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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/18/14 in tutte le aree

  1. Questo cavallo di Federico III d'Aragona presenta evidenti tracce di ribattitura su un cavallo di Carlo VIII. Mi domando da tempo se la N all'esergo e' una nuova sigla oppure se e' frutto della ribattitura. Certo e' molto strano che delle lettere della precedente moneta sia rimasta proprio una N orientata perfettamente con l'esergo ..... mmmm quasi impossibile
    4 punti
  2. Salve, mi sono laureato, ormai da un po di tempo, in archeologia classica con tesi di laurea, sia triennale che specialistica, in numismatica. Le tesi sono complementari, sono una il continuo dell'altra, o meglio l'approfondimento. Ho i files in pdf e mi farebbe piacere renderle pubbliche, almeno serviranno a qualcuno! ;-) come posso fare?
    3 punti
  3. @@ihuru3 il lustro ne ha , ma i punti caldi sono sempre il cappellone ( al centro ) e il tratto di scure in rilievo , adiacente al fascio .
    3 punti
  4. Quando leggo e sento coralità, il forum ritorna come per incanto agli antichi fasti, unendo e coinvolgendo. L'età non conta, il sapere neanche, la voglia di stare insieme e partecipare ha dato stimoli a tutti, vorrei fosse sempre cosi... Eros
    3 punti
  5. Taglio: 2 Euro Nazione: Slovenia Anno: 2014 Tiratura: 1.000.000 Condizione: Spl+ Città: Lubiana ( SLO) Note: news !!!
    3 punti
  6. 2 punti
  7. Riguardo ai grossi di Reggio, come accennato nell'articolo di Marco Bazzini a cui ti ha indirizzato @@scacchi, si possono distinguere 5 macrovarianti che sono considerate caratteristiche di 5 diverse emissioni. L.Bellesia nella sua monografia sulla zecca di Reggio (Nomisma,1998) ha provato a dar loro una collocazione storica anche se basata essenzialmente sulle sole caratteristiche stilistiche delle varie tipologie: 1° emissione: dritto: N accantonata da 4 bisanti; verso: croce greca e scritta senza interpunzoni 2° emissione: dritto: N accantonata da 4 croci; verso: vedi sopra 3° emissione: dritto: N accantonata da 4 X verso: (croce)(bisante) DEREGIO (bisante) 4° emissione: dritto: H accantonata da 4 X verso: (croce)(bisante) DEREGIO (bisante) 5° emissione: dritto: Hacacntonata da 4 croci verso: (croce)(bisante) DEREGIO (bisante) ciao Mario
    2 punti
  8. Grande Eros :good: , in poche parole sei riuscito ad esprimere in modo fantastico un momento propizio come questo, che effettivamente da tanto mancava, è la stessa sensazione che ho avuto io e con sano realismo dico solo....speriamo continui così..., anche meglio se possibile :blum: , tanti altri attori potrebbero facilmente unirsi a noi....per una idea comune....basta poco...., la forza di un forum, che è poi condivisione, si vede anche in queste occasioni..., occasioni che poi contano .....
    2 punti
  9. Ciao , anche io ho questo problema sul tasto "rispondi" che non funziona in modo diretto , ho pero' risolto il difetto premendo il tasto "rispondi" con il tasto destro del mouse , si apre una finestra , clicca su "apri" , che e' la prima voce della finestra e da qui funziona tutto , ti apre il messaggio al quale vuoi rispondere . Su Agora' non so dirti nulla .
    2 punti
  10. Ciao a tutti, volevo mostrarvi questo mio acquisto di domenica ad un mercatino. Mi ha subito colpito e l'ho presa, credo di averla anche pagata bene. Certo, è la più comune data della serie. Come la valutate? Può arrivare ad un BB? Ha pure una bella patina, spesso vengono lavate... tutta leggibile. A voi la foto. 1 Kronenthaler 1816 Bavariae Maximilianus Iosephus I 29,34 g 39 mm 868/000 Ag
    2 punti
  11. Ciao Luciano L’azienda è proprio la Fletcher & Co Ltd di Montego Bay, in Giamaica. Robert Fletcher (c. 1881-1978) di Blackburn, Lancashire, emigrò in Giamaica nel 1902, dove nel 1925 fondò un’attività commerciale con il suo nome specializzata in legname, materiali da costruzione e, in qualità di agente per la Banana Producers Association Ltd, nel trasporto di banane. Il gettone vale un casco di banane nell’anno indicato. Questo dev'essere in ottone ma ve ne sono anche in alluminio e in metallo bianco. Il diametro è 27 mm e il peso dipende dal materiale. PS. Non m'ero accorto che Antonello mi aveva preceduto nell'intervento. apollonia
    2 punti
  12. dallo stile e dal metallo mi sembra una imitazione , voi che ne pensate?
    2 punti
  13. Ciao Enzo @@vox79, Moneta rara. Il Regno di Napoli batteva monete napoletane in ...... Armenia!!!!! Dovresti scrivere un trattato su questa ..... scoperta, hahahha! Stai bene. Amedeo
    2 punti
  14. Intervengo con tanti dubbi.... ma se noi viaggiando in internet, equiparabile ad una piazza pubblica, vedendo un immagine, come un qualsiasi cartellone pubblicitario, e lo copiamo (fotografiamo) violiamo dei diritti? il fatto stesso che si trovi in internet è una liberatoria. Se non vuoi apparire non devi pubblicare. Queste immagini, foto, sono pubblicate dall'autore che implicitamente da una liberatoria... o sbaglio? Il fatto dei diritti era concepibile negli anni 60/70/80/90 ma da quando gli stessi autori autorizzano lo scaricamento dei cataloghi di vendita per avere una maggiore platea di compratori autorizzano implicitamente l'utilizzo degli stessi per il personale godimento. Io stesso acquisto ed utilizzo le immagini per la mia personale raccolta senza dover niente a nessuno. Forse è l'utilizzo comune da parte di molti ad essere limitato .... ma non ne sarei così sicuro. Buona giornata fabry61
    2 punti
  15. Complimenti a Aemilianus . Mi ha tolto le parole di bocca. Direi di più: mi piacerebbe vedere da molto vicino le monete nelle collezioni di quelli più scandalizzati. Probabilmente le sorprese non mancherebbero. Ricordiamoci SEMPRE che un falso passa per buono finché non lo beccano la prima volta. Per i restauri è la stessa cosa: finché sono di tipologia sconosciuta, passano. Eccome se passano. Da tutte le parti. Poi, mano a mano che li si impara a riconoscere, passano sempre meno. In decenni di frequentazione dell'ambiante, ho visto restauri di tutti i tipi, dalle vernici acriliche, alle cere colorate, alle terre inerti, alle resine e chi più ne ha più ne metta. E ogni volta che arrivava un tipo di restauro "nuovo" i soliti esperti , non riconoscendolo, erano i migliori vettori per la sua diffusione, in quanto facevano da pietra di paragone per chi , guardandoli, assimilava i loro consigli e ne imitava le azioni. I prossimi restauri, sarà cura di chi effettuandoli ci guadagna, saranno solo ancora meno distinguibili. E' lo stesso gioco dei falsi e dei falsari: ogni volta che nasce un falso nuovo, "frega" tutti, finché casualmente non viene riconosciuto. A quel punto il falsario crea un falso ancora più difficile da riconoscere. Dal canto loro, gli esperti, si attrezzano sempre meglio per riconoscere i falsi. E così via. Una volta era meno complicato: la gente accettava il BB e anche qualche difetto superficiale non era così condannato, e questo rendeva meno vantaggioso restaurare eccessivamente le monete. Da quando ai collezionisti si sono sostituiti gli investitori, e da quando chi compra pretende di trovare le monete di 2000 anni fa , nelle stesse condizioni di quelle decimali, per i restauratori si è spalancato l'Eldorado a spese dei gonzi.
    2 punti
  16. Braccino corto, dici? Sono in tanti che me lo dicono, ma io mica son tirchio... Raccolgo laddove gli altri sprecano. Perché spendere 30 euro al mese per comperare caffè al supermercato se posso averlo gratis usando ciò che gli altri buttano? Mia moglie ed ioci concediamo, soprattutto nell'alimentare, certi piccoli lussi proprio perché magari spendiamo (veramente poco) più tempo, ma risparmiamo. Parliamo di monete : ho fatto spesso scorta di rotolini commemorativi italiani; ben sapendo a quanto vendono le singole monete, molto spesso ho "piazzato" questi rotolini all'estero a 60 euro, quindi con un margine di 10 euro. Poca cosa, se pensiamo, ma finora a colpi di deca mi sono sempre ripagato il viaggio e magari anche qualche piccolo acquisto...
    2 punti
  17. E' uscito il volume Héraldique et Numismatique II. Moyen Age. Temps Modernes, Mont-Saint-Agnan, Presse Uniiversitaires de Rouen et du Havre, 2014, appartenente ad una serie che raccoglie gli atti di convegni sull'argomento che si tengono al'Università di Le Havre da ormai quattro anni. Quattro saggi riguardano l''Italia, anche su argomenti più volte affrontati nelle discussioni sul sito, quali l'iconografia della monetazione Padovana sotto i da Carrara e la tipologia dei sigilli e delle monete del patriarcato di Aquieleia. Una segnalazione piuttosto dettagliata dei temi trattati nel volume è presente nel sito http://heraldica.hypotheses.org/1487 Saluti, A.
    2 punti
  18. …………il vostro primo post scritto su questo sito :) , se vi va naturalmente, e giusto per passatempo. Non quello eventualmente messo in “Nuovi arrivati, presentazioni”, ma uno funzionale inserito nelle varie sezioni. Possibilmente, se si può e se ancora esistente, accompagnato dall’immagine dell’oggetto su cui si è discusso. Il mio è relativamente giovane, ha solo poco più di 3 anni: 08 novembre 2011 Cartamoneta e Scripofilia http://www.lamoneta.it/topic/82516-cambiare-banconote-in-lire-prima-del-2012/page-3 ____________________ ersanto Quote Si sono dimenticati delle 500 Ornata di spighe... Avrebbero dovuto consultare La Moneta, prima di pubblicare l'elenco. ____________________ nikita_ Non si sono dimenticati a mettere nell'elenco questa banconota, ha avuto la cessazione del corso legale dopo l'estate del 1966 ed è stata accettata per il cambio solo sino al 31 dicembre dello stesso anno. Andata anzitempo in prescrizione rispetto gli altri tagli perchè la prerogativa di stampare biglietti da 500 lire passava al ministero del tesoro. ____________________ .....cosa avevate pensato?? :rofl:
    1 punto
  19. Per la terza direi di guardare verso la Persia, qualcosa del genere: http://www.acsearch.info/search.html?id=1558290
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  20. Ciao Rebirt : sulla sua valutazione commerciale, penso tu abbia colto nel segno....
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  21. @@cliff Ti ringrazio per la tua opinione (non sto scherzando: apprezzo il dialogo). Siamo qui per discutere non per accoltellarci. 1) una volta le due camere erano affollate da avvocati, ora non più (e sinceramente, si vede e si sente); 2) Il minor utilizzo di riti alternativi (ad esempio nel civile)sconta il pregiudizio di tutti gli operatori (avvocati e giudici) che preferiscono i sistemi canonici (ad esmpio il rito ordinario rispetto a quello sommario). Polemarco Polemarco
    1 punto
  22. Ciao potrebbe essere come dici, io a volte mi ci metto di santa ragione ma rimane la parte più difficile e stimolante allo stesso tempo...fare delle foto decenti
    1 punto
  23. salve qui puoi trovare altre info interessanti http://www.academia.edu/543134/Inediti_tipi_medievali_di_Reggio_Emilia_e_Parma
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  24. @@zenith1, bordi intatti, usura omogenea, patina omogenea, per me BB-BB+. complimenti per la new entry.
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  25. ben, ti ha regalato una moneta in lega di rame e zinco. Si chiama Oricalco, e" ricalca" il colore dell'oro, ma non è oro. E' una moneta romana di Adriano Imperatore, forse un'asse.
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  26. se ben ricordo il bordo (o meglio l'anello circolare che fa da bordo), non presenta una larghezza uniforme, specie in questa tpologia ... ovvero non è un anello circolare geometricamente preciso...
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  27. I tuoi 2 Files sono ora approvati e visibili. Grazie per il prezioso contributo!
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  28. per completezza di informazione riporto il link del catalogo: http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIIIA/1 come si vede le sigle conosciute ad oggi sono I L T ed R bifrontale
    1 punto
  29. Hai detto tu stesso che ti servirebbe per "studiare un po di storia".... beh! la storia si puo' studiare anche senza acquistare una moneta quasi illeggibile che non ti servirebbe per lo scopo prefisso.. Segui il forum , nelle sezioni opportune, "scarica" dalla rete le molte notizie che puo' dare, acquista ( magari risparmiando da acquisti inutili come quello che ci occupa) qualche libro. Le monete le puoi fare tue...... anche "virtualmente" dalle innumerevoli aste proposte o dai tanti siti dedicati. Ciao
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  30. Ho rintracciato altre due monete con rappresentazione di un Circo , una fu emessa da Settimio Severo , e' un aureo il cui Circo rappresentato viene attribuito allo Stadio di Domiziano , forse per la mancanza dell' Obelisco centrale , l' altra emissione e' di Traiano , un Sesterzio con al rovescio il Circo Massimo (Cohen545) , pero' in questo caso il Circo rappresentato nella moneta di Caracalla non e' uguale nei dettagli a quello rappresentato nella moneta di Traiano . Rimane strano il fatto che il Circo di Caligola - Nerone , sebbene sia rimasto in uso almeno fino al tempo di Eliogabalo che vi partecipo' con una cerimonia personalmente , sembra non essere rappresentato su nessuna moneta .
    1 punto
  31. @@incuso , forse bisogna spostare la discussione in una posizione di interesse generale
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  32. il monogramma è di Ricimero! la moneta è data di norma a Libio Severo, anche se molti tondelli sono stati riconiati con il monogramma di ricimero su monete di "riuso" o con al dritto, rarissimamente, altri imperatori (Valentiniano III per citarne uno) mi piacerebbe una foto migliore, e il peso
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  33. Le oselle erano le uniche monete alle quali il doge poteva affidare un suo personale messaggio. Quindi nulla di strano se lo fece anche Francesco Loredan. Arka
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  34. Ciao Mario anche se sono un veterano della numismatica se avanza una copia del bollettino n.1 del circolo di Napoli sarei interessato. In cambio una terza copia sui falsi d"epoca(vista la richiesta) e una copia di Le monete dei Savoia,con DVD.Della Fondazione Antica Zecca di Lucca. Blaise
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  35. Il RIC Vi si ferma al 313, troncando di netto la monetazione costantiniana... Fosse dipeso da me, mi sarei limitato a riportare nel RIC VI solo le monete coniate a nome di Costantino col titolo di Cesare. Personalmente trovo il RIC VI migliore rispetto al VII... in particolare i gradi di rarità, che mi paiono relativamente attendibili. Un catalogo che tratti esclusivamente la monetazione di Costantino I potrebbe essere un'idea che valga la pena realizzare... attualmente, oltre al RIC, ci sono eccellenti testi che trattano le singole zecche, ma non c'è nulla di unitario e pienamente soddisfacente. Confermo la classificazione di @@Illyricum65 .... per ora i miei studi sono terminati, da 20 giorni ho iniziato a praticare la professione medica ;)
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  36. TAGLIO : 5 Cent STATO : Malta ANNO : 2008 AUTORE : Noel Galea Bason (sigla: NGB) TEMA : Tempio di Mnajdra TIRATURA : 34.000.000 DATA DI EMISSIONE : 01/01/2008 MATERIALE : Acciaio placcato con rame (acciaio 94,35% - rame 5,65%) DIAMETRO : 21,25 mm SPESSORE : 1,67 mm PESO : 3,9 gr. CONTORNO : Liscio All’interno della stella ore 6 è presente il segno “F” identificativo della Francia che ha coniato le monete. Le isole dell’arcipelago maltese custodiscono una straordinaria concentrazione di monumenti megalitici dotati di forme architettoniche che si identificano come un unicum nel panorama della preistoria del Mediterraneo. Sono diverse le testimonianze del periodo neolitico, monumenti maestosi dei quali ancora oggi si sa poco, sia su chi li abbia costruiti, che su quale ne fosse l’utilizzo. Il complesso archeologico di Mnajdra è uno degli esempi meglio conservati del suo genere e si trova a meno di venti chilometri da La Valletta. I megaliti sono stati coperti con dei teloni bianchi perché a causa dell’erosione degli agenti atmosferici si stavano rovinando. Hanno resistito per secoli finché erano sotto terra, ma una volta portati allo scoperto (fra fine Ottocento e inizio Novecento) in pochi decenni hanno cominciato a degradarsi. Interventi di scavo e restauro si sono susseguiti per tutto il XX secolo, fino al radicale intervento conservativo conclusosi nel 2009.
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  37. Sia San Marino che il Vaticano hanno emesso ogni anno monete per la circolazione, e queste monete avevano corso legale in Italia, come dimostrano le 200 e 500 lire di San Marino che anche tu citi, e che si trovavano facilmente. Più difficile trovarne del Vaticano ma, a Roma soprattutto, capitava. Per quanto riguarda la tua richiesta sulle monete di Milano non so risponderti, ma segnalo la discussione a @@dabbene, grande esperto della monetazione della sua città. petronius :)
    1 punto
  38. Ho proposto in area staff la creazione di un database per le monete rubate in furti vari o "smarrite" (ma de che?) dalle poste/corrieri. Ci sono troppi casi ultimamente. Dovrebbe essere un database popolabile dagli utenti con le foto delle monete e la loro descrizione in campi descrittivi poi utilizzabili per la ricerca (periodo, anno, emittente, zecca, peso, descrizione dritto e rovescio, legende, metallo). In tale modo se il database inizia a popolarsi e a venire utilizzato potrebbe diventare piu' facile il ritrovamento delle monete "smarrite" e al contempo piu' difficile il loro smercio da parte dei ladri. Penso infatti ai vari operatori commerciali e ai collezionisti che potrebbero consultare il database ogni volta che gli venissero offerte delle monete in vendita da venditori non conosciuti. Non credo che i ladri siano così stupidi da rivendere la refurtiva tramite canali ufficiali ma magari al secondo/terzo passaggio di mano c'è già piu' probabilità di intercettarla da parte di qualche operatore numismatico (quando non viene fusa e venduta a peso a qualche compro oro purtroppo...). Anche i collezionisti che sono soliti fare acquisti in mercatini o in convegni da venditori non ufficiali credo che potrebbero trovare molto utile lo strumento se inizia ad essere utilizzato e le monete vengono segnalate in buon numero, nessuno credo abbia interesse ad acquistare merce rubata e pubblicata come tale online.... :nono: Vediamo come viene accolta la proposta e se ci saranno sviluppi in tal senso, secondo me potrebbe essere un valido strumento per contrastare un fenomeno purtroppo in crescita...
    1 punto
  39. eccolo un doppio ornato sulle piastre busto giovanile, la moneta è di mia proprietà ;)
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  40. ecco due TYE notevoli... Taglio: 2 €uro TYE Nazione: Finlandia Anno: 2012 TYE Tiratura: 1.463.000 Condizione: BB Città: Milano
    1 punto
  41. Ciao Luciano. Riporto qui quanto ho già scritto al nostro comune amico. Preciso subito che Lorenzo Tiepolo è piuttosto lontano dai dogi che di solito frequento ....ma qui provo a sbilanciarmi. Analizzando il dritto, sulla base della forma dei caratteri, e per quanto riguarda la scritta S.M.VENETI, la S invertita, la M solo abbozzata, la N ottenuta con una E speculare senza trascurare la sproporzione della X di DVX, io vedo una serie di errori, caratteri anomali e inversioni che non mi sembrano propri della produzione a nome di questo doge. Ho riguardato le diverse varianti di cui posseggo immagini (comprese quelle del catalogo on-line) e non ho trovato alcuna corrispondenza. Penso quindi che si debba considerare come possibile che si tratti di un falso di matrice slavo bosniaca (che spesso usavano le stelle come interpunzoni).....penso... ma non ne sono certo. ciao Mario
    1 punto
  42. Ciao, ritorno su questa tipologia in quanto sto effettivamente leggendo il testo di cui sopra. Nella parte relativa ai "DIVOS IVLIVS" il Martini riporta che erano degli assi allineati al peso della riforma onciale. Ne esistevano varie produzioni ovvero primarie (=da zecche centrali), secondarie (=ausiliarie) e imitative che presentano una certa variabilitá ponderale, dimensionale e stilistica. Per quanto concerne la zecca di produzione vi sono varie ipotesi in merito: Lugdunum, Puteoli sulla base dei numerosi ritrovamenti, Perugia e il RPC non indica un centro di produzione preciso ma collocato in area italica. Il fenomeno di ribattitura di esemplari pompeiani fa ritenere che alcune officine fossero attive nell'Italia meridionale ai confini tra i territori controllati da Ottaviano e Pompeo Sesto. La proposta dello studioso è che dopo un'iniziale e contratta produzione primaria (Lugdunum?) si sia assistito al sopravvento di quelle collegate alle zecche mobili al seguito dello stesso Caesar impegnato nella campagna contro Pompeo. Analoghi dubbi interpretativi hanno coinvolto il nominale, talvolta riferito sesterzio o dupondio ma in realtá "asse" tardorepubblicano. Ciao Illyricum :)
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  43. Credo che una parte irrinunciabile dell'emozione di un numismatico risieda nell'attesa del proprio plico. :D
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  44. Hai fatto bene. Se hai dubbi sull'autenticità è sempre meglio chiedere PRIMA, dopo è troppo tardi... meglio farsi soffiare una moneta autentica che portarsi a casa una patacca Parere personale.
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  45. Avverto che su questa emissione esiste una monografia pubblicata in spagnolo dal prolifico studioso Amela Valverde: Dialnet-LaEmisionDIVOSIVLIOSRRC53512-1159514.pdf che fa anche una storia delle varie problematiche, evidenziando come i vari autori l'bbiano definita come un asse oppure un dupondio oppure un sesterzio. L'autore spagnolo ipotizza invece che, trattandosi di una emissione ancora pienamente repubblicana, coniata forse nel 41-40 a.C. a Lugdunum (almeno per le monete ufficiali ed escludendo le numerose imitazioni coeve), la moneta potrebbe essere più semplicemente un asse del sistema unciale ridotto (considerando che l'asse unciale pesava in teoria circa 27 grammi). E' solo una ipotesi, ma presenta una sua logica considerando il particolare contesto storico. L'articolo è scritto in spagnolo, ma abbastanza comprensibile e vale la pena di leggerlo….
    1 punto
  46. La moneta presenta ancora l'argentatura originale, a quanto sembra, perciò non direi che sia stata pulita troppo. Al massimo avranno tolto qualche concrezione. Si tratta di pezzi comuni e che spesso si vedono in ottima conservazione. Comunque ottimo acquisto e tranquillo che è ok
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  47. @@Frank99 non oltre l'MB , lo splendido è un altro pianeta :)
    1 punto
  48. No, Disney non c’entra niente, il Pippo di cui mi accingo a scrivere è Filippo Maria Visconti. Niente di serio, ovviamente, ma una libera interpretazione di quel poco che ho potuto leggere e soprattutto capire …a modo mio. Pippo, Signore di Genova dal 1421 al 1435, non è stato molto amato dai genovesi, si prese la Repubblica che gli fu offerta da Tomaso Campofregoso, quando ormai non c’era più speranza, in cambio della personale salvezza e una cospicua “buonuscita” …… Il motivo di questo “poco amore” si può ben intuire da quello che lui stesso scrisse in merito alla sua “politica”: “Facilmente si regna sovra un branco di pecore, e più facilmente se ben tosate, perché la verga del pastore va più sul vivo.” Due righe “serie” per inquadrare il momento storico: “Filippo Maria Visconti preparava da tempo il terreno propizio alla campagna di conquista di Genova per mezzo di una preventiva azione diplomatica volta ad isolare il doge Tomaso Campofregoso e a presentare la signoria straniera come unico possibile rimedio all'inconciliabilità delle fazioni cittadine. L'attacco decisivo viene sferrato durante l'estate del 1421, quando il duca di Milano invia contro Genova due eserciti al comando di Guido Torello e del famoso condottiero Francesco Bussone detto il Carmagnola. La situazione per Genova precipita in breve tempo. Sconfitto per mare dalla flotta aragonese, alleata del Visconti, e premuto dall'esercito milanese, attestato sulle alture retrostanti la città, Tommaso Campofregoso presto rinuncia a proseguire una lotta troppo impari ed inizia trattative di resa con i rappresentanti ducali. La sottomissione di Genova viene così ad assumere l'aspetto di una cessione contrattuale, secondo uno schema già collaudato nel 1396 in occasione dei negoziati tra Antoniotto Adorno e Carlo VI per il passaggio del Comune sotto la sovranità francese: sostituzione del doge con un governatore di nomina viscontea e conservazione di ogni altro istituto pubblico cittadino. Fra l’altro la “dedizione” stabilisce che il Comune di Genova sia tenuto a consegnare al duca di Milano la fortezza cittadina del Castelletto e acta castra del Dominio, ritenuti capisaldi fondamentali per il controllo del territorio genovese. Le fortezze in questione, come nel 1396, sono in realtà dieci, quattro delle quali - Ovada, Novi, Gavi e Voltaggio - già di fatto in mano viscontea: «[. ..] Item quod dictum Commune Ianue confestim ponere teneatur realiter et de facto in manibus dicti domini ducis Mediolani Castelettum Ianue et octo castra, seu fortìlitia, computatis in ipsis octo castris Vultabii, Gavii, Uvade et Novarum, que de presenti tenentur per prefatum dominum ducem «[. ..]». Sebbene avesse conseguito la signoria su Genova, Filippo Maria Visconti, anziché restituire all'amministrazione genovese le terre dell'Oltregiogo, preferisce dunque mantenere un più stretto controllo su quest'area di rilevante importanza strategica: L'agognato sbocco al mare avrebbe d'altronde perso parte del suo significato economico senza sicure vie di comunicazione tra la pianura padana e la costa, onde l'esigenza di mantenere presidi militari nei punti nodali del transito verso Genova e le riviere.” Durante il suo governo fu coniato il ducato che allego in cui, visto che mi dispiaceva un po’ vederla senza la metà superiore della legenda, ho provato ad inventarmi una nuova categoria: la fantanumismatica, cioè ho aggiunto con il fotoritocco il bordo esterno con la legenda che manca facendo diventare la mia moneta un bel ducato “completo”. Penso che la moneta non sia “tosata” successivamente la sua emissione, credo anzi sia uscita così dalla zecca in quanto il suo peso è 3,52 gr che è perfetto rispetto alla media ricavata dai 22 esemplari del CNI di 3,5122 gr, quindi è probabile che, avendo coniato un esemplare con uno spessore eccessivo, in zecca, piuttosto che rifonderla, abbiano raschiato il bordo per farla rientrare nel peso stabilito … d’altra parte occorreva battere moneta a tutto spiano per soddisfare la voracità di Pippo. Se la moneta fosse stata veramente come il fantaducato allegato, in proporzione al suo peso reale, sfiorerebbe i 5 grammi circa. Non so se quanto ho scritto sia d’interesse anche per voi, per me è stato un bellissimo pomeriggio di ricerca passato in ottima compagnia…
    1 punto
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