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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/08/15 in tutte le aree

  1. Buongiorno a tutti. Ho pensato oggi di rendere partecipi della mia piccola raccolta di denari degli Eravisci che ho iniziato a collezionare da poco tempo. Lo so, alcune foto sono un po' brutte (forse per la mia inettitudine con gli strumenti tecnici, forse per la qualità di alcuni pezzi) ma nel complesso rendono meglio, ed è per questo che ho deciso di metterle tutte insieme. Precisazione: l'ultima moneta non è un denaro ma un quinario imitativo attribuito con probabilità, ma non con assoluta certezza agli Eravisci. Il pregio di queste monete, secondo me, sta nella testimonianza di una popolazione di cui non si conosce molto (quasi niente) all'infuori della loro monetazione. RAVIS-RAVIT-RAVISC... era il termine, a parere di molti studiosi con il quale questo gruppo di Celti si definiva. Che dire, non sono raffinate come le monete greche ma al sottoscritto piacciono. Voi cosa ne pensate?
    9 punti
  2. tracce del R/ sul D/ , interessante come caratteristica :)
    4 punti
  3. ______________ 1903 Regno Unito Eroardo VII° (1841-1910) 1 Fiorino (2 Scellini) - Argento .925
    4 punti
  4. Buon giorno a tutti, E' finalmente disponibile in formato digitale anche il "Bollettino di Numismatica e di Arte della Medaglia" pubblicato dal Circolo Numismatico Milanese dal 1903 al 1918. Questo è il link dove potete scaricarlo. http://www.socnumit.org/bolnumartmed_50.html Buona lettura a tutti. Matteo
    4 punti
  5. Non hai letto bene... hai letto benissimo. In passato tale simbolo è stato interpretato come un "rosetta", come una "stella" o come (appunto) uno "sperone". Dovendo "prendere posizione" a riguardo nello studio pubblicato si è scelto il più realistico "sperone" in quanto, vi è stato modo di osservare, in esemplari ben conservati, all'interno del simbolo stesso un foro. Tendo però a precisare che l'ipotesi "sperone" ha origini più lontane rispetto al nostro scritto. Mi limito a citare il MEC XIV a p. 225 dove (cito testualmente) è scritto: "the symbol in the field has been variously described as a rosette or a star, but a mullet, i.e. a rowel spur in the form of a five-pointed star whit a hollow interior, seems to be what it actually represents" ed il lavoro di J. Baker "Tipologia ed epigrafia nella evoluzione dei carlini". Ne approfitto per segnalare inoltre, in considerazione delle numerose richieste a riguardo, che la pubblicazione di Le monete degli Angioini in Italia Meridionale – Catalogo monetario che è il naturale seguito di Le monete degli Angioini in Italia Meridionale – Indagine archivistica sulla politica monetaria e analisi critica dei materiali è di imminente uscita.
    4 punti
  6. Credo sia doveroso fare una premessa. @@Rex Neap (Pietro Magliocca) ha citato gli autori dimenticando però di citare l’opera quindi ritengo doveroso (non me ne voglia), per chi legge, riportare anche il titolo del testo a cui fa riferimento: Le monete degli Angioini in Italia Meridionale – Indagine archivistica sulla politica monetaria e analisi critica dei materiali. Detto questo passiamo al nocciolo del quesito. In pratica non vi sono differenze sostanziali tra le due emissioni di saluto tra Carlo I e Carlo II (oltre al numerale del re ovviamente) questo perché era la volontà sovrana ad esigere che i carlini di Carlo II fossero battuti come quelli del padre. E’ documentato (1295) infatti : «volentes indempnitati dicte Curie precavere hoc tibi oretenus et expresse commisso tenore presentium tue fidelitati mandamus quatenus circa id diligenti consideratione prohabita diligentia et cautela que honori nostro et comodo videris convenire intendas et intendi facias per viros idoneos et fideles ac expertos intalibus ad cudi faciendam karolenos aureos et argenti qui sint illins tenute ac forme sicut erant illi qui cudebantur tempore clare memorie domini patris nostri et laborandum in sicla predicta eo modo et forma quibus habes ut predicitur oretenus in mandatis circa predicta operosus et sollers existens cum consilio magistrorum rationalium» (ASNa, AA, Registri, reg. 73, c,254r da Giuliani-Fabrizi 2014, p. 94). In cui è ben evidente (nella parte in grassetto sottolineata) l'ordine che disponeva che i carlini d’oro e d’argento dovevano essere battuti, iconograficamente, come quelli battuti al tempo di Carlo I. Fatta quindi questa dovuta integrazione alla discussione mi permetto di consigliare di essere cauti a cercare differenze di stile che possano caratterizzare l’una o l’altra emissione perché si tratta di monete battute in gran quantità e questo ha reso necessario l’utilizzo di molti conii che ovviamente possono avere piccole differenze fra loro, anche perchè lavorati da mani diverse. Uno studio su queste differenze è auspicabile ma andrebbe fatto su un vasto numero di esemplari per ogni regnante al fine di ottenere una casistica probante.
    4 punti
  7. Questa discussione rischia di convertirsi in un grido quasi unanme di sfiducia nelle Istituzioni. Purtroppo le ragioni di sfiducia sono tante e da qualche decennio tutte le Istituzioni sembrano essersi impegnate a sputtanarsi reciprocamente, a delegittimizzarsi, ma in questo modo delegittimano prima di tutto se stesse. Questo è molto grave, perché la politica (come la fisica) odia il vuoto. E quando si crea un vuoto di potere, esso prima o poi viene occupato da qualcuno (più prima che poi). Qualcuno che dichiara di farlo per fare pulizia di tutto il marciume, ma che poi storicamente ha dimostrato di far parte di quello stesso marciume, quando addirittura non era lui stesso uno dei burattinai che, ben occulto alla vista, giocavano alla delegittimazione delle Istituzioni. A questo disegno eversivo è doveroso opporsi. E ci può opporre in due modi paralleli: partecipando nelle Istituzioni ed evitando di fare di ogni erba un fascio, che il qualunquismo non produce nulla. Se coloro che hanno dei valori e sono pronti a impegnarsi nella difesa dei valori in cui credono - primi fra tutti l'onestà, l'impegno sociale, il senso dello Stato - si ritiirano sull'Aventino e restano al margine delle Istituzioni, allora queste saranno sempre di più patrimonio dei disonesti e degli opportunisti. Venendo alle Istituzioni museali e alle sovraintendenze, certamente anche lì ci sono e purtroppo ci saranno anche in futuro delle mele marce. Esse sono istituzioni reali, non ideali. Ma la verità non sono quelle mele marce, poche ma che puzzano assai e fanno rumore, bensì tantissimi funzionari che s'impegnano perché credono in quello che fanno e che tentano di fare del loro meglio, nonostante vengano loro negate le necessaarie risorse e nonostante la demotivazione e lo scoraggiamento causato dalle ragioni già precedentemente discusse. Cerchiamo di guardare e di valorizzare quelle figure professionali che sono ben degne di essere valorizzate e poste quale esempio anch etico: ci sono e la loro presenza non va messa in sordina in un qualunquismo che fa il gioco dei disonesti, che nel marciume, reale o presunto che sia, prosperano e ingrassano.
    3 punti
  8. La calibrazione del bianco è un'operazione semplicissima, ma deve essere eseguita in modo scrupoloso. Questo non è solo una mia manìa, ne voglio apparire pedante nel dare lezioni di fotografia (come qualcuno ha asserito qualche tempo fa da un'altra parte), ma è l'unico modo che permette di rendere il colore del metallo nel modo più veritiero possibile, e, se ci pensate, questo è uno dei tanti problemi che poi causa tante incomprensioni quando si postano monete: E' chiaro che chi è dall'altra parte del monitor si basi sulle fotografie. Se queste presentano un colore del metallo (se di rame poi, ancora più fondamentale) non veritiero, ne risente chiaramente il giudizio che viene dato. per cui, se vi va di divertirvi un pochino, ecco la semplice procedura con cui è possibile impostare il punto di bianco. - Usare un cartoncino bianco, non lucido (non deve riflettere la luce) - Seguire le indicazioni che trovate sotto l'apposito menu (se è in inglese, si trova sotto "white balance", solitamente abbreviato con le iniziali WB). Di solito è sufficiente andare su "SET" (o imposta) e la macchina effettuerà uno scatto in cui memorizzerà il colore bianco. Se si usa la reflex il procedimento è un po diverso, ma in linea di principio rimane sempre molto semplice da eseguire. E' fondamentale eseguire l'operazione nello stesso ambiente e con le stesse luci di scatto, quindi se scatta all'aperto, deve farlo praticamente prima di scattare. Ovviamente, se si cambia ambiente ed illuminazione, l'operazione va eseguita nuovamente. Personalmente raccomanderei una luce artificiale, non solo perchè è controllabile e costante, ma è anche più idonea per fotografare le monete. E' sufficiente una semplice lampadina a risparmio energetivo, 10 o 15W al massimo vanno bene, al limite deve stare attento alla distanza tra moneta e lampadina. Per il resto, non serve chissà quale attrezzatura. Certamente la passione, se c'è, aiuta... e molto. Allego una vecchia foto eseguita con una vecchia compatta digitale (acquista nel lontano Novembre 2005), per dimostrare che con poco, si ottiene già qualcosa di piacevole e soprattuto, fedele (il più possibile) alla realtà, che è proprio il requisito imprenscindibile per una foto monetale.
    3 punti
  9. 1903 REGNO UNITO EDOARDO VII 1 Farthing, ben conservato
    3 punti
  10. cosa ne pensate di questo cavallo di Ferdinando II ribattuto su Carlo VIII per Chieti, con conio Aquilano di Ferdinando I,tipo D.A. 140 , io ne ho visti pochissimi in questi anni, credo sia un buon R3
    2 punti
  11. Buongiorno, vi mostro questa moneta ...perchè sinceramente la vorrei acquistare, come vi sembra? che conservazione gli attribuiamo? grazie a tutti.
    2 punti
  12. Il paradosso è che quello che hai indicato nelle ultime righe del tuo precedente post e che mi trova pienamente d'accordo. . molti collezionisti, me compreso, collezionano dando meno importanza all'aspetto economico e più a quello storico della collezione.. l'istituzione pubblica compie, invece, una mera analisi dei costi e benefici circa l'accettazione o meno della donazione numismatica che intendiamo fare...in poche parole, se la nostra collezione vale poco...è inutile pensare di donarla a musei...perchè difficilmente l'accetteranno, sia che si tratti di donazione pura e semplice sia che si teatti di una donazione modale...evelina, infatti, aveva una signora collezione..monete che molti collezionisti se le sognano
    2 punti
  13. Il ritratto uguale e/o similare a quello di mario era sicuramente dovuto alla non conoscenza, nell'immediato, delle fattezze del nuovo imperatore presso gli addetti della zecca. Quanto al rovescio non credo proprio fosse in uso con Mario. Non ho sottomano il RIC ma non mi pare un rovescio tipico di Mario. Credo fosse un primo iniziale messaggio politico e programmatico di Vittorino dove sostanzialmente intendeva esprimere la sua "aequitas" di nuovo regnante nei confronti da un lato dei suoi sostenitori, delle sue truppe e dall'altro dei soldati e dei nuovi sudditi acquisiti dal precedente sovrano. Forse avrete capito che a me la moneta pia e strana :D imitativa, usurpatori, ritratti di transizione... Questa la trovo molto affascinante perché segna con evidenza un momento di passaggio tra un sovrano e l'altro: è un'altra foto quasi istantanea del nuovo imperatore, ma con reminiscenze del precedente.
    2 punti
  14. Mi rendo conto che rischio di uscire dal seminato, ma il problema è il senso del tempo, senso che ritengo ormai da tempo perduto a causa di un ingravescente degrado antropologico (dell’Occidente). Ormai la maggioranza vive in una bolla atemporale, un eterno presente ludico. Ormai si viaggia come veloci ed instancabili surfisti sulla cresta dell’onda, senza alcuna tensione a fermarsi ed approfondire. Tutto ciò che conta è il movimento, possibilmente veloce, anzi velocissimo. Quello che mi piace di questo forum non è solo la numismatica, ma anche la possibilità che mi offre di scambiare opinioni con persone che sono disposte a passare ore ed ore su un tondello di pochi millimetri, a ricostruirne la storia con calma e con fatica e, soprattutto, a compiere con passione queste ricerche che per i più (gli stolti) sono forme di “masturbazioni cerebrali” che “non servono a nulla” o che “lasciano il tempo che trovano”. Come se i modi di fare non transitassero sempre da un settore all’altro della vita, come se la vita stessa non dovesse essere vissuta con attenta passione. Vi offro una soluzione mediata, subordinare la disponibile dell’asse ereditario ad un “modo” (“cum onere”): a) se la figliola vuole diventare comproprietaria degli immobili con le “Figlie della Povera Pastorella di Guadalupe” (le Figlie della Povera Pastorella di Guadalupe sono davvero terribili quando si tratta di immobili) va bene così, fatti suoi; b) se la figliola vuole essere l’unica erede, curi la pubblicazione della mia collezione entro due anni dall’accettazione dell’eredità. Mi domanderete perché non curare io stesso la pubblicazione: c’è sempre la speranza che la figliola si appassioni.
    2 punti
  15. @@antvwaIa con riferimento al post 169 "L' inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." Italo Calvino "Le città Invisibili" 1972
    2 punti
  16. Guernsey. Edward VII (1841 — 1910) 1 DOUBLE. La Spagna. Alfonso XIII (1886 — 1941) 1 PESETA. Paesi Bassi. Wilhelmina (1880 — 1962) 1/2 CENT. 10 CENTS. La Francia. Terza Repubblica. 25 CENTIMES. (Era le prime monete di rame-nichel in Francia. Coniata per un solo anno.) Shvets. L'unione con la Norvegia.Oscar II (1829 — 1907). 10 ÖRE.
    2 punti
  17. Si, però poi i pavesi si ribellarono al dominio tedesco e costrinsero l'imperatore a fuggire dalla città....., nel contempo ci stava Arduino che tentava, senza riuscirci a riprendere la corona d'Italia e che aveva contro vescovi e nobiltà fedeli all'Imperatore.....quindi se devo trovare un punto di contatto storico lo trovo qui eventualmente e non dopo.....
    2 punti
  18. La discriminante tra quattrino e doppio quattrino, ammesso sia una distinzione che abbia senso di fare, è legata esclusivamente al peso del tondello, non certo alle legende, delle quali esiste una numero indefinito (e probabilmente non esaustivo) di varianti. Con un peso di 2 grammi il tuo esemplare rientra perfettamente nel range del quattrino. L'apparente assenza della A di MANTVE non è significativa, perchè la A è in nesso con la M e probabilmente è solo poco apprezzabile sul tuo esemplare molto usurato. Peraltro la stessa esistenza di una tipologia da classificarsi come doppio (o triplo, o quadruplo) quattrino è fortemente dubbia: risulta infatti ben difficile da credere che in un periodo in cui la circolazione dei piccoli moduli in rame era pressochè fiduciaria, e con differenze ponderali tra i vari tondelli spesso molto sensibili, ci si prendesse la briga di coniare scientemente monete di doppio peso assegnandole un valore doppio. E' un pò come se oggi le monete da 2 Euro fossero coniate con gli stessi disegni dell'Euro ma le facessero di peso doppio: sarebbe una follia, vista la fiduciarietà di questo tipo di emissioni. I tondelli di peso superiore al normale sono quindi con ogni probabilità tondelli che per errori di zecca sono usciti di peso maggiorato rispetto alla media dei tondelli usati.
    2 punti
  19. .............. ed una del 1881 per Atripalda (AV)
    2 punti
  20. @@Brennos2 Per quanto riguarda all'ibrido..........penso chi sia una invenzione . Il dritto dice tutto e sempre del 2 e del 3. Ciao
    2 punti
  21. @@Brennos2 Ciao , condivido la tua opinione e in una attenta analisi , si evidenziano che la n° 2 e 3 sono sicuramente copie del n° 1 . Non sono totalmente convinto che anche la n° 1 possa non essere genuina. Una visione dal vivo toglierebbe ogni dubbio.
    2 punti
  22. Scusatemi, quando ho visto questa moneta dovevo essere un po'rintronato dal sonno... la mia lettura è HIPERATOR H', e nel campo PA//PA//I//CI Questo particolare è molto interessante perchè mostra lo sviluppo del PAPIA che prima è scritto su tre righe con la I abbassata, mentre nei successivi enriciani abbiamo PAPIA su due righe e CI nella terza... qui, invece, abbiamo ancora PA//PA//I su tre righe, e la CI su una terza... in poche parole: I FASE (ottoniani) P A P A I II FASE (in questo denaro) P A P A I C I III FASE (enriciani) P A P I A C I Inoltre H starebbe per Henricus, e dunque potrebbe essere proprio un denaro di transizione tra gli ottoniani e gli enriciani. In ogni caso quella non è assolutamente una A, secondo me. @@dabbene , potrebbe starci? Segnalo anche questo accenno di perline, che, per quanto ne so, è sconosciuto sugli ottoniani, ma abbastanza documentato per Enrico:
    2 punti
  23. la valutazione è a volte soggettiva, non è detto che l'esemplare considerato BB fosse migliore che quello valutato BB+ ... :whome: Per quanto riguarda il prezzo di aggiudicazione, sai benissomo che dipende anche da quanti collezionisti si "scornano" in sala.... Inoltre per avere una media indicativa, bisognerebbe avere a disposizione un maggior numero di esermplari venduti......
    2 punti
  24. Mi ero gia' espresso in precedenza su questi obrobri ma qualcuno si "arrabbiò " perche' per lui erano belle e le collezionava pure. Adesso pero' mi sorge un dubbio e ve lo butto li: Ma non e' fuorilegge manipolare o scrivere sul denaro?! Perche' ,nel caso,oltre ad essere brutte sarebbe pure irregolari.
    2 punti
  25. bravo Antonino bella la moneta,belle le foto (grandi)e la conservazione anche BB/BB+ Vi raccomando ,però,quando postate una moneta,cercate di mettere la classificazione,se proviene da qualche collezione,qualche aneddoto e così via;non abbiate timore di sbagliare classificazione,se eventualmente dovesse capitare qualche errore verrete corretti ed imparerete qualcosa in più. --Salutoni -odjob
    2 punti
  26. Vi posto altre 2 foto appena fatte con luce naturale della stessa moneta, calcolando che la mia fotocamera è una piccola compatta, per cui...micromosso, e qualità sono evidenti, cioè in poche parole, sta compatta fa cagare..! In riferimento a ciò che mi ha precedentemente detto l'amico @@soleshine sul lustro di conio....forse ho capito cosa intende, e cioè quella specie di patina molto morbida...che sembra come una cera delicata che di solito io rilevo agli euro appena usciti dai rotolini. In base a questo, aggiungo che, anche non sapendo se questo lustro è un qualcosa che viene aggiunto alle monete come una protezione al momento della coniazione, su questo esemplare del 5 lire 1956 ....con 60 anni alle spalle, per avere ancora del lustro, oltre a non essere mai circolata, dovrebbe essere stata riposta in un luogo sicuro dalle intemperie....credo, altrimenti non si spiegherebbe come mai le monete di oggi, cioè gli euro, perdono molto facilmente questo benedetto lustro, anche se non circolate.. Dico questo perchè ho delle seriette con valore insignificante e che non ho voluto spendere ulteriori soldi per acquistare capsule protettive ecc..(sono 21 seriette...eh), e che si sono opacizzate....cioè non sono più come quelle appena prese da un rotolino... Scusate tutte ste chiacchiere...ma me sono "incartato" un po con sto lustro.. Queste le ultime 2 foto alla mia 5 lire...giudicate voi..
    2 punti
  27. Inizio io il 1903: Spagna , 1 peseta Alfonso XIII°.
    2 punti
  28. Secondo le voci degli ultimi tempi ci sarebbero dei ritardi tali che va a finire che arriva prima il commemorativo dell'apertura dell'Expo ! :rofl:
    2 punti
  29. @@altrove2000 Buona sera, intervengo dopo aver guardato il Lunardi e sono del parere che il tuo soldino sia una contraffazione Genovese. Nella serie di descrizioni dei Ducati di Andrea Dandolo abbiamo a pag 297 al tipo r1 un ducato con la leggenda DAX e una descrizione con l'uso della C chiusa al tipo t a pag 296. Tenendo conto che i ducati riportano in linea di massima, ben corretta la leggenda VENETI, che i genovesi conoscevano molto bene, come nel tuo soldino, le differenze si notano su altri particolari. Tutto l'insieme mi porta veramente a pensare ad una contraffazione Genovese sia Metilene o Scio od altra zecca sovrintesa dai Gattilusio.
    2 punti
  30. Ottima catalogazione anche secondo me. Anche se credo non sia stato tosato, il peso è compatibile con la perdita "naturale" nel corso dei secoli. forse la leggerissima scentratura ha esposto di più un lato, ma è una mia opinione.
    2 punti
  31. Buon giorno a tutti "i monetari"!! Viste alcune domande rimaste in sospeso, scrivo per alcune doverose precisazioni. Confermo che il convegno si terrà come da locandina!! L'organizzazione è sempre dell'amico Andrea Cavicchi della ditta Eugubium, che ha organizzato i precedenti convegni nella stessa sede. Lo standard è quello. Ci tengo a sottolineare che il convegno non è patrocinato NIP, come già è stato evidenziato. La NIP si è concentrata sul riuscito convegno di Milano del 28/03 ma la decisione di fare svolgere il convegno di Roma è per un duplice motivo: a) si è voluta dare una continuità alle edizioni precedenti in termini di periodo annuale, viste le pressanti richieste di conferma da parte della struttura ricettiva e di moltissimi clienti; b) il convegno, come leggo dai vostri post a conferma, era diventato ormai un consolidato appuntamento nel panorama numismatico italiano in questo periodo dell'anno. Per ulteriori domande e precisazioni sono a disposizione. Vi aspettiamo numerosi!! Stefano Palma
    2 punti
  32. Quando uno legge " la bissona " come fa poi prima o poi a non comprarla ? La tentazione è troppo forte e a volte le denominazioni d'epoca aiutano il collezionista a sognare.... Siamo a Milano, a Ludovico XII d'Orleans ( 1500 - 1512 ), Ludovico fa coniare due grossi da 3 soldi , che hanno indubbiamente delle affinità, ma che poi ti portano a scegliere quello più raro e che ti sembra più " milanese ". Più " milanese " perché in questo al diritto abbiamo la biscia viscontea coronata con ai lati i due gigli, nell'altro si inverte l'iconografia invece, scudo di Francia coronato e ai lati due piccole bisce coronate, al rovescio in entrambi l'impresa della corona ducale annodata con il velo. Quindi più Francia o più Milano....? E alla fine si opta, anche se più raro, al grosso con più Milano col biscione in primo piano.... L'impresa della corona ducale con il velo annodato parte da lontano da Gian Galeazzo Visconti e rappresenta la dignità ducale. Quindi dignità ducale, ma certamente anche un mix di identità tra gigli e biscioni che vengono riconfermate anche nelle leggende. Moneta semplice nei simboli, ma ben studiata, indubbiamente un'altra moneta da ricordare e divulgare di Milano....chi volesse poi commentare potrebbe anche fare il raffronto con l'altro grosso più comune con più gigli e meno bisce ..... GROSSO REGALE DA 3 SOLDI - LUDOVICO XII D'ORLEANS ( 1500 - 1512 ) - ZECCA DI MILANO D/ giglio LVDOVICVS D G FRANCOR REX biscia coronata tra due piccoli gigli R/ testina fra due gigli MEDIOLANI DVX ET CET fascia annodata con sopra corona da cui escono i rami di palma e olivo AG, diametro 23 mm., peso gr. 2, 37 Rif. MIR 244, Crippa 11, CNI 100-104 Rarità R2 per MIR, R per Crippa
    1 punto
  33. La moneta #11 del lavoro de Zagami "Le Monete di Lipara" sembra rara. Non trovo anche le tipo nel libro di Calciati... questa moneta sembra essere l'unica sicuramente autentica che ho trovato : Cosa ne pensi delle queste altre monete : #1 può essere genuina (??) #2 #3 #2 e #3 sono per me cloni di #1 . ma cloni per "transfert dies" o per fusione ? #4 interessante ibrido :)
    1 punto
  34. Salve a tutti, dopo un po di tempo posto, una moneta che avevamo puntato da un po, una piastra di Ferdinando II, 1848 con l'ultima cifra della data ribattuta su 7, un mio primo interrogativo riguarda proprio questo, come mai non si misero in commercio direttamente col millesimo 1847? La moneta era di un giovane perito che stimo molto, ed è il secondo acquisto che effettuo presso di lui con molta soddisfazione, sia per la sua gentilezza e bontà sia per il materiale che riesce a proporre a prezzi contenuti e competitivi. Ci sembra che l'effigie sia leggermente più piccola rispetto ai 1847 classici, ci sbagliamo? ;D buona moneta ;D. Sarebbe bello avere anche un parere sulla conservazione, poi vi dico che idea ci siamo fatti noi, molto in linea con quella del perito.
    1 punto
  35. Buona serata Temo che l'opzione di moneta originale dello Ziani sia stata scartata; c'è da vedere se si tratta di falso coevo o moderno, magari prima dei numerosi ritrovamenti che, come accennato da chievolan, hanno ridotto il grado di rarità da R3 a R. Solo il peso del tuo, di circa gr. 0,50, è indicativo, se confrontato ai pesi degli altri denari: 417sonia 0,31 x 13,5 rob 0,36 x 14,0 altrove2000 0,50 x 14,0 fabry61 0,32 x 11,5-13,5 a meno che tu l'abbia pesato con la bilancia della cucina :blum: Temo quindi che determinare una risposta ultimativa sia, a questo punto, molto difficile; poi magari Andreas trova il "jolly" (ma anche altri se vorranno intervenire) e la cosa farebbe piacere a tutti. A te resta un denaro che, benché falso, non è di tutti ... e credo che se quello originale dello Ziani possa essere consideraro R, il tuo dovrebbe essere almeno R2 e nel suo cartellino aggiungerei = contraffazione (?) R2 saluti luciano
    1 punto
  36. Infatti, la piu importante c'è... :good: io come vedi parto dalla 2005...anche se davvero non mi lamento della collezione di argenti..... :blum: della quale vado molto fiero
    1 punto
  37. Questa è la variante con cifre 99 ravvicinate.
    1 punto
  38. @@Il*Numismatico Fabrizio lo so, devo comprarmi l'apparecchio per calibrare il monitor, comunque il bianco dello scottex non è mai come quello del cartoncino che uso io, che è quello per la verifica del colore dei diamanti. Questa ha già un livello più accettabile, che dici?
    1 punto
  39. A rigor di logica anche acquistare da privato estero dovrebbe comportare una tutela maggiore rispetto l'acquisto da privato italiano. C'è poi estero ed estero... Di sicuro il privato estero inglese per la legislazione che esiste nel loro paese sembrerebbe offrire tranquillità relativamente alta. Di certo meglio andar coi piedi di piombo visti i precedenti su questa tipologia... Ma se tanto mi da tanto sposterei l'attenzione più sulla tipologia che sul venditore. Cosa sta alle base di tanto interesse? Perché non preallarmare i collezionisti avvisandoli di un potenziale illecito? Riservatezza delle indagini? Io, coscienzioso e attento alla liceità degli acquisti, sarei contento di essere informato che un dato ritrovamento di date monete ha preso vie poco chiare. Potrei segnalare alle autorità i movimenti sospetti che posso notare in tutte le forme del mercato, non solo per l'online.
    1 punto
  40. Effettivamente non sempre è facile dare dei giudizi basandosi solo sulle foto... Comunque riconfermo quanto ho detto in precedenza cioè bella moneta e in condizioni sopra al BB. Forse il valore che ti ho indicato la prima volta non era poi così spropositato per una moneta del genere. Complimenti ancora
    1 punto
  41. Vi premetto che questa particolare moneta proviene da un lotto di mondiali, che mi sono aggiudicato principalmente perchè conteneva un mezzo dollaro Barber in condizioni "rottame" ma raretto...poi quando mi è arrivata a casa, mi sono reso conto che anche questo esemplare poteva essere interessante. Ve lo descrivo brevemente, ma al contempo vi chiedo infomazioni, perchè non so molto di questa emissione. Nella Nuova Zelanda, annessa formalmente dal 1840 all'Impero Coloniale Britannico, non circolava una monetazione propria...per questo e per favorire i commerci, molti token furono coniati dai commercianti locali. Tali token, pur non presentando il valore nominale, erano assimilabili per peso e dimensioni al 1/2 penny ed al penny inglesi. Essi continuarono a circolare nell'arcipelago sino alla fine del XIX secolo, quando vennero resi inutili, dall'arrivo di grandi quantità di monetazione britannica in rame ed argento nonchè di emissioni in oro dalla vicina Australia. Questo pezzo in particolare, benchè la data non sia indicata, sarebbe stato coniato nel 1881 presso la città di Christchurch, a nome dei commercianti Milner & Thompson. Esso presenta un diametro di 34 millimetri ed è in rame. Molto belle le rafffigurazioni. In particolare al diritto è presente un busto frontale di un guerriero Maori con il volto tatuato, che impugna uno scudo ed una lancia con l'iscrizione "Advance New Zealand". Anche al rovescio è raffigurato un guerriero Maori a figura intera, stante su un isola, accanto ad una palma mentre regge uno scudo con la mano destra, ed un Kiwi si affaccia da dietro lo scudo, in alto è presente la dicitura "New Zealand". La conservazione non è proprio il massimo, ma rimangono a mio avviso intatti sia il fascino della moneta sia la piacevolezza delle sue elaborate raffigurazioni. Sono molto graditi i vostri commenti... :)
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  42. Esatto , volevo anche scriverlo che avevo gia' postato la moneta ma poi me ne sono dimenticato.. per questo sapevo già che era una contraffazione coeva.. (grazie a chi era intervenuto in quella discussione) Ho visto che nel primo post mancava la foto, evidentemente l'avro' eliminata io senza volerlo.. ora la ripropongo, cosi' le persone che non l'avevano vista ora possono farlo. Ti ringrazio per i tuoi sempre preziosi commenti , un saluto a tutti.
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  43. Credo che qui emergano due posizioni molto diverse, entrambe legittime. Chi tutto sommato dice: "una volta che sono morto, poco importa cosa ne avverrà della mia collezione. Quindi tanto vale venderla nel migliore dei modi: o lo faccio io, o lo faranno i miei eredi, ma io certamente riuscirò a venderla meglio di loro, e quindi la vendo". Chi invece pensa: "la collezione è stata una parte importante del mio essere e sentire e vorrei che in qualche modo questa parte di me sopravvivesse. Quindi la dono a chi la manterrà intatta, o se la vendo, rinuncio ad ottenere il massimo, ma la vendo a chi la manterrà intatta". In questo caso la scelta se donarla a una Istituzione o a un privato, dipende soprattutto dalla maggiore o minore fiducia nelle Istituzioni. Entrambe le posizioni sono legittime, ma credo che comportino due psicologie molto diverse. Nel primo caso, è la posizione propria di una persona che vive molto nel presente, che non è del tutto convinta dell'esistenza di un futuro, o comunque non vi si proietta. Nel secondo caso, invece, è l'opposto: esso dimostra una significativa propensione a proiettarsi nel futuro, e quindi una ferma convinzione dell'esistenza di un futuro. La Società attuale è fortemente proiettata sul presente, addirittura sull'immediato. Ciò che si fa, lo si fa solo se darà un ritorno in tempi brevi. Oggi nopn si darebbe più l'avvio alla costruzione di una grande Cattedrale, come avvenne con i capolavori architettonici del mondo gotico, sapendo che ci vorranno secoli a concluderla (la costruzione del Duomo di Milano fu decisa nel 1386 e venne completata nel 1813). Se si avvia un'opera la cui realizzzione è a lungo termine, ad esempio il "ponte di Messina", lo stimolo per avviarla non stà tanto nell'opera in se, quanto nei benefici immediati e a brevev termine che se ne ricavano (posti di lavoro, tangenti....). Viviamo in una società basata sull'effimero, che di fatto non crede nel futuro, o almeno questo è l'atteggiamento prevalente. Persino la scuola è mutata profondamente in questa direzione: i temi sono sotituiti dai test, ovvero la riflessione dalla capacità di dare una risposta immediata e irriflessiva. E così sono i giochi dei ragazzi di oggi: non più il meccano, o la casa delle bambole, ma i giochi basati su una tastiera che insegna ad essere immediati in ogni scelta. L'ultima grande opera pensata non per un ritorno a breve, ma per creare una soddisfazione a lungo termine è la Sagrada Familia, a Barcellona. La Società di due o più secoli fa, invece, e soprattutto quella preindustriale, erano molto proiettate verso il futuro. Se un uomo costruiva una casa, lo faceva immaginando che in quella casa avrebbero vissuto i suoi figli, poi i suoi nipoti, poi ancora i nipoti dei suoi nipoti. Le tombe erano pensate per la famiglia, non per l'individuo. Un grande orgoglio era quello di lasciare ai posteri un libro. Il fatto e che allora il pensiero del futuro era dominante: nel futuro ci si credeva, a prescindere dalla fede religiosa. Il pensiero del collezionista sul che fare con la sua collezione, rispecchia queste due visioni alternative della Società, che corrispondono a due modi alternativi di essere. E quindi non mi pare strano che l'idea della donazione della collezione affinché resti integra, o quella dell'erede culturale (che è sempre una forma di proiettarsi nel futuro), corrisponda a una posizione minoritaria. Certamente l'impostaziione basata sull'immediato (e sull'effimero) della Società moderna è conseguenza dell'impostazione del lavoro, sorta con l'industrializzazione. Come posso costruire una casa che serva anche ai miei figli, nipoti, pronipoti, quando già i miei figli chissà dove dovranno andarsene per poter avere un lavoro? Il mio non è un giudizio etico. Non dico che la Società antica sia migliore o peggiore di quella attuale: constato un fatto oggettivo. Personalmente il mio sentire personale è stato profondamente influenzato, forse anche determinato, dal fatto di vivere in una società dove l'80% della popolazione è di origine indigena (sino a meno di cent'anni fa in Chiloé si parlava quasi solamente mapudungún) e dove la cultura indigena, animista, anche se verniciata di cristianesimo è assai viva. L'animismo è totalmente proiettato nel futuro, assai di più di qualunque teismo. E infatti io lascerò la mia collezione antropologica (che è di notevole importanza e anche valore economico) a una Istituzione, donandola: non la venderò, e lo stesso farò con le mie monete, anche se in questo caso non è che sia una gran collezione....
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  44. Qualcuno che mi trova le foto da internet e non da cartaceo della doppia tripolina andata in asta Aureo & Calicò del 3 giugno 2009 lotto 790 c'è? La moneta che andrò a postare fa parte della monetazione che fu coniata per Ferdinando il Cattolico dal 1490 al 1503 e trattasi di: Trionfo:Ferdinando il Cattolico(1479-1516) AV 3,52 g.Zecca di Messina coniato verso il 1503-1515 D/ + FERDINANDVS D G REX CASTELLE A Il re seduto in trono di fronte con scettro e globo crucigero. R/ + FERDINANDVS D G REX SICILLE A Aquila coronata, ad ali spiegate, stante di fronte e volta a sinistra; sotto gli artigli, I – N (iniziali di Giovanni lo Nobile, maestro di zecca). Riferimento: Spahr 130 var; MEC 14, ; Friedberg 659. La moneta faceva parte della collezione Filippo Patti(in quest'asta mi dissanguai e non mi aggiudicai molti lotti [a prezzi da affarone]perché era finito il budget)venduta dalla casa d'aste Numismatica Ars Classica nell'asta n°57 del 10 dicembre 2010 ed era presentata al lotto n°165,partiva da una stima di € 1500 e incrementò fino ad € 3200+ diritti se avete altre monete da postare di Ferdinando il Cattolico non esitate --Salutoni -odjob
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  45. Bellissimo posto Vindolanda. Ci andai apposta, dopo aver letto proprio quella lettera. Tutto il Vallo merita comunque una lunga gita. In auto, o meglio in bicicletta. Scusate l'OT PS Anche il russo царь (czar) deriva da Caesar...
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  46. lontano 1977, un professore mise come premio per il migliore dettato un dollaro di Eisenhower...ho vinto io..hahahaha....rimasi affascinato da una moneta cosi grande , tre volte piu' grande di una cento lire ..... poi 15 anni dopo un amico di Verona mi regalo' 2 monete di 10 cts ape....e cosi' e' nata una grandissima passione per la numismatica..... adesso sono un malato incurabile dei tondelli del medioevo e del rinascimento.
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  47. Che dire @@acraf, questo tuo intervento è davvero di grande rilevanza ed unendoci ai propositi di Assenmaker possiamo tranquillamente dire che la cronologia di queste emissioni sillane non è affatto un "caso chiuso". Monete castrensi, destinate ad un utilizzo militare, questo è probabilmente l'unico punto certo. Interessantissima è la rilevazione riguardante l'orientamento dei conii per i tipi della serie RRC 359 ma le evidenze che hanno permesso di inquadrare tali emissioni tra le produzioni di zecche militari sono più d'una. L'interpretazione della legenda Pro Q nelle serie RRC 367 lascia pochi dubbi e per dovere di cronaca è bene ricordare che tra i compiti di questori e proquestori vi era proprio quello di curare le finanze per conto dei generali nel corso delle campagne militari. Vi è poi la presenza in entrambe le serie di oro monetato ed anche questo è altamente significativo. Le successive azioni legislative sillane altro non fanno infatti che confermare la straordinarietà di queste emissioni auree in quanto le più attuali interpretazioni parrebbero suggerire che la lex Cornelia testamentaria nummaria dell'81 prendesse in considerazione le sole monete d'argento, non quindi quelle in oro e, per diverse ragioni, neppure quelle in bronzo. Se ne deduce che l'oro monetato non fosse quindi contemplabile tra il circolante ordinario mentre per il bronzo, visto il ben più basso valore, la falsificazione non avesse ragion d'essere. Acraf, come si suol dire, ha messo molta carne al fuoco, ed a mio parere potremmo concentrarci sia su una puntale analisi dei rinvenimenti di queste tipologie monetali (riportando magari dati già elaborati) e sia sulla figura del pro quaestor L. Manlius. Per quanto concerne quest'ultimo possiamo aggiungere qualche altro elemento... utile a complicarci un po' la vita... L'età minima per l'accesso alle magistrature è argomento da tempo dibattuto ed a tal proposito non possiamo far a meno di tenere in considerazione la lex Villia annalis del 180 a.C. Consiglio quindi di leggere questo contributo del Vallocchia: http://dirittoestoria.it/10/Tradizione-Romana/Vallocchia-Lex-Villia-annalis.htm#_ftn22 Proviamo a fare qualche esempio concreto ed ipotizziamo come età minima per accedere alla questura i 25 anni mentre i 36 per accedere al consolato. Qui mi sorge qualche dubbio sulla ricostruzione e conseguente esclusione di un "indiziato" proposta da Assenmaker. Non capisco perché il console del 65 L. Manlius Torquatus debba per forza di cose esser nato al più tardi intorno al 108. Forse fu eletto console al compimento dei 36 anni e seguendo questa linea sarebbe nato nel 101 ed avrebbe potuto ricoprire la carica di proquestore solo nel 76, ma se invece avesse ricoperto il consolato all'età di 49 anni sarebbe nato nel 114 ed avrebbe potuto ricoprire la proquestura negli anni 90-89. Il problema è che questi limiti minimi di età non sono ancora stati ben individuati ed il caso di Scipione Emiliano ad esempio parrebbe suggerire che nel 148 i suoi 37 anni non furono considerati sufficienti per ricoprire il consolato. Stiamo comunque parlando di limiti minimi e partendo dalla data di un consolato penso sia arduo ricostruire l'intero corsus honorum di un personaggio. Terrei anche in considerazione la così detta restaurazione sillana e le conseguenti leggi che, in molti casi, altro non fecero che ufficializzare tendenze affermate già da tempo. In tale ottica la lex Cornelia de magistratibus (sempre dell'81) portò ad un innalzamento delle età minime per l'accesso alle magistrature. Mi parrebbe quindi più logico pensare ad un Manlio Torquato console "over 40". I consoli del 65 furono per altro dei "sostituti" in quanto i due consoli già eletti nel 66 per l'anno successivo furono esclusi a seguito di un'accusa di corruzione. Anche in questo caso, visto il delicato momento, vedo meglio dei sostituti con una maggior esperienza alle spalle. Si tratta comunque di semplici congetture ma ciò non toglie che gli spunti di approfondimento certo non mancano.
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