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Salve a tutti. Mi complimento con @@claudioc47 per il suo bell'acquisto. Si tratta di una monetina interessante, rara e ricca di storia. Oggi, facendo delle ricerche sul web, mi sono casualmente imbattuto in questo stesso mezzo carlino passato in asta Artemide 32e del 23 gennaio 2016, così descritto al lotto n° 517: "Napoli. Filippo III (1598-1621). Mezzo carlino, IAF/G. AG. P.R. 32. MIR 216/7. AR. g. 0.79 mm. 13.00 RRR. BB." In allegato le immagini della moneta, qui di seguito il link della trascorsa asta: http://www.deamoneta.com/auctions/view/404/517 Il lotto risulta invenduto, ma, appena l'ho visto, mi sono ricordato di quello che qui aveva postato il nostro Claudio e, guarda caso, mi sembra che ci troviamo di fronte alla stessa moneta: mi sembra, infatti, che il mezzo carlino acquistato da Claudio sia lo stesso che passò nella suddetta asta Artemide. Spero di aver fatto cosa gradita, con questa segnalazione, a tutti gli utenti che seguono questa discussione, e soprattutto al possessore della monetina che, in questo modo, è venuto a conoscenza di un particolare, credo piacevole, riguardante il suo pezzo. Ancora complimenti! :)4 punti
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Ne ha viste di tutti i colori , ma entra comunque in collezione: Verona Gian Galeazzo Visconti - 1387-1402 sesino GALEAZ COMES VIRTVTVM D MEDIOLANI VERONE 3 G variante croce accantonata da 4 trifogli e 2 puntini sotto GZ PERINI 39 d e siamo a due ;)4 punti
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Bravo @@Caio Ottavio ..... si...è proprio lui; mha.....da un asta (proposto a 50 euro) ad una ciotola di un mercatino .... e questo nel giro di pochi mesi. Se teniamo pure conto che poi le aste le trattengono per un periodo tra le invendute..... !!3 punti
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L'ossimoro contenuto in questa norma è imbarazzante. A questo punto io le chiamerei medaglie, tondelli lavorati, prosciutti... quello che volete, ma non MONETE.3 punti
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I falsi di cui si parla sono parecchi, prodotti almeno da una ventina di conii, tra dritto e rovescio. Se ne potrebbe parlare per pagine e pagine, senza costrutto. Magari lo faremo, ma credo sia meglio concentrarsi sugli oggetti e la loro osservazione. Credo sia utile cominciare da questo piccolo gruppo di "monete", e dai legami di conio che lo contraddistingono. Discutiamo queste e poi si potrà ampliare il discorso. Sempre sulla base delle evidenze.3 punti
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Ciao, sono un collezionista portoghese di monete antiche, mio padre fu un imigrante italiano e io so come leggere un poco di Italiano. Ho comenciato un blog dove escrivo in inglese del falso che si discuta su questo forum, per dare a conoscere a collezionisti o resto del mundo anche chi non sa Italiano. Il blog pode verlo su esto link: https://numismaticfakes.wordpress.com/ Adeus a todos. Odysseus2 punti
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solo a titolo indicativo..... Comté d'Anjou - Foulques V - Denier Foulques V (1109-1129). A/ + VRBS ANDEGAV. Monogramme de Foulques. R/ + FVLCO COMES. Croix Cantonnée d'un alpha et d'un oméga2 punti
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Brasile 2016 (emissioni 2015) 1 real Bimetallica acciaio / acciaio placcato ottone Diametro 27mm Peso 7g Contorno rigato Finitura normale Limite di tiratura 20 milioni 5 reais Argento 925/1000 Diametro 40mm Peso 27g Contorno rigato Finitura Fondo Specchio Limite di tiratura 25,000 10 reais Oro 900/1000 Diametro 16mm Peso 4.4g Contorno rigato Finitura Fondo Specchio Limite di tiratura 5,0002 punti
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Se acquisto come commerciante, vado automaticamente fuori mercato. Difficile che una moneta spunti, in asta, un prezzo così basso che applicandovi sopra il 60% tra diritti e dazi e poi un minimo di margine di guadagno, permetta lo stesso di rimanere entro le valutazioni correnti di vendita. Seconda faccenda: i commercianti di altri stati con accordi economici più favorevoli dei nostri si ritrovano con un carico impositivo e fiscale inferiore del nostro, e quindi, a parità di margine, potranno offrirla ad un prezzo sempre inferiore. Terzo, quei commercianti che invece di importarle regolarmente , se le mettessero in tasca, avrebbero modo di offrire la stessa moneta ad un prezzo di molto inferiore( almeno un 20%) rispetto al collega che l'ha comprata e importata regolarmente. Quindi, dire che " posso scaricare fiscalmente" questi costi, pur essendo tecnicamente esatto, praticamente non porta nessun vantaggio e neanche riporta le situazioni ad un livello di equità. Quindi, alla fine, ne soffre meno il privato, che compra per se, rispetto a chi compra per la sua attività.2 punti
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Carissimi, giusto per essere meno criptici e per non far pensare ai ritocchi, ma la terza ...( quella del pedigree che poi tanto pedigree non è essendo limitato nel tempo e anzi...) ... qualcuno pensa possa essere autentica con quel bordo e quei fondi, a tacer dei rilievi impastati e lacunosi ? Altro che pedigree.. non trova pace e basta e salta da un posto all'altro... :nea: Bene Babelone così ! :good: Cordialmente, Enrico P.S. le altre due... mmmm... se ne dovrebbe / potrebbe discutere...2 punti
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Nella prossima asta di Romanumismatic vengono proposte tre dracme di Kentoripai, le prime due non hanno nessun pedigree ed il prezzo è in linea con il mercato la terza invece,ha avuto tre passaggi in asta ed il prezzo,anche se più bella, è nettamente più alto, questa differenza di prezzo secondo me è esagerata e personalmente, per motivi personali, preferirei comprare una delle prime due.......!!!!!! A voi la parola " A cosa servono i pedigree e la provenienza ? " Saluti Babelone1 punto
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Sono due "normalissimi" ( come conservazione) monete da 100 lire che fino all'inizio del duemila ci giravano per le saccocce..... la conservazione MB o qBB è a questo ininfluente sul valore economico, per il fatto che ti paiono poco circolate è poco realistico, anche perchè in un sacchetto una moneta non si consuma più di tanto... se noti la borchia o "rosetta" sul busto di Minerva è abbondantemente consumata, ciò denota una prolungata e costante circolazione. saluti TIBERIVS1 punto
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@@Rex Neap io ho fatto il conto sul prezzo d'asta che ha indicato @@Caio Ottavio. Poi, sinceramente, anche se il venditore mi avesse chiesto 10€ l'avrei presa egualmente, ero troppo curioso di sapere che moneta avevo pescato! Le tue raccomandazioni me le ricordo ancora.1 punto
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In attesa di ricevere il tornesello del Doge Marco Corner, posto la mia piccola collezione di torneselli veneziani: a partire da in alto a destra in senso anti orario: Michele Steno, Tomaso Mocenigo, 3 di Antonio Venerio e 2 di Andrea Contarini.1 punto
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@@Edoardo.A Bhhe... mai circolate non si direbbe proprio ...la seconda diciamo che ha circolato di meno, sono tutte e due monete abbastanza circolate quindi qBB per me.1 punto
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Zecca di Asti, obolo con il busto di S. Secondo, anonime del XV sec. M.I.R., 54 var.- Ciao Borgho.1 punto
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con il beneficio del dubbio, potrebbe essere un semisse di C. Antestius, del 146 a.C. http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G8/4 Il Dritto è similare. Al Rovescio si notano le tre lettere finali del nome: STI1 punto
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Di nulla: sono contento di esserti stato in qualche modo di aiuto. :)1 punto
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@@stf Ecco, è il momento di cogliere l'occasione per completare la serie :P http://www.dailymail.co.uk/news/article-3554776/Yours-50-000-1933-penny-Rare-coin-set-fetch-record-price-auction.html1 punto
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ciao@@matteo95 potrebbe trattarsi di un denier de Comtè d'Anjou forse Foulques V , mi pare di decifrate alcune lettere come ....LCO COMES e al D/ U...... NDEGAVs ..... prova a confrontarla con questa..... se non è questa . siamo sulla strada... https://www.acsearch.info/search.html?id=22307921 punto
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Buon pomeriggio! Una delle ultimissime entrata in collezione, un ducato da 100 grana del 1684, Carlo II. Che ne pensate? Merita?1 punto
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Appena tornato da li, io non manco mai ogni anno. Io ho trovato abbastanza persone presenti li in fiera, devo dire che non mi è dispiaciuto vedere tanti collezionisti cercare i loro oggetti con tanta dedizione. Io ho acquistato il 2€ San Marino 2016 a €26 ma si trova anche a 25€ (ho visto dopo) e il 2€ Andorra 2014 commemorativo a 33€. Vi ho messo i prezzi per farvi contenti, cosa magari avete anche un idea attuale del mercato euro. Poi al solito si trovano anche monete in lire, banconote mondiali, francobolli e schede telefoniche. Poste Italiane e San Marino come stand presenti. Voglio il primo Mi piace! Grazie! Eheheheh1 punto
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Portogallo 1989 100 Escudos La Caravella *Ave Maria* su una mappa dell'arcipelago di Madeira, isole scoperte dai portoghesi ma già note ai Greci ed ai Fenici duemila anni prima.1 punto
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Questo è solo un assaggio, su 9 monete del portogallo 4 con navi :) Domani me ne porteranno altre da 200 escudos, qualche altro veliero ci sarà sicuramente. Portogallo 1989 100 Escudos Caravella con vele latine alla scoperta delle Azzorre nel periodo1427/1452.1 punto
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Ciao! Non credo proprio che siano stati i veneziani a copiare. Sappiamo che in un'epoca di elevatissimo analfabetismo, quello che era facile confrontare era l'iconografia ed anche i piccoli dettagli che non avevano necessità di essere interpretati. I tre puntini venivano così ad assumere uno degli elementi "marcatori" al quale era facile accedere a coloro che non sapevano leggere; le lettere erano degli strani "sghiribizzi" che potevano confondere ..... Rappresentare delle figure, delle posizioni, dei dettagli figurativi, era più facile che non trascrivere delle legende. In questo grosso che hai postato c'è della maestria; l'intagliatore era bravo, non c'è che dire. Che fosse un veneziano come suggerisci tu? Può essere, naturalmente, anche se la Serenissima era particolarmente "occhiuta" e controllava in maniera pervicace che le maestranze "specializzate" non esportassero le proprie cononoscenze; sappiamo quanto le "coccolasse" e dei privilegi che gli venivano accordati. Sappiamo anche quanto fosse severissima nei loro confronti quando qualcuno di questi cedeva alle profferte di qualche altro Stato. C'era una rete di "agenti" in tutto il dominio che dava la caccia a questi fuoriusciti; una volta scoperto, in genere, veniva avvicinato dal rappresentante diplomatico veneziano in loco, o dal suo segretario, per indurlo a ritornare a Venezia, promettendogli il perdono ed anche qualche contributo. Se ciò non bastava ed il fuoriuscito era considerato potenzialmente pericoloso per la sicurezza della Repubblica, scattava l'ordine di farlo fuori, "affinché questo tristo venisse eliminato dal mondo nel più destro e silenzioso modo". Sicari prezzolati, spesso criminali locali, venivano ingaggiati dall'ambasciatore veneziano per ammazzarlo, e la cosa doveva essere fatta bene; si doveva far credere che la sua morte fosse avvenuta a causa di una lite tra balordi, o un tentativo di rapina da parte di ladri. Oppure c'era sempre il veleno o la "polvere di diamante", con effetti ritardati e che davano l'impressione che il "tristo" fosse morto di malattia....... Tempi duri! saluti luciano1 punto
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Beh, se si ha intenzione di acquistare sopra una certa soglia di valore, il costo del viaggio potrebbe ampiamente giustificarsi e ....ammortizzarsi.......bisogna però ricordarsi di indossare pantaloni dotati di tasche.....comode.......non per metterci le monete....ci mancherebbe.....ma... vuoi tornare dalla Svizzera senza qualche..... tavoletta di cioccolato????? :clapping: "....una tassazione globale, a partire dal prezzo di aggiudicazione del 60% circa." Però, se acquisti come operatore commerciale, a seconda del regime fiscale seguito, potrai anche "scaricare" fiscalmente questi costi....se invece sei un privato, Ti rimane tutto sul groppone. Più in generale, si può dire che prima di fare offerte su aste estere, specialmente se svolte in Paesi extra U.E., è necessario conoscere bene i costi accessori stabiliti dalle condizioni generali, la fiscalità del Paese (se non è indicata nelle condizioni generali) e tenere conto anche dei costi di sdoganamento italiani. Altrimenti, specialmente per un privato, l'acquisto di monete in aste extra U.E. può trasformarsi in un "bagno di sangue" (il caso di favaldar docet), pur rientrando tutto ciò nei costi "fisiologici" (cioè previsti e/o prevedibili) dell'aggiudicazione. M.1 punto
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:pleasantry: :crazy: :blum: :rofl: :clapping: :hi: :help: :good: Eurekaaaa :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: YUUUUUUUUUU :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: GRAZIEEEEE1 punto
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Ciao, si tratta di una emissione londinese del 307. Secondo Toone il succitato RIC 85 e il RIC 90 differiscono solo per il modius del Genio: nel primo è "pieno", nel secondo rappresentato da tre trattini verticali. Li considera un'unica emissione e quindi li cataloga "RIC 85&90" senza distinzione di sorta (catalogo C-T 5.01.003). È una delle ultime emissioni prima della riduzione ponderale al peso teorico di 1/48 di libbra (=6.72 g). Risulta "comune". Aggiungo che sulla base delle considerazioni sopra espresse il tuo esemplare mi pare sia il RIC 90. Bell'esemplare, comunque. Ciao Illyricum ;)1 punto
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Secondo me la differenza potrebbe essere dovuta da un riempimento parziale di conio (tipo le 20 lire del 70 P).1 punto
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Direi confermato a mio avviso l'esubero di metallo1 punto
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2000chf il prezzo di aggiudicazione. il 20% i diritti d'asta, quindi 400 CHF spedizione, assicurazione e VAT sui diritti e spedizione altri 200CHF circa. Dazio italiano calcolato sul totale di 2000+400+200= 2600CHF. Al cambio circa 2300 euro, diritti italiani circa il 20%, sono altri 460 euro. più spese di sdoganamento. Totale circa 2800 euro, ovvero circa 3200CHF. una tassazione globale, a partire dal prezzo di aggiudicazione del 60% circa. Non male...poi mi devono spiegare come si fa a restare nei prezzi di mercato comprando in svizzera...forse l'unico sistema è andare la e portarsele in tasca senza dichiarare nulla, ma sarebbe un reato, no?1 punto
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Ciao @@ilvio! Mi sa che sei male informato: ti aggiorno così magari eviti in futuro di dare del bugiardo a qualcuno che non se lo merita. Qui trovi gli indirizzi delle filiali della Bundesbank, non traduco in quanto mi sembra che - a parte una svista grammaticale nel post precedente - tu il tedesco lo parli. https://www.bundesbank.de/Redaktion/DE/Standardartikel/Bundesbank/Hauptverwaltung_und_Filialen/kontakt_hv_filialen.html per gli altri traduco questo: "Informazioni sulla disponibilità della moneta da collezione da 5 Euro le ricevete dalla rispettiva filiale" Fate attenzione che già ufficialmente si parla di Sammlermünze = moneta da collezione e non di una moneta comune. Ciao ciao Njk1 punto
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Salve. Trattasi di un 6 tornesi in rame di Ferdinando IV 2° periodo (1799 - 1805). D/ FERDINAN IV SICIL ET HIE REX Testa del Re volta a destra; sotto, P. R/ TOR//NESI// 6, con ai lati A. P. In esergo, la data 1800 e sul taglio, treccia in rilievo. Pannuti-Riccio, p. 260, n° 14a; CNI XX, p. 609, n° 12. Rarità: NC (non comune). Per approfondire, bisognerebbe soffermarsi anche sulle sigle. Al D/, sotto la testa, la P è l'iniziale dell'incisore Domenico Perger, in attività dal 1786 al 1804. Si rimanda a: F. Di Rauso e P. Magliocca, Maestri di zecca (poi Direttori), di prova (poi Direttori alla Fabbricazione) ed incisori della zecca napoletana dal 1734 al 1860, in Bollettino del Circolo Numismatico Partenopeo, vol. I, 2014, pp. 134 - 135. Al R/ le sigle accanto al numerale indicante il valore sono A. e P., ovvero le iniziali del Maestro di zecca Antonio Planelli, attivo dal 1790 al 1803. Per cui cfr. F. Di Rauso e P. Magliocca, Op. cit., pp. 122 - 123.1 punto
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Domenica vado con Daniele , Giuseppe e Giovanni ad Annecy e mi auguro di tappare qualche buco dei Conti1 punto
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@@azaad Risolto parte del mistero...In India, sin dal periodo della civiltà vedica, era diffusa questa unità di misura detta "Tola" dal peso di 100 ratti (semi), ovvero 11,67g. Quindi non vedo questo collegamento tra le "Bent bars" di Gandhara e il peso dei sigloi achemenidi, ma riterrei che il peso di queste prime monete derivi dalla tradizione locale di Gandhara. Cito da wikipedia: The tola (Hindi: तोला; Urdu: تولا; tolā. from Sanskrit: तोलकः; tolaka) Punjabi ਤੋਲਾ , also transliterated as tolah or tole, is a traditional South Asian unit ofmass, now standardised as 180 troy grains (11.663 8038 grams) or exactly 3/8 troy ounce. It was the base unit of mass in the British Indian system of weights and measures introduced in 1833, although it had been in use for much longer.[1] It was also used in Aden and Zanzibar: in the latter, one tola was equivalent to 175.90 troy grains (0.97722222 British tolas, or 11.33980925 grams).[2] The tola is a Vedic measure, with the name derived from the Sanskrit tol (तोलः roott तुल्) meaning "weighing" or "weight".[3] One tola was traditionally the weight of 100 ratti (ruttee) seeds,[4] and its exact weight varied according to locality.1 punto
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Caro Renato, numismaticamente parlando questa moneta si presta a considerazioni di vario genere, ed intendo proprio questo esemplare! L'avevo già addocchiato sul catalogo online di vendita (bel listino), ed ora al di là di superficiali giudizi estetici vorrei provare a fare qualche commento. 1. La riconoscibilità della moneta deriva da alcune imperfezioni che, a mio avviso, non fanno considerare la moneta né FDC né qFDC, Si tratta di un esemplare molto bello ma che, già come commento sul sito internet, presenta l'indicazione ad un difetto sul bordo (e sarei propenso a considerare quello sul R/ ad ore 5); tuttavia anche il fascio mostra alcuni segni ed il collo del re; il giudizio del perito (nominato esplicitamente) mi è sembrato un po' eccessivo. 2. In generale il 100 Lire 1923 sembra presentare 2 tipi di sabbiatura: nel primo appare più sottile, con frequenti "mancanze" ed "opaca"; nel secondo corposa, coprente ed "aranciata". Il 2°T può essere trovato in FDC, il 1°T pressoché mai. Qualche perito ti potrà sussurrare a denti stretti che forse il 2°T è una risabbiatura, ma non è certo. Infatti a mia conoscenza tutte le Prove presentano una sabbiatura sovrapponibile al 2°T e, dato che cronologicamente dovrebbero precedere l'emissione ufficiale, è anche possibile che i due tipi di sabbiatura corrispondano ad una diversa attenzione o modalità con cui l'operazione è stata compiuta, inizialmente in modo più accurato. Anche il fatto che i fondi e il peso siano perfetti negli esemplari FDC 2°T, e il fascio presenti pochissimi segnettini, sembrerebbe deporre per una iniziale particolare attenzione nel procedimento di sabbiatura. Ma non posso essere sicuro di quanto qui ipotizzo. 3. La sabbiatura del 100 Lire "Vetta d'Italia" è ancora diversa, compatta ma scura. E' verosimile che il procedimento utilizzato per sabbiare sia diverso. Non conosco nei particolari come in Zecca si ottenessero questi effetti coprenti, ma suppongo una acidatura superficiale; dunque non si tratterebbe di sabbiatura vera e propria (ottenuta meccanicamente tramite polvere abrasiva impattante sul metallo) o per lo meno non sempre (?). Qui chiederei aiuto agli utenti del forum che ne sappiano di più di procedimenti metallurgici (ed in particolare a @@centurioneamico). 4. Il discorso sabbiatura si fa problematico dal momento che @@elledi nega tale tipo di trattamento nella Zecca di Roma per alcune tipologie monetarie coeve (dal 1910 al 1927); a mio avviso si tratta di un preconcetto legato alla mancata reperibilità di documentazione. Certamente prove e progetti potevano essere stati approntati anche in questa maniera, vi sono parecchi indizi al riguardo, ma l'approfondimento esula dallo specifico di questa discussione. 5. Non mi è chiaro a quale tipo di sabbiatura corrisponda l'esemplare di @@renato: sul sito internet l'avrei attribuito al 1°T, ma la foto postata mi lascia più perplesso; d'altra parte ancora una volta l'esame di foto diverse fa emergere con evidenza come sia pieno di trabocchetti esprimersi senza aver avuto la possibilità di controllare direttamente la moneta. A proposito, in quale data è stata periziata? ;)1 punto
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E chiudiamo con Agrippa http://www.forumancientcoins.com/fakes/displayimage.php?album=search&cat=0&pos=0 Ribadisco, alcuni dettagli gridano vendetta… ma tanti pesciolini abboccano... Ciao Illyricum ;)1 punto
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Qui di seguito pubblico il necrologio di Luigi Diodati, apparso sul n. 79 del "Giornale del Regno delle Due Sicilie" di venerdì 6 aprile 1832.1 punto
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Salve a Tutti, vorrei un vostro parere sulla conservazione di questa moneta, l'ho presa in un lotto di monete. Grazie.1 punto
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