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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/01/16 in tutte le aree

  1. Oggi 1° dicembre si festeggia Sant'Eligio, patrono e protettore di noi numismatici. A questo link trovate notizie sulla sua vita e sulle monete da lui emesse: http://numistoria.altervista.org/blog/?p=3247 Buon 1° dicembre a tutti
    3 punti
  2. Comunico che è disponibile sul sito della Società Numismatica Italiana il link della nuova Rivista con caratteristiche divulgative e finalità differenti dalla RIN dal titolo "Comunicazione. Bollettino della Società Numismatica Italiana " La Rivista è in formato digitale e sarà distribuita per i soli soci della SNI in formato cartaceo prossimamente. Rimando al Sito dove oltre al link troverete anche le motivazioni e le finalità della stessa. Grazie dell'attenzione per il momento, in attesa di commenti su questa nuova iniziativa editoriale, http://www.socnumit.org/
    3 punti
  3. prova a compararlo con questo Barbari. Ostrogoti. Atalarico. 526-534 d.C. XX nummi https://www.deamoneta.com/tintinna/view/17643
    3 punti
  4. Mi sono molto divertito nel leggere e partecipare a questa discussione. Ho trovato interessante vedere monete che vanno oltre i miei orizzonti collezionistici e apprezzare i motti ed i messaggi di epoche che conosco meno. Un grazie soprattutto a Dabbene per l'incessante sprone che ha esercitato su tutti noi. Grazie anche a tutti i frequentatori abituali della sezione che hanno accolto positivamente le monete estere contemporanee. Sono entrato in questa piacevole esposizione numismatica in punta di piedi, timoroso di essere un po' fuori luogo, ma alla fine mi sono sentito fra amici. Collaborare alla raccolta, nel mio piccolo, è stato piacevole oltre che istruttivo. Grazie ancora e buona serata.
    3 punti
  5. Vedo un grande consenso a questa nuova iniziativa editoriale e me ne rallegro, certamente si può dire qualcosa di più almeno a livello personale. Dice giustamente Simone nel precedente post sui lamonetiani, c'è molta Lamoneta in tutto questo, nella redazione ma soprattutto negli autori possiamo ben dire che almeno 8 su 10 lo sono e alcuni coinvolti decisamente anche con incarichi e responsabilità. E scrivendo ora su Lamoneta questo non può che far piacere... Quando c'è un nuovo prodotto editoriale in numismatica non si può che esserne contenti, Roberto Ganganelli parla di rivoluzione nella comunicazione, di passo verso il futuro, di divulgazione ad ampio raggio. Certamente è un passaggio importante per la SNI che raccoglie le richieste di tanti appassionati e iscritti, in primis con gli Eventi organizzati in giro per i Medaglieri italiani con incontri con tutti, soci e non soci e ora con una nuova rivista che ha caratteristiche diverse dalla RIN, con contributi importanti divulgativi o presentazioni anche brevi di carattere scientifico, monete inedite, varianti, documenti non conosciuti .... Credo sia un buon prodotto, leggibile, vario, per tutti, che può spaziare dalle monete italiane a quelle estere di ogni epoca, alle medaglie, tessere, gettoni ( non a caso mi sono cimentato proprio sui gettoni ). Siamo nella divulgazione che credo porti alla crescita di conoscenze e di nuove future passioni, siamo nel fornire il prodotto a tutti in formato digitale, ma siamo anche nel fornire ai soci che devono avere un giusto riconoscimento oltre a quelli che ci sono già di averlo in formato cartaceo a casa. E personalmente credo che ad un autore attuale e futuro, a un socio non possa che far piacere avere a casa una rivista da sfogliare e mettere in biblioteca.... Ma poi giustamente bisogna anche leggerli ....in fondo è poi un numero 1....
    3 punti
  6. Un interessante espediente per conoscere le monete, la loro storia e permettere a utenti che frequentano, solitamente, sezioni differenti, di incontrarsi, quantomeno virtualmente.
    3 punti
  7. Ciao quadriga, la tua moneta non se la "mangerà " il cancro per così poco. Dalla foto osservo che è solo il rovescio ad avere due micro puntini. Usare il Benzotriazolo è superfluo e si un buon procedimento, ma quando il cancro e vasto e c'è il rischio di perdere la patina se non si usa una bassa % Il punto sulla coscia, lo puoi risolvere tu , ovvero puoi tamponarlo per un po' di tempo "anche lungo". Il principio è quello dei dentisti, quando c'è una carie. Con un lentino svuota tutta la polvere verde fino in fondo con uno spillo, quando l'avrai svuotata con la stessa punta dello spillo, fai in modo di riempirlo di candeggina " meno di una goccia" , qualche minuto e ripeti un paio di volte, asciuga e ripeti un paio di volte con acqua ossigenata ad alta %" sempre meno di una goccia" quando sarà bene asciutta , ti basterà "tappare " il buchino con della cera da matite che i ragazzi a scuola usano per colorare. Usa quella che si avvicina alla colorazione della moneta. Importante che la micro cavità si riempia. Passa uno straccetto e conservala in luoghi asciutti e non in bustine di polietilene. L'altro puntino "mi sembra tra le ali dietro la nuca della Nike , puoi usare lo stesso metodo. Se hai difficoltà , contattami alla mia i-mail "[email protected]" Saluti.
    3 punti
  8. Con le parole di Stefano Pronti, ex direttore dei Musei di Palazzo Farnese di Piacenza, vorrei segnalare la recente e improvvisa scomparsa di Giuseppe Crocicchio (Nakona): " Vorrei rendere omaggio a Giuseppe Crocicchio, rievocando la collaborazione intensa e preziosa avuta con lui. Egli ha avuto molti meriti per la promozione della cultura storica e numismatica, organizzando i memorabili incontri di antiquariato all’Ente Fiere dagli anni Ottanta, che attrassero a Piacenza centinaia di collezionisti e migliaia di acquirenti, preparando annulli posta per eventi notevoli, aprendo mondi conosciuti insieme a Giorgio Fusconi, altro grande esperto numismatico. Ma per quanto riguarda le istituzioni è degno di ricevere gli onori propriamente attribuiti a un cittadino illustre, che ha dato il massimo alla sua patria, nel suo caso adottiva, Piacenza. Il massimo contributo è stata la schedatura del fondo numismatico comunale di oltre 12.000 monete e medaglie fotografate, pesate, misurate e descritte una per una alla presenza fattiva di un custode e di un dirigente dei Musei Civici nella metà degli anni Ottanta: settimana per settimana con santa pazienza si procedeva a estrarre e a inserire in nuovi contenitori la vasta collezione civica, dormiente da decenni, dimenticata, sottoposta a possibile parziale dispersione per mancanza di un inventario vincolante. Dopo questo lavoro certosinico si organizzarono tre importanti mostre che illuminarono Piacenza di fronte alla grandi collezioni italiane: le Monete dei Farnese, le Monete d’oro, la Zecca di Piacenza in età comunale, che evidenziarono alcune peculiarità e alcune scoperte molto utili alla storia maggiore. Vi fu per anni un grande fervore verso il microcosmo del conio che si presentava anche come un documento iconografico e politico delle diverse età. Seguì la donazione ai Musei dei venti volumi del Corpus Nummorum Italicorum da parte di Gian Paolo Pagani, sontuosi, unici e introvabili. Seguirono poi altri studi di Giuseppe con l’amico Giorgio sulla circolazione monetaria nelle varie epoche, tra i quali la summa è il volume Zecche e monete a Piacenza dall’età romana al XIX secolo. Di fronte a questi grandi progetti accettava sempre la sfida con un sorriso pieno di ottimismo, con un fare rispettoso e discreto, umile ma signorile in ogni circostanza, sia nella fase operativa, sia nella presentazione dei risultati. Aveva un talento naturale molto ben coltivato: sapeva giudicare a vista la collocazione storico-geografica di un pezzo numismatico, la sua autenticità e la sua rarità o meno, cioè il suo valore storico e venale, riservandosi sempre di certificare con una mirata ricerca a sostegno della sua intuizione, che poi si rivelava esatta. Maneggiava il computer con abilità insospettabili, arrivava nei siti più specializzati e decisivi per le cognizioni specifiche; nella sua ariosa casa di Trevozzo teneva testimonianze di antiquariato che incuriosivano, ma tutto il suo piacere era spaziare nel sapere numismatico nella rete e nei repertori. Imbattibile. Se ne è andato all’improvviso, senza disturbare nessuno, senza fare rumore, accompagnato da Vittorina e dagli intimi. Onore a Giuseppe, per tutto quello che ha dato e senza mai nulla chiedere in cambio. Stefano Pronti "
    2 punti
  9. Forse...a patto di trovare l'acquirente interessato e, secondo me, non è facile. Un commerciante le comprerebbe per rivenderle singolarmente, e dunque non solo non riconoscerebbe alcun valore supplementare, ma offrirebbe addirittura meno degli 8-10 euro l'una di cui parli (e che, francamente, mi sembrano troppi non solo per un commerciante, ma ammettiamo pure che...). Un collezionista...esiste qualcuno disposto a spendere, diciamo 1200 euro, per avere 100 banconote tutte uguali, e tutte ugualmente comuni? Poi, che se ne fa? a rivenderle una ad una, ci rimette, dovrebbe trovare qualcuno disposto a sua volta ad acquistarle in blocco, ma questo qualcuno, quanto potrebbe offrire in più? Le acquista per passione, per il piacere di possederle? dal mio punto di vista, non è certo il modo giusto di collezionare, si ritroverebbe con 100 pezzi uguali il cui unico motivo di interesse sarebbe nei numeri di serie consecutivi. Sarà che a me non interessano nemmeno le serie sostitutive, ma non riesco a capire come uno possa collezionare "numeri" piuttosto che "pezzi di storia", come sono, o dovrebbero essere, le banconote e le monete...e per la storia, di Galileo ne bastano al massimo tre, una per ogni diverso decreto e firme Quanto sopra, vale non solo per le Galileo, che potrebbero essere solo un esempio, ma per qualunque altro tipo di mazzette tu dovessi avere, comuni, meno comuni, o rare. Se sono comuni, vale quanto sopra, se sono rare, si parlerebbe di cifre che in pochi potrebbero sborsare (quanto costerebbe una mazzetta di 5.000 Repubbliche Marinare FDS? ma anche di Manzoni, o Leonardo) e dunque, dal punto di vista pratico, cambierebbe poco. Detto questo, che naturalmente è soltanto la mia opinione, e non pretende certo di valere come verità assoluta, ti dò anch'io il benvenuto nel forum
    2 punti
  10. Buona sera a tutti, Ecco che io, timidamente, da appassionato di monetazione vicereale per Napoli finalmente posso accodarmi a questa discussione che da tempo seguo con interesse (tra l'altro chi meglio di me può apprezzare le monete ostiche e di difficile catalogazione? [emoji6]) Sono recentemente entrato in possesso di un bel lotto di denari lucchesi di questa tipologia (o almeno quello che sembrano essere), e in particolare sarei estremamente contento di ricevere innanzitutto una vostra catalogazione dell'esemplare che posterò, in seguito se è di vostro gradimento potreste anche espormi qualsiasi considerazione in merito, leggeró tutto volentieri! Da totale inesperto di questa affascinante monetazione (ho anche tentato a leggere i vostri interventi, ma sono troppi e dopo un po mi sono perso [emoji28]), non mi resta che passarvi la parola ed aspettare vostre piacevoli risposte.
    2 punti
  11. Ho controllato nel CNI XX e alla pagina 227, al n° 433 compare un esemplare simile senza la R nella legenda e come simbolo del coniatore porta una non meglio specificata "foglia". Ce n'è anche un altro senza la R nella legenda: a p. 229, n° 455 (simbolo del coniatore: leoncino). Mi chiedo se la "foglia" del CNI non sia in realtà la fiamma come nel nostro caso... Cosa ne pensate? Se le cose stanno così, potremmo avere anche la conferma che le sigle siano C - FC. @Fabrizio Proietti ti dispiacerebbe mostrarci anche l'altro lato? Grazie!
    2 punti
  12. Salve VALTERI, intervengo nel merito del " punto ermetico " a riguardo la tua frase " chiusa nel silenzio dei 3 / 4 "addetti " che hanno detto di sapere senza dirlo....." mi dispiace ma non so che dirti, personalmente io non ho detto di sapere ma che " credo " a che cosa si possa riferire, ( premesso che possa essere, come penso che lo sia , solo una convinzione di Tinia ) ed onestamente, se questo particolare sotto gli occhi di tutti, e che nessuno riesce a vedere, non viene indicato dalla persona che afferma che la moneta sia fusa non so cosa dire, la mia è solo un " ipotesi " basata su un particolare che per me non è ascrivibile a fusione e che probabilmente è diverso dal famoso asso nella manica, personalmente ho sempre detto che la moneta, fino a quando non si dimostri il contrario, non è fusa. Noto con piacere che in questo thriller è intervenuto @art74 che ha fatto la sua analisi da esperto quale è , con una tesi ( La moneta potrebbe essere autentica e pulita male oppure falsa è intenzionalmente "bruciata" per cancellare le evidenze del fatto che la moneta non è autentica. ) sostenuta anche da altri e che ci può assolutamente stare, difatti sia io che @gionnysicily ne abbiamo sempre sostenuto l'autenticità, che non si tratta di una moneta fusa, ma che ci potrebbe anche stare una bassissima percentuale di un falso coniato. Le condizioni della moneta purtroppo sono queste e sono convinto anche io che non meriterebbe di essere presa in considerazione da un serio collezionista, ma alle volte, non potendo disporre di mezzi economici adeguati, ci si indirizza su monete come queste ed ipotizzando che questa moneta sia autentica ( come credo che lo sia ) si può avere il piacere ed il gusto di possedere un decadramma ad un prezzo accessibile, anche se forse non si riuscirà mai a venderlo
    2 punti
  13. Buongiorno a tutti, ho mandato a Matzke le immagini del denaro ribattuto e nonostante per me fosse il primo in assoluto con queste caratteristiche, ho saputo che anche per Asti, oltre che per Genova, se ne dovrebbero trovare diversi, più o meno evidenti, di cui Matzke mi ha scritto di avere una collezione di immagini. Merito dunque ad @appah che ha prontamente riconosciuto il denaro sottostante. Per quanto complesso e impegnativo, sarebbe sicuramente interessante uno studio mirato, che sistematicamente andasse ad analizzare i sotto-tipi (non solo di Melgueil) per chiarire ulteriormente la cronologia e i rapporti commerciali esistenti all'epoca in quest'area tra Piemonte e Provenza. Matzke mi ha comunque detto che già nel MEC 12 questo fenomeno è menzionato... voi avete / conoscete dei denari o altre monete (oboli, grossi, doppi grossi) di Asti ribattuti su altre monete? Per quanto ho potuto vedere dall'analisi di circa 200-300 denari raccolti in questi anni, la tipologia più variabile è proprio quella del I tipo, quella più grezza (per intenderci i denari con le S non coricate, senza globetti nelle legende, con i bordi perlinati o come, per una volta, magistralmente descritti nel CNI 4: "i cerchi son linee con taglietti irregolari") mentre le tipologie e i sottotipi successivi mi sembrano più stabili e costanti... Ad ogni modo, per completezza di informazioni il denaro Astensis - Melgueil di cui sopra ha le seguenti caratteristiche: Peso: 0.675 g Diam. (min - max): 16.5 - 16.8 mm Crocetta al D/: 5.3 - 5.5 mm Saluti a tutti! Luca
    2 punti
  14. Ho letto con interesse tutta la discussione. Io credo che esprimere un giudizio su una foto sia molto difficile e qualche volta, come in questo caso, impossibile. Una moneta come quella di Ebay non va presa in considerazione perché come giustamente scritto da qualcuno le sue condizioni sono tali da non poter più stabilire se la moneta è autentica. Bruciare la prima pelle di una moneta è un modo per confondere le idee e rendere più difficile comprendere se una moneta sia falsa o autentica. Nello specifico, a mio modesto parere, è impossibile stabilire se la moneta di Ebay è fusa o coniata in quanto tutte le evidenze della coniazione sono state cancellate (volontariamente o involontariamente). Liquidare la questione dicendo che non ci sono evidenze di coniazione e quindi la moneta è falsa è, sempre a mio modesto parere, troppo semplicistico. La moneta potrebbe essere autentica e pulita male oppure falsa è intenzionalmente "bruciata" per cancellare le evidenze del fatto che la moneta non è autentica. Io non comprerei mai la moneta di Ebay e non la prenderei mai in considerazione, ma "a pelle" non mi sembra così evidente che sia falsa. A buon intenditore poche parole.....
    2 punti
  15. Mi piace la lettura del diritto con i due ? , effettivamente lo spazio è davvero ristretto per ospitare la crocetta e la I. Il problema della scarsità di materiale visionabile online credo sia uno dei più grossi problemi con cui lo studioso di monetazione minuta deve fare i conti. Sta uscendo una discussione di respiro abbastanza ampio, un domani potremmo magari ampliarla ai denari pisani in generale, meritano anche loro uno spazio specifico di discussione...
    2 punti
  16. Isidoro di Siviglia, nelle Etimologie, sosteneva che nella moneta tre sono i requisiti richiesti: il metallo, l'immagine (o il tipo) e il peso; se manca uno di essi non c'è moneta. Per figura (o tipo) possiamo tranquillamente intendere la combinazione tra impronte ed eventuali legende che le accompagnano. In una discussione come questa nella quale abbiamo concentrato l'attenzione proprio su questo aspetto - che alcuni definiscono "terzo lato" (come ricordato più volte da @dabbene) - abbiamo dunque fatto numismatica a tutti gli effetti, senza nulla in meno rispetto a chi dedica tempo, attenzione, studio e capacità agli altri due elementi, altrettanto importanti. Credo proprio perciò che possiamo farci tutti un bell'applauso e congratularci a vicenda, un po' come degli atleti che dopo aver portato al termine una bella azione corale di gioco si complimentano l'un l'altro. E per proseguire con la similitudine sportiva, chi vorrà potrà trovare qui sempre la possibilità di "rivedere il replay", rileggendo e gustando magari "alla moviola" tutte le fasi salienti...
    2 punti
  17. Buone nuove appena giunte dalla mia ultima ricerca. Aggiorno questa discussione in quanto, tra le fonti, possiamo ora annoverare anche il parere lasciatoci in merito a questo denaro e al suo ritrovamento nel ripostiglio polacco dalla prof.ssa Travaini in un suo scritto del 2003. Innanzitutto, bisogna ribadire nuovamente la rarità di queste (come di altre) monete capuane che già di per sé rende ardui gli studi intorno ai singoli esemplari. Inoltre, a ciò si deve aggiungere la mancanza di ritrovamenti accertati. In poche parole, grazie a questo scritto, possiamo finalmente dire con una certa sicurezza che rinvenimenti documentati di mezzi denari (o denari che dir si voglia) capuani come quello oggetto di questa discussione sono pressoché del tutto assenti, almeno fino ai giorni nostri. Questa mancanza, connessa sempre alla rarità, porta ad una difficile collocazione cronologica del pezzo. Unica eccezione degna di nota è, appunto, il ripostiglio di Obrzycko (Poznam) che, dall'Ottocento ai giorni nostri, rimane ancora l'unico in grado di annoverare in un contesto ben definito (anche cronologicamente) un mezzo denaro capuano del tipo in questione. Prima di quest'oggi non ero riuscito a reperire un'immagine del mezzo denaro capuano rinvenuto in Polonia ed illustrato nel 1844 dal Friedlaender (tav. III, n° 4), ma ora fortunatamente ho risolto e con piacere allego qui di seguito un disegno da me eseguito tenendo dinanzi quello inserito nelle tavole dello studio del Friedlaender. Penso così di fare cosa gradita a tutti gli appassionati di questa particolare monetazione e, nel dettaglio, del mezzo denaro longobardo dei Principi Pandolfo I e Landolfo III. Grazie per l'attenzione.
    2 punti
  18. Ciao Giovanni sarà per la prossima volta .... ti mettiamo come "territorio di confine", insieme a sixtus78, con i papalisti .... Da sinistra in basso: Io Federico (mfalier) Alessio (Ross14) Amico di Alessio (mi sfugge il nome ) Artur (Arka) Costantino (non è sul forum ma è il Presidente del Circolo Monticello Conte Otto) Di fronte a lui e poi a scendere Prof. Saccocci (Andreas) Marco (DOGE82) Fidanzata di Giacomo Giacomo (oldgold) Fabrizio (fabry61) Luigi (gigetto13) in piedi Alessandro (chievolan) Mancavano, assenti giustificati: Chiara (Tuscia35) Andrea (ak72) saluti luciano
    2 punti
  19. in arrivo: ENRICO II DI SASSONIA (1014-1024) Denaro. D/ IMPERATOR al centro, HINRIC ( L’occhio di chi leggeva, muovendosi, faceva il segno della croce) in tre righe. R/ ΛVG || MED || IOLΛ || NIV || scritto in quattro righe. Crippa, 1
    1 punto
  20. Salve, come si è potuto capire dai miei precedenti interventi nel forum, mi sono appassionato allo studio delle tre cinquine di Filippo III per Napoli. Consiglio a tutti di leggere l'esaustiva pubblicazione di @Rex Neap sull'argomento (http://www.wikimoneda.com/ojs/index.php/omni/article/view/95/91). Bene oggi vi vorrei presentare un'esemplrare di questa monete con un evidete segno del coniatore non descritto in nessuna precedente pubblicazione compreso quella in link. Si tratta di una 3 cinquine un po' tosata (2,00g) per cui non si leggono le sigle dei maestri di zecca e di prova ma il segno in questione è piuttosto evidente. Si tratta di tre fiamme o in alternativa tre piume che si trovano, come quasi tutti i segni dei coniatori, sotto la parola HISP. Vorrei conoscere il vostro parere.
    1 punto
  21. Solo in teoria, in pratica le cose sono ben diverse, il prezzo d'acquisto per 100 banconote è alto in ogni caso, a meno che non si tratta di una mazzetta del 1.000 lire Montessori, del 1.000 lire Marco Polo, del 500 lire Mercurio, del 2.000 lire Marconi e magari del 5.000 lire Bellini. Come vedi tutti bassi valori abbastanza recenti, chi sarà disposto a spendere 800/1000 euro per una mazzetta del 2.000 Galileo? E se fosse una mazzetta del 20.000 Tiziano? A prezzo pieno realisticamente resterebbero invendute, a meno che non c'e' un sostanzioso "sconto comitiva", come se fosse un lotto da 100 banconote, in buona sostanza il prezzo deve essere molto allettante per attirare qualcuno che le venderà singolarmente con il tempo, e chi le vende le mazzette credo che abbia già visto anzitempo se sono presenti serie particolari... Con questo discorso naturalmente decade quello che a primo acchitto sembrerebbe logico ".....possiamo affermare che la mazzetta intera abbia un valore superiore...." Non credo che un collezionista di mazzette, e magari ce ne sono, potrà annoverare nella sua raccolta, per esempio, una mazzetta del 5.000 Colombo primo tipo, del 100.000 Botticelli od altro di maggior valore, ad un certo punto ci si dovrà fermare dato l'altissimo e proibitivo costo, una collezione quindi fatta solo di bassi valori ? Meglio una banconota singola importante che 100 tutte uguali.
    1 punto
  22. A El Chupacabra piace. In questo caso - a mio avviso - il colpo non influisce sulla conservazione: SPL pieno. A El Chupacabra piace. In questo caso - a mio avviso - il colpo non influisce sulla conservazione: SPL pieno.
    1 punto
  23. i nostri vecchi dicevano : chi si loda, s'imbroda....
    1 punto
  24. ottimo acquisto e moneta veramente bella. mi piace!
    1 punto
  25. Ottimo suggerimento, @giarea, e soprattutto ottima vista. In effetti sembra anche a me di scorgere un 2 finale. Potrebbe essere quindi secondo periodo (e non primo) anno 1762!
    1 punto
  26. A questo link troverai delle foto di alcune monete dell'anno 176x.... con le quali potrai effettuare dei paragoni sulle cifre.... magari possono esserti di aiuto! http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CEIII2/1 un caro saluto...
    1 punto
  27. buona sera @Caio Ottavio purtroppo non sono riuscito a leggere bene le lettere presenti sulla moneta... in effetti adesso riesco a vedere bene il CAR EM al dritto... per cui chiedo venia per l'errore commesso in precedenza... e mi associo a quanto dici te riguardo il tondello!!! :-) sarebbe bello poter avere qualche foto con angolazione diversa, in modo da mettere in risalto la zona in cui è posta la data e cercare di intravedere qualcosa....
    1 punto
  28. Carissimo @babelone, mi stai facendo rientrare in questa ripetitiva discussione . Lo faccio con piacere visto l'arrivo di @art74, che mi onora a sapere che ha letto tutta questa interessante discussione. Leggere ......." " chiusa nel silenzio dei 3 / 4 "addetti " non lo trovo corretto. Io penso che 320 e passa messaggi , hanno delineato le varie posizioni. Non vedo chi vuole fare un passo indietro. Gira e rigira con tutte le foto e i dettagli che "io per primo " abbiamo postato , la discussione è ed rimane com'era. Il mio THE-END e solo perché nessuno mi ha risposto alla mia unica domanda........Fatemi vedere un esempio di una moneta in argento FUSA , con le corrosioni profonde come in questo deca Ebay. Nessuna risposta.Ritorno a riformulare la domanda agli "addetti"..........posto le foto delle corrosioni profonde, DOVE E POSSIBILE SOLO CON ARGENTO MINERALIZZATO ANTICO. Qualunque fusione che venga artificiosamente , chimicamente, non potrà MAI dare questi effetti. Sulla pulitura e restauro di monete , penso di essere uno degli addetti che ha più esperienza di tutti gli altri messi insieme. Sarò presuntuoso si , ma non imbecille.
    1 punto
  29. Questa è una variante della mia medaglia, con il diritto diverso nel disegno e nella legenda. La pala e il piccone sono incrociati, la dimensione della lanterna è stata ridotta ed è stato aggiunto l’elmetto da minatore. Il tutto inscritto in un cerchio di perline, a sua volta circoscritto dal cerchio perlinato lungo il bordo. Alle legenda è stata aggiunta la località del disastro, Frameries, variando anche la disposizione delle parole. Sul rovescio è stata modificata la frase della penultima riga: qui ‘À PEINE QUELQUES MILLIERS’, cioè ‘Appena qualche migliaia’, sulla mia ‘QUELQUES …. MILLIERS’, cioè ‘Qualche… migliaia’, dove i puntini di sospensione – tra l’altro rari su una medaglia – danno più l’idea del sarcasmo per l’entità ridicola dello stanziamento.
    1 punto
  30. Beh.. allora non puoi che ritenerti ampiamente soddisfatto
    1 punto
  31. In effetti in tantissimi credono (con estrema contentezza) che l'arrotondamento dei prezzi a 5 cent significa l'abolizione del cent e del due cent. Si possono utilizzare tranquillamente cinque pezzi da 1 cent per raggiungere i 5 cent in un pagamento, la decisione di una nazione non bypassa quanto dettato dalla legge emanata dal Consiglio dell'Unione Europea, ed in questo caso dall'art. 11 del Regolamento (CE) N. 974-98. un passo dell'articolo: "nessuno è obbligato ad accettare più di cinquanta monete metalliche in un singolo pagamento" In buona sostanza è illegale rifutare un pagamento in moneta corrente, ma c'è un limite di 50 monete per pagamento oltre il quale l'obbligo di accettazione viene meno. Fonte: Banca d'Italia Eurosistema - Formazione Economica e Finanziaria per le Scuole - La Finlandia e l’Olanda hanno introdotto norme per l’arrotondamento degli importi dovuti nei pagamenti ai 5 cent. Pertanto, le monete da 1 e 2 cent, pur mantenendo il corso legale, non hanno una circolazione diffusa all’interno di questi Paesi. "...non hanno una circolazione diffusa..." non significa l'abolizione dell'utilizzo dell'uno e due cent.
    1 punto
  32. La moneta e' bella, purtroppo i colpetti sono sempre fastidiosi, sopratutto nei momenti in cui si pensa a rivendere........tutti e dico tutti la svaluteranno perche' c'e' il colpetto. io cerco di evitare di comprare moneta con colpetti anche se bellissime......quelle poche che ho in collezione me le tengo ma rimane sempre il ma....... Aggiungo che nella tua e' veramente minimo, e poc o disturbante, quindi se l'hai pagata ad un prezzo equo va bene
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  33. PENITENZIAGITE "papalisti" che non siete altro saluti luciano
    1 punto
  34. Il tuo pezzo di 25-cent 1907 è, come dici tu, un basso grado—forse B = VG—ma è ancora da collezione. Ma il 1917 è una moneta migliore che lei sembra pensare. (Forse un'immagine diversa sarebbe mostrare più dettagli). "Tipo uno" Standing Liberty quarters di 1916-17 sono sempre richiesti, soprattutto pieno-data i pezzi come questo. La mia ipotesi—ancora una volta, è difficile dirlo con certezza—ma la mia ipotesi è F = F12 = MB. Troppo, sembra privo di difetti, e non è stata pulita per duramente. Moneta di divertimento! v. ---------------------------------------------- Your 1907 25-cent piece is, as you say, a low grade—maybe VG = B—but is still collectible. But your 1917 is a better coin than you seem to think. (Maybe a different image would show more detail.) “Type one” Standing Liberty quarters of 1916-17 are always in demand, especially full-date pieces like this one. My guess—again, it’s difficult to tell for sure—but my guess is F = F12 = MB. Too, it seems free of damage, and it hasn’t been harshly cleaned. Fun coin! v.
    1 punto
  35. Era difficile che avessi preso un'abbaglio conosco la tua esperienza.. Ciao carissimo è stato un piacere rivederti in quel di Verona. Eros
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  36. Bando ai sofismi. E' giusto sempre porsi la domanda se un esemplare dell'emissione EID MAR (non la stessa emissione !!) sia un falso o un esemplare autentico. Come dimostrato nella simpatica e parallela discussione su un enigma posto da King John, può capitare un esemplare con vecchio pedigree e risultare essere un vecchio falso, in questo caso riconosciuto dallo stesso venditore Gorny & Mosch, evidentemente con occhi più attenti e dopo la restituzione della moneta. Come ben si sa, anche nelle vecchie collezioni pubbliche museali ci sono diversi vecchi falsi. E lo stesso denario di Bruto con EID MAR, come più volte ribadito in questa chilometrica discussione, è stato spesso falsificato e sembra che la prima notizia su un aureo con EID MAR risalga nientemeno che al 1738, che è la data della pubblicazione di un libro, del danese Christianus (al suo n. 10): A giudizio di Buttrey, tutti questi aurei repubblicani elencato da Christianus (una dozzina) erano falsi, prodotti non molto prima di questa pubblicazione. Come già mostrato in alcuni posts di questa discussione, lo stesso famoso collezionista Bartolomeo Borghesi (1781-1860) aveva tre denari di EID MAR: peccato che erano identici fra loro. Nell'asta Dura & Sambon del 1881, che mise all'incanto questa collezione, oltre venti anni dopo la morte, i tre denari erano in tre distinti lotti (711, 712, 713). Questa asta non ebbe seguito, in quanto l'intera collezione fu acquistata in blocco e poi rimessa di nuovo in asta da Sangiorgi nel 1893, solo che questa volta il curatore dell'asta, Sambon, si accorse della falsità e riunì i tre denari in unico lotto, con la specifica che sono falsi: Con questa vendita l'intera collezione Borghesi delle monete repubblicane fu dispersa e non si ebbe più notizia delle varie destinazioni. Ho la quasi certezza che uno di questi tre falsi fu acquistato dal collezionista inglese Bunbury, che cedette la sua collezione in asta Sotheby nel 1896, e molti dei suoi pezzi furono acquistati dal British Museum nello stesso anno. Il denario del British Museum in oggetto è il seguente (con numero di inventario 1896,1203.27): All'esame diretti è risultato essere un tipico falso ottocentesco, fuso (con tipico aspetto della superficie ed è possibile riconoscere almeno una bolla di fusione dietro la nuca di Bruto). E' da notare che questo esemplare non fu registrato dal Grueber nel suo catalogo delle monete romane repubblicane del British Museum e soprattutto fu riconosciuto subito come falso dal curatore del BM, Sir Hill, come dimostra la copia tratta dal suo registro (a due pagine) di entrata delle monete nella collezione del BM, al suo n. 27: Prima pagina Seconda pagina E' da notare che Hill sospettava l'origine italiana di questi falsi (vi lascio il piacere di identificare l'altro falso, al n. 26, sempre proveniente dalla vendita Bunbury).... La cosa interessante è che di questo falso con EID MAR, che godette una certa fortuna nel XIX secolo, esistono alcune copie, anche di qualità ancora più cedente, come questo, che sta nella collezione ex Pelagio Palagi (1775-1860, quindi esattamente contemporaneo di Borghesi), ora nel medagliere di Bologna (che ha solo questo per EID MAR): Anche questo è un fuso e si capisce che è opera dello stesso falsario, purtroppo non identificato, il quale chiaramente aveva effettuato una ulteriore derivazione fusa, da rifilare al povero Palagi... Questo semplice esempio per confermare che comunque esistono vecchi falsi con EID MAR, che però sono facilmente riconoscibili, in genere anche dalla sola foto, ma ancora a maggiore ragione dal vivo.... Un pò più pericolosi certi falsi moderni...
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  37. caro @King John interessante discussione dalla quale posso solo che leggere e imparare.... tuttavia darò qualche mia impressione. il primo peso ha una lettura che mi pare poco probabile... le lettere potenzialmente incluse sono RANVT e forse una seconda T. quanto alla lettura della SC questa proposta mi sento di escluderla, includendo le lettere nel monogramma da slegare, anche perché le lettere S e C sono posizionate in luoghi "tipici". non viene proposta alcuna bibliografia in merito, quindi non so... mi pare comunque una lettura "frettolosa" il secondo è molto interessante perché anche stilisticamente è certamente vicino al tempo di Leone, e il monogramma ricorda assolutamente il tipo "Tessalonica" usato sui nummi...molto interessante il terzo è bello e rientra nella casistica degli EXAGIVM "dichiarati", ovvero con scritta il quarto, pur da ignorante, mi pare stilisticamente più tardo del IV-VI secolo dichiarato, ma se esiste una letteratura in merito, probabilmente ho detto una sciocchezza... il tema dei pesi è davvero interessante ma complessissimo... ci sarà di certo qualche esperto su lamoneta, speriamo ci illumini, magari anche sulla letteratura relativa... cosa è bene leggersi per primo?
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  38. Iniziativa bella e simpatica che ci ha fatto conoscere tante monete e tanti utenti. Complimenti a tutti noi.
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  39. Buona sera @anto R Antonio,i denari di pisa secondo il mio parere hanno una leggibilità mediamente inferiore a quelli di Lucca, aggiungiamo il fatto che se ne vedono molti meno (ad occhio e croce il rapporto è di 1/20) rispetto ai cugini ed ecco che risulta difficile studiarli e compararne le caratteristiche, quello che osservo è che le estremità cuspidate ci sono quasi sempre ed è da li che partono molto spesso le legature talvolta leggere e altre volte molto marcate.In questo esemplare colpisce la fattezza delle "E" in legenda al dritto ma non stupisce più di tanto perché in fase di incisione pare logico che sia stato usato il punzone a cuneo sia per il segno che per le E. Mi ricordano molto le E dei grossi Senesi di poco successivi. @dabbene almeno questi due sembrano appartenere allo stesso gruppo quindi con caratteristiche quantomeno molto simili, ne sto cercando altri ma il materiale in rete è davvero molto scarso, aspettiamo fiduciosi.Buona notte a tutti.
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  40. Credo che -stus derivi da -rtus (augur-tus) ... se così fosse non ci sarebbe posto per il concetto di status
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  41. Gionnysicily non ho dubbi sull'autenticità di questo esemplare. Anche le mie Grassmooor Hoard presentano concrezioni malachitiche su esemplari pressochè non circolati. E io le ho mantenute perchè non rovinano gli esemplari anzi conferiscono un piacevole sentore di "antichità". Ti pongo una domanda (sulla base delle tue conoscenze che non sono poche): mi spieghi la genesi di quella zona marrone a livello ventrale del soldato di destra? Sembra composta da metallo... come si è creato questa sorta di "rigonfiamento"? Ciao e grazie Illyricum
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  42. Sposterei comunque...
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  43. Sempre di recente (lo scorso 7 ottobre) è passato in asta quest'altro peso monetale che però ha avuto migliore sorte: è stato venduto a 1.200 CHF contro i 350 della stima di partenza. Nomos AG > Auction 13 Auction date: 7 October 2016 Lot number: 311 Price realized: 1,200 CHF (Approx. 1,225 USD / 1,096 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: The Eparch Collection of Roman, Byzantine and Islamic Weights LATIN COIN WEIGHTS Leo I, 457-474. Siliqua Weight (?) (Bronze, 12x12x2mm, 1.85 g 6), a square coin-weight on the reduced standard, Thessalonica. Diademed and draped imperial, beardless bust to right. Rev. Square monogram of LEONIS. A. Mazarakis, "A Byzantine check-weight of Leo I (457-474)" NomXhron 30, 2012, pp. 39-43 (this piece, illustrated on p. 39), Roma 10, 2015, 913 (same dies). A weight of great rarity and interest. Nicely patinated. Good very fine. From the Eparch Collection, ex Helios 6, 9 March 2011, 1073. This fascinating piece forms part of a very small series of weights known to have been produced in Thessalonica, albeit primarily for solidi (as Bendall 16 and Lanz, 159, 2014, 653 - 4.23 g). We can be sure that this weight and the two known solidus weights were struck at the same time because the monogram on their reverses was definitely cut by the same engraver. A further weight, ostensibly of this type but weighing 2.02 g (Helios 8, 2012, 546) and supposedly of billon (!) is so stylistically peculiar that one wonders what it is supposed to be! In any case, our piece here is one of the very rare weights that can be ascribed to a specific Roman or Byzantine emperor. Do note that two other examples of the present type have since appeared with Roma in London: 9, 2015, lot 866 (1.46 g) and the above mentioned piece from auction 10 (2.18 g). The weights of the two recent examples diverge so much from that of the present piece, which Mazarakis identified as a reduced siliqua weight, that it is possible that it might, after all, be a semissis weight! Estimate: 350 CHF
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  44. Buona serata Proprio così; è una iniziativa che vince, che accomuna chi sta dietro e davanti la macchina fotografica e vince il forum che ci permette partecipare o anche solo leggere, senza vincoli dovuti alle distanze che ci separano. Bravi tutti e soprattutto bravo Mario luciano
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  45. RISULTATI CONCORSO ( rilevamento ore 12 ) : 1° post 1 - Tollero del Porto, 1685, Livorno, Cosimo III dè Medici -11 mi piace 2° ex aequo : post 277 -Testone, Milano, Gian Galeazzo Maria Sforza con reggente la madre Bona di Savoia - 9 mi piace post 317 - Testone ANNO IV - Innocenzo XI - 9 mi piace - utente @King John post 361 - Osella del lido, 1797, Venezia - 9 mi piace - utente @gigetto13 post 373 - Ducatone 1617, Alessandro I Pico, Mirandola - 9 mi piace - utente @eracle62 procederei ora con le immagini di queste monete e poi stasera a mettere due mi piace ai tre utenti citati
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  46. Scusate se riporto in alto questa discussione ormai morta e sepolta... ma a Verona ho visto dal vivo un 5.000 Repubbliche Marinare in FDS... non ho parole per descrivere quanto fosse eccezionale. I colori di un FDS sono strepitosi, distribuiti su una superficie così ampia, sono qualcosa di affascinante. Ero d'accordissimo sulla vittoria del 500.000... fino a sabato
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  47. Salve a tutti, i Lamonetiani mi hanno portato un po' di sfortuna, poiché è la prima volta da quando frequento Veronafil che non porto a casa nessun acquisto! A parte gli scherzi, devo constatare che il pranzo lamonetiano è sicuramente un evento che da parecchia linfa al nostro desiderio di collezionare ed approfondire ciò che collezioniamo. Oltretutto questo è stato il mio primo pranzo tra Lamonetiani, ossia spero il primo di una lunga serie, poiché vorrei che ogni pranzo fosse l'occasione per conoscere qualche Lamonetiano in più... Parecchi plausi a @dabbene e @417sonia, per l'entusiasmo con cui hanno organizzato tale raduno numismatico. Saluti!
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  48. Buonasera, Leo XIII Anno XXIII, il giubileo del 1900. Roma contava circa 400.000 abitanti ed arrivarono altrettanti pellegrini in cerca di perdono. Fu particolarmente suggestivo per l'introduzione dell'energia elettrica. Saluti e buona Domenica
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