussione, la lapide salzanese, dal tratto più armonioso, evidenzia un intersecarsi dei cerchi con la croce, o meglio, una sorta di "annodarsi" che deve sicuramente svelare un profondo significato simbolico. Questo "movimento" è in realtà presente anche in quella padovana, ma è meno accentuato. Entrambe vedono una croce ancorata...perchè questa scelta?2 punti
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La numismatica è la collezione dei Re...da sempre. Non credo sia necessario aggiungere altro...lascio ai curatori il compito di illustrare nello specifico questa frase...da prima di Cristo, ad oggi. E' però sempre stata una collezione estremamente impegnativa. Peraltro le monete non si trovano e non si comprano nelle serre di floricultura. Non bastassero le suddette regolette: il Collezionismo, specie quello di monete classiche, è oggi ancora più impegnativo, occorrono ottime e consumate conoscenze: ambientali, legali, chimiche, metallurgiche, tecniche...nonchè degli stage di frequentazione in carrozzeria. Occorre un archivio piuttosto folto: - sia per la documentazione che deve seguire ogni moneta; - sia per la letteratura di riferimento. In sintesi: c'è da lavorare parecchio. Atteso questo impegno (normalmente poco divertente) ci sarà chi, comunque, proverà maggiore passione nell'andare a fondo. Io confesso di non essere un gran nuotatore...e di non divertirmi più a fare le vasche avanti ed indietro. Tutto alla fine può venire meno. Quindi, in assoluta umiltà e ormai sufficietemente consumato dalla passione...sono già nei ranghi di coloro che studiano e leggono, ma non collezionano. Che è poi lo stato (di grazia) raggiunto da autorevoli personaggi come Numizmo, Jonathan, Vitellio e non pochi altri che per brevità non aggiungo alla lista. Non credo che questo dato possa influire nella numismatica...quindi potrebbe essere solo un commento a chiosare questo interessante Topic. :)2 punti
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A volte ritornano... la discussione era partita qui, si è fatta un giro in "falsi", ed infine è tornata alla base. Concordo sull'importanza dei corpora in generale, anche se per le padane il materiale già pubblicato, per quanto disperso in differenti cataloghi, è estremamente ampio (al corpus del Pautasso nel corso degli anni si sono succedute le pubblicazioni delle principali raccolte europee, nonché di un buon numero di ripostigli). Già lo studio del materiale pubblicato credo sia sufficiente ad un progresso dell'analisi di queste serie, che nei tratti principali non è rimasta quella di vent'anni fa, con alcune zone di "nebbia" che potrebbero forse essere indagate ulteriormente. La raccolta di tutto il materiale conosciuto in un unico corpus certamente renderebbe il lavoro più agevole. Ma ciò che a mio avviso è estremamente urgente è la raccolta sistematica di tutte le informazioni ed il materiale iconografico sui falsi, per evitare che vengano presi in considerazione accanto ai "veri". A questo proposito personalmente avevo cominciato a raccogliere un po' di materiale, se qualcuno avesse informazioni da condividere o segnalazioni da fare può contattarmi in MP.2 punti
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riprendo l'off topic, ma, forse, sarebbe il caso di aprire un nuovo (l'ennesimo sull'argomento?) post sulla questione: restauro sì, restauro no, restauro come. premetto che esco con una pseudoformazione a riguardo... a suo tempo mi laureai in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali... ho avuto modo quindi di studiare il restauro (nelle sue varie forme dalla teoria estetica alla chimica passando per i rilievi, il disegno, le tecniche, le implicazioni statiche, fisiche ecc ecc) applicato all'architettura storica. in quest'ambito sono cambiate molte cose rispetto agli approcci pionieristici di boito e viollet le duc (per citare due nomi che hanno fatto scuola). l'approccio moderno è quello di un restauro di natura conservativa. la cosa ovviamente ha un'ampia gamma di sfumature. nell'edilizia/architettura storica la dizione "conservativa" deve spesso e volentieri fare i conti non solo con la leggibilità della cosa su cui si interviene, ma anche con il suo riutilizzo attuale coniugato con quelle che sono le disposizioni in materia di sicurezza, ambiente, impiantistica, barriere architettoniche ecc ecc ecc non si può quindi essere talebani del restauro. ovvio che non posso trasformare una piramide egizia in un centro commerciale per darle un riuso attuale, ma la sua conservazione deve fare i conti con quelle che sono le esigenze attuali (sicurezza dei visitatori, comfort degli stessi ecc). qual è il restauro "giusto"? credo non possa esistere una risposta definitiva, parlerei piuttosto di una risposta "in divenire" che, inevitabilmente, è legata anche allo scopo stesso dello specifico restauro. torniamo alla moneta. la restauro perché? a) per congelarla nello stato del suo ritrovamento b) per renderla leggibile (per gli studiosi, per i visitatori di un museo) c) per renderla appetibile per il mercato numismatico d) per salvarla da patologie che la stanno danneggiando (es. cancro del bronzo) per me si tratta di motivazioni tutte altrettanto valide e nobili. personalmente, a mia sensibilità, il restauro "giusto" (o che più si avvicina a un concetto simile) è quel restauro che, indipendentemente dalla sua finalità (vedi i punti di cui sopra, o anche altri), è al tempo stesso riconoscibile, non invasivo (quantomeno nei limiti del possibile se non in senso assoluto) e quanto più possibile reversibile. l'importanza della reversibilità non deve mai essere persa di vista sia per il banale mutare delle mode (oggi va di moda la patina di un certo tipo) che, soprattutto, per il mutare delle tecniche (una certa resina che si usa oggi può essere superata da migliori ritrovati della chimica fra qualche anno). scusate per l'off topic, ma mi andava di esprimere (probabilmente anche riesprimere) il mio parere.2 punti
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1)Direi di spostare la discussione(o duplicare alcuni post) in zona "preromana", affinchè sia da monito non solo ai collezionisti, ma anche a tutti gli studiosi di tale monetazione. 2)Corpora, Corpora, Corpora...però a parte qualche rarissimo caso, nessuno vuole dedicarsi alla loro stesura. Il lavoro è lungo e non paga, viste le recentissime critiche, talvolta pretestuose, che tali lavori stanno ricevendo. Saluti.2 punti
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Confermo la graticola di San Lorenzo nella medaglia originale ha cinque file per un totale di 15 celle, nei successivi riconii ha sei file per un totale di 18 celle e manca la firma dell'incisore. Quindi posso confermare che si tratta di una coniazione successiva CNORP 844. PS- ho spostato la medaglia nella scheda corretta2 punti
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Visto che compi 3 anni :P ….(beh, così dice la tua pagina utente : “Carta canta! (Scripta manent /Les écrits restent)” …...….e allora ti dedicherò una filastrocca : In tu ghjorno du anniversariu di jagd detto “ghjua” 1 soldinu per la to fantasia 1 soldinu per la to futugrafia 1 soldinu per la to cumpagnia 1 soldinu per la to filusufia 1 soldinu per la to simpatia So cinqu soldi, pighjali in alegria, co na vechja stampa piena di nustalghja dove Teodoru salutà da la terra toia e mia chè va da Bunifaziu a Aiacciu e a Bastia …chè hè a più bella terra chè ci sia. :buoncompleanno: U to amicu Zaccaria …ia …ia …oooo! :buoncompleanno: PS: Moltissimi auguri anche a tutti gli altri, ovviamente …ma … jagd è …jagd! :beerchug:1 punto
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Salve, pur non essendo un esperto penso a D/busto drappegito di Faustina a dx R/AVGVSTA S.C. Cerere in piedi a sx regge spighe di grano e una torcia Coh. 137 Mnt. 1523 per quanto riguarda il prezzo penso che per la conservazione della moneta possa quasi starci1 punto
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potrebbe essere questa.. RIC 1124 Faustina, Sesterzio AE, postuma, dopo il 141 dC. DIVA FAVSTINA, drappeggio con busto rivolto a destra / AVGVSTA, SC, Vesta, velata, in piedi di fronte, testa a sinistra, con Palladium e scettro. RIC 1124. Testo1 punto
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Fortuna e colpo d' occhio (direi da Aquila). ;) Ti auguro di avere altri successi nei ritrovamenti1 punto
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Un mio amico americano, che viene quasi tutti gli anni a Verona per acquistare delle monete bizantine, nei suoi acquisti non guarda mai lo stato di conservazione,io rimango stupito dal fatto che lui acquista anche delle monete che per noi italiani sono solo dei rottami. Per parecchi anni ho resistito alla tentazione di sapere perche' compra quelle monete finche' una volta ho sentito il bisogno di chiederglielo e lui candidamente mi prese la piu' brutta del gruppo me la mise in mano e mi disse:" Caro amico,qualsiasi americano a prescindere dalla conservazione sarebbe contento di tenere in mano e di possedere questa moneta perche' lei rappresenta la storia" Mi aveva dato una lezione di vita perche' in molti,e mi ci metto in mezzo anche io,abbiamo perso la storia,e lo studio; lo studio esempio di quella moneta che mi aveva messo tra le mani che a prima vista poteva sembrare un rottame ma chissa' quanta storia racchiudeva, quante persone l'avranno toccata, in quanti posti sara' stata ed in quante transazioni sara' stata scambiata,avra' visto guerre e periodi di pace,che bello poterla avere tra le mani pur nella sua brutta conservazione. Caro Piakos,mi associo al tuo grido di dolore e credo che anche io prima o poi faro' parte di quella lista,pur avendo ancora oggi una grande passione ma vedo che oramai il mercato e la ricerca del bello ( naturalmente con un numero notevole di falsi ) economicamente si sta molto allontando dalle mie possibilita' e penso che ricomincero' di nuovo a studiare per non dimenticare la storia e le nostre origini Saluti Babelone1 punto
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Il KROLVS potremmo dire sia la regola, mentre il KAROLVS è l'eccezione. So che non ti interessa, ma lascia perdere il valore della moneta (credo sui 40 €). Pensa che hai in mano un pezzo di storia. Prova a fare una ricerca su chi fosse Carlo VIII di Francia. Sul perchè un re francese si trovava in Italia e sul perchè abbia coniato moneta nella città peligna ( e non solo). Magari un piccola ricerca anche sul motto ovidiano SMPE che identifica la zecca... Lo so che può sembrare impegnativo, ma magari ti si apre un mondo ;).1 punto
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Non è proprio un errore gigantesco.... la moneta proviene da un rotolino integro da 40 esemplari del 2002. Credo sia dovuto ad un scivolamento del tondello durante la coniazione. Comunque sia ho pensato di conservarla :) _________________________1 punto
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Sembrerebbe un Sesterzio di Filippo I° - IMP. M IVL . PHILIPPUS AVG - R/ PM TRP COS II PP - SC in esergo http://www.wildwinds.com/coins/sear5/s9003.html è Brutto..... ma sembra buono ... :whome:1 punto
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Ciao a tutti. Mah. Per quanto condivida l'affermazione che nel collezionismo la componente irrazionale possa spesso avere il sopravvento su altre componenti meno emotive, tuttavia mi sentirei anche di dire che in taluni casi qualche riflessione “illuminista” sia pur sempre necessario elaborarla. Non foss'altro per non sentirmi costretto a confinare la figura del collezionista fra quelle dei prodighi o, peggio, degli incapaci di intendere e di volere.... :clapping: E la pur stupenda moneta presentata da Renato è proprio una di quelle che innesca qualche riflessione proveniente non solo dal cuore ma anche dal cervello. Intanto perchè se si va a leggere qualcosa al riguardo (ad esempio il saggio del D'Incerti dal titolo “Le monete discutibili di V.E. III”) ti viene innanzitutto il dubbio che il Littore anno V possa essere definita una moneta. Poi perchè i famosi 100 pezzi coniati sembrano ricordare più dei gadgets numismatici, ad uso e consumo di una deliberata (anzi, preordinata) speculazione mercantile “d'annata”, ben pianificata a tavolino (altro che l'irrazionalità del collezionista...), che non una produzione di zecca caratterizzata dalla straordinarietà e/o casualità, circostanze queste ultime che ben potrebbero determinare la estrema ed effettiva rarità numismatica di una moneta. Insomma, fatti i debiti paragoni temporali e storici, da un punto di vista numismatico devo fare molta fatica a non considerare nello stesso modo (cioè, male) il Littore del '27 anno V e, tanto per fare un esempio, il centesimo di euro battuto in zecca “per errore” (così dicono...) sul tondello da due centesimi, in vendita in questi giorni a 2.500 euro base d'asta presso una nota Casa torinese. E mi domando: quanto bisognerà essere irrazionali per aggiudicarsi quel centesimo? :pleasantry: All'amico Renato, al quale vanno comunque le mie congratulazioni per la superba acquisizione, dico però che non avrei mai sacrificato il massimo modulo dell'Aratrice in cambio del pur rarissimo Littore. Altro discorso è invece quello di potersi permettere di avere in collezione entrambe le monete. In questo caso non vedo però in cosa potrebbe consistere la presente discussione. Saluti. Michele1 punto
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In questa occasione mi preme ricordare che il nostro Re aveva in progetto di iniziare, nel 1861, la costruzione della ferrovia che avrebbe unito Napoli e la Puglia. Oggi in Puglia esiste ancora una ferrovia non elettrificata denominata ... del Sud-Est. Ricordo ancora che fu proposto per primo a Ferdinando di unificare l'Italia: il Re rispose che doveva provvedere prima di tutto al benessere ed alla prosperità dei suoi sudditi. I piemontesi depredarono il Sud e portarono (rubarono) tutto l'oro del regno a Torino, oltre alle numerose industrie. Mi fermo quì, anche se sono disgustato per le condizioni in cui i politici hanno ridotto il nostro Sud.1 punto
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Philip Grierson ha ipotizzato che l'espressione vada intesa sulla scia della legenda "Deus adiuta Romanis" sugli esagrammi coniati da Eraclio. Mentre quest'ultima è una chiara allusione all'aiuto divino invocato sul fronte persiano, l'iscrizione sulle monete di Costante II si riferirebbe alle guerre contro gli Arabi. Inoltre, al dritto, la prima parte di questa espressione non è altro che la versione greca di "In hoc signo vinces", assegnata a Costante II forse per l'assonanza del nome nei confronti di Costantino il Grande, fatto questo che ha suggerito al Grierson di pensare che in origine queste iscrizioni fossero state progettate per il padre Eraclio Costantino, spesso ricordato dalle fonti come, appunto, "nuovo Costantino".1 punto
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...le passioni, non vanno a braccetto con la razionalità! Questo è poco ma sicuro.... :blum: .... Sul fatto che una moneta sia più o meno appetibile, a seconda di chi ce la propone, come ha detto "il Monetaio" non sarei proprio d'accordo, se si è in grado di valutare la qualità dell'esemplare proposto, non vedo cosa cambia chi ce la propone! Ho notato che a volte cambia il prezzo a seconda di chi presenta un esemplare sul mercato, a parità di qualità....e qui entra in gioco, la reputazione e il prestigio dell'offerente....sta poi al collezionista valutare se procedere all'acquisto o meno! Perchè pagare di più un esemplare solo per avere il cartellino di questo o quel commerciante? Renato1 punto
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@@nikita_ La tua collezione è interessante davvero; se fosse per me, collezionerei monete di ogni genere :) Per il momento mi faccio bastare ciò che trovo in circolazione; in futuro, con più disponibilità, darò sfogo a ogni tipo di collezione :D1 punto
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per me è un 1748... prendilo con il dubbio, ma mi ricorda quelli... controlla gli ultimi due sul catalogo, mi paiono uguali.... l'ultimo mi pare corrisponda persino al retro..... http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CE3/11 punto
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Cancro del bronzo (bronze disease) Nei suoli acidi in presenza di cloruro di sodio, il rame può interagire con i cloruri formando il cloruro rameoso CuCl. Questa si miscela con il vapor d’acqua presente nell’atmosfera e dà luogo a una reazione chimica nella quale si sviluppa acido cloridrico (primo stadio). L’acido cloridrico interagisce con il rame sviluppando idrogeno e producendo altro cloruro rameoso che rientra in ciclo reagendo con l’acqua e così via. La reazione è innescata da manipolazioni o trattamenti pesanti, improvvise variazioni ambientali e prolungata esposizione all’umidità. Questo fenomeno corrosivo noto come ‘cancro del bronzo’ in quanto interessa non solo il rame ma anche le sue leghe con lo stagno si manifesta come efflorescenze di colore verde o azzurrino di consistenza polverosa e può protrarsi fino a completa polverizzazione della moneta. Qualche esempio dalla rete http://provincial-romans.com/alt3.html apollonia1 punto
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Splendido. :) Interessante poi il fatto che, nel ritratto del dritto, la moglie venga messa davanti al marito: un segno di rispetto ben diffuso in tutto il mondo greco per il genere femminile e la donna in sé. Vi ricordate invece della dracma della CNG del 22 maggio? Ho provato fino all'ultimo. Eravamo sui 300 dollari, poi mi sono tenuto per l'ultima offerta a 5 secondi dalla fine fino a 540 dollari, ma c'era già un'offerta precedente più alta della mia e così è andata via a 550 dollari. La cosa tuttavia non mi dispiace più di tanto, perché, sebbene fosse una dracma davvero singolare per bellezza e rarità, quando si andava ad aggiungere oltre ai diritti di vendita, il trasporto a Londra con aggiunta di IVA e dazi di importazione, forse avrei finito per pagarla quasi 600 Euro. A quel prezzo si trovano sinceramente dei bei tetradrammi e quindi... Mi rifarò presto però.1 punto
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Salve Cerco di rispondere alle domande di rockjaw con un estratto dei miei appunti su reazioni e colori del rame nelle monete. La formazione di carbonati di rame è un processo frequente nelle monete interrate dove il metallo entra in contatto con il carbonio e suoi composti. Colori dei tre carbonati di interesse nel contesto, precisamente malachite (da verde giada a verde smeraldo), azzurrite (azzurro blu) e calconatronite (azzurro oltremare brillante). (segue) apollonia1 punto
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....una giornata di convegno e poi ....trattoria emiliana!!! :rofl:1 punto
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Le prime emissioni tedesche, dopo l'occupazione furono quelle alleate. Nel 1948, nei territori occupati da USA, UK e Francia fu introdotta una riforma monetaria ed i territori occupati dall'URSS risposero con l'emissione di una propria moneta, con la semplice dicitura DEUTSCHLAND. Nel 1949, i territori occidentali coniarono questi pezzi, a nome della Banca dei Lander Tedeschi, precursori delle emissioni della Repubblica Federale Tedesca1 punto
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Il Pucci per Cosimo III non riporta dati medi di peso dei tipi; inoltre l'impostazione del volume è diversa da quella dei volumi dello stesso autore pubblicati per le monete dei Lorena e riporta solo i tipi principali e non tutte le varianti di conio. Ad esempio per la moneta in oggetto cita un solo tipo mentre in realtà esistono diverse varianti di conio, seppure con differenze non sostanziali. Giusto per riportare qualche notizia su questa moneta: - Il Pucci riporta una tiratura di 481.950 pezzi (al solito significa che in quell'anno fu liberato quel numero di esemplari, non che necessariamente fossero tutti di quella data e nemmeno che non siano stati usati coni datati 1681 in anni successivi). - Tutte le monete toscane considerate "in rame" in realtà contengono sempre una piccola percentuale d'argento, anche se minima, che doveva garantirne il valore. - I tre e due quattrini furono autorizzati nel 1679 con la clausola che avrebbero dovuto circolare solo nelle città di Pisa e Livorno e contado (le città che al tempo ne avevano fatto richiesta per la penuria di moneta spicciola); le altre città della Toscana erano quindi esenti dal privilegio dell'uso di questi piccoli nominali e a Siena per esempio risulta che si fece ricorso a monete spicciole di tempi assai precedenti ma anche, nella pratica, agli spiccioli dei "vicini" benchè spesso l'uso di questi non fosse autorizzato.1 punto
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Buona giornata Potremmo dire "the market rule" ed i mercanti veneziani non si facevano scrupoli nell'applicare le regole della richiesta e dell'offerta ed approfittavano di tutte le opportunità che il mercato offriva. L'abitudine consolidata di ogni mercante veneziano all'estero, di rendere edotta la propria comunità e lo stesso proprio governo, delle realtà politiche e mercantili con le quali veniva in contatto, comportava un velocissimo (per quei tempi) adeguamento delle politiche, anche mercantili, da adottare nei confronti di quella data area. Spostare merci e/o capitali a seconda delle esigenze, era vitale per i mercati evoluti; Venezia lo sapeva fare molto bene, grazie anche alla cospicua rete commerciale che aveva creato nelle aree di suo interesse. Quindi, a seconda dei periodi e delle aree, il soldino (ma anche altre monete) poteva intendersi una valuta o una merce. Scegliere e specurare con l'una o l'altra a seconda delle opportunità, faceva si che si arrivasse al massimo del guadagno possibile. In questo caso, mi pare, c'è stata una commistione di opportunità per veneziani: 1) da una parte la richiesta del mercato inglese di soldini, equiparati agli introvabili 1/2 penny, nonostante l'intrinseco fosse "calante" rispetto a quello contenuto nel penny; 2) dall'altra la congiuntura favorevole tra il valore dell'argento e dell'oro, nel rapporto di valori tra il mercato inglese e quello veneziano, che favoriva quest'ultimo. Saluti luciano1 punto
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Salve a tutti, cortesemente vorrei chiedervi quale potrebbe essere un prezzo corretto per il ducato di Filippo II di seguito illustrato. La moneta ha una bella conservazione, è solo di modulo un po' stretto ma il peso è assolutamente nella norma (29,87 g), e ha una bellissima patina naturale di antica collezione, lievemente iridescente. (la foto non è il massimo, è vecchia e mal eseguita!) La moneta è illustrata nel MIR Napoli a p. 101, n. 158. (ex asta Varesi "Civitas Neapolis", n. 170) Ringrazio chi vorrà rispondermi.1 punto
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Boh ... il post non parte .... ci riprovo. Dicevo .... Chi ha disegnato lo stemma di Viterbo non conosceva né i leoni né i gatti, visto che ha fatto il "bigolo" del leone come quello di un cane.1 punto
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Ah, che vuoi, Numizmo... quello che le accomuna di più è l'andamento della legenda, evenescente pressochè negli stessi punti. Il collo ha quella medesima incavatura che non compare in tutti i ritratti, anzi. Il rovescio ha rapporti simili ma la Minerva con scudo e lancia ha un'iconografia abbastanza standardizzata.... (esemplare ANS) se li affianchi comunque son abbastanza simili, una volta rapportati, nelle proporzioni. Il problema è che cercando un confronto ho trovato quella su sfondo rosso: DOMITIAN, as Caesar under Titus, AE sestertius. Thracian mint, 80-81 AD. CAES DIVI AVG VESP F DOMITIAN COS VII, laureate head right. Reverse - Minerva advancing right, brandishing spear & shield, SC in fields. RIC 157a. 33mm, 26.8g. A decent and scarce type. Some small cleaning scratches in the left field. ...che però non può essere la capostipite in quanto in vendita attualmente http://www.numismall.com/DOMITIAN-as-Caesar-under-Titus-AE-sestertius.-Thracian-mint-80-81-AD.-Minerva-advancing..html Curiosamente quindi ci sono varie somiglianze ma nessun dato preciso che possa autorizzare a pensare a... monete "problematiche". Non l'ho detto precedentemente per non influenzare il Vs. giudizio sulla somiglianza reale o presunta. Ciao Illyricum :)1 punto
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ecco la discussione... http://www.lamoneta.it/topic/96686-non-si-butta-niente/?hl=%2Bdenari+%2B1796 non è una moneta facile da reperire....1 punto
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Sì ma in questi casi il "restauro" ammazza la moneta...cioè, dai, non è più una moneta quella, sembra da merendine...1 punto
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e no! Monete che i collezionisti pagano come minimo 3/4 volte il nominale, dovrebbero avere un "trattamento" diverso da quelle coniate per la circolazione, non le "esagerazioni" di coniazione del proof, però un certo "riguardo" dovrebbero averlo, cosa che sentendo le lamentele da più parti, nella realtà non avviene. saluti TIBERIVS1 punto
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The two types are very different. Look at the two pictures below. The top picture is the early type RRC 43/2b. The bottom picture is the late type RRC 97/10. The later type is struck on a thin, flat flan about 32mm. The early type is struck on a thick flan with concave reverse, and is much wider (about 37mm). For the early coins I know weights of: 35.99 gram 41.91 gram 42.45 gram 42.75 gram So I think a light coin is not possible. I cannot find the coin which Lem asks about. Could someone please send me, by private mail, a link to the auction picture of " una nota casa d'aste un raro semisse di Luceria"? Andrew1 punto
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I mezzi dollari, e ancor più le monete da 2 e 3 centesimi non sono la stessa cosa del dollaro di carta. Che non è un semplice pezzo di carta ma IL DOLLARO per antonomasia, il biglietto verde che in tutto il mondo rappresenta l'America. Nell'attaccamento degli americani a questa banconota c'è, soprattutto, una forte componente psicologica, più che pratica, la stessa del resto che c'è stata anche da noi quando sono uscite le 1.000 lire metalliche. Abituati da sempre al biglietto da 1.000, non ci è piaciuta affatto questa monetina, oltretutto confondibile, soprattutto dagli anziani, con quella da 500 lire. Le 1.000 lire di carta erano SOLDI, avevano un valore. Una memoria che veniva da lontano, da quando 1.000 lire al mese erano un fior di stipendio e valevano davvero tanto...quell'altre, cos'erano? petronius oo)1 punto
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Non ho visto indicazioni in tal senso sulla pubblicazione. Non vi sono i gradi di rarità, che correttamente, come in tutte le altre pubblicazioni, non sono indicati in quanto soggette a variazione: in funzione della quantità realizzata e della diminuzione di materiale conseguente all'acquisizione da parte dei collezionisti e/o musei nel corso degli anni. L'esemplare in Tuo possesso è comunque il più raro di questa tipologia.1 punto
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Sono TOTALMENTE d'accordo col buon Giorgio nel suo grido di allarme e di dolore per il potenziale rischio di serio inquinamento da falsi moderni di intere serie che attendono ancora di essere compiutamente analizzate. A complicare il quadro concorrono pure errori di interpretazione e finanche di attribuzione di monete note, come magistralmente sintetizzato da Giorgio qui sopra a proposito di Dembski (che è poi il curatore responsabile del famoso medagliere di Vienna e quindi niente affatto un novellino). Sono tutte monete che meritano di essere a fondo studiate e soprattutto sistemate in maniera veramente organica, partendo dalla completa edizione e illustrazione dei vari importanti ripostigli, come quello fondamentale di Serra Riccò (ci sono vari articoli di Pautasso e anche di Arslan). Non dimentichiamo che l'opera pionieristica di Pautasso (Le Monete preromane dell'Italia settentrionale) risale al 1966 ed è disponibile una ristampa anastatica, stante anche l'importanza di questa opera, che però inizia a mostrare i suoi quasi 50 anni. Nel 1988, se non sbaglio a cura del Centro Numismatico Valdostano, fu pubblicato il catalogo della collezione Pautasso, che fu donata alla Regione Valle d'Aosta (sono 478 monete....) Come in ogni Corpus che si rispetti, diventa necessario anche rintracciare e isolare le varie falsificazioni prodotte dalla famigerata "scuola bresciana" (chissà se mai sono stati sequestrati i relativi punzoni?...). Sono pochi gli studiosi veramente preparati su queste monetazioni che hanno interessato varie popolazioni, celtiche e indigene, dell'Italia settentrionale. Sarebbe utilissimo avviare un vero censimento, propedeutico a un serio Corpus su queste monete celtiche padane, ancora non del tutto bene comprese....1 punto
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Certamente si tratta di serie poco "popolari", per non dire poco conosciute. A questo forse si deve un certo silenzio, con l'eccezione di poche ...eccezioni, che ha contraddistinto questa discussione. Si fosse trattato della patina di un sesterzio i commenti (a proposito o a sproposito) si sarebbereo sprecati. Ma qui non é il caso. Pochi hanno qualcosa da dire. Nel contempo dei falsi veramente grossolani rimangono in vendita. Partiamo dal primo, dal presunto veneto, n.1 del catalogo di ArtCoins Roma. Di seguito alcuni esemplari di confronto, certamente autentici in quanto provenienti da rinvenimento, affiancati, dritto e rovescio, con la presunta veneta di ArtCoins Roma. La successione degli "autentici" rappresenta l'evoluzione del tipo dalla fine del III secolo al I sec a.C. Anche coloro che non hanno dimestichezza con queste serie si renderanno conto del fatto che la moneta proposta in asta é opera di fantasia. Lascio a ciascuno, anche e soprattutto a coloro che non sono avvezzi a queste serie, l'osservazione, il confronto, le conclusioni. Gli altri due proposti in asta non sono certo meglio. Al contrario. Magari ci tornremo domani.1 punto
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Il centesimo usata qui porta la data 1963 di "I Have a Dream" discorso di Martin Luther King Jr., dato al Lincoln Memorial di Washington D.C. ( )L'foro sembra disposto con attenzione per evitare di danneggiare sia la data che per il ritratto di Lincoln, con il minimo danno alla raffigurazione inverso del Lincoln Memorial. Noto anche il centesimo usato è una moneta Philadelphia-che suggerisce, forse, un'origine costa orientale. Guardo il tuo oggetto e vedere--forse troppo si spera(!)--un souvenir umile ma sincera di quel famoso giorno. :) v. ---------------------------------------------------- The cent used here carries the 1963 date of Martin Luther King Jr.’s “I Have a Dream” speech, given at the Lincoln Memorial in Washington D.C. ( )The hole seems carefully placed to avoid damage to both the date and to Lincoln’s portrait, with minimal damage to the reverse depiction of the Lincoln Memorial. I note also the cent used is a Philadelphia coin—which suggests, perhaps, an East coast origin. I look at your object and see—maybe too hopefully(!)—a humble but heartfelt souvenir of that famous day. :) v.1 punto
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