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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/16/15 in tutte le aree
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e per finire la ciliegina sulla torta: :yahoo: :yahoo: Taglio: 10 cent Nazione: Monaco Anno: 2002 Tiratura: 367.200 Condizioni: BB Città: Milano7 punti
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Un 1891(91) 1-peseta (5g, argento di .835) del re spagnolo Alfonso XIII, con il ritratto di bambino che sembra intrigare molto così molti dei collezionisti di monete che vederlo. In questo esempio 1891(91) è dalla seconda coniazione di questo tipo—un conio precedente è datata 1889(89)—e queste monete successive sono di gran lunga la più comune delle due date. Questo particolare esempio è in molto migliori condizioni che vedo solitamente questi pesetas; essi sembrano essere stati impegnatissimi monete nel loro giorno. Alfonso XIII girato cinque anno questo pezzo 1891(91) è stato coniato ed era stato re di tutto il tempo. Suo padre, Alfonso XII era morto prima che egli nacque, e deve essere una tentazione per alcuni dei più superstiziosi tra noi per combinare il fatto della morte prematura del padre con la propria fortuna duro—Alfonso XIII fu cacciato dal trono nel 1931—e fare il collegamento evidente con il suo sfortunato numero 13. (Sembra che questa prima abbiamo discusso sul Forum!) Alfonso XIII ha fatto qualcosa di un comeback, tuttavia, quando suo nipote Juan Carlos I aderito agli spagnoli trono nel 1975, e ha cominciato a comparire sulle parti 1-peseta del alluminio-bronzo di 1975(76). :) v. ----------------------------------------------------------------- An 1891(91) 1-peseta (5g, .835 silver)of the Spanish King Alfonso XIII, with the baby-portrait that seems to intrigue so very many of the coin collectors who see it. This 1891(91) example is from the second mintage of this type—an earlier mintage is dated 1889(89)—and these later coins are by far the commoner of the two dates. This particular example is in much better condition than I usually see these pesetas; they seem to have been extremely busy coins in their day. Alfonso XIII turned five the year this 1891(91)piece was coined, and had been King the whole time. His father Alfonso XII had died before he was born, and it has to be a temptation for some of the more superstitious among us to combine the fact of his father’s untimely death with his own hard luck—Alfonso XIII was driven from the throne in 1931—and make the obvious connection with his unlucky number 13. (It seems we have discussed this before on the Forum!) Alfonso XIII did make something of a comeback, however, when his grandson Juan Carlos I acceded to the Spanish throne in 1975 and began appearing on the aluminum-bronze 1-peseta pieces of 1975(76). :) v.5 punti
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Bisognerebbe partire dal presupposto che la monetazione celtica non è una monetazione semplice per varie ragioni: 1- si tratta per lo più di monetazione imitativa (greco-romana)...ma non solo; 2- si tratta non di una popolazione, stanziata su un territorio definito, ma di vari popoli collocati in modo frazionato su mezzo continente; 3- le rappresentazioni non hanno uno scopo naturalistico, ma sono spesso delle astrazioni di concetti politico-religiosi ; 4- scarsità di fonti; 5- ..... Inoltre si dovrebbe anche superare l'idea che è "bello" solo ciò che capisco o che riesco a riconoscere. La monetazione greca ha raggiunto dei livelli sublimi per ciò che riguarda la ritrattistica e la naturalezza, ma ciò non significa che sia l'unica caratteristica che può o che deve avere una moneta. A parte il fatto che la bellezza è un concetto molto relativo a ambiguo, ma purtroppo alcuni ritengono che una moneta sia bella e quindi di valore solo se raffigura qualcosa di comprensibile. Allora le opere d'arte contemporanea di Mirò, o di Picasso, o di Matisse, cosa rappresentano, o meglio, qualcuno capisce cosa rappresentano? Tornando alla numismatica celtica, questa è un ramo della numismatica antica che forse richiede un impegno maggiore allo studioso-collezionista, perché richiede non solo una conoscenza di tipo naturalistico (es. : vedo un lupo e un A, quindi la moneta dovrebbe essere di Argo) ma una conoscenza più ampia che spazia anche alla storia, e alla politica, alle tecniche di produzione (che nel caso delle monete celtiche si hanno anche delle vere particolarità), alla capacità di astrazione, ecc.....(non che nello studio delle altre monete tutto questo non ci sia, ma nella monetazione celtica queste caratteristiche devono essere più affinate). Quindi chiunque si avvicina a questo ambito della numismatica, a maggior ragione se si tratta di venditori esperti, dovrebbe evitare qualunque forma di cialtroneria e pressappochismo perché contribuisce a deteriorare l'immagine di queste monete. Le monete celtiche non sono ESOTICHE, non sono STRANEZZE, non sono SCHERZI DI NATURA, da mostrare al circo :nono: . Sono monete antiche con una loro storia che merita rispetto al pari dei sesterzi romani o delle dracme greche!4 punti
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Dollaro Morgan 1891 cc Variante "Spitting Eagle"4 punti
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La conoscenza della numismatica sta attraversando un momento di grande e veloce sviluppo. Un artefice fondamentale di tale evoluzione della conoscenza è dato da internet. Esso mette a disposizione degli studiosi una quantità di informazioni che sino a vent'anni fa era inimmaginabile, a tal punto che mentre allora la difficoltà per lo studioso stava nel reperire l'informazione, ora sta nel filtrare una messe eccessiva. La costruzione di queste grandi opere citate nel titolo richiede tempi molto lunghi, dell'ordine di decenni. Ma anche osservando ogni singolo tomo che le compongono, corrispondente a un arco limitato di tempo, la sua realizzazione richiede tempi ugualmente molto lunghi. E' così che quando finalmente i'ennesimo tomo della Grande Opera vede la luce, di fatto è già superato dalle conoscenze che si sono accumulate durante la fase editoriale. Questo non succede, invece, con gli articoli, che restano lo strumento sul quale cercare e trovare argomenti e dati quanto più aggiornati possibile su un topico: aggiornati, ovviamente, in rapporto alla data di pubblicazione degli stessi. Questo non significa che le Grandi Opere abbiano perso parte del loro valore: esse sono e restano assolutamente indispensabili quale punto di inizio per impostare ogni serio studio numismatico e quale strumento comune e condiviso di riferimento dei dati. Quando scrivo RIC X,438 per qualunque numismatico, tanto in Cina come in Russia o negli Stati Uniti (e persino nell'arcipelago patagonico dove vivo!), è perfettamente e inequivocabilmente chiaro di cosa sto parlando. Ciò è una pietra miliare. Ma non va tralasciato il fatto che ogni Grande Opera, proprio per il fatto di essere una Grande Opera, è già più o meno obsoleta nel momento stesso in cui viene pubblicata. Se i suoi Autori volessero impedire tale prematura obsolescenza, sarebbero impegnati costantemente nell'aggiornamento della bozza editoriale e l'opera, o il suo ennesimo tomo, non vedrebbe mai la luce. Invece giunge il momento inevitabile in cui si dice "ora basta!, qui ci fermiamo e pubblichiamo il tutto allo stato dell'arte in cui ci troviamo" e cessa l'opera di aggiornamento del testo. Ma trattandosi dell'ennesimo tomo della Grande Opera, anche i tempi di pubblicazione sono lenti e quindi nel momento in cui il volume giunge intonso nelle mani del lettore esso non rappresenta già più l'aggiornamento atteso sull'argomento. Spesso leggo che si stà aspettando l'ennesimo tomo del MEC, oppure che si metta mano all'aggiornamento del RIC. Auspico entrambe le cose, ma solamente perché vuol dire aggiornare tutto l'insieme dei riferimenti disponibili, arricchendone enormemente la base di dati. Ma non mi aspetto di trovare risposte significative ai tanti dubbi numismatici che ho da tale nuovo tomo o aggiornamento: le risposte le cerco negli articoli che via via si pubblicano nelel migliori riviste, e talvolta anche nelle discussioni che avvengono nei forum numismatici.3 punti
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Buonasera,possedessi una moneta cosi' l'avrei definita spettacolare pure io indipendentemente dalla conservazione. E' una moneta importante,pochi possono avere la fortuna di averla in collezione Invece solo critiche,accanimento sulle foto,sulla conservazione ,sul deprezzamento causato dal colpetto. A volte passa la voglia di postare le foto delle monete..a me sinceramente e' passata qualche tempo fa.. Jacopo,complimenti per la tua moneta,fai bene ad esserne orgoglioso e definirla spettacolare. Buonaserata a tutti.2 punti
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Hai ragione Ares, aggiungerei anche che sono monetazioni che soprattutto bisogna evitare di approcciare con un "metro classico". Mi spiego meglio: se siamo abituati ad attribuire le emissioni greche a poleis determinate, o al limite a federazioni di poleis o ad imperi con zecche distribuite sul territorio, questo non funziona coi celti, meno che meno con quelli di Gallia. Inutile tentare di attribuire una tale emissione ad un popolo. O meglio lo si puo' anche fare, si puo' dire "tale emissione é attribuibile ai Senoni, per le ragioni x, y, z". Ma questo non vuol dire che l'emissione in questione sia stata prodotta da un'articolazione statale dei Senoni per conto e a favore di tutta la nazione Senone, ma solo che gli artefici dell'emissione erano Senoni, punto. La maggior parte delle emissioni galliche sono emissioni private, di questo o quel capo, appartenente a questo o quel pagus, a sua volta appartenente ad un gruppo tribale (Senoni, Nervi, Turones, e cosi' via). Di alcune tipologie di emissioni, quali i potins, é ancora in discussione il reale utilizzo, dato che sono praticamente prive di intrinseco e facilmente riproducibili (e riprodotte). Pare che avessere un ruolo nell'ambito delle strutture clientelari che tenevano assieme la società. In ogni caso uno scenario ben lontano da quello classico, in termini sociali, economici e monetari. Tornando al tema, qua non si chiede di certo ai curatori di cataloghi d'asta di diventare specialisti o comunque di approfondire. No, la pretesa é molto più limitata: semplicemente di classificare le monete poste in vendita come cristo comanda. E, se proprio non ci si riesce, piuttosto che spararle grosse mettere un umile "moneta celtica da classificare". Credo che tutti ne avrebbero da guadagnare2 punti
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Concordo con @@pedro_88, le officine funzionanti al tempo di Costante a Cizico dovrebbero essere, se non sbaglio, 6, lettere A- S, di officina individuata con la lettera K non ne sono a conoscenza...2 punti
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Non vorrei spararla grossa perchè sono poco competente, ma non mi sembra che ci sia una zecca K a Cyzicus.. Potrebbe essere una B venuta male..? Magari posta una foto! (anche per soddisfare la pura curiosità di vedere la moneta.. :)2 punti
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Non è questione di essere cassandre o meno, ma è che la burocrazia fa perdere in tutti i campi una marea di tempo che potrebbe e dovrebbe essere speso in modo migliore. Pensate che io sono un fisico nucleare e mi ritrovo a poter fare serenamente ricerca praticamente il sabato e la domenica, perchè sono spesso alle prese con cacchiate burocratiche. Per acquistare un giravite bisogna rimepire carte, moduli online e perdere talmente tempo che quando lo si racconta ai colleghi all'estero questi si mettono semplicemente a ridere. E' chiaro che si perde competitività in tutti i campi. Tra l'altro questo spiega anche perchè gli italiani, quando vanno all'estero, riescono così tanto bene. Si sono trovati per anni con un sacco di palle al piede che non appena se ne liberano riescono a fare di tutto e di più :) Quello che voglio dire, in conclusione, è che la semplificazione burocratica è una questione molto più importante di quanto molti siano portati a pensare.2 punti
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Eccomi: ogni promessa è un debito! La conversazione con il nucleo dei carabinieri di Monza questa mattina è durata 11 minuti. L'interlocutore si è dimostrato gentile, disponibile e abbastanza competente in materia. Premesso che verso la fine della telefonata lui stesso mi ha consigliato di cambiare genere, inserendo in negozio articoli di natura differente, i concetti interessanti che ne sono emersi sono i seguenti. Una ditta che voglia acquistare monete antiche in Europa a scopo di rivendita in Italia (o su eBay) lo può fare, ma seguendo alcune procedure che a mio avviso sono assai ostiche. Vi elencherò i passaggi strettamente lagati all'oggetto "moneta antica" sorvolando tutto il resto del burocratese che interessa regolarmente ogni attività di compra-vendita attraverso internet. Acquistando una moneta all'asta su eBay è importante conservare copia della transazione corredata di fotografia che permetta di ricondurre univocamente e inequivocabilmente all'oggetto acquistato. Allo scopo è utilissimo stampare in PDF la pagina dell'inserzione che sicuramente attestarà la provenienza dell'oggetto. Per il pagamento è scontato optare per sistemi tracciabili, ossia bonifico bancario, paypal, o anche ricarica Postepay (ma non online quest'ultima). Non parlo di lecita provenienza, ma per lo meno di provenienza (da altro venditore e non da una buca scavata nel campo dietro casa). Ricevuto il bene (la moneta), sarebbe buona cosa inviare (per sicurezza) email con in allegato il PDF della transazione e fotografia annessa al "Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale" di competenza. In questo modo ci tuteleremo qualora si trattasse di oggetto non di lecita provenienza, o peggio rubato. Nel caso di acquisti al di fuori del territorio Italiano la faccenda diviene ancora più "simpatica". Infatti è a carico del compratore e non del venditore presentare formale richiesta di espatri dell'oggetto acquistato alla nazione possidente rigorosamente prima di riceverlo (o meglio prima che il venditore possa spedirlo). Di fronte al nulla osta della nazione di origine, dovremo presentare richiesta di introduzione in Italia del medesimo oggetto. A fronte di queste pratiche sbrigate e dei relativi nulla osta da parte di nazione mittente, nazione destinataria e Carabinieri, potremo gestire con la massima tranquillità l'oggetto all'interno del nostro negozio. Premesso che queste procedure così rigorose sono seguite da ben pochi commercianti specificatamente numismatici, andrebbero applicate a ciascun acquisto, sia esso una moneta di inestimabile valore, oppure una moneta antica comune priva di alcun valore di carattere storico. Infatti solamente gli organi preposti possono stabilirne o meno il lecito possesso e la libera commercializzazione a seguito di un nulla osta. L'aspetto "divertente" è dato dal fatto che è estremamente difficile entrare in possesso di un oggetto di reale valenza storica e pertanto tutta questa burocrazia appare ai miei occhi come una inutile, quanto tipica, perdita di tempo, di denaro e di risorse preziose. D'altro canto, a fronte di un controllo o verifica fiscale o di altra natura, se non si è nella condizione di poter dimostrare la regolarità di ciascuna transazione, si rischia davvero grosso. Francamente, nonostante i miei buoni propositi, le mie intenzioni oneste e sane di iniziare a trattare un certo articolo, a questo punto credo che mi convenga di gran lunga seguire il consiglio del carabiniere, dimenticandomi delle splendide monete romane e seguitando a trattare articoli ben più facili da gestire (leggi francobolli e figurine Liebig). Mi spiace davvero molto che in Italia siamo a certi punti. Io sono per la tutela del patrimonio culturale della Nazione. Sono uno di quelli, per intenderci, che trovando un oggetto di importanza storica, sarebbe ben felice di consegnarlo al museo, permettendo a più persone di ammirarlo e di farne tesoro. Mi sarebbe piaciuto mostrare in vetrina alcune monete romane, magari arricchendo di volta in volta con leciti acquisti l'assortimento ... ma per come siamo messi temo proprio che lascerò perdere. E' tutto davvero molto triste. Un vero peccato.2 punti
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Tralasciando di rispondere a MAP, che continua a non comprendere il senso del mio intervento (e forse sono io che non ho saputo spiegarmi), vorrei tornare all'aspetto che più mi sta a cuore e che è la ragione per cui ho aperto questa discussione. Essa, in realtà, mi è stata suscitata da numerosi interventi che vedo su questo come su altri forum numsimatici, nei quali si citano smolto spesso opere come quelel citate nel titolo, in una forma che secondo me ne travisa ion parte il senso. Prendiamo ad esempio il RIC. Ad ogni momento viene citato quale catalogo: ma quasi mai vedo citate le migliaia di pagine, cento o duecento almeno per ogni volume, che ne costituiscono la parte concettuale. Come catalogo, il RIC è ormai obsoleto, lacunoso, superato. E non mi riferisco solamente a quella che con disprezzo evidente LegioItalicaII ha definito "minutaglia", ma anche alle monetazione ritenute (a torto o a ragione) le più prestigiose: ad esempio, studiando i dupondi di Nerone ci siamo resi conto di quanto sia impreciso e lacunoso. Invece la parte descrittiva che precede il catalogo è e resta un testo di riferimento non solo fondamentale, ma tutt'ora attuale e insuperato. Quindi il problema, secondo me, non è tanto nella Grande Opera di per se stessa, ma piuttosto nel modo in cui viene utilizzata. Citare la catalogazione che accompagna (insisto, "accompagna") queste Grandi Opere in modo acritico, quasi fosse verità poiché ivi affermato: 1) è metodologicamente errato in quanto prima di citare un riferimento di catalogo dandogli valore di verità, esso andrebbe verificato in quanto alla sua vigenza 2) è svilente nei confronti della Grande Opera perché vuol dire dare maggiore importanza alla parte di catalogazione, che non è quella veramente importante, anziché a quella concettuale, che ne costituisce davvero l'essenza e la parte di maggiore pregio. Quindi il mio intervento non è per sottovalutare le Grandi Opere, ma per invitare tutti a leggerle con molta più attenzione per quello che davvvero sono: dei monumenti della conoscenza dei principi numismatici propri degli argomenti trattati, sui quali basare la nostra stessa formazione e crescita numsimatica, dando minore importanza a quella propria della catalogazione, utilissima e imprescindibile quale riferimento per spiegare con chiarezza di quale moneta si sta parlando, ma che a volte può essere ingannevole e condurre fuori strada a causa della sua obsolescenza quando non considerata criticamente. In altri termini: nelle Grandi Opere sono da considerarsi con molta maggiore attenzione di quanto non si faccia le parti impropriamente chiamate "introduttive", che in realtà sono "espositive dei principi concettuali". Invece sulla catalogazione che accompagna tali principi concettuali, l'uso dovrebbe sempre essere fatto tenendone presenti i limiti. Spero ora di essermi spiegato meglio.2 punti
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io che di questa monetazione ne so poco non ho dovuto leggere molto per classificare alcune monete, percui mi chiedo quanta superficialita' ci sia stata o scaltrezza.... R.2 punti
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Sembra che soprattutto monete provinciali di area orientale stiano finendo in vendita su Ebay in questo periodo. Parrebbe che a volte non siano nient'altro che monete trafugate dalle razzie e dagli scavi illegali dell'ISIS, che finiscono in ultima battuta a finanziare i terroristi e le loro attività. Spesso sembrerebbe che chi le vende possano essere intermediari o traffichini che le acquistano ai confini con le aree di guerra. Inutile dire come sia importante tenere gli occhi aperti, segnalare ad Ebay le inserzioni sospette (monete rare e con evidenti tracce di recente scoperta, provenienti da antiche città ora in territorio dell'ISIS) ed astenersi dall'acquistare questo materiale (oltre che per motivi etici anche per evitare problematiche legali). Forse in qualche caso sono solo illazioni sensazionalistiche ma la prudenza è d'obbligo. Qui ulteriori informazioni: http://www.lamoneta.it/topic/135794-attenzione-monete-trafugate-dallisis-su-ebay/2 punti
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@@claudioc47 , si ci siamo con l' occhio. In mano, cosa più facile ovviamente che solo in foto, ho chiuso SPL+ la prima, SPL/FDC la seconda ed FDC la terza. La terza é andata via a pochi minuti dalla messa in vendita ad un prezzo molto vicino al catalogo. La prima e la seconda alla metà del prezzo di catalogo non le pensa nessuno ;) (con queste chiusure, ovviamente) Le uniche "gare" qui sono state nominate più volte da chi dice di non interessarsene, in modo completamente avulso dalla discussione assieme ad altri discorsi completamente estranei a questa discussione. Si parlava, o almeno si é tentato di parlare, di conservazioni e di protocollo per i giudizi.2 punti
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PATACA Da Wikipedia: "Pataca Diffusione Tutta la Romagna, Comprensibile anche da non Romagnoli Definizione Definizione di facile comprensione e diffusa in tutta la Romagna, mediamente compresa anche da non Romagnoli. Lo si dice di persona che vuole vantarsi o che si da delle arie ma che i risultati rendono ridicolo, comico, sfigato". Poi ci sarebbe anche un altro significato del termine pataca ma è meglio soprassedere :rolleyes: petronius oo)2 punti
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______________ 1891 Tunisia Fu il primo governante sottoposto al regime del protettorato francese. Bey di Tunisi - Signore e/o Gentiluomo di Tunisi - (titolo turco-ottomano) Ali Muddat ibn al-Husayn (1817-1902) 2 Centimes - Rame2 punti
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______________ 1891 La prima moneta in assoluto in argento della mia collezione :) Avrei potuto migliorarla innumerevoli volte, ma una moneta che suscita un'emozione per quello che è e rappresenta... non si cambia. http://www.lamoneta.it/topic/132792-la-moneta-in-collezione-da-più-tempo/#entry1513187 Spagna Maria Cristina d'Asburgo (1858-1929) - Reggenza dal 1885 al 1902 Alfonso XIII° (1886-1941) 2 Pesetas - Argento .8352 punti
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eccovi la mia Argentina dos centavos 18912 punti
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Ho l'onore di iniziare il 1891 con le immagini di un 20 rappen della Svizzera2 punti
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Certo, le "celtiche" sono considerate, quanto meno in Italia, monete "poco conosciute". Può darsi che sia così. Ma può darsi anche che non lo sia. Certo é che se alcune serie preromane europee non sono ben conosciute a livello collezionistico nel Belpaese (ed in questo non c'é nulla di strano, visto che si tratta per lo più di specie "esotiche", esteticamente poco appetibili, mentre il panorama italico é già di per sé enormemente ampio e ricco) ciò non vuol dire che non lo siano in assoluto. Ma soprattutto ciò non legittima gli operatori commerciali nel settore nel proporre le poche monete usualmente a catalogo sotto descrizioni folkloristiche, se va bene, se non decisamente tendenziose. Da un operatore commerciale ci si attenderebbe un approccio professionale. Purtroppo, quando si tratta di "celtiche" non é sempre il caso. Anche, in Italia, lo é raramente. Un esempio, non esaustivo, sia ben chiaro, ma ben rappresentativo, tratto dalla recente E-Auction di Art Coins Roma numero 23. Sia detto per inciso che, se non ricordo male, Art Coins Roma si era distinta, qualche tempo fa, per la proposizione di alcuni falsoni padani decisamente pittoreschi. Questa volta (quanto meno per la maggior parte della monete proposte, fortunatamente) non si tratta di falsi. Non so se colui che cura oggi queste monetazioni per ACR sia la stessa persona, ma il livello di approssimazione e dilettantismo (a voler esser buoni) é lo stesso. Ma veniamo ai pezzi, e, soprattutto, a come vengono proposti. Certo, una moneta definita "molto rara", venduta a 29 Euro... Il problema é che l'unica cosa più o meno "corretta" é il prezzo di acquisto. Per il resto la descrizione é solo un'accozzaglia di fesserie: la moneta non é altro che un comunissimo potin dei Senoni, probabilmente uno dei più comuni potin gallici. Il "leone" al rovescio poi... chissà dove l'hanno letto. Ah già, sul "Van Ardsel" (SIC), n.154.9. Certo che bisogna essere particolarmente dotati per classificarla in questo modo, visto che il Van Ardsell non propone alcuna immagine di questa moneta, non fa cenno al leone e si limita a dare questa descrizione: 154 - 09 Kentish Uncertain ca. 30 50 B.C. ER Bronze Unit 11 mm Earliest Record: Allen, 1960 OBV: Head right Identifying points: 1) too poorly preserved to identify REV: Uncertain animal left Identifying points: 1) pellets in field around animal CLASSIFICATION: None NOTES: Possibly an earlier import from Gaul. Not illustrated. Bah... Una "unità" (?) dei Cantiaci? "Molto rara"? :D Per favore, se non siamo avvezzi ai potin cerchiamo almeno di dedicare un po' più di tempo alla bibliografia. Ma in effetti sembrerebbe che presso ACR la bibliografia per le celtiche sia estremamente limitata. Al di là di qualche rara incursione presso altri testi pare che la bibbia dell'anonimo classificatore di celtiche di ACR sia una sola: il primo volume del catalogo delle collezioni del Kunsthistorischen Museum di Vienna curato dal Dembski. Ed in effetti é il Dembski (abbreviato in KMW) che viene di norma invocato. Sia ben chiaro, la collezione di Vienna é estremamente ricca, ed il catalogo del Dembski é importante, soprattutto per le celtiche centroeuropee e danubiane. Ma classificare delle celtiche di Gallia (che nelle collezioni viennesi sono marginalmente rappresentate) utilizzando il Dembski... Bah... Se non si ha voglia di studiare, e ci si vuole limitare ai cataloghi di collezioni, le alternative più appropriate non mancano di sicuro. Eppure ACR come riferimenti per queste tre monete della Gallia propone il Dembski... Tutte e tre vengono attribuite ad Edui o Lingoni, e classificate nello stesso modo, con gli stessi riferimenti, o quasi. Anzi le monete di cui ai lotti 2 e 3, diversamente dal 4, sono dichiarate "rare" (perché? lo dice il Dembski? Non mi pare proprio). Se il potin dei Senoni (lotto 1) visto prima é uno dei potins più comuni, i quinari Kaletedou (quali il n.2 ed il n.3) sono senz'altro in assoluto le monete d'argento più comuni nell'ambito delle emissioni della Gallia Comata. Sono talmente tante, e tanto diffuse, che si ipotizza che siano esistiti una pluralità di centri d'emissione. Il lotto 4 viene classificato come il 2 ed il 3, solo viene esteso il range dei riferimenti a tutti i Kaletedou presenti nelle collezioni viennesi (per la verità anche oltre: il 427 é un Buschelquinare che non ha nulla a che vedere), e ci viene risparmiato l'epiteto di "raro". In effetti si tratta al contrario di una moneta decisamante meno comune dei quinari Kaletedou, e che con questi ultimi ha ben poco a che spartire: é un cosiddetto "denier au chevalier" della Valle del Rodano, attribuito agli Allobrogi. Ma sul Dembski non c'é... Peccato. Il potin dei Remi (lotto 5) viene classificato anche lui sulla base delle collezioni viennesi, peccato, ma, in generale, non c'é molto da dire. Tranne che... il dritto viene descritto come "figura che corre verso d., tiene torcia e lancia". Torcia??? Quale torcia? Evidentemente chi ha compilato la scheda, oltre che tradurre approssimativamente, ignora la differenza tra un torques ed una torcia... Eppure sono oggetti abbastanza diversi. Mah...1 punto
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Questo è uno dei due matapan veneziani (l'altro è di Enrico Dandolo) della mia modesta collezione di grossi. E' del doge Pietro Gradenigo e, come ben sapete, la moneta è comunissima. Raramente però capita di vederne qualcuna quasi priva di difetti, tipo debolezze di conio o consunzioni. Questa è, per mia esperienza, abbastanza ben messa. La scansione non le rende tanto merito. Il peso è di g. 2,06. Vi piace? Acquistata da un commerciante straniero al Convegno di Riccione del 2010.1 punto
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Sia 20 che 30 mi sembrano esagerate, comunque probabilmente non se ne saranno accorti che la moneta da una lira era una NC.1 punto
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concordo: why not?...e poi non si può sempre chinare la testa supinamente...commerciare in monete antiche legali è una attività permessa , ammessa e regolamentata dallo stato, allora perché non dovremmo farlo , nel rispetto delle regole? solo per un teorico quieto vivere dovuto al rischio di interpretazioni arbitrarie e prevaricatrici di qualche funzionario troppo zelante e miope? no, grazie...1 punto
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qBB/BB se mi confermi che a ore 2 del rovescio c'è un'ammaccatura.... ma dove c.....o trovi le monete a così poco!!!???? Per una moneta così ai mercatini dalle mie parti ti domandano 20 euro!!1 punto
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Di niente, figurati, ho solo detto la mia così, a colpo d'occhio.. In effetti può venire spontaneo dare per buona la K se così viene data da un commerciante nella documentazione! Poi come dicevo, è sicuramente più autorevole il parere di eliodoro, io sono un super neofita! :) Grazie a te per aver condiviso..parte del fascino di questo forum è poter vedere anche ciò che è in mano ad altri dato che non si può avere tutto! :)1 punto
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Che quando le guardi, non ti piacciono/emozionano/parlano più... Ho pensato semplicemente che sarà difficile che le terrai con te se invece hai altro che ti piace/emoziona/parla che potrai avere liberandoti delle prime... Tutto qui :)1 punto
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Il solo altro esemplare del tetra Price 883 che ho trovato in rete è questo, tra l’altro con il monogramma HP eraso. Proviene dalla Rauch 85 dove è stato aggiudicato a 450 € nel novembre 2009. GRIECHISCHE MÜNZEN - MAcEDONIa Könige von Makedonien Alexander III. 336-323 (D) Tetradrachme (16,64g), Kabyle (Thracia), posthum ca. 225-215 v.Chr. Av.: Kopf des Herakles mit Löwenhaube n.r. Rv.: Zeus Aëtophoros mit Szepter auf Thron n.l., im l. Feld Artemis Phosphoros, darunter Monogramm HP (aus dem Stempel eradiert). -- Kleine Druckstellen am Rd., stellenweise minimal rauh, minimaler Doppelschlag im Rv. Price 883, Müller - (cf 399). R f.vzgl. apollonia1 punto
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... il fatto è che siamo diventati tutti degli "inguaribili perfezionisti" ... :D :D :D ... guarda che mi ci metto anch'io ... oo)1 punto
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Ti suggerisco di cominciare a vendere le monete che non ti interessano piu'. Cosi' vedi che riscontro ti da il mercato. Poi quando ti sei fatto un'idea, comincia a comprare le monete che ti interessano. Vedi se l'emozione per le 'nuove' monete rimane o cambia, vedi anche se riesci a separarti dalla collezione esistente. Quindi decidi di conseguenza.1 punto
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A segnare il passaggio da Alessandro I al figlio Perdicca II, un interessante statere il cui diritto lo collega ad Ege, la vecchia capitale regale della Macedonia fondata da Perdicca I. MACEDON, Aegae. Circa 500-480 BC. AR Stater (9.27 gm). Kneeling goat right, head reverted; annulet above / Quadripartite incuse square. Rosen 88; Weber 1839; Svoronos pl. III, 17; Traité pl. xlix, 9. EF, a few minor corrosion spots, mostly on the reverse, overall an exceptional example. Rare. This punning type with a goat (aigoV) clearly alludes to the old Macedonian royal capital Aigai, founded by Perdikkas I, and reappears among the coin types of later kings. The recent discoveries of royal tombs at Vergina, see M. Andronicos, The royal graves at Vergina (1978), confirm this identification of the site as Aigai. apollonia1 punto
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Grazie per i complimenti. Guarda, non ci vuole molto per realizzarlo, basta avere un pò di manualità e gli strumenti1 punto
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@@miza caspita! Per essere dentro una ciotola si è conservato benissimo! Giudicando dalla foto c'è un'ottima freschezza del metallo, campi puliti, qualche piccolo segno di usura sui seni al D/ e sullo zigomo e sui capelli al R/, per me siamo sullo Spl+ - Spl/Fdc. Ovviamente bisognerebbe vederla in mano. Complimenti!!1 punto
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Complimenti ad Apollonia per il tetradramma con Artemide Fosforo. Anche qui la figura di Artemide è molto ben definita. Bell'acquisto Grazie Andrea GRIECHEN - MAKEDONISCHE KÖNIGE Alexander III. der Große, 336 - 323 v. Chr. Tetradrachme (16,63g). ca. 225 - 215 v. Chr. Mzst. Kabyle. Vs.: Herakleskopf mit Löwenskalp n. r. Rs.: BASILEWS ALEXANDROU, thronender Zeus mit Adler, l. im Feld Artemis Phosphoros mit zwei Fackeln, darunter Monogramm H. Price 883; Müller . ss-vz. L’attribuzione alla zecca di Cabile è certa in quanto il conio del diritto è lo stesso usato in precedenza per coniare i tetradrammi in nome di Kavaros - l’unico re gallico di Tracia a battere moneta - e le sue monete d’argento furono appunto coniate a Cabile, la capitale. Qui si trovava il santuario di Artemide Phosphòros (Fosforo) e il simbolo o emblema della città era appunto Artemide raffigurata come dea della luce, mentre stringe in mano due torce accese e fiammeggianti. Per questo la figura femminile nel campo interno a sinistra di questa moneta è stata identificata con Artemide portatrice di luce. Il tetra Price 882, di cui si trovano tanti esemplari nelle aste, presenta solo Artemide come simbolo di controllo, mentre gli altri sette della serie (Price 883-9), molto più difficili da trovare (di alcuni di essi non ho ancora visto un esemplare), hanno dei monogrammi aggiuntivi. Quello della mia moneta è HP (non una semplice H come nella didascalia, ma una H con un ricciolino sul tratto a destra) e si trova sotto la figura femminile. apollonia1 punto
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Quando gli statunitensi nella loro folle guerra per derrocare Saddam (che destabilizzò tutto il Medio Oriente e che a posteriori fu il seme dell'oltranzismo integralista sunnita) occuparono Bagdad, ci fu il saccheggio del museo archeologico e su ebay si vendette un'enorme quantità di reperti archeologici. Oggi la storia (= saccheggio) si ripete. Durante la seconda guerra mondiale, mentre gli Alleati combattevano la Triplice nazifascista (Germania, Giappone e Italia), vi furono numerosi industriali e banchieri nordamericani (e non solo) che, usando la Svizzera, continuavano a fare buoni affari con i nemici. E ora non mancano commercianti nordamericani (e non solo) che, usando la Turchia (estremamente ambigua), fanno affari con l'ISIS. Perché stupirsi? Business are business, che equivale a dire pecunia non olet. Dopo duemila anni, nulla di nuovo sotto il sole! :(1 punto
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Porrei l'attenzione sul "veto" francese imposto per impedire la commemorazione della battaglia di Waterloo, combattuta 200 anni fa... E' un "simbolo negativo" perchè i francesi hanno perso la battaglia ? Perchè, se la vincevano si poteva commemorare ?1 punto
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Le Grandi Opere pongono un punto fermo di riferimento. Se fatte bene riportano qualsiasi scoperta o nuova informazione "uscita" fino a un dato momento, che per forza di cose magari non è quello della pubblicazione della Grande Opera ma quello dell'inizio della sua stesura; ciò comporta inevitabilmente che alcuni dati siano già superati al momento della sua uscita o che vi manchino notizie o scoperte che nel frattempo sono state illustrate in articoli vari. Ma nessun articolo per quanto importante può dare una idea di completezza. La Grande Opera invece stabilisce come detto un punto fermo, al quale riferirsi e riportarsi in ogni successivo intervento. Ad ogni Grande Opera prima o poi ne seguirà un'altra che costituirà un nuovo punto di riferimento.1 punto
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Ottimo per entrambi, ma datemi del tu se no mi spavento , ci conosciamo bene tutti da tempo e apprezzo molto il fatto di voler esserci insieme a tutti, vi vedremo sicuramente nel corso del pomeriggio e un caro saluto, Mario1 punto
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2 Euro Italia 2002 con deformazione che interessa in parte anche il tondello interno, leggermente ovalizzato.1 punto
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penso sia un geosso da 6 soldi de Messocco - Gian Giacomo Trivulzio 1487-15181 punto
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Per quanto riguarda la parte premiazioni giovani del forum che sarà alle 16, 30, che è quella che poi ci riguarda da più vicino al momento, ho 14 presenze di massima di ragazzi che ricordo qui : @@magdi @@Lafayette @@aleale @@Flaviano @@niko @@anto R @@matteo95 @@MARCO B @@Sator @@Titta99 @@Tm_NPZ @@Fufieno @@stefano.marengo @@Dave95 Spero di non aver dimenticato qualcuno....e di dover aggiungere ancora qualcuno....1 punto
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Le corone di Aragona e Castiglia erano separate e lo sono state fino a quando Carlo V non le unificò. Mettiamo in chiaro una cosa: Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia erano rispettivamente re di Aragona e re consorte di Castiglia e regina di Castiglia e regina consorte di Aragona. Una volta morta Isabella, la corona di Castiglia passò alla figlia Giovanna con re consorte Filippo il bello d'Asburgo. Per le mire di potere sulla corona di Castiglia nacquero le situazioni ambigue attorno alla figura di Giovanna. Nel 1504 Isabella, nel testamento, stabilì che alla propria morte Ferdinando avrebbe dovuto restituire la Corona di Castiglia alla figlia Giovanna. Cosa che non avvenne. Con la morte di Filippo il bello (1506) Ferdinando si autoproclama reggente di Castiglia adducendo alla figlia una forma di pazzia e facendola imprigionare. Nel 1516 muore Ferdinando e il potere che dovrebbe passare alla figlia passa al nipote Carlo. Nel 1520 Giovanna viene liberata dai rivoltosi, in cerca di legittimazione per la loro rivolta. Nel 1521, dopo la repressione della rivolta dei Comuneros, Carlo prende il potere riconosciuto da tutti gli spagnoli. Numismaticamente Per l'Europa quasi sicuramente sono coniazioni precedenti al 1521 e sulle monete veniva riportato il nome di Giovanna regina di Castiglia e Carlo suo reggente, come è riportato anche durante altri periodi di reggenza (Carlo II e madre, ad esempio) viene prima il nome del re e poi quello del reggente. Per le zecche americane, invece, si parla di coniazioni quasi sicuramente avvenute dopo il 1523, anno di costituzione del viceregno di Nuova Spagna. Nel 1523, ricordiamo, i ruoli di Giovanna e Carlo sono gli stessi e, in quanto equivalenti, viene data importanza al regnante maschio da cui il nome di Carlo viene prima di quello di Giovanna @@francesco77 spero siano soddisfatti i tuoi dubbi :D1 punto
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Sentirsi dire "se vi piace davvero questo sito partecipate attivamente al forum" da chi è iscritto da soli 13 giorni, e ha all'attivo solo 6 messaggi, uno più inutile dell'altro, è cosa che mi sta facendo girare i cosiddetti <_< Se A TE piace davvero questo sito, prova a visitare tutte le sezioni del forum, e vedrai che non è affatto piatto come ti sembra, anche se, come in tutte le attività umane, possono esserci momenti di stanca. Se poi provassi anche a intervenire in qualche discussione con messaggi inerenti al tema (ovvero di interesse numismatico) contriburai a renderlo meno "piatto", e la cosa sarebbe sicuramente apprezzata. petronius1 punto
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