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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/07/14 in tutte le aree
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Grazie per l'informazione, davvero gentile. Ne ho tre su quattro: Diritto: S • M • V • PAVL • RAINER Sopra linea orizzontale che divide la legenda a sinistra, il leone alato e nimbato, in piedi a destra, con la testa di fronte e la zampa anteriore sul libro aperto ; a destra, il Doge genuflesso rivolto al leone, tiene la destra contro il petto e con la sinistra il vessillo sormontato da croce e con banderuola a destra. In esergo *6* cerchio perlinato. Verso: * DEFENS •- • NOSTER * Sopra breve linea orizzontale, il Redentore, in piedi di fronte, benedice con la destra e tiene il Vangelo con la sinistra; il capo nimbato esce dal c. perl. e divide in alto la leggenda. Esergo vuoto. (descrizione desunta da CNI) presente nella collezione Reale gr. 0,76, Museo Correr, Museo Bottacin di Padova, collezione Papadopoli. Un esemplare venduto da Heritage the Eric P. Newman collection Vendita 24.4.2014 lotto n. 16302; conservazione dichiarata MS 63 per $ 150 (115 euro). Bibliografia: CNI vol. VIII, 531, 133. Tav. XXXIV-14; Nicolò Papadopoli Aldobrandini Le monete di Venezia, Vol. III n. 83 Il CNI repertoria un solo conio per il "bezzo". potrei iniziare una piccola raccolta di monete di Venezia, incentrata sulle divisionali. Sinceramente quando mi sono state regalate le avevo molto sottovalutate per interesse artistico-numismatico, invce, molto grazie al vostro contributo, le vedo sotto un'altra luce... un buon inizio potrebbe essere completare la serie delle emissioni del bezzo, intanto mi compro una bilancina di precisione al centesimo di grammo.5 punti
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Vorrei ripartire dall’articolo di Suarez, per la verità scritto piuttosto male. Ha fatto un doveroso preambolo storico, che però è poco comprensibile e quindi ho rinunciato a tradurlo. Preferisco riportare sotto un minimo di inquadramento storico, partendo praticamente dallo stesso punto di Suarez, ma con uno svolgimento più comprensibile. Nel 473, Leone in punto di morte scelse suo nipote Leo II, che aveva 7 anni, come successore. Il padre di Leone II era Zenone (che inizialmente era stato respinto per la successione al trono in quanto era solo il suo genero, per mezzo del matrimonio con sua figlia Ariadne). Appena Leone morì, nel 18 gennaio, poiché il figlio era troppo piccolo, Zenone fu convinto dalla moglie Ariadne e dalla suocera Verina, ad essere proclamato co-imperatore. Solido di Leone II, coniato a nome di «Leone e Zenone Augusti perpetui»; appartiene al periodo in cui Zenone e suo figlio furono imperatori insieme, tra il 9 febbraio e 17 novembre 474 Verina, vedova di Leone e imperatrice ancora titolare, non si sentiva pronta a essere messa in disparte e non amava il genero, anche in quanto di origini barbariche, essendo isaurico (all’interno dell’Anatolia). Nello stesso anno, nel 17 novembre, morì Leone II, e Zenone divenne unico imperatore. Nel frattempo Verina aveva iniziato a frequentare il suo amante, Patrizio, che era Prefetto. Zenone sospettò che Verina e Patrizio volessero sposarsi solo per scatenare una guerra civile, con lo scopo di favorire Patrizio come nuovo imperatore. Verina era una donna intelligente e molto intrigante. Lei tramò una congiura e chiese aiuto al suo fratello Basilisco, facendo leva anche sui sentimenti anti-isaurici della popolazione a Costantinopoli [nulla di nuovo nella storia, se pensiamo agli attuali contrasti tra i turchi e i curdi]. Basilisco riuscì a convincere anche il generale ostrogoto Teodorico Strabone e il generale isaurico Illo a stare dalla loro parte. Nel gennaio 475 Zenone dovette fuggire, assieme alla moglie Ariadne, riparando in Isauria. Nonostante la vittoria, i congiurati presto si misero in contrasto fra di loro e Basilisco si proclamò imperatore, mettendo a morte Patrizio, il candidato di Verina. Non contento, Basilisco fece massacrare tutti gli Isaurici che erano rimasti a Costantinopoli, in questa maniera alienandosi le simpatie di moti suoi generali, come Illo. Tuttavia, dal momento che Zenone era riuscito a fuggire con la cassa imperiale, Basilisco si trovò a dover imporre pesanti tasse e per di più, sostenendo i monofisiti, perse l’appoggio della Chiesa costantinopoliana, che era calcedoniana. Si crearono quindi condizioni favorevoli per il ritorno di Zenone al trono imperiale. La lotta contro Basilisco si risolse a favore di Zenone. Nell’agosto 476 Basilisco, che era fondamentalmente un imbecille, si arrese davanti alla solenne promessa che non venisse sparso il sangue suo e della sua famiglia. Zenone acconsentì e si limitò a mandare il deposto imperatore con la sua famiglia in una fortezza in Cappadocia, dove poi morirono per inedia all’interno di una cisterna…. Con Verina invece fu clemente, riconciliandosi con lei, che però continuò a dargli filo da torcere fino a che Zenone, spazientito, non la fece imprigionare in un convento. Gli anni successivi videro numerosi eventi, anche molto complessi, come la rivolta di Marciano, nel 479, e soprattutto di Illo, nel 484-488. Illo, come già visto, era un importante generale di stirpe isaurica, inizialmente alleato di Basilisco, per poi passare all’altra sponda, continuando però a tenere come proprio ostaggio il fratello di Zenone, Longino. Aveva molto successo presso la popolazione e nel 483 fu incaricato da Zenone di prelevare Verina. Ma egli, che era in contrasto con Zenone, non condividendo la sua posizione monofisista, decise di allearsi con Verina, rompendo i rapporti con l’imperatore, il quale gli inviò contro, con un esercito imperiale, un suo generale, Leonzio, di origine siriana. Ma Illo riuscì a convincere Leonzio a stare dalla sua parte e, conoscendo la perdurante antipatia del popolo di Costantinopoli verso gli Isaurici e la debolezza politica di Zenone, decise di non prendere per sé la porpora imperiale, ma di elevare al trono proprio Leonzio, che fu coronato a Tarso nel 19 luglio 484, per mano dell’imperatrice madre Verina, che non vedeva l’ora di riprendere il potere. Lei ordinò ai governatori delle diocesi di Oriente e di Egitto di accettare l’usurpatore come imperatore. Leonzio fu riconosciuto ad Antiochia, dove entrò il 27 luglio e dove approntò le monete a suo nome, prima di fronteggiare la reazione di Zenone. L’esercito di Zenone, composto soprattutto da truppe romane e ostrogote, comandato dal goto Giovanni Scita e dall’ostrogoto Teodorico l’Amalo, investì Antiochia e nell’8 agosto riportò la decisiva vittoria, costringendo Leonzio e Illo a rinchiudersi nella fortezza di Papurius, dove gli insorti resistettero per quattro anni. Nel 488 la fortezza cadde, per tradimento, e Illo e Leonzio furono catturati e decapitati e le teste inviate a Zenone. E Verina? Nello stesso anno 484, poco dopo la proclamazione dell’usurpatore Leonzio, Verina dovette seguire la ritirata di Leonzio e Illo, diretti verso Antiochia. Mentre si trovava ancora in Isauria, Verina morì, apparentemente di morte naturale…. Da questa ricostruzione storica appare evidente come Leonzio abbia avuto ben poco tempo a disposizione per approntare una emissione aurea in solidi. Era rimasto ad Antiochia sì e no per un paio di settimane, dal 27 luglio all’8 agosto 484. Appare evidente l’estrema rarità dei solidi a suo nome. Circa i piccoli nummi in bronzo, coniati in maniera molto grossolana, è possibile, come suggeriva Suarez, che siano stati coniati per lo più durante i quattro anni nella fortezza di Papurius, anche se bisogna tenere conto delle grandi ristrettezze economiche…. Inoltre Suarez annota: “Nel 1922 un tesoretto di monete di bronzo del V secolo fu trovato in Alessandria. Il tesoro fu infine studiato 50 anni più tardi e un paio di loro ha rivelato un nuovo monogramma che indicava la firma di Leonzio. Ma i loro diritti non apparivano chiari e quando, nei primi anni ’90, fu compilato il X volume RIC per quel periodo, Kent sentiva la prova troppo fragile così ha provvisoriamente riassegnato le monete al regno di Leone I e teorizzato che il monogramma potrebbe essere proprio una stranezza della zecca alessandrina”. Tuttavia, nell'articolo Celator, Suarez ha ipotizzato che potrebbe stare sia una corruzione del nome Leonzio o piuttosto, come propende, che il nome sia quello di Zenone. Per completare la panoramica chiederei la scansione dell’articolo di Walker su Spink Numismatic Circular, se qualcuno possiede quel numero. Al momento mancano ancora prove per una sicura attribuzione di nummi a Leonzio e l’unica speranza è quella di individuare lettere più chiare al diritto, oltre alle due già individuate da Suarez, abbinato al famoso monogramma con T.4 punti
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Penso di conoscere abbastanza il sistema delle aste.....Una assegnazione di un lotto ad un solo euro in più della seconda offerta ricevuta è una presa in giro nei confronti di chi ha fatto quella offerta. Se il,margine c'è (es. 200 e 300 euro) la moneta dovrebbe essere aggiudicata a 220, ovvero al 10% in più, o a 210 nel caso lo scatto sia di soli 10 euro. Aggiudicare a 201 secondo me non è professionale, non siamo su ebay.... Ricevere poi un report con le offerte ricevute, se mancante dei dati anagrafici degli offerenti, è assolutamente privo di valore in quanto la ditta potrebbe scrivere ciò che vuole. Le aste, normalmente, sono di circa 1500 lotti, dei quali il 70-75% vengono aggiudicati. Tolti quelli che vengono acquistati in sala o live e quelli venduti alla base sarebbero circa 500/600 lotti quelli per i quali ci si dovrebbero inventare offerte inferiori a quella vincente: due ore di lavoro... Da quello che leggo su questo forum, tanti sono i collezionisti che portanto a casa le monete di loro interesse a meno di quanto offerto, segno che non tutti i venditori fanno i furbetti e rispettano le offerte ricevute come massimali. Se qualcuno non si comporta bene deve essere il collezionista ad attivare una politica di difesa. Come ? Non inviando più offerte a quella ditta, semplice.3 punti
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Ciao a tutti. Stavano per farla franca, ma non hanno fatto i conti con la coppia di numismatici più temuta dai falsari; Riccardo Rossi, alias RR (o, secondo alcune cronache non ufficiali, noto anche come “Mago Ecchecà”), perito numismatico e impiegato modello di UNICREDIT, Agenzia di Assemini (CA); Domenico Luppino, alias elledi, meglio noto negli ambienti numismatici come “il mastino della zecca”, ufficiale Superiore della Guardia di Finanza, in servizio presso il Comando Regionale Sardegna. Insieme hanno stroncato uno spaccio di dollari statunitensi falsi, che non era stato rilevato da un certo numero di Banche e di beneficiari della Sardegna, che ne erano venuti in contatto senza accorgersi di nulla. Ma quando i “verdoni” da 100 dollari sono stati presentati da un inconsapevole correntista che voleva cambiarli, allo sportello presidiato da Riccardo, la falsità di quei dollari è stata scoperta. Contrariamente a quanto avevano ritenuto altre Banche, che non solo avevano cambiato quei biglietti ma li avevano anche consegnati ad ignari correntisti diretti negli U.S.A. (che poi hanno avuto laggiù non poche “rogne”), Riccardo si è subito accorto che qualcosa non andava e che quei dollari, ancorchè perfettamente imitati, avevano dei particolari che non lo convincevano; un ulteriore verifica ed il consulto con Domenico ed il raggiro è stato smascherato, con grande imbarazzo per quelle Banche che li avevano battezzati autentici. Quest'oggi, il quotidiano locale “L'Unione Sarda” a pag. 14 ha dedicato ai nostri eroi un articolo che potete leggere di seguito: Complimenti ad entrambi. Michele 2014070427859105.pdf2 punti
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secondo voi vale la pena mettere in collezione questa moneta (R3) in questa conservazione e con il foro oppure no? e se si quale giusto prezzo paghereste?2 punti
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Dalle foto i graffi mi sembrano in profondità e non in negativo, sembra quindi una 'raspata' maldestra, non una spazzolata di conio, caratterizzata da segnetti in rilievo paralleli in più direzioni, ma sempre in rilievo In effetti ultimamente bella bella non è comparsa in asta e i miei commercianti di fiducia non l'hanno proposta La mia la presi a un ottimo prezzo da un negozio di Parma diversi anni fa in cui capitai per caso dopo un colloquio di lavoro (finito peraltro non come avrei voluto!), ed è una delle poche monete tenute inbustate proprio in vista di un possibile agevole futuro cambio... sia mai che capiti un bel FDC spettacolare... ma ancora non è capitato Per me la vera difficoltà è trovare il 1/4 di Rupia 1913 FDC, i 2 che ho visto (uno nella De Micheli se non ricordo male) erano porosi e ben lontani da essere FDC2 punti
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Le foto potrebbero ingannare ma per esperienza personale, queste monete bello specifico, sono tra quelle che presentano in modo piu' costante tracce di "Spazzolatura di Conio". Premesso che senza vedere "alla mano" questo esemplare viene difficile rilevare entita' e presenza di quei segni in legenda, resto dell'idea che si tratti appunto di una spazzolatura di conio, visibilmente marcata. Evitiamo di confondere la c.d. "Spazzolatura del Conio" (le cui tracce sono in RILIEVO, ovviamente) menzionata da Renato, attuata in pre-coniazione, ed oggetto della discussione in questo post, con la "Spazzolatura del Tondello" (che lascia tracce in incuso)... Pratica ben poco utilizzata su questa monetazione o selvaggiamente praticata da un neofita od una persona poco avvezza alla numismatica, post-coniazione, con l'intento di "pulire-lucidare" una moneta.... Altrimenti si corre il rischio di dare un'idea poco chiara ai giovani che seguono da poco il forum o che si avvicinano da poco alla numismatica in generale. Qui si stava accennando ad una palese "Spazzolatura di Conio", da me esplicata nel precedente post. Inviato dal mio iPhone utilizzando Lamoneta.it Forum2 punti
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Per la precisione è per la metropolitana di NYC, è stato emesso nel 1953 quando dopo vari aumenti non era più possibile gestire i tornelli con solo nikel e dime, e con la tariffa a 15c decisero di fare questo gettone che non avrebbe risentito dei futuri aumenti del prezzo della metropolitana.2 punti
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@@ilcollezionista90, la riprodudione di una moneta mutata in gettone. :rofl: :rofl: :rofl:2 punti
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Veramente fantastica questa storia del Ciulla, e se ce ne saranno altre, siamo tutto orecchie ovviamente..... In attesa di altri contributi nel tempo, e lo spero, passo però già come da tradizione a ringraziare chi è intervenuto finora, lo meritano, per l'impegno, il tempo occupato, per la passione a divulgare a tutti , quindi grazie già da ora a : @@Giovanna @@Littore @@rorey36 @@dizzeta @@eracle62 @@fofo @@ambidestro @@angel @@miroita @@417sonia @blaise @Parpajola @adolfos @petronius arbiter @centurioneamico @aleale, sperando in futuro in altri ringraziamenti, ovviamente ringraziamo anche chi ha seguito, letto, apprezzato anche col proprio consenso finora, ovviamente le discussioni non terminano mai, continuano......2 punti
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A grande richiesta Paolo Ciulla, di cui possiamo vedere un ritratto in allegato. In verità non avevo in programma di parlare di lui, bensì di un altro falsario (poi vi beccate anche quello, che credete ) ma lo faccio più che volentieri Era nato a Caltagirone nel 1867, da una famiglia alquanto agiata. Erano, per la Sicilia, gli anni immediatamente successivi alla “rivoluzione garibaldina”, un periodo di continue manifestazioni di piazza, di fermenti sociali e politici che i notabili di sempre strumentalizzavano con il fine gattopardesco di cambiare tutto per non cambiare nulla. Il giovanissimo Paolo Ciulla respira quest’aria di rivolta, si nutre dell’ideologia socialista, diventa un capopopolo e punta il dito contro l’alta società, con tale entusiasmo che non può non farsi dei nemici. Un'ideologia, quella socialista, a cui si rifarà qualche anno più tardi quando, diventato un abile falsario, "una pioggia di benefiche e anonime banconote entrò nelle case di molti bisognosi di Catania e della provincia, ma molte di più si posarono su tram, carrozze, treni e piroscafi, percorrendo il vecchio e il nuovo mondo. Nessuno ebbe il sospetto che fossero false". Nasce da qui la sua nomea di "falsario caritatevole" sorta di "Robin Hood de noantri" che ammanta la falsificazione delle banconote di vaghi significati politici, o meglio cerca attraverso di essa una sorta di vendetta personale contro le istituzioni che, secondo lui, avevano tarpato le ali alla sua vena artistica, per contrastare il suo impegno politico a favore degli umili. Gli studi e l’attività artistica, che da Caltagirone l’avevano condotto a Roma, a Napoli e ancora a Catania, erano in effetti finiti per arenarsi miseramente, soffocati da personaggi altolocati che non esitarono a denunciare la sua presunta, e mai del tutto accertata, omosessualità, pur di sbarazzarsi di lui. La sua prima falsificazione è quella del biglietto da 100 lire della Banca d'Italia. Disponeva di tanti differenti clichés, di un'ottima carta, e disegnava la filigrana con una materia grassa. Tra la fine dell'800 e i primi anni del nuovo secolo, passa a falsificare anche i biglietti da 25 e 50 lire, ed estende la sua attività dalle banconote della Banca d'Italia a quelle del Banco di Sicilia. Vive da gran signore, ricco di denaro buono guadagnato col denaro falso, e sebbene la polizia sospetti di lui e perquisisca più volte la sua casa, non riesce però ad incastrarlo. Quarantenne, Ciulla lascia l'Italia per Parigi, dove si dice che abbia conosciuto Picasso e Modigliani e lavorato al Louvre come copista grazie a una certificazione rilasciata dall’Académie de Beaux Arts, quest’ultima documentata. Ma della Francia si stanca presto, e salpa così da Le Havre per l'America del Sud, prima San Paolo del Brasile, poi Buenos Aires, dove riprende la sua attività preferita, falsificando biglietti da 50 pesos. Scoperto, viene internato addirittura in un manicomio criminale, dal quale viene dimesso nel 1916 e obbligato a rientrare in Italia. Qui, sebbene sia diventato quasi cieco, impianta di nuovo, a Catania, con alcuni complici, un laboratorio in cui si dà alla falsificazione, per la prima volta, anche dei biglietti da 500 lire. E' in questo periodo che inizia a distribuire alla povera gente banconote da 500 lire, tutte rigorosamente false, ma talmente perfette da ingannare anche i più esperti funzionari della Banca d'Italia. La sua avventura finisce nel 1922 per colpa di un suo "cliente". Questi, dopo aver appena ritirato un pacco di banconote false, va al bar, ordina un caffè e, preso da mania di grandezza, lascia alla cassiera una mancia di 1.000 lire (poco meno di 1.000 euro di oggi), ovviamente false. La cassiera, insospettita da una generosità che rasenta la follia, mostra i biglietti ricevuti al padrone, che avvisa la polizia che ritrova il "cliente" e può da lui risalire al fabbricante del denaro falso. Ciulla viene arrestato alle 8 del mattino del 17 ottobre 1922, mentre sta uscendo dalla sua casa. Oltre alle vernici, alle risme di carta e una grande quantità’ di cliché, vengono trovati e sequestrati anche 96.439 biglietti da 500 lire “Barbetti con matrice” per un valore di circa 48 milioni di lire, cifra paragonabile a circa 45 milioni di euro, piu’ 1.750 biglietti dello stesso taglio non ancora rifiniti. Processato nel novembre 1923 viene condannato a 5 anni di carcere e 5.000 lire di multa, condanna confermata dal processo d'appello nel 1925. Ma Ciulla nel frattempo è prossimo a tornare in libertà per buona condotta. Nonostante abbia beneficato molti bisognosi, all’uscita dal carcere nessuno lo aspetta. Smarrito, inizia a girovagare per Catania, fino a che un soldato di leva proveniente dal continente, gli chiede dove vuole essere accompagnato e quindi lo conduce alla stazione ferroviaria, dove prende il treno per Caltagirone. Viene ricoverato all’ ”Ospizio per i mendicanti” gestito dalle suore, dove, ormai completamente cieco, muore il 1° aprile 1931. petronius2 punti
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Sto approfondendo di recente le cause di tale difetto. Magari appena possibile pubblicherò una ricerca sull'argomento. Posso solo dirvi una cosa....... da ciò che vi sto per scrivere capirete dove voglio arrivare.... dipende tutto dalla tecnica di imprimitura e godronatura dei tagli. Come controprova basti pensare che sulle medaglie borboniche coeve i graffi non ci sono....... perché le medaglie hanno il taglio liscio. Altra particolarità. ..... la piastra di Francesco ll di Borbone del 1859 non hanno graffi.... dico bene? In queste ultime troviamo il taglio con la scritta in rilievo anziché in incuso. Forse ci sono arrivato. Devo solo verificare alcune cose nell'archivio di stato di Napoli.2 punti
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Ciao ragazzi sono nuovo nel forum e ho deciso di iniziare una collezione di monete commemorative da 2. In realtà già da alcuni anni collezionavo monete circolate ma ora le vorrei tutte in FDC. volevo sapere se le monete commemorative che vendono ai banchetti di numismatica sono realmente in FDC e soprattutto se il loro prezzo è nella norma o se sono gonfiati. Ad esempio ho preso i 2 comm Slovacchia del 2009( quelli con la campana) e li ho pagati 6. Su internet li trovi a meno. Il loro prezzo è corretto? E se li dovessi comprare da internet da quali siti potrei acquistarli? Senno oltre che internet dove potrei prenderli?1 punto
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Nel tratto della via Appia pochi chilometri a Sud di Roma , famosissima e prima via consolare costruita per ordine di Appio Claudio Cieco nel 312 a.C. inizialmente lunga fino a Capua per favorire la penetrazione romana verso il Sud , nel tratto che collega Albano Laziale ad Ariccia a circa al miglio XXV da Roma , si può visitare la costruzione detta il “Sepolcro degli Orazi e Curiazi” . Si tratta di un monumento forse simbolico , è stato realizzato infatti , in una data imprecisata dell’ età repubblicana , non in età arcaica , come lascerebbe intendere il suggestivo nome relativo al famoso fatto d’armi forse leggendario tra i tre gemelli romani e i tre albani per stabilire dopo lunga lotta , chi delle due citta’ Roma o Alba Longa , dovesse avere il sopravvento sull’ altra . La possibile urna all’ interno non contiene nulla che faccia pensare ad un sepolcro , tanto che gli studiosi parlano di monumento commemorativo . Lo zoccolo del mausoleo , di dimensione notevolissima , è a base quadrata di ben 15 metri per lato . La struttura del monumento , secondo alcuni storici , è la ricostruzione in terra laziale della mitica tomba di Porsenna a Chiusi , descritta dagli antichi scrittori Terenzio Varrone e Plinio il Vecchio , ma probabilmente si sbagliarono , confondendo la tomba con una serie di labirinti esistenti sotto la citta’ , si dice fosse formata da un grande basamento di forma rettangolare o quadrata , sormontata da cinque enormi coni di cui il centrale piu’ grande rispetto ai quattro coni piu’ piccoli posti agli spigoli ; praticamente questo monumento di Albano ne sarebbe una replica esatta , forse di dimensioni minori . Varie sono le attribuzioni date alla tomba : Leon Battista Alberti l’ha attribuita agli Orazi e Curiazi , ma e’ sicuramente impropria , altri studiosi l’hanno attribuita a Gneo Pompeo ma questa e’ totalmente diversa essendo a forma di alta torre e sorgeva in altro luogo di Albano Laziale , altri ancora all’ etrusco Arunte il figlio di Porsenna , morto nella battaglia di Ariccia combattuta e persa dagli Etruschi , poco distante dal monumento , nel VI secolo a.C. tra gli Etruschi e la lega di Latini e Greci di Cuma alleatisi per contrastare l’ avanzata di questi verso il Centro Sud d’ Italia . L’ipotesi più verosimile vuole che la struttura sia la costruzione della tomba di Arunte figlio di Porsenna , oppure una tomba familiare attribuita agli Aruntii , di origine etrusca e residente in zona certamente ricca , come attestano alcune lapidi trovate , ma rimangono comunque ipotesi , forse potrebbe anche non essere un sepolcro in quanto credo non ne esistono di esempi simili nel mondo funebre etrusco romano , salvo la leggendaria tomba di Porsenna di cui parlavamo prima ; sepolcri , ma di forma cilindrica , su base quadrata di eta’ repubblicana sono noti ad esempio ad Avella in Campania , ma non sono uguali . Di piu’ non si conosce . Come curiosita’ sepolcri di forma conica sono esistiti nelle popolazioni del Sahara antico risalenti a circa 7000 - 4000 anni fa , ma qui siamo completamente fuori tempo e fuori luogo . Il materiale col quale è stato realizzato il monumento è il peperino , pietra vulcanica locale usata abbondantemente per edilizia anche nella Roma repubblicana . Rimane comunque un monumento unico e straordinario come struttura e fascino . Sotto varie immagini del monumento , il cippo originale del miglio XXV della via Appia e Il presunto luogo della battaglia .1 punto
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gran salute a tutti.....una piccola moneta di 15mm,e 0.68grammi...un po tossata,ma con ancora i chiffri in partita visibile.... -_- ...e poi,sempre piaccere vederne una... :D1 punto
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Buona serata I miei migliori complimenti a fedafa :clapping: Meritatissimo il riconoscimento; sei una delle "colonne" del forum. :good: luciano1 punto
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https://www.flickr.com/photos/antiquitiesproject/6507380629/ LESBOS. Uncertain Mint in Asia Minor (c.600-500 B.C.), Electrum Stater, 13.40g. Tortoise. Rev. Two incuse rectangles, one slightly smaller than the other, with irregular surfaces (Rosen 247). Thick flan, very fine, incredibly rare, one of only a few known examples. Purchased from Athena, Munich, 27 September 1988.1 punto
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.... la spazzolatura infatti dovrebbe produrre tracce in incuso sul conio (= asportazione di materiale), le quali a loro volta producono sull'oggetto coniato il loro complementare, vale a dire il rilievo.1 punto
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intanto ti posto questo elenco dell'Archivio di Stato Alla pag. 19, data del 19/10/1590 (non 19/11/1590) puoi leggere Fantin Dandolo. http://www.archiviodistatovenezia.it/siasve/cgi-bin/pagina.pl luciano1 punto
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Questo potrebbe essere un follis bizantino di classe B, o una sua imitazione normanna. Confrontalo con questo: http://www.acsearch.info/search.html?id=6787551 punto
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Il titolo del libro è: A descriptive catalogue of rare and unedited Roman coins, VOl. II Di John Yonge Akerman 1834, pag. 382 - 383, penso liberamente scaricabile Non si riferisce all'oro, in particolare, anche se gli aurei li porta come R41 punto
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Nell’articolo Rasiel Suarez ci racconta, tra le altre cose: ….due bronzi da un tesoro trovato nel 1926 in Qau-el-Kebir, Egitto sono stati individuati e pubblicati in un documento del 1967 da DR Walker. In quello scritto pubblicato due monete di questo tesoro che avevano ciò che in un primo momento sembrava monogramma convenzionale di Leo, ma con l'aggiunta di una traversa che forma una T…….. E poi Riferendosi a questa moneta sotto…. …..La seconda spiegazione possibile è più provocatoria e interessante. Che EN siano i resti visibili della legenda di Zeno. Se è così fosse questo segnerebbe una nuova svolta nella storia della lotta di potere Zeno / Illus. In particolare, avrebbe suggerito all'uomo comune della strada che usava queste monete di basso valore, che un accordo tra i due era stato raggiunto o, in alternativa, che Leonzio fosse stato riconosciuto Zeno….. un precedente più o meno contemporaneo di questo può essere trovato in un altro monogramma AE4 che onora Ricimero incaricato Libio Severo (sul dritto), lasciando pochi dubbi su chi fosse il vero boss…. sul retro.1 punto
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Altro confronto milanese, due filippi di Carlo II bimbo con la madre Maria Anna d'Austria reggente.....1 punto
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Qui invece ancora sempre delle trilline di Via Larga ancora unite in blocchi.....1 punto
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Da quanto si legge su internet sembra una moneta abbastanza rara, per cui ha valore anche in condizioni non ottime e sulle decine di euro se Spl (anche se non mi sembra il tuo caso, ma aspetta pareri autorevoli). Furono coniate (il numero di esemplari è sconosciuto) nel 1870 dopo la sanguinosa guerra della triplice alleanza contro Argentina, Brasile e Uruguay che decimò la popolazione paraguaiana.1 punto
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Bella medaglia, non la conoscevo. Penso sia la prima medaglia italiana a celebrare il servizio antiaereo : fu con la seconda guerra mondiale che divenne operativa la Milizia antiaerea, l'artiglieria contraerea, ecc. Certamente le altane, frequenti a Venezia, si prestavano all'uopo : un fucile '91 aveva un tiro utile di un km. e quindi una salva di fucilate dirette contro un aereo di allora poteva anche causargli danni irreparabili.1 punto
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Ahi...ahi....Pietro, perchè hai pulito, amche se come dici leggermente questa moneta ? a parte il fatto che lo sai benissimo che le monete non vanno affatto pulite......non è che ci stai prendendo gusto ? ... credo che su questo esemplare non dovevi fare nulla !!1 punto
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Dopo una leggerissima e timidissima pulizia con sola acqua distillata, ecco il risultato finale:1 punto
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Ogni tanto mi esce qualche foto accettabile......e questa riesce a mettere in risalto la patina a mio parere davvero bella che ha assunto questa moneta. Come vi sembra?1 punto
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Queste cose accadono perché , a volte, nel mondo compaiono persone che nella vita non hanno nulla quindi passano il tempo a rovinare quella degli altri per sentirsi meno piccoli. E invece dovrebbero andare da un buon psicologo... A ogni modo poi, come vedi, sono cose che, nel breve termine, non lasciano traccia e tutto si ristabilisce, proprio perché realizzate senza un senso, uno scopo, un senso di costruttività.1 punto
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@@maxxi però allora dovrebbe stare sotto i rilievi e non sopra , non ti sembra ? posso sbagliare s'intende ma non mi convince la spazzolatura .1 punto
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Le due monete sono entrambe classificate rare....il 65 per Napoli di conservazione bassa...il 70 per Roma decisamente migliore come conservazione...non penso proprio che sul mercato lo si trovi al 20 euro!! :blum:1 punto
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Beati voi... La mia offerta massima viene sempre superata e anche di brutto!1 punto
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@@Giov60 Ciao, ti rispondo alle tue più domande........" domando a gionnysicily (che ha esperienza di restauro) e ad altri utenti del forum con adeguata competenza se non sia un trattamento a base di acidi forti a "sciogliere" (mi si passi il termine) il metallo e a dare un'apparenza impastata a molti particolari (stante un D/ già corroso di suo o per la ruggine). Certo sarebbe ben strano un falso con un D/ da "cera persa" ed un rovescio da pressofusione! Impossibile che gli acidi possano creare sfere perfettamente rotonde , poiché dette sfere si creano SOLO da aria imprigionata in un processo di fusione. O da un conio fuso (moderno) sempre che un po di aria sia rimasta nel processo di fusione. creando nel primo caso bolle di aria nel gesso refettario e colando l'argento riempe tutti i punti che prima erano bolle e ora sono in argento (questo e l'esempio del deca in discussione). In effetti variano le dimensioni . Tutto dipende nella fase se e stato vibrato o in un sottovuoto. Pertanto gli acidi non c'entrano niente, semmai dovrebbero causare forti corrosioni artificiose. Diverse sono i (grumi ) da conio aqrrugginito . qui purtroppo le opinioni sono diverse . Chi crede ai coni arrugginiti e chi non crede. Tempo fa ho espresso la mia e credo che i conii per coniare grosse monete come i decadrammi , difficilmente potevano essere in bronzo . Il ferro lo conoscevano bene e sapevano anche temperarlo. I grumi da ruggine non sono riproducibili ,proprio per la loro differenza naturale che riproduce i grumi dal conio arrugginito . Infine penso che ci sia un po di confusione sulla stranezza che il dritto a cera persa ed il rovescio in un altro modo. una fusione a cera persa e una moneta fusa a cera persa. La pressofusione non credo che la usassero , perché gli mancava la pressione per iniettare il metallo fuso in uno stampo in metallo. Cosi si deve parlare di Microfusione ,che è il metodo della cera persa. Spero di aver esaudito i tuoi quesiti .1 punto
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Molto bello, con la legenda abbastanza chiara, mi sembra manchi il punto prima della I della sigla I.V.1 punto
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Taglio: 2 Cent Nazione: San Marino Anno: 2004 Tiratura: 1.395.000 Condizioni: bb+ Città: Trieste Note: mancante :yahoo:1 punto
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Si tratta di una variante nota del 1779, peraltro facilmente distinguibile dalle altre dello stesso anno per il fatto che è l'unico conio (noto ad oggi, che sappia io) che presenta l'interruzione della legenda sopra la testa. Il Pucci la cataloga al n° 338 ed il Bellesia, nei suoi studi apparsi su PN nel 1997-98, al n° 69. Oltre all'esemplare di Thesaurus forse in rete puoi trovare ancora l'esemplare apparso in Artemide 7/2011 n° 394. Ti allego l'immagine della mia, che poi è quella di Thesaurus .... il colore non è quello, la foto è stata fatta senza correggere la temperatura del colore, in realtà è color argento tendente al plumbeo con bella patina. Circa la tua a prima vista non mi sembra abbia particolari che facciano pensar male... anche perchè la conservazione non è proprio il suo forte... tuttavia è sempre rischioso giudicare da una foto.1 punto
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In realtà è un carrarino con il segno Z dello zecchiere di Francesco II da Carrara (1390-1405), figlio di Francesco I. Lo si riconocse perchè sul dritto compaiono le lettere F - I (Franciscus Iunior) ai lati del carro. I carrarini del padre hanno invece le lettere F - F. Arka1 punto
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@@Ianva Hai colto nel segno! Amo anch'io fare quei viaggi. Io però ho la paura che le monete si rovinino, anche se si maneggiano con cura.1 punto
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http://it.wikipedia.org/wiki/San_Nicola_di_Bari 9 maggio 1087, arrivo a Bari delle reliquie di san Nicola per mezzo di una spedizione di marinai e sacerdoti baresi, la medaglia in bronzo da 32 mm qui postata venne coniata per commemorare l'ottavo centenario, siamo quindi nel 1887. Spero vi piaccia.1 punto
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Caro Dizzeta, sono testimone, sottoscrivo e confermo l'intenzione nobile di supportarmi economicamente per fronteggiare la vicessitudine che mi ha colpito (mi avevi mandato un messaggio privatamente dove mi proponevi il supporto che non ho voluto accettare). Non sono d'accordo assolutamente che ti debba sentire un "verme" in quanto il mio messaggio é rivolto a persone che conosco personalmente e dalle quali ho comprato diverse monete. Non ho accettato il supporto economico perché grazie al cielo non ne avevo la necessitá e ho potuto provvedere (ho sacrificato l'acquisto di altre monete) anche se l'idea potrebbe essere valida per altri collezionisti sfortunati che in effetti non hanno le possibilitá economiche per affrontare questo tipo di situazioni e ce ne sono: abbiate il coraggio di scrivere. Sinceramente il mio problema non l'ho mai visto dal lato economico ma da un punto di vista etico e morale anche se in effetti alla fine mi é costato e ricordo che ho ancora una sanzione amministrativa di 5250 euro che da oltre un anno é pendente presso il Giudice di Pace. Caro Dizzeta a fine luglio rientreró in Italia temporaneamente, in quanto ad aprile probabilmente avró un altro impegno piú pesante in terre piú lontane e trascorreró un mese di ferie a Camogli nella Tua Liguria e magari incontrandoci potró raccontarti ulteriori dettagli che su questa piattaforma non posso ancora raccontare. Un caro saluto Antonio1 punto
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La bruttissima esperienza dell’amico Antonio mi ha fatto prendere alcune decisioni per me importanti: -mentre prima pensavo che, in caso di necessità o anche per “sostituire” pezzi con esemplari migliori, che avrei potuto “vendere” qualcosa, ora non più! Non venderò. -la mia attuale collezione sarà un regalo ai miei figli; ho redatto un inventario che consiglierò di allegare alla successione con i valori da indicare, la mia speranza è che in futuro esistano leggi più chiare di quelle di oggi e lascerò loro la decisione di farne quello che vorranno. -non consiglierò loro di spendere altri soldi nella numismatica, ho già fatto abbastanza io. Sono sicuro che apprezzeranno la testimonianza storica che ogni moneta rappresenta, dubito che vorranno vendere, perché conosco bene i miei figli, ma chissà alla terza o quarta generazione… Circa la vicenda di Antonio mi sono sentito anch’io offeso e umiliato, nei primissimi giorni della notizia ci fu qualcuno che propose una sottoscrizione e alcuni lamonetiani mi scrissero se potevano inviarmi dei soldi da girare a lui, io risposi che senza autorizzazione dello staff io non avrei raccolto niente ma senz’altro avrei partecipato se fosse partita l’iniziativa (se vado a cercare nella posta potrei risalire anche ai nomi) …ma poi non se ne fece nulla, la discussione fu chiusa e Antonio lasciato “solo”. Il fatto che la discussione fu chiusa anticipatamente fece sì che il “problema” restasse solo a lui. Oggi sono contento di sapere che bizerba ti sia stato vicino. Io no, ma ti ho avuto sempre presente e oggi mi sento un verme per non essere stato capace di esprimertelo. Mi dispiace perchè quello che ho letto sul tuo caso in tutti questi anni, pur non conoscendoti personalmente, mi hanno fatto avere di te un’immagine più che familiare. Non sono un grande scrittore e le mie conoscenze sono molto limitate ma io sono qui e se avessi bisogno di qualsiasi cosa non farti avere problemi a chiedere …avevo in mente questo sin dall’inizio, anche se non te l’ho mai scritto, ma per me era e resta un impegno cui sarei felice di adempiere.1 punto
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non sarebbe una cattiva idea la telecamera nelle monete,ma poi nasce il problema hai 2000 anni per guardare i filmati hihihi1 punto
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Rabbia e impotenza, il concetto é chiaro, ma l'aspetto triste é che buon senso e leggi purtroppo non viaggiano di pari passo. L'Autoritá ti dice che gli operanti hanno dichiarato piú che illazioni, perché questo si legge vero? e proprio a causa di quelle illazioni rappresentate anche dal sottoscritto sin da subito vero? (vi rimando alla discussione censurata "mi hanno sequestrato tutta la mia collezione") ho trascorso due anni di inferno nel mentre servivo il mio Paese all'estero in Missione di Pace. E' giusto che chi ha sparato illazioni provocandomi danni morali,biologici e anche di immagine per il lavoro che svolgo rimanga impunito? é giusto che abbia pagato una parcella di Avvocato per difendermi dal nulla di 5033,60 euro? ed ancora é giusto che per ottenere giustizia debba anticipare 2537,60 euro? tutto questo é giusto o sono diventato pazzo e non capisco piú nulla? vivo con profonda amarezza questo senso di impotenza. Antonio1 punto
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La mia collezione è costituita da bizantine e medioevali dell'Italia Meridionale e ogni volta che le riordino per fare posto alle new entry, nel maneggiarle mi danno la stessa sensazione di mistero; monete che hanno dai 500 ai 1400 anni! Mi piace esaminarle sotto ingrandimento e ho la sensazione di entrare entrare nel vivo della storia del nostro Paese. Toccale tranquillamente, loro comunque sopravviveranno a noi, come sono sopravvissute ai nostri antenati!1 punto
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Sono quasi tutti ritrovamenti moderni o contemporanei. Anticamente la maggioranza delle persone conservava i propri "tesori" sotterrandoli. E oggi non c'è movimentatore di terra (costruttori, agricoltori...) che non si imbatta in gruzzoli. In alcune zone d'Italia sono così frequenti che i contadini usano cumuli di monete come additivo per l'agricoltura (dato l'alto tasso di rame). Comunque, in Italia ogni oggetto trovato sotto terra o sopra la terra è di proprietà dello Stato e quindi ogni appropriazione di "tesori" è illegale. Ma all'estero non è sempre così. E le monete romane non venivano coniate tutte a Roma o sepolte tutte in Italia. Anzi, dopo il I-II secolo venivano coniate principalmente fuori Italia. Nel Regno Unito, per esempio, la quantità di hoards (tesoretti) del III secolo ritrovati è impressionante. E la legge inglese consente, dopo un rapido iter burocratico e di analisi, la commercializzazione. In altri settori di questo sito troverai interminabili discussioni su questo argomento. Poi esistono monete da antiche collezione: ma sono quasi tutte segnalate dai venditori, perché questo è un valore aggiunto.1 punto
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