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Taglio: 2 euro Nazione: Olanda Anno: 2006 Tiratura: 100.000 :yahoo: Condizione: BB Città: Milano6 punti
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Apro questa discussione in quanto è passato poco più di un anno da quando ho riscoperto questa passione e mi sembrava interessante, essendo relativamente nuovo in questo mondo, notare come sia cambiato il mio atteggiamento durante questo periodo travagliato, come la mia concezione della numismatica sia mutata e quali sono state le cause. E’ passato poco più di un anno da quando ho riscoperto questa passione e mi sono iscritto al forum e finalmente penso di aver trovato la mia strada. E’ stato un percorso tortuoso, pieno di svincoli ed esperienze, positive e negative, comunque tutte indispensabili e propositive al fine della creazione di una convinzione ben radicata. Inizialmente, preso dalla foga folgorante di chi riscopre qualcosa che piace ed interessa, dopo molto tempo di “letargo”, non vedevo l’ora di accumulare più tondelli possibile e “senza cognizione di causa”. Tralasciando qualunque aspetto storico mi basavo solo su valutazioni artistiche o economiche e, ai vari mercatini ai quali mi recavo, prendevo d’assalto gli album dei commercianti, acquistando senza senso e scoprendo poi di aver preso solo fregature. Successivamente, avendo acquisito qualche esperienza in più, ho tralasciato i banchi dei mercatini per concentrarmi solo sugli esemplari perfetti; ho quindi iniziato ad acquistare solo da periti, purtroppo e per fortuna trovando solo pochi tondelli di mio gradimento,prevalentemente comuni, e che fossero alla portata delle mie tasche. In questa fase ho iniziato ad interessarmi di storia, anche se in modo più marginale ed in forma di aneddoti. Un giorno, all’università, stavo impaginando un paio di foto di monete per il mio album in un momento di distrazione nel corso di una lezione moolto noiosa, ed una mia compagna di gruppo, Milanese, mi ha chiesto cosa stessi facendo; durante il discorso, non ricordo come, sono finito a parlarLe delle monete-gettoni coniate per l’esposizione di Milano ed è stato molto bello poter raccontare una storia e qualche aneddoto invece di fermarsi alla mera valutazione economica del tondello. Da questo momento ho iniziato ad apprezzare maggiormente la storia e a vedere la numismatica come realmente è.. Questa fase ha culminato col convegno di Verona l’anno scorso. Qui ho avuto la fortuna di conoscere di persona alcuni utenti del forum (prima non conoscevo altri appassionati, se non informaticamente parlando) ed è stata una bellissima esperienza; ho potuto così sentire punti di vista e acquisire pareri molto diversi tra loro, ho potuto osservare in mano (che è la cosa più importante per chi ha questa passione) splendide monete, che probabilmente non avrò tanto presto (se mai le troverò e vorrò/potrò acquistarle), oltre che ascoltare storie ed aneddoti molto interessanti da alcuni tra i più edotti in materia. A poca distanza dal convegno c’è stata un’altra svolta; un giorno mi sono recato ad un mercatino consigliatomi da mio padre, che si tiene una volta l’anno e si svolge relativamente vicino a dove abito. Girando per i banchi molte sono le monete che mi si parano davanti: italiane ed estere, d’argento, nichelio e rame, Euro, Romane, Veneziane e soprattutto del Regno; quasi nessuna è in condizione perfetta e quasi tutte hanno prezzi esagerati. Passo oltre e continuo il giro; arrivato quasi alla fine mi trovo davanti ad un banco che ha di tutto al di sopra e l’occhio cade dentro ad una piccola teca di vetro, più precisamente su una bustina di plastica ziplock dentro la quale mi pare di scorgere un qualcosa di tondo. Chiedo quindi al proprietario di mostrarmi la bustina e dentro trovo alcune monetine, tra le quali una abbastanza rara, della quale però non conosco nulla; chiedo il prezzo, tutto sommato giusto (strano), ringrazio e me ne vado col dubbio se acquistarla o no. Svolto l’angolo ed inizio a cercare di ricordare a memoria i particolari dell’immagine del catalogo per poterli confrontare con la moneta in oggetto; alla fine torno sul banco, la analizzo per un buon quarto d’ora, tratto un po’ e la porto a casa, col magone di aver acquistato un falso (in cuor mio sapevo essere vera ma essendo ancora acerbo, il dubbio restava). Dopo qualche giorno decido di fotografarla e di chiedere un parere quì sul forum, risultato: ricevo molti complimenti e la conferma di aver fatto un ottimo acquisto! La soddisfazione scaturita dall'acquisto di quel bb è stata per me mille volte superiore a quella provata acquistando i dieci fdc che la hanno preceduta. Molti sono gli utenti, le persone, che devo ringraziare per avermi indirizzato, per avermi fatto capire cosa è veramente la numismatica, cosa è importante e cosa è secondario. Anche stamattina, leggendo una stupenda discussione dell’anno scorso che mi era sfuggita, provo stupore e meraviglia di quanti aneddoti e quante emozioni susciti il parlare di una moneta, di quanto carica di storia essa possa essere e di come la fantasia galoppi nel leggere questi racconti, che sono forse più importanti della moneta stessa, in quanto sono ciò che la moneta rappresenta e porta con sé! Grazie a tutti, nessuno escluso, per l'anno passato! E scusate se vi ho annoiati. Buon 2015 a tutti!!4 punti
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E visto che ci siamo ecco altre due con illuminazione diversa.4 punti
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About these Peruvian word-dates, I’ll reproduce this entry that I had been working on in my notebook: *x: (A contemporary edition of) “The Numismatist” volume 31 (p347) editorialized against these word-dates, “...to most collectors the date is the all-important feature of an issue of coins. It is, in the main, the one thing that distinguishes a rarity from its more or less common associates...And any departure from the popular method of dating coins will be strongly disapproved by collectors...It may matter little to the Peruvians how their coins are dated. We cannot believe, though[] that her innovation will be adopted by other South American countries, and we sincerely hope that the United States will not be sufficiently carried away with the idea to even try the experiment.” But see “The Numismatist” of August 1918 (p359), after images of the new coins had arrived: “The new minor coins of Peru...are among the most attractive and artistic of the later issues of the South American republics...The most striking feature of this issue, and one which is really an innovation, is the spelling out of the date instead of using figures. In this instance at least, the appearance of the obverse is improved by this very unusual arrangement of the date.” (*) 5 10 or 20 Bottom-line is that from the articles in “The Numismatist” (a U.S. publication of record where numismatics are concerned), the design seems to be homegrown, and not an American product. Reason for the word-dates? Perhaps for aesthetic considerations, as suggested earlier in the thread. Certainly that seems to have been the happy result. But the coinage of 1918 is a departure of sorts, and it would not surprise me if the accent on the Spanish language may somehow be related to the political winds blowing at the time (war had been declared against Germany in 1917 and the more traditional aristocratic elite was fast losing its monopoly on power). I’m sorry I can’t be of more help—all I can do is nibble at the edges—but I hope some of this helps. And since I’ve quoted extensively from “The Numismatist,” I’ll leave this in English-only. ;) v.4 punti
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Credo che Crapanzano mi sia molto debitore di immagini e di informazioni :) All'Archivio di Stato di Torino ho rintracciato tutta la documentazione inerente la creazione dei biglietti di Credito, incluso il disegno del primo prototipo proposto da John Law a Vittorio Amedeo II. Come sempre, ho messo a disposizione di tutti coloro che me ne facevano richiesta tutta la documentazione in mio possesso, cortesia non ricambiata.... Questo è il disegno autografo di John Law: E questa è la mia ricostruzione del prototipo non emesso:4 punti
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@@tognon questo è il classico errore che fanno tutti... io le ginocchia non le guardo neanche più! Troppa sofferenza di conio. Bisogna guardare i capelli ;) Inoltre vi do un consiglio generale: fate sempre attenzione a non comparare mai i 39 XVII con i 39 XVIII , sono due coni diversi La moneta di diego è SPL o SPL+ (da valutare in mano l'entità del graffio che parte dalla foglia ed arriva sul petto dell'aquila). Un esempio di bassa conservazione, con il re calvo, e l'aquila con le ginocchia perfette, lo trovi qui sotto3 punti
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Ciao a tutti, ecco il programma di quest'anno degli Stati Uniti. http://catalog.usmint.gov/full-product-schedule-2015.html?cm_mmc=ExactTarget-_-Campaign-_-Welcome+Master-_-2015+product+schedule+Title&utm_source=Campaign&utm_medium=EMAIL&utm_content=2015+product+schedule+Title&utm_campaign=Welcome+Master In attesa dell'oncia!2 punti
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Come è noto, John W. Scott acquistò nel 1879 il conio del rovescio della moneta Confederata (il dritto, con la Libertà seduta, era andato perso) ed ebbe l'intuizione di usare come tondello i mezzi dollari 1861 coniati a New Orleans, mantenendo il lato con Liberty, e imprimendo sull'altra faccia il conio Confederato. Poiché però il bordo si stava deteriorando sopra la ER di AMERICA, Scott aveva paura che il vecchio conio Confederato si rompesse del tutto durante le operazioni di coniazione. Decise quindi, prima di usarlo per coniare i mezzi dollari, di produrre 500 gettoni in metallo bianco che, pensava, avrebbero causato una minor usura del conio. Così, avrebbe avuto comunque qualcosa da offire, nel caso in cui il conio si fosse irrimediabilmente rotto. Questi gettoni furono venduti da Scott al facciale, 50 centesimi al pezzo ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- As is well known, John W. Scott purchased in 1879 the die of reverse of the Confederate half (the obverse, with the Seated Liberty, had been lost) and had the insight to use as coin blank, half dollars minted in 1861 in New Orleans, keeping the side with Liberty, and impressing on the other side the Confederate die. Because the rim was crumbling slightly above the ER in AMERICA, Scott was afraid that the old, somewhat rusty, Confederate die would break during the striking process. So he would have at least something to offer if the dies broke while coining the 500 Restrike half dollars, he first produced 500 tokens struck in white metal, which he believed would cause less wear on the die. Scott sold these tokens at face value, 50 cents per piece ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- I gettoni presentano un lato con l'iscrizione 4 ORIGINALS struck by ORDER of C.S.A. in NEW ORLEANS 1861 (From Original Die Scott) L'altro lato è quello del mezzo dollaro Confederato originale petronius2 punti
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Austria 1 Kreuzer - Franz Joseph I KM# 2186 Rame Ci vediamo nel 1865! :)2 punti
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io ci vedo un pastorale https://www.google.it/search?q=viviers+anonyme+denier&biw=1366&bih=643&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=psWuVITOCtPratTPgcAM&sqi=2&ved=0CAYQ_AUoAQ2 punti
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:pleasantry:beh , chi legge può non sapere ciò ed è meglio specificare :good:2 punti
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Non lo sò se salirà ma sicuramente non rimarrà ad un paio di euro. In questa conservazione io non l' acquisterei ma se proprio la vuoi, io non tirerei fuori più di 5 euro, la conservazione non è eccelsa2 punti
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Scusa, non capisco l'assioma: "Non può essere falsa perche' 10 centesimi ape falsi non ne ho mai visti"! In primo luogo e' un atto di presunzione. In secondo luogo il mercato e' PIENO di falsi di api del 1919. In terzo luogo sarebbe il caso di non fuorviare i lettori del Forum con affermazioni non veritiere. Grazie2 punti
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Che bella discussione, complimenti... questo è l'esempio lampante di come la collaborazione e la condivisione delle informazioni possa creare qualcosa di importante ed utile a tutti. Se mi è concesso, desidero fare un piccolo OT di natura storico-genealogica che mi sta molto a cuore ispirato dalla moneta di questo post... Tra le mie tante passioni oltre la numismatica un posto speciale lo dedico alla ricerca della storia della mia famiglia e dei miei antenati. In quasi vent'anni di ricerche ho trovato oltre 350 persone da cui discendo in linea diretta (quindi non cugini, zii od altro.. sol nonni, bisnonni, trisnonni ecc.). Tra le mie ricerche ho scoperto che un ramo diretto della mia famiglia è in antichità originario di Brisk o Brisca, piccolo sobborgo vicino ad Antivari immerso nelle montagne a confine tra l'Albania ed il Montenegro, da sempre e tuttora popolata da genti soprattutto di etnia albanese. Questi miei antenati di fede cattolica combatterono fieramente contro l'invasore turco durante l'epica resistenza guidata dal Castriota, resistendo fino al 1726 quando a fronte dell'impossibilità di continuare a fronteggiare il nemico ottomano chiesero protezione ed asilo ai veneziani anch'essi in rotta con i turchi. Accolti inizialmente a Cattaro, forno poi convogliati dal provveditore generale della Serenissima Nicolò Erizzo presso Zara in una località di nuova fondazione che da lui prese il nome: Borgo Erizzo, detta anche Arbanasi. Tale colonia di lingua e tradizione albanese sopravvive ancora oggi nella piccola comunità locale, mescolata ed assimilata in massima parte dalla altrettanto piccola comunità italiana che ancora sopravvive nella serenissima città di Zara. Qui i miei antenati si stabilirono, edificando il borgo e mantenendo le proprie tradizioni. Da questo ramo nel 1940 nascerà mia nonna materna, che dopo la guerra sarà costretta ad abbandonare la città su pressione dei croati filo titini unendosi così a coloro che hanno visto le proprie radici estirpate dalla terra di Dalmazia. I registri a partire dall'epoca della migrazione a Zara (1726/1730) sono ancora conservati all'archivio centrale di stato croato, e sono in larga parte consultabili addirittura via internet. Non vi dico l'emozione che si prova nel leggere e ritrovare le vicende dei propri antenati su quei libri così intrisi di storia... mai avrei immaginato di avere origini così lontane, nella mia famiglia si erano perse le tracce di queste vicissitudini già da diverse generazioni. Vedere quella piccola moneta con la sua storia sulle spalle mi fa pensare a tutte queste vicende, a questi uomini rudi ed impavidi che non si sottomisero al giogo dell'invasore e preferirono abbandonare, ancora una volta le proprie terre e radici per piantarne di nuove in luoghi lontani. La storia come sempre si ripete, ma a volte per fortuna anche agli umili è data la dignità di sopravvivere nel cuore di chi dopo quasi trecento anni ha finalmente riscoperto la loro storia. Ed io oggi sono felice di potervela raccontare.. In allegato vi mostro il documento più antico che ad oggi ho trovato, l'atto di nascita datato 3 maggio 1726 del primo figlio nato a Zara del mio antenato Lek Pero Marghicevich, proveniente dal villaggio di Brisca d'Antivari. Sperando di non avervi eccessivamente tediato con queste mie righe, saluto tutti cordialmente. Complimenti ancora per l'ottimo lavoro su questo post a tutti voi.. Marco2 punti
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Report finale delle ferie natalizie... oo) Categorie completate: 1- Sede Vacante 1724 http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-SV1724 2- Sede Vacante 1730 http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-SV1730 3- Sede Vacante 1740 http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-SV1740 4- Innocenzo XIII (1721-1724) http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-INXIII 5- Benedetto XIII (1724-1729) http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-BXIII Per avere il quadro totale di tutti i pontificati dal 1700 in avanti, mancano solo le zecche di Gubbio e Ravenna per Benedetto XIV, le altre zecche, in particolare Roma con la sua cospicua produzione, sono complete: http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-BXIV Ciao, RCAMIL.2 punti
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Salve a tutti, vorrei un parere su questa moneta, secondo voi è originale questa patina? Grazie a chi vorrà intervenire.1 punto
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Ed eccomi a rompere le uova nel paniere......... :blum: Premetto che non ci sono documenti ufficiali, ma secondo Voi e la vostra esperienza tra monete/medaglie e se qualcuno ha letto il Primo BCNP.......chi avrebbe inciso il dritto di questa Piastra ? O mamma mia............ :fool: se però qualcuno "ci prende" dovrebbe, più o meno spiegare qualche motivo valido della sua affermazione. Qui la vedo dura.1 punto
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Un saluto a tutto il forum. Apro questa discussione per esporre a tutti voi un'idea di progetto che mi frulla in testa da tempo... Siccome in molti di voi sono in accordo (io per primo) nel consigliare di affiancare testi di studio alle monete che si collezionano, perche' non crearne uno noi di libro di storia che racconti con immagini numismatiche, secolo dopo secolo dalla nascita della moneta, gli eventi e personaggi che hanno contrassegnato lasciando il segno quel periodo... Sarebbe per una volta davvero un lavoro di Gruppo, unendo tutte le varie sezioni... Pensavo appunto andando in ordine cronologico che ogni sezione, con la collaborazione dei collezionisti del periodo, possano raccogliere il materiale necessario per raccontare il 'loro' periodo... Quindi esempio: VII-VI. a.C. ........... VI-V a.C. ........ V-IV a.C. ....... e cosi via... ecco secolo dopo secolo raccontare la storia, quindi sezione che segue periodo greco, poi si passa a quello romano, poi a quello bizantino, e cosi via fino all'euro. Facendo un calcolo veloce i secoli sono 26-27 si puo' dare 2 settimane di tempo ad ogni secolo per potere raccogliere il materiale, cosi per avere il prossimo Natale questo libro finito.. Dopo si puo' decidere se fare una sezione apposita, inserirlo nella biblioteca oppure fare qualcosa come 'i quaderni'... a questo comunque ci si pensera' in seguito... Una cosa del genere sono convinto che abbia molti aspetti positivi: -Lavorare in gruppo -Conoscere la storia di periodi a noi sconosciuti -Potere allargare la propria collezione con qualche moneta di altre epoche collegandole alla nostra -Avvicinare i giovani a questo mondo con un approccio giusto Che dite...? E' una cosa che vi stimola? Pensate che sia una sciocchezza? Voi curatori di sezione, che pensate? E voi tutti? Vi prego gentilmente di scrivere il vostro pensiero in merito... consensi, critiche, migliorie, cambiamenti.... insomma tutto cio' che pensate, basta che sia tutto costruttivo... e piu' siete e meglio e' per avere un risultato di riscontro maggiore. Credo che sia l'occasione per dare una grande risposta tutti assieme come forum. Se puoi sognarlo, puoi farlo. Saluti Rocco1 punto
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è un Fanam indiano, il valore si aggira sui 30/ 40 euro http://coins.lakdiva.org/medievalindian/hoysalas_fanam_au.html emessa da vari principati dell' India meridionale tra il XVII e il XIX secolo Questa tipologia di monete d'oro ( meno di mezzo grammo) viene tutt'oggi riprodotta in quanto serve per ornamento molto apprezzato dalle donne Indiane. Pertanto è difficile capire se è un pezzo originale antico o meno.1 punto
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Bisogna ricreare uno spirito di condivisione e collaborazione tra noi che purtroppo spesso è mancato in molte occasioni, non vorrei andare oltre....mi auguro che la ristrutturazione in corso delle sezioni e anche dei ruoli possa portare una ventata nuova che faccia tornare le sensazioni che trovavo qualche anno fa, personalmente quello che posso promettere è che dove sarò collocato a collaborare, mettiamo ancora nel periodo dell'età moderna, si potrà fare un qualcosa del genere per quel periodo storico, questo lo posso dire già da ora, per altri ovviamente non posso espormi :blum:, ma credo che questi entusiasmi positivi e virtuosi debbano essere aiutati e condivisi, Mario1 punto
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Biglietti della prima emissione (1746) provenienti da collezioni antiche 100 LIRE 1746: oltre ad alcuni esemplari emessi con numero di serie superiore a 25.000, sulla cui autenticità è lecito dubitare, dovrebbero esistere 10-15 regolarmente esemplari emessi, tra i quali: n. 77, venduto dalla Casa d’Aste londinese Spink nel 1994 ad un collezionista italiano n. 1915, proviene dalla collezione Carannante n. 3004, proviene dalla collezione Volonté, ora di un collezionista milanese. 200 LIRE 1746: dovrebbero esistere cinque esemplari regolarmente emessi, tra i quali n. 811, offerto dalla Casa d’Aste londinese Spink nel 1994 e rimasto invenduto. Sono noti i seguenti biglietti da 200 lire che appaiono come regolarmente emessi, ma non possono esserlo, in quanto recano numero di serie superiori a 12.500: 12533 (ex collezione Carannante), 12.630 (ex collezione Gamberini), 12.715 (ex collezione Cesana), 12.830 (ex collezione Volonté), 12.928 (noto collezionista milanese). La presenza di questi biglietti in collezioni storiche fa supporre che già vari decenni or sono si sia provveduto a falsificare alcuni biglietti già predisposti con tre firme ma per i quali non ci fu mai alcuna autorizzazione alla loro emissione, imitando la quarta firma. 500 LIRE 1746: dovrebbero esistere tre soli esemplari regolarmente emessi, tra i quali: n. 144, ex collezione Volonté, ora di un collezionista milanese n. 1935, da collezione storica recentemente recuperata. 1000 LIRE 1746: dovrebbero esistere circa 12-15 esemplari regolarmente emessi, tra i quali: n. 4, ex collezione Carannante n. 5, venduto dalla Casa d’Aste londinese Spink nel 1994 adun collezionista italiano n. 71, ex collezione Mancini n. 315, collezionista milanese n. 366, in possesso di noto commerciante torinese n. 385, venduto da Numismatica Senigallese nel 1992 a noto commerciante torinese n. 444, ex collezione Cesana 3000 LIRE 1746: dovrebbero esistere 8-10 esemplari regolarmente emessi, tra i quali: n. 1, ex collezione Antoci, ceduto a Brancaleon (1976), ceduto a Marconi (1977), ceduto a Berth Hallstroem (Gallerie de Monnaies, 1978). n. 65, collezionista milanese n. 119, ex collezione Gamberini n. 134, già in possesso di noto commerciante torinese n. 136, collezionista milanese n. 187, già in possesso di noto commerciante torinese n. 194, ex collezione Mancini1 punto
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E' nella sezione giusta, quella dedicata "alle richieste di Identificazione/valutazione/autenticità relative alle monete contemporanee italiane e STRANIERE". ;) Detto questo, non ho idea di cosa si tratti :D prendo atto della tua ipotesi (moneta indiana dell'800) e chiudo la discussione che l'utente aveva aperto in "Identificazione monete antiche". petronius :)1 punto
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Ciao...dovrei classificare questa monetina...voi come la giudichereste?grazie a tutti anticipatamente...1 punto
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Ripensandoci, la tua decisione è supportata da due motivi. Il primo è che il pezzo era se non sbaglio assieme a gettone imitazione di una moneta francese, e quindi è verosimile che fosse dello stesso genere. Il secondo, più importante, è che se uno voleva produrre un falso, avrebbe fatto maggior attenzione all'ortografia e non sarebbe incorso nell'errore della E al posto della Z nel nome della città. apollonia1 punto
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@@joker67, tranquillo, son caduto anch'io nella trappola e quello che dice @@tognon penso anch'io che con una discussione del genere si raggiungerebbe il record. Mia mamma buonanima diceva, quando ti romperai la testa capirai. Quindi per quanto riguarda il mio piccolo bagaglio personale per me puoi contare sul mio aiuto, non mi stancherei mai di risponderti.1 punto
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Dal mio catalogo mi risulta che ...al momento ha valore soltanto in FDC a 39,00 euro come cita l'unificato, comunque come detto da @@cembruno5500 mi terrei su quella cifra, sempre nel dubbio dell'altro lato.1 punto
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Ciao @@eliodoro, in effetti se guardiamo le tre monete accostate abbiamo una certa somiglianza spaziale e di caratteri delle legende tra quella oggetto di confronto con le due di Gallienus. La A richiama bene le legende di B, mentre la C trova uno stretto confronto nel cervo rappresentato a rovescio. E formulo una provocazione: e se semplicemente in una moneta imitativa di discreta qualità che presenta una commistione di monete di Gallieno le fattezze di quest'ultimo sono state distorte e riprodotte dall'incisore in un modo che involontariamente richiama il suo successore ? La frangia richiama quella di certi ritratti di Gallieno, quello che fa la differenza è la rappresentazione della barba a tratteggio verticale anzichè a punti (riccioli). Ma potrebbe essere semplicemente una "licenza d'autore"... e spesso le soluzioni più semplici sono quelle valide e nel contempo trascurae,. direbbe Sherlock Holmes oltre al suo classico "due indizi, una prova". ;) Ciao Illyricum :)1 punto
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Penserei alla zecca di Roma. Mi sembra corrispondano lo stile della lupa, il simbolo che ha sulla spalla e la cresta dell'elmo.1 punto
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Sul sito segnalato leggo: The first looks like a Dutch coin, because it has ``concordia res parvae cresunt`` on one side (couldn't write the latin word c.r.e.s.c.u.n.t. properly without it censoring me ahahaha). It seems to be written ``6 S`` on the other side, meaning 6 stuivers. I've searched a lot but can't seem to find any other info. It could be brass, possibly meaning it's a token instead of a coin. Personalmente toglierei il 'possibly' riferito a 'coin' se il pezzo, come si nota dalla foto, è di ottone e non d'argento come la moneta modello. Per poterlo usare come moneta il gettone avrebbe dovuto essere stato argentato. apollonia1 punto
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Ti ringrazio, ma non è che il sottoscritto sia così ferrato in verità. Comunque, quella come altre monete conferite, sono state stimate dagli esperti della ditta. Le stime sono state accettate dal proprietario, cui bastava riprendere mediamente quanto speso, e messe in vendita. Vuol dire che se per una volta i prezzi sono stati non troppo elevati, ne avranno "goduto" gli acquirenti. Meglio così. Ma ti assicuro che per quanto so in questo caso non ci sono dietrologie o sospetti da avanzare. ;)1 punto
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Non lo definirei un falso di alto livello, l'Antonino. Un falso di medio livello, ma semplice da smascherare per le sue incongruenze morfologiche, si.1 punto
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Il Portale funziona...soprattutto per quanto concerne la pubblicazione delle monete della Collezione Reale. Era l'ora.1 punto
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La mia prima dramma del 2015 Mondo Greco. Macedonia. Alessandro III. 336-323 a.C. Dracma. AR. D/ Testa di Ercole a destra. R/ Zeus seduto a sinistra, davanti monogramma. Peso 4,02 gr. Diametro 18,50 mm. qSPL. La didascalia manca di dati sulla zecca e la catalogazione, mentre – secondo me – esagera nel grado di conservazione attribuito. Però la centratura è perfetta su entrambe le facce, tanto è vero che negli esemplari di cui ho potuto prendere visione non sempre si vedono bene il simbolo nel campo a sinistra (ramo di palma con nastri) e quello esterno a destra (punta di lancia). Questo è l’esemplare battuto alla Gorny & Mosch 156 del marzo 2007 dove sono ben visibili entrambi i simboli, costato 5 € meno del mio. GRIECHEN MAKEDONISCHE KÖNIGE. Alexander III. der Große, 336 - 323 v. Chr. Drachme (4,10 g.), ca. 323 - ca. 319 n. Chr. Mzst. "Teos". Vs.: Kopf des Herakles mit Löwenfell n. r. Rs.: ALEXANDROU, Zeus mit Adler thront n. l., davor Palmzweig, dahinter Speerspitze. Price 2260; Müller 321. Zarte Tönung, Vs. Stempelfehler, ss-vz. Estimation: € 100,00, Result € 130.00. Quindi si tratta di una dramma della zecca di Teo coniata poco dopo la morte di Alessandro Magno, in suo nome per Filippo III Arrideo sotto Menandro o Kleitos, e catalogata come Price 2260, Müller 321. apollonia1 punto
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Certamente andrebbero rappresentati tutti e tre i sovrani: scegli quello che secondo te ben li rappresenta nello specifico e .... "vai dove ti porta il cuore" ... :)1 punto
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Ecco un 2€ commemorativo (1946-2016) dedicato al 70° anniversario delle prime monete della Repubblica Italiana (1,2,5 e 10 lire in italma):1 punto
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"speriamo che questo tempo almeno porti consiglio ai responsabili del Ministero per comunicare notizie certe su quello che è stato domandato........." Come no. Hanno una voglia di dialogare con noi che non stanno più nella pelle.... :clapping: E comunque più di così non è possibile fare. Rimane l'amarezza di constatare quale sia il grado di interlocuzione, anche ai massimi livelli, tra i cittadini e le istituzioni nonché l'attenzione che le Istituzioni riservano alle nostre istanze, mediate dai nostri rappresentanti in Parlamento. Dopodiché ciascuno trarrà le sue conclusioni su questo modo di fare e di comportarsi. M.1 punto
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Credo che il comportamento un pò "sopra le righe" di certi commercianti, derivi dal fatto che gli va ancora bene con gli affari , poiché la numismatica è un campo assai ristretto e non c'è poi tanta concorrenza sul mercato, per cui se si vuole comprare monete di un certo livello , da loro devi andare.... Con la conseguenza di allontanare quei collezionisti, che non hanno molte disponibilità finanziarie e che cercano di spendere poco; mentre restano quelli danarosi che spendono molto, che sono accolti benevolmente e che non sentono la crisi ( e ce ne stanno molti). Contro la supponenza e la maleducazione di alcuni venditori abbiamo solo una difesa: cancellarli subito dal proprio "albo fornitori "!1 punto
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Non mi pronuncio sulla genuinità di questa moneta, ma eviterei un venditore inserito in questa lista http://augustusmath.hypermart.net/fakesellers.html https://sites.google.com/site/coinfraudwatch/saxbys-coins1 punto
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non mi sembra casuale e slegato da ciò il fatto che la monetazione in oggetto stia reclutando un mare di collezionisti, tanto da rendere l'offerta altamente sotto la domanda...il merito è dello charme che il curatore e tanti altri danno alla monetazione arricchendola di tanto altro, rendendo le informazioni facilmente fruibili e permettendo a tutti di avere tanta conoscenza, aldilà delle monete che si posseggono, questa è ricchezza, speriamo che questi atteggiamenti rimangano rigogliosi, ormai c'abbiamo fatto il callo :D1 punto
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traduco con Google dallo spagnolo.... spero sia comprensibile Le manque de pièces fait quelques coopératives imprimieran provisoires fournissent des bons pour le changement dans les petites opérations . Bientôt , de nombreuses municipalités , les syndicats et toutes sortes d' entités publiques et privées ont pris à la production incontrôlée de ces bons , la création d'une grosse somme d'argent parallèle. Puis les pièces émises par les gouvernements des régions , des provinces et des conseils municipaux que je présente , tous sont à partir de 1937 .1 punto
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Johann Christian Reich (1740-1814) è un incisore e medaglista tedesco di Fürth, città del nord della Bavaria vicina a Norimberga. Tra circa il 1789 e il 1800 collaborò col figlio Johann Matthias e sembra che molte medaglie e gettoni emessi in questo periodo a firma R. o REICH fossero opera congiunta dei due. Le medaglie commemorative di Luigi XVI e Maria Antonietta del 1793 firmate R. sono state attribuite al figlio. Da dove scrivo non posso aggiungere altro. Vedrò al rientro se il Mitchiner parla di questa famiglia di incisori. Credo che anche l’altro gettone sia una riproduzione in bronzo di una moneta, in particolare di un 6 stuiver d'argento coniato nella città olandese di Zutphen nel 1688. Come nella moneta, sulla faccia con il cavaliere c’è la scritta CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT (nell’armonia anche le piccole cose crescono); sull’altra faccia con la data e lo stemma della città e ai lati il valore 6 S, nella scritta MONO ARG CIV EVTPHANIAE c’è un errore di ortografia (l'iniziale della città dovrebbe essere Z), come può capitare sui gettoni. apollonia1 punto
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San Lamberto è stato vescovo di Tongres e Maastricht e patrono di Liegi. D/ * S. LAMBERTE . ORA . PRO . NOBIS - In esergo L e G ai lati di una colonna. R/ LAMBERTI MARTYRIVM – 1896 PATRONI LEODIENSIVM Rame: 14,40 g, 32 mm Sul diritto della medaglia è raffigurato il vescovo sul trono con la pastorale nella mano destra e un libro nella sinistra. In esergo l'arma del principato di Liegi, con le lettere L e G ai lati di una colonna sostenuta da tre leoni con in cima una pigna sormontata da una croce. Sul rovescio è raffigurata una scena del martirio del Santo. apollonia1 punto
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Ciao Lorenzo, la seconda medaglia è una "verace" medaglie napoletana dell'Immacolata Concezione, di napoletane del periodo borbonico e post borbonico ce ne sono diverse, alcune firmate dai già ben noti Oivieri e De Gregorio ed altre no. Esistono anche medaglie premio di istituti e convitti vari raffiguranti questa effigie mariana ed altre napoletane in generale per Nostra Signora. Dopo il fatidico e tragico 1861 l'Immacolata Concezione non era più ufficialmente patrona del Regno delle Due Sicilie ma risiedeva comunque nel cuore di tutti noi duosiciliani e napoletani. Di seguito alcuni esempi. La prima è certamente coniata nel 1854 o 1866 per la cessazione dell'epidemia di colera a Napoli ed è una variante delle due medaglie borboniche (vedi post iniziali) commissionate dal re Ferdinando II di Borbone, che questa non sia di committenza regale è chiaro, basta leggere al rovescio dove all'esergo manca il riferimento MUNIFICENTIA PRINCIPIS - Generosità del principe (al suo posto il nome dell'incisore e della ditta coniatrice De Gregorio). Da notare che in questa medaglia come in quella di Arnaud del 1854 il san Luigi si distacca completamente dalla tradizionale iconografia che lo vede raffigurato in tutte le altre medaglie italiane ed europee. San Luigi Gonzaga inginocchiato su un inginocchiatoio mentre prega con il rosario tra le mani è tipica iconografia napoletana concepita in epoca borbonica.1 punto
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Lo encontre!!!!!! Aqui tenéis las imágenes de los euros italianos: http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0006/articleid,0534_01_1998_0039_0008_7087796/ Saludos desde España Si no podéis visualizarlo entrar en www.archiviolastampa.it --> Ricerche --> Ricerca Avanzata --> Data Specifica --> 9 Febbraio 1998 (data esatta) + Dettagli (Ricerca libera: moneta) --> Cerca --> I volti dell'euro italiano Saluti.1 punto
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