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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/28/13 in tutte le aree

  1. Categoria: Monete Contemporanee in Argento Autorità emittente: Gioacchino Napoleone Murat (1808-1815) Valore Nominale: 2 Lire Peso: 10 gr. Diametro: 27 mm. Contorno: * DIO PROTEGGE IL REGNO in incuso Metallo: Argento 900 Descrizione del diritto: GIOACCHINO / NAPOLEONE. Testa nuda a destra, data in basso sotto il collo Descrizione del rovescio: REGNO DELLE DUE SICILIE. Nel centro 2 // LIRE, tra un ramo di lauro ed uno di ulivo, legati in basso con fiocco Catalogazione: Gigante 14 Millesimo: 1813, Zecca di Napoli
    8 punti
  2. Categoria: Monete Medievali in Rame Autorità emittente: Federico III d'Aragona (1496/1501), Regno di Napoli Valore Nominale: Cavallo Peso: 1,36g Diametro: 19mm Taglio: Liscio Metallo: Rame Descrizione del diritto: FEDERICVS°°° REX, Testa del re radiata volta a dx Descrizione del rovescio: *EQVITAS° REGNI°, Cavallo gradiente a dx sormontato da una stella, in esergo, tra due stelle, la lettera "L", simbolo del coniatore. Catalogazione: Pannuti-Riccio 17; MIR110/5 Note Storiche e Numismatiche: Esemplare ribattuto su un cavallo di Carlo VIII, si può notare l'incongruenza di alcune lettere in legenda che corrispondono invece alle legende dei cavalli di quest'ultimo sovrano. Le lettere che si notano sul Dritto <LV> potrebbero essere una sottoimpressione di una moneta di Carlo VIII <KARO[LV]S>. Sul Rovescio le lettere <IM> potrebbero essere quelle impresse di <XPS VINCIT: XPS: REGNAT: XPS: [IM]P> Gaetano
    5 punti
  3. Non entro nel merito delle valutazioni di opportunità che inducono coloro che sono a conoscenza di tali elementi, che differenzierebbero gli originali dai riconii, a non rivelarli pubblicamente. Mi limito a constatare come, in più occasioni, sia stato scritto che questi elementi di distinguo però esistono. Affermare di essere a conoscenza di elementi per distinguere le supposte emissioni dello scudo del 1901 ma poi non rilevarle pubblicamente alla comunita' numismatica e' un atteggiamento che non condivido e non capisco. E' come lanciare il sasso e tirare indietro la mano O si dicono le cose interamente come stanno o forse era meglio non scrivere nulla Purtroppo cosi' si perde di credibilita' e non mi stupisco che molti collezionisti e studiosi a questo punto non diano credito all' amico Domenico e questo mi spiace proprio considerata la passione e l' impegno che traspare dalle sue pubblicazioni
    5 punti
  4. Categoria : Medaglie Autorità emittente : Filippo V Re di Spagna e Duca di Milano ( 1701 - 1713 ) Peso : 33,73 gr. Diametro : 49 mm. Metallo : Ottone - Bronzo Descrizione del dritto : Busto di Filippo V corazzato PHILIPPVS.V.HISP REX.MED.DVX Sotto il busto le iniziale dell' incisore I.V.F G. Vismara Descrizione del rovescio : Dalle nubi con raggi esce una mano reggente una corona SIC.PLACVIT.DEO. ( così piacque a Dio, così ha voluto Dio )
    4 punti
  5. Ciao ora passiamo al rame IMP TRAIANO ASSE Gr 12,72 Mm 27,44 Assi 180° Busto di Traiano laureato paludato e corazzato a destra. La Vittoria andante a destra, con ramo di palma tenuto con la mano sinistra e appoggiato sulla stessa spalla e corona di alloro nella mano destra tesa. Particolare la L di POPVLVSQUE è stata incisa per errore come una T rovesciata. RIC 675 v Busto Silvio
    4 punti
  6. Ciao Piero, grazie mille per l'interesse. In effetti l'argomento ha origine dagli inizi dell'800, un imput c'è stato dato da Tommaso Siciliano nella sua opera sulle medaglie napoletane dei napoleonidi, quando per mezzo di una sua teoria (la quale condivido in pieno) spiegó che sulle medaglie dell'epoca non venivano apposte le firme degli incisori per via delle diverse mansioni che uno o più artisti aveva nella costruzione di un conio. Lo STESSO DISCORSO VALE PER LE MONETE dell'epoca, però, mentre per le medaglie vediamo che dal 1824 iniziano ad apparire più firme su di esse, per le monete non era così, il discorso è un po' complesso ma provo a spiegarvelo, errori permettendo. La soluzione potrebbe essere nell'utilizzo del pantografo in alcune zecche europee, (di questo macchinario magari ci occuperemo in altre sedi), dove i vari nominali dell'800 si presentavano nel 99% dei casi senza differenze di conio, praticamente l'opposto di ciò che accadeva a Napoli, ma cosa cambia ad esempio tra le monete sabaude - papali - francesi e quelle napoletane? Tanto per fare un esempio, so che non è facile da spiegare ora in quattro righe, nelle monete sabaude le effigi dei sovrani da Vittorio Emanuele I in poi (siglati dall'artista incisore Lavy, Ferraris, eccetera) avevano gli elementi della capigliatura di differente spessore rispetto a quelle delle monete napoletane, mentre in queste ultime veniva utilizzato un punzone madre abbozzato e poi rifinito sul conio dall'incisore CHE NON SEMPRE ERA LA STESSA PERSONA, in quelle sabaude (ma anche papali, francesi, inglesi, eccetera) si procedeva in maniera diversa. Questo è uno dei motivi che fa la differenza tra una moneta napoletana borbonica ed una coniata in altre zecche europee, ecco perchè nelle napoletane troviamo l'effigie (dalla capigliatira finissima) ma le leggende e l'effigie stessa posizionate sempre in maniera differente rispetto ad un conio precedente. Alcuni nominali di altre zecche, nonostante venissero battuti in un arco di tempo con l'utilizzo di centinaia di conii, troviamo sempre la stessa e identica impronta. Un esempio lampante è, tanto per dirne una: il 5 franchi francesi tipo "Domard" che dal 1831 al 1848 si presenta sempre con lo stesso identico e preciso dritto, eppure in Francia vi erano tirature enormi, possibile che era sempre lo stesso conio? No http://numismatica-francese.simone-numismatica-e-storia.lamoneta.it/moneta/FR-11/10 Ritornando alla firma sulle monete dell'800, in Europa i modelli che venivano riportati sui conii seguivano una procedura diversa rispetto alle monete napoletane e per tale motivo potevano essere firmati dagli incisori, ciò perché quelli erano e quelli rimanevano, i punzoni madre delle effigi delle monete napoletane erano opere di un artista iniziale, e a Napoli dopo il 1804 tale artista non poteva siglare un conio se sullo stesso vi erano più persone a mettervi le mani. Tra alcune rare eccezioni troviamo i 10 tornesi del 1847 siglati da Andrea Cariello e i massimi moduli di Francesco II siglati da Luigi Arnaud. Ma qual'è alla fine il risultato tra una moneta napoletana ed una di altre zecche? Mentre nella prima ci troviamo di fronte ad un'opera originale, dove ogni conio era diverso dall'altro, nelle altre era tutto uguale .......... Avendo accennato nella discussione monete di altre zecche spero di far cosa utile attirando l'attenzione di curatori di altre sezioni affinchè possano leggere quel che ho scritto (se ho dimenticato qualche nome chiedo scusa). Se ho sbagliato qualche passaggio vi prego di farmelo notare, sono qui anche per imparare. Grazie @@Liutprand @@picchio @@Giuseppe @@Rex Neap @@piergi00 @@rongom @@eracle62 @@dabbene @@centurioneamico @@lucadesign85 ah ........ dimenticavo ......... a comprovare quanto appena scritto aggiungo che le monete di Vittorio Emanuele II re d'Italia coniate a Napoli dal 1862 al 1867 portano la firma del Ferraris, eppure a Napoli i conii di queste monete vennero materialmente incisi da artisti napoletani come ad esempio Andrea Cariello. I documenti dell'epoca sono chiari.........................." @@incuso @@picchio @@Reficul @@centurioneamico @@Michelangelo2 @@providentiaoptimiprincipis @@eracle62 @@Rex Neap A seguito di alcuni argomenti intavolati sulla produzione dei conii napoletani in epoca borbonica, spero di rendermi utile spostando e postando alcune domande con relative risposte in questa discussione. (cfr. da post 17 http://www.lamoneta.it/topic/116646-10-tornesi-ferdinandoii/page-2#entry1325582 ) Come potrete notare, a seguito dalla domanda di @@12tariì riguardo la mancanza di sigle sulle monete napoletane dell'800 ho tentato (nel limite delle mie conoscenze) di rispondere alla meglio. Poi @@Giuseppe mi chiede alcune delucidazioni sul perchè vi possono essere differenze di certi minimi particolari tra monete dello stesso tipo e millesimo (come ad esempio il padiglione auricolare dell'orecchio di Ferdinando II in alcuni 10 tornesi evidenziato al post 4 e poi commentate da @@AlxR e @@Matteo69 http://www.lamoneta.it/topic/116646-10-tornesi-ferdinandoii/ ). Di seguito un'immagine chiarificatrice a titolo di ESEMPIO: Immagine del punzone madre del tarì e 2 tornesi di Francesco II di Borbone (immagine indicata con freccia) accanto ad altri conii rifiniti di altri nominali dello stesso sovrano. L'immagine in rilievo del re che veniva impressa nei conii è abbozzata (spero riusciate a vederla), poi gli incisori procedevano alla rifinitura, ed altri incisori finivano il lavoro incudento i caratteri delle leggende e i vari numerali. La procedura dell'epoca per la creazione di un conio è la stessa per tutti gli altri nominali, stesso discorso per le medaglie. La procedura era uguale ed interessava tutte le monete, a partire dai mezzi tornesi, e fino ai 30 ducati d'oro, in molte piastre di Ferdinando II troverete anche differenze nel taglio del collo, in qualche capello sulla fronte, il padiglione auricolare e i peli della barba, tutti elementi questi impossibili da punzonare con un punzone già rifinito, alla base di queste impossibilità vi erano anche le alte temperature con il quale si effettuavano certe operazioni. Se avete altre domande scrivete pure. Grazie per l'attenzione. p.s. Molte delle cose che leggete in questa discussione non le troverete nemmeno nel De Sopo, quindi vi raccomando, occhio!
    4 punti
  7. Categoria "Monete Contemporanee" Valore Nominale: 1 Rupia del 1890. Autorità emittente: Deutsch-Ostafrikanische Gesellschaft (Società dell'Africa Orientale Tedesca) abbreviato in DOA. Peso: 11,69 g. Diametro: 30,50 mm. Metallo: Ag 916/000 Dritto: Busto di Guglielmo II Imperatore, in uniforme della "Garde du Corps". Rovescio: Stemma della DOA, con leone rampante sotto una palma di noci di cocco. Tiratura: 154.394 pezzi. Taglio: Rigato. Catalogazione: Kleiner Deutscher Münzkatalog n. 714 Incisore del dritto: Emil Weigand. Incisore del rovescio: Otto Schulz. PS: ho voluto fare la foto con la moneta in mano per far apprezzare al meglio la patina con i suoi colori. Moneta acquistata online da una casa d'aste in Germania.
    4 punti
  8. Purtroppo siamo alla fine di un interessante viaggio numismatico :cray: lo abbiamo fatto insieme visitando 346 diversi paesi e postato 727 monete, di queste tante sono ancora spese quotidianamente :) Per quanto possibile ne abbiamo inserite giusto una piccola rappresentanza per ogni nazione o località in un periodo che è andato dal 1652 al 2012. Grazie a questa discussione ho riposizionato monete fuori posto (ne ho più di 7.200) ne ho trovato alcune che avevo dato per disperse, ne ho viste altre che non pensavo nemmeno di avere e ne ho riclassificato qualcuna che in passato avevo erroneamente attribuito ad altro paese. Ringrazio tutti i partecipati per la condivisione ed anche i semplici visitatori che hanno visto/letto solamente, magari qualcuno di loro guarderà con diverso interesse le proprie monetine estere messe da parte e dimenticate. Spero che la discussione, fatta più che altro di sole immagini, abbia suscitato un interesse, fatto nascere magari una passione o che l'abbia quantomeno rinnovata. Per quel che mi riguarda ho avuto modo di riosservare con interesse tantissime mie monetine che non toccavo da anni, ma quello che mi ha più sorpreso è che le ho prese in mano con la stessa emozione di una volta..... Buona ricerca a tutti :)
    4 punti
  9. @...è un ragazzo davvero in gamba :clapping: doverosamente cerco di rispondere ai suoi quesiti anche se Francesco ha già scritto qualcosa......lo faccio qui in quanto noto che questa parte non è stata trasferita nell'altra discussione se poi @@francesco77 lo riterrà opportuno può farlo....logicamente. Il discorso sarebbe un pò lungo ma brevemente cercherò di riassumere: Fino al 16 marzo 1829 in zecca vi erano un'incisore dei dritti ed uno per i rovesci; a quello dei dritti spettava il compito di incidere le immagini e le figure sulle monete e sulle medaglie, a quello dei rovesci gli stemmi ed i caratteri in più tutto quello che poteva essere ordinato dal Direttore del Gabinetto d'incisione. L'effige e lo stemma erano i primi ad essere coniati; le leggende al dritto ed al rovescio, il millesimo, il valore ed altri particolari spettava a quello dei rovesci. Con il Decreto 2329 del 17 marzo 1829 con annesso regolamento si stabilì che gli incisori dei dritti dovevano essere 2 così come quelli dei rovesci ai quali si aggiunse un sostituto per entrambi (l'Aiutante) e 4 Alunni. Ma attenzione perchè non tutto il lavoro dei rovesci veniva svolto dal solo 1° incisore dei rovesci, spesso, se non sempre, il lavoro era svolto dal 2° incisore accompagnato dagli Alunni (che dovevano imparare l'arte)...ecco perchè riscontriamo numerosissime varianti su queste monete (legende, date, valore ecc. ecc.) Comunque sia tutto veniva svolto in osservanza del REGOLAMENTO (appena citato). Del perchè il Cariello (all'epoca 1° Incisore dei dritti) abbia voluto lasciare le su iniziali sulle moneta da 10 Tornesi, questo non è documentato e non si conosce il motivo...verò è che è sfuggito ad ogni controllo (che pure v'erano.....sempre) ed è stato fatto in maniera "abusiva". Io mi sono fatto un'idea personale che poi è quella che ha voluto distinguere questo conio dagli altri che secondo un mio parere (personale) non furono opera sua ma del Catenacci (Scipione) 2° Incisore dei dritti.........il Cariello in questo periodo (soprattutto) aveva ben altro da fare.......... Dagli anni "50" in poi le cose cambiarono all'interno del Gabinetto d'incisione (ma mai trasgredendo le regole) anzi..... Luigi Arnaud 1° Incisore dei rovesci da anni,era talmente bravo che al contrario dei cultori di quest'arte (che di solito si specializzavano in un solo ramo) fu indifferentemente incisore sia dei rovesci che dei dritti.......ecco perchè troviamo (oltre che su tante medaglie) le sue sigle (autorizzate) sul dritto delle monete di Francesco II; da una lettera del Controlo Ascione diretta al Direttore Generale dell'Amministrazione delle Monete - Barone Don Francesco Ciccarelli si legge che Luigi Arnaud doveva fare il punzone per il dritto delle monete di MAGGIOR DIAMETRO vale a dire il 120 Grana ed il 10 Tornesi mentre il Cariello (per rispondere alla domanda di Gaetano) quelli da 60 Grana e 5 Tornesi (documentato quindi) anche se (non citatati) anche quelli da 20 Grana e 2 Tornesi......ma in quegli anni difficili per Napoli è successo un pò di tutto a cominciare anche dal fatto che la coniazione di queste monete ebbe inizio nel 1860 anche se sulle monete troviamo la data 1859.....ma questo potrebbe essere oggetto di un'apposita discussione includendo anche del perchè sulle monete di Napoli post unità troviamo N e poi BN. Spero di aver scritto tutto.............un saluto Pietro
    3 punti
  10. Sarebbe francamente ora di smetterla con queste pseudo "spy story"! :) Nessuno é obbligato a divulgare le proprie "scoperte", ci mancherebbe altro. Per me sarebbe stato più decoroso dire direttamente..."Non voglio dirvi ciò che solo io so!" :) Rimandare il tutto alla consultazione di carte processuali di non facile accessibilità lo trovo meno lineare. Affermare invece "fate pubblicare la spiegazione ufficiale della nota che tutti conoscete e poi chissà magari si pubblicherano anche le differenze dei riconi del 1901....in mancanza......NISBA" ha invece il sapore amaro del "ricatto" o del "capriccio fanciullesco" a seconda di come lo si voglia guardare. Il risultato in ogni caso non cambia. :) Il collezionista maturerà col tempo la propria personale opinione in merito. Per quanto riguarda la distinzione fra "proof", "proof-like" o "fondi lucenti"...é come sempre sterile tanto quanto discutere del sesso degli angeli. :) Non ci sarà mai unità di vedute, quindi é bene che, chi le ha, si tenga strette le proprie convinzioni, qualunque esse siano, almeno per coerenza. Io condivido il punto di vista di @@gallo83, vi sono esemplari con fondi speculari sia per quanto riguarda la monetazione del Regno d' Italia, sia per tipologie di inizio '800 (Regno di Sardegna, Napoleone, Maria Luigia, ecc...). In prevalenza si riscontrano su esemplari in argento. Ne abbiamo riscontro in collezioni o vendite recenti, tanto quanto passate. Per converso c'é chi ritiene impossibile che queste monete esistano. Definire "artefatto" un marengo di Umberto I solo perché ha i fondi speculari é a mio avviso un'affermazione quantomeno ardita. Posto questo, ognuno ha piena libertà di professare il suo credo. Se l'obiettivo comune é però trovare la "quadratura del cerchio", ossia un' uniformità di pensiero, prendiamo atto che questo non sarà (purtroppo) possibile. Davide
    3 punti
  11. Ciao proviamo con l'argento MONETE ANTICHE IMP ADRIANO DENARIO Gr 3,31 Mm 18,16 Assi 165° Testa di Adriano laureata a destra, con paludamento sulla spalla sinistra. Ercole nudo, seduto a destra su pila d'armi, ( corazza scudo e elmo ) tiene con la mano destra la clava e nella sinistra due pergamene. RIC 149 v Su cosa tiene in mano Ercole Silvio
    3 punti
  12. Ero in sala alla vendita collezione Mantegazza, l' ing. Bruno era seduto in prima fila alla destra di Don Raffaele, la moglie e una figlia andavano avanti ed indietro a portare i cataloghi da firmare al padre. Avevo 33 anni, e non ci eravamo mai incontrati, solo scontrati su qualche lotto ed il più delle volte ne uscivo con le ossa rotte. Dove si fermava Don Raffaele con il suo odioso modo di battere, attaccava Lui. Poco prima dell'inizio della battuta mi alzai ed andai a salutarlo, ricordo che gli dissi che mi spiaceva che avesse deciso di vendere. Rimase sorpreso per la mia invadenza e non trovò le parole per rispondermi. Una magnifica vendita, con la sala piena, tanti collezionisti che oggi si nascondono. Commercianti sempre pronti al rilancio. Acquistai parecchio, pezzi straordinari per qualità o per rarità, monete che in tante aste successive ed in tanti anni non sono più ricomparse. Sono stato fortunato ad esserci. Tra le monete che mi ero segnato sul catalogo (numerato e firmato 6) c'era anche il due Baiocchi di Legionario (ne ho poi acquistato uno, non così bello, ma in collezione sta bene lo stesso ... mica si può avere tutto !). Non era fanatico del rame l'Ing. Bruno, prediligeva l'argento, l'oro mi pare lo vendette a trattativa privata. Brrr. mi vengono i brividi solo a ripensare al catalogo ed alle cifre che potrebbero ancora spuntare tante delle monete offerte.
    3 punti
  13. Salve, oggi vorrei postarvi le immagini di una delle mie monete, si tratta di una Mezza Piastra Sebeto 1735, cosa ne pensate?
    2 punti
  14. Categoria: MONETE MEDIEVALI Autorità emittente: INCERTA (Marino Sebastos di Amalfi (1096-1100) oppure Marino II Duca di Gaeta (978-984) Valore nominale: Follaro Peso: gr. 1,7 Diametro: mm. 20 Metallo: Rame Descrizione del dritto: Busto di personaggio (S.Erasmo?) coronato e con palma o “pastorale” a tre punte. Descrizione del rovescio: Al centro cerchio perlinato con globo al centro, intorno M G A. Descrizione del taglio: Liscio Catalogazione: (1) L.Travaini - Monetazione dell'Italia normanna, n. 425 e MEC 14, nn. 46 e 47 (Lucia Travaini ritiene che sia stato emesso da Marino di Amalfi (1086-1100/1110), questa tesi fu proposta anche da Grierson.). (2) Corpus Nummorum Italicorum (1939) - Vol. XVIII - Tavola XV – N°1 (19 e 20) pag.263 ( che lo attribuisce alla zecca di Gaeta ed a Marino II - Console e Duca (978-984). Note storiche e numismatiche: (A) Marino Sebastos di Amalfi (1096-1100/1110): Era un discendente della dinastia dei Sergidi, (Duchi di Napoli) e della famiglia Amalfitana dei Capuano. Tentò d'appoggiarsi ai Bizantini e ne ebbe il titolo di sebastos. Fu eletto duca della Repubblica di Amalfi nel 1096 in opposizione alla sovranità dei normanni, che avevano conquistato Amalfi nel 1073 ed avevano nominato duca Guido d'Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo. In quello stesso anno 1096, Boemondo I d'Antiochia e Ruggero I di Sicilia attaccarono Amalfi che, sotto la guida di Marino, resistette fino a quando Boemondo, venuto a conoscenza della Prima crociata promossa da Papa Urbano II abbandonò l’assedio per unirsi ad essa con un esercito normanno. Di conseguenza, nel 1097 l’assedio fu tolto ed Amalfi mantenne ampia autonomia pur riconoscendo, dopo lunghe trattative, la sovranità dei principi normanni. Rafforzò le difese della città e la flotta (con ventimila saraceni), riordinò l'amministrazione e promosse l’autonomia e la democrazia della cittadinanza. Marino fu deposto dai Normanni, alleati con alcuni nobili Amalfitani, tra il 1100 ed il 1110. (B) MARINO II Duca di Gaeta (978-984): Era figlio terzogenito del duca di Gaeta Docibile (II) e di Orania, forse appartenente alla famiglia dei duchi di Napoli.Marino assurse al potere tra l’aprile e l’ottobre del 978. Da tale data si ricompose l’unità territoriale dei Ducati di Fondi e Gaeta, come testimonia l’utilizzo del titolo attribuito a Marino ed al figlio Giovanni (III) di «consules et duces cajetani et fundani». In data imprecisata, da porsi fra il 983 e il 984, Marino separò nuovamente il Ducato di Fondi da quello di Gaeta, affidandone il governo al figlio Leone (II). Poco tempo dopo, nell’ottobre del 984, Marino è ricordato per l’ultima volta in vita e dal gennaio del 986 i documenti lo indicano come defunto.
    2 punti
  15. In questo Paese la verità è di chi la vuole sapere e non di chi afferma se è vera ed è anche il Paese degli Intrallazzi,sopratutto nelle alte sfere DA Sempre basta rivedere la storia. E' nel DNA di questo Popolo (ed io ne faccio parte nel bene e nel male),questo è il Paese dove per primo uno studioso ha detto che la Terra è rotonda e ci è mancato poco che andasse al rogo. Un Paese che ha sfornato i migliori cervelli in tutte le epoche ma che quasi tutti hanno avuto ascolto solo all'estero. Il Paese dove si pagano care e si collezionano truffe, i centesimi d'euro, invece di "distruggerli" nel 2000 pensate che potessero fare nel 1900. Tutto è possibile anche senza che ci sia qualcosa di scritto. A volte la soluzione più semplice è quella giusta, a volte le deduzioni sono più che sufficienti, a volte vede meglio un novellino che uno studioso trentennale, a volte è meglio tacere la verità e tenersela per se a volte sarebbe meglio cambiare! Quello che mi consola è che nessuno può e potrà cambiare il mio,il nostro, giudizio se non io o noi stessi. :hi: ;)
    2 punti
  16. adesso capisco perchè molti dei miei amici hanno deciso di andare a studiare all'estero nella speranza di trovare una sistemazione stabile fuori dall'italia.. Se non si può dire la verità neanche in numismatica per paura di ritorsioni... beh che dire.. è una cosa molto triste, non mi viene in mente altro...
    2 punti
  17. Categoria: Medaglie Autorità emittente: Carlo X, Medaglia per l'incoronazione a Reims Valore nominale: Medaglia Peso: 68,08 g. Diametro: 51 mm, Metallo: Bronzo Descrizione del dritto: CAROLUS . X. REX . CHRISTIANISSIMUS . Busto del Re, in mantello di ermellino, con collare di Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo, volto a sinistra. Sotto il busto CAUNOIS F.(ECIT). Descrizione del rovescio: CAROLUS . X. GALLIAE . CORONAM . ACCIPIENS . Carlo X, inginocchiato, viene incoronato dall'Arcivescovo di Reims, in presenza di dodici persone. All'esergo, su quattro linee "ADSTANTIBUS.DELPHINO. REGIIS.NURIBUS. // REGNI.PROCERIBUS. // REMIS. XXIX. MAII. //MDCCCXXV. Descrizione del taglio: Liscio Catalogazione: Sb. 90 Note storiche e numismatiche: Figlio del Delfino Luigi Ferdinando e di Maria Giuseppina di Sassonia, Carlo X, fu fratello di Luigi XVI e di Luigi XVIII. Nel 1773 sposò Maria Teresa di Savoia dalla quale ebbe 4 figli. Nel 1824, succedendo al fratello Luigi XVIII, divenne Re di Francia e di Navarra con il nome di Carlo X. L'incoronazione avvenne a Reims il 29 maggio 1825 a Reims,seguendo il cerimoniale in uso sotto l'Ancien Régime (seppure con alcune varianti). Ben presto si alienò la simpatia dell'opinione pubblica, emanando provvedimenti impopolari, come la legge sul sacrilegio, lo scioglimento della guardia nazionale e il ripristino della censura, spinto dal partito ultra-realista, guidato da Joseph conte di Villèle. Le tensioni raggiunsero il culmine il 25 luglio 1830, quando emanò le cosiddette Ordinanze di Saint-Cloud, che prevedevano lo scioglimento della camera dei deputati, una nuova legge elettorale e l'inasprimento della censura che provocarono una sollevazione popolare a Parigi (Trois Glorieuses o rivoluzione di luglio) il 27, 28 e il 29 luglio). Il Re fu costretto ad abdicare (2 agosto) a favore del nipote Enrico, conte di Chambord, sotto la tutela del cugino Luigi Filippo d'Orleans. La successione non venne riconosciuta e lo stesso Luigi FIlippo assunse la corona di Re dei francesi. Carlo X, trasferì inizialmente la corte in esilio a Praga e morì, di colera, nel 1836 a a Gorizia, a Palazzo Coronini. È sepolto, nella cripta del monastero francescano di Kostanjevica, attualmente in Slovenia.
    2 punti
  18. Categoria: Monete contemporanee (dal 1800 a Oggi) - Autorità emittente: Stato della Città del Vaticano - Sede Vacante 2013 Valore nominale: 2 Euro Peso: 8,50 g. Diametro:25,75 mm. Metallo:Bimetallica: parte esterna Nichel-ottone, parte interna tre strati Nichel-ottone Descrizione del dritto: stemma di Sua Eminenza Tarcisio Bertone, Cardinale camerlengo di Santa Romana Chiesa, sormontato dal Padiglione della Camera Apostolica e aattraversato da chiavi decussate; a destra sotto la chiave il segno di zecca R; intorno la scritta "CITTA DEL VATICANO SEDE VACANTE MMXIII"; in basso le iniziali dello scultore Patrizio Daniele P:DANIELE e dell'incisore Maria Carmela Colaneri M.C.C. INC. Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. Descrizione del rovescio: Mappa dell'Europa sormontata dalla scritta del valore "2 EURO". 12 stelle Descrizione del taglio: la sequenza "2 *" ripetuta sei volte alternativamente capovolta entro zigrinatura Note storiche e numismatiche: Papa Benedetto XVI, 256° Romano Pontefice, nel Concistoro dell'11 febbraio 2013 ha annunciato la sua rinuncia al ministero petrino a decorrere dalle ore 20.00 del 28 dello stesso mese, divenendo così romano pontefice emerito. Prima di lui, l'ultimo pontefice ad abdicare fu Gregorio XII, nel 1415. All'atto della sua rinuncia, come consuetudine, viene istituita la sede vacante e il Cardinale Camerlengo assume di fatto le funzioni del governo ordinario della Chiesa.
    2 punti
  19. Non mi pare corretto, la VERITA' deve essere messa avanti tutto, sopratutto agli interessi economici di "pochi" ( leggi detentori di questi "riconi" ( se lo sono)). Buon anno TIBERIVS
    2 punti
  20. Non hai messo i dati ponderali, in particolare servirebbe il diametro (il peso sarebbe comunque molto calante). Nel verso io leggo abbastanza distintamente CVMA.....per me dovrebbe essere un denaro di Como emesso a nome di Enrico VII. Riferimenti MIR 269 (1° edizione); CNI 2 dritto: HENRICVS I P, aquila ad ali spiegate verso: CVMANVS, croce ciao Mario
    2 punti
  21. Esatto! :good: Per questo motivo si vede solo una ribattitura sotto il mento, molti si chiedono sempre questa domanda. Perchè risultano ribattiture solo su parte dell'effigie? Speriamo che qualche interessato all'argomento legga la discussione. :good:
    2 punti
  22. Ti allego uno 4 Scudi del 1692 ..... divertiti ...... la foto del rovescio è differente, perché ho dovuto rifarla. Saluti Stefano
    2 punti
  23. Ciao Ianva, per me vale quello che ha scritto Dizzeta. Io sono del parere che per certi tipi di monetazione antecedenti al 1800 la conservazione dovrebbe avere dei criteri differenti a come siamo abituati oggi. Ti allego le foto dei miei 3 Scudi
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  24. categoria: monete contemporanee Autorità emittente: città del vaticano Valore nominale: 2 EURO Peso: 8,5 g Diametro: 25,75 mm Metallo: Segmento esterno: rame-nichel Segmento interno: nichel-ottone Descrizione del diritto: stemma del camerlengo tarciso bertone Descrizione del rovescio: faccia comune 2 Euro Descrizione del taglio: La sequenza "2 *" ripetuta sei volte alternativamente capovolta. Catalogazione: moneta da "rotolino" tiratura 125.000 pezzi Note storiche e numismatiche: primo 2 euro cc sulla sede vacante dopo la raccomadazione della CE del 19 dicembre 2008 che vieta l'emissione di serie divisionali dedicate al periodo di vacanza
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  25. @@oedema @@fabione191Il medioevo è durato cosi tanto in Russia? :LOL: Medievale no! Non ho le datazioni ma credo moneta moderna...quel che è certo è che non è medievale :)
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  26. Rilancio con un: "quanti bizantinismi!" :)
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  27. Visto che, grazie ad Acraf, si è parlato di questo importante collezionista, segnalo che a questo indirizzo è disponibile in pdf (anche ad altissima definizione) il catalogo della collezione Pozzi venduta da Naville nel 1921. Al secondo indirizzo indicato qui sotto potete trovare numerosi cataloghi di aste dei primi decenni del '900: è un'iniziativa senza dubbio meritoria dell'Università di Heidelberg, che mi pare opportuno rendere nota sul forum. http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/kundig_naville1921_04_04/0007?sid=226b5390987b8cbfec053006365c7891 http://www.arthistoricum.net/themen/portale/german-sales/auktionskataloge/
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  28. Ciao Piero, grazie mille per l'interesse. In effetti l'argomento ha origine dagli inizi dell'800, un imput c'è stato dato da Tommaso Siciliano nella sua opera sulle medaglie napoletane dei napoleonidi, quando per mezzo di una sua teoria (la quale condivido in pieno) spiegó che sulle medaglie dell'epoca non venivano apposte le firme degli incisori per via delle diverse mansioni che uno o più artisti aveva nella costruzione di un conio. Lo STESSO DISCORSO VALE PER LE MONETE dell'epoca, però, mentre per le medaglie vediamo che dal 1824 iniziano ad apparire più firme su di esse, per le monete non era così, il discorso è un po' complesso ma provo a spiegarvelo, errori permettendo. La soluzione potrebbe essere nell'utilizzo del pantografo in alcune zecche europee, (di questo macchinario magari ci occuperemo in altre sedi), dove i vari nominali dell'800 si presentavano nel 99% dei casi senza differenze di conio, praticamente l'opposto di ciò che accadeva a Napoli, ma cosa cambia ad esempio tra le monete sabaude - papali - francesi e quelle napoletane? Tanto per fare un esempio, so che non è facile da spiegare ora in quattro righe, nelle monete sabaude le effigi dei sovrani da Vittorio Emanuele I in poi (siglati dall'artista incisore Lavy, Ferraris, eccetera) avevano gli elementi della capigliatura di differente spessore rispetto a quelle delle monete napoletane, mentre in queste ultime veniva utilizzato un punzone madre abbozzato e poi rifinito sul conio dall'incisore CHE NON SEMPRE ERA LA STESSA PERSONA, in quelle sabaude (ma anche papali, francesi, inglesi, eccetera) si procedeva in maniera diversa. Questo è uno dei motivi che fa la differenza tra una moneta napoletana borbonica ed una coniata in altre zecche europee, ecco perchè nelle napoletane troviamo l'effigie (dalla capigliatira finissima) ma le leggende e l'effigie stessa posizionate sempre in maniera differente rispetto ad un conio precedente. Alcuni nominali di altre zecche, nonostante venissero battuti in un arco di tempo con l'utilizzo di centinaia di conii, troviamo sempre la stessa e identica impronta. Un esempio lampante è, tanto per dirne una: il 5 franchi francesi tipo "Domard" che dal 1831 al 1848 si presenta sempre con lo stesso identico e preciso dritto, eppure in Francia vi erano tirature enormi, possibile che era sempre lo stesso conio? No http://numismatica-francese.simone-numismatica-e-storia.lamoneta.it/moneta/FR-11/10 Ritornando alla firma sulle monete dell'800, in Europa i modelli che venivano riportati sui conii seguivano una procedura diversa rispetto alle monete napoletane e per tale motivo potevano essere firmati dagli incisori, ciò perché quelli erano e quelli rimanevano, i punzoni madre delle effigi delle monete napoletane erano opere di un artista iniziale, e a Napoli dopo il 1804 tale artista non poteva siglare un conio se sullo stesso vi erano più persone a mettervi le mani. Tra alcune rare eccezioni troviamo i 10 tornesi del 1847 siglati da Andrea Cariello e i massimi moduli di Francesco II siglati da Luigi Arnaud. Ma qual'è alla fine il risultato tra una moneta napoletana ed una di altre zecche? Mentre nella prima ci troviamo di fronte ad un'opera originale, dove ogni conio era diverso dall'altro, nelle altre era tutto uguale .......... Avendo accennato nella discussione monete di altre zecche spero di far cosa utile attirando l'attenzione di curatori di altre sezioni affinchè possano leggere quel che ho scritto (se ho dimenticato qualche nome chiedo scusa). Se ho sbagliato qualche passaggio vi prego di farmelo notare, sono qui anche per imparare. Grazie @@Liutprand @@picchio @@Giuseppe @@Rex Neap @@piergi00 @@rongom @@eracle62 @@dabbene @@centurioneamico @@lucadesign85 ah ........ dimenticavo ......... a comprovare quanto appena scritto aggiungo che le monete di Vittorio Emanuele II re d'Italia coniate a Napoli dal 1862 al 1867 portano la firma del Ferraris, eppure a Napoli i conii di queste monete vennero materialmente incisi da artisti napoletani come ad esempio Andrea Cariello. I documenti dell'epoca sono chiari.
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  29. Autorità emittente: Ferdinando I di Borbone (1816-1825) Valore nominale: 5 Tornesi Peso: 15,60 gr. Diametro: 31 mm. Contorno: liscio Metallo: Rame Descrizione del dritto: FERD . I . D . G . REGNI SICILIARVM ET HIER . REX . Testa coronata a sinistra Descrizione del rovescio: Corona reale / TORNESI / CINQUE e nell'esergo 1819 Catalogazione: Gigante 21 Millesimo 1819 , Zecca di Napoli
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  30. Vi posto le immagini dell'ultima moneta che ho acquistato, secondo voi in che conservazione si trova? Ringrazio anticipatamente chi vorrà intervenire per me un q.FDC ci potrebbe stare, che dite? ciao Max.
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  31. Sia la classica moneta “quattro mani” che la nuova “tre braccia” non sono né una ribattitura né uno slittamento di conio. Questa tipologia di errore si chiama “conio doppio” (traduzione del termine “doubled die” statunitense, dove la cultura/conoscenza degli errori è anni luce più avanti rispetto all'Italia). Infatti, l’errore non riguarda la fase di battitura della moneta (trasferimento dell’immagine dal conio al tondello) bensì la fase di preparazione del conio (trasferimento dell’immagine dal punzone riproduttore al conio). L’errore “conio doppio” è dovuto al fatto che, fino a 10-20 anni fa, il conio veniva prodotto attraverso più compressioni del punzone riproduttore su un cilindro metallico vergine appuntito (che poi diventerà il conio). Se in una di queste compressioni il punzone riproduttore è disallineato rispetto al precedente, l’immagine finale riprodotta nel conio avrà un effetto “sdoppiamento” che verrà trasmesso a tutte le monete battute con quel conio. Ciò spiega perché ci sono “tante” quattro mani. Se fosse una doppia battitura non si avrebbero “tante” quattro mani tutte identiche. Oggi la produzione del conio avviene con un’unica compressione, quindi non si possono più verificare questi errori (ma si può verificare un’altra tipologia simile, meno evidente che lascio ad una seconda puntata). Il fatto che l’effetto sdoppiamento riguarda solo le braccia e alcuni nastri del vestito è dovuta al fatto che la prima compressione del punzone riproduttore è stata solo parziale (non è stato “spinto” fino in fondo”). Siccome il cilindro vergine del conio è appuntito, questa prima impressione parziale ha riguardato solo la parte centrale del conio. Poi la seconda o successive compressioni (sfalsate rispetto alla prima) hanno ovviamente riguardato tutta la figura. Siccome di conii se ne facevano più di uno per uno stesso anno, probabilmente nel 1915 su due conii si è verificato l'errore "doppio conio". E' fatto molto raro. Un errore simile si è verificato negli USA nel 1984 con il penny Lincoln “doppia orecchia” o ancora prima nel 1955 con il famoso penny 1955 doubled die. Quest’ultimo errore ha riguardato però tutto il rovescio della moneta e l'effetto sdoppiamento aumenta man mano che ci si allontana dal centro.
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  32. Mi accodo!! ;) Una bella moneta così fotografata potrebbe appellarsi al tribunale supremo della Numismatica :D Non c'è bisogno di scontornare la moneta. L'importante è fare una foto gradevole e leggibile, che poi lo sfondo non sia da catalogo poco importa... si guarda la moneta non lo sfondo ;)
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  33. La rarissima medaglia fusa è stata realizzata il 30-03-1842 da Luigi Mainoni , per celebrare e ricordare il matrimonio tra tra Francesco V e Aldegonda di Baviera, celebrato nella Chiesa di Ognissanti a Monaco di Baviera. La medaglia di grandissimo modulo è un vero gioiello!!! La scheda relativa è presente in catalogo la seguente link: http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME58A/34
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  34. Ciao, la Legio I Minervia (in seguito Pia Felix) è stata creata da Domiziano probabilmente nell'82 d.C. per una spedizione contro i Catti. Fu dedicata a Minerva, divinità cara allo stesso imperatore (e nume guerriero...) ed un altro simbolo era l'ariete. La prima onoreficenza è dell' 88 d.C. : supporta l'imperatore durante la rivolta di Saturnino e diventa PIA FIDELIS DOMITIANA "leale e fedele a Domiziano" e alla sua morte, PIA FLAVIA FELIX "leale e fedele ai Flavi" (I onoreficenza, quindi). Poco dopo perde l'appellativo "FLAVIA". Delle altre (dovrebbero essercene ben altre 6!) non ho trovato traccia ma ritengo siano da attribuire alle seguenti operazioni o dedizioni: 89 d.C. impiegata contro i Marcomanni 92 d.C. impiagata contro i Sarmati 101-106 d.C. impiegata in tracia sotto Traiano; successivamente passa sotto Adriano 112-119 d.C. impiagata in Britannia contro i Briganti 162-166 d.C. impiegata nelle guerre parthiche sotto Lucio Vero partecipa alla conquista di Artaxata (Armenia) nel 163 e in quella regione combatte contro gli Alani, inquadrata nell’esercito della Cappadocia, passando poi l’anno seguente nell’esercito della provincia della Syria, partecipando alla presa di Ctesifonte (capitale dei Parti) e all’occupazione di Anthemusia, Edesa (Mesopotamia) e Dausara (?). Rientra in Gallia nel 166 e viene rinnovata nei ranghi da truppe orientali (causa perdite belliche e dovute alla peste). Alcune vexillationes sono impegnate a fasi alterne negli anni dal 171 al 180 nelle guerre contro i Marcomanni (165-175 e 178-180). 173 d.C. impiagata da Didio Giuliano contro la tribù dei Cauci (Gallia Belgica) 193-195 d.C. si schiera e supporta Settimio Severo nelle guerre civili inviando una vexillatio a combattere contro l’altro pretendente, Pescennio Nigro nel 193-194, e nelle successive campagne contro i Parti nel 194-196 e 197-199 (è anche possibile che una vexillatio della LEGIO I MINERVIA abbia accompagnato a Roma Settimo Severo in occasione della sua salita al soglio imperiale nell’aprile del 193). Nel 196-197 la legione è nuovamente coinvolta nella guerra civile, tra Settimo Severo e il nuovo pretendente Clodio Albino (governatore della Britannia), sconfitto nella battaglia di Lugdunum (Gallia Lugdunensis) del 19 febbraio 197, e a cui partecipa una vexillatio della LEGIO I MINERVIA, reparto che da quel momento sostituirà la XIII cohors Urbana di stanza alle miniere d’argento di quella città; questo era probabilmente un premio per i soldati della LEGIO I MINERVIA, che potevano così usufruire delle comodità di una grande città. in seguito serve Elagabaus (cognomen Antoniniana) Tra il 206-208, la LEGIO I MINERVIA invia congiuntamente ad altre legioni della Germania, una vexillatio in Pannonia a causa di una rivolta, mentre nel 208-211 parte della legione si sposta di rinforzo in Britannia per la campagna contro i Caledoni, inserita in un contingente comandato dal proprio legato. Nel 213 la legione è impegnata contro gli Alamanni sull’alto Reno e Danubio. Nel 217 un distaccamento della LEGIO I MINERVIA è ancora in Britannia, probabilmente in modo permanente. Un nuovo contingente della LEGIO I MINERVIA è inviato in Oriente nel 231-232, mentre nel 234-235 la legione è impegnata contro i Germani sul Reno, campagne che proseguono fino al 238, anno nel quale l’imperatore Massimino il Trace è spodestato dal Senato di Roma. Probabilmente la Legio I ebbe un ruolo nella successione di Massimino ai danni di Alessandro Severo infatti ricevette il titolo di MAXIMINIANA che fu rimosso dopo la morte dello stesso. Lapide dedicatoria alla Legio I Minervia Maximiniana Antoniniana colpita dalla damnatio memoriae nei confronti dell'appellativo MAXIMIANA Nel 238 una vexillatio è inviata in Mauretania insieme ad altri contingenti della LEGIO XXII PRIMIGENIA, in sostituzione della disciolta LEGIO III AUGUSTA per rinforzare la frontiera instabile e per delle azioni contro i Mauri, e operando nel 240 contro un tentativo di sollevazione a Carthago (Africa Proconsular) del governatore Sabinianus; nel 242-244 una vexillatio (basata inizialmente a Sirmium o Viminacium) è presente nella campagna in Oriente di Gordiano III contro i Persiani Sasanidi. combatte in Dacia contro le incursioni dei Carpi nel 246. Nel 255 un contingente della LEGIO I MINERVIA è a Sirmium (Pannonia Inf.) e nel 258-259 viene utilizzata contro le incursioni degli Alamanni sul Reno e sul Danubio, e nel nord Italia; questo distaccamento non rientra a Bonna (Germania Inf.), ma si sposta in Illyricum, insieme a vexillationes di altre legioni e reparti ausiliari, ad Aquincum e nuovamente a Sirmium (Pannonia Inf.) per prevenire nuove sollevazioni delle legioni pannoniche recentemente sollevatesi. Questa vexillatio è la stessa che inquadrata con gli altri reparti combatte vittoriosamente contro i Goti sul Danubio nel 267. E’ probabile inoltre che un’altra vexillatio abbia accompagnato l’imperatore Valeriano nella campagna orientale contro i Persiani conclusasi con la disastrosa battaglia di Edesa (Mesopotamia). Nel frattempo, nel 260, la LEGIO I MINERVIA è la prima unità legionaria che appoggia il governatore della Germania Inferior, M. Postumo, nella secessione dell’effimero “impero gallico” durato fino al 274, quando le sue truppe sono sconfitte nella battaglia di Durocatalauni (Gallia Belgica), dalle truppe imperiali legittime. E siamo nel periodo di Gallienus. quindi: nel 296 un esercito appositamente costituito sbarca in Britannia per spodestare il nuovo usurpatore Alletto; di questo contingente fa parte anche una vexillatio della LEGIO I MINERVIA. Va però detto che durante la rivolta di Carausio è verosimile che una o più vexillationes presenti in Britannia abbiano appoggiato lo stesso usurpatore, se è vero che lo stesso emette monete inneggianti la I Legio, simboleggiata dall'ariete a rovescio della moneta. Nel 312 la legione o più probabilmente una sua vexillatio accompagna Costantino I nella discesa in Italia e nella vittoriosa campagna contro Massenzio. Nella riorganizzazione dell’esercito, è probabile che la LEGIO I MINERVIA dia origine ad una legione Ripensis, mentre dai distaccamenti operanti nei Balcani e nell’Illyricum dalla metà del III secolo è formata una legione Comitatensis dal nome MINERVII. Nel 359 la sede di Bonna (Germania II) viene recuperata (dopo che era stata abbandonata o persa nel 351-353 dopo l’attacco dei Franchi) durante la campagna del 356-360 contro gli Alamanni (battaglia di Argentoratum nel 357 in cui forse è presente anche una vexillatio della LEGIO I MINERVIA). Nel 383 appoggia, insieme al resto delle guarnigioni della Germania e a quelle della Britannia, l’usurpatore Massimo (Comes Britanniarum), contro Graziano e Teodosio I, e non si esclude abbia anche appoggiato nel 407 l’ennesimo usurpatore proveniente dalla Britannia, Constantino III. Forse ritirata in Italia abbandonando le difese sul Reno, combatte le invasioni gotiche nel 401-402. fonte : www.roma-victrix.com (ma non esclusivamente) Pertanto di meriti bellici antecedenti al periodo di Gallienus la Legio ne ha raccolti molti. Per il discorso "la legione I Minerva è la prima ad appoggiare Postumo" e perchè Gallienus la onori... forse si appellava alla "lealtà e fedeltà" delle vexillationes che erano sparse nell'Impero Centrale. Considera che nel periodo considerato se la base di una legione era in una regione (in questo caso la Gallia) spesso i distaccamenti periferici costituivano la maggior parte della forza militare disponibile, se si sommano tutte le unità dislocate. E forse si tratta di un appello alle "storiche" virtù di fedeltà della Legio stessa... e alle truppe che erano rimaste sotto il governo di Roma. In pratica quello che fece Carausius circa 40 anni dopo, e che ben rappresenta la variegata distribuzione territoriale delle Legioni e delle vexillationes in tutto l'Impero. In pratica a macchia di leopardo... Ciao Illyricum :)
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  35. Concordo, la busta filatelica avendo i francobolli annullati è esente dalla spese di spedizione.
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  36. http://www.lamoneta.it/topic/29829-come-postare-una-foto-sul-forum/
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  37. Io ho semplicemente allegato la foto ridimensionata. Cliccato su allega e caricata nel messaggio. L ho ridimensionata con il semplice Paint di Windows
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  38. A volte non basta...è vero.Non basta perché nessuno ( anche se ogni tanto qualcuno pensa di esserlo) è infallibile. Il "tutor" più bravo non è quello che non sbaglia mai ( che non esiste in realtà ) ma quello che oltre a rispondere degli errori fatti, li ammette senza farne una tragedia o sentirsene sminuito nella sua conoscenza, anzi...fa tesoro dell'esperienza e non si adagia mai sugli allori. QUELLO è un vero tutor.....gli altri sono solo ciarlatani che lucrano su una spesso immeritata reputazione fatta sulle spalle e le tasche degli altri.....e di esempi c'è pieno....anche qui sul forum....gente che, come i giocatori d'azzardo, sono sempre pronti a vantarsi e ricordare le scarse vincite e dimenticano in fretta ile tante volte che hanno perso....giacche e cravatte piene solo, o quasi, di aria fritta e millanterie , ma che a scavare un po', rivelano la loro vera essenza di incompetenti cialtroni quando non di veri e propri truffatori e approfittatori della credulità altrui....ma tant'è : si vive più di immagine che di concretezza a questo mondo e le loro carriere vanno che è una bellezza...... .....un po' meno da quando il web e la diffusione delle informazioni, hanno dato modo a più persone di fare confronti che , spesso , si sono rivelati impietosi per le suddette giacche e cravatte piene d'aria .......meno male....
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  39. Sembra sia stata utilizzata, come leva, per aprire un barattolo di smalto bianco. Se così fosse ... bastava ovatta imbevuta di acquaragia o trementina. Beh ... ora, dopo il tuo efficacissimo metodo di pulizia, la puoi riutilizzare per lo stesso scopo. :rofl:
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  40. Ciao Francesco, veramente molto interessante questo discorso. Vorrei però porre a te e agli altri una domanda..Ma allora il 10 Tornesi del 1847 testa grande con la firma di Cariello è una moneta alla quale ha lavorato solo lui oppure si ebbe la normale spartizione dei compiti di quegli anni che mi sembra siano, correggimi se sbaglio, Incisore del Dritto, Incisore del Rovescio e Apprendista? Sinceramente non credo che fu fatto tutto da lui e quindi in un certo senso quella è una moneta che non rispetta i canoni del decreto di emissione? Stesso discorso per la Piastra e il 10 Tornesi di Francesco II, poi perchè la firma fu apposta solo sui due pezzi di maggior grandezza e non è presente sugli altri due nominali? Scusatemi tutti se vi pongo continuamente questi miei dubbi esistenziali :P Gaetano
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  41. Ciò che viene mostrato è il modo in cui la terra era divisa tra i coloni. La 500-kronur illustra il processo che le donne impiegate, e 1000-kronur dimostra come l'uomo fatto. Se ricordo male, ed è stato molto tempo da quando ho letto—i coloni femminili ha ottenuto tanta terra come si poteva camminare una mucca intorno in un giorno. Ma controllare questo per essere sicuri! ;) v. --------------------------------------------------- What is shown is the manner in which the land was divided among the settlers. The 500-kronur illustrates the process that women employed, and the 1000-kronur shows how the men did it. If I remember correctly—and it has been a long time since I read it—the female settlers got as much land as they could walk a cow around in a day. But please check this to be sure! ;) v.
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  42. Tutti i paesi nei quali c'è un re o un principe hanno coniato Euro datati 1999-2000-2001. Questo perché in caso di decesso o abdicazione del regnante non avrebbero potuto mettere in circolazione monete con l'effige del re o principe e data successiva a quella della sua morte/abdicazione, mentre non sarebbe stato un problema mettere in circolazione nel 2002 monete datate 1999 qualora il re o principe fosse deceduto o avesse abdicato nel 2001, per esempio!
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  43. :) ...buongiorno a tutti.........ne la categoria di bronzo......questa moneta di luigi XV re di francia..........communissima.......ma estrenamente rara in questo stato di conservazione.........!.. :) .........un mezzo sol di Aix.....di 26mm di diametro,e 6.62 grammi......... LUDOV.XV.DE GRATIA. FRANCIAE.ET.NAVARR.REX.1772
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  44. Allego mio 5 cent in collezione. Conservazione FDC rame rosso. Le fotografie sono da migliorare. Saluti
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  45. Altro giro, altra sezione, altra moneta.... SEZIONE MONETE MEDIEVALI Galeazzo Maria Sforza ( 1466 - 1476 ) - Zecca Milano Nominale : Testone Argento Peso = 9, 61 gr. Diametro = 28, 3 mm. D/ testina GALEAZ M SF VICECO DVX MLI QIT busto del Duca corazzato, borchia dietro la testa R/ PP ANGLE Q3 CO AC IANVE D scudetto con la biscia coronata, sormontato da elmo coronato e cimiero ornato da drago crestato, ai lati tizzoni ardenti con le secchie e le iniziali G3 - M Riferimenti : Crippa 6/B, MIR 201/3, CNI 72 - 73 Descrizione breve : Il testone è una delle monete più rappresentative e ritengo simboliche della monetazione milanese. Si distingue per l'innovazione della tipologia monetaria e per l'iconografia di grande impatto e realismo, di fatto tra le antesignane dei ritratti rinascimentali. Moneta che avevo nella versione più comune, ma che in questo caso si distingue per rarità e per la particolarità che la biscia sia coronata. Segue diritto, rovescio e particolare della biscia coronata.
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  46. Categoria : MONETE CONTEMPORANEE Anno : 1816 Autorità emittente : FERDINANDO IV DI BORBONE (1759-1816) ; REGNO DI NAPOLI Valore nominale : PIASTRA DA 120 GRANA DEL 19° TIPO Peso : 27,53 g. Diametro : 38 mm Metallo : ARGENTO Descrizione del dritto : BUSTO A DESTRA DEL RE FERDINANDO IV Descrizione del rovescio : STEMMA CORONATO TRA STELI DI GRANO Descrizione del taglio : PROVIDENTIA OPTIMI PRINCIPIS Catalogazione : GIGANTE 75° Note storiche e numismatiche : SIGLA R DAVANTI LA DATA – ESEMPLARE RIBATTUTO Provenienza : COLLEZIONE PRIVATA
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  47. Forse è' solo la mia immaginazione ma ruotando il rovescio di circa 150 gradi mi pare si corta un'aquiletta. Quelle che ora si scorgono in alto e in alto a sinistra dovrebbero essere le zampe, nel qual caso si tratterebbe di un sesino del tipo San Lodovivo /aquila della zecca di Tresana di Guglielmo I Malaspina (1528-1580), CNI 39/48. Il volto al dritto appunto sarebbe quello di San Lodovico imitante il Volto Santo che compare sui quattrini di Lucca. Poi magari ho preso un abbaglio clamoroso (troppo sole.... Troppo caldo...) ... e quella al rovescio e' proprio una L tipica dei quattrini di Lucca.
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  48. Francesco il punto è che un comitato di valutazione in Ebay esiste già, e nel regolamento esiste anche il divieto di vendere monete false, ed ogni utente può e dovrebbe segnalare i casi in cui qualcuno pone in vendita monete false senza che ciò venga specificatamente venduto come tale.. ma il problema è un altro, anche se mettessimo dei numismatici professionisti pronti a giudicare tale materiale (ebay si muove solo dopo "denuncia" di qualche utente, così come fanno del resto anche le forze dell'ordine nella vita reale) sappiamo bene che stanno circolando ovunque monete false realizzate sempre meglio e spesso da semplici fotografie neanche per noi del forum è possibile stabilire al 100% se sia autentica o meno, dopo aver valutato, discusso e rivalutato foto ad elevata risoluzione.. perciò l'assistenza di ebay non può rimuovere un'inserzione senza essere sicura che ciò sia falso al 100%.. e poi sappiamo che molti venditori inseriscono immagini poco chiare di ciò che stanno vendendo, scattate anche con un semplice cellulare.. poi tanto se Ebay chiude l'inserzione il truffatore di turno tornerà ad inserire la moneta prima o poi perchè nessuna legge nazionale gli vieta di vendere monete false... L'unica vera soluzione sarebbe quella di prendere a calci nel c**o i nostri politici e far si che venga fatta una legge in parlamento contro i venditori di tale materiale numismatico, che le monete false debbano portare su impressa la parola FALSO, così come per legge hanno approvato la lotta alle borsette di marca fasulle.. ma purtroppo sappiamo che in parlamento fanno solo le leggi che servono a loro, le multinazionali li hanno tutti a libro paga, perciò loro vengono subito tutelate, ma noi nel nostro piccolo cosa potremmo offrire ai politici in cambio di una semplice e chiara legge che ci tuteli?! Ecco cosa possiamo fare!! Cominciamo a raccogliere le firme nei convegni numismatici ed in tutte le fiere in giro per l'Italia frequentate dai collezionisti numismatici, o anche in tutti quei posti frequentati da persone sensibili alla tutela e salvaguardia del nostro patrimonio storico italiano, per poi poter presentare in Parlamento una Legge di iniziativa popolare contro i falsari numismatici e le loro patacche, i falsi dovranno avere ben chiara la parola FALSO impressa in maniera indelebile su di essi!! A tele scopo occorrerebbero 50.000 firme. Solo facendoci sentire concretamente a Roma potremmo sperare di ottenere qualcosa, ma se invece continuiamo ad ingoiare bocconi amari senza batter ciglio al di fuori del nostro forum dove bene o male tutti siamo a conoscenza di questo grave problema, allora state pur certi che nel giro di qualche anno assisteremo alla reale fine del collezionismo numismatico!!
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  49. L'uomo che ha posto in vendita quel 5 euro che ha poi fatto lievitare fino alla folle cifra di 133.000 euro sono convinto abbia voluto dimostrare come l'Italia sia piena di persone stupide, che siano capaci di bersi qualunque assurdità gli si ponga avanti agli occhi.. è bastata una finta asta per far scattare la speranza di tutta quella gente di guadagnare migliaia di euro con una semplicissima banconota da 5 euro.. E c'è chi ancora non ha capito che altro non era che uno scherzo, ed ancora tenta di vendere il suo 5 euro presentandolo come farebbe il miglior venditore di materassi a molla della tv.... che pena....
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  50. "movendo da Ravenna, attraversai a nuoto il Po, l’Adige, il Brenta, il Piave, il Livenza, il Tagliamento: passai attraverso le Alpi Carniche appendendomi agli anfratti della montagna. Nel Norico attraversai la Drava, tra i Breuni l’Inn, in Baviera il Lech, in Alemannia il Danubio, in Germania il Reno; e, oltrepassate la Mosella, la Mosa, l’Aisne e la Senna, la Loira e la Garonna, i più grandi corsi dell’Aquitania, raggiunsi i Pirenei, coperti di neve nel mese di luglio. Allora procedevo per lunghi tratti in mezzo a genti barbare, spossato dal viaggio o dall’eccesso di cibo, nel freddo dell’inverno e animato da una Musa non so se ghiacciata o ubriaca: novello Orfeo con la mia lira, dicevo parole alla selva e questa mi rispondeva con la sua eco." (Paolo Diacono - Storia dei Longobardi) Da Ravenna ad Aquileia, attraverso la via Popilia e la Via Annia : http://www.fondazionepremioaltino.it/la%20...de%20romane.htm Da Aquileia al Passo Monte Croce Carnico attraverso la via Iulia Augusta : http://www.iulia-augusta.com/index_frameset Per un'interessante descrizione del percorso della Via Iulia Augusta e di quanto rimane di questa rintracciabile (soprattutto al passo Monte Croce Carnico) : "le strade di Aquileia. Nuovi itinerari tra Friuli e golfo adriatico", editrice Goriziana. Un documento già comunque ricco di notizie storiche ed archeologiche sulla via Iulia Augusta : http://www.vicoacitillo.net/senecio/sag/strada.pdf Preciso, ma lo leggerai nei documenti indicati, che la denominazione Iulia Augusta per la via da Aquileia al Norico (tragitto d'uso già nella preistoria) è una definizione convenzionale del Gregorutti a fine '800, da non confondere con la via Julia-Augusta (effettiva via consolare) da Placentia ad Arelate. Mi fermo perchè mi sembra Ti interessi essenzialmente il percorso in Veneto e Friuli. Un buon libro, agile e divulgativo in generale : "le strade dell'Italia romana" del TCI. Se Ti interessa qualcosa in particolare sulla Via Annia...c'è solo l'imbarazzo della scelta tra siti internet e libri, grazie anche al recente progetto di valorizzazione interregionale. Un esempio : http://www.fondazionepremioaltino.it/la%20...ia/pag.%202.htm Altro sito, molto dettagliato : http://eleri.interfree.it/ilterzonano/Roma/Annia.html
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